lunedì 27 luglio 2009

Un anno di governo di Pisa: ottimi risultati per una città che cresce con l'innovazione‏

Care amiche/amici,

segnalo che sul sito Internet del Comune di Pisa (http://pisainformaflash.comune.pisa.it/portal/it/notizie/dettaglio.html?nId=3142) sono pubblicato i documenti relativi all’iniziativa di lunedì scorso “L’impegno per la città. Resoconto di un anno di governo”.

In particolare sono scaricabili:

- il resoconto integrale delle cose realizzate o in corso di realizzazione

- l’opuscolo con le slides riassuntive

- la brochure “Pisa città speciale” che riassume numeri, qualità e prospettive della città

Inoltre è visibile il video di una intervista al Sindaco Marco Filippeschi.
Per qualunque info contattatemi.

Di cose ne abbiamo fatte tante…ed i risultati iniziano a vedersi...

Un abbraccio

A


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sabato 25 luglio 2009

Scienza e fede: Galileo sale in cattedra

Nel Duomo di Pisa confronto tra monsignor Ravasi e il professor Amaldi sul rapporto tra fede e scienza… sulle orme di Galileo Galilei

di Fabio Vitucci (da La Perfetta Letizia)

Galileo Galilei e il suo pensiero su scienza e fede sono stati i grandi protagonisti dell’incontro-dialogo tra monsignor Gianfranco Ravasi e il professor Ugo Amaldi nella cattedrale di Pisa, in occasione dei festeggiamenti per l’Anno internazionale dell'Astronomia, indetto dall’ONU per celebrare i 400 anni delle prime osservazioni astronomiche e dedicato al grande scienziato e astronomo pisano. Ravasi ed Amaldi sono stati salutati dall’arcivescovo di Pisa, monsignor Benotti, che ha sottolineato come la Cattedrale di Pisa e l’intera Piazza dei Miracoli siano ancora permeati dal genio e dalle sperimentazioni di Galileo, che nel Battistero è stato battezzato, nel Duomo, osservando le oscillazioni di una lampada sospesa nella navata centrale, ha scoperto l'isocronismo delle piccole oscillazioni di un pendolo e dalla Torre ha fatto cadere i gravi che gli hanno permesso di formulare il cosiddetto principio della relatività galileiana. L’arcivescovo ha quindi lasciato spazio ai due “contendenti” citando l’enciclica Fides e Ratio di Giovanni Paolo II: “La fede e la ragione sono le due ali con cui lo spirito umano si eleva”.

“Se bene la Scrittura non può errare, potrebbe nondimeno talvolta errare alcuno de' suoi interpreti ed espositori, in varii modi: tra i quali uno sarebbe gravissimo e frequentissimo, quando volessero fermarsi sempre nel puro significato delle parole, perché così vi apparirebbono non solo diverse contradizioni, ma gravi eresie e bestemmie ancora; poi che sarebbe necessario dare a Iddio e piedi e mani e occhi, e non meno affetti corporali e umani, come d'ira, di pentimento, d'odio, e anco talvolta l'obblivione delle cose passate e l'ignoranza delle future”. Da queste parole di Galileo e dalla lettura dell’intera lettera del 21 dicembre 1613 all’amico benedettino Benedetto Castelli, sono partite le riflessioni del professor Ugo Amaldi, docente di fisica medica all’università di Milano «Bicocca» e presidente della Fondazione Tera. Subito un omaggio a Galileo: «Tanti avevamo puntato il cannocchiale sulla terra, Galileo è il primo a puntarlo in cielo, facendo un grosso passo in avanti, soprattutto intellettuale. Galileo ci dice, nella lettera alla granduchessa Cristina di Lorena, che la Bibbia ci insegna “come si vadia in cielo e non come vadia il cielo”. Le attuali teorie scientifiche, dalla visione cosmocentrica alla teoria evoluzionistica, fino alle più moderne concezioni fisico-astronomiche, che annullano il predominio dell’uomo e ne mostrano la marginalità nell’universo, possono coesistere con la fede ebraico-cristiana (e non solo) che mette l’uomo al centro della creazione?».

Ha raccolto la provocazione Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura: «La Bibbia non nega la ‘fragilità’ dell’uomo. Il salmo 8 dice “Se guardo la luna, il cielo e le stelle, che cosa è l’uomo perché mi ricordi di lui?”. Ma questa sua fragilità non impedisce al Dio-con-noi della Torah di amarlo e di porlo al centro del mondo, dandogli il principio della conoscenza e quello della libertà. Non è la grandezza cosmica quella con cui misurare l’uomo…». E citando Pascal, Ravasi ha ricordato che, anche se misero e debole, l’uomo è sempre più grande di ciò che l’uccide, perché l’uomo sa di morire e conosce la forza del creato su di lui. «Noi non possiamo avere una conoscenza solo di tipo scientifico, ma abbiamo bisogno di tanti tipi di conoscenze, o meglio di meta-conoscenze. Scienza e fede non interferiscono affatto, dato che lavorano su piani separati: la fede parla ed opera sul piano metafisico del mondo, mentre la scienza lo fa su quello fisico».

Monsignor Ravasi ha quindi elogiato gli uomini di scienza: «Lo scienziato non è l’uomo che fornisce vere risposte, è invece colui che pone le vere domande», e ha concluso con le parole del fisico Arno Penzias (“naturalmente” ateo): “Noi abbiamo bisogno della religione, e non perché ci aiuti coi nostri strumenti, ma perché sarebbe orribile vivere in un mondo senza significato!”.


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martedì 21 luglio 2009

Una storia di successo: WIN – Complimenti per gli ottimi risultati

Complimenti a tutti per l’ottimo lavoro!!!

I primi sei mesi di lavoro insieme hanno gia datò importanti risultati e dimostrano che è possibile fare ricerca di eccellenza anche in Italia e fare in modo che questa ricerca non sia fine a se stessa ma riesca a rispondere a reali esigenze dei cittadini.

E’ questa la vera forza di WIN.

