martedì 13 ottobre 2009

Violante, Armeni, Rondolino e le primarie

1. E' partita un'incredibile offensiva: contro la democrazia diretta e lo strumento delle primarie. Un'offensiva stimolata dal fatto che con ogni probabilità milioni di persone il 25 ottobre si metteranno in fila, spenderanno tempo, pagheranno persino dei soldi per votare e decidere. Per decidere il nome del segretario del più grande partito riformista d'Europa.

2. Luciano Violante oggi in un'intervista a La Stampa fa l'eco a Massimo D'Alema e ripete: "Il segretario di un partito devono decidono gli iscritti, non gli elettori". Qualcuno mi spiegherà perché una legittimazione più ampia è così esecrabile rispetto a una legittimazione più ristretta. O meglio, non spiegatemelo. So perché D'Alema, ma anche Violante e Bersani e Visco e tutti quelli con cui ho parlato preferiscono che a scegliere siano i signori delle tessere. Perché altrimenti il gioco rischia di sfuggire loro di mano.

3. Dovevate vedere lo sguardo torvo di D'Alema, la faccia incredula del mio amico Franco Marini, il sincero stupore di Rosy Bindi che non finiva di voltarsi verso una platea congressuale che doveva essere a maggioranza assoluta bersaniana e invece inondava di applausi Dario Franceschini. Dovevate vederli e capire.

4. D'Alema ha provato a dire che gli iscritti non avrebbero accettato una leadership diversa da quella di Bersani, che secondo l'ex segretario del Pds è "incommensurabilmente più credibile" di Franceschini. La risposta ieri gliel'hanno data non gli iscritti. I delegati. Su chi sia il più credibile. Su chi sia il leader potenziale che più sa infiammare i cuori. E su quel che potrebbe accadere se a quegli iscritti e a quei delegati, a questo popolo democratico, fossero scippate la democrazia diretta e le primarie per la scelta del leader.

5. Eppure la vulgata dei sedicenti intellettuali che ieri si sono tenuti lontani dalla Convenzione del Partito democratico, continua a giocare cercando di salire sul presunto carro del presunto vincitore. Non mi sorprende che l'ex lothar dalemiano Fabrizio Rondolino nella puntata di oggi di Omnibus abbia speso buona parte del suo tempo a provare a smontare la figura di Dario Franceschini. Mi infastidisce di più sentire Ritanna Armeni, che una volta cantava il bertinottismo della necessità della partecipazione più ampia possibile, affermare che le primarie sono il frutto dell'antipolitica. Antipolitica? Persone a milioni in fila per votare un segretario di partito è antipolitica? Ma vi siete bevuti il cervello?

6. Non sopporto più questi elitisti che si proclamano cantori della sinistra ed è una sinistra immobile, conservatrice, che ha paura della sua stessa ombra e il terrore di aprire e spalancare le porte, abbattere i suoi confini. Elitisti che si fidano solo delle consuete nomenklature, pur se si atteggiano a iconoclasti e invocano il rinnovamento.

7. La frontiera delle primarie, la conquista che è stato frutto di un percorso lungo e complicato, è l'essenza stessa del Partito democratico. Combatterla, negarla è come voler negare il proprio dna. Rimettere le decisioni più importanti nelle mani di nomenklature che detengono i pacchetti di tessere mi pare una follia, un suicidio politico rispetto all'unico passo avanti compiuto nell'elaborazione politica del campo progressista: l'idea di affidarsi alla partecipazione più ampia possibile e alla democrazia diretta. Difendere questa frontiera è un obiettivo vitale, sconfiggere chi vuole tornare indietro è il motivo principale per cui io domenica 25 ottobre voterò Dario Franceschini.

Dal blog di Mario Adinolfi


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lunedì 12 ottobre 2009

OGGI COME IERI...forse più di ieri‏

Cari amici, non mi piace fare polemica, specie internamente al Pd, ma ci sono alcune delle dichiarazioni a mezzo stampa di oggi che richiedono una replica (e in questo vi chiediamo di collaborare, laddove fosse possibile, commentando tali dichiarazioni sulle vostre bacheche facebook o girando l'email ai vostri contatti).
Infatti, come prevedibile dopo l'ottimo discorso di Dario di ieri alla Convenzione Nazionale, le reazioni dei sostenitori della mozione Bersani non si sono fatte attendere.
Ieri i commenti si sono concentrati su due elementi:
- gli applausi "pilotati". Facciamo notare che il 55% dei delegati erano della mozione Bersani e che per ciascuna mozione era disponibile un numero limitato (alcune decine) di ingressi ad invito. Davvero fantasioso pensare a una claque organizzata
- lo stile di Dario, "da comizio". Dario ha fatto la scelta coraggiosa di parlare a braccio, rivolgendosi ai delegati presenti. Chi ha scelto di comunicare in modo più asettico non può colpevolizzare altri perché più efficaci.

I commenti di oggi sono invece partiti dai "grandi elettori" di Bersani, D'Alema in primo luogo.
Questa le sue parole riportate da Repubblica e dal CorSera:
http://www.facebook.com/l/dcbc0;www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/partito-democratico-32/verso-primarie/verso-primarie.html
http://www.facebook.com/l/dcbc0;www.corriere.it/politica/09_ottobre_12/scintille-dalema-franceschini_1a3f11ca-b729-11de-b239-00144f02aabc.shtml

Questa la risposta di Dario tramite Twitter: "D'Alema è fantastico! Dice che se verrò eletto io gli iscritti se ne andranno dal Pd. Io rispondo che non è vero e lui dice che l'attacco..."

D'Alema, ospite da Zoro, ha poi dichiarato:
- che sostiene Bersani perchè "non semina zizzania" (evidentemente tale è considerato il discorso di Dario...)
- che con Franceschini si schiera la "nomenclatura" (es. Fassino, Veltroni). Detto da lui è un po' paradossale.
- che Franceschini lo attacca per ottenere rilievo sulla stampa. Considerando il tenore delle sue ultime interviste (cfr Il Riformista di venerdì scorso) si potrebbe inopportunamente pensare la stessa cosa di lui.

Il secondo intervento di peso di oggi è venuto da Violante (sostenitore di Bersani) con un'intervista a La Stampa:
''La deriva populista c'e' anche nel Pd. Basta guardare le primarie. .... E' impensabile che il segretario di un partito non sia scelto dai suoi iscritti, ma dagli elettori"
Violante, saggiamente, ha aggiunto che rispetterà la scelta che verrà effettuata il 25 e che chiunque sarà eletto, sarà il segretario. (Meno male, verrebbe da dire).

Un po’ mi sembra di rileggere eventi già avvenuti

Spero di sbagliarmi
Antonio


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domenica 11 ottobre 2009

Inaugurazione del comitato cittadino in Corso Italia

Stamattina abbiamo inaugurato, alla presenza di tantissime amiche e amici volontari, la sede pubblica del comitato pisano a sostegno della mozione Franceschini (la prima di questo tipo aperta in tutta la Toscana) in Corso Italia 10, nel cuore della città. La sede resterà aperta fino al 25 ottobre, giorno delle primarie, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 circa.

Con l’occasione Luciano Modica e Antonio Mazzeo, rispettivamente coordinatore provinciale e cittadino della mozione, presenteranno le liste collegate alla Mozione Franceschini per l’Assemblea Nazionale e alla candidatura di Agostino Fragai per l’Assemblea Regionale, liste che potranno essere votate dai cittadini nel corso delle primarie.

Il comitato di Corso Italia si propone di diventare in questi 15 giorni un luogo aperto, di incontro e di confronto per tutti gli elettori e gli iscritti del PD, simpatizzanti del partito, della mozione Franceschini e non solo. Crediamo sia importante che questo spazio dia un segnale di presenza territoriale e di ascolto delle proposte e delle idee dei cittadini e degli elettori del PD in vista delle primarie, per ristabilire quel contatto che è alla base della crescita di questo partito.
Il comitato sarà un luogo dove trovarsi per parlare di politica ed avere informazioni sui temi del confronto nazionale e locale che animano non solo il dibattito all’interno del partito durante questo congresso, ma anche e soprattutto il paese.

Uno spazio in cui incontrare i politici in una modalità diversa, più semplice e diretta, nello spirito di un vero e proprio “caffè politico”, in cui ascoltare sia le opinioni dei semplici elettori sia le proposte di personaggi politici di spicco.
Dal 9 al 25 ottobre si svolgeranno una serie di incontri tematici con politici regionali e nazionali che aderiscono alla mozione Franceschini. Tra i temi trattati, la libertà di informazione, la scuola e la ricerca, la green economy, il lavoro, sicurezza e legalità, la riforma della Pubblica Amministrazione.

Vi aspetto!

Antonio


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venerdì 9 ottobre 2009

A Pisa è aperta la sede del comitato per Franceschini segretario nazionale‏

Carissime/i,
da ieri è ufficialmente aperta le sede del comitato per Franceschini segretario nazionale e Fragai segretario regionale. Per la cronaca è la prima sede in Toscana!!!!!! Si trova in Corso Italia numero 10 (accanto alla profumeria Gardenia,per intenderci!) e sarà aperta tutti i giorni in orario ufficio. Lì troverete materiale per le Primarie. In particolare ci sono volantini e manifesti con la foto di Franceschini e Fragai che potrebbero esservi utili per il lavoro nei vostri territori.
Per qualsiasi ulteriore informazione, contattatemi!

Antonio


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giovedì 8 ottobre 2009

“Dopo questo congresso la geografia locale del Pd è diversa”

Care/i tutte/i,
di seguito trovate la mia intervista sui risultati del congresso tratta dal sito di Pisa Notizie.

Cosa ne pensate?

Un abbraccio
A



Mazzeo: “Dopo questo congresso la geografia locale del Pd è diversa”
L'intervista di Pisanotizie al coordinatore cittadino della mozione Franceschini

Dopo i commenti degli esponenti della mozione Bersani, Pisanotizie dà spazio alle riflessioni e alle valutazioni della mozione Franceschini tramite il suo coordinatore cittadino Antonio Mazzeo, consigliere comunale del Partito Democratico e Presidente della IV commissione permanente.

"Abbiamo ottenuto - ci spiega Mazzeo - un risultato al di là di ogni aspettativa, tanto più se consideriamo che siamo partiti in 5-6 e avevamo di fronte l'apparato di via Fratti. Il dato certamente per noi più positivo è il fatto che a questo successo hanno lavorato tantissimi ragazzi che si sono avvicinati tramite la proposta di Franceschini al Partito Democratico. La nostra mozione è riuscita in un qualche modo a raccogliere intorno a sé il popolo delle primarie, riaprendo il partito alla società".

"Il 29% è - afferma il consigliere comunale de Pd - per noi, comunque, un punto di partenza: pensavamo di arrivare ad una percentuale compresa tra il 22 ed il 25%, invece abbiamo raccolto maggiori consensi. Ciò non toglie che dobbiamo lavorare ancora molto nel radicamento sul territorio. Sono convinto che già con le primarie del 25 ottobre il nostro risultato può ancora migliorare. Si tratta di un appuntamento molto importante. E credo che la sfida dei due milioni di partecipanti possa essere vinta, dando così un ulteriore grande segno di partecipazione".

"Credo che questo congresso - prosegue Mazzeo - sia stato già così una grande lezione di democrazia in cui ci si è confrontati su proposte politiche, visione del partito, possibili alleanze. Io credo nella mozione di Franceschini che vuole costruire un partito capace di guardare a sinistra e competere al centro, capace di parlare tanto agli imprenditori, quanto agli operai, capace di evitare gli errori del passato superando la formula centro-sinistra con il trattino nel mezzo"

Entrando nello specifico del voto sul territorio provinciale e nella città di Pisa, il coordinatore della mozione Franceschini mette in evidenza i successi raccolti dalla mozione medesima nei circoli Don Bosco, Pratale, San Marco- San Giusto "grazie all'enorme lavoro di Maurizio Sereni e Valentina Settimelli", e Psa centro: "Abbiamo vinto in tutto il centro città, mentre la mozione Bersani grazie a un forte radicamento ha vinto nei luoghi storici come Putignano e Riglione, dove vivono meno giovani e l'età media degli iscritti è più alta". Il consigliere comunale evidenzia però la vittoria al circolo Pisa centro dove sono iscritti tra gli altri il sindaco Marco Filippeschi e il deputato franceschiniano Ermete Realacci: "Questo circolo è la finestra del Pd sulla città, punto di incontro tra chi vive e chi studia a Pisa, e qui noi abbiamo vinto".

"Dopo questo congresso - conclude Mazzeo - la geografia locale del Partito Democratico è diversa. Ora c'è una posizione che ha il 30% dei consensi che deve essere ascoltata, e con la quale vi deve essere un confronto. Abbiamo raccolto intorno alla nostra mozione tanti giovani che ora vogliamo che si appassionino alla politica e alla vita del Pd e non che scappino. A noi interessa far valere questa visione più innovativa del partito e non reclamare rappresentanza. Le cariche nel partito devono essere assegnate, quindi, non sulla base di logiche di corrente, ma su quelle del merito e della capacità. Occorre quindi costruire, come abbiamo iniziato a fare con questo congresso, luoghi veri di confronto e di sintesi all'interno del Pd".


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Discorso ai Nuovi Italiani di Dario Franceschini‏

Un discorso fresco per il futuro dell'Italia!!!!!

Leggetelo e ditemi cosa ne pensate
A

Discorso ai Nuovi Italiani - Genova, 6 ottobre 2009

Ventisette milioni. Tanti sono stati gli italiani che in un secolo se ne sono andati dall’Italia per cercar fortuna altrove. Ventisette milioni di italiani. Abbandonavano tutto: la loro terra, la loro casa, le loro famiglie. Percorrevano migliaia di chilometri, attraversavano oceani, viaggiavano per giorni. Inseguivano “La Merica”, cercavano il “Nuovomondo”. Sognavano un futuro migliore per sé e per i propri figli. Molti, moltissimi, partirono proprio da qui, da questi moli del porto di Genova. Oggi i barconi dei disperati hanno come meta finale Lampedusa, le nostre coste. Ieri, i piroscafi con la terza classe affollata all’inverosimile di uomini, donne, bambini e valigie di cartone avevano per destinazione privilegiata New York. Ma il loro carico veniva sbarcato due miglia prima: ad Ellis Island. Isola che faceva da frontiera. Luogo di attesa. Di speranza. E di umiliazione. Di domande e sospetti, di visite e verifiche.

Quando sono stato a Ellis Island con la mia famiglia ho pensato che ogni Italiano di oggi dovrebbe passare da lì per potersi specchiare negli occhi dei nostri nonni, in quelle foto ingiallite piene di orgoglio e di fierezza ma anche di paura e miseria. Per loro iniziava la fatica, non più solo fisica, di cercare un tetto sotto cui ripararsi e un lavoro per cominciare a vivere di nuovo.

E’ passato un secolo, e oggi troppe volte fa comodo rileggere quella storia in modo distorto. Ci raccontano che quegli italiani non erano mica come gli immigrati che oggi vengono a casa nostra. No, noi eravamo tutti bravi, laboriosi e onesti. Ci integravamo senza alcun problema e le popolazioni locali non faticavano certo a riconoscere le nostre qualità. Non è così.

Andate a guardare le pagine scritte qualche anno fa da un bravo giornalista come Gian Antonio Stella. “L’Orda”, si intitola, ed è un libro che si dovrebbe far leggere nelle nostre scuole. Non c’è stereotipo rinfacciato agli immigrati di oggi che non sia già stato rinfacciato, a quel tempo, a noi. Rubano il lavoro ai nostri giovani. Sono tutti delinquenti. Ci stanno invadendo. Non si contano gli italiani che, lontani da casa, hanno fatto le spese di queste stessa accuse e di queste generalizzazioni. E spesso eravamo clandestini.

C’è stato un tempo in cui i paesi confinanti ci chiedevano di controllare i valichi alpini non per bloccare gli arrivi, ma per impedire le partenze. La storia, quando si parla della disperazione che muove milioni di persone e della paura che fa alzare muri e barriere a chi si sente minacciato, non inventa nulla. E fa impressione assistere alla leggerezza, alla disinvoltura, alla grettezza con cui in un colpo solo si dimentica il nostro passato e si calpestano i più elementari principi di umanità ed accoglienza. Quei principi che fanno parte della nostra identità di italiani e che hanno saputo tenere insieme la nostra società nei momenti più duri della nostra vicenda nazionale.

Questo è il primo aspetto, gravissimo, su cui dobbiamo riflettere e interrogarci. Per trovare, e dare, concrete risposte. C’è una politica, quella impugnata come un’arma da questa destra, fatta solo di slogan urlati, utili a conquistare una manciata di voti in più, magari anche a “prendere il potere”. Cosa ben diversa dal governare un Paese e i suoi problemi, i suoi processi di lunga durata. Sono anni che li sentiamo: le cannonate per respingere i clandestini, le impronte digitali, i medici chiamati a denunciare gli immigrati irregolari, le ronde “verdi” e quelle “nere”. Si cavalca la paura, si alimenta l’odio, si alzano muri che, di fronte a fenomeni che sono epocali e irreversibili, si rivelano muri di cartapesta. E tuttavia quei muri servono a portare consensi, sono utili all’oggi, all’immediato. Portano qualche punto in più nei sondaggi.

Eppure l’Italia è cambiata. E non c’è bisogno di uno scienziato della politica, di un demografo o di un sociologo delle migrazioni. Basta chiedere ad un’ostetrica: su nove bambini nati nei nostri ospedali, uno è figlio di genitori stranieri. In questa sala molti di voi sono nati e cresciuti qui. Oggi in Italia c’è tutta una generazione che sarebbe un errore definire di immigrati, non essendosi mai mossa dal nostro Paese per il semplice fatto che è qui che è iniziata la sua avventura umana. Una parte di questa nuova generazione è già maggiorenne. Voi siete italiani. Anche se la legge ancora non lo riconosce. Portate con voi le radici dei vostri genitori, un legame con le origini e le culture dell’Asia, dell’Africa, del sud America, ed è bello e straordinario che sia così. Ma voi siete italiani. Lo dico con orgoglio e affetto, voi siete italiani.

Ed è l’Italia di domani che dobbiamo già da oggi, insieme, cominciare a costruire. A partire da un tema cruciale, che la politica non può più eludere e che dobbiamo tenere al riparo di un approccio ideologico che rischia di diventare perfino razzista. Parlo della proposta di legge della proposta di legge sulla cittadinanza che noi abbiamo presentato. Nella scorsa legislatura alla Camera nostra era la proposta di legge, nostro il relatore. Solo la fine anticipata della legislatura ci ha fermato. Ma nell’aprile del 2008 l’abbiamo ripresentata. Ed è una proposta importante e innovativa: si diventa cittadini italiani se si è nati in Italia, se si è minori e si studia in Italia e, novità assoluta, c’è la possibilità dell’attribuzione della cittadinanza: non è più solo una concessione dello Stato, ma si può diventare cittadini in soli cinque anni se lo si vuole, se ci si crede, solo assolvendo ad alcuni elementari requisiti: una conoscenza elementare della lingua italiana, il reddito minimo previsto dall’Europa e il giuramento di osservanza della Costituzione e di rispetto della pari dignità sociale dei cittadini. Cittadini perché lo si vuole diventare, non perché qualcuno te lo concede. La cittadinanza come grande e potente motore di integrazione. E’ una questione di civiltà e di giustizia.

Guardiamo con attenzione ma anche con preoccupazione a quanto sta avvenendo su questo punto nella maggioranza. Da un lato l’apertura intelligente maturata dal Presidente della Camera GianFranco Fini, in linea con un profilo più moderno della destra europea. Dall’altra il prevalere di una ideologia che definisce la sua identità nella paura e nella chiusura. E che si esprime nella grettezza di un ministro della Repubblica che arriva dire: “non vorrei tra cinque anni trovarmi un Presidente abbronzato”. E d’altra parte il ministro Calderoli è in buona compagnia, se lo stesso Berlusconi e il suo più stretto alleato, Umberto Bossi, non solo non vogliono questa legge, ma in diverse occasioni si sono dichiarati contrari all’idea stessa di una “società multietnica”. Sono fermi all’idea della cittadinanza che deriva solo dal sangue, dalla nascita, dall’appartenenza razziale. Non sopportano il pensiero che ci siano più italiani e “nuovi italiani”. Ma si devono rassegnare. Questo avverrà. Sta già avvenendo. L’Italia è già cambiata, non aspetta il legislatore.

Lo sanno bene gli imprenditori del Nord per i quali l’immigrazione legale è una risorsa preziosa. Lo sanno i milioni di famiglie che riescono a prendersi cura dei propri cari, di nonne e nonni non autosufficienti, grazie al lavoro e alle premure di tanti badanti. Lo sanno i nostri figli e i nostri nipoti, che a scuola, come compagni di banco, ogni giorno di più hanno bambini di un colore differente dal loro, di un’altra religione. Che però parlano la stessa lingua, tifano per la stessa squadra di calcio, sognano di fare, da grandi, lo stesso lavoro.

Ed è così che i nostri figli superano i pregiudizi e imparano a conoscersi, è così che diventa più bella e positiva l’Italia di domani. E pensare che qualcuno ha proposto scelleratamente le classi differenziate. Una separazione sarebbe incivile e dannosa. Dannosa per quei bambini che potrebbero sentirsi messi ai margini e respinti, dannosa per i nostri figli che vedrebbero ridotte le opportunità di crescita e di conoscenza.
Tutti sappiamo che i primi giorni di scuola sono importanti, speciali, nascono le amicizie e le simpatie, si lega con i compagni di classe. Un amico, Andrea Causin, mi ha raccontato di suo figlio Giovanni che ha appena cominciato la materna e che non fa che parlargli del suo nuovo amico Stephen. Quando è andato a prenderlo in classe gli ha chiesto: chi è Stephen? Giovanni ha risposto indicandolo: “quello con la maglietta azzurra”. Non quel bambino di colore, della Costa d’Avorio ma quello con la maglietta azzurra. E’ nelle scuole che è già cominciata l’Italia di domani.

E’ nelle scuole che un futuro di convivenza e incontro fra culture si sta costruendo ogni giorno. Là dove bambini pachistani, magrebini, albanesi e cinesi imparano l’alfabeto assieme, dividono lo stesso banco e gli stessi giochi. Non dobbiamo avere paura. Preoccupati per i voti e il consenso troppo spesso siamo finiti ad inseguire la destra mostrandoci soltanto un po’ meno severi o un po’ più solidali. Ma rinunciamo a dire con che le nostre città che stanno diventando multietniche possono essere più giovani, più vive, più dinamiche, più colorate. E che proprio gli immigrati integrati potranno aiutarci a combattere la criminalità legata all’immigrazione clandestina, i racket e anche la tristezza di società vecchie e impaurite. E tutto questo sta necessariamente a noi, ai riformisti. Ma se vogliamo riuscire, dobbiamo cambiare. Cambiare profondamente. Dire con chiarezza dei sì e dei no. E allora sì alla sicurezza, no al razzismo.

Dobbiamo saper riconoscere la domanda di sicurezza che c’è nel nostro Paese. E per questo dobbiamo contrastare con decisione le infiltrazioni criminali che penetrano nel fenomeno dell’immigrazione. Infiltrazioni che qualche volta vengono da fuori, che altre volte sono invece un prodotto di casa nostra. Dobbiamo dire sì al diritto delle donne di uscire la sera senza la paura delle violenze. Al diritto degli anziani di andare a ritirare la pensione senza essere aggrediti o scippati. A quello dei bambini di giocare con allegria in spazi verdi che non siano degradati o degradanti. Dobbiamo difendere quei diritti, quando sono violentati da criminali legati all’immigrazione o da italiani.

Ma dobbiamo dire no al razzismo, chiamandolo senza reticenze col suo nome. Ad ogni sua forma. Anche velata, strisciante, insinuata. Perché la fermezza, e la severità, contro chi commette un reato, sono una cosa. Ma il razzismo è un’altra cosa. Nessuno più di noi italiani dovrebbe saperlo. “Dago”, ci chiamavano al di là dell’Oceano. In gergo vuol dire all’incirca “pugnalatori”, vista la facilità con cui i nostri connazionali usavano il coltello. E dovremmo sapere anche cosa voleva dire leggere sulla porta di un bar “vietato l’ingresso ai cani e agli italiani”. Teniamo allora ben marcato il confine che separa e distingue la sicurezza dal razzismo. E’ sicurezza combattere la mafia. E’ razzismo identificare gli italiani con i mafiosi. E’ sicurezza combattere l’immigrazione clandestina e i traffici criminali che a volte l’accompagnano. E’ razzismo identificare immigrazione e criminalità. E’ un’equazione, questa, che non si può fare. Vorrebbe dire negare uno dei fondamenti della nostra civiltà: sono gli individui che commettono un crimine e che per questo vanno puniti. Non sono mai i gruppi, mai le comunità etniche, sociali o religiose.

Cambiamento, allora, vuol dire innanzitutto tornare a proporre dei valori. Una gerarchia di valori drasticamente rovesciata rispetto a chi raccomanda l’egoismo e predica la separazione, che diventa diffidenza e poi intolleranza e anche violenza. Rispetto a questo, noi siamo agli antipodi. Deve essere chiaro. Costi quel che costi. Non mi interessano vere o presunte convenienze di altro tipo. Tattiche mediocri di avvicinamento alla Lega Nord. In tutto il mondo le persone si mescolano, generando nuove persone e modellando società aperte, interetniche e multiculturali. I “nuovi americani” da tempo hanno nomi che raccontano provenienze diversissime tra loro, sono figli di diverse culture, hanno differenti modi di credere e pregare.

Ma guardiamo la Francia, non dall’altra parte dell’oceano ma solo dall’altra parte del confine, a meno di 200 km da qui. A destra spesso evocano le periferie parigine. Se non ce l’ha fatta la Francia a vincere la sfida dell’integrazione, dice una parte della destra italiana – per fortuna, non tutta – perché dovremmo farcela noi? Ma chi lo dice mente senza vergogna. Intanto, perché all’Eliseo c’è il figlio di un immigrato ungherese, e poi perché lo stesso Sarkozy, appena eletto, ha voluto nei posti chiave tre donne francesi di seconda generazione: l’ormai ex ministro della Giustizia Rachida Dati, figlia di un muratore marocchino e di una algerina; il sottosegretario per le Politiche Urbane Fadela Amara, figlia di algerini della Cabilia; ed addirittura una giovane nata in Senegal e giunta in Francia con la sua famiglia all’età di 8 anni: Rama Yade, prima sottosegretario agli Esteri ed ora allo Sport. Pensano davvero, gli uomini della destra, che l’Italia potrà vivere questo secolo asserragliata nel suo fortino, senza aprirsi al mondo? Pensano davvero che non saranno, tra venti o trent’anni, e speriamo prima, anche dei “nuovi italiani” a prendere le decisioni che riguarderanno la vita dei nostri figli e dei nostri nipoti? E pensano che i nostri figli e i nostri nipoti avranno la loro stessa miopia, le loro stesse chiusure e difficoltà nello sceglierli come propri rappresentanti?

E’ la storia che va in questa direzione. “L’uomo non può erigere bastioni e barriere al vento che soffia da ogni parte del mondo”, ha detto una volta il Cardinal Martini. Cercare di far così, come succede a questa destra, è non solo velleitario. E’ pericoloso. Si moltiplicano tensioni e paure , si continua dividere un Paese già abbastanza diviso e stanco. Comprendere la direzione e la forza del vento, incanalare le energie di un così grande processo, è invece il nostro compito. E’ il modo di aprire la nostra società, di renderla multietnica e per questo più giovane e ricca di risorse. E’ il modo di far tornare a crescere l’Italia, di riuscire a farla competere nel mondo che cambia. Allora garantire diritti e doveri a chi arriva qui e, come voi, lavora onestamente, e chiede integrazione, chiede diritti civili, chiede di poter votare, a cominciare dalle amministrative.

Verso di voi deve valere la memoria del nostro passato. E deve valere la nostra voglia di futuro. Per questo andremo avanti anche per un altro cambiamento: il diritto di voto per i residenti stranieri alle elezioni amministrative. “Un subdolo stratagemma per garantirsi una futura preminenza elettorale”, ha detto il Presidente del Consiglio, con la visione alta e disinteressata, da vero statista, che lo contraddistingue. Non comprende, proprio non riesce, che anche qui è una elementare e fondamentale questione di modernità e di giustizia. Chi vive e lavora in una comunità, chi osserva le sue regole e usufruisce dei suoi servizi, chi concorre alle spese comuni con i propri contributi, ha diritto di partecipare alle spese comuni. Punto. Ci si metta l’anima in pace. Ci sono cose che sono giuste e vanno avanti nonostante gli spauracchi agitati da
chi vorrebbe che tutto rimanesse sempre così com’è. Nella conservazione.

Anche quando si lottava per il suffragio universale o per il voto alle donne c’era chi era contrario perché temeva chissà quale spostamento dei consensi o perché pensava proprio che nullatenenti e donne non dovessero avere voce in capitolo sulle scelte pubbliche collettive. Eppure la storia è andata avanti lo stesso. E oggi queste sono conquiste che nessuno si azzarderebbe più a mettere in discussione. Accadrà lo stesso per la nuova cittadinanza e il diritto di voto agli stranieri.

Il Partito democratico ha voluto dare un segnale in questo senso, per non limitarsi alle enunciazioni di principio: alle nostre primarie, gli immigrati votano già. Hanno votato per Prodi e Veltroni e voteranno il 25 ottobre. Una scelta che dimostra con coerenza quale è la nostra scelta. Insomma dobbiamo affermare con più forza i valori, dobbiamo alzare la voce, se vediamo calpestare i diritti sanciti dalla nostra Costituzione, se vediamo scivolare via quei valori fondamentali che ci sono stati tramandati da coloro che permisero al nostro Paese di tornare libero e democratico.
Dobbiamo reagire, dobbiamo essere più netti e avere più radicalità, se a risultare mortificata è la dignità degli esseri umani che cercano qui da noi quella stessa speranza che cercavano, al di là del mare o appena fuori dai nostri confini, i nostri padri e i nostri nonni. Stiamo assistendo a cose vergognose. Gommoni e “carrette del mare” strapiene di donne, vecchi e bambini vengono lasciate alla deriva. Esseri umani indifesi abbandonati a se stessi, al loro destino. E’ questa la realtà che si nasconde dietro la fredda parola “respingimenti”. E’ questo l’effetto perverso di un decreto sicurezza che produce paura e morte, che cancella relazioni umane e reazioni umanitarie. L’Alto Commissario per i diritti umani dell’Onu ha condannato i respingimenti in mare con parole che dovrebbero far provare a tutti vergogna e preoccupazione. Esseri umani, ha detto, vengono “abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale”.

Sono stato a Palermo, alla fine di agosto, dopo il naufragio di quei poveri profughi eritrei nel Canale di Sicilia. Sono andato all’ospedale, a trovare due giovani, tra i pochissimi sopravvissuti. A chi con tanta volgare facilità parla di cacciare via a cannonate e rispedire a casa loro queste persone, vorrei dire: andate a vedere gli occhi di una ragazza di ventinove anni che disidratata, con una flebo vicino al letto e un filo di voce con cui vi racconta quale dramma si è lasciata alle spalle e quale inferno ha attraversato per arrivare fin lì.

Una ragazza fuggita da una terra devastata dalla guerra, che dopo avere attraversato il deserto, la fame, la sete, la violenza, la morte, quando arriva in Italia in fin di vita, trova ad accoglierla un avviso di garanzia per il reato di immigrazione clandestina. Eppure l’Italia è il “Nuovomondo” che quella ragazza ha sognato. E se lei rispetterà le nostre leggi, se studierà, lavorerà, metterà su qui da noi una famiglia, noi abbiamo il dovere di fare di lei e dei suoi figli, se è questo che lei vorrà, una “nuova italiana”. Questo è ciò che ci distingue e ci distinguerà sempre dalla destra. Lo ripeto: se abbiamo dato la sensazione che questa differenza sia meno forte di un tempo, siamo colpevoli e abbiamo sbagliato. E dobbiamo cambiare.

Guai ad inseguire la destra sul suo terreno. Guai a pensare che basti correggere le sue posizioni e mitigarle appena un po’. Dei sì e dei no, questo dobbiamo dire. E in base a questo dovremo fare. E pazienza se qualcuno osserverà che così i consensi non arriveranno subito. E’ all’Italia che noi pensiamo. Agli italiani di oggi e di domani.
Noi non permetteremo che l’Italia diventi un paese razzista. Non permetteremo che abbia la meglio la visiona piccola e senza futuro di chi vuole tornare indietro e spezzare l’Italia in mille egoismi territoriali. Non sono le “piccole patrie”, la soluzione.
La nostra identità attuale è il frutto di millenni di incontro fra culture e lingue diverse. Come non dirlo in questa città , da sempre crocevia di marinai e mercanti, dove nei secoli la lingua si è arricchita di parole arabe, spagnole, francesi e di molte altre influenze. O pensate a Venezia, un miracolo fatto dagli italiani ma anche dai mosaicisti bizantini, dagli intagliatori arabi, dai tappezzieri turchi. Basta allungare l’orecchio ai nostri dialetti, alle cadenze greche del barese, a quelle arabe del siciliano e del calabrese, alle comunità che dopo millenni continuano ancora oggi a parlare in albanese antico. Alle influenze francesi in Piemonte, a quelle spagnole in Lombardia, a quelle Slave nel nordest. A questa eredità unica al mondo, dobbiamo restituire il futuro che gli spetta.

L’identità non è immobile, è qualcosa di vivo, qualcosa da costruire ogni giorno.
Qualcosa che arricchite oggi anche voi, con culture e religioni diverse, con saperi e sapori nuovi. E’ la costruzione, paziente e tenace, di un nuovo patriottismo. Nel segno dell’apertura. Del rispetto delle regole. Dei doveri insieme ai diritti. Per tutti. Nel segno della nostra Costituzione, dei valori e dei principi che la ispirano.

Forse le cose che ho cercato di dire oggi non porteranno consenso, forse i sondaggisti me lo sconsiglierebbero: attento, l’immigrazione è un tema troppo spinoso per chi ha bisogni di raccogliere voti! Non mi interessa. Solo cambiando noi stessi riusciremo a cambiare il Paese. Io non rinuncerò mai a dire una cosa giusta per un sondaggio. E questa è una battaglia giusta. Una battaglia che contribuisce a costruire un Paese migliore. Un Paese forte e moderno. Abitato da “nuovi italiani”. Protagonisti di una identità nazionale rivolta al futuro. Un’identità costruita non nel rifiuto delle diversità, ma attraverso i valori dell’accoglienza e dell’integrazione.

E’ una sfida entusiasmante che dobbiamo raccogliere: vivere la giovane bellezza di una società multietnica. Viverla con gli stessi occhi impauriti e orgogliosi degli italiani di Ellis Island. Gli occhi dei nostri nonni, dei nostri padri, delle nostre madri che partivano da qui, da questo porto di Genova per raggiungere un mondo nuovo e lontano, senza più fame e senza più miseria. Vivere il nostro tempo senza paura. Adesso.


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martedì 6 ottobre 2009

Congresso: commenti e ripartizione delegati‏

Conclusa la fase dei Congressi di Circolo, il Partito Democratico di Pisa si prepara alla Convenzione provinciale e alle successive primarie del 25 ottobre. “La partecipazione ai Congressi di Circolo è stata altissima – osservano il segretario provinciale Ivan Ferrucci e il responsabile Organizzazione Francesco Nocchi – siamo quasi al 60%: Pisa è ben al di sopra della media nazionale e tra le più alte della Toscana”.
Per quanto riguarda i risultati, la mozione Bersani brilla tra gli altri nei comuni di Pisa (59,15%), S.Giuliano Terme (67,03%), Cascina (62,84%), Pontedera (65,83%), Castelfranco di Sotto (76,14%), Santa Croce (82,72%), Vecchiano (59,32%), Pomarance (54,65%) e Calcinaia (75%). Molto buoni i risultati per la mozione Franceschini a Montopoli (56,31%) e San Miniato (52,06%). Bene Marino a Calci (26,67%), Vecchiano (20,34%) e Casciana Terme (22,22%). Il prossimo appuntamento è la Convenzione provinciale, alla quale parteciperanno 402 delegati così ripartiti: 243 per la mozione Bersani, 117 Franceschini e 42 Marino. Il 25 ottobre infine si svolgeranno le elezioni primarie, per le quali il Pd di Pisa allestirà circa 120 seggi, allo scopo di garantire la massima partecipazione di iscritti ed elettori.

Ed ecco i commenti dei rappresentanti delle tre mozioni.


"Con i dati definitivi dei congressi dei circoli del Pd in provincia di Pisa che vedono la Mozione Franceschini superare il 29% dei voti complessivi, confermiamo la nostra più convinta soddisfazione per i risultati ampiamente oltre le aspettative" dichiara il coordinatore provinciale della Mozione Franceschini, Luciano Modica nel commentare i risultati dei congressi dei circoli PD di Pisa. “Ben altre erano le previsioni tenuto conto che la mozione Bersani aveva visto schierata in suo favore la larghissima maggioranza degli amministratori locali e dei dirigenti del partito, per cui si immaginava un suo schiacciante successo che pare difficile possa dirsi realizzato nella
misura attesa. Al di là delle valutazioni sul peso delle mozioni, voglio sottolineare che siamo di fronte ad un grande momento di partecipazione e di dibattito. Nei nostri congressi si è parlato di politica, si è riflettuto, ci si è confrontati con generosità. Oltre alla soddisfazione per il livello complessivo dei voti ottenuti - fa notare ancora Modica - siamo molto contenti di alcune "vittorie di tappa" di grande significato. La mozione Franceschini ha prevalso sulle altre in alcune importanti realtà
territoriali della provincia (Calci, Lari, San Miniato) come pure in alcuni circoli del capoluogo (Centro, S. Marco S.Giusto, Pratale-Don Bosco e Sanità). Sono sintomi positivi di significativo radicamento del partito, di grande autonomia intellettuale degli iscritti, di tanta voglia di volgersi al futuro superando gli errori del passato”.
“E’ stata una grande lezione di democrazia – ha affermato Ermete Realacci responsabile ambiente nazionale del Pd e presente ieri al congresso del circolo Pisa Centro dove ha vinto la mozione Franceschini - adesso terminata la selezione dei candidati che verranno sottoposti alle primarie, starà ai cittadini il 25 ottobre a decidere a livello nazionale e regionale chi guiderà il Pd nei prossimi anni per dare forza all’opposizione e speranza al nostro paese. Alle primarie mi aspetto una grande partecipazione, penso che voteranno almeno due milioni di cittadini, una quantità di persone cioè impensabile in Europa ed altrove”.

In campo regionale, poi, i dati sono ancora più soddisfacenti per la mozione Franceschini, che ad oggi si attesta ad oltre il 41%, con Bersani al 49% e Marino al 9%, e che prevale nettamente nelle province di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca e nell'area territoriale di Empoli.

Anche Antonio Mazzeo, coordinatore cittadino della mozione Franceschini è visibilmente contento dei risultati: “Moltissimi iscritti hanno partecipato ai congressi e soprattutto risulta evidente ovunque, anche dove siamo più indietro, che a sostenerci sono i giovani e soprattutto i nuovi iscritti, meno legati a logiche di appartenenza di schieramenti interni pre-organizzati. Anche i molti ragazzi presenti come candidati, il
rinnovamento proposto nel gruppo dirigente, hanno contribuito a tenere alte le percentuali. Non a caso dove il voto è meno legato al passato come nei circoli di Pisa
Centro e Pratale Don Bosco, la nostra proposta ha primeggiato e nel complesso il risultato della mozione Franceschini a Pisa città, tolte cioè le frazioni, tocca quota 35% trascinando verso l’alto il dato complessivo, la mozione Bersani scende al 53% mentre la mozione Marino rimane costante al 13%. Questo per noi è un forte e chiaro incoraggiamento a mantenere la barra dritta su questa linea che è anche l’unica che nel medio-lungo termine possa garantire i migliori risultati al PD”.

"I risultati dei Congressi circolo per circolo - osserva Paolo Fontanelli, coordinatore della mozione Bersani - dimostrano il netto successo della proposta Bersani, che prende più del doppio dei consensi della mozione presentata da Franceschini e vince nel 72% dei Congressi della Provincia. Un distacco davvero notevole anche considerando il buon risultato della mozione Marino. Un dato positivo - aggiunge Fontanelli - è stata certamente la partecipazione degli iscritti. Possiamo dire che finalmente con il Congresso e con un ruolo attivo e partecipe degli iscritti è iniziato il processo di costruzione del Pd nel territorio, e le primarie ne devono essere l'ulteriore sviluppo. In questo senso è poco comprensibile chi parla del voto dei Circoli come di un voto che conta poco rispetto alle primarie. Inoltre è assai significativo lo scarto negativo che ha registrato la proposta Fragai alla segreteria regionale a fronte dei voti ottenuti da Franceschini (-6%). C'è indubbiamente in questo dato anche un fattore di valutazione politica, come dimostra il dato dell'empolese e di altre realtà, che testimonia in Toscana della maggiore credibilità nel rapporto con il
territorio della proposta di Manciulli. Comunque adesso - conclude Fontanelli - la cosa più importante è fare in modo che le primarie confermino l'esigenza di radicamento del Partito, di unità e di una guida autorevole per il Pd, così come è emerso anche dal dibattito complessivo tra gli iscritti.

Chiara anche la posizione del coordinamento provinciale che sostiene Ignazio Marino: "La sfida che Ignazio Marino ha lanciato candidandosi alla segreteria nazionale è quella di costruire un Partito Democratico libero da potentati, che valorizzi il merito, che allarghi e rafforzi le libertà della persona, un partito che abbia strumenti di partecipazione e decisione condivisi, e che sia capace di dare risposte chiare su i temi del lavoro, dell'ambiente, della scuola, della ricerca e dei diritti civili. Oltre il 10% dei partecipanti ai congressi nella Provincia di Pisa hanno dato il loro voto a Ignazio Marino, oltre il 14% al candidato per la segreteria regionale
Simone Siliani. Per questo - aggiungono i sostenitori di Marino - è doveroso ringraziare i volontari che hanno percorso in lungo e in largo la provincia per illustrare le nostre proposte, e che ci hanno permesso di eleggere 42 delegati alla convenzione provinciale. Al di là dei numeri, la nostra soddisfazione maggiore è quella di avere cambiato i contenuti del dibattito congressuale: grazie a noi si è parlato meno di forma partito e più dei problemi del paese, e la nostra capacità di dire sì e no chiari ha costretto gli esponenti delle altre mozioni a prendere posizioni nette sulle primarie, sul nucleare, sulla laicità, sul contratto unico di lavoro. Le nostre
proposte per vivere il PD e cambiare l'Italia hanno raccolto consenso e apprezzamento da moltissimi iscritti intervenuti ai congressi di circolo del PD, al di là del voto che hanno espresso. Per questo il risultato che abbiamo raggiunto è un ottimo punto di partenza per le primarie del 25 ottobre, dove tutti gli elettori del PD potranno
esprimere la loro preferenza, e dove il voto libero e di opinione potrà prevalere sul voto di appartenenza".


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Non fermiamoci: riprende il cammino del coordinamento mozione Franceschini‏

Care/i amiche/i

oggi martedì 6 ottobre 2009 alle ore 21.00 (c/o Ex convento di Santa Croce in Fossabanda - Pisa) ci riuniremo per parlare dei risultati delle assemblee di circolo di settembre e per impostare la campagna da qui al 25 di ottobre, data delle Primarie per eleggere il segretario nazionale e quello regionale del PD.

Vi aspetto numerosi,
Antonio

Se non sai dov'è, clicca qui


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venerdì 2 ottobre 2009

Ottima l’idea di Dario di aprire la campagna delle primarie con i Giovani

Ieri è stata una bella giornata. Purtroppo ero impegnato in Consiglio Comunale e non ho potuto partecipare direttamente, ma ho sentito tante amiche e tanti amici che lì erano presenti (tra cui anche mio fratello), e mi hanno emozionato. Siamo riusciti, tutti insieme, a raccontare il PD che già c’è, a far sentire la passione, l’entusiasmo e le buone idee che abbiamo e che vogliamo mettere a disposizione di chi, come Dario, vuole costruire un PD aperto e rinnovato.

Vogliamo ringraziare davvero tutti, perché ognuno di noi, dalla sua regione, dal suo territorio, è riuscito a fare un lavoro faticoso ma utile, che si è visto nella grande partecipazione e nel calore dell’incontro di ieri, che Dario ha apprezzato molto e che ci dà la carica per fare bene il lavoro che ci aspetta nelle prossime settimane.

Ieri è stata una buona partenza. Ora spetta ad ognuno far vivere questa rete tra di noi, farla crescere in vista delle primarie del 25 ottobre e dargli gambe anche per il dopo.

Non perdiamoci di vista!

Un abbraccio
Antonio


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mercoledì 30 settembre 2009

1 Ottobre Generazione Primarie e Dario Franceschini‏

Il 1 ottobre Dario aprirà a Roma la campagna per le primarie con un incontro insieme alle giovani generazioni, quelle cresciute dopo la caduta del Muro di Berlino, quelle che hanno conosciuto la politica dopo la fine delle ideologie, che hanno vissuto le stagioni delle primarie di Prodi e di Veltroni. Dario ha scelto di aprire la campagna per le primarie con loro, che più incarnano quel PD rinnovato e aperto di cui c’è bisogno. Perché non abbiamo nostalgia del passato, ma tanta voglia di futuro. L’appuntamento è per giovedì 1 ottobre, a Roma, allo Spazio Etoile (Piazza S. Lorenzo in Lucina, 41) dalle ore 14.00 alle 19.00.

Diffondi l’invito, organizza la partecipazione di giovani del tuo territorio, segnalaci le adesioni scrivendo a 1ottobre@dariofranceschini.it


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lunedì 28 settembre 2009

La Mozione Franceschini oltre le aspettative, i dati migliori nelle aree urbane

I dati definitivi congressi Pd provincia di Pisa

Con i dati definitivi dei congressi dei circoli del Pd in provincia di Pisa che vedono la Mozione Franceschini superare il 29% dei voti complessivi, confermiamo la nostra più convinta soddisfazione per i risultati ampiamente oltre le aspettative" dichiara il coordinatore provinciale della Mozione Franceschini, Luciano Modica nel commentare i risultati dei congressi dei Circoli PD di Pisa. “Ben altre erano le previsioni tenuto conto che la mozione Bersani aveva visto schierata in suo favore la larghissima maggioranza degli amministratori locali e dei dirigenti del partito, per cui si immaginava un suo schiacciante successo che pare difficile possa dirsi realizzato nella misura attesa. Al di là delle valutazioni sul peso delle mozioni , voglio sottolineare che siamo di fronte ad un grande momento di partecipazione e di dibattito. Nei nostri congressi si è parlato di politica, si è riflettuto, ci si è confrontati con generosità. Oltre alla soddisfazione per il livello complessivo dei voti ottenuti, - fa notare Luciano Modica - siamo molto contenti di alcune "vittorie di tappa" di grande significato. La mozione Franceschini ha prevalso sulle altre in alcune importanti realtà territoriali della provincia (Calci, Lari, San Miniato) come pure in alcuni circoli del capoluogo (Centro, S. Marco S.Giusto, Pratale-Don Bosco e Sanità). Sono sintomi positivi di significativo radicamento del partito, di grande autonomia intellettuale degli iscritti, di tanta voglia di volgersi al futuro superando gli errori del passato”.

“E’ stata una grande lezione di democrazia – ha affermato Ermete Realacci responsabile ambiente nazionale del Pd e presente ieri al congresso del circolo Pisa Centro dove ha vinto la mozione Franceschini - adesso terminata la selezione dei candidati che verranno sottoposti alle primarie, starà ai cittadini il 25 ottobre a decidere a livello nazionale e regionale chi guiderà il Pd nei prossimi anni per dare forza all’opposizione e speranza al nostro paese. Alle primarie mi aspetto una grande partecipazione, penso che voteranno almeno due milioni di cittadini, una quantità di persone cioè impensabile in Europa ed altrove”.

In campo regionale, poi, i dati sono ancora più soddisfacenti per la mozione Franceschini, che ad oggi si attesta ad oltre il 41%, con Bersani al 49% e Marino al 9%, e che prevale nettamente nelle province di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca e nell'area territoriale di Empoli.

Anche Antonio Mazzeo , coordinatore cittadino della mozione Franceschini è visibilmente contento dei risultati: “Moltissimi iscritti hanno partecipato ai congressi e soprattutto risulta evidente ovunque, anche dove siamo più indietro, che a sostenerci sono i giovani e soprattutto i nuovi iscritti, meno legati a logiche di appartenenza di schieramenti interni pre-organizzati. Anche i molti ragazzi presenti come candidati, il rinnovamento proposto nel gruppo dirigente, hanno contribuito a tenere alte le percentuali .

Non a caso dove il voto è meno legato al passato come nei circoli di Pisa Centro e Pratale Don Bosco, la nostra proposta ha primeggiato e nel complesso il risultato della mozione Franceschini a Pisa città, tolte cioè le frazioni, tocca quota 35% trascinando verso l’alto il dato complessivo, la mozione Bersani scende al 53% mentre la mozione Marino rimane costante al 13% . Questo per noi è un forte e chiaro incoraggiamento a mantenere la barra dritta su questa linea che è anche l’unica che nel medio-lungo termine possa garantire i migliori risultati al PD”.


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sabato 26 settembre 2009

Vi spiego perchè mi sono astenuto sul regolamento edilizia sostenibile

Il regolamento edilizio sostenibile: fondamentali linee guida per la crescita ecosostenibile della nostra città

Caro Direttore,
come riportato dal suo quotidiano venerdì scorso, mi sono astenuto dal votare il Regolamento edilizio sostenibile. Mi preme sottolineare però che la mia decisione non è dettata da motivazioni politiche, ma dall’esigenza di evitare qualsiasi tipo di commistione tra la mia attività lavorativa (mi occupo di Sviluppare Impianti Fotovoltaici) ed il mio ruolo di Consigliere Comunale. Non è usuale in politica evitare i conflitti di interessi, ma personalmente me lo sono imposto sin dal primo giorno del mio impegno a Palazzo Gambacorti, e continuerò a farlo ogni qualvolta questo non crei problemi “numerici” alla maggioranza. Ritengo che il Regolamento sia uno strumento importantissimo che la nostra Amministrazione ha dato alla città. Uno degli atti più importanti del primo anno e mezzo di lavoro della giunta Filippeschi, frutto di un lavoro durato mesi e nato dopo un lungo confronto in Commissione Consiliare e con le Associazioni di Categoria. Un regolamento che consentirà a Pisa di essere una città modello sul fronte delle nuove edificazioni e che risponde appieno alle richieste del Protocollo di Kyoto. Davvero un bel passo in avanti verso la piani fazione di città ecocompatibili.

Avrei preferito non partecipare al voto, ma per una mia disattenzione durante la fase delle dichiarazioni di voto e per la velocità con cui si è passati alla successiva fase di votazione non sono riuscito a comunicare la mia scelta al Consiglio Comunale. Lo faccio oggi dalle colonne del suo quotidiano per evitare inutili strumentalizzazioni politiche e per riaffermare con forza l’ottimo lavoro svolto dalla I Commissione Consiliare, dall’Ass. Cerri e dagli uffici che hanno istruito la pratica.


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martedì 22 settembre 2009

Il PD che non vogliamo - In Calabria più votanti che iscritti‏

Franceschini, il segretario uscente del Pd, denuncia irregolarità "gravi" in Calabria: i congressi dei circoli, in particolare a Reggio Calabria, ma anche a Vibo, sono da azzerare. E la sua mozione, così come il candidato alla segreteria regionale, Pino Caminiti, si ritira, non parteciperà più alla gara in quella regione. Fino a quando i "garanti" da Roma non andranno a vedere cosa sta davvero accadendo.

Ecco questo è il PD che non vogliamo, questa è la politica che va cambiata.

Con tristezza

Antonio


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lunedì 21 settembre 2009

Dario Franceschini scrive agli iscritti‏

Allego una bella lettera inviata a tutte/i le iscritte/i da Dario Franceschini (cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Fatela girare tra le vostre/i amiche/i

Un abbraccio
Antonio


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Risultati congressi Pd in provincia di Pisa - risultato inaspettato per la mozione Franceschini‏

Care/i tutte/i

Vi comunico i risultati dei primi 67 congressi del Partito Democratico in provincia di Pisa. Un risultato davvero importante per la mozione Franceschini che si attesta quasi al 33%. Un risultato importante non solo a livello numerico (la maggioranza della classse dirigente del partito a livell locale è con Bersani), ma anche perché in queste settimane diversi ragazze/i hanno aderito alla mozione ed in maniera volontaria hanno presentato il progetto di PD proposto da Franceschini con passione e voglia di essere parte attiva nella costruzione di un Partito moderno, che sappia ascoltare e sappia decidere.

Per questo li ringrazio e mi auguro che insieme possiamo costruire un nuovo modo di fare politica…che sappia appassionare e avvicinare sempre piu persone.

Un abbraccio grande

Antonio



RISULTATI CONGRESSO PD IN PROVINCIA DI PISA AGGIORNATI A VENERDI' 18 SETTEMBRE

Sono 67 (su 124 totali) i congressi di circolo Pd svolti finora in provincia di Pisa. Hanno votato 1.519 iscritti su 2.823 aventi diritto (per un'affluenza pari al 53,81 per cento). Risultati del congresso regionale: Andrea Manciulli 880 voti (58,71%), Agostino Fragai 406 (27,08%), Simone Siliani 213 (14,21%). Risultati del congresso nazionale: Pierluigi Bersani 857 voti (56,64%), Dario Franceschini 492 (32,52%), Ignazio Marino 164 (10,84%). I congressi di circolo in provincia di Pisa proseguono fino a domenica prossima, 27 settembre.

Francesco Nocchi (Presidente Commissione per il Congresso Pd Pisa)


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Sostenendo Franceschini...

di Piero Rosano

Come giovane studente universitario,
sono molto felice di potermi affacciare al mondo della politica, grazie sicuramente ad un amico come Antonio che comprende le necessità di noi ragazzi universitari. Mi chiamo Piero Rosano e ho conseguito la laurea di primo livello in economia aziendale; mi sono avvicinato alla politica in seguito a varie riflessioni su questa nostra bella nazione e sulla possibilità di contribuire al suo sviluppo. Sono sempre stato attento ad ogni avvenimento politico, ma non mi sono mai schierato apertamente. Il Pd è stata quella idea, quella novità che mi ha convinto a guardare con speranza a questo futuro incerto. Guardando ai singoli partiti, ho scoperto che solo pochi danno spazio a noi giovani, solo pochi puntano veramente su democrazia e innovazione; ma se c'è qualcuno che lo fa, questo è sicuramente il Pd.

Quali sono le ragioni che mi hanno spinto a scegliere Dario Franceschini e Agostino Fragai? Attraverso una lettura attenta delle mozioni, sono arrivato alla conclusione che la "Proposta Franceschini" fosse realmente la più innovativa. Mi ha permesso di credere in un futuro politico rinnovato, un futuro nel quale avere fiducia nel sistema Italia, così deteriorato da anni di regresso sociale (con ripercussioni ovviamente anche in economia ovviamente), ma allo stesso tempo così colmo di speranza e di competenze individuali.

Sono sicuro che il percorso del congresso sarà un'occasione per rafforzare i legami del Pd con i cittadini, a tutto vantaggio di quella dialettica tra partito e comunità che oggi manca, una mancanza che ha sterilizzato le idee di tutti. I propositi delle mozioni sono tutti interessanti, ma la semplicità delle 5 parole chiave della mozione Franceschini è stata la scintilla che mi ha fatto riaccendere la voglia di scegliere e di battermi per una delle proposte.

Ma un percorso dove sintetizzare le idee di cattolici, laici, studenti, professori e tutte le diverse identità esistenti nella nostra Italia: non sarà facile. La nostra idea, quella della sintesi, permetterà di valorizzare ciascuna delle identità, e questo sarà possibile attraverso il coraggio di uomini che stanno scegliendo di non far naufragare l'Italia.
Operiamo tutti insieme, e facciamo una scelta ragionata, autonoma e libera dai condizionamenti. Io ho scelto Dario, perchè lui rappresenta la scelta più libera e concreta di questi tempi.

Grazie, amici


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venerdì 18 settembre 2009

Incontro con Giuseppe Fioroni‏

Cari tutti/e,
nel resto del post il volantino dell'incontro sulla scuola italiana con Giuseppe Fioroni il prossimo martedì 22 settembre a Pisa, ore 16, presso la Stazione Leopolda.

Un saluto

Antonio
(per il Coord. provinciale mozione Franceschini)


COORDINAMENTO PROVINCIALE MOZIONE FRANCESCHINI

Martedì 22 SETTEMBRE ORE 16:00 - Stazione Leopolda


INTERVISTA-DIBATTITO SULLA SCUOLA
con
GIUSEPPE FIORONI

Responsabile Nazionale Dipartimento Educazione
del Partito Democratico



Modera

Maria Luisa CHIOFALO – Assessore Politiche Educative Comune di Pisa


Interviene

Luciano MODICA– Coord. Prov.le Mozione FRANCESCHINI


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lunedì 14 settembre 2009

Zavoli: "Sostengo Franceschini per un partito riformista e aperto"



tratto dal sito http://pisaperfranceschini.blogspot.com/


'Carissimo, poche righe per informarti che la mia scelta tra i candidati alla segreteria del Partito Democratico ricade sul tuo nome''.

Comincia cosi' la lettera che Sergio Zavoli ha inviato al segretario del Partito Democratico Dario Franceschini per comunicargli l'adesione alla sua candidatura...

''Mi lega alla tua persona e all'esperienza politica che rappresenti, oltre alla qualita' civile, umana, intellettuale che essa esprime, una sostanziale discriminante: il riformismo, cioe' la piu' declamata e disattesa tra le promesse storiche del centro sinistra''.
Zavoli scrive di ''non voler venire meno a cio' in cui gran parte del Paese non ha mai smesso di sperare: una forza-partito che non smetta di porsi il problema di un centro sinistra da strutturare e far vivere sulla base di tre brevi e fondanti premesse: chi siamo, con chi stiamo, che cosa vogliamo''.

Zavoli conclude con l'augurio di ''realizzare finalmente il massimo di apertura e concordia, trasparenza e risolutezza'' con la convinzione che si " debba rispondere alle domande di un popolo che crede in cio' che la politica puo' fare e percio' stesso va fatto. Con un linguaggio coraggioso e semplice, perche' ognuno ascolta, diceva Goethe, solo cio' che capisce''.



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Franceschini la scelta giusta per guidare il PD

Oltre ottocentomila persone, gli iscritti al Partito Democratico, il più grande partito progressista europeo, stanno partecipando nei congressi dei circoli alla scelta del segretario nazionale e della linea politica per i prossimi anni. Una grande festa democratica, un grande segno di fiducia. Il PD ne esce fortemente rinsaldato perché è evidente la grande consonanza di valori e di strategie all’interno di un partito che è riuscito in brevissimo tempo ad amalgamare le culture politiche riformiste del Novecento italiano pur non rinnegandone radici e memorie. Altro che le scissioni previste (auspicate?) dagli avversari!

Tre candidati di alto valore si contendono la segreteria nazionale: Dario Franceschini, Pierluigi Bersani, Ignazio Marino. Ciascuno di loro può e vuole vincere, nessuno vuole sconfiggere gli altri due. Il giorno dopo le primarie del 25 ottobre, che affideranno agli elettori del PD la scelta definitiva del segretario, tutti e tre saranno al lavoro, con la guida di uno di loro, per riportare il PD al governo. Un metodo democratico limpido e vero. A differenza di altre stagioni politiche, stavolta nessuno è davvero in grado di dire chi vincerà. La parola è agli iscritti prima e agli elettori poi.

Franceschini e Bersani sono abilissimi uomini politici di lunga militanza e di grande esperienza, Marino ha una storia politica più breve ma un meritato prestigio personale. Stupisce che l’amico Paolo Fontanelli valuti come un’opportuna discontinuità politica l’eventuale vittoria di Bersani, come se lo schieramento che lo sostiene non fosse formato in gran parte – a livello nazionale, toscano e pisano – da dirigenti di lunghissima data.

Leggano piuttosto gli elettori e i simpatizzanti del PD le mozioni presentate dai candidati. Si sentano liberi di valutare, secondo coscienza e senza pregiudizi di schieramenti, quale linea politica e quale persona preferiscono. Puntando al futuro, non al passato, o, come scrive Franceschini, “guardando non da dove viene ma dove vuole andare”.

Franceschini è l’attuale segretario nazionale e, in soli sei mesi, ha realizzato una grande svolta nell’azione del PD. Come ha scritto Piero Fassino, coordinatore nazionale della mozione, “ha dimostrato di essere un dirigente capace di scegliere, decidere e agire”. Basti pensare alla determinazione con cui ha valorizzato nella segreteria nazionale i dirigenti radicati con successo nei territori. Con cui, da cattolico, ha tenuto diritta la barra della laicità. Con cui ha affrontato la difficile campagna elettorale europea in un momento di gravissima crisi economica, sociale e persino morale, sottovalutata o addirittura indotta dall’attuale governo.

Fiducia, regole, uguaglianza, merito, qualità sono le cinque parole chiave della proposta di Franceschini. La scuola, la formazione, la ricerca, la cultura sono l’investimento primario. Il riconoscimento del merito personale è lo strumento per attivare la mobilità sociale e il ruolo delle donne. Disegnano un’Italia diversa e soprattutto fiduciosa nel futuro, mai più impaurita. Danno risposte nette sia ai duri problemi del presente che agli scenari del mondo in cui vivranno i nostri figli. La grande casa di tutti i riformisti italiani è pronta, chi ne ha voglia venga nel PD per costruire una nuova alleanza per governare durevolmente il Paese, non solo per vincere le prossime elezioni. Un’alleanza con tutti i cittadini per i quali un futuro diverso vale la pena viverlo.


Luciano Modica – Coordinatore provinciale della Mozione Franceschini


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lunedì 7 settembre 2009

Le energie rinnovabili alla base dell'economia sostenibile‏

In Italia continuano ad esserci casi di successo. La green Economy può davvero essere il futuro dell’economia!!! E c’è chi invece ancora pensa al nucleare...

Meditate gente, meditate

A.


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I bisogni della famiglia sono una priorità‏

In questi giorni è in atto un confronto non semplice tra Comune e Sindacati rispetto all’organizzazione dei servizi educativi. Noi crediamo che la discussione possa giungere a risultati positivi. Crediamo anche che sia necessario ricordare e ribadire dei punti fermi, per facilitare il confronto.

Pisa è l’unico capoluogo toscano e tra i pochissimi in Italia ad aver azzerato le liste d’attesa negli asili nido e ad aver già ampiamente superato i parametri che l’Europa ha fissato per la copertura del servizio. Il Comune di Pisa investe molti milioni di euro (più di 7 ogni anno) nei servizi educativi (nidi, refezione, trasporti, sostegno ecc.), anche in questo caso con dati superiori alla media.

Si tratta di due scelte strategiche assunte alcuni anni fa e che l’attuale Amministrazione guidata dal Sindaco Filippeschi non intende contraddire. Tutto questo in un contesto di qualità: i questionari che ogni anno i genitori compilano confermano l’alto gradimento del servizio sia quando questo è a gestione diretta, sia quanto è a gestione convenzionata. La qualità di un servizio educativo è infatti determinata da molti fattori e ogni modello di gestione ha alcune qualità spiccate a partire da un livello medio complessivo molto alto.

Ed è proprio questa organizzazione mista che ha consentito l’alta copertura del servizio sia per il numero di posti che per la sua maggiore adattabilità alle diverse esigenze di bimbi e famiglie. Il Comune, infatti, non avrebbe avuto e non ha le risorse per una copertura tutta a gestione diretta degli asili nido. O meglio, se lo volesse fare dovrebbe tagliare 150 posti, vista la differenza di costo tra i diversi tipi di gestione, e ritorneremmo alle liste d’attesa.

Quindi il dibattito sulle esternalizzazioni ci appare non in sintonia con ciò che chiede la città. Il Comune si è impegnato tra l’altro a rafforzare sia la programmazione che il controllo. La prima con la proposta di costituire il “Coordinamento pedagogico” per gestire al meglio la formazione e l’organizzazione del servizio a prescindere dal tipo di gestione; il secondo tramite il consolidamento dell’ufficio apposito, che dovrà verificare per tutti i servizi esternalizzati il rispetto dei capitolati, dei contratti di servizio, dei diritti dei lavoratori, della qualità, dell’efficacia e dell’efficienza. Ci sembrano aspetti importanti e innovativi che non vanno sottovalutati.

La contrarietà dei sindacati si è rivolta anche verso l’ottimizzazione del personale dei nidi. Rispetto a questo, non essendoci distanze impossibili, noi crediamo che, come l’Amministrazione Comunale ha proposto, sia necessario che le parti si siedano ad un tavolo ed analizzino nido per nido l’effettiva necessità di educatori e educatrici. Ci sono dei precisi parametri regionali che vanno rispettati per stare dentro ai criteri di qualità, senza sprecare risorse già scarse. E’ possibile ragionare e trovare un accordo.

Un accordo che, auspichiamo, guardi innanzitutto ai bambini e alle famiglie, senza disagi per coloro che fruiscono dei servizi a gestione diretta. Il nostro auspicio è, anzi, che si facciano, come afferma il programma del Sindaco, ulteriori passi avanti nella copertura dei bisogni delle famiglie. Perché, ad esempio, non pensare ad un allungamento di orario anche oltre alle 16.30 (chiedendo però alle famiglie di coprire il costo di tale servizio aggiuntivo)?

Oppure, altro esempio, perché non pensare ad una apertura di uno o più nidi anche in luglio, mese in cui tantissime famiglie sono in difficoltà e il comune non riesce con i campi solari a soddisfare tutta la domanda a costi sostenibili? Il Comune, inoltre, ribadisce l’impegno verso un coordinamento tra i 6 comuni dell’area: anche questo è un versante importante su cui è utile il confronto. Quest’anno, inoltre, l’impegno del comune è comunque cresciuto, con l’anticipo di una ulteriore settimana del servizio di refezione: una novità molto apprezzata dalle famiglie.

Insomma, quello che chiediamo è che si riapra il tavolo della trattativa, facendo uno sforzo verso l’innovazione e tenendo fermi i paletti della qualità del servizio, della copertura delle domande delle famiglie, della qualità educativa, nelle compatibilità di bilancio


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venerdì 4 settembre 2009

Festa dell'Accoglienza del CSI

Apertura stagione sportiva 2009-2010

LUNEDI 7 SETTEMBRE 2009 - presso Chiesa della “Sacra Famiglia” - Via Pistolesi - PISA

PROGRAMMA:
▫ 18:30 Santa Messa
▫ 19:30 Ceniamo “insieme”
▫ 21:00 Conferenza programmatica Attività Sportiva
Incontri tematici (formazione, comunicazione, progetti, campi estivi)

Si prega dare conferma della partecipazione entro le ore 12 di Venerdi 4 Settembre 2008 ai seguenti recapiti:
CSI – Centro Sportivo Italiano – Via Cisanello n. 4 PISA – Tel. 050 571366 – Fax 050 576134 e-mail: comitato@csi-pisa.it


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giovedì 3 settembre 2009

Dario Franceschini a Pisa - giovedi ore 15 BAR SALVINI - ecco le ragioni per cui lo sostengo‏

Care/i tutti,

da diverse settimane ci stiamo impegnando a sostegno della candidatura di Dario Franceschini (che ricordo sarà a PISA OGGI 3 SETTEMBRE ALLE ORE 15 al BAR SALVINI per la presentazione del Comitato Cittadino), una scelta non semplice, specialmente se calata nel contesto locale. Una scelta di cuore per un progetto politco e non una scelta frutto di tatticismo.

Vi allego l’articolo apparso ieri sul Tirreno. Un piccolo memorandum che racchiude i motivi della mia scelta.

Cosa ne pensate?

Un abbraccio

A


10 Buoni motivi per sostenere Dario Franceschini

Dopo una lunga riflessione, e dopo aver letto con attenzione tutti e tre i documenti congressuali, non ho dubbi nel sostenere la mozione dell’attuale Segretario del Partito Democratico Dario Franceschini. La scelta non è stata facile in quanto ognuno dei candidati, in realtà, è portatore di istanze positive. In Franceschini, però, ho ritrovato più ragioni che lo rendono un buon segretario ed ho quindi scelto di sostenerlo perché (10 buoni motivi ma ce ne sarebbero altri):

1) In questi pochi mesi in cui è stato Segretario si è dimostrato un ottimo dirigente in grado di scegliere, decidere ed agire;

2) propone un Partito plurale e aperto che valorizza storie e culture differenti, ma va oltre queste storie per delineare identità nuove ed originali: un Partito che discute ma che si esprime con una voce sola;

3) indica finalmente un Partito che non parli solo a sé stesso, che riesca a valorizzare i talenti attraverso una formazione politica che appassioni e coinvolga le donne e gli uomini migliori della nostra società, in cui cittadini di ogni età e di ogni provenienza sociale e culturale si sentano liberi di contribuire allo sviluppo del territorio in cui vivono e del partito a cui sentono di appartenere;

4) la sua proposta politica si basa su 5 parole non scontate:FIDUCIA, REGOLE,UGUAGLIANZA, MERITO e QUALITA’, che diventeranno i valori identitari del nostro partito.

5) declina la parola merito (per sottrarsi alla retorica della meritocrazia) come la leva per superare molte delle ingiustizie sociali che opprimono la nostra società, per rimettere in moto la mobilità sociale. Merito non come competizione sfrenata ma come riconoscimento dei talenti, dell’impegno e del valore del lavoro, per rompere l’immobilismo che frena la crescita della nostra economia;

6) propone un partito strutturato, federale, radicato nel territorio, che sa far tesoro della passione di ogni suo sostenitore, ma anche allargare lo spazio decisionale ai suo elettori, che spalanca i propri gruppi dirigenti a quelle persone, soprattutto a quei giovani e quelle donne, che non hanno appartenenze precedenti e che hanno scelto di cominciare il loro impegno politico con il Pd. Quelli che vorrebbero entrare e impegnarsi ma spesso non sanno nemmeno a che porta bussare, e invece abbiamo un bisogno enorme della loro freschezza e delle loro energie;

7) crede nel valore delle primarie quale strumento fondativo del Partito Democratico, con regole chiare e meglio definite che consentano di votare a chi è un elettore del PD, anche se non è iscritto. Un partito di militanti aperto agli elettori delle primarie con i circoli che diventino le antenne per ascoltare l’Italia e non solo uno strumento di conte congressuali;

8) se vincerà, lo farà senza sconfitti. Questo partito ha bisogno di crescere sia in numero che in contenuti. E la sconfitta di una parte non deve voler dire l’automatica eliminazione di un modo diverso di voler raggiungere i medesimi obiettivi;

9) ha una visione innovatrice dell’economia e pone al centro del suo programma la GREEN ECONOMY intesa non solo come risposta, indifferibile, alla crisi climatica, o come fattore di riequilibrio geopolitico. Ma anche come il modo piu serio e lungimirante per affrontare la crisi economica, come fattore fattore strategico di innovazione, di nuova occupazione;

10) propone un partito a vocazione maggioritaria che scelga un sistema di alleanze non solo per vincere, ma realmente in grado di governare. Un partito che non torna indietro, ad un centro–sinistra con il trattino, basato su una divisione dei compiti nel raccogliere consenso o nel rappresentare pezzi di società. Solo ipotizzarlo significa dichiarare fallita l’esperienza del PD.

In venti mesi abbiamo fatto tanto, ma non è bastato. Ora serve il coraggio di chi crede in un’impresa epica, di chi vuol far vincere un’idea, investendo non nel passato ma nel futuro di questo grande progetto che è il Partito Democratico.

Antonio Mazzeo

Consigliere Comunale PD Pisa


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mercoledì 2 settembre 2009

Alemanno, sei ancora in tempo a ripensarci‏

Sull'Unità di ieri il curriculum del nuovo amministratore delegato dell'azienda dei rifiuti di Roma, voluto da Alemanno: "4 anni e 8 mesi per tentato omicidio, militanza ventennale tra i naziskin romani, aggressione a colpi di spranga, ai danni di due ragazzi finiti in ospedale, convinta celebrazione nella città di Wunsiedel del delfino di Hitler Rudolf Hess..."
Una parola sola: inaccettabile!


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martedì 1 settembre 2009

Dario Franceschini a Pisa - 3 settembre ore 15 Bar Salvini‏

Cari tutti/e,
vi segnalo che giovedì 3 alle ore 15 presso il bar Salvini (Lungarno Buozzi a Pisa) Dario Franceschini parteciperà alla conferenza stampa di presentazione del Coordinamento cittadino (che coordino con molto piacere) e provinciale (coordinato da Luciano Modica).

Interverranno anche Luciano Modica, coordinatore provinciale della mozione, Ermete Realacci e Federico Gelli. Il segretario ha voluto un incontro pubblico e aperto alla cittadinanza proprio per dare un segnale di dialogo e condivisione con i cittadini... scontato dire che mi piacerebbe vedervi numerosi.

Di seguito il comunicato stampa dell'evento.

Un abbraccio
A


Presentazione del Coordinamento cittadino a sostegno della mozione Franceschini e incontro con Dario Franceschini

Giovedì 3 settembre il Segretario Nazionale del PD Dario Franceschini sarà a Pisa per inaugurare il Comitato cittadino che sostiene la sua mozione in vista del Congresso e delle primarie del 25 ottobre. Saranno presenti all’incontro anche il Sen. Luciano Modica, coordinatore provinciale della mozione Franceschini, il Vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli e l’On. Ermete Realacci.
L’incontro con la stampa, aperto alla partecipazione di tutti i cittadini, si svolgerà alle ore 15 presso il bar Salvini, in Lungarno Buozzi a Pisa.
A favore di Franceschini sono nati in queste settimane su tutto il territorio regionale numerosi gruppi di sostegno. La scelta di organizzare il coordinamento su base territoriale nasce dalla proposta politica del segretario di strutturare e radicare il Partito Democratico dalla base, facendo leva sulla passione di ogni suo sostenitore e non soltanto sulla struttura del ceto politico locale.
Il coordinamento pisano è composto da un referente per ogni circolo territoriale ed è coordinato da Antonio Mazzeo.
Per la presentazione del coordinamento è stato scelto un luogo “aperto”, pubblico, proprio perché riteniamo che la politica e le sue scelte debbano essere vissute e condivise con i cittadini oltre che con gli elettori e gli iscritti. Soltanto abbandonando l’idea di un partito chiuso e incapace di dialogare con i propri elettori potremo fare in modo che la politica diventi davvero un bene condiviso e non una proprietà di pochi.
Il percorso che ci porterà alle primarie di ottobre per l'elezione del segretario nazionale è una grande occasione per rafforzare ed estendere i legami che il Partito Democratico ha stabilito con questi cittadini e per contribuire a diffondere una nuova fiducia nella politica e nell’impegno civile, offrendo risposte ad una crisi di sistema: risposte che si costruiscono solo a partire da un dialogo costante con la società e con le persone.
Per queste ragioni crediamo che il ricorso alle elezioni primarie per la scelta dei candidati del partito una forma irrinunciabile di partecipazione dei nostri elettori: un diritto acquisito e dal quale non si torna indietro. Inoltre la Toscana è, ad oggi, l’unica regione italiana ad avere una legge sulle primarie per la scelta del presidente della giunta e dei consiglieri regionali ed anche in ragione di ciò non si potrà che percorrere questa via.
Sosteniamo la candidatura di Dario Franceschini (alla Segreteria Nazionale del PD) e di Agostino Fragai (alla Segreteria Regionale del PD) perché crediamo che a Pisa e in tutta la Toscana i cittadini di ogni età e di ogni provenienza sociale e culturale debbano sentirsi liberi di contribuire allo sviluppo del territorio in cui vivono e del partito a cui sentono di appartenere.
Siamo convinti che solo dal confronto, dal pluralismo delle posizioni e da un dibattito aperto, a cui partecipino tutte quelle voci ed esperienze che rappresentano la più grande risorsa di questo partito, possa venire il contributo più importante ed efficace per il successo del progetto del PD.

Per informazioni:
franceschinipisa@gmail.com - 334/6510627 - www.pisaperfranceschini.blogspot.com


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