lunedì 29 giugno 2009

TRA LA MOVIDA E IL SONNO SI SCELGA IL RISPETTO DELLA LEGALITA’

L’iniziativa proposta dal Comitato in merito agli sforamenti di decibel e al degrado urbano notturno rilevato frequentemente da molti abitanti del centro storico ha stimolato un dibattito effervescente, ma allo stesso tempo civile, consentendo di mettere in chiaro le scelte della giunta e della maggioranza in queste direzioni. Credo sia giusto ringraziare i cittadini che hanno promosso questa occasione di dibattito e di pubblico impegno delle istituzioni, utilizzando modi civili, con chiarezza di argomenti e di richieste e con grande partecipazione.

L’assessore Eligi, come primo e più immediato intervento da parte dell’Amministrazione da sottoporre all’attenzione del Consiglio, ha spiegato modi e tempi con i quali si intende eliminare il fenomeno abusato della musica ad alto volume fuori dai locali in orari fuori legge ed in questo senso si esprime una volontà immediata del rispetto della salute dei residenti e di ritorno alla legalità ed al controllo come da leggi ed ordinanze vigenti.

Allo stesso tempo, come sintetizzato nella mozione presentata dalla nostra maggioranza e votata da 21 consiglieri, si sottolinea che piuttosto che stressare la dicotomia tra movida e sonno è importante consentire il rispetto della legalità attraverso atti amministrativi concreti e non discrezionali (censimento degli spazi cittadini entro ottobre, piano sui servizi igienici del centro storico, revisione del Regolamento delle attività rumorose), in linea con i primi dispositivi approvati dall’Amministrazione e dal Consiglio dall’inizio della legislatura (ordinanza per le misure a tutela della vivibilità e del decoro e della sicurezza urbana, patto con gli esercenti con premio orario previa assunzione di una serie di responsabilità, etc).

In questa direzione tutti gli interventi dei consiglieri di maggioranza hanno evidenziato che assieme al dovuto rispetto delle ordinanze e delle leggi, è fondamentale dare corpo al Progetto di città espressa nel programma del Sindaco, attraverso un percorso che sia il più possibile inclusivo (nella mozione approvata è richiesta la creazione di tavoli di concertazione permanente tra istituzioni e cittadini) e consenta di superare i problemi di “coesione sociale” attualmente esistenti.

E’ necessario una città dove gli spazi aggregativi e d’intrattenimento siano molteplici e collocati nell’intero contesto urbano con prevalenza al di fuori del centro storico, chiamando all’impegno e alla responsabilità anche l’Università, la cui funzione importante per la vita economica e sociale cittadina non può prescindere dal riconoscimento di una forza numerica degli studenti residenti e non, aumentata considerevolmente negli ultimi anni e chiedendo un maggior coordinamento tra Polizia Municipale e Forze dell’Ordine (da includere negli accordi con la Prefettura) per definire un sistema di controllo piu efficace che individui chiaramente gli organismi a cui far giungere le segnalazioni e le denunce dei cittadini per garantire un adeguato pattugliamento notturno.

Una città non deserta e vissuta civilmente nel rispetto delle leggi e secondo regole di buona convivenza anche nelle ore serali, sono certo, che potrà rappresentare, anche una garanzia di sicurezza per tutti i cittadini.

Cosa ne pensate?

Antonio


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giovedì 25 giugno 2009

Stazione Leopolda: Sarà il caso di ripensare la modalità di gestione?

Caso Stazione Leopolda, tutto confermato. In un senso e nell’altro. L’attuale cartello di associazioni che gestisce la struttura di piazza Guerrazzi (la Casa della Città Leopolda) terrà effettivamente domani le elezioni per il rinnovo dell’ufficio di presidenza. E l’Arci ha deciso di non presentare in questa fase propri candidati. In ogni caso il punto focale dell’intera vicenda resta il bando che l’amministrazione comunale lancerà in autunno per individuare il futuro gestore della Leopolda.
Venerdì sera scorso si è tenuta la prevista riunione tra le associazioni alla presenza dell’assessore Maria Paola Ciccone, che ha la delega alle politiche giovanili. Le parti hanno mantenuto le loro posizioni. In estrema sintesi, la Casa della Città Leopolda ha scelto di andare alle elezioni, allargando l’ufficio di presidenza da 4 a 7 componenti, per essere interlocutore più autorevole verso il Comune in vista del bando. L’Arci ha ribadito invece la convinzione di restare alla finestra, proprio in attesa che venga emanato il bando stesso e dunque con le nuove regole già scritte.
L’assessore Ciccone ha inteso soprattutto rimarcare come la scelta di andare all’emissione del bando pubblico sia la soluzione che meglio risponde alle esigenze di trasparenza, rinnovamento ed arricchimento della compagine destinata a gestire la Leopolda, auspicando l’ingresso di ulteriori associazioni. Tra l’altro, questa scelta s’inquadra anche nel percorso individuato dal consiglio comunale, che d’ora in avanti svolgerà un ruolo di controllo verso la struttura.
Il Comune nel frattempo ha ufficializzato la decisione di prorogare l’incarico alla Casa della Città Leopolda, in scadenza il 30 giugno. La proroga arriverà fino all’autunno, quando sarà emanato il bando. Le procedure sono state avviate.
«Bisognerà tener conto - anticipa l’assessore Ciccone - di due esigenze: da un lato una gestione sociale della struttura, sempre più aperta alla città, in attuazione del mandato del sindaco; dall’altro, garantire una gestione virtuosa come l’attuale, che è sempre arrivata al pareggio di bilancio».
Dal Comune non saranno destinate risorse economiche alla Leopolda, che dovrà provvedere all’autofinanziamento. «Devo dire - aggiunge l’assessore Ciccone - che il confronto si è svolto in un clima comunque positivo e costruttivo, al di là delle posizioni in campo».


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sabato 20 giugno 2009

Lucani in festa

Portare tutti i sapori, i costumi e le tradizioni della Basilicata a Pisa: questo lo scopo della festa del 26 giugno presso il circolo Pisanova in via Frascani organizzata dalla nascente “Associazione dei Lucani a Pisa”. Una festa a cui sono invitati tutti, dai lucani che lavorano o studiano a Pisa, agli amici della Basilicata, fino a chiunque abbia la semplice curiosità di conoscere i segreti e le magie di questa terra che ha conservato tutta la selvaggia bellezza e la storia del passato.

Appuntamento dalle 19 per un aperitivo di benvenuto, e poi via alla festa con 4 grandi aree sulla Basilicata con musica, libri, video e foto, il tutto allietato da un grande buffet di prodotti e gusti tipici della regione.


Noi vi aspettiamo tutti, lucani e nostri amici! ;)


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venerdì 19 giugno 2009

Fare sistema per salvare il Pisa

Il dibattito tenutosi ieri in Consiglio Comunale (pieno di stimoli interessanti e propositivi) dimostra sempre di più quando la città tenga alla sua squadra. Una squadra ed una tifoseria che ha pochi eguali in Italia e che non merita di giocare in Prima Divisione, e men che meno in categorie inferiori. In questi giorni l’Amministrazione, gli imprenditori, la città, i tifosi, le banche si tanno muovendo bene con l’ottica comune di iscrivere la squadra al prossimo campionato di Prima Divisione. Ma questo non può bastarci: da queste difficoltà, se riuscissimo davvero tutti a fare sistema, potremmo cogliere la grande opportunità di offrire alla città un progetto sportivo/imprenditoriale serio. Un progetto che consenta di creare un settore giovanile di valore, una società che unisca competenze calcistiche a competenze manageriali, che valorizzi il territorio e le sue esperienze e professionalità.

In questa direzione plaudo con forza all’iniziativa dell’Avv. Bottone e, come detto nel mio intervento in Consiglio Comunale, credo sia opportuno che l’Amministrazione Comunale, oltre a continuare a svolgere in maniera ottimale il ruolo di garante dell’operazione, si impegni a facilitare incontri tra gli imprenditori locali per sostenere l’iniziativa SalviamoC1 e mettere a sistema le più importanti risorse presenti sul territorio.

Antonio

Segue nel resto del post l'ordine del giorno del Consiglio Comunale di ieri

ORDINE DEL GIORNO: SITUAZIONE PISA CALCIO


A seguito della discussione dell’argomento “DRAMMATICA SITUAZIONE DEL PISA CALCIO” iscritto all’ o.d.g. del Consiglio Comunale del 18/6/2009,

Sentita l’informativa del Sindaco sulla situazione della squadra cittadina;

Considerato necessario che la città, attraverso le sue istituzioni, faccia ogni sforzo, in primo luogo sollecitando l’attuale proprietà al rispetto dei propri impegni, perché il Pisa Calcio possa essere iscritto al prossimo campionato di 1° divisione (ex C1) della Lega Professionisti nei termini regolamentari previsti;

Preso atto che il Consiglio Comunale è impegnato a sostenere il Sindaco nel lavoro svolto per la soluzione dei problemi di emergenza che oggi occorre affrontare, ma soprattutto per le azioni di prospettiva , inducendo la città a “fare sistema” con la propria squadra di calcio;

INVITA IL SINDACO E L’INTERA GIUNTA

a promuovere tutte le iniziative atte a trovare, insieme a tutte le realtà sportive, sociali, economiche che si renderanno disponibili, una soluzione positiva, utile ad assicurare alla squadra di calcio una prospettiva più rasserenante ed adeguata alla passione ed all’amore che la città intera ha sempre dimostrato verso la squadra stessa.


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Perché rifiutare l’astensione, perché votare Sì

di Stefano Ceccanti

1. La prima scelta è quella tra voto e non voto. Le grandi culture politiche che hanno dato vita alla Costituente ci hanno trasmesso l’importanza del voto libero e segreto come dovere prima che come diritto. Siamo sicuri che sia un progresso sbarazzarcene? Prima che per i singoli cittadini il problema si pone per coloro che hanno un ruolo di orientamento educativo, a partire da vescovi, costituzionalisti e parlamentari. Legittimare autorevolmente l’astensione è sempre sbagliato, anche per i referendum abrogativi per i quali è previsto un quorum molto elevato, pensato in una società in cui votava più del 90% degli elettori. I referendum, come ricordava Moro alla Costituente, sono un importante strumento contro le possibili prevaricazioni di una maggioranza parlamentare ai danni dell’elettorato. Se accettiamo il trucco per cui chi è contrario al risultato anziché fare una battaglia limpida per il No, gioca ad annettersi l’astensionismo cronico, quello che va ormai oltre il 30%, perché è più facile vincere spingendo solo un altro 20% al non voto, svuotiamo uno dei pochi contrappesi che esistono. Né è accettabile criticare tale atteggiamento a giorni alterni: aderendo per i referendum che si vogliono osteggiare e criticandolo per i referendum che si vogliono sostenere. Su questa Agenzia molte voci si levarono a criticare la scelta del cardinale Ruini sulla procreazione assistita. Spero che, per coerenza, quelle stesse persone mantengano la critica al machiavellismo dell’astensionismo e, se contrarie, si schierino francamente per il No. Per di più, in questi ultimi giorni, dopo un incontro privato, Bossi e Berlusconi hanno concordato uno scambio tra astensione al referendum e sostegno al ballottaggio: merita di andare a votare anche contro questo ennesimo episodio di uso privatistico delle istituzioni, elle regole comuni, da parte dell'attuale maggioranza.

