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domenica 13 marzo 2011
CONSIGLIO COMUNALE SOLENNE (15 MARZO) - UNITA' D'ITALIA
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A Camp Darby ci sono le bombe a grappolo?
Ottima iniziativa dei deputati pisani del Pd Paolo Fontanelli, Maria Grazia Gatti ed Ermete Realacci, insieme ai colleghi Federica Mogherini, Michele Ventura e Rosa Villecco Calipari, che hanno presentato una interrogazione a risposta in Commissione, chiedendo se è vero che ci sono bombe a grappolo stoccate nella base Usa di Camp Darby.
Ecco il testo dell'interrogazione:
Interrogazione a risposta in commissione
Al Ministro della Difesa per sapere, premesso che
il 20 febbraio i giornali toscani, riprendendo quanto rivela Wikileaks, riportano con evidenza una nota secondo cui le autorità Usa avrebbero domandato al Governo italiano, nella persona del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, se considerava un problema lo stoccaggio a Camp Darby di bombe chiamate “cluster bomb”e avrebbero avuto una risposta rassicurante sul fatto che l’Italia non avrebbe “creato problemi”;
considerando che le “cluster bomb”, definite anche bombe a grappolo, sono una tipologia di ordigni considerata estremamente pericolosa e inaccettabile, per i loro possibili e prolungati effetti negativi sul territorio e sulle popolazioni civili, tanto che sono state messe al bando da una convenzione internazionale Onu, sostenuta anche dal Parlamento europeo, e sulla quale si è pronunciato positivamente anche il nostro Paese pur mancando, ad oggi, l’atto di formale ratifica;
se risulta vero che tali ordigni, chiamati “cluster bomb”, siano stoccati nella base Usa in Italia di Camp Darby;
se è vero che da parte degli USA ci sia stata una richiesta di parere su tale scelta rivolta al nostro Governo;
se e quando il Governo italiano intende ratificare la convenzione sulla messa al bando delle “cluster bomb”.
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sabato 12 marzo 2011
I prossimi appuntamenti in programma
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Mozione PD su rinnovabili
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L'Italia che reagisce: Dalle Proteste alla Proposte per salvare il settore delle Rinnovabili - Polo Tecnologico di Navacchio Martedi 15 marzo ore 17
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mercoledì 9 marzo 2011
Anche il Presidente Rossi contro la scelta disastrosa del Governo
“Questo governo è un disastro: non solo non aiuta la ripresa, ma affossa anche i settori dell’economia in crescita”. Lo afferma Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a seguito del decreto approvato dal Governo che cancella dal 31 maggio tutti i contributi per il fotovoltaico.
“E’ una scelta sbagliata, per il metodo e il merito. Il metodo: si è presa una decisione dalla sera alla mattina – prosegue Rossi – senza consultare nessuno e senza la necessaria gradualità. Nel merito, è ancora peggio: si mettono in crisi famiglie e imprese che avevano avviato investimenti nel settore, si tolgono certezze agli imprenditori, si mette in crisi un settore innovativo per l’economia e l’ambiente e si contribuisce ad aumentare la nostra dipendenza dal petrolio, proprio mentre i prezzi della benzina salgono a cifre record”.
La Toscana è la prima regione in Italia per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (non idriche) con i suoi oltre 1.500 KWh per abitante contro una media italiana di circa 334 KWh. L’Irpet ha calcolato (nel 2007) che la realizzazione degli interventi finanziati dalle sole risorse pubbliche avrebbe prodotto una crescita del Pil dello 0,5% e 7mila nuovi posti di lavoro. E sempre dal 2007 la produzione di energia da fotovoltaico è passata in Toscana da 5,7 MW agli oltre 150 di oggi, a dimostrazione delle forti potenzialità di crescita del settore.
Sono solo alcuni dei numeri della Toscana “green” che hanno fatto conquistare a questa regione il secondo posto nella classifica italiana dell’economia verde stilata dalla Fondazione Impresa. Numeri e prestazioni che adesso subiranno una netta battuta d’arresto.
“Insomma – precisa Rossi – con un decreto si blocca la crescita di uno dei pochi settori innovativi della nostra economia con ripercussioni pesanti sull’occupazione e sull’ambiente”. La Cna toscana stima in 20mila i posti di lavoro a rischio. “Gli incentivi pubblici – dichiara Enrico Rossi – hanno svolto ovunque un importante ruolo di stimolo. Per questo tutti i Paesi europei si sono preoccupati di evitare interruzioni improvvise e traumatiche. La concessione dei contributi deve essere ben programmata in modo da avere il tempo e la possibilità di sostituire gradualmente gli interventi pubblici con quelli privati, come avviene in tutta Europa”.
“E’ stupefacente – continua Rossi – come invece in Italia si decida di mettere in atto interventi che contribuiscono ad aggravare una crisi, già pesante. Per questo motivo – conclude – ho scritto al ministro Paolo Romani chiedendo una modifica del decreto. Sullo stesso tema ho inviato una lettera anche al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, perché, considerando sia i contenuti che la totale assenza di un confronto con le Regioni, la Conferenza discuta della questione e assuma iniziative immediate”.
Il presidente Rossi annuncia anche di aver dato mandato agli uffici legali della Regione perché valutino la sussistenza di presupposti per impugnare il decreto legislativo davanti alla Corte Costituzionale.
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Il PD è il Partito della Costituzione. La più bella del mondo. Il 12 tutti in piazza.
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Presentazione libro Stefano Ceccanti "Al cattolico perplesso" - venerdi 11 marzo 2011 ore 18 Stazione Leopolda PISA
Cari tutti,
con piacere vi invito alla Presentazione del Libro del Senatore Stefano Ceccanti "Al cattolico perplesso", che avrà luogo venerdi prossimo 11 marzo alle ore 18 c/o Stazione Leopolda
Io ci sarò, spero di incontrarvi
Antonio
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martedì 8 marzo 2011
Il decreto rinnovabili va cambiato subito - Ecco l'interrogazione presentata ieri da Realacci e Ferrante alla Camera ed al Senato
“Il decreto sulle rinnovabili, così come attualmente formulato, è una pietra tombale sull’intero settore. Deve essere modificato il più presto possibile, ben prima del 30 aprile, perché getta nella totale incertezza un intero settore e ha già bloccato tutti gli investimenti in essere”, lo affermano l’On. Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd e il Sen. Francesco Ferrante, responsabile Politiche Cambiamenti climatici ed energia del PD, che oggi hanno presentato alla Camera dei Deputati e al Senato un’interrogazione ai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente sul decreto rinnovabili, sottoscritta tra gli altri dagli On. Franceschini e Mariani e dal Sen. Della Seta.
“L’approvazione del decreto”, proseguono Realacci e Ferrante, “ha suscitato un grave allarme in tutte le associazioni di imprenditori del settore delle rinnovabili e nella stragrande maggioranza delle imprese tanto che nelle ore immediatamente precedenti l’approvazione del decreto, il governo ha ricevuto oltre 14mila mail di protesta. Inoltre il sistema bancario ha già annunciato la sospensione dei finanziamenti previsti nel settore e una riunione dell’ Abi sull’argomento, prevista per il 16 marzo”.
“Ci troviamo di fronte ad una decisione di una gravità inaudita che colpisce uno dei settori di punta dell’economia del futuro”, aggiungono Realacci e Ferrante, “ed è tanto più grave se si considera che il settore delle rinnovabili in questo periodo di crisi economica è stato tra i pochi che, in controtendenza, ha aumentato l’occupazione. Nel solo fotovