giovedì 4 giugno 2009

Una sconfitta può cambiarti la vita

Pubblico volentieri un bel editoriale di Massimo Achini presidente del Centro Sportivo Italiano. In queste poche righe è racchiuso il senso delle nostre giornate...

Un abbraccio

Antonio


IL PUNTO - Una sconfitta può cambiarti la vita

Mercoledì scorso tutto il mondo guardava a Roma in occasione della finale di Champions League. Il Barcellona che conquista un sogno, il Manchester che lo vede svanire. È la legge dello sport. Ce lo ricorda San Paolo: «Allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio». Una legge che vale per tutti...In queste settimane, sui campi di tutta Italia, si stanno disputando centinaia di finali dei campionati provinciali CSI. Anche lì, ogni volta, c’è chi vince e c’è chi perde. La settimana scorsa è capitato ad Enzo. Mi trovavo ad assistere ad una finale di Allievi.

Enzo lascia il campo piangendo: la sua squadra ha perso per 1-0 subendo il gol decisivo a meno di cinque minuti dalla fine. Lo seguo con lo sguardo. Si avvicina allo spogliatoio, si toglie le scarpe, le butta nervosamente a terra prima di scomparire sotto la doccia. Facile immaginare la delusione del ragazzo, che ora si ritrova a fare i conti con il saper «vincere la sconfitta». Nello sport prima o poi capita a tutti di perdere. Inevitabilmente capita anche nella vita. Il problema è che oggi viviamo un tempo in cui sembra che perdere sia “innaturale” o addirittura riservato solo a chi è condannato ad essere perdente; un tempo in cui sembra che a contare sia solo il «successo», l’arrivare primi «sempre e comunque». Non c’è niente di più sbagliato e di più falso. La vita non è fatta così, è fatta di vittorie e di sconfitte, di gioie e delusioni, di momenti belli e di momenti difficili. Il problema è che oggi quasi nessuno insegna più a perdere. Nelle scorse settimane ho partecipato a due interessanti dibattiti: a S.Patrignano insieme a Arrigo Sacchi e a Roma insieme a Marcello Lippi. Mi ha colpito il fatto che anche per questi due grandi Mister fosse determinante l’avere a disposizione giocatori capaci di “vivere e accettare” la sconfitta. Se è così per loro , figuriamoci per noi che abbiamo tra le mani ragazzi che non diventeranno mai campioni ma che devono crescere nella vita. Il mondo di oggi fa credere ai giovani che sia possibile il «tutto facile, subito, senza fatica e con successo garantito». Se amiamo i ragazzi non siamo chiamati a rendergli la vita troppo facile. Siamo chiamati ad accompagnarli e prenderli per mano nelle fatiche della vita, sconfitte e momenti difficili compresi. Nel campo centrale di Wimbledon c’è scritto: «Solo quando avrai imparato a domare allo stesso modo quelle due grandi belve che sono la vittoria e la sconfitta, allora potrai dire di essere un campione». Forza Enzo, questa finale persa ti sta aiutando a diventare un grande campione. Devi solo avere il tempo di comprenderlo...

DI MASSIMO ACHINI

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