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lunedì 4 aprile 2011

Diretta Punto Radio

Oggi alle 10:30 sarò in onda su Punto Radio per presentare i candidati del centro sinistra a Sindaco nei comuni di Buti, Cascina, Lari, Santa Luce e Vecchiano e per discutere di attualità politica.
Clicca qui per seguire la diretta.

Antonio


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mercoledì 9 febbraio 2011

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura - IL documento programmatico del PD‏

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
E' dall’articolo 9 della nostra Costituzione che occorre ripartire se vogliamo rilanciare la cultura (qui potete leggere il documento), da quei principi irrinunciabili troppo spesso disattesi e traditi.
E’ necessario agire in fretta. Partendo dai comuni che governiamo!
Non dimentichiamolo


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giovedì 3 febbraio 2011

Per raggiungere 22 000 firme a Pisa ....serve davvero l'aiuto di tutti. Il calendario degli appuntamenti del weekend a Pisa‏

Ennesimo grande impegno della nostra organizzazione comunale.
Di seguito la comunicazione del Segretario Comunale del PD che vi chiedo di divulgare a tutti i vostri contatti

Con stima
Antonio

"Chiediamo le dimissioni di Berlusconi per chi la situazione é arrivata al limite. Per questo raccoglieremo dieci milioni di firme. Deve andarsene e se non vuole andarsene si vada a votare. Non si tratta solo di andare contro Berlusconi, ma oltre".

Pierluigi Bersani

Cara Democratica, caro Democratico,

abbiamo bisogno anche del tuo aiuto e della tua firma. Diciamo basta a questo spettacolo indecoroso, a questo governo paralizzato dalle questioni personali del suo Capo. Vogliamo che il Governo e la politica ritornino ad occuparsi degli italiani e dei loro problemi.
A Pisa stiamo raccogliendo le firme per licenziare Berlusconi e il suo Governo. Puoi venire in via Fratti 9, tutti i giorni (mattina, ore 10,00-12,30; pomeriggio ore 15.30, 18,00). Oppure andare ad uno dei banchetti che allestiremo in tutti i quartieri della città questo fine settimana (vedi la mappa qui di seguito).

Ti aspettiamo!
- Pisanova: sabato e domenica ore 16-19 banchetto in via Maccatella, via di Padule e Piagge;
- Porta a Lucca: banchetto sabato mattina ore 9-12 vicino alla Coop
- Marina: circolo aperto domenica e banchetto in piazza Gorgona
- Cep: banchetto alla conad sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19
- Pratale: venerdl e sabato banchetto in Largo Ciro Menotti ore 16-19
- Riglione: banchetto domenica mattina in piazza Sandro Pertini dalle 9.00 alle 12.30
- Putignano: banchetto sabato ore 10,30-13 in Sant'Ermete, di fronte all'edicola in via Emilia
- San Marco - San Giusto: banchetto alla Coop di via Pardi sabato dalle 10 alle 12
- Pisa Centro: venerdl e sabato dalle 16 alle 19 banchetto in Corso Italia e sabato mattina circolo aperto dalle 11 alle 13
- Giovani Democratici: banchetto davanti alla mensa universitaria giovedl dalle 12.30 alle 14 insieme al circolo Università
- Leopolda: circolo aperto sabato mattina dalle 10 alle 13



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mercoledì 2 febbraio 2011

7 minuti di strategia politica - Crozza il suo maestro Zen - Bersani‏

L’apertura di Ballarò di ieri è stata davvero illuminante. Vedetela e commentatela (per chi non lo ha già fatto ieri): in pochi minuti Crozza ha detto a Bersani ciò che molti elettori del PD vorrebbero dirgli.
Bersani le ha fatte proprie nel suo finale …speriamo ora che l’Assemblea Nazionale le solidifichi e le renda patrimonio comune







P.s. bello anche il passaggio di Bersani in cui chiede alle TV di dare più spazio alla sua giovane segreteria. Il rinnovamento della classe dirigente passa anche attraverso la loro/nostra crescita



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martedì 13 ottobre 2009

Primarie del 25 ottobre: dove e come votare



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Violante, Armeni, Rondolino e le primarie

1. E' partita un'incredibile offensiva: contro la democrazia diretta e lo strumento delle primarie. Un'offensiva stimolata dal fatto che con ogni probabilità milioni di persone il 25 ottobre si metteranno in fila, spenderanno tempo, pagheranno persino dei soldi per votare e decidere. Per decidere il nome del segretario del più grande partito riformista d'Europa.

2. Luciano Violante oggi in un'intervista a La Stampa fa l'eco a Massimo D'Alema e ripete: "Il segretario di un partito devono decidono gli iscritti, non gli elettori". Qualcuno mi spiegherà perché una legittimazione più ampia è così esecrabile rispetto a una legittimazione più ristretta. O meglio, non spiegatemelo. So perché D'Alema, ma anche Violante e Bersani e Visco e tutti quelli con cui ho parlato preferiscono che a scegliere siano i signori delle tessere. Perché altrimenti il gioco rischia di sfuggire loro di mano.

3. Dovevate vedere lo sguardo torvo di D'Alema, la faccia incredula del mio amico Franco Marini, il sincero stupore di Rosy Bindi che non finiva di voltarsi verso una platea congressuale che doveva essere a maggioranza assoluta bersaniana e invece inondava di applausi Dario Franceschini. Dovevate vederli e capire.

4. D'Alema ha provato a dire che gli iscritti non avrebbero accettato una leadership diversa da quella di Bersani, che secondo l'ex segretario del Pds è "incommensurabilmente più credibile" di Franceschini. La risposta ieri gliel'hanno data non gli iscritti. I delegati. Su chi sia il più credibile. Su chi sia il leader potenziale che più sa infiammare i cuori. E su quel che potrebbe accadere se a quegli iscritti e a quei delegati, a questo popolo democratico, fossero scippate la democrazia diretta e le primarie per la scelta del leader.

5. Eppure la vulgata dei sedicenti intellettuali che ieri si sono tenuti lontani dalla Convenzione del Partito democratico, continua a giocare cercando di salire sul presunto carro del presunto vincitore. Non mi sorprende che l'ex lothar dalemiano Fabrizio Rondolino nella puntata di oggi di Omnibus abbia speso buona parte del suo tempo a provare a smontare la figura di Dario Franceschini. Mi infastidisce di più sentire Ritanna Armeni, che una volta cantava il bertinottismo della necessità della partecipazione più ampia possibile, affermare che le primarie sono il frutto dell'antipolitica. Antipolitica? Persone a milioni in fila per votare un segretario di partito è antipolitica? Ma vi siete bevuti il cervello?

6. Non sopporto più questi elitisti che si proclamano cantori della sinistra ed è una sinistra immobile, conservatrice, che ha paura della sua stessa ombra e il terrore di aprire e spalancare le porte, abbattere i suoi confini. Elitisti che si fidano solo delle consuete nomenklature, pur se si atteggiano a iconoclasti e invocano il rinnovamento.

7. La frontiera delle primarie, la conquista che è stato frutto di un percorso lungo e complicato, è l'essenza stessa del Partito democratico. Combatterla, negarla è come voler negare il proprio dna. Rimettere le decisioni più importanti nelle mani di nomenklature che detengono i pacchetti di tessere mi pare una follia, un suicidio politico rispetto all'unico passo avanti compiuto nell'elaborazione politica del campo progressista: l'idea di affidarsi alla partecipazione più ampia possibile e alla democrazia diretta. Difendere questa frontiera è un obiettivo vitale, sconfiggere chi vuole tornare indietro è il motivo principale per cui io domenica 25 ottobre voterò Dario Franceschini.

Dal blog di Mario Adinolfi


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lunedì 12 ottobre 2009

OGGI COME IERI...forse più di ieri‏

Cari amici, non mi piace fare polemica, specie internamente al Pd, ma ci sono alcune delle dichiarazioni a mezzo stampa di oggi che richiedono una replica (e in questo vi chiediamo di collaborare, laddove fosse possibile, commentando tali dichiarazioni sulle vostre bacheche facebook o girando l'email ai vostri contatti).
Infatti, come prevedibile dopo l'ottimo discorso di Dario di ieri alla Convenzione Nazionale, le reazioni dei sostenitori della mozione Bersani non si sono fatte attendere.
Ieri i commenti si sono concentrati su due elementi:
- gli applausi "pilotati". Facciamo notare che il 55% dei delegati erano della mozione Bersani e che per ciascuna mozione era disponibile un numero limitato (alcune decine) di ingressi ad invito. Davvero fantasioso pensare a una claque organizzata
- lo stile di Dario, "da comizio". Dario ha fatto la scelta coraggiosa di parlare a braccio, rivolgendosi ai delegati presenti. Chi ha scelto di comunicare in modo più asettico non può colpevolizzare altri perché più efficaci.

I commenti di oggi sono invece partiti dai "grandi elettori" di Bersani, D'Alema in primo luogo.
Questa le sue parole riportate da Repubblica e dal CorSera:
http://www.facebook.com/l/dcbc0;www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/partito-democratico-32/verso-primarie/verso-primarie.html
http://www.facebook.com/l/dcbc0;www.corriere.it/politica/09_ottobre_12/scintille-dalema-franceschini_1a3f11ca-b729-11de-b239-00144f02aabc.shtml

Questa la risposta di Dario tramite Twitter: "D'Alema è fantastico! Dice che se verrò eletto io gli iscritti se ne andranno dal Pd. Io rispondo che non è vero e lui dice che l'attacco..."

D'Alema, ospite da Zoro, ha poi dichiarato:
- che sostiene Bersani perchè "non semina zizzania" (evidentemente tale è considerato il discorso di Dario...)
- che con Franceschini si schiera la "nomenclatura" (es. Fassino, Veltroni). Detto da lui è un po' paradossale.
- che Franceschini lo attacca per ottenere rilievo sulla stampa. Considerando il tenore delle sue ultime interviste (cfr Il Riformista di venerdì scorso) si potrebbe inopportunamente pensare la stessa cosa di lui.

Il secondo intervento di peso di oggi è venuto da Violante (sostenitore di Bersani) con un'intervista a La Stampa:
''La deriva populista c'e' anche nel Pd. Basta guardare le primarie. .... E' impensabile che il segretario di un partito non sia scelto dai suoi iscritti, ma dagli elettori"
Violante, saggiamente, ha aggiunto che rispetterà la scelta che verrà effettuata il 25 e che chiunque sarà eletto, sarà il segretario. (Meno male, verrebbe da dire).

Un po’ mi sembra di rileggere eventi già avvenuti

Spero di sbagliarmi
Antonio


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giovedì 8 ottobre 2009

“Dopo questo congresso la geografia locale del Pd è diversa”

Care/i tutte/i,
di seguito trovate la mia intervista sui risultati del congresso tratta dal sito di Pisa Notizie.

Cosa ne pensate?

Un abbraccio
A



Mazzeo: “Dopo questo congresso la geografia locale del Pd è diversa”
L'intervista di Pisanotizie al coordinatore cittadino della mozione Franceschini

Dopo i commenti degli esponenti della mozione Bersani, Pisanotizie dà spazio alle riflessioni e alle valutazioni della mozione Franceschini tramite il suo coordinatore cittadino Antonio Mazzeo, consigliere comunale del Partito Democratico e Presidente della IV commissione permanente.

"Abbiamo ottenuto - ci spiega Mazzeo - un risultato al di là di ogni aspettativa, tanto più se consideriamo che siamo partiti in 5-6 e avevamo di fronte l'apparato di via Fratti. Il dato certamente per noi più positivo è il fatto che a questo successo hanno lavorato tantissimi ragazzi che si sono avvicinati tramite la proposta di Franceschini al Partito Democratico. La nostra mozione è riuscita in un qualche modo a raccogliere intorno a sé il popolo delle primarie, riaprendo il partito alla società".

"Il 29% è - afferma il consigliere comunale de Pd - per noi, comunque, un punto di partenza: pensavamo di arrivare ad una percentuale compresa tra il 22 ed il 25%, invece abbiamo raccolto maggiori consensi. Ciò non toglie che dobbiamo lavorare ancora molto nel radicamento sul territorio. Sono convinto che già con le primarie del 25 ottobre il nostro risultato può ancora migliorare. Si tratta di un appuntamento molto importante. E credo che la sfida dei due milioni di partecipanti possa essere vinta, dando così un ulteriore grande segno di partecipazione".

