venerdì 31 ottobre 2008

Aspettando il 4 novembre ed incrociando le dita: una settimana cruciale‏

Dalla prossima settimana, la sfida sarà capire quali saranno le nuove prospettive per il futuro degli Stati Uniti. Qualunque sarà l’esito del voto di martedì prossimo, se l’America e il mondo non sono più gli stessi dopo l’11 settembre, occorre vedere come – prendendo quale direzione - gli Usa usciranno dalla catastrofe finanziaria. “Nulla è ancora deciso”, ammonisce Karl Rove – geniale stratega del doppio successo elettorale di George W. Bush. Infatti, alla vigilia di un voto cruciale per le sorti della supremazia Usa, in America si aggira lo spettro di un clamoroso rovesciamento dei pronostici: e se non fosse Obama ad entrare nello Studio Ovale? Il divario tra voto popolare e grandi elettori, le pieghe dei meccanismi elettorali, i timori che qualcosa sia sfuggito ai sondaggi o che qualcosa accada nelle ultime ore, tengono col fiato sospeso i quartier generali di entrambi i candidati.

Nel frattempo, venendo a casa nostra, in questi giorni il mondo della scuola e dell’università è in subbuglio. Cosa sta accadendo? La rabbia e il malessere del mondo dell’istruzione vengono da lontano; giacciono perennemente sotto la cenere salvo infiammarsi alla prima occasione. Per questo, si ha l’impressione che i contenuti reali dei provvedimenti legislativi non esauriscano le ragioni della protesta, che si alimenta anche del suo intrinseco potere catartico. In una simile situazione, la prima sfida è quella di stare al concreto. Anche se non è facile quando la confusione regna sovrana. Circa la scuola, non è dato sapere quali saranno gli effetti della conversione del decreto 137, noto come decreto Gelmini. Mentre, nelle università, dopo l’approvazione della legge 133/2008, si sta andando incontro a tagli indifferenziati a prescindere dai diversi comportamenti gestionali, dalla qualità della didattica e della ricerca. Provando a semplificare: dati vincoli di bilancio oggettivi, si può avere un’istruzione migliore con minori risorse? O, se si preferisce: l’ingente impiego di risorse fino ad oggi stanziate, ha garantito un’istruzione di alta qualità? Purtroppo, tutti i ranking mondiali dicono di no. Ecco allora già due vincoli precisi: è necessario risparmiare ed è necessario riformare scuola e università. Si valutino senza pregiudizi i punti qualificanti del ddl di riforma dell’università che sarà pronto la settimana prossima, così come riportato sulla Stampa di ieri: 1) Blocco dei concorsi che rischiano di fermare il turn-over per anni; 2) Chiusura della sedi universitarie periferiche e riordino dei corsi inutili; 3) Gestione finanziaria responsabile (ad es., la spesa per il personale non potrà superare il 90%); 4) Possibilità e non obbligo per gli atenei di trasformarsi in fondazioni; 5) Nuovi criteri per premiare le università migliori e quindi distribuire i fondi di conseguenza. E’ forse questo un attentato al futuro dei giovani studenti? Non lo sarebbe, al contrario, il lasciare le cose come stanno o l’innalzare a feticcio livelli di spesa che non hanno mai coinciso con elevati standard di qualità e di opportunità? Tutto è perfettibile, ma questi elementi sembrano una base ragionevole per aggredire i problemi dell’università introducendo nuovi cardini: responsabilità, merito, competizione. Certamente, ciò che è davvero imputabile al ministro Gelmini – ma è una scelta politica precisa che il ministro condivide con il resto della maggioranza - è un errore di metodo più che di merito: il malcelato disprezzo nei confronti di tutti gli attori dell'universo scolastico e universitario si è tradotto infatti nel mancato coinvolgimento degli stessi in un confronto – che avrebbe potuto anche essere aspro e in tempi certi, ma non pregiudiziale. Chi semina vento…


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L'università vista da un super-incazzato

Ciao Antonio,
contrariamente alla maggior parte delle persone, non credo che al centrosinistra manchino idee e capacità di proposta. Quello che manca è l'abilità di tradurre le molte idee in azioni concrete, svolte in tempi ragionevoli. L'errore principale di Prodi, nel 1998 come nel 2008, è stato quello di serializzare la fase 2 (le riforme) rispetto alla fase 1 (il risanamento). Nel primo caso almeno il paese ha guadagnato l'ingresso in Europa, nel secondo invece non ha ricavato quasi nulla, e soprattutto ha avuto la sensazione di un impoverimento. Si è trattato in realtà di qualcosa di più di una sensazione, la parte piùdebole della nostra società è stata solo colpita dai provvedimenti economici senza ritorni concreti.
Il mondo della ricerca, paradossalmente, fa parte del segmento debole della nostra società... Per via dei numeri e delle assenze di tutele sindacali: siamo un'esigua minoranza, e incapace di farsi sentire al pari di autotrasportatoti, tassisti, piloti di aerei. Per via della situazione dei precari: che guadagnano stipendi miseri, in posizioni senza futuro. Per motivi d'immagine: perchè è prevalente un giudizio veritiero, ma incompleto, sui guai di didattica, ricerca, modalità di ingaggio, diritto allo studio, organizzazione. Per motivi di interesse: perchè a pochi interessa davvero la formazione, e l'alta formazione in particolare. In definitiva, per motivi sociologici. perchè è impensabile che in una nazione in difficoltà come la nostra, il comparto ricerca possa essere particolarmente meglio della media degli altri. Allora, dai politici e colleghi del centrosinistra mi aspetto una parola chiara SUI SOLDI, più che sul resto. Vogliamo finanziare la ricerca? Dare soldi, soldi, soldi, non soltanto prospettive di riforma. S'intende, dandoli in modo misurato a chi si comporta dignitosamente/onorevolmente, tanti a chi si comporta in modo eccellente. Insieme a questa scelta, si puo' continuare a ragionare del resto. Senza questa scelta, il sistema collasserà in pochissimo tempo.
A presto


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giovedì 30 ottobre 2008

Il Senatore Luciano modica dice:


Cari amici,

il PD giudica deleteri i recenti provvedimenti governativi sull'università. I pesanti tagli finanziari, il blocco quasi totale del turn-over, la spinta all'autoprivatizzazione delle università statali sono insostenibili per il sistema universitario e hanno suscitato giustificate proteste negli atenei.

Il PD si è opposto e si opporrà con forza a questa linea politica, in Parlamento e nel Paese. Ma la strategia del PD è anche quella di avanzare proposte alternative concrete, cercando di far sviluppare un dibattito costruttivo, perché di riforme serie e di conseguenti finanziamenti pubblici l'università italiana ha davvero bisogno.

In questo quadro ho preparato un documento sul futuro dell'università contenente dieci proposte precise. Il documento è stato adottato ieri dal Governo Ombra del PD e subito dopo reso pubblico con una conferenza stampa degli onorevoli Veltroni e Franceschini. Mi fa piacere offrirlo innanzitutto alla vostra riflessione come spunto per l'apertura di un dibattito ampio, serio e aperto Ogni commento, proposta, critica sono dunque benvenuti.

Grazie in anticipo dell'attenzione. Con i miei saluti più cari,

Luciano Modica


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lunedì 27 ottobre 2008

Premio Nazionale Innovazione


Scusate se utilizzo la mia pagina di discussione politica, per ringraziare i cinque amici che con me si sono aggiudicati, con la costituenda azienda W.I.N. – Wireless Integrated Network, il PRIMO PREMIO DELLA STAR CUP TOSCANA 2008….con la proposta di un sistema wireless per la misura di parametri fisiologici!!!!! Non è mai semplice aggiudicarsi Business Competition ….e per questo mi complimento con Pietro Valdastri, Virginia Pensabene, Alessio Misuri, Sergio Scapellato e Donato Mazzeo…

Ed ora alla rincorsa del primo premio Nazionale…appuntamento a Milano Giovedi 27 Novembre

Vi terrò informati

Un abbraccio

Antonio

P.s. di seguito il comunicato stampa della SSSUP


Il 27 ottobre 2008 alle ore 12.00, presso l’Aula Magna Storica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, si svolgerà la premiazione dei cinque vincitori della quarta edizione della Start Cup Toscana 2008, una competizione - promossa dalla Scuola Superiore Sant’Anna - tra idee innovative, espresse in forma di Business Plan, provenienti dal settore della ricerca accademica e imprenditoriale del territorio toscano. La gara rappresenta una prima fase regionale del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), sponsorizzato da Vodafone Italia, che mette in palio il primo premio da 60.000 euro. Prima classificata tra le idee vincitrici della Start Cup Toscana 2008 è W.I.N., costituenda spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna, che ha presentato un Business Plan relativo alla realizzazione di prodotti che contribuiscano a migliorare la qualità della vita delle persone. Seconda azienda vincitrice è Fastenica (spin-off della Scuola Superiore Sant'Anna) con un progetto imprenditoriale finalizzato alla realizzazione di una linea di prodotti basata sulla tecnologia dei sensori tattili, con applicazioni nel settore gaming, robotica, protesica, telefonia e periferiche. Il terzo posto, invece, è stato assegnato ad una spin-off dell’Università di Siena, la ViDiTrust, che ha presentato un Business Plan sullo sviluppo di soluzioni anticontraffazione per packaging e documenti. Seguono Sorta (spin-off dell’Università di Pisa) con un’idea imprenditoriale relativa allo sviluppo e alla commercializzazione di metodi chimico-analitici per la diagnosi di varie patologie, e T4A (spin-off dell’Università di Siena) premiata per un Business Plan sulle Tecnologie ICT per la salute e la teleassistenza di disabili e anziani e la progettazione di ambienti intelligenti. Alla competizione toscana, che gode della collaborazione operativa di tutti gli altri Atenei toscani (Università di Firenze, Università di Siena, Università di Pisa, Scuola Normale Superiore), oltre che di Istituzioni, Associazioni di categoria, Enti locali e del progetto ILO NOVA, il network toscano finanziato dal MIUR che si occupa della valorizzazione e dell’applicazione industriale della ricerca, hanno partecipato 9 gruppi con un’idea imprenditoriale che intendono costituirsi in impresa entro il mese di maggio 2009, o che hanno costituito l’impresa dopo il 1° gennaio 2008. I Business Plan delle spin-off toscane sono stati valutati da una giuria composta da rappresentanti degli atenei toscani, di Unioncamere Toscana, dell’Unione industriali e di Confindustria Toscana. Le cinque imprese finaliste parteciperanno alla finale nazionale denominata Premio Nazionale Innovazione, i cui vincitori godranno di ottima visibilità e di consistenti premi economici.
Alla premiazione interverranno: Maria Chiara Carrozza, Direttore della Scuola Superiore Sant’Anna e Presidente della Start Cup Toscana 2008, Andrea Piccaluga, docente di Economia e Gestione delle imprese alla Scuola Superiore Sant’Anna e membro della giuria Start Cup Toscana 2008, Mario Garzella, Direttore Amministrativo della Scuola Superiore Sant’Anna, Monia Gentile, Responsabile Ufficio Valorizzazione Ricerche del Sant’Anna e referente organizzativo della Start Cup Toscana 2008, Michelangelo Suigo, Responsabile Relazioni Istituzionali locali di Vodafone Italia e referente azienda sponsor Premio Nazionale Innovazione. Saranno presenti, inoltre, i referenti delle cinque idee imprenditoriali vincitrici della Start Cup Toscana 2008.


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venerdì 24 ottobre 2008

Concessione della cittadinanza onoraria della città di Pisa a Roberto Saviano

Care amiche e cari amici,

dopo l’escalation di violenze avvenute nelle ultime settimane in Campania e le minacce a Roberto Saviano, insieme ad altri colleghi mi sono fatto portatore di una mozione in cui si chiede al Sindaco la Concessione della Cittadinanza onoraria della Città di Pisa a Roberto Saviano. Nelle prossime settimane inoltre mi farò promotore dell’organizzazione di una serata aperta a tutti in cui leggere alcuni brani tratti dal Libro Gomorra.

Non appena avremo definito luogo e data ve lo comunicherò….sarà una buona occasione per dimostrare il nostro attaccamento alla Legalità e per promuovere a tutti i livelli la massima solidarietà nei confronti della parte sana della popolazione campana, delle forze dell’ordine, della magistratura e di quelle amministrazioni locali che con il sacrificio giornaliero e con costante impegno, spesso al di fuori delle luci della cronaca, lottano ogni giorno perchè la legalità trionfi e lo Stato si riappropri pienamente di intere zone del nostro paese

Vi aspetto numerosi

Un abbraccio
A


Nel resto del post la mozione


Il Consiglio Comunale di Pisa

- Vista la drammatica escalation di violenza camorristica in Campania, specialmente nella zona di Castelvolturno e Casal di Principe culminata con la cosidetta strage degli immigrati di qualche settimana fa

- Viste le dichiarazioni di Roberto Saviano, giornalista e scrittore campano, autore del libro di denuncia “Gomorra”, nelle quali lo stesso ha dichiarato di voler lasciare il nostro paese a causa delle continue minacce di morte alle quali lui e la sua famiglia sono sottoposti

-Viste le dichiarazioni del vicecapo della polizia Nicola Cavaliere che ha confermato i il pericolo di morte che incombe su Roberto Saviano. "E' uno scrittore sicuramente a rischio e in prima linea, è giusto che in questo momento venga difeso", ha spiegato Cavaliere commentando le rivelazioni di un pentito, secondo le quali nei confronti dell'autore di Gomorra sarebbe stata emessa una condanna a morte entro Natale da parte del clan dei Casalesi.

- Viste le sconcertanti dichiarazioni di gruppi di giovani casalesi che identificano in Saviano il vero nemico della loro terra

- Vista la pericolosità del fenomeno, camorristico in particolare e mafioso in generale, che certamente non è solo relegato alle regioni di origine ma, soprattutto dal punto di vista economico, si espande in tutto il paese

- Considerate le manifestazioni di solidarietà al popolo campano in generale e a Roberto Saviano in particolare attive in tutta Italia da parte di singoli cittadini, associazioni ed istituzioni di qualsiasi estrazione politica, tra le quali il presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica;

Impegna il Sindaco di Pisa e la giunta comunale da Lui guidata

- ad attivare tutte le procedure necessarie per la concessione a Roberto Saviano della cittadinanza onoraria della città di Pisa

- a promuovere a tutti i livelli la massima solidarietà nei confronti della parte sana della popolazione campana, delle forze dell’ordine, della magistratura e di quelle amministrazioni locali che con il sacrificio giornaliero e con costante impegno, spesso al di fuori delle luci della cronaca, lottano ogni giorno perchè la legalità trionfi e lo Stato si riappropri pienamente di intere zone del nostro paese.

- Ad esprimere la massima solidarietà a tutti quegli scrittori, come Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Lu Geng Song e Gao Zhisheng, che solo per aver espresso liberamente il proprio pensiero oggi devono vivere sotto scorta, lontano dalla propria terra e sotto costante pericolo di vita, o addirittura imprigionati nei loro paesi di origine così come chi viene ritenuto colpevole di fare liberamente il proprio lavoro come il giornalista Hu Jia.

- A realizzare e patrocinare il maggior numero di iniziative volte a far comprendere, anche nella nostra città, il vero volto del fenomeno camorra dando risalto a quelle spinte culturali, delle quali Saviano è l’esempio più visibile, che, insieme al lavoro di repressione, permettano di combattere e sconfiggere la cultura della camorra e delle mafie in generale ed il clima di omertà e paura ad essa collegate.

- A prevedere un evento gratuito dove verrà effettuata la lettura in pubblico di brani tratti dal libro “Gomorra”, per far aumentare nella cittadinanza la consapevolezza del problema e dei pericoli ad esso connessi.


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Mozione di denuncia del Consiglio Comunale di Pisa delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio

La manifestazione di ieri, dicono i consiglieri del Partito Democratico Stefano Landucci e Antonio Mazzeo, rappresenta un segnale di novità e cambiamento rispetto alla monotonia politica creatasi negli ultimi mesi. In continuità con la protesta comunale, dice il Consigliere Mazzeo, abbiamo votato una mozione che denunciando per prima cosa la gravità delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perchè contribuiscono a creare tensioni e spargere veleni, invita il Sindaco e la Giunta ad adoperarsi presso le Istituzioni coinvolte in modo che si possa riaprire un dialogo su questi temi e chiede che venga immediatamente ritirato il decreto legge 133. Il Consigliere Stefano Landucci sottolinea che è fondamentale, in un’ottica di condivisione di un percorso di riforma della scuola coinvolgere gli attori protagonisti della stessa: docenti, genitori studenti.

Nel resto del post la mozione

IL CONSIGLIO COMUNALE DI PISA
Preso atto della dichiarazione del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: “Useremo le Forze Dell’Ordine per impedire che vengano occupate scuole e Università”;
Considerato l’invito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che riportiamo: “ È indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione, ma si apra all’ascolto reciproco, che si aprano spazi di confronto parlamentare e che in questa sede si formulino proposte anche con il contributo di docenti e studenti.”;
Considerata l’oramai generalizzata protesta di studenti e docenti in tutta Italia, senza una connotazione politica precisa ma trasversale, che discutono sul decreto legge e chiedono legittimamente una revisione dello stesso decreto;

Il CONSIGLIO COMUNALE DI PISA
Denuncia l’atteggiamento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che con le sue dichiarazioni contribuisce a creare tensioni, spargendo inutili veleni;

INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA
• Ad operarsi presso le Istituzioni coinvolte in modo che si riapra il dialogo su questo tema chiedendo che venga immediatamente ritirato il decreto legge Gelmini;


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Contro la 133 e per la scuola

Pisa, 23 Ottobre 2008

OGGETTO: Consiglio Provinciale e Comunale di Pisa
Convocazione per il giorno 28 Ottobre 2008


Ai Sigg.ri Consiglieri Provinciali e Comunali
Loro Sedi

Si comunica che il Consiglio Provinciale e Comunale di Pisa si riuniranno, in sessione aperta, in P.zza XX Settembre di Pisa - Logge di Banchi il giorno 28 Ottobre 2008 alle ore 15.00

con il seguente ordine del giorno:

" IMPATTO SUL TERRITORIO DELLA LEGGE 133/2008, E DEGLI EMENDAMENTI AL DLL 1441, OVVERO PROVVEDIMENTI NAZIONALI SU UNIVERSITA' E RICERCA".



La Presidente del Consiglio Provinciale: Cristina Filippini

Per la Presidente del Consiglio Comunale : Titina Maccioni
Il Vicepresidente: Paolo Mancini


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mercoledì 22 ottobre 2008

Aeroporto: le proposte e le iniziative del PD di Pisa


Lo sviluppo dell’Aeroporto “G. Galilei” si è caratterizzato negli ultimi anni da un notevole incremento di passeggeri e di voli; a ciò si sono affiancate esigenze di occupazione di spazi intorno allo scalo per nuovi parcheggi, nuova viabilità e servizi in genere, che hanno reso più caotica la vita dei quartieri di S. Marco e S. Giusto e, più in generale, della zona sud della città.

Il PD di Pisa, in sintonia con le iniziative pubbliche promosse dal Circolo del PD di S. Marco e S. Giusto nei mesi scorsi, è ben consapevole che ogni ulteriore margine di sviluppo della Società Aeroporti Toscano (SAT), utile ed auspicabile per la salute dell’economia del territorio pisano, deve necessariamente essere accompagnato da un serrato confronto con l’amministrazione comunale in primo luogo, per le responsabilità di prossimità dovute ai cittadini e con le altre istituzioni (Provincia e Regione) in quanto compartecipi del CdA della SAT.

Tale confronto si è appena avviato e svilupperà gli accordi necessari per intervenire sulle problematiche create dalle attività della SAT principalmente per:



  • verificare la compatibilità di sviluppo del masterplan di SAT nei confronti della città;


  • ridurre l’impatto acustico per le famiglie dei residenti limitrofi;


  • recuperare le parti di terreno necessarie alla costruzione di una rotatoria nella zona di ingresso/uscita della FIPILI, funzionale alla messa in sicurezza di chi abita e transita verso Via Cariola;


  • avviare un percorso di uscita delle famiglie abitanti in Via Cariola e Via Carrareccia, previo accordo dell’acquisizione di SAT dei terreni relativi e degli impegni del Comune per una ricollocazione abitativa adeguata;


  • riorganizzare la viabilità dei quartieri di S. Marco e S. Giusto, in sinergia con le opere già avviate ed in fase di conclusione come il sovrappasso che collegherà la Darsena con l’Aeroporto.


Si ritiene inoltre indispensabile affiancare al confronto in atto una partecipazione diretta di tutti i cittadini interessati, attraverso un’informazione precisa delle proposte in campo e una discussione nella quale saranno richiesti contributi alla soluzione dei problemi.
A questo scopo, il PD di Pisa assieme al Circolo di S. Marco e S. Giusto promuoverà nel mese di novembre due iniziative pubbliche incentrate sulla condivisione dei progetti comunali di viabilità e di vivibilità dei quartieri sui quali insiste maggiormente l’impatto dello scalo e sul ruolo futuro che giocherà l’Aerooporto “G. Galilei”, nel quadro più generale dei servizi aeroportuali toscani.

Su questi temi mi continuerò ad impegnare come fatto fin ora affinché vengano rispettati i tempi prospettati e venga ascoltata in maniera più ampia possibile la cittadinanza. Per qualunque segnalazione contattatemi senza problemi. Sono a vostra completa disposizione.



Un abbraccio



Antonio


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martedì 21 ottobre 2008

Il ricordo di V. Foà


Giorgio Bocca

Quando sento parlare di buoni maestri penso subito a Vittorio Foa, il migliore e il più presente negli anni dei miei buoni maestri. L'ho conosciuto leggendolo nel gennaio del '44, appena arrivato nelle Langhe dalla Val Maira con la anabasi partigiana dalla montagna alle colline del vino. Una staffetta ci portò da Torino l'ultimo quaderno di Giustizia e Libertà.

Aveva la copertina rossa e in nero la spada di Giustizia e Libertà. Era un articolo sulle alleanze orizzontali necessarie alla Resistenza, le alleanze ostiche alla nostra formazione elitaria, dei pochi ma buoni.

Quella lezione di intelligenza e di modestia ci arrivò nel momento giusto, della euforia combattentistica e della superbia. Un quadro lucido della situazione, un richiamo alla realtà. Lo stesso modo di vedere il mondo, senza retorica ma senza rassegnazione degli altri maestri del liberal socialismo, da Gobetti a Bobbio, dai Galante Garrone ai Rosselli, dai Valiani ai Parri. Vittorio Foa ci è stato maestro di generosità e di fedeltà intellettuale, di antifascismo solidale e intransigente, il necessario ma sempre legato alla ragione.

Ho avuto come compagni di viaggio nella politica e nella cultura due intellettuali di stampo giellista: Paolo Spriano e Vittorio Foa. Il primo era diventato lo storico del Partito comunista, il secondo il dirigente della Cgil legata al Partito comunista. Li ho seguiti per anni nella burrascosa vicenda delle fazioni e delle passioni politiche e la mia stima in loro è durata e cresciuta per la loro fedeltà alla ragione, per la capacità rara di restarle fedeli se occorreva con "l'astuzia dell'intelligenza".

La prova migliore di Spriano fu la storia del Partito comunista dove tutto ciò che si doveva sapere fu indicato anche se non gridato e per Vittorio la visita del sindacato all'Unione Sovietica e la relazione critica che ne seguì, precisa anche se non gridata. Ciò che faceva di Vittorio una persona amata da tutti coloro che lo conoscevano era la sua curiosità disinteressata, la sua fedeltà a una ragione ragionevole.

Nonostante la galera fascista e le faziosità di cui soffrì anche l'antifascismo non rinunciò mai a cercar di capire i diversi, non sacrificò i sentimenti e l'ironia al disprezzo e alla condanna. Fu sempre un amico, un padre, un compagno comprensivo. Mi incantarono i suoi ultimi libri, specie i ricordi di montagna, così come mi aveva colpito il suo saggio sul quaderno di GL, il suo saper restare uno che sa ridere, come quando della politica giovanile ricordava il fastidio di sua madre per quelle montagne di Courmayeur piene di neve e di antifascisti.

Vittorio e la sua famiglia passavano le vacanze a La Salle in Valle d'Aosta. Vittorio non era più in grado di camminare ma si faceva portare in auto fino al Piccolo San Bernardo per le montagne in cui aveva camminato da ragazzo e che ricordava tutte perfettamente per nome. Anche quello un modo del suo essere fedelmente affettuoso.


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sabato 18 ottobre 2008

Le Energie

di Maurizio Sereni

Il territorio pisano è il luogo dove si registra una delle più alte concentrazioni di energie intellettive nei campi della ricerca, del biotech, delle facoltà universitarie, della farmaceutica e dei servizi sanitari; Pisa è la città di Galilei e dei grandi studiosi che hanno studiato, respirato e ispirato molte eccellenze; Pisa è la città che si popola di 50.000 presenze non residenti ogni giorno, portatori di consumi ma anche di notevole valore aggiunto per cultura e molto altro.
In questa parte d’Italia bagnata dal Mediterraneo e posta idealmente con il volto rivolto verso il sole, i cittadini che vi abitano e la rendono viva ogni giorno, al cospetto di dati forniti dai Comuni italiani a fine 2007 (fonte: dossier del Sole 24 Ore del 13 ottobre, riguardante adozione di politiche energetiche alternative dei Comuni italiani), non beneficiano di alcun servizio energetico alternativo che la scienza e la tecnologia applicata rendono ormai fruibile a prezzi accettabili.

In questo dossier leggi Pisa e leggi Solare Fotovoltaico = 0 KW istallati; Solare Termico = 0 Mq istallati; Teleriscaldamento = 0 abitanti serviti; Biomasse = 0 KW istallati. Perfino nelle politiche per il risparmio energetico risultiamo fra gli ultimi posti (e queste, spesso, sono a costo zero).

E’ interessante notare i progressi di città come Benevento, i cui problemi di sviluppo e di sicurezza sono 100 volte superiori a quelli dei nostri territori, nello sviluppo del solare fotovoltaico (media di 4,3 KW istallati su edifici comunali ogni mille abitanti), a testimonianza che la sensibilità su queste tematiche prescinde dagli interventi in altri settori altrettanto strategici. A tutti è evidente che questa tendenza debba essere invertita.

Si percepisce con la nuova amministrazione Filippeschi la volontà di intervenire nella promozione e utilizzo di politiche di risparmio energetico (piano sostituzione lampade per l’illuminazione pubblica) e nell’utilizzo (specialmente per le strutture scolastiche comunali) di impianti per l’utilizzo di fonti energetiche alternative. Si auspica una maggiore sinergia con la Provincia e la Regione, altrettanto impegnate in piani di sviluppo energetico con relative risorse da destinare a tali fini.

Si richiede fortemente il supporto e la partnership di soggetti privati, sul lato della ricerca, del finanziamento, della realizzazione di impianti. In ogni caso, per la responsabilità politica che impegna il PD, c’è la necessità di rendere trasparente il percorso che vogliamo seguire nei confronti del tema dell’Energia, comunicando ai cittadini i progetti in corso, i futuri, gli impegni economici in campo e promuovendo momenti di confronto liberi e diffusi; su questi temi, legati concretamente alle difficoltà economiche delle famiglie, è possibile registrare largo interesse e consenso. Probabilmente molto di più delle polemiche sui viaggi in Cina del Comune di Pisa.


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mercoledì 15 ottobre 2008

Incontro per discutere su problemi/opportunità del Centro Storico Mercoledì 22 ore 21.30

Ciao a tutti,

In queste settimane più volte avevo pensato di creare un incontro per ascoltare i vostri problemi, per valutare le vostre proposte di miglioramento della città. Una buona occasione potrebbe essere l’incontro fissato dal Circolo del PD di Pisa Centro per Mercoledì 22 ottobre dalle 21.30 presso la sede del Circolo in corso italia, in cui il Sindaco Marco Filippeschi, insieme ai consiglieri del Circolo discuterà sui temi più importanti che riguardano il centro storico della città.

Credo che potrà essere una buona occasione per incontrarci e per confrontarci su come dare concretezza alle nostra idee.

Spero di incontrare tante/i di voi…..

Un abbraccio

Antonio


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lunedì 13 ottobre 2008

Rivolta: E NON E' CHE L'INIZIO...‏








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Così si uccide il Sapere in Italia


Cari tutti di seguito la mozione presentata e votata nello scorso Consiglio Comunale contro la legge 133 (cosiddetta Riforma Gelmini)

Cosa ne pensate? Avete idee da proporre sia a livello locale che a livello Nazionale?