2. La seconda scelta è quella tra Sì e No. Essa deve prendere le mosse dall’attuale legge elettorale, la cosiddetta “porcata” (il Ministro Calderoli, uno dei principali sponsor dell’astensionismo). L’obiettivo politico dei quesiti è quello di rimettere in discussione quella bruttissima legge. I quesiti non sono dei fini in sé, sono gli strumenti per raggiungere quegli obiettivi e si devono muovere secondo gli orientamenti della Corte costituzionale, limitandosi a sottrarre norme che lascino comunque operativa la legge. Coi quesiti si poteva proporre di togliere le candidature plurime, che fanno scegliere gli eletti anche dopo il voto, ma non si poteva reintrodurre il collegio uninominale. Non a caso in Parlamento abbiamo presentato varie iniziative per raggiungere quell’obiettivo, a cominciare dall’idea semplice di una legge di un solo articolo per ripristinare la legge Mattarella. E’ poi infondata l'accusa secondo cui con la vittoria del Sì verrebbe data la maggioranza assoluta dei seggi al partito che ha ottenuto una maggioranza solo relativa di voti, perché questo è già possibile con la legge in vigore. Anche al fine di mantenere la scelta diretta dei governanti da parte dei cittadini arbitri sarebbe certo preferibile il collegio uninominale anziché il premio di maggioranza, ma ciò è possibile solo dopo un successo del Sì. Dal punto di vista politico, al di là dei tecnicismi, il successo dell’astensione o del No portano sicuramente al mantenimento della legge Calderoli; dopo un risultato del genere nessuno riuscirebbe a sollevare di nuovo la questione di una sua riforma. Chi si astiene o vota No non venga quindi poi a lamentarsi ancor della legge vigente. Al contrario, proprio perché una forza importante della maggioranza, la Lega Nord , in caso di successo sarebbe radicalmente contraria alla legge che risulterebbe dai quesiti, proprio questo fatto costituirebbe una polizza di assicurazione per una successiva riforma parlamentare.

3. Per il resto rinvio per completezza al bel documento “Democratici per tre sì” proposto da Augusto Barbera, Sergio Fabbrini, Carlo Fusaro, Marco Ivaldo, Claudia Mancina, Andrea Morrone e Michele Salvati, a cui si può aderire sul blog http://democraticitresi.ilcannocchiale.it/


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lunedì 15 giugno 2009

E dopo venne l’estate e le giornate erano lunghe....

L’esito della tornata elettorale delle europee e delle amministrative ha fotografato i reali rapporti di forza tra maggioranza e opposizione e ha messo a fuoco un delicato passaggio di grado della competizione in atto: quella tra PdL e Lega e quella tra PD e Idv. Alle amministrative abbiamo poi avuto la conferma che anche su scala locale roccaforti non ve ne sono più: vince chi si presenta con proposte credibili per governare il territorio, le rendite di posizione sono sanzionate... ed è bene che sia così! Ad ogni modo, consapevoli che per l’opposizione si debba ripartire dai fondamentali (forse è vero che i riformisti non hanno un’idea di società da proporre agli italiani dalla lontana Conferenza programmatica del PSI della ‘primavera’ del 1981...), con tanta tantissima umiltà, vorrei proporre solo alcune questioni politiche, nei confronti delle quali non si deve avere l’ansia di rispondere in modo affrettato (la gatta frettolosa fece i gattini ciechi!).

a) Quale sarà l’evoluzione del sistema partitico italiano, a prescindere dall’esito referendario? Bipolarismo, bipartitismo o che altro?
b) PdL+Lega, PD, IdV, UdC, gli altri: siamo di fronte a blocchi politici e conseguenti blocchi sociali contrapposti? O tutto è molto più vischioso?
c) PD: non solo che cos’è e che cosa non è, ma come è percepito dagli italiani? PD: che cosa dovrebbe e potrebbe diventare (valori, linguaggio, parole d’ordine, politiche)? Quale deve essere la sua articolazione territoriale? Come uscire dalle sue difficoltà strutturali al Nord, ma anche al Sud?