"Credo che questo congresso - prosegue Mazzeo - sia stato già così una grande lezione di democrazia in cui ci si è confrontati su proposte politiche, visione del partito, possibili alleanze. Io credo nella mozione di Franceschini che vuole costruire un partito capace di guardare a sinistra e competere al centro, capace di parlare tanto agli imprenditori, quanto agli operai, capace di evitare gli errori del passato superando la formula centro-sinistra con il trattino nel mezzo"

Entrando nello specifico del voto sul territorio provinciale e nella città di Pisa, il coordinatore della mozione Franceschini mette in evidenza i successi raccolti dalla mozione medesima nei circoli Don Bosco, Pratale, San Marco- San Giusto "grazie all'enorme lavoro di Maurizio Sereni e Valentina Settimelli", e Psa centro: "Abbiamo vinto in tutto il centro città, mentre la mozione Bersani grazie a un forte radicamento ha vinto nei luoghi storici come Putignano e Riglione, dove vivono meno giovani e l'età media degli iscritti è più alta". Il consigliere comunale evidenzia però la vittoria al circolo Pisa centro dove sono iscritti tra gli altri il sindaco Marco Filippeschi e il deputato franceschiniano Ermete Realacci: "Questo circolo è la finestra del Pd sulla città, punto di incontro tra chi vive e chi studia a Pisa, e qui noi abbiamo vinto".

"Dopo questo congresso - conclude Mazzeo - la geografia locale del Partito Democratico è diversa. Ora c'è una posizione che ha il 30% dei consensi che deve essere ascoltata, e con la quale vi deve essere un confronto. Abbiamo raccolto intorno alla nostra mozione tanti giovani che ora vogliamo che si appassionino alla politica e alla vita del Pd e non che scappino. A noi interessa far valere questa visione più innovativa del partito e non reclamare rappresentanza. Le cariche nel partito devono essere assegnate, quindi, non sulla base di logiche di corrente, ma su quelle del merito e della capacità. Occorre quindi costruire, come abbiamo iniziato a fare con questo congresso, luoghi veri di confronto e di sintesi all'interno del Pd".


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martedì 6 ottobre 2009

Congresso: commenti e ripartizione delegati‏

Conclusa la fase dei Congressi di Circolo, il Partito Democratico di Pisa si prepara alla Convenzione provinciale e alle successive primarie del 25 ottobre. “La partecipazione ai Congressi di Circolo è stata altissima – osservano il segretario provinciale Ivan Ferrucci e il responsabile Organizzazione Francesco Nocchi – siamo quasi al 60%: Pisa è ben al di sopra della media nazionale e tra le più alte della Toscana”.
Per quanto riguarda i risultati, la mozione Bersani brilla tra gli altri nei comuni di Pisa (59,15%), S.Giuliano Terme (67,03%), Cascina (62,84%), Pontedera (65,83%), Castelfranco di Sotto (76,14%), Santa Croce (82,72%), Vecchiano (59,32%), Pomarance (54,65%) e Calcinaia (75%). Molto buoni i risultati per la mozione Franceschini a Montopoli (56,31%) e San Miniato (52,06%). Bene Marino a Calci (26,67%), Vecchiano (20,34%) e Casciana Terme (22,22%). Il prossimo appuntamento è la Convenzione provinciale, alla quale parteciperanno 402 delegati così ripartiti: 243 per la mozione Bersani, 117 Franceschini e 42 Marino. Il 25 ottobre infine si svolgeranno le elezioni primarie, per le quali il Pd di Pisa allestirà circa 120 seggi, allo scopo di garantire la massima partecipazione di iscritti ed elettori.

Ed ecco i commenti dei rappresentanti delle tre mozioni.


"Con i dati definitivi dei congressi dei circoli del Pd in provincia di Pisa che vedono la Mozione Franceschini superare il 29% dei voti complessivi, confermiamo la nostra più convinta soddisfazione per i risultati ampiamente oltre le aspettative" dichiara il coordinatore provinciale della Mozione Franceschini, Luciano Modica nel commentare i risultati dei congressi dei circoli PD di Pisa. “Ben altre erano le previsioni tenuto conto che la mozione Bersani aveva visto schierata in suo favore la larghissima maggioranza degli amministratori locali e dei dirigenti del partito, per cui si immaginava un suo schiacciante successo che pare difficile possa dirsi realizzato nella
misura attesa. Al di là delle valutazioni sul peso delle mozioni, voglio sottolineare che siamo di fronte ad un grande momento di partecipazione e di dibattito. Nei nostri congressi si è parlato di politica, si è riflettuto, ci si è confrontati con generosità. Oltre alla soddisfazione per il livello complessivo dei voti ottenuti - fa notare ancora Modica - siamo molto contenti di alcune "vittorie di tappa" di grande significato. La mozione Franceschini ha prevalso sulle altre in alcune importanti realtà
territoriali della provincia (Calci, Lari, San Miniato) come pure in alcuni circoli del capoluogo (Centro, S. Marco S.Giusto, Pratale-Don Bosco e Sanità). Sono sintomi positivi di significativo radicamento del partito, di grande autonomia intellettuale degli iscritti, di tanta voglia di volgersi al futuro superando gli errori del passato”.
“E’ stata una grande lezione di democrazia – ha affermato Ermete Realacci responsabile ambiente nazionale del Pd e presente ieri al congresso del circolo Pisa Centro dove ha vinto la mozione Franceschini - adesso terminata la selezione dei candidati che verranno sottoposti alle primarie, starà ai cittadini il 25 ottobre a decidere a livello nazionale e regionale chi guiderà il Pd nei prossimi anni per dare forza all’opposizione e speranza al nostro paese. Alle primarie mi aspetto una grande partecipazione, penso che voteranno almeno due milioni di cittadini, una quantità di persone cioè impensabile in Europa ed altrove”.

In campo regionale, poi, i dati sono ancora più soddisfacenti per la mozione Franceschini, che ad oggi si attesta ad oltre il 41%, con Bersani al 49% e Marino al 9%, e che prevale nettamente nelle province di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca e nell'area territoriale di Empoli.

Anche Antonio Mazzeo, coordinatore cittadino della mozione Franceschini è visibilmente contento dei risultati: “Moltissimi iscritti hanno partecipato ai congressi e soprattutto risulta evidente ovunque, anche dove siamo più indietro, che a sostenerci sono i giovani e soprattutto i nuovi iscritti, meno legati a logiche di appartenenza di schieramenti interni pre-organizzati. Anche i molti ragazzi presenti come candidati, il
rinnovamento proposto nel gruppo dirigente, hanno contribuito a tenere alte le percentuali. Non a caso dove il voto è meno legato al passato come nei circoli di Pisa
Centro e Pratale Don Bosco, la nostra proposta ha primeggiato e nel complesso il risultato della mozione Franceschini a Pisa città, tolte cioè le frazioni, tocca quota 35% trascinando verso l’alto il dato complessivo, la mozione Bersani scende al 53% mentre la mozione Marino rimane costante al 13%. Questo per noi è un forte e chiaro incoraggiamento a mantenere la barra dritta su questa linea che è anche l’unica che nel medio-lungo termine possa garantire i migliori risultati al PD”.