Continuiamo cosi

Antonio


Articolo pubblicato su “Affari e Finanza” di Lunedi 20 luglio

Diagnostica se il sensore è "wireless"

LAURA KISS

E’ tra le più giovani startup italiane ma può già far conto su un bel curriculum. E’ Win (Wireless sensor network srl), azienda nata ufficialmente il 6 marzo 2009 composta da giovani imprenditori che si sono conosciuti all’università. La Win realizza reti di sensori e dispositivi biomedicali wireless: tutti i sensori, che hanno dimensioni ridottissime, fanno capo ad un dispositivo base piccolo, semplice e riconfigurabile. L’obiettivo è il costante monitoraggio di parametri medici a partire dalla temperatura corporea, il battito cardiaco, la pressione e così via. I giovani imprenditori di Win sono ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna che si sono uniti ad ingegneri esterni. «Da anni avevamo in mente di mettere insieme le nostre competenze per realizzare i progetti nati durante il periodo universitario», dice Virginia Pensabene, Ceo di Win. «L’occasione per la sfida è arrivata nel 2007 con il bando nazionale Giovani idee cambiano l’Italia promosso dall’allora ministro delle politiche giovanili Giovanna Melandri: tre di noi hanno partecipato, classificandosi primi tra 15.000 partecipanti. Con questo premio abbiamo trovato l’occasione e la forza per proporre una nuova idea per il monitoraggio costante dei parametri fisiologici dei pazienti».


Il dispositivo, brevettato nell’aprile 2008 e in attesa delle autorizzazioni per la commercializzazione, ha un modulo centrale per trasmettere e ricevere i dati in modalità wireless tramite il protocollo di comunicazione ZigBee, simile al Bluetooth. Ad esso si collegano i sensori necessari alla misurazione di numerosi parametri fisiologici: temperatura corporea, pressione, postura, battito cardiaco. Al modulo base sono poi collegati la batteria, un display e un bit sonoro per gli allarmi. Le dimensioni dei sensori sono quelle di una moneta da un euro, in modo da poter facilmente integrare il sistema su una fascia toracica come quella che si usa per misurare l’attività cardiaca durante la corsa, o su bracciali per misurare la pressione o ancora in dispositivi innovativi di nuova concezione. Il paziente, a seconda della propria necessità o dei suggerimenti del medico, può sostituire il sensore con uno con diverse funzionalità, attivando il dispositivo in modo immediato e senza necessità di assistenza tecnica. «Ciascuno di questi dispositivi è in grado di comunicare con gli altri e di inviare i dati ad una centralina, il tutto grazie a un pc collegato ad internet o un cellulare», spiega Pensabene. «Si possono collegare fino a 6.000 pazienti allo stesso tempo e in questo modo ridurre i costi di monitoraggio dei malati negli ospedali. Inoltre, il dispositivo è utilizzabile facilmente anche da casa e i dati di ciascun paziente possono essere direttamente disponibili al medico o ai familiari oppure essere immagazzinati e organizzati in cartelle cliniche dedicate».


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Diciamo si al risparmio energetico

di Maurizio Sereni (PD Pisa - Consulta Governo del Territorio)

Mentre nel mondo si mettono in campo grandi investimenti per lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, con lo scopo di farne una leva di ripresa economica, il Governo italiano ha deciso con un ddl di reintrodurre la possibilità della costruzione delle centrali nucleari sul proprio territorio, suscitando molti dubbi, fra cui le note deficienze italiane in termini di lunghezza dei tempi di realizzazione, di certezza dei costi e di corretto smaltimento delle scorie.
Il momento di porre un cambiamento di direzione nelle politiche energetiche è invece proprio adesso, nel pieno della crisi economica mondiale e deve accompagnarsi ad un mutamento culturale avente come riferimento il rispetto delle indicazioni del protocollo di Kyoto e successive leggi.

L’ascolto del territorio e di chi lo amministra dovrebbe indurre a decisioni diverse: ad esempio, per la Toscana, una politica di investimenti ed un quadro di regole con al centro il patrimonio di ricchezza ambientale, architettonica e del sapere unito alla tecnologia sempre più avanzata, è già oggi in grado di svolgere il ruolo di volano di ripresa per una parte delle proprie aziende e relativi indotti.

In questa direzione vanno anche i contenuti del Regolamento di Edilizia Sostenibile, in fase ultimativa di discussione, del Comune di Pisa: le coordinate su cui si basa sono la realizzazione della Progettazione Integrata degli immobili, al fine soprattutto di conseguire il massimo risparmio energetico e la possibilità di accesso ad incentivi per l’autoproduzione di energie rinnovabili, premiando maggiormente gli interventi su edifici di piccole dimensioni rispetto ai grandi.

Questo Regolamento, unito agli altri atti già posti in essere che interessano l’urbanistica e la qualità della vita, descrivono scelte politiche precise, delle quali il Partito Democratico è il motore, dove il progetto di governo del territorio è in profonda evoluzione, ma dove primario risulta essere il rispetto delle proprie prerogative ambientali e di vivibilità dei propri cittadini.


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domenica 19 luglio 2009

Ho scelto: appoggio Dario Franceschini‏

Care amiche/i,

come avevo annunciato in privato ad alcuni di voi, ho riflettuto molto prima di decidere quale mozione sostenere. Ma dopo aver letto la proposta politica di Dario Franceschini (che già stimavo molto prima) non ho dubbi: sosterrò la sua mozione e spero che tutti voi (che mi avete dato una mano in questi mesi) la sosterrete con me.

La scelta non è stata semplice (anche la mozione di Marino in alcuni punti mi intrigava) anche perché sin da subito ho capito che non erano in campo solo tre candidati diversi, ma tre candidati che hanno idee diverse su cosa deve essere il PD. E prima volevo capire come si ponevano i tre candidati di fronte a temi importanti come la forma del partito, la laicità, l’idea di economia, ecc.

Ho scelto la mozione Franceschini perché (10 buoni motivi ma ce ne sarebbero altri):

- A differenza di quella di Bersani (almeno a livello superficiale, poi credo che anche per Bersani non sia cosi) non prevale un sentimento di nostalgia. Si ha voglia davvero di un partito plurale e non di un partito omogeneo dal punto di vista organizzativo, ma anche e soprattutto culturale e politico;

- Si ha voglia di costruire la casa comune dei riformisti, in un partito che valorizza storie e culture differenti (a volte anche troppo)…ma va oltre queste storie per delineare identità nuove ed originali;

- Crede nel valore delle primarie quale strumento fondativo del Partito Democratico. Con regole chiare e meglio definite che consentano di votare a chi è un elettore del PD, anche se non è iscritto. Un partito di militanti aperto agli elettori delle primarie con i circoli che non diventino solo uno strumento di conte congressuali;

- Si basa su 5 parole non scontate: FIDUCIA, REGOLE, UGUAGLIANZA, MERITO e QUALITA’. Io ci aggiungerei anche una sesta parola: CONCRETEZZA (la gente ne ha bisogno..cerca posizioni semplice ma chiare e concrete);

- Declina la parola merito (per sottrarsi alla retorica della meritocrazia) come la leva per superare molte delle ingiustizie sociali che opprimono la nostra società, per rimettere in moto la mobilità sociale. Merito non come competizione sfrenata ma come riconoscimento dei talenti,dell’impegno e del valore del lavoro. Il merito per rompere l’immobilismo che frena la crescita della nostra economia;

- Nei mesi in cui è stato segretario è riuscito a tenere fermo il timone del partito. Ha saputo parlare a lavoratori ed imprenditori, ha fatto una opposizione dura partendo dai principi fondativi del PD , ottimamente sintetizzati da Walter Veltroni;

- Se vincerà... lo farà senza sconfitti. Questo partito ha bisogno di crescere sia in numero che in contenuti. E la sconfitta di una parte non deve voler dire l’automatica eliminazione di un modo diverso di voler raggiungere i medesimi obiettivi;

- Ha posto al centro del suo programma la GREEN ECONOMY intesa non sol ocome risposta, indifferibile, alla crisi climatica, o come fattore di riequilibrio geopolitico. Ma anche come il modo piu serio e lungimirante per affrontare la crisi economica, come fattore fattore strategico di innovazione, di nuova occupazione, in definitiva di sviluppo.Non ha caso la green economy è alla base del successo di Obama;

- Vuole un partito federale e aperto, plurale e laico. Una forza innovativa capace di leggere e governare il cambiamento;

- Non torneremo indietro, ad un centro–sinistra con il trattino, basato su una divisione dei compiti nel raccogliere consenso o nel rappresentare pezzi di società. Solo ipotizzarlo significa dichiarare fallita l’esperienza del PD.


In venti mesi abbiamo fatto tanto... ma non è bastato. Credo che da questo lavoro dobbiamo ripartire (anche dai nostri errori) per costruire il partito NUOVO. Un partito, e lo ripeto alla noia, che coltiva le diversità culturali al suo interno come una ricchezza, ma che cerca ed in poco tempo TROVA la sintesi.

Un abbraccio a tutti e spero di continuare insieme il percorso di innovazione nelle forme e nei metodi della politica

Antonio


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Ecco perchè ho abbandonato giovedi 16 la seduta del Consiglio Comunale

Care amiche/i,

vi scrivo due righe, dalla ridente Basilicata, su quanto successo giovedi in Consiglio comunale, anche per evitare inutili strumentalizzazioni da parte di Consiglieri della Minoranza, che mi citano in alcune loro dichiarazioni sulla stampa locale. In due parole, dopo la mancata elezione del difensore Civico e prima della votazione della III variazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche, io ed un altro consigliere del PD abbiamo lasciato l’aula.

A seguito di questi eventi, oltre che delle dimissioni di Stefano Landucci da Presidente della III ccp, i giornali (stimolati da alcuni consiglieri dell’opposizione) parlano di spaccature all’interno del PD. In realtà non è propriamente cosi... si tratta solo di piccole difficoltà nella costruzione di un nuovo grande partito riformista. Ma non tutti, anche all’interno del PD, hanno voglia di creare una forza che crede nel futuro, che crede nelle riforme come chiave per il cambiamento di cui l’Italia (ed in alcuni settori anche Pisa) ha bisogno per uscire dalla stagnazione e dall’immobilismo.

I percorsi più ardui (superare le barriere sociali) sono anche i più stimolanti. Per questo motivo in alcuni casi si puo cadere, ma bisogna avere la forza di rialzarsi e dare alcuni segnali chiari. E’ quello che abbiamo fatto lasciando l’aula giovedi scorso prima della votazione su un atto importante come la III Variazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche, dopo che alcuni nostri colleghi nel segreto dell’urna (proprio per limitare questo nuovo modo di fare politica basato sul merito come leva per rimettere in moto la mobilità sociale) hanno deciso di non seguire le parole del Nostro Capogruppo Ranieri del Torto, che dichiarava che anche in accordo con alcuni pezzi dell’Opposizione avremmo votato Paolo Sanna come Difensore Civico (ragazzo molto giovane, scelto per le sue qualità professionali e non perché dispone di padrini importanti... se non è politica nuova questa!!!!)

La nostra uscita dall’aula non ha motivazioni politiche ma chiede che si rispetti il lavoro fatto all’interno del gruppo Consiliare e che non ci siano interferenze esterne... o accordi sottobanco che decidano secondo i classici sistemi di cooptazione basati su relazioni familiari, professionali, associative o di altre genere.

Dobbiamo avere la forza di superare queste dinamiche “vecchie”! Solo cosi potremo davvero costruire un grande partito riformista. Non ci sono stato fino ad oggi e non continuerò a starci anche nel futuro. A volte servono segnali forti per riportare dritto il timone!!!!

Un abbraccio

Antonio


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Auguri Dimitri e Lella...per voi gioia e salute‏


Utilizzo il blog per fare tanti auguri a due cari amici, Dimitri e Lella, che ieri hanno convolato a nozze.






Una bellissima giornata (con un piccolo inconveniente: i testimoni avevano dimenticato gli anelli nuziali), che gli sposi sono riusciti ad allietare con il loro sorriso e la loro complicit
à.


Un grande augurio a loro ed alle loro famiglie

Con affetto

Antonio




P.s. E’ stato troppo bello trascorrere questa giornata con i miei amici d’infanzia e i compagni di classe del liceo





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mercoledì 15 luglio 2009

Un anno di governo della città‏

Cari amici vi invito a partecipare, a nome del Sindaco Marco Filippeschi, alla “Presentazione del resoconto del primo anno di governo della città” che si terrà Lunedì 20 luglio alle ore 18 presso gli Arsenali Medicei in Lungarno Simonelli.

Spero di incontrare tanti di voi anche per un saluto prima della pausa estiva

Un abbraccio
Antonio



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venerdì 10 luglio 2009

Salviamo il Pisa Calcio

Incredibile giornata ieri in consiglio comunale‏

Giornata rocambolesca ieri in Consiglio Comunale. Quando sembrava risolversi al meglio la questione dell’iscrizione del Pisa calcio al campionato di Prima Divisione ecco il colpo di scena, purtroppo negativo e dagli effetti che potrebbero rivelarsi irreversibili per la sorte del Pisa Calcio. Il Sindaco stava per rappresentare al Consiglio la decisione da parte della famiglia Gentili-Mian di aiutare con un prestito ponte (come richiesto dall’Amministrazione) il Pisa Calcio a iscriversi al prossimo campionato di Lega Pro. Tutto questo era stato possibile grazie all’intervento dell’Amministrazione comunale e al costante impegno dei tifosi. Ma l’intervento del mio amico Andrea Bottone (che tutta la città dovrebbe ringraziare per l’impegno e la professionalità dimostrata in queste settimane) ha stimolato il Sindaco nel chiedere al Presidente di Lega Abete alcune informazioni aggiuntive, che purtoppo hanno messo in risalto una incredibile ed inaspettata verità: per salvare il Pisa servono 5 mln di euro.

Quello che racconta il Sindaco è, a dir poco, surreale: "Le date e gli orari dei fax che la Commissione ha inviato alla società del Pisa Calcio dimostrano che questa già da mercoledì scorso era a conoscenza del grave ammanco. Peccato che si è dimenticata di comunicarlo alla città che era impegnata in una corsa contro il tempo per raggiungere la cifra necessaria all'iscrizione. Questo è gravissimo, perché si tratta di rilievi che chiudono le porte all'iscrizione proprio mentre i tifosi si stavano ancora spendendo per raggiungere l'obiettivo".

Tutti maggioranza ed opposizione hanno applaudito l’intervento del Sindaco che ha chiesto a tutti di stringersi intorno alla squadra e provare a mettere insieme le risorse necessarie per salvarla. Purtroppo però il destino del Pisa è soprattutto nelle mani di Luca Pomponi che ha tempo fino a domani per presentare ricorso alla COVISOC. Le condizioni imprescindibili sono:
- dimostrare di aver ridotto la carenza patrimoniale di almeno 4,2 milioni di euro;
- versare 2,7 per contributi e stipendi;
- presentare una nuova fidejussione da 100mila euro emessa da una banca italiana.
Se cosi non sarà il Pisa non verrà iscritto alla Lega Pro. Mi auguro che ciò non accada…e che Luca Pomponi all’ultimo tuffo trovi le risorse per permettere di sopravvivere ad una squadra dalla grande storia e con un grande tifoso.

Almeno fino a domani io ci crederò!!!

Antonio


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venerdì 3 luglio 2009

Il punto: Pd, tertium (non) datur

Concordo appieno con le posizioni degli amici del CFP!!! E sicuramente questi sspunti mi saranno d’aiuto nella mia trasferta romana da LIBERI E DEMOCRATICI

Vi terrò informati

Un abbraccio

Antonio


Uno, due e tre. Anzi, no: uno, due e basta. Tertium non datur. Non si sfugge: o il Pd di Franceschini o il Pd di Bersani, punto. E chi non è contento si adegua o sta a casa. Ma è proprio così? Quello che manca è lo spazio politico tra i due “giganti” pigliatutto o è solo mancato l’uomo, appunto il terzo uomo (o donna)? Se le poltrone da primo cittadino non si sono rivelate trampolino sufficiente per dare l’assalto al cielo democratico, ancor meno le grida ambiziose della nebulosa dei quarantenni sono riuscite a produrre uno straccio di contesa al vertice del partito. E così, salvo sorprese, niente terzo - anche se la partita a due è già da considerare un rilevante passo evolutivo se paragonato alle età primitive delle primarie secche, plebiscitarie, delle primarie con vincitore già assegnato.

Eppure, non è senza rammarico che prendiamo congedo dalla possibilità di un acrobatico passaggio a nord-ovest che ridefinisse i confini di un paradigma democratico confusamente dibattuto tra l’ansia di dimostrare di essersi adeguato al nuovo e la reticenza ad abbandonare anguste radici.

Perché, certo mancherà l’uomo o la donna ma non lo spazio politico. Forse il problema è dovuto dal fatto che questo spazio non è di così facile decifrazione, perché non si tratta esattamente di un altrove, di una terzietà assoluta, quanto piuttosto di una sorta di terza dimensione del discorso politico che dovrebbe attraversare gli attuali progetti proposti da Bersani e Franceschini come una diagonale, ovvero come una linea di fuga in grado di essere tangente a questi progetti là dove essi compiono il massimo sforzo d’innovazione senza tuttavia riuscire ad essere pienamente convincenti perché l’innovazione che essi intravedono è come una sorta di nuovo orizzonte tuttavia ancora scorto attraverso vecchie lenti.

In ogni caso, il linguaggio – in quanto rivelatore dell’idea – è sufficiente a dimostrare che per quanto ci si sforzi di declinare una proposta politica secondo nuove istanze, il pensiero ovvero i concetti che ne sono il motore, restano inesorabilmente ancorati al passato. E questo vale per tutti i temi: dalla sfida ambientale al welfare, dal paradigma energetico all’universo dei lavori, dalla riscrittura della grammatica finanziaria alla sostenibilità di un assetto internazionale acefalo. I problemi sono nuovi, l’approccio no. Se pensare il futuro, immaginarlo, prefigurarlo, tallonarlo, è da sempre la più ardua impresa per l’uomo, agire-nel-presente-per-il-futuro è la sfida propria del politico.

Dinnanzi a questa ennesima occasione di ripensamento che il Partito democratico è obbligato ad affrontare, il nostro augurio è che il tributo che andrà pagato al vecchio non sia tale da mortificare del tutto quelle scintille di nuovo linguaggio, ovvero di nuovo pensiero, e di nuove volontà che già oggi sono un patrimonio inestimabile non solo del Partito democratico ma del paese intero. (E non c’è bisogno di sottolineare quanto il Pd, e l’Italia, abbiano terribilmente bisogno di questa nuova linfa).

Centro di Formazione Politica


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Campioni del mondo!!!


Non dimentichiamo mai le potenzialità e i successi nel mondo del nostro Belpaese!


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lunedì 29 giugno 2009

TRA LA MOVIDA E IL SONNO SI SCELGA IL RISPETTO DELLA LEGALITA’

L’iniziativa proposta dal Comitato in merito agli sforamenti di decibel e al degrado urbano notturno rilevato frequentemente da molti abitanti del centro storico ha stimolato un dibattito effervescente, ma allo stesso tempo civile, consentendo di mettere in chiaro le scelte della giunta e della maggioranza in queste direzioni. Credo sia giusto ringraziare i cittadini che hanno promosso questa occasione di dibattito e di pubblico impegno delle istituzioni, utilizzando modi civili, con chiarezza di argomenti e di richieste e con grande partecipazione.

L’assessore Eligi, come primo e più immediato intervento da parte dell’Amministrazione da sottoporre all’attenzione del Consiglio, ha spiegato modi e tempi con i quali si intende eliminare il fenomeno abusato della musica ad alto volume fuori dai locali in orari fuori legge ed in questo senso si esprime una volontà immediata del rispetto della salute dei residenti e di ritorno alla legalità ed al controllo come da leggi ed ordinanze vigenti.