Infine, PD e la sua leadership: come costruire una nuova classe dirigente, a partire dalle zone dove l’assenza o la presenza del PD non è comunque percepita (un po’ come è trattata la filosofia dai non filosofi, ossia quella scienza colla quale o senza la quale si rimane tale e quale…)?

C’è tutta l’estate per studiare, poi a settembre cominciano gli esami di riparazione... Mal che vada, si ripete l’anno: alle bocciature qualcuno ha ormai fatto il callo!


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mercoledì 10 giugno 2009

Quegli smottamenti da non sottovalutare‏

di Paolo Fontanelli (Responsabile Nazionale Enti Locali Pd)

Volterra, Pomarance, Castelnuovo... smottamenti da non sottovalutare. I risultati delle elezioni amministrative non hanno cambiato sostanzialmente le valutazioni politiche che ho fatto sul voto europeo. Ciò che è accaduto per le Province e nei Comuni capoluogo non è molto diverso da quanto avevamo previsto sulla base del voto delle politiche del 2008. Avevamo già detto che il confronto con cinque anni fa non aveva più senso per un ragionamento realmente ancorato ai mutamenti intervenuti sul piano politico. Quindi non è utile un raffronto solo numerico, anche se sono tante, più di ogni altra consultazione amministrativa, le situazioni che vanno al ballottaggio: 21 Province e 16 Comuni capoluogo.

Per un bilancio definitivo dovremo aspettare. E combattere. Però se guardiamo alla qualità del voto, alle caratteristiche territoriali, alla storia degli insediamenti e dei movimenti politici, emergono già una serie di problemi sui quali dobbiamo riflettere. Soprattutto nelle zone con una forte tradizione di sinistra: ci sono smottamenti che non possiamo sottovalutare. Nella nostra provincia mi ha stordito il voto alle comunali di Volterra, Pomarance e Castelnuovo. C’è qualcosa in Val di Cecina che si è mosso da tempo nel profondo e che non abbiamo capito. È come se anche da noi prendesse forma politica una specie di risentimento e di rivendicazionismo localistico. Ne dobbiamo discutere al più presto, ma senza rinunciare a dire che quel voto rischia di condannare quel territorio all’isolamento. Comunque resta forte l’esigenza di fare una discussione vera e approfondita con l’obbiettivo di rivitalizzare e innovare il progetto del Pd.
Le primarie, lo abbiamo visto, non risolvono per niente questo problema. Per questo i tempi del congresso non si possono allungare. Abbiamo bisogno di una riflessione seria su di noi ma anche sulla società italiana: se non si capisce dove siamo e difficile stabilire dove andare.


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I nomi dei consiglieri provinciali eletti nelle file del PD‏

Complimenti a tutti!!!!

Antonio

01 CALCINAIA - PICCHI VALTER 4.631 voti
02 CAPANNOLI - SANAVIO GIACOMO 3.827 voti
03 CASCINA I - RUSSO FEDERICO 2.941
04 CASCINA II - BETTI MICHELANGELO 3.048
05 CASCINA III
06 CASTELFRANCO DI SOTTO
07 FAUGLIA
08 LARI - PICCHI OLIVIA IN MENCACCI 2.934
09 MONTOPOLI IN VAL D´ARNO - VANNI LINDA 4.033
10 PECCIOLI
12 PISA II
13 PISA III
14 PISA IV - CONTI ERMANNO ORESTE FERDINANDO 2.523
11 PISA I
15 PISA V - FERRUCCI IVAN 2.633
16 PISA VI
17 PISA VII
18 PISA VIII
19 POMARANCE - BERTI STEFANO 2.890
20 PONSACCO
21 PONTEDERA - BARTOLI RENZO 3.376
22 SAN GIULIANO TERME I - SBRANA JURI 3.974
23 SAN GIULIANO TERME II -LAZZERINI STEFANO 3.853
24 SAN MINIATO I - GIANI FRANCESCO 3.246
25 SAN MINIATO II - STARNINI ALESSANDRA IN ROLANDI 4.222
26 SANTA CROCE SULL´ARNO
27 SANTA MARIA A MONTE
28 VECCHIANO - BERTONI MATTEO 3.589
29 VICOPISANO
30 VOLTERRA
14 PISA IV - CONTI ERMANNO ORESTE FERDINANDO 2.523
11 PISA I
15 PISA V - FERRUCCI IVAN 2.633
16 PISA VI
17 PISA VII
18 PISA VIII
19 POMARANCE - BERTI STEFANO 2.890
20 PONSACCO
21 PONTEDERA - BARTOLI RENZO 3.376
22 SAN GIULIANO TERME I - SBRANA JURI 3.974
23 SAN GIULIANO TERME II -LAZZERINI STEFANO 3.853
24 SAN MINIATO I - GIANI FRANCESCO 3.246
25 SAN MINIATO II - STARNINI ALESSANDRA IN ROLANDI 4.222
26 SANTA CROCE SULL´ARNO
27 SANTA MARIA A MONTE
28 VECCHIANO - BERTONI MATTEO 3.589
29 VICOPISANO
30 VOLTERRA


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martedì 9 giugno 2009

Brava Serrachiani!

L’unico successo vero che il PD possa esibire al momento è quello della candidatura di Debora Serracchiani in Friuli (oltre che di Andrea Pieroni e della sua coalizione a Pisa). Ma in Friuli il PD ha fatto l’operazione perfetta. Ha preso un candidato capace, e capace di raccogliere consenso, gli ha dato spazio e l’ha appoggiato in campagna elettorale. La sua vittoria è diventata una priorità su cui mettersi a disposizione: lei ha fatto il resto, e già molto aveva fatto da sola.

Di settanta candidati del PD a queste elezioni, però, quel caso è unico. Per nessun’altra delle candidature si sono saldate così potenzialità del candidato e forza della macchina. In alcuni casi ci sono state le prime, in altri la seconda, in altri ancora nessuno dei due. Mai entrambe le cose assieme.

E poi finalmente smettiamo di dire che i giovani sono una categoria protetta! Lei è scesa in campo e (Friuli a parte, dove è stata sostenuta da tutto il Partito) è andata a cercarsi i voti, a parlare alla gente, ma soprattutto ad ASCOLTARLA. Investire ogni tanto sui talenti non farebbe male al nostro partito

Magari per la prossima volta segnamolo su un post-it a Roma… potrà tornarci utile.

Con affetto
A.


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Risultati Elezioni Europee

RISULTATI ELEZIONI EUROPEE:

Elezioni Parlamento Europeo - Risultati definitivi - Domenica 7 GIUGNO 2009 -
Comune di Pisa

Sezioni 86 su 86
Voti validi 46.830 - votanti 48.105
percentuali calcolate sul totale dei voti attualmente scrutinati

Clicca qui per i voti - a cura del Circolo PD di Putignano


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Andrea Pieroni eletto Presidente della Provincia

Passa al primo turno il Presidente uscente, Andrea Pieroni, con 121.477 voti pari al 53,07%. Roberto Sala ottiene il 35,70% dei voti, Andrea Corti il 6,89%, Maurizio Lucchesi il 4,32%.

Risultati con ripartizioni dei seggi a questo link (a cura del Circolo PD di Putignano)


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giovedì 4 giugno 2009

Una sconfitta può cambiarti la vita

Pubblico volentieri un bel editoriale di Massimo Achini presidente del Centro Sportivo Italiano. In queste poche righe è racchiuso il senso delle nostre giornate...

Un abbraccio

Antonio


IL PUNTO - Una sconfitta può cambiarti la vita

Mercoledì scorso tutto il mondo guardava a Roma in occasione della finale di Champions League. Il Barcellona che conquista un sogno, il Manchester che lo vede svanire. È la legge dello sport. Ce lo ricorda San Paolo: «Allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio». Una legge che vale per tutti...In queste settimane, sui campi di tutta Italia, si stanno disputando centinaia di finali dei campionati provinciali CSI. Anche lì, ogni volta, c’è chi vince e c’è chi perde. La settimana scorsa è capitato ad Enzo. Mi trovavo ad assistere ad una finale di Allievi.

Enzo lascia il campo piangendo: la sua squadra ha perso per 1-0 subendo il gol decisivo a meno di cinque minuti dalla fine. Lo seguo con lo sguardo. Si avvicina allo spogliatoio, si toglie le scarpe, le butta nervosamente a terra prima di scomparire sotto la doccia. Facile immaginare la delusione del ragazzo, che ora si ritrova a fare i conti con il saper «vincere la sconfitta». Nello sport prima o poi capita a tutti di perdere. Inevitabilmente capita anche nella vita. Il problema è che oggi viviamo un tempo in cui sembra che perdere sia “innaturale” o addirittura riservato solo a chi è condannato ad essere perdente; un tempo in cui sembra che a contare sia solo il «successo», l’arrivare primi «sempre e comunque». Non c’è niente di più sbagliato e di più falso. La vita non è fatta così, è fatta di vittorie e di sconfitte, di gioie e delusioni, di momenti belli e di momenti difficili. Il problema è che oggi quasi nessuno insegna più a perdere. Nelle scorse settimane ho partecipato a due interessanti dibattiti: a S.Patrignano insieme a Arrigo Sacchi e a Roma insieme a Marcello Lippi. Mi ha colpito il fatto che anche per questi due grandi Mister fosse determinante l’avere a disposizione giocatori capaci di “vivere e accettare” la sconfitta. Se è così per loro , figuriamoci per noi che abbiamo tra le mani ragazzi che non diventeranno mai campioni ma che devono crescere nella vita. Il mondo di oggi fa credere ai giovani che sia possibile il «tutto facile, subito, senza fatica e con successo garantito». Se amiamo i ragazzi non siamo chiamati a rendergli la vita troppo facile. Siamo chiamati ad accompagnarli e prenderli per mano nelle fatiche della vita, sconfitte e momenti difficili compresi. Nel campo centrale di Wimbledon c’è scritto: «Solo quando avrai imparato a domare allo stesso modo quelle due grandi belve che sono la vittoria e la sconfitta, allora potrai dire di essere un campione». Forza Enzo, questa finale persa ti sta aiutando a diventare un grande campione. Devi solo avere il tempo di comprenderlo...

DI MASSIMO ACHINI


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Osservazioni...

Pubblico volentieri una email ricevuta da Paolo, che sottolinea alcune negligenze della Pubblica Amministrazione. Il nostro impegno deve essere quello di ascoltare le osservazioni dei cittadini e tradurle in opportunità. Ringrazio Paolo per riuscire sempre a stimolare la mia attenzione su temi sensibili ed importanti.

Antonio


Antonio, scusa, ma tu l'hai letta la lettera di Federico sul pubblico impiego? Parlava della Regione Toscana o di qualche altro posto? Voglio dire, ti rendi conto che questa risposta può essere adottata come il manifesto di Brunetta?
Sul dirigente allontanato, a quanto mi risulta:
a) il dirigente è stato allontanato perchè indagato dalla magistratura;
b) la magistratura ha ricevuto una segnalazione fatta dagli uffici, ottenuta tramite lettera anonima;
c) il dirigente stava per andare in pensione.
Quindi non era nemmeno un controllo: semplicemente la cosa è saltata fuori, e vi siete mossi di conseguenza su un tizio che stava per andarsene. E il dirigente è quello che controlla l'autoparco. Quello a cui la mia scuola deve "supplicare" di avere un pulmino per fare le uscite che devono fare loro, pagandole anche.

Ciao Paolo


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