"I risultati dei Congressi circolo per circolo - osserva Paolo Fontanelli, coordinatore della mozione Bersani - dimostrano il netto successo della proposta Bersani, che prende più del doppio dei consensi della mozione presentata da Franceschini e vince nel 72% dei Congressi della Provincia. Un distacco davvero notevole anche considerando il buon risultato della mozione Marino. Un dato positivo - aggiunge Fontanelli - è stata certamente la partecipazione degli iscritti. Possiamo dire che finalmente con il Congresso e con un ruolo attivo e partecipe degli iscritti è iniziato il processo di costruzione del Pd nel territorio, e le primarie ne devono essere l'ulteriore sviluppo. In questo senso è poco comprensibile chi parla del voto dei Circoli come di un voto che conta poco rispetto alle primarie. Inoltre è assai significativo lo scarto negativo che ha registrato la proposta Fragai alla segreteria regionale a fronte dei voti ottenuti da Franceschini (-6%). C'è indubbiamente in questo dato anche un fattore di valutazione politica, come dimostra il dato dell'empolese e di altre realtà, che testimonia in Toscana della maggiore credibilità nel rapporto con il
territorio della proposta di Manciulli. Comunque adesso - conclude Fontanelli - la cosa più importante è fare in modo che le primarie confermino l'esigenza di radicamento del Partito, di unità e di una guida autorevole per il Pd, così come è emerso anche dal dibattito complessivo tra gli iscritti.

Chiara anche la posizione del coordinamento provinciale che sostiene Ignazio Marino: "La sfida che Ignazio Marino ha lanciato candidandosi alla segreteria nazionale è quella di costruire un Partito Democratico libero da potentati, che valorizzi il merito, che allarghi e rafforzi le libertà della persona, un partito che abbia strumenti di partecipazione e decisione condivisi, e che sia capace di dare risposte chiare su i temi del lavoro, dell'ambiente, della scuola, della ricerca e dei diritti civili. Oltre il 10% dei partecipanti ai congressi nella Provincia di Pisa hanno dato il loro voto a Ignazio Marino, oltre il 14% al candidato per la segreteria regionale
Simone Siliani. Per questo - aggiungono i sostenitori di Marino - è doveroso ringraziare i volontari che hanno percorso in lungo e in largo la provincia per illustrare le nostre proposte, e che ci hanno permesso di eleggere 42 delegati alla convenzione provinciale. Al di là dei numeri, la nostra soddisfazione maggiore è quella di avere cambiato i contenuti del dibattito congressuale: grazie a noi si è parlato meno di forma partito e più dei problemi del paese, e la nostra capacità di dire sì e no chiari ha costretto gli esponenti delle altre mozioni a prendere posizioni nette sulle primarie, sul nucleare, sulla laicità, sul contratto unico di lavoro. Le nostre
proposte per vivere il PD e cambiare l'Italia hanno raccolto consenso e apprezzamento da moltissimi iscritti intervenuti ai congressi di circolo del PD, al di là del voto che hanno espresso. Per questo il risultato che abbiamo raggiunto è un ottimo punto di partenza per le primarie del 25 ottobre, dove tutti gli elettori del PD potranno
esprimere la loro preferenza, e dove il voto libero e di opinione potrà prevalere sul voto di appartenenza".


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venerdì 2 ottobre 2009

Ottima l’idea di Dario di aprire la campagna delle primarie con i Giovani

Ieri è stata una bella giornata. Purtroppo ero impegnato in Consiglio Comunale e non ho potuto partecipare direttamente, ma ho sentito tante amiche e tanti amici che lì erano presenti (tra cui anche mio fratello), e mi hanno emozionato. Siamo riusciti, tutti insieme, a raccontare il PD che già c’è, a far sentire la passione, l’entusiasmo e le buone idee che abbiamo e che vogliamo mettere a disposizione di chi, come Dario, vuole costruire un PD aperto e rinnovato.

Vogliamo ringraziare davvero tutti, perché ognuno di noi, dalla sua regione, dal suo territorio, è riuscito a fare un lavoro faticoso ma utile, che si è visto nella grande partecipazione e nel calore dell’incontro di ieri, che Dario ha apprezzato molto e che ci dà la carica per fare bene il lavoro che ci aspetta nelle prossime settimane.

Ieri è stata una buona partenza. Ora spetta ad ognuno far vivere questa rete tra di noi, farla crescere in vista delle primarie del 25 ottobre e dargli gambe anche per il dopo.

Non perdiamoci di vista!

Un abbraccio
Antonio


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lunedì 21 settembre 2009

Risultati congressi Pd in provincia di Pisa - risultato inaspettato per la mozione Franceschini‏

Care/i tutte/i

Vi comunico i risultati dei primi 67 congressi del Partito Democratico in provincia di Pisa. Un risultato davvero importante per la mozione Franceschini che si attesta quasi al 33%. Un risultato importante non solo a livello numerico (la maggioranza della classse dirigente del partito a livell locale è con Bersani), ma anche perché in queste settimane diversi ragazze/i hanno aderito alla mozione ed in maniera volontaria hanno presentato il progetto di PD proposto da Franceschini con passione e voglia di essere parte attiva nella costruzione di un Partito moderno, che sappia ascoltare e sappia decidere.

Per questo li ringrazio e mi auguro che insieme possiamo costruire un nuovo modo di fare politica…che sappia appassionare e avvicinare sempre piu persone.

Un abbraccio grande

Antonio



RISULTATI CONGRESSO PD IN PROVINCIA DI PISA AGGIORNATI A VENERDI' 18 SETTEMBRE

Sono 67 (su 124 totali) i congressi di circolo Pd svolti finora in provincia di Pisa. Hanno votato 1.519 iscritti su 2.823 aventi diritto (per un'affluenza pari al 53,81 per cento). Risultati del congresso regionale: Andrea Manciulli 880 voti (58,71%), Agostino Fragai 406 (27,08%), Simone Siliani 213 (14,21%). Risultati del congresso nazionale: Pierluigi Bersani 857 voti (56,64%), Dario Franceschini 492 (32,52%), Ignazio Marino 164 (10,84%). I congressi di circolo in provincia di Pisa proseguono fino a domenica prossima, 27 settembre.

Francesco Nocchi (Presidente Commissione per il Congresso Pd Pisa)


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lunedì 14 settembre 2009

Zavoli: "Sostengo Franceschini per un partito riformista e aperto"



tratto dal sito http://pisaperfranceschini.blogspot.com/


'Carissimo, poche righe per informarti che la mia scelta tra i candidati alla segreteria del Partito Democratico ricade sul tuo nome''.