Allo stesso tempo, come sintetizzato nella mozione presentata dalla nostra maggioranza e votata da 21 consiglieri, si sottolinea che piuttosto che stressare la dicotomia tra movida e sonno è importante consentire il rispetto della legalità attraverso atti amministrativi concreti e non discrezionali (censimento degli spazi cittadini entro ottobre, piano sui servizi igienici del centro storico, revisione del Regolamento delle attività rumorose), in linea con i primi dispositivi approvati dall’Amministrazione e dal Consiglio dall’inizio della legislatura (ordinanza per le misure a tutela della vivibilità e del decoro e della sicurezza urbana, patto con gli esercenti con premio orario previa assunzione di una serie di responsabilità, etc).

In questa direzione tutti gli interventi dei consiglieri di maggioranza hanno evidenziato che assieme al dovuto rispetto delle ordinanze e delle leggi, è fondamentale dare corpo al Progetto di città espressa nel programma del Sindaco, attraverso un percorso che sia il più possibile inclusivo (nella mozione approvata è richiesta la creazione di tavoli di concertazione permanente tra istituzioni e cittadini) e consenta di superare i problemi di “coesione sociale” attualmente esistenti.

E’ necessario una città dove gli spazi aggregativi e d’intrattenimento siano molteplici e collocati nell’intero contesto urbano con prevalenza al di fuori del centro storico, chiamando all’impegno e alla responsabilità anche l’Università, la cui funzione importante per la vita economica e sociale cittadina non può prescindere dal riconoscimento di una forza numerica degli studenti residenti e non, aumentata considerevolmente negli ultimi anni e chiedendo un maggior coordinamento tra Polizia Municipale e Forze dell’Ordine (da includere negli accordi con la Prefettura) per definire un sistema di controllo piu efficace che individui chiaramente gli organismi a cui far giungere le segnalazioni e le denunce dei cittadini per garantire un adeguato pattugliamento notturno.

Una città non deserta e vissuta civilmente nel rispetto delle leggi e secondo regole di buona convivenza anche nelle ore serali, sono certo, che potrà rappresentare, anche una garanzia di sicurezza per tutti i cittadini.

Cosa ne pensate?

Antonio


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giovedì 25 giugno 2009

Stazione Leopolda: Sarà il caso di ripensare la modalità di gestione?

Caso Stazione Leopolda, tutto confermato. In un senso e nell’altro. L’attuale cartello di associazioni che gestisce la struttura di piazza Guerrazzi (la Casa della Città Leopolda) terrà effettivamente domani le elezioni per il rinnovo dell’ufficio di presidenza. E l’Arci ha deciso di non presentare in questa fase propri candidati. In ogni caso il punto focale dell’intera vicenda resta il bando che l’amministrazione comunale lancerà in autunno per individuare il futuro gestore della Leopolda.
Venerdì sera scorso si è tenuta la prevista riunione tra le associazioni alla presenza dell’assessore Maria Paola Ciccone, che ha la delega alle politiche giovanili. Le parti hanno mantenuto le loro posizioni. In estrema sintesi, la Casa della Città Leopolda ha scelto di andare alle elezioni, allargando l’ufficio di presidenza da 4 a 7 componenti, per essere interlocutore più autorevole verso il Comune in vista del bando. L’Arci ha ribadito invece la convinzione di restare alla finestra, proprio in attesa che venga emanato il bando stesso e dunque con le nuove regole già scritte.
L’assessore Ciccone ha inteso soprattutto rimarcare come la scelta di andare all’emissione del bando pubblico sia la soluzione che meglio risponde alle esigenze di trasparenza, rinnovamento ed arricchimento della compagine destinata a gestire la Leopolda, auspicando l’ingresso di ulteriori associazioni. Tra l’altro, questa scelta s’inquadra anche nel percorso individuato dal consiglio comunale, che d’ora in avanti svolgerà un ruolo di controllo verso la struttura.
Il Comune nel frattempo ha ufficializzato la decisione di prorogare l’incarico alla Casa della Città Leopolda, in scadenza il 30 giugno. La proroga arriverà fino all’autunno, quando sarà emanato il bando. Le procedure sono state avviate.
«Bisognerà tener conto - anticipa l’assessore Ciccone - di due esigenze: da un lato una gestione sociale della struttura, sempre più aperta alla città, in attuazione del mandato del sindaco; dall’altro, garantire una gestione virtuosa come l’attuale, che è sempre arrivata al pareggio di bilancio».
Dal Comune non saranno destinate risorse economiche alla Leopolda, che dovrà provvedere all’autofinanziamento. «Devo dire - aggiunge l’assessore Ciccone - che il confronto si è svolto in un clima comunque positivo e costruttivo, al di là delle posizioni in campo».


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sabato 20 giugno 2009

Lucani in festa

Portare tutti i sapori, i costumi e le tradizioni della Basilicata a Pisa: questo lo scopo della festa del 26 giugno presso il circolo Pisanova in via Frascani organizzata dalla nascente “Associazione dei Lucani a Pisa”. Una festa a cui sono invitati tutti, dai lucani che lavorano o studiano a Pisa, agli amici della Basilicata, fino a chiunque abbia la semplice curiosità di conoscere i segreti e le magie di questa terra che ha conservato tutta la selvaggia bellezza e la storia del passato.

Appuntamento dalle 19 per un aperitivo di benvenuto, e poi via alla festa con 4 grandi aree sulla Basilicata con musica, libri, video e foto, il tutto allietato da un grande buffet di prodotti e gusti tipici della regione.


Noi vi aspettiamo tutti, lucani e nostri amici! ;)


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venerdì 19 giugno 2009

Fare sistema per salvare il Pisa

Il dibattito tenutosi ieri in Consiglio Comunale (pieno di stimoli interessanti e propositivi) dimostra sempre di più quando la città tenga alla sua squadra. Una squadra ed una tifoseria che ha pochi eguali in Italia e che non merita di giocare in Prima Divisione, e men che meno in categorie inferiori. In questi giorni l’Amministrazione, gli imprenditori, la città, i tifosi, le banche si tanno muovendo bene con l’ottica comune di iscrivere la squadra al prossimo campionato di Prima Divisione. Ma questo non può bastarci: da queste difficoltà, se riuscissimo davvero tutti a fare sistema, potremmo cogliere la grande opportunità di offrire alla città un progetto sportivo/imprenditoriale serio. Un progetto che consenta di creare un settore giovanile di valore, una società che unisca competenze calcistiche a competenze manageriali, che valorizzi il territorio e le sue esperienze e professionalità.

In questa direzione plaudo con forza all’iniziativa dell’Avv. Bottone e, come detto nel mio intervento in Consiglio Comunale, credo sia opportuno che l’Amministrazione Comunale, oltre a continuare a svolgere in maniera ottimale il ruolo di garante dell’operazione, si impegni a facilitare incontri tra gli imprenditori locali per sostenere l’iniziativa SalviamoC1 e mettere a sistema le più importanti risorse presenti sul territorio.

Antonio

Segue nel resto del post l'ordine del giorno del Consiglio Comunale di ieri

ORDINE DEL GIORNO: SITUAZIONE PISA CALCIO


A seguito della discussione dell’argomento “DRAMMATICA SITUAZIONE DEL PISA CALCIO” iscritto all’ o.d.g. del Consiglio Comunale del 18/6/2009,

Sentita l’informativa del Sindaco sulla situazione della squadra cittadina;

Considerato necessario che la città, attraverso le sue istituzioni, faccia ogni sforzo, in primo luogo sollecitando l’attuale proprietà al rispetto dei propri impegni, perché il Pisa Calcio possa essere iscritto al prossimo campionato di 1° divisione (ex C1) della Lega Professionisti nei termini regolamentari previsti;

Preso atto che il Consiglio Comunale è impegnato a sostenere il Sindaco nel lavoro svolto per la soluzione dei problemi di emergenza che oggi occorre affrontare, ma soprattutto per le azioni di prospettiva , inducendo la città a “fare sistema” con la propria squadra di calcio;

INVITA IL SINDACO E L’INTERA GIUNTA

a promuovere tutte le iniziative atte a trovare, insieme a tutte le realtà sportive, sociali, economiche che si renderanno disponibili, una soluzione positiva, utile ad assicurare alla squadra di calcio una prospettiva più rasserenante ed adeguata alla passione ed all’amore che la città intera ha sempre dimostrato verso la squadra stessa.


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Perché rifiutare l’astensione, perché votare Sì

di Stefano Ceccanti

1. La prima scelta è quella tra voto e non voto. Le grandi culture politiche che hanno dato vita alla Costituente ci hanno trasmesso l’importanza del voto libero e segreto come dovere prima che come diritto. Siamo sicuri che sia un progresso sbarazzarcene? Prima che per i singoli cittadini il problema si pone per coloro che hanno un ruolo di orientamento educativo, a partire da vescovi, costituzionalisti e parlamentari. Legittimare autorevolmente l’astensione è sempre sbagliato, anche per i referendum abrogativi per i quali è previsto un quorum molto elevato, pensato in una società in cui votava più del 90% degli elettori. I referendum, come ricordava Moro alla Costituente, sono un importante strumento contro le possibili prevaricazioni di una maggioranza parlamentare ai danni dell’elettorato. Se accettiamo il trucco per cui chi è contrario al risultato anziché fare una battaglia limpida per il No, gioca ad annettersi l’astensionismo cronico, quello che va ormai oltre il 30%, perché è più facile vincere spingendo solo un altro 20% al non voto, svuotiamo uno dei pochi contrappesi che esistono. Né è accettabile criticare tale atteggiamento a giorni alterni: aderendo per i referendum che si vogliono osteggiare e criticandolo per i referendum che si vogliono sostenere. Su questa Agenzia molte voci si levarono a criticare la scelta del cardinale Ruini sulla procreazione assistita. Spero che, per coerenza, quelle stesse persone mantengano la critica al machiavellismo dell’astensionismo e, se contrarie, si schierino francamente per il No. Per di più, in questi ultimi giorni, dopo un incontro privato, Bossi e Berlusconi hanno concordato uno scambio tra astensione al referendum e sostegno al ballottaggio: merita di andare a votare anche contro questo ennesimo episodio di uso privatistico delle istituzioni, elle regole comuni, da parte dell'attuale maggioranza.

2. La seconda scelta è quella tra Sì e No. Essa deve prendere le mosse dall’attuale legge elettorale, la cosiddetta “porcata” (il Ministro Calderoli, uno dei principali sponsor dell’astensionismo). L’obiettivo politico dei quesiti è quello di rimettere in discussione quella bruttissima legge. I quesiti non sono dei fini in sé, sono gli strumenti per raggiungere quegli obiettivi e si devono muovere secondo gli orientamenti della Corte costituzionale, limitandosi a sottrarre norme che lascino comunque operativa la legge. Coi quesiti si poteva proporre di togliere le candidature plurime, che fanno scegliere gli eletti anche dopo il voto, ma non si poteva reintrodurre il collegio uninominale. Non a caso in Parlamento abbiamo presentato varie iniziative per raggiungere quell’obiettivo, a cominciare dall’idea semplice di una legge di un solo articolo per ripristinare la legge Mattarella. E’ poi infondata l'accusa secondo cui con la vittoria del Sì verrebbe data la maggioranza assoluta dei seggi al partito che ha ottenuto una maggioranza solo relativa di voti, perché questo è già possibile con la legge in vigore. Anche al fine di mantenere la scelta diretta dei governanti da parte dei cittadini arbitri sarebbe certo preferibile il collegio uninominale anziché il premio di maggioranza, ma ciò è possibile solo dopo un successo del Sì. Dal punto di vista politico, al di là dei tecnicismi, il successo dell’astensione o del No portano sicuramente al mantenimento della legge Calderoli; dopo un risultato del genere nessuno riuscirebbe a sollevare di nuovo la questione di una sua riforma. Chi si astiene o vota No non venga quindi poi a lamentarsi ancor della legge vigente. Al contrario, proprio perché una forza importante della maggioranza, la Lega Nord , in caso di successo sarebbe radicalmente contraria alla legge che risulterebbe dai quesiti, proprio questo fatto costituirebbe una polizza di assicurazione per una successiva riforma parlamentare.

3. Per il resto rinvio per completezza al bel documento “Democratici per tre sì” proposto da Augusto Barbera, Sergio Fabbrini, Carlo Fusaro, Marco Ivaldo, Claudia Mancina, Andrea Morrone e Michele Salvati, a cui si può aderire sul blog http://democraticitresi.ilcannocchiale.it/


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lunedì 15 giugno 2009

E dopo venne l’estate e le giornate erano lunghe....

L’esito della tornata elettorale delle europee e delle amministrative ha fotografato i reali rapporti di forza tra maggioranza e opposizione e ha messo a fuoco un delicato passaggio di grado della competizione in atto: quella tra PdL e Lega e quella tra PD e Idv. Alle amministrative abbiamo poi avuto la conferma che anche su scala locale roccaforti non ve ne sono più: vince chi si presenta con proposte credibili per governare il territorio, le rendite di posizione sono sanzionate... ed è bene che sia così! Ad ogni modo, consapevoli che per l’opposizione si debba ripartire dai fondamentali (forse è vero che i riformisti non hanno un’idea di società da proporre agli italiani dalla lontana Conferenza programmatica del PSI della ‘primavera’ del 1981...), con tanta tantissima umiltà, vorrei proporre solo alcune questioni politiche, nei confronti delle quali non si deve avere l’ansia di rispondere in modo affrettato (la gatta frettolosa fece i gattini ciechi!).

a) Quale sarà l’evoluzione del sistema partitico italiano, a prescindere dall’esito referendario? Bipolarismo, bipartitismo o che altro?
b) PdL+Lega, PD, IdV, UdC, gli altri: siamo di fronte a blocchi politici e conseguenti blocchi sociali contrapposti? O tutto è molto più vischioso?
c) PD: non solo che cos’è e che cosa non è, ma come è percepito dagli italiani? PD: che cosa dovrebbe e potrebbe diventare (valori, linguaggio, parole d’ordine, politiche)? Quale deve essere la sua articolazione territoriale? Come uscire dalle sue difficoltà strutturali al Nord, ma anche al Sud?

Infine, PD e la sua leadership: come costruire una nuova classe dirigente, a partire dalle zone dove l’assenza o la presenza del PD non è comunque percepita (un po’ come è trattata la filosofia dai non filosofi, ossia quella scienza colla quale o senza la quale si rimane tale e quale…)?

C’è tutta l’estate per studiare, poi a settembre cominciano gli esami di riparazione... Mal che vada, si ripete l’anno: alle bocciature qualcuno ha ormai fatto il callo!


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mercoledì 10 giugno 2009

Quegli smottamenti da non sottovalutare‏

di Paolo Fontanelli (Responsabile Nazionale Enti Locali Pd)

Volterra, Pomarance, Castelnuovo... smottamenti da non sottovalutare. I risultati delle elezioni amministrative non hanno cambiato sostanzialmente le valutazioni politiche che ho fatto sul voto europeo. Ciò che è accaduto per le Province e nei Comuni capoluogo non è molto diverso da quanto avevamo previsto sulla base del voto delle politiche del 2008. Avevamo già detto che il confronto con cinque anni fa non aveva più senso per un ragionamento realmente ancorato ai mutamenti intervenuti sul piano politico. Quindi non è utile un raffronto solo numerico, anche se sono tante, più di ogni altra consultazione amministrativa, le situazioni che vanno al ballottaggio: 21 Province e 16 Comuni capoluogo.

Per un bilancio definitivo dovremo aspettare. E combattere. Però se guardiamo alla qualità del voto, alle caratteristiche territoriali, alla storia degli insediamenti e dei movimenti politici, emergono già una serie di problemi sui quali dobbiamo riflettere. Soprattutto nelle zone con una forte tradizione di sinistra: ci sono smottamenti che non possiamo sottovalutare. Nella nostra provincia mi ha stordito il voto alle comunali di Volterra, Pomarance e Castelnuovo. C’è qualcosa in Val di Cecina che si è mosso da tempo nel profondo e che non abbiamo capito. È come se anche da noi prendesse forma politica una specie di risentimento e di rivendicazionismo localistico. Ne dobbiamo discutere al più presto, ma senza rinunciare a dire che quel voto rischia di condannare quel territorio all’isolamento. Comunque resta forte l’esigenza di fare una discussione vera e approfondita con l’obbiettivo di rivitalizzare e innovare il progetto del Pd.
Le primarie, lo abbiamo visto, non risolvono per niente questo problema. Per questo i tempi del congresso non si possono allungare. Abbiamo bisogno di una riflessione seria su di noi ma anche sulla società italiana: se non si capisce dove siamo e difficile stabilire dove andare.


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I nomi dei consiglieri provinciali eletti nelle file del PD‏

Complimenti a tutti!!!!

Antonio

01 CALCINAIA - PICCHI VALTER 4.631 voti
02 CAPANNOLI - SANAVIO GIACOMO 3.827 voti
03 CASCINA I - RUSSO FEDERICO 2.941
04 CASCINA II - BETTI MICHELANGELO 3.048
05 CASCINA III
06 CASTELFRANCO DI SOTTO
07 FAUGLIA
08 LARI - PICCHI OLIVIA IN MENCACCI 2.934
09 MONTOPOLI IN VAL D´ARNO - VANNI LINDA 4.033
10 PECCIOLI
12 PISA II
13 PISA III
14 PISA IV - CONTI ERMANNO ORESTE FERDINANDO 2.523
11 PISA I
15 PISA V - FERRUCCI IVAN 2.633
16 PISA VI
17 PISA VII
18 PISA VIII
19 POMARANCE - BERTI STEFANO 2.890
20 PONSACCO
21 PONTEDERA - BARTOLI RENZO 3.376
22 SAN GIULIANO TERME I - SBRANA JURI 3.974
23 SAN GIULIANO TERME II -LAZZERINI STEFANO 3.853
24 SAN MINIATO I - GIANI FRANCESCO 3.246
25 SAN MINIATO II - STARNINI ALESSANDRA IN ROLANDI 4.222
26 SANTA CROCE SULL´ARNO
27 SANTA MARIA A MONTE
28 VECCHIANO - BERTONI MATTEO 3.589
29 VICOPISANO
30 VOLTERRA
14 PISA IV - CONTI ERMANNO ORESTE FERDINANDO 2.523
11 PISA I
15 PISA V - FERRUCCI IVAN 2.633
16 PISA VI
17 PISA VII
18 PISA VIII
19 POMARANCE - BERTI STEFANO 2.890
20 PONSACCO
21 PONTEDERA - BARTOLI RENZO 3.376
22 SAN GIULIANO TERME I - SBRANA JURI 3.974
23 SAN GIULIANO TERME II -LAZZERINI STEFANO 3.853
24 SAN MINIATO I - GIANI FRANCESCO 3.246
25 SAN MINIATO II - STARNINI ALESSANDRA IN ROLANDI 4.222
26 SANTA CROCE SULL´ARNO
27 SANTA MARIA A MONTE
28 VECCHIANO - BERTONI MATTEO 3.589
29 VICOPISANO
30 VOLTERRA


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martedì 9 giugno 2009

Brava Serrachiani!

L’unico successo vero che il PD possa esibire al momento è quello della candidatura di Debora Serracchiani in Friuli (oltre che di Andrea Pieroni e della sua coalizione a Pisa). Ma in Friuli il PD ha fatto l’operazione perfetta. Ha preso un candidato capace, e capace di raccogliere consenso, gli ha dato spazio e l’ha appoggiato in campagna elettorale. La sua vittoria è diventata una priorità su cui mettersi a disposizione: lei ha fatto il resto, e già molto aveva fatto da sola.

Di settanta candidati del PD a queste elezioni, però, quel caso è unico. Per nessun’altra delle candidature si sono saldate così potenzialità del candidato e forza della macchina. In alcuni casi ci sono state le prime, in altri la seconda, in altri ancora nessuno dei due. Mai entrambe le cose assieme.

E poi finalmente smettiamo di dire che i giovani sono una categoria protetta! Lei è scesa in campo e (Friuli a parte, dove è stata sostenuta da tutto il Partito) è andata a cercarsi i voti, a parlare alla gente, ma soprattutto ad ASCOLTARLA. Investire ogni tanto sui talenti non farebbe male al nostro partito

Magari per la prossima volta segnamolo su un post-it a Roma… potrà tornarci utile.

Con affetto
A.


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Risultati Elezioni Europee

RISULTATI ELEZIONI EUROPEE:

Elezioni Parlamento Europeo - Risultati definitivi - Domenica 7 GIUGNO 2009 -
Comune di Pisa

Sezioni 86 su 86
Voti validi 46.830 - votanti 48.105
percentuali calcolate sul totale dei voti attualmente scrutinati

Clicca qui per i voti - a cura del Circolo PD di Putignano


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Andrea Pieroni eletto Presidente della Provincia

Passa al primo turno il Presidente uscente, Andrea Pieroni, con 121.477 voti pari al 53,07%. Roberto Sala ottiene il 35,70% dei voti, Andrea Corti il 6,89%, Maurizio Lucchesi il 4,32%.

Risultati con ripartizioni dei seggi a questo link (a cura del Circolo PD di Putignano)


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giovedì 4 giugno 2009

Una sconfitta può cambiarti la vita

Pubblico volentieri un bel editoriale di Massimo Achini presidente del Centro Sportivo Italiano. In queste poche righe è racchiuso il senso delle nostre giornate...

Un abbraccio

Antonio


IL PUNTO - Una sconfitta può cambiarti la vita

Mercoledì scorso tutto il mondo guardava a Roma in occasione della finale di Champions League. Il Barcellona che conquista un sogno, il Manchester che lo vede svanire. È la legge dello sport. Ce lo ricorda San Paolo: «Allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio». Una legge che vale per tutti...In queste settimane, sui campi di tutta Italia, si stanno disputando centinaia di finali dei campionati provinciali CSI. Anche lì, ogni volta, c’è chi vince e c’è chi perde. La settimana scorsa è capitato ad Enzo. Mi trovavo ad assistere ad una finale di Allievi.

Enzo lascia il campo piangendo: la sua squadra ha perso per 1-0 subendo il gol decisivo a meno di cinque minuti dalla fine. Lo seguo con lo sguardo. Si avvicina allo spogliatoio, si toglie le scarpe, le butta nervosamente a terra prima di scomparire sotto la doccia. Facile immaginare la delusione del ragazzo, che ora si ritrova a fare i conti con il saper «vincere la sconfitta». Nello sport prima o poi capita a tutti di perdere. Inevitabilmente capita anche nella vita. Il problema è che oggi viviamo un tempo in cui sembra che perdere sia “innaturale” o addirittura riservato solo a chi è condannato ad essere perdente; un tempo in cui sembra che a contare sia solo il «successo», l’arrivare primi «sempre e comunque». Non c’è niente di più sbagliato e di più falso. La vita non è fatta così, è fatta di vittorie e di sconfitte, di gioie e delusioni, di momenti belli e di momenti difficili. Il problema è che oggi quasi nessuno insegna più a perdere. Nelle scorse settimane ho partecipato a due interessanti dibattiti: a S.Patrignano insieme a Arrigo Sacchi e a Roma insieme a Marcello Lippi. Mi ha colpito il fatto che anche per questi due grandi Mister fosse determinante l’avere a disposizione giocatori capaci di “vivere e accettare” la sconfitta. Se è così per loro , figuriamoci per noi che abbiamo tra le mani ragazzi che non diventeranno mai campioni ma che devono crescere nella vita. Il mondo di oggi fa credere ai giovani che sia possibile il «tutto facile, subito, senza fatica e con successo garantito». Se amiamo i ragazzi non siamo chiamati a rendergli la vita troppo facile. Siamo chiamati ad accompagnarli e prenderli per mano nelle fatiche della vita, sconfitte e momenti difficili compresi. Nel campo centrale di Wimbledon c’è scritto: «Solo quando avrai imparato a domare allo stesso modo quelle due grandi belve che sono la vittoria e la sconfitta, allora potrai dire di essere un campione». Forza Enzo, questa finale persa ti sta aiutando a diventare un grande campione. Devi solo avere il tempo di comprenderlo...

DI MASSIMO ACHINI


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Osservazioni...

Pubblico volentieri una email ricevuta da Paolo, che sottolinea alcune negligenze della Pubblica Amministrazione. Il nostro impegno deve essere quello di ascoltare le osservazioni dei cittadini e tradurle in opportunità. Ringrazio Paolo per riuscire sempre a stimolare la mia attenzione su temi sensibili ed importanti.

Antonio


Antonio, scusa, ma tu l'hai letta la lettera di Federico sul pubblico impiego? Parlava della Regione Toscana o di qualche altro posto? Voglio dire, ti rendi conto che questa risposta può essere adottata come il manifesto di Brunetta?
Sul dirigente allontanato, a quanto mi risulta:
a) il dirigente è stato allontanato perchè indagato dalla magistratura;
b) la magistratura ha ricevuto una segnalazione fatta dagli uffici, ottenuta tramite lettera anonima;
c) il dirigente stava per andare in pensione.
Quindi non era nemmeno un controllo: semplicemente la cosa è saltata fuori, e vi siete mossi di conseguenza su un tizio che stava per andarsene. E il dirigente è quello che controlla l'autoparco. Quello a cui la mia scuola deve "supplicare" di avere un pulmino per fare le uscite che devono fare loro, pagandole anche.

Ciao Paolo


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