martedì 24 novembre 2009

Pd: la nuova segreteria, i presidenti dei forum‏

Un augurio particolare alla professoressa Carrozza per l'importante incarico. Un impegno arduo a cui saprà sicuramente dare valore.

Antonio


Durante la Direzione Nazionale in corso presso la sede del PD il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, ha comunicato i nomi della nuova segreteria, e di alcuni dei presidenti dei forum. Nel resto del post, tutti i nomi per segreteria e forum.

Coordinatore della Segreteria: Maurizio Migliavacca
Roberta Agostini
Stella Bianchi
Cecilia Carmassi
Stefano Fassina
Catiuscia Marini
Matteo Mauri
Marco Meloni
Matteo Orfini
Anna Maria Parente
Francesca Puglisi
Nico Stumpo
Davide Zoggia.


E' una squadra di sei donne e sei uomini, età media 41 anni, che sarà coordinata da Maurizio Migliavacca. Una segreteria di “giovani sperimentati” che hanno fatto esperienza sul territorio come amministratori o con l’attività politica.


Presidenti Forum

Economia Paolo Guerrieri

Università Saperi e Ricerca Maria Chiara Carrozza

Giustizia Andrea Orlando

Esteri Piero Fassino

Politiche agricole Enzo Lavarra

Progetto Mezzogiorno Umberto Ranieri

Politiche Locali Claudio Martini

Welfare e Lavoro Coordinatore Giuseppe Fioroni

Lavoro Emilio Gabaglio

Politiche sociali e immigrazione Livia Turco

Politiche dell’Istruzione Giovanni Bachelet

Politiche ambientali Laura Puppato

ICT Paolo Gentiloni

Riforma sistema radiotelevisivo Carlo Rognoni

Riforma dello Stato Luciano Violante

CENTRO STUDI Gianni Cuperlo


Leggi il resto del post...

mercoledì 18 novembre 2009

Lavori in corso per rendere Pisa piu accogliente‏

200mila euro per via Bonanno, piazza Manin e via Giunta Pisano

Al via la prossima settimana lavori in via Nino Bixio e via Lavagna

Tutti i progetti dell'Amministrazione



Leggi il resto del post...

venerdì 13 novembre 2009

L'ora di religione islamica e l’eliminazione del crocefisso dalle scuole. Un passo verso l'integrazione o perdita della tradizione?

Intervista all'On. Giovanna Melandri del Partito Democratico

di Fabio Gioffrè

E’ di qualche settimana fa la proposta del viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso di introdurre nelle scuole pubbliche e private un'ora di religione islamica facoltativa ed alternativa a quella cattolica. Adesso la notizia, clamorosa, della sentenza della corte Strasburgo che vuole obbligare il governo italiano e le scuole del nostro paese ad eliminare il crocefisso dalle aule delle scuole. La proposta dell’on. Urso ha subito incendiato gli animi della Lega, nettamente contraria, ed ha alimentato una serie di pareri e prese di posizione da parte dei leader politici di maggioranza e opposizione.


Leggi il resto del post...

giovedì 12 novembre 2009

Un nuovo senso civico. Anche in piazza delle Vettovaglie

di Teresa Rotondo Dottore (coordinatrice circolo Pd Pisa Centro)

Piazza delle Vettovaglie è uno dei luoghi caratteristici di Pisa, e anche uno dei maggiori luoghi di aggregazione sociale. Infatti, proprio in questa piazza, si svolge parte della vita pisana fatta da cittadini, commercianti, studenti, turisti. La “questione Vettovaglie” è al centro della discussione politica ed amministrativa ormai da anni. Nell’ultimo periodo, la piazza è stata luogo di fatti di cronaca; le risse e lo spaccio di sostanze stupefacenti da una certa ora della sera in poi sono diventate molto frequenti e non è bastato l’investimento del comune sulla videosorveglianza per diminuire il fenomeno.

A valle di tali fatti è stato deciso il pattugliamento delle forze dell’ordine nelle ore serali e soprattutto nel fine settimana. La presenza dei carabinieri ha scatenato, qualche giorno fa, le proteste di un cosiddetto “comitato degli ingovernabili” che si è, di fatto, contrapposto ai comitati di cittadini e commercianti che, invece, da tempo richiedono un controllo del territorio da parte della forza pubblica. E’ importante sottolineare che , nelle più grandi piazze d’Italia, la presenza di carabinieri e polizia è costante e discreta proprio perché il ruolo delle forze dell’ordine è quello di tutelare i cittadini e salvaguardarli nella loro incolumità. E’ oggettivo anche che, soprattutto in alcuni momenti, Piazza delle Vettovaglie è purtroppo un luogo pericoloso.

Il Partito Democratico ritiene la presenza delle forze dell’ordine opportuna, come inizio di un percorso di costruzione di un nuovo senso civico che si fondi sull’educazione alla legalità. Un percorso che, per essere più forte, deve estendersi anche ad altri luoghi del centro storico (lungarni, San Martino, Sant’Antonio) dove esistano palesi violazioni delle regole della convivenza e coinvolgere, sin da subito, tutti i soggetti che vivono la città attraverso un dibattito diretto alla ricerca di soluzioni condivise. Questa impostazione è fatta propria anche dalla giunta comunale che nel progetto integrato tra l’altro ha proposto investimenti per la riqualificazione di tutto il centro storico.

Stimolare una partecipazione diretta dei cittadini, commercianti e giovani, attraverso iniziative culturali, può essere un punto di partenza per evitare che un luogo ideale perché sia luogo di incontro tra diverse realtà sia invece degradato a “piazza di spaccio” rendendo inefficaci gli strumenti di controllo sociale e al contempo rendendo necessaria la presenza delle forze di polizia.