Sono a vostra disposizione

Antonio



MOZIONE

OGGETTO: Università e Ricerca ad un punto di non ritorno: le conseguenze della Legge 133/2008 e delle norme antistabilizzazioni del ddl n.1441

Visto lo stato di agitazione dichiarato dai ricercatori, i professori e i tecnico amministrativi precari e non precari dell’Ateneo pisano e del Cnr;

Viste le mozioni e le successive prese di posizione approvate sin dall’emanazione del Decreto Legge 112 del 18 Giugno 2008, convertito il 6 Agosto nella Legge 133/2008, dalla Crui e dal Cun, ovvero i maggiori organi di rappresentanza delle Università italiane, da diverse Conferenze dei Presidi, dai Senati Accademici e dai Consigli di Amministrazione della maggior parte degli Atenei italiani;

Vista la posizione espressa dai Senati Accademici delle Università Toscane riunitisi per via straordinaria in seduta congiunta;

Viste le prese di posizione di molti organi collegiali delle facoltà e dei dipartimenti dell’Ateneo pisano e Toscani;

Vista la preoccupante “denuncia” all’opinione pubblica fatta dall’assemblea generale del personale dei tre Atenei pisani rivolta ad evidenziare il rischio dello smantellamento dell’Università pubblica;

Visti gli elementi emersi la mattina del 30 settembre, quando circa trecento precari dell’Università, del Cnr e dell’Istituto di Fisica Nucleare hanno civilmente manifestato dinanzi a Palazzo alla Giornata e a Palazzo Gambacorti contro un emendamento presentato all’interno del collegato “monstre”, ddl n.1441, nel quale non solo si sopprimono le disposizioni presenti nella finanziaria 2007 e le misure successive finalizzate alla stabilizzazione del precariato pubblico, ma si ipotizza addirittura la decadenza automatica dei contratti attualmente in proroga;

Vista l’attuale sordità da parte del Governo nei confronti dei pareri discordanti delle rappresentanze dei docenti e delle associazioni di dottori di ricerca, dei dottorandi, contrattisti, precari e studenti, della CRUI e del CUN, delle Conferenze dei Presidi, dei Senati Accademici e Consigli di Amministrazione della maggior parte degli Atenei italiani;

Considerato molto grave l’intervento su materie così delicate e strategiche per il paese come la formazione universitaria e la ricerca pubblica attraverso strumenti legislativi che di fatto non consentono alcun confronto preventivo, né un dibattito approfondito nel Parlamento e nel Paese;

Considerato che le normative adottate non sono ispirate ad alcun progetto - condivisibile o non condivisibile - di riforma, bensì documentano la scelta di fare cassa senza considerarne gli effetti reazionari e dannosi per settori strategici come Università e Ricerca, per i quali l’Italia accusa una persistente arretratezza in termini di investimenti, come da rapporto OCSE 2008;

Considerato che l’Italia, nei primi posti per produzione scientifica, è già molto lontana dagli obiettivi europei sulla formazione, in quanto molto indietro per spesa annua per studente ed ultima in Europa per spesa totale destinata all’Università rispetto al PIL (0,9% contro 1,3% della media UE), per la quota di spesa pubblica per l’Università (1,6% contro 2,8% della media UE), per spesa totale destinata alla ricerca rispetto al PIL (1,09% contro il 2,26% della media UE);

Considerato che facendo leva su una campagna mediatica indiscriminata a tratti diffamatoria - scandali sul nepotismo, sullo spreco del personale, sulle superpaghe dei dirigenti, ecc., seppur veri e diffusi non sono sufficienti a giustificare “comode” generalizzazioni - vengono accomunate tutte le Università in un unico calderone e viene colpito il sistema pubblico nella sua essenza penalizzando soprattutto gli Atenei con maggiore tradizione nella ricerca e nell’insegnamento;

Considerato che il sistema universitario e di ricerca italiano esige un percorso di analisi approfondita e un ampio confronto preventivo al fine di approdare ad una indispensabile riforma che metta al centro gli obiettivi di Lisbona, ovvero la strategia europea che individua nella conoscenza il fulcro centrale del nuovo sviluppo sociale ed economico, che dia maggiore attenzione agli studenti dalla laurea al dottorato di ricerca, che premi il merito e apra le porte ai giovani talenti;

Rilevato che la Legge 133/2008 (conversione del DL 112/2008) infligge un colpo di grazia al sistema pubblico universitario e di ricerca in quanto mina principi Costituzionali fondamentali quali il “DIRITTO ALLO STUDIO” in una Università libera, democratica e aperta a tutti, il “DIRITTO AL LAVORO” vero e non precario, il “DIRITTO AD UNA VITA DIGNITOSA” a partire dalle condizioni salariali e materiali, sociali e culturali, la “LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO, DI RICERCA”; in particolare i provvedimenti del Governo produrranno i seguenti effetti:

• una riduzione annuale fino al 2013 del Fondo di Finanziamento Ordinario di 467 milioni di euro (taglio del 6%) e un taglio del 46% sulle spese di funzionamento per sostenere l’abolizione dell’ICI sulla prima casa per le famiglie con redditi alti (per quelle con bassi redditi le misure erano già state studiate nella finanziaria 2008);

• una riduzione del turn-over al 20% per le università (su 5 che vanno in pensione 1 solo verrà assunto) nel periodo 2009-2013 (in termini finanziari -64 milioni di euro nel 2009, -190 milioni di euro nel 2010, -316 milioni di euro nel 2011, -417 milioni di euro nel 2012, -455 milioni di euro nel 2013). Per gli EPR si avrà una riduzione del 20% nel 2009 mentre dal 2010 al 2013 ogni unità di personale che esce potrà essere sostituita da una sola unità di personale in entrata e non in base al valore economico "liberato" (un dirigente di ricerca libera un valore economico che corrisponde a più unità di personale al primo impiego);

• un taglio complessivo di quasi 4 miliardi di euro in 5 anni;

• la trasformazione delle Università pubbliche in Fondazioni di diritto privato;

• anche per gli enti di ricerca come per le altre amministrazioni dello Stato, una riduzione della pianta organica pari almeno al 10%, con conseguente blocco delle assunzioni per molte realtà;

Rilevato che gli effetti combinati tra l'articolo 49 della Legge 133/2008, ovvero il divieto di ricorrere al medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'arco del quinquennio ultimo, e il 37-bis inserito nel ddl 1441 in iter d’approvazione parlamentare, ovvero la cancellazione della procedura delle stabilizzazioni, determineranno il devastante blocco per le forme contrattuali a tempo determinato in enti dove la frequenza dei concorsi è scarsissima e il licenziamento in tronco (dopo 3 mesi dall' eventuale entrata in vigore del ddl 1441) di chi aveva già ricevuto garanzie dallo Stato di un percorso per andare a stabilizzare la propria attività professionale;

Ritenuto che le misure descritte mettono a rischio il normale esercizio della didattica e della ricerca nelle Università e nei centri di ricerca, aggravano il problema del numero e della media anagrafica del personale, tradiscono gli accordi europei e il dettato costituzionale sulla necessità della natura pubblica dell’istruzione, compreso quella universitaria;

Ritenuto in particolare che:

• i tagli, previsti in maniera indiscriminata senza alcun accenno a criteri di valutazione, risultano insopportabili per un settore già in grave sofferenza e del tutto sottovalutato rispetto a quanto sta succedendo nel resto del mondo;

• vengono chiuse le porte ai giovani talenti, ovvero una delle risorse più pregiate del nostro paese;

• il taglio indiscriminato delle risorse unito alla possibilità di trasformazione in fondazione privata rischia di modificare il sistema universitario nazionale in un sistema di formazione estremamente debole e con accessi differenziati in base al censo (nessun tetto per le tasse universitarie). Inoltre, senza alcun riferimento alla valutazione si selezioneranno le discipline e le sedi universitarie non sulla base del loro valore didattico e scientifico ma in ragione della diversità del contesto socio economico in cui operano;

• lo Stato non può garantire un percorso di acquisizione certa di diritti e immediatamente dopo tradire quella garanzia mettendo in gioco tanto la reputazione delle Istituzioni quanto le stesse basi di solidità civile dei cittadini;

• le norme approvate e in fase di discussione sono come bisturi di una demagogia impietosa nelle speranza viva dei giovani e dei precari di tutte le età e delle loro famiglie;

Constatato che gli effetti di una crisi del sistema formativo e di ricerca pisano avrebbe enormi ripercussioni sulla città e sull’intera provincia sia in termini socioculturali che economici;


Il Consiglio Comunale di Pisa

Esprime piena solidarietà ai docenti, i ricercatori, i precari e gli studenti.

Denuncia all’opinione pubblica l’azione del Governo di voler smantellare il sistema pubblico universitario e di ricerca.

Afferma con grande preoccupazione la propria contrarietà ai provvedimenti adottati dal Ministro e dal Governo, evidenziando i gravi rischi legati ad un indebolimento del ruolo complessivo della produzione e fruizione del Sapere nel nostro paese.

Chiede:

che il Governo riveda i propri orientamenti;

che il Parlamento non approvi il ddl n.1441;

che, a partire dalla prossima discussione parlamentare della legge finanziaria, si riaffermino gli obiettivi europei e che siano corrette le norme previste nella Legge 133/2008;

che, dato il carattere strategico delle politiche sulla formazione universitaria e la ricerca, tale materia non venga trattata con decreti e colpi di maggioranza, ma con un serio confronto parlamentare, col coinvolgimento degli esponenti della cultura italiana e di tutti i soggetti interessati.

Impegna il Sindaco e il Presidente del Consiglio a farsi interpreti in tutte le sedi opportune delle posizioni espresse, a prendere contatto tempestivamente con i rappresentanti istituzionali, sindacali e associative delle Università e dei Centri di Ricerca della città di Pisa e a farsi promotori di iniziative congiunte con la Provincia e la Regione.


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