Comincia cosi' la lettera che Sergio Zavoli ha inviato al segretario del Partito Democratico Dario Franceschini per comunicargli l'adesione alla sua candidatura...

''Mi lega alla tua persona e all'esperienza politica che rappresenti, oltre alla qualita' civile, umana, intellettuale che essa esprime, una sostanziale discriminante: il riformismo, cioe' la piu' declamata e disattesa tra le promesse storiche del centro sinistra''.
Zavoli scrive di ''non voler venire meno a cio' in cui gran parte del Paese non ha mai smesso di sperare: una forza-partito che non smetta di porsi il problema di un centro sinistra da strutturare e far vivere sulla base di tre brevi e fondanti premesse: chi siamo, con chi stiamo, che cosa vogliamo''.

Zavoli conclude con l'augurio di ''realizzare finalmente il massimo di apertura e concordia, trasparenza e risolutezza'' con la convinzione che si " debba rispondere alle domande di un popolo che crede in cio' che la politica puo' fare e percio' stesso va fatto. Con un linguaggio coraggioso e semplice, perche' ognuno ascolta, diceva Goethe, solo cio' che capisce''.



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Franceschini la scelta giusta per guidare il PD

Oltre ottocentomila persone, gli iscritti al Partito Democratico, il più grande partito progressista europeo, stanno partecipando nei congressi dei circoli alla scelta del segretario nazionale e della linea politica per i prossimi anni. Una grande festa democratica, un grande segno di fiducia. Il PD ne esce fortemente rinsaldato perché è evidente la grande consonanza di valori e di strategie all’interno di un partito che è riuscito in brevissimo tempo ad amalgamare le culture politiche riformiste del Novecento italiano pur non rinnegandone radici e memorie. Altro che le scissioni previste (auspicate?) dagli avversari!

Tre candidati di alto valore si contendono la segreteria nazionale: Dario Franceschini, Pierluigi Bersani, Ignazio Marino. Ciascuno di loro può e vuole vincere, nessuno vuole sconfiggere gli altri due. Il giorno dopo le primarie del 25 ottobre, che affideranno agli elettori del PD la scelta definitiva del segretario, tutti e tre saranno al lavoro, con la guida di uno di loro, per riportare il PD al governo. Un metodo democratico limpido e vero. A differenza di altre stagioni politiche, stavolta nessuno è davvero in grado di dire chi vincerà. La parola è agli iscritti prima e agli elettori poi.

Franceschini e Bersani sono abilissimi uomini politici di lunga militanza e di grande esperienza, Marino ha una storia politica più breve ma un meritato prestigio personale. Stupisce che l’amico Paolo Fontanelli valuti come un’opportuna discontinuità politica l’eventuale vittoria di Bersani, come se lo schieramento che lo sostiene non fosse formato in gran parte – a livello nazionale, toscano e pisano – da dirigenti di lunghissima data.

Leggano piuttosto gli elettori e i simpatizzanti del PD le mozioni presentate dai candidati. Si sentano liberi di valutare, secondo coscienza e senza pregiudizi di schieramenti, quale linea politica e quale persona preferiscono. Puntando al futuro, non al passato, o, come scrive Franceschini, “guardando non da dove viene ma dove vuole andare”.

Franceschini è l’attuale segretario nazionale e, in soli sei mesi, ha realizzato una grande svolta nell’azione del PD. Come ha scritto Piero Fassino, coordinatore nazionale della mozione, “ha dimostrato di essere un dirigente capace di scegliere, decidere e agire”. Basti pensare alla determinazione con cui ha valorizzato nella segreteria nazionale i dirigenti radicati con successo nei territori. Con cui, da cattolico, ha tenuto diritta la barra della laicità. Con cui ha affrontato la difficile campagna elettorale europea in un momento di gravissima crisi economica, sociale e persino morale, sottovalutata o addirittura indotta dall’attuale governo.

Fiducia, regole, uguaglianza, merito, qualità sono le cinque parole chiave della proposta di Franceschini. La scuola, la formazione, la ricerca, la cultura sono l’investimento primario. Il riconoscimento del merito personale è lo strumento per attivare la mobilità sociale e il ruolo delle donne. Disegnano un’Italia diversa e soprattutto fiduciosa nel futuro, mai più impaurita. Danno risposte nette sia ai duri problemi del presente che agli scenari del mondo in cui vivranno i nostri figli. La grande casa di tutti i riformisti italiani è pronta, chi ne ha voglia venga nel PD per costruire una nuova alleanza per governare durevolmente il Paese, non solo per vincere le prossime elezioni. Un’alleanza con tutti i cittadini per i quali un futuro diverso vale la pena viverlo.


Luciano Modica – Coordinatore provinciale della Mozione Franceschini


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lunedì 7 settembre 2009

I bisogni della famiglia sono una priorità‏

In questi giorni è in atto un confronto non semplice tra Comune e Sindacati rispetto all’organizzazione dei servizi educativi. Noi crediamo che la discussione possa giungere a risultati positivi. Crediamo anche che sia necessario ricordare e ribadire dei punti fermi, per facilitare il confronto.

Pisa è l’unico capoluogo toscano e tra i pochissimi in Italia ad aver azzerato le liste d’attesa negli asili nido e ad aver già ampiamente superato i parametri che l’Europa ha fissato per la copertura del servizio. Il Comune di Pisa investe molti milioni di euro (più di 7 ogni anno) nei servizi educativi (nidi, refezione, trasporti, sostegno ecc.), anche in questo caso con dati superiori alla media.

Si tratta di due scelte strategiche assunte alcuni anni fa e che l’attuale Amministrazione guidata dal Sindaco Filippeschi non intende contraddire. Tutto questo in un contesto di qualità: i questionari che ogni anno i genitori compilano confermano l’alto gradimento del servizio sia quando questo è a gestione diretta, sia quanto è a gestione convenzionata. La qualità di un servizio educativo è infatti determinata da molti fattori e ogni modello di gestione ha alcune qualità spiccate a partire da un livello medio complessivo molto alto.

Ed è proprio questa organizzazione mista che ha consentito l’alta copertura del servizio sia per il numero di posti che per la sua maggiore adattabilità alle diverse esigenze di bimbi e famiglie. Il Comune, infatti, non avrebbe avuto e non ha le risorse per una copertura tutta a gestione diretta degli asili nido. O meglio, se lo volesse fare dovrebbe tagliare 150 posti, vista la differenza di costo tra i diversi tipi di gestione, e ritorneremmo alle liste d’attesa.

Quindi il dibattito sulle esternalizzazioni ci appare non in sintonia con ciò che chiede la città. Il Comune si è impegnato tra l’altro a rafforzare sia la programmazione che il controllo. La prima con la proposta di costituire il “Coordinamento pedagogico” per gestire al meglio la formazione e l’organizzazione del servizio a prescindere dal tipo di gestione; il secondo tramite il consolidamento dell’ufficio apposito, che dovrà verificare per tutti i servizi esternalizzati il rispetto dei capitolati, dei contratti di servizio, dei diritti dei lavoratori, della qualità, dell’efficacia e dell’efficienza. Ci sembrano aspetti importanti e innovativi che non vanno sottovalutati.

La contrarietà dei sindacati si è rivolta anche verso l’ottimizzazione del personale dei nidi. Rispetto a questo, non essendoci distanze impossibili, noi crediamo che, come l’Amministrazione Comunale ha proposto, sia necessario che le parti si siedano ad un tavolo ed analizzino nido per nido l’effettiva necessità di educatori e educatrici. Ci sono dei precisi parametri regionali che vanno rispettati per stare dentro ai criteri di qualità, senza sprecare risorse già scarse. E’ possibile ragionare e trovare un accordo.

Un accordo che, auspichiamo, guardi innanzitutto ai bambini e alle famiglie, senza disagi per coloro che fruiscono dei servizi a gestione diretta. Il nostro auspicio è, anzi, che si facciano, come afferma il programma del Sindaco, ulteriori passi avanti nella copertura dei bisogni delle famiglie. Perché, ad esempio, non pensare ad un allungamento di orario anche oltre alle 16.30 (chiedendo però alle famiglie di coprire il costo di tale servizio aggiuntivo)?

Oppure, altro esempio, perché non pensare ad una apertura di uno o più nidi anche in luglio, mese in cui tantissime famiglie sono in difficoltà e il comune non riesce con i campi solari a soddisfare tutta la domanda a costi sostenibili? Il Comune, inoltre, ribadisce l’impegno verso un coordinamento tra i 6 comuni dell’area: anche questo è un versante importante su cui è utile il confronto. Quest’anno, inoltre, l’impegno del comune è comunque cresciuto, con l’anticipo di una ulteriore settimana del servizio di refezione: una novità molto apprezzata dalle famiglie.

Insomma, quello che chiediamo è che si riapra il tavolo della trattativa, facendo uno sforzo verso l’innovazione e tenendo fermi i paletti della qualità del servizio, della copertura delle domande delle famiglie, della qualità educativa, nelle compatibilità di bilancio


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lunedì 31 agosto 2009

Giù le mani dalle primarie: L'Unità intervista Agostino Fragai‏

Cari tutti/e,vi segnalo questa intervista di Agostino Fragai, candidato alla Segreteria regionale del Partito Democratico pubblicata domenica 30 agosto su L'Unità. Davvero molto interessante... cosa ne pensate?


IO LA CONDIVIDO TOTALMENTE....Agostino continua cosi e vedrai che rovesceremo i pronostici!

Antonio


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sabato 29 agosto 2009

Sto con Franceschini perche'...

di Stefano Antonelli (Circolo Pd Putignano,Sant'ermete,Coltano,Ospedaletto)

Lui e' stato l'unico a prendere in mano un partito che rischiava di scomparire soffocato nella culla
Lui ha dato finalmente quello che al partito mancava..una voce unica con la quale si mostrasse all'esterno e questo e' avvenuto almeno fino alle elezioni europee.
Lui mi da piu' fiducia verso quello che io immagino un nuovo partito riformista e aperto verso l'esterno,che sappia avere il coraggio di aprire le discussioni e le decisioni del partito anche a quelli che non sono solo iscritti ma che si sono mobilitati e si mobiliteranno per creare un paese piu' equo e giusto
Lui ha preso posizioni chiare e coraggiose e senza falsi giri di parole verso quello che Veronica Lario ha chiamato ciarpame
Lui mi da piu' fiducia per creare un partito che punti a vincere e a governare bene ..non piu' aggregazioni disomogenee che segano il ramo dove si e' seduti
Lui e' piu' legato a quella che e' la mia visione dell'Italia e di un partito riformista moderno europeo che questo paese deve avere contenuto nel discorso di Walter Veltroni al Lingotto
Lui e Fassino sono riusciti in quello dove tutti immaginavo non ci sarebbe stata soluzione...creare un nuovo gruppo politico nel parlamento europeo.Gli stesse giornalisti e critici che pensavano che il partito democratico si sarebbe dileguato sul dilemma su quale gruppo iscriversi al parlamento europeo si sono essi stessi dileguati quando dovevano parlare del contrario.
Lui mi da piu' fiducia nella volonta' di incidere nel rinnovare la classe dirigente del Pd secondo logiche meritocratiche e non di appartenenza
Lui si merita di continuare il lavoro svolto fino ad ora supportato da un grande consenso delle primarie


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giovedì 27 agosto 2009

Se i socialisti francesi imitano il Pd sulle primarie, difese dalla mozione Franceschini

Tratto dal sito di Stefano Ceccanti

L'inizio della campagna congressuale del Pd a luglio era stato caratterizzato da varie critiche ed ironie di esponenti autorevolissimi della mozione Bersani sull'uso delle primarie in sé o, in subordine, sulle modalità troppo facili di partecipazione alle stesse, sia per l'elettorato attivo che passivo, che avrebbero costituito un'anomalia rispetto ai partiti conosciuti.
La notizia di oggi è che il Partito Socialista francese (attraverso la segretaria Martine Aubry in un aricolo su "Le Monde", per uscire dalla sua crisi) propone un rilancio attraverso lo strumento di primarie aperte ai propri elettori, con bassa quota di partecipazione e con maggiore facilità di presentare candidature.
L'apertura segue a uno studio della fondazione Terra Nova che si ispira esplicitamente per molti aspetti all'esperienza del Pd e che la ritiene meritevole di apportare risultati migliori rispetto a quella che incoronò Segolene Royal.
Bene ha fatto quindi la mozione Franceschini a difendere con intransigenza sin dall'inizio queste modalità più allargate di partecipazione che possono certo essere sempre migliorate, ma dentro una visione di partito estroverso a vocazione maggioritaria, non certo di un partito che per le proprie forme organizzative dovrebbe riprendere Gramsci (come sostenuto nei giorni scorsi da un altro autorevole sostenitore della mozione Bersani) e che dovrebbe poi fatalmente appaltare ad altri possibili alleati la conquista dell'elettorato non tradizionale.

L'articolo di Le Monde si trova all'indirizzo:

http://www.lemonde.fr/politique/article/2009/08/27/au-ps-le-principe-des-primaires-est-desormais-acquis_1232302_823448.html

Il lavoro di ricerca della Fondazione Terra Nova si trova all'indirizzo

http://www.tnova.fr/index.php?option=com_content&view=article&id=908


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mercoledì 26 agosto 2009

Perché Dario

di Maurizio Sereni (Esecutivo Comunale PD Pisa)
Mai come adesso, in questa delicata fase di grave crisi economica mondiale, si rende necessario affermare una forma di governance politica più alta, che guardi in primo luogo, a costruire le opportunità di sviluppo per le prossime generazioni.
Nei periodi negativi, due sono i possibili atteggiamenti che una società e la classe politica che la governa decidono di adottare: il primo è quello della chiusura su se stessi, sui propri convincimenti, sulle proprie storie, sulla difesa dei propri recinti, con la conseguente difficoltà di cogliere le opportunità di ripresa quando queste, inevitabilmente, si presenteranno.
Il secondo, è quello di assumere responsabilmente una visione del futuro nella quale il confronto aperto, la gestione corretta e trasparente del “bene comune”, la partecipazione più forte e qualificata dei cittadini, la legalità diffusa e percepita, permettono di far crescere una cultura ed una coscienza civile più elevata per la stragrande maggioranza degli strati sociali, al fine di inserirsi a pieno titolo nella scia della ripresa economica con elementi accresciuti di stabilità e di forza.
La prima Convenzione del Partito Democratico si colloca in questo scenario; il 26 ottobre, qualunque sia il candidato delle tre mozioni in corsa che risulterà vincente, avrà l’onere e l’onore di guidare il più grande Partito d’opposizione europeo alla riconquista del governo dell’Italia, ma in ogni caso, dovrà fare i conti con la più importante delle missioni che questo Partito si è dato dall’atto della sua fondazione: portare democraticamente il Paese nel suo complesso (istituzioni, economia, informazione, sapere, diritti) verso il futuro, verso la modernità.
Sostenere la mozione di Dario Franceschini rappresenta, a mio modo di vedere, l’opportunità migliore per il futuro dell’Italia.
Elenco solo alcune delle sue proposte che mi trovano pienamente d’accordo:
- piena consapevolezza che la crescita ed il conseguente benessere di oggi, non deve più essere scaricato sulle spalle delle prossime generazioni.
- lucidità nella costruzione di un progetto alternativo di Paese rispetto alle destre, nella quale l’affermazione capillare di una serie di valori opposti a quelli imperanti è decisiva.
- l’ambizione e la necessità storica di porre l’Europa al centro delle politiche innovative di sviluppo del pianeta, attraverso l’azione del gruppo “Alleanza Progressista” nella quale è confluita la delegazione del PD alle recenti europee.
- diffusione delle pratiche di legalità in ogni sua dimensione.
- mercati economici con il massimo del libero accesso ma all’interno di un quadro di regole chiare ed inderogabili.
- modernizzazione degli apparati e dei servizi dello Stato.
- una sola Camera legislativa, un Senato federale espressione dei territori, dimezzamento del numero dei Parlamentari, riforma dei regolamenti parlamentari per garantire più azione di Governo e più riconoscimento del ruolo del Parlamento, riforma elettorale con le garanzie del bipolarismo, dell’alternanza, con l’elezione dei candidati attraverso collegi uninominali e senza liste bloccate.
- l’affermazione del concetto di uguaglianza, inteso come riequilibrio di situazioni molto sbilanciate che sono concausa dell’arretramento strutturale del sistema Italia ( i redditi da lavoro dipendente enormemente difformi da quelli da rendita finanziaria o manageriale, le opportunità di sviluppo del Sud rispetto al resto dei territori, il mercato del lavoro delle donne e la possibilità di studio e di accrescimento culturale dei giovani studenti rispetto agli standard medi europei).
- introduzione di un salario minimo per ogni tipo di lavoro.
- il concetto di Qualità e di Unicità (degli standard di vita, dei saperi, dell’informazione, dell’arte, energetica, enogastronomia ecc.) alla base di tutte le nostre produzioni, ribaltando lo status di omologazione culturale imposto dai media televisivi e dalle abitudini di 15 anni di berlusconismo.
- la Green Economy come reale e concreto motore di sviluppo economico, civico e culturale per il futuro, così come lo è stata la rivoluzione informatica negli anni ’80.
- garanzia di una gestione del Partito Democratico collegiale, ma con tutte le innovazioni politiche indispensabili ad un allargamento della base (certezza delle Primarie fra gli elettori come strumento di scelta di candidati per tutte le consultazioni elettorali e per gli organi dirigenti, consultazione fra gli iscritti su temi di grande interesse per incidere sulle scelte politiche del Partito, decisioni dei gruppi dirigenti discusse in profondità ma con un espressione di voto finale a maggioranza che determina la linea politica del Partito).
La fase congressuale, auspicata e richiesta da molti e da molto tempo, pur con tutte le difficoltà procedurali previste dallo Statuto, è una occasione impedibile (mi verrebbe da dire l’ultima occasione) per il PD di definire la linea politica di alternativa alla destra e le modalità di gestione dell’organizzazione. L’augurio e l’auspicio di Franceschini, per il quale chiunque sarà il Segretario Nazionale dovrà avere garantito il sostegno di tutti perché legittimamente vincitore di una competizione sana e leale, spero possa essere apprezzato e condiviso da tutti quelli che credono nella forza positiva di questo Partito Democratico.



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lunedì 24 agosto 2009

Congresso PD, primo dibattito tra le mozioni - l’unità al centro del confronto -

Dopo quindici giorni di meritate vacanze ritorno a scrivere sul blog per iniziare a raccontarvi un lungo percorso, quello congressuale, in cui ci confronteremo su identità, forma ed organizzazione del Partito Democratico. Venerdi scorso ho partecipato ad un animato e interessante dibattito (veramente colma la saletta del circolo di Riglione) con Paolo Fontanelli e Marco Bani. Diversi sono stati i temi trattati, molti i punti in comune, alcune (forma partito, legge elettorale, alleanze) le differenze. Dal dibattito è emerso chiaramente che anche se vi sono alcune piccole differenze queste non mineranno l’unità del partito, ma saranno la base di partenza per trovare la sintesi politica che ci consentirà tra 4 anni di governare l’Italia.

Da oggi sul blog riporterò tutti gli appuntamenti congressuali… con l’occhio però sempre rivolto alle attività amministrative.

Un caro saluto e ben rientrati (almeno a chi già è operativo)

Antonio

P.s. di seguito allego la cronaca dell’iniziativa riportata sul sito pisanotizie.it

Riparte da Riglione la stagione politica pisana. Almeno per il Partito Democratico: che, alla fine della pausa estiva, ha organizzato un dibattito tra le tre mozioni congressuali che si confronteranno, dal prossimo Autunno, per la guida del partito a livello nazionale e locale.

La saletta allestita a Riglione dalla "Festa dell'Unità" - da queste parti la chiamano ancora così, non senza una punta di orgoglio - è stracolma di gente: una partecipazione generosa, che stupisce gli stessi organizzatori. «Segno che il circolo PD di Riglione è profondamente radicato nel quartiere, e riscuote la fiducia dei cittadini», chiosa la giovane segretaria del circolo in apertura dei lavori.

A rappresentare i tre schieramenti congressuali intervengono Marco Bani (mozione Marino), Antonio Mazzeo (mozione Franceschini) e Paolo Fontanelli (mozione Bersani).

I "valori comuni" del PD

A coordinare il dibattito è stato chiamato Francesco Paletti, giovane giornalista della Nazione. Che apre i lavori sollecitando i tre "rivali" a definire ciò che accomuna le mozioni congressuali: non ciò che divide, dunque, ma ciò che unisce e tiene insieme prospettive pure diverse e in contrasto tra loro.
«È vero», esordisce Mazzeo, sostenitore di Franceschini, «il dibattito congressuale è stato troppo aspro: ma il nostro approccio deve essere unitario». Per Mazzeo, un terreno comune esiste: «per la prima volta stiamo costruendo un amalgama vero tra storie ed esperienze diverse», spiega, «e per questo dobbiamo lavorare per cancellare la parola "ex" dal nostro vocabolario. Non devono più esistere gli ex Margherita o gli ex DS, siamo tutti democratici».

Sul valore dell'unità concorda anche Marco Bani, della mozione Marino. Che individua alcuni punti concreti di accordo: il lavoro («tutti proponiamo il contratto unico di lavoro col salario minimo garantito»), la legalità (intesa come «lotta alla criminalità organizzata») e la necessità di una legge sul conflitto di interesse. Su questi temi, Bani lancia la provocazione: «su queste cose siamo tutti d'accordo: e allora lanciamo una grande campagna nel paese, anche prima del congresso».

Fontanelli, per la mozione Bersani, si sofferma invece sulla necessità di una forte opposizione contro il governo Berlusconi. «L'opposizione la facciamo già nelle aule parlamentari», spiega, «ma questo non basta. Occorre costruire una lotta politica nel paese. E su questo dobbiamo riconoscere che siamo indietro». Fontanelli sollecita tutto il partito a una riflessione "impietosa": «Il progetto del PD finora non è decollato: nel giro di un anno abbiamo perso quattro milioni di voti, e non riusciamo a costruire un'opposizione forte nel paese. Il congresso dovrebbe servire a discutere innanzitutto di questo».


Il modello di partito

La discussione passa poi al "modello di partito". Ed è Fontanelli ad aprire il dibattito su questo tema. «Non dobbiamo nasconderlo», spiega il deputato pisano, «tra noi ci sono due idee diverse. C'è il modello di "partito degli elettori", quello delle primarie, e il "partito degli iscritti", che valorizza la partecipazione attiva». E Fontanelli rilancia l'idea cara a Bersani: «l'idea di un partito fondato sul leader è debole, rappresenta una introiezione del modello Berlusconi: noi abbiamo bisogno invece di una organizzazione forte, solida, radicata nei quartieri e nelle città, con un gruppo dirigente diffuso».

Per Bani, invece, il partito non deve essere «né solido né liquido: deve essere un partito intelligente, che sa valorizzare forme diverse di impegno, da quello della militanza classica a quello delle primarie». Un concetto simile è espresso da Mazzeo: «noi vogliamo un partito strutturato, radicato nei territori: ma al contempo dobbiamo saper valorizzare forme diverse di adesione al partito».

Una "provocazione" arriva dalla platea, sollecitata ad intervenire dal moderatore Paletti. Chiede la parola Massimo Baldacci, dirigente "storico" del PCI e del PDS a Pisa: il quale senza mezzi termini attacca Veltroni. "La segreteria di Veltroni", dice, "è stata la peggiore che abbiamo avuto: fatta di leaderismo senza democrazia. Il veltronismo è il parente povero del berlusconismo". La provocazione accende la platea: c'è chi applaude fragorosamente, e chi invece si indigna.


Le alleanze, i nodi locali: l'apertura alla sinistra

La discussione si conclude con un terzo giro "a ruota libera", su vari argomenti. A tenere banco sono stavolta i nodi locali, che riguardano il governo di Pisa e provincia, e la questione della legge elettorale.
Mazzeo attacca proprio su quest'ultimo punto. «D'Alema ha proposto il modello tedesco, cioè la reintroduzione del proporzionale. Noi non siamo d'accordo. Serve una legge elettorale maggioritaria: e le alleanze vanno fatte per governare, non per vincere le elezioni. I cittadini devono sapere chi governerà e su quale programma: non possiamo tornare indietro su questo».

Fontanelli risponde facendo appello a quello che definisce "un dato di realtà": «personalmente», spiega, «preferirei un sistema a collegi uninominali con doppio turno alla francese, come ha proposto recentemente Cuperlo. Ma per una legge del genere non c'è la maggioranza parlamentare. Se vogliamo cambiare la legge l'unico accordo possibile in parlamento è il modello tedesco. Altrimenti dobbiamo tenerci la legge elettorale che c'è ora: che di fatto consegna la sovranità alle segreterie dei partiti».

Poi, la discussione scivola sui temi locali. E dalle mozioni Marino e Franceschini arriva un inatteso "assist" a Sinistra e Libertà. «Per governare il Comune va trovato un punto di incontro con questa forza politica», dice Mazzeo. E Bani incalza: «in consiglio comunale Sinistra e Libertà ha mostrato un atteggiamento maturo e responsabile, che dobbiamo saper valorizzare».

Più cauto è invece Fontanelli. «Le ultime elezioni», spiega il deputato, «ci hanno consegnato un rilevante fenomeno di astensionismo: ed è soprattutto l'elettorato di sinistra a non aver votato. Noi dobbiamo saper recuperare il consenso a sinistra». Ma poi aggiunge: «recuperare consenso non significa necessariamente fare accordi con la sinistra radicale. Il confronto va fatto sui programmi».


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