Leggi il resto del post...

Inaugurazione mostra PISA FUTURA FUTURIBILE‏

Cari tutti,
con piacere vi invito all'inaugurazione della mostra Pisa Futura Futuribile, che si terrà sabato 14 novembre alle ore 11.30 al nuovo centro espositivo in San Michele degli Scalzi (Viale delle Piagge).
Spero di incontrarvi numerosi

Un abbraccio

A


Leggi il resto del post...

giovedì 5 novembre 2009

Pisa partecipa

Ecco il logo che ha vinto il bando “PISA PARTECIPA”
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato: davvero dei bei progetti!!!!
E complimenti ad Elisa GELLI per il suo ottimo lavoro


Leggi il resto del post...

martedì 27 ottobre 2009

Il messaggio di Dario Franceschini



Leggi il resto del post...

I risultati delle primarie in provincia di Pisa - Assemblea Regionale

Votanti: 31.648

Bianche: 709 - Nulle: 250 - Voti validi: 30.689

Con Bersani 09 per Manciulli: 14.917 voti, 48,61%

Democratici Made in Toscana: 1.193 voti, 3,89%

Siliani per Marino segretario: 4.560 voti, 14,86%

Democratici con Dario Franceschini: 8.694 voti, 28,33%

Semplicemente Democratici: 1.230 voti, 4,01%

ELETTI IN ASSEMBLEA REGIONALE

LISTA CON DAVID SASSOLI SEMPLICEMENTE DEMOCRATICI PER FRANCESCHINI

  • Antonio Mazzeo
  • Alessandra Buscemi

LISTA DEMOCRATICI CON DARIO FRANCESCHINI

  • Lucia Ciampi
  • Federico Gelli
  • Ilaria Buselli
  • Nicola Landucci
  • Silvana Agueci
  • Massimiliano Sonetti
  • Sonia Pieraccioni
  • Michele Fiaschi
  • Valentina Settimelli
  • Massimiliano Bagnoli
  • Antonella Ruglioni
  • Andrea Paganelli
  • Morena Lotti
  • Renato Lemmi
  • Daniela Bucchioni


Leggi il resto del post...

I risultati delle primarie in provincia di Pisa - Assemblea Nazionale

Votanti: 31.668

Bianche: 194 - Nulle: 159 - Voti validi: 31.315

Con Bersani 09: 16.026 voti, 51,18%

Democratici con Dario Franceschini: 10.565 voti, 33,74%

Per Marino Segretario: 4.726 voti, 15,09%


ELETTI IN ASSEMBLEA NAZIONALE PER LA MOZIONE FRANCESCHINI

  • Ermete Realacci
  • Lucia Curcio
  • Luciano Modica


Leggi il resto del post...

Mozione Franceschini: davvero un ottimo risultato in Provincia di Pisa!!! GRAZIE A TUTTI‏

Care/tutte/i
grazie mille per il grande impegno e per la passione che ognuno di voi ci ha messo in questo lungo periodo congressuale. Ci siamo confrontati su posizioni che a volte non erano completamente similari, a volte la passione ci ha portato ad alzare i toni, ma la cosa più bella è aver visto che il nostro dibattito, le nostre idee, il nostro essere ben radicati sul territorio ha portato, in Provincia di Pisa, circa 32.000 persone a passare parte di una bella giornata domenicale con NOI, con il PD. Non disperdiamo questa ennesima grande opportunità che il popolo delle primarie ci ha dato!! Da oggi mettiamo a fattor comune le diverse esperienze che compongono il PD, per offrire un partito radicato e plurale che possa tornare a governare!

Di seguito vi lascio le dichiarazioni che io, Luciano Modica (coordinatore Provinciale della Mozione) e Nicola Landucci, abbiamo rilasciato ieri alla stampa locale.

“Grande soddisfazione per la grande affluenza al voto di oltre 30 mila elettori,- è il primo commento di Luciano Modica - segno che nonostante le sconfitte elettorali e le recriminazioni l’elettorato del PD è sempre pronto a impegnarsi, a dire la sua sui grandi temi della politica ed la ricchezza maggiore del nostro partito che non possiamo disperdere anzi dobbiamo valorizzare sempre più. Soddisfazione anche per il risultato della mozione Franceschini in provincia di Pisa, partì in luglio da una stima non
superiore al 20 %; abbiamo toccato il 29% fra gli iscritti e il 34% fra gli elettori, segno evidente che nell’opinione pubblica del PD la proposta di Franceschini ha fatto breccia.
Se ci fosse stato un aumento percentuale analogo in tutta Italia avremmo assistito ad un testa, con una non impossibile vittoria di Franceschini. Bersani è il nostro segretario, ha vinto ed ha la possibilità di guidare il PD con una forza ed una autorevolezza significative. Noi mettiamo sin da oggi il nostro lavoro e la nostra passione a disposizione del nostro segretario, lealmente e senza recriminazioni”.
“Il risultato composito e molto articolato impone a tutti una seria riflessione e credo non si possa prescindere da una formula di governo del partito che garantisca la più ampia condivisione delle scelte- è stata l’opinione di Nicola Landucci- La massiccia partecipazione dimostra ancora una volta l’insostituibilità dello strumento delle primarie, anche per scegliere le più importanti cariche istituzionali”.
“Hanno partecipato tanti giovani, molti dei quali per al prima volta si sono avvicinati alla politica e questo soprattutto per noi è motivo di grande orgoglio. Faremo di tutto per non deluderli e coinvolgerli nelle decisioni. Nella geografia politica pisana il consenso sulla linea politica del nuovo segretario, si aggira attorno alla metà dei voti, leggermente superiore in provincia per il voto nazionale e leggermente inferiore in città per il voto regionale. Segno che comunque le scelte del PD locale devono ripartire da questo dato di fatto” ha ribadito Antonio Mazzeo.


Leggi il resto del post...

lunedì 26 ottobre 2009

Un grande successo di partecipazione

Comitato provinciale per Franceschini

Con soddisfazione registriamo innanzitutto la grande partecipazione al voto, quasi trentamila persone, che va anche oltre le più rosee aspettative e che conferma il ruolo guida del PD nel centrosinsitra e nell'opposizione alla destra di Berlusconi. Si tratta di un grande successo che premia l'impegno di tutti.
Dai primi dati emerge un risultato della mozione Franceschini che nella provincia di Pisa supera significativamente i risultati delle assemblee di circolo, con un aumento di consensi di circa cinque punti percentuali. Segnale evidente che gli elettori del PD hanno gradito la proposta e i risultati di Franceschini.

Allo stesso tempo registriamo che il vantaggio della mozione Bersani, sia a livello locale che nazionale, è tale da non poter essere superato. Facciamo quindi i migliori auguri a Pierluigi Bersani per il compito che lo attende e a cui daremo tutti il massimo contributo di collaborazione. Comunque il PD si conferma un grande partito plurale e sarà estremamente importante condurre un lavoro unitario per non deludere e anzi per valorizzare al massimo la grande partecipazione degli elettori che dovranno essere chiamati come oggi ad esprimersi ogni volta che ci sarà da prendere decisioni importanti, in particolare per scegliere i candidati più adatti ai vari ruoli istituzionali.


Leggi il resto del post...

sabato 24 ottobre 2009

Discorso ai Liberi

Marzabotto (Bo) 24 Ottobre 2009

Si conclude qui oggi, a Marzabotto, questo mio viaggio attraverso l’Italia. Dieci tappe per incontrare donne e uomini del nostro Paese. I loro problemi, le loro speranze. Sono partito dalla Stazione Centrale Milano, dove ho incontrato il popolo dei volontari: un esercito di costruttori del bene comune. Sono stato a Genova. In quel porto da dove sono partiti milioni di poveri emigranti che cercavano un futuro senza fame e miseria, lì ho parlato ai nuovi italiani. Ho visto nei loro occhi la stessa identica luce che ho guardato tante volte nelle vecchie foto ingiallite dei nostri nonni, quando partivano nella terza classe dei transatlantici per raggiungere il Nuovomondo. Anche per loro, anche per conservare la memoria dei nostri 27 milioni di emigranti ho chiesto a un nuovo italiano, Jean Leonard Tuoadì, di essere il mio vicesegretario. Sono stato a Napoli. Dove c’erano gli insegnanti, coloro ai quali mettiamo in mano il futuro dei nostri figli ma ai quali la politica toglie risorse e dignità. A Bra ho parlato della qualità italiana, dei nostri talenti. Di quello che ci rende unici nel mondo. Poi a Cosenza. Lì, nell’Università della Calabria, c’erano i ragazzi del Sud. Abbiamo parlato del loro futuro. Di un Mezzogiorno che cerca riscatto. Della necessità di ribellarsi. Alla mafia e alla criminalità. E ho dedicato quel discorso a uno di loro, a un ragazzo del sud, a Roberto Saviano. Poi ho incontrato i lavoratori, a Prato, e gli imprenditori, a Vicenza in due fabbriche: e ho promesso e spiegato loro che per noi sono importanti in misura eguale. Con loro vogliamo costruire un patto per costruire insieme un futuro che sappia riconoscere il merito, l’impegno e il valore di chi rischia e produce. Perché solo insieme usciremo dalla crisi. A Bari ho voluto parlare ai nonni dei nostri figli, e a Palermo alle donne italiane, alle quali noi uomini dobbiamo chiedere scusa. Per averle costrette a subire modelli culturali e sociali nei quali non c’è lo spazio che ci dovrebbe essere per l’altra metà del mondo. E poi oggi sono qui. A parlare ai liberi.

A parlare alle donne e agli uomini che vogliono vivere la loro libertà. Mi sembrava che fosse giusto concludere così. Per questo sono tornato a Marzabotto. Questo è un luogo di memoria. Di una memoria viva e ancora sofferente. Qui a Marzabotto ricordare significa testimoniare un impegno che riguarda inevitabilmente anche il futuro. Perché senza quell’impegno c’è il rischio che tragedie tanto atroci possano tornare a ripetersi. Testimoniare significa esprimere gratitudine a chi ha saputo resistere all’orrore. A chi ha combattuto per la libertà e la democrazia. A chi ci ha donato quella libertà perché la custodissimo e la facessimo vivere. A chi ci ha insegnato che, generazione dopo generazione, ci sono valori e responsabilità che ci tengono uniti. E che quei valori e quelle responsabilità rappresentano il patrimonio che ci fa essere una comunità coesa e forte. Una patria. Per questo sono venuto a Marzabotto. Per lo stesso motivo per cui otto mesi fa ho deciso di iniziare la mia avventura di segretario del Partito democratico giurando sulla Costituzione di mio padre, a Ferrara. Quello per me non è stato un gesto simbolico. E’ stato un giuramento vero di fedeltà alla Costituzione. Il giuramento di difenderla. Per questo, se domani sarò rieletto Segretario, come si fa all’inizio di ogni nuovo mandato, giurerò di nuovo sulla Costituzione. In un altro luogo e in mani più giovani di quelle di un giovane partigiano di 60 anni fa. Ma giurerò. Perché nella Costituzione c’è scritta la nostra libertà. Da Ferrara a Marzabotto la strada non è poi così lunga. In mezzo ci ho messo l’Italia. In otto mesi ho girato in lungo e in largo. Sono stato in tantissime città e comuni. Ho incontrato tantissime persone. Ho incontrato in ognuno di questi posti il nostro popolo. Il popolo democratico. Quel popolo che c’era prima di noi, e che aspettava questo partito da tanto tempo.

Quelle donne e quegli uomini che la sintesi, quella nuova cultura politica di cui tanti parlano come se fosse irraggiungibile, l’hanno già fatta dentro di loro. E la vivono e la testimoniano ogni giorno. Nel loro essere democratici. Perché credono nella giustizia e nell’uguaglianza. Perché credono nella libertà come qualcosa che non esclude ma coinvolge. Una libertà che senza gli altri non ha sapore, né senso. Democratici con le loro storie e le loro esperienze. E anche con la loro cultura politica e la loro identità, spesso diverse le une dalle altre. Ma uniti dallo stesso obiettivo: costruire un futuro migliore. Per questo quando me lo hanno chiesto ho accettato di fare il segretario del Partito democratico. Per questo popolo. Domani questo impegno si conclude e la parola torna a quel popolo, a quelle donne e a quegli uomini. Le primarie decideranno chi sarà il nuovo segretario del nostro partito. Sarà, ancora una volta, una straordinaria prova di democrazia. Ma anche la dimostrazione concreta che noi ci siamo, che abbiamo superato la crisi, che siamo più forti dei nostri errori. Più forti dei dubbi di chi immagina la nostra storia come un eterno ritorno al punto di partenza. Più forti della nostra ricorrente vocazione all’autolesionismo. Più forti di quei profeti di sventura che hanno cominciato ad annunciare il nostro declino poche ore dopo la nostra nascita. Più forti di chi parla male di noi perché non ha il coraggio di ammettere di essersi arreso alla corrente. Più forti di chi denigrandoci nasconde in realtà la sua paura, i suoi interessi, i suoi privilegi. Più forti dei conservatori. E questa forza della nostra gente sarà anche la forza di chi tra noi sarà eletto segretario. Sarà la sua dote più preziosa. La sua libertà. Io mi sono ricandidato con questo spirito e con questa volontà.

Essere libero per poter cambiare. E allora, parlando ai liberi oggi, parlo prima di tutto a me stesso. All’impegno esigente che sento di dover assumere in nome di quella di responsabilità. Occorre cambiare. Cambiare l’Italia per farne un Paese migliore. Cambiare la politica. E dunque cambiare noi stessi. Non è tempo di compromessi. Di aggiustamenti. Di piccoli calcoli. Di convenienze meschine. Chi ricerca il potere solo per sopravvivere sì è già condannato a perdere. E invece il nostro partito, il nostro sogno, hanno un senso solo se sapremo spendere ogni goccia della nostra fatica per cambiare. Dovunque sono stato, con chiunque abbia parlato, ho ricavato questa convinzione: l’idea di un Paese che si sta progressivamente chiudendo impaurito su se stesso. Un paese bloccato. Ostaggio di ingiustizie e privilegi. Una società che ruba il futuro ai giovani che valgono, che meritano, che hanno talento e che lo regala a quelli che non meritano ma hanno la fortuna di essere cresciuti al riparo di protezioni e raccomandazioni, questa non è una società giusta. Un Paese in cui i figli dei ricchi saranno ricchi e quelli dei poveri resteranno poveri non è un Paese giusto. E non è un Paese che tutela la libertà. La libertà di esprimere le proprie potenzialità. La libertà di essere davvero tutti uguali per le opportunità che si hanno. La libertà di avere tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri. Parlo di libertà perché dobbiamo riconoscere che una delle responsabilità più gravi che abbiamo, nel nostro campo, è di aver abbandonato questo valore nelle mani della destra. E la destra berlusconiana ha preso questo tema e ne ha fatto una caricatura. La libertà è diventata arbitrio dei più forti contro i più deboli.

E’ stata chiusa nel recinto dell’individualismo, ed è diventata l’arma da giocare contro gli altri. Libertà di fare quello che serve a tutelare solo i miei interessi, da coltivare nel privato, fuori da ogni spazio pubblico. Libertà che coincide con la ricchezza e che presuppone che tutto si possa comprare. Anche il consenso. Anche il potere. La libertà assolutizzata, che non riconosce il limite del potere. E che quel potere esercita negando ogni forma di pluralismo e di equilibrio istituzionale. Libertà dei furbi a danno degli onesti. Tanto c’è sempre un condono, uno scudo, una sanatoria. Lo vediamo in questo tempo di crisi: la libertà è ridotta all’unica legge che questa destra di governo conosce: il “si salvi chi può”. E a salvarsi, in una logica conflittuale che mette tutti contro tutti, sono sempre gli stessi. Quelli, appunto, che vivono nella cittadella blindata delle protezioni e dei privilegi tramandati da generazione in generazione. Noi abbiamo un’altra idea della libertà. Un’idea che non può prescindere dalla responsabilità. Dalla comunità. Dal limite. Dalle regole. Ci sono i nostri diritti, ma ci sono, inseparabili, anche i nostri doveri. C’è una libertà che deve corrispondere al principio del pieno sviluppo di ogni persona. Cioè all’idea dell’uguale diritto di ogni individuo di condurre una vita libera e dignitosa. Gli esseri umani nascono e devono poter vivere liberi e uguali. Liberi. Liberi di credere, di pregare, di avere una fede, senza che quel credere diventi motivo di divisione o di scontro. Liberi di essere educati da una scuola che funzioni. Liberi di poter studiare in università in cui poter mettere a frutto il proprio talento, di poter puntare all’eccellenza anche in Italia senza essere costretti a cercarla per forza all’estero.

Liberi di fare ricerca e, anche qui, di non essere spinti ad emigrare per vedere valorizzata la propria intelligenza. Liberi di educare, in un sistema che valorizzi il pluralismo ma riconosca nella Costituzione il pilastro di una comune cittadinanza. Liberi di informare, senza dover subire minacce, pressioni, intimidazioni. Liberi di partecipare. E di “associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, è l’articolo 49 della Costituzione, che parla della politica, parla di noi. Liberi di parlare. Cercando di farsi sentire in una realtà che riconosce e ascolta soltanto quello che appare dentro lo schermo di un televisore. Liberi di lavorare. Se è vero che è sul lavoro che è fondata la nostra repubblica. Liberi di fare impresa, senza dover calcolare nei rischi, anche la zavorra di una burocrazia nemica. O l’inefficienza di istituzioni pubbliche che non fanno il loro dovere e rendono ostile il volto dello stato. Liberi di sposarsi e fare una famiglia, perché quel lavoro non è il miraggio di una stagione. Liberi di essere anziani senza dover temere la solitudine. Liberi di vivere in un ambiente sano, non inquinato, non cementificato. Liberi di vivere e di non essere uccisi dall’ingordigia di chi per denaro costruisce dove non si dovrebbe. Liberi di vivere perché le case, le scuole, gli asili, dove gli ospedali sono costruiti con il ferro e il cemento e non con la terra e la sabbia. Liberi di vivere e di non morire perché la sanità pubblica non funziona. Perché un medico è specialista di tessere. Perché un primario è un commissario politico. Liberi di vivere il proprio orientamento sessuale senza doversi giustificare con nessuno. Liberi di poter girare di sera in una grande città senza temere di essere aggrediti o insultati o discriminati per motivi sessuali, razziali o religiosi. Liberi di essere cittadini italiani, anche se si è stranieri, ma si è scelta l’Italia e se ne rispettano le leggi, la cultura, le regole. Liberi di essere cittadini italiani se è su questo suolo che si è nati.

Liberi di scegliere dove vivere, e non essere costretti ad emigrare per cercare il proprio futuro. Libere di essere donne e di non essere usate, sfruttate, offese, umiliate. Anche dalla politica. Liberi di essere giovani e di non dover aver paura del futuro. Ecco la libertà che vogliamo affermare. Liberi di. Ma non solo, secondo una vecchia lezione. Anche liberi da. Liberi dalle mafie. Dall’illegalità che corrode, corrompe, soffoca pezzi interi di Italia. Liberi da modelli culturali e da stili di vita che avviliscono la dignità delle persone e che misurano il valore e il successo solo sul denaro posseduto e ostentato. Liberi da un consumismo esasperato che sta divorando se stesso e i beni della terra. Liberi da questa deriva che trasforma il cittadino solo in cliente e consumatore. Liberi dalla povertà, che non ha voce e viene nascosta e dimenticata con il suo carico di disperazione. Liberi dal razzismo, dall’omofobia, dalla paura delle diversità. Liberi dall’ignoranza e dall’egoismo. Liberi dalla retorica delle piccole patrie di chi ha solo paura del mondo. Liberi da rigurgiti nazionalisti di chi non ha mai creduto all’Europa. Liberi dai revisionisti che riscrivono la storia e vorrebbero distinguere i partigiani buoni da quelli cattivi. Liberi da chi vorrebbe fare a pezzi la Costituzione. Liberi. E anche noi, noi democratici, dobbiamo recuperare il senso di questa nostra libertà come l’anima della nostra avventura. Anche noi dobbiamo essere liberi. Liberi dai condizionamenti del passato. Dalle nostalgie. Dalle nostre vecchie appartenenze. Dalle correnti. Dai piccoli calcoli di potere.

Perché non conta più da dove veniamo ma è molto più importante dove vogliamo andare. Liberi di sperimentare forme nuove del nostro essere partito. Con coraggio. Rischiando il nuovo. E’ proprio questa nostra capacità di rischiare che ci renderà interessanti. Che conquisterà l’attenzione di chi, finora, è rimasto sulla soglia, a guardarci. Perché si vede che la nostra è una storia vera che sarà lunga: lo sanno anche i nostri avversari. Quelli che congressi e primarie non li hanno mai fatti e forse non li faranno mai. Siamo un partito nuovo anche per questa nostro saper essere liberi. Abbiamo discusso tra noi. Ci siamo divisi. Ci siamo contati nei circoli. E domani ci apriamo ancora: ai nostri elettori. Che sono i nostri azionisti. I soli padroni del nostro destino. I nostri militanti, i nostri iscritti, sono oro, una risorsa preziosa da tramandare alle future generazioni. E sono proprio loro, io li ho incontrati nei circoli, che in questi giorni si stanno spaccando la schiena per far venire domani più elettori possibili alle primarie. Perché sanno bene, più di qualche dirigente impaurito, che gli elettori non sono estranei da noi ma sono una parte di noi, che rende il partito più forte. Per questo siamo vivi e vitali. Lo siamo perché nella difficoltà ci siamo ritrovati uniti e convinti delle nostre ragioni. Ho sentito in questi mesi, attorno a me, questa solidarietà, che ha accompagnato la mia libertà. La mia libertà di segretario. Ho mantenuto l’impegno che avevo preso nel momento in cui mi è stato chiesto di guidare il partito in un momento difficile. Ho fatto le scelte che ritenevo necessarie e giuste, senza fare patti con nessuno. Senza accettare accordi sottobanco o compromessi. Molti in questi mesi, mi è capitato molte volte, mi hanno ringraziato per il sacrificio di avere accettato di guidare il partito sette mesi fa, in un momento di grande crisi. Vorrei dirvi che non è stato un sacrificio. E’ stata la più bella esperienza della mia vita politica. A chi ha fin da ragazzo la politica che gli scorre nelle vene, non poteva capitare cosa più bella che essere chiamato a guidare il partito che abbiamo aspettato per anni, il sogno della nostra generazione.

Ed essere chiamati a guidarlo quando tutto sembrava perduto e finito. In questi mesi ho avuto spesso in mente i miei maestri. Quello che mi hanno insegnato ad amare la politica e le persone che sperano nel futuro, che lavorano, che lottano, che soffrono. E mi sono chiesto tante volte, in questi mesi se quello che stavo facendo fosse giusto. Se quei miei maestri avessero condiviso le mie scelte, anche quella di ricandidarmi. Non tocca a me rispondere. Io non mi sono sottratto al compito difficile che mi è stata affidato. E ho cercato di usare tutte le mie energie e le mie capacità. Voglio condividere con tutti quelli che hanno lavorato in questi mesi i risultati positivi del nostro lavoro. E voglio sulle mie spalle, solo sulle mie spalle, ogni responsabilità degli errori che abbiamo commesso. Quello che ho cercato di fare in questi sette mesi è la traccia di quello che cercherò di fare andando avanti. Qualunque sarà il mio ruolo. Nel mio partito. Nel nostro partito. Comunque vada domani. Forse questo è il mio ultimo discorso da segretario. Soltanto voi potrete decidere domani che non sia così. Se mi rieleggerà lotteremo ancora insieme per un futuro diverso. Lotteremo per cambiare tutto. Lotteremo per cambiare noi stessi. Così diceva sempre un parroco di campagna, un antifascista, un intellettuale della mia infinita e meravigliosa pianura, un uomo che amava la politica. Un uomo che era nato sull’argine del mio grande fiume. E sull’argine aveva imparato a camminare diritto con il suo popolo. Sempre qualche passo avanti, come fanno i profeti scomodi. Nel primo numero di “Adesso”, il suo giornale, il giornale che aveva voluto ad ogni costo, anche sfidando l’incomprensione del proprio tempo, Don Primo Mazzolari aveva scritto queste parole: “Rischiamo di morire di prudenza in un mondo che non vuole e non può attendere. Adesso è un atto di coraggio. Adesso, non domani.”

Noi non moriremo di prudenza. Noi vivremo di coraggio. Il coraggio di cambiare tutto in questa Italia che non più attendere. Nessuno ci fermerà. Neanche il potere più forte. Lo dobbiamo alle nostre madri e ai nostri padri. Alle loro fatiche, al loro sangue, al loro sudore. Lo dobbiamo alle nostre figlie e ai nostri figli. Alle loro speranze in un futuro da vivere liberi. Adesso è il nostro tempo, il tempo della nostra sfida. Non è domani. E’ adesso.


Leggi il resto del post...

Invito al voto‏

di Luciano Modica

Elettori e simpatizzanti del Partito Democratico sono chiamati oggi alle urne per eleggere il segretario nazionale e quello regionale. Qualunque sarà il risultato, tuttora incerto, sarà una Festa della Democrazia. Quella che si ripete ogniqualvolta i cittadini possono esprimere direttamente e liberamente la loro opinione. Non è più il momento di delusioni e recriminazioni. Quante più persone voteranno, tanto più efficaci saranno la forza trasmessa al maggiore partito dell’opposizione e il segnale politico di cambiamento inviato al Governo.

Tra i candidati noi preferiamo Franceschini per la segreteria nazionale e Fragai per quella regionale. Franceschini, segretario uscente, ha impresso da otto mesi uno straordinario cambiamento al PD per leadership ed efficacia d’azione. Sa decidere con metodo democratico, è netto nelle sue posizioni, riconosce francamente gli errori commessi. Merita di aver confermata fiducia. Come Fassino ha detto giovedì a Pisa, Franceschini rappresenta meglio di ogni altro il partito nuovo, unito, plurale, fiducioso, giovane, lungimirante che abbiamo a lungo sognato e poi fondato. Una persona leale lo ha definito Veltroni.

Nonostante una competizione tra i candidati vera ma mai aspra, il partito di oggi è più unito nei valori e nei comportamenti. Se fosse eletto, Franceschini chiamerebbe come principali collaboratori Bersani e Marino. Questo è il PD che gli elettori vogliono, da sempre. Ad un Governo che indulge a comportamenti discriminatori nei confronti degli immigrati e maschilisti nei confronti delle donne, Franceschini risponde con le candidature a vicesegretari di un immigrato e di una donna. Un segnale alla società civile che spesso è assai più avanti di quella politica. Eguaglianza, regole, merito sono le sue parole chiave. Una società “eguale” perché attenta al rispetto delle regole da parte di tutti senza eccezioni o condoni, in cui si favorisca lo sviluppo riducendo e non ampliando le diseguaglianze sociali, in cui, a parità di opportunità, sia premiato il merito personale di ciascuno.
Il PD non rinnega le sue diverse radici ma le integra in un futuro riformista comune. E’ il senso vero della sua storia. Nelle mani del padre partigiano Dario Franceschini ha giurato fedeltà alla Costituzione, alla cui stesura concorsero con grande rispetto reciproco cattolici democratici, laici azionisti, socialisti e comunisti. A questa stessa storia noi vogliamo dare nuova linfa eleggendolo alla guida del Partito Democratico.


Leggi il resto del post...

venerdì 23 ottobre 2009

Caffè della politica: si parla di Green Economy con Ermete Realacci

Intenso programma per Ermete Realacci, il deputato eletto in Toscana responsabile nazionale ambiente del PD, nel week end che precede la data delle primarie

Realacci è capolista per l’assemblea nazionale nel collegio della provincia di Pisa ed è sempre assidua la sua presenza in zona, ma il rush finale della campagna elettorale lo condurrà non solo nel capoluogo ma anche nel resto del territorio provinciale. Si comincia venerdì 23 con un aperitivo a Perignano intorno alle 12 a cui saranno presenti Ivan Mencacci, Olivia Picchi, Mirko Terreni, cui seguirà alle ore 13.00 un incontro con l’Associazione “RERUM NATURA” presso Museo Zoologico ed Archeologico di Capannoli; e dopo il pranzo di autofinanziamento presso Ristorante La Torre sempre a Capannoli.

Nel pomeriggio è prevista la visita con volantinaggio alla Fiera di San Luca a Pontedera. Alle ore 18.00 presso la sede del comitato elettorale in Corso Italia a Pisa per la serie i “ Caffè della Politica” Realacci parlerà di uno dei suoi preferiti cavalli di battaglia, la “Green Economy”.

“La crisi economica ci impone un cambiamento. Dobbiamo costruire nuovi posti di lavoro stabili in settori nuovi. Occorre saper guardare avanti. La green economy è una bandiera che il Pd ha fatto sua fin dalla nascita, perché esprime la diversa idea di futuro che si ha per l’Italia. Perché rilancia l’economia e da speranza. Perché, come incalzano anche dalle imprese, può essere l’innesco su cui impostare le riforme che ci servono. L’ambiente è una delle chiavi per affrontare la crisi. E’ la strada che hanno già intrapreso i più importanti paesi europei, è la via che indica per il futuro il presidente degli Stati Uniti Obama, mentre l’Italia, con il Governo Berlusconi, rischia di rimanere ai blocchi di partenza per quella che si annuncia come la più importante competizione economica dei prossimi anni. Eppure il nostro paese e Pisa può essere trainante in questo, ha le capacità e le competenze per puntare con decisione su innovazione, ricerca, nuove tecnologie, fonti rinnovabili. Pisa può essere un buon esempio dell’Italia che ci piace.
Senza dimenticare i problemi esistenti e di cui dobbiamo farci carico, dal precariato ai servizi, è giusto ricordare che qui abbiamo a disposizione talenti e qualità non comuni. Pisa ha grandi risorse ambientali e culturali che nei secoli ha saputo valorizzare con la ricerca e la conoscenza, cioè tradurre i saperi in progetti concreti. Il Partito Democratico può e deve valorizzare i tanti talenti di Pisa, affrontando i problemi esistenti e le sfide future fiducioso delle grandi possibilità di questo territorio delle sue città e dei suoi paesi”.

In serata sarà presente al programma “Luci della città” di 50canale, insieme a Paolo Fontanelli e Samuele Agostiniper poi proseguire con la partecipazione all'apericena che si terrà dalle 21.00 al bar Settimelli in Borgo Stretto.

Intensa anche la giornata di sabato: la mattina dalle 10.00 alle 12.00 volantinaggio al mercato di via Paparelli a Pisa.


Leggi il resto del post...

giovedì 22 ottobre 2009

Fassino a Pisa per Dario Franceschini

"Nel solco della tradizione della partecipazione democratica - ha affermato Piero Fassino, in un comizio improvvisato davanti alla sede pisana del comitato per Dario Franceschini e Agostino Fragai - domenica 25 ottobre in occasione delle Primarie del Pd ci aspettiamo una grande partecipazione di popolo per dare un segnale concreto di opposizione alle scelte del Governo nazionale. L'esito del congresso del PD, che termina con le primarie, rafforzerà il più grande partito di centrosinistra, il PD, e tutto il centrosinistra. Nella scelta di Franceschini si riconosce la volontà di un PD che guarda avanti e che vuole essere sempre più il baricentro riformista del Paese."

Con queste parole Piero Fassino ha invitato a sostenere domenica prossima 25 ottobre Dario Franceschini e Agostino Fragai.


Leggi il resto del post...

Le sedi per votare alle primarie










Leggi il resto del post...

Giovani, è il momento giusto!


Leggi il resto del post...

mercoledì 21 ottobre 2009

Domingo, 25 Octuber...


Leggi il resto del post...

Pisa 2015: La Regione finanzia il progetto PIUSS

Davvero complimenti a tutti quelli che si sono impegnati per ottenere questo prestigioso riconoscimento

Antonio

PS: guardate le foto dei progetti nel resto del post

15/10/2009 - «Le notizie giunte dalla Regione sul finanziamento dei nostri progetti PIUSS confermano che si tratta di una svolta storica per la città. I 42 milioni di investimento segneranno questo mandato amministrativo e premiano la scelta politica molto netta, coraggiosa, per la valorizzazione della città d'arte e la riorganizzazione dell'offerta turistica. Nel 2015 vedremo una città diversa, ancora più bella e accogliente». Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi impegnato in una trasferta nella città gemellata di Hangzhou all’annuncio dei risultati del bando PIUSS. Grande soddisfazione nella nostra città dopo la presentazione ufficiale dei Piani Integrati di Sviluppo Urbano Sostenibile ( PIUSS) avvenuta questa mattina a Firenze.

Il presidente della Regione Toscana Claudio Martini ha infatti comunicato i risultati del bando regionale per l’accesso ai finanziamenti di fronte ad una platea di sindaci toscani.
I 18 progetti (di cui 14 a diretta competenza del Comune di Pisa) sono stati valutati tra i migliori, quarti in una graduatoria di 16 comuni e riguardano lo sviluppo il recupero e la riqualificazione urbana di aree nevralgiche della città (dalla Cittadella alle Mura Medioevali, da Corso Italia a Piazza dei Cavalieri).
Oltre 42 milioni di euro di cui 24 finanziati tramite il bando europeo renderanno Pisa più bella, più vivibile, più accogliente.
Ulteriore sprone alla realizzazione la tempistica imposta per la realizzazione del progetto non a caso chiamato “PISA 2015”: entro il 2010 tutte le opere dovranno essere affidate alle ditte esecutrici ed entro la fine del 2014 dovranno essere conclusi i lavori.
Premiata da un lato la grande coerenza con gli altri progetti di trasformazione urbanistica della città (trasferimento S. Chiara, progetto caserme) e dall’altro la coesione tra i tanti soggetti pubblici e privati coinvolti. Il protocollo di intesa per l’attuazione del PIUSS è stato infatti sottoscritto da 48 Enti, Istituzioni, Associazioni di categoria etc.
«I progetti coinvolgono città e cittadini – conclude il Sindaco – per questo abbiamo pensato di offrire alla città un concerto per festeggiare questo successo».
Il Comune infatti, in collaborazione con l’associazione Metarock, offrirà alla città due serate di concerti con i gruppi pisani il 23 e 24 ottobre presso uno dei luoghi simbolo del PIUSS: il parco della Cittadella.

LE SCADENZE

ll PIUSS, promosso e presentato dal Comune di Pisa , è composto da 18 interventi (Comune, USL 5 , Provincia di Pisa, OPA) di cui 14 di diretta competenza del Comune di Pisa.
Il 10 marzo u.s. il Comune di Pisa ha presentato all’autorità di gestione POR il PIUSS Pisano in tutte le sue componenti progettuali, per ogni intervento, allo stadio preliminare.

Le prossime tappe sono le seguenti:
• entro 21 novembre 2009 il Comune di Pisa, soggetto coordinatore, dovrà presentare alla Regione una relazione dettagliata sulla struttura tecnica di gestione del PIUSS, che dovrà curare sia la fase di conclusione dell’iter di progettazione sia la fase di attuazione/realizzazione, garantendo altresì il costante monitoraggio delle operazioni, secondo le indicazioni che saranno impartite dall’Autorità di gestione.
• entro 1marzo 2010 dovranno essere presentati i progetti definitivi formalmente approvati e le domande di co- finanziamento dei singoli interventi.
• entro 12 ottobre 2010 dovranno essere affidati gli appalti per l’esecuzione delle opere (28.02+ 45 gg dalla presentazione della domanda di finanziamento che l’autorità di gestione ha a disposizione per adottare un provvedimento di approvazione + 180 gg per affidamento)
• entro 31/12/2014 tutti i lavori devono essere conclusi.
• entro 30/10/2015 tutte le spese devono essere rendicontate



Leggi il resto del post...

Aperitivo di benvenuto per i giovani lucani a Pisa


Leggi il resto del post...

lunedì 19 ottobre 2009

A FRANCESCHINI ADESIONI DA SOCIETÀ CIVILE, CULTURA E SPETTACOLO

Molte le personalità che si son schierate a sostegno di Dario nella corsa alla segreteria

Franceschini ha ricevuto in questi giorni l'adesione di numerose personalità della società civile, come Luciana e Giorgio Alpi, genitori della giornalista del Tg3 uccisa in Somalia, e Daria Bonfietti, già presidente dell'associazione vittime del disastro di Ustica. A loro Franceschini ha garantito l'impegno del Pd nella battaglia per l'accertamento della verità. Grande soddisfazione anche per il sostegno di Massimo Rendina, esponente della Resistenza romana e responsabile dell'Anpi.
Dal mondo dello spettacolo e della cultura arriva poi l'adesione del regista Ettore Scola, dello scrittore Vincenzo Cerami, dello scrittore Ugo Riccarelli, del fotografo Marco Delogu, dell'artista Giobbe Covatta, dell'attore Roberto Ciufoli e del tastierista dei Subsonica Boosta Di Leo.

Hanno deciso di dare il proprio supporto anche il fondatore di Slow Food Carlo Petrini e Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, oggetto nel 2008 di una vergognosa offesa da parte della giunta di centrodestra di Comiso che cancellò il nome del parlamentare comunista, ucciso dalla mafia, ripristinando il vecchio nome dell'aeroporto siciliano.
Molte anche le personalità del mondo cattolico e dell'associazionismo: Luigina di Liegro, Romano Forleo, Giovanni Bianchi e Lino Prenna.


Leggi il resto del post...

Verso le primarie del 25 ottobre con Franceschini e Fragai

“I caffé della politica: un modo nuovo per confrontarsi e decidere”

Martedì 20 ottobre, ore 18.30 - C/o Comitato cittadino per Dario Franceschini (Corso Italia 10, Pisa)

“Scuola e ricerca: i saperi di domani”

incontro con: Luciano Modica
Responsabile nazionale Università PD - Candidato Assemblea Nazionale

Per informazioni: 334/2078880 – 050/49893;
www.pisaperfranceschini.blogspot.com; franceschinipisa@gmail.com


Leggi il resto del post...