venerdì 2 aprile 2010

Rinnovare in continutà (sembra strano ma può essere possibile)

E' il nostro momento. E' il momento del rinnovamento della classe dirigente in un percorso di continuità politica. Ce lo chiede la gente. Tutta quella gente che al discorso del Lingotto di Veltroni si è entusiasmata e che nel tempo si è sentita sola. Non è il momento di attaccare il segretario, ma di difenderlo, di rafforzarlo. Tutto questo può essere fatto solo attraverso linguaggi nuovi, proposte politiche nuove, la scelta di Amministratori che incarnino davvero la sfida del PD. Il Pd è un grande partito (quantitativamente e qualitativamente, se solo ci credesse un po' di più), l'unico che può fare la differenza. l'idea in sé non era e non è male. Indebolirlo porterebbe al ritorno al passato unionista che, personalmente, non rimpiango affatto.

Per l'ennesima volta Pippo Civati sul suo blog (nel resto del post un estratto interessante) ha colto in pieno il segno. Per rinnovare la classe dirigente ci vuole coraggio. Il coraggio di saper investire sul futuro, di trasmettere il sorriso e la speranza. Noi giovani, però dobbiamo guadagnarcelo. Il rinnovamento (e lo cito) non si fa solo con l'imposizione dei dati anagrafici. Si fa con i progetti, con le idee, con le parole. Io aggiungerei si fa con i FATTI, con la capacità di dare CONCRETEZZA alle IDEE. Lo si fa creando una rete nazionale che non sia una "corrente" (che brutto termine), che metta insieme le best practices e traduca questa nostra difficoltà in una grande opportunità. Quella di CAMBIARE IL PAESE!

Noi a Pisa, nel nostro piccolo, stiamo provando a farlo. E vi assicuro ci stiamo anche divertendo.



tratto dal Blog di Pippo Civati

"Preoccupiamoci di fare bene due o tre cose, che sentiamo più 'nostre' delle altre. Magari partendo da quello che non va. Il voto (e la non-politica) al Nord, quello dei giovani (e la loro rappresentanza, che riguarda anche i cittadini di una certa età), le potenzialità del Sud, coperte, di volta in volta, dalla mafia, dal malaffare, dai rifiuti, dall'irresponsabilità. Elaboriamo strumenti, modalità, proposte per il Pd in questi tre campi. Facciamolo dopo aver studiato, osservato, chiesto e ascoltato. Facciamolo come se fossimo un think tank, ma all'aria aperta, non nel chiuso di una fondazione. Cerchiamo di capire che il 'radicamento' è spesso mediatico e culturale, prima che gazebistico e politicista. Pensiamo a cosa si può dire al bar, non ai convegni. Siamo in missione per conto del Paese? Forse solo di noi stessi ovvero di quelle centinaia di migliaia di persone che ora non si sentono rappresentate. Il rinnovamento non si fa con la sola imposizione dei dati anagrafici. Si fa con i progetti, le idee, le parole, le chiavi di lettura, i punti di vista. Non fermiamoci, andiamo oltre."

Nessun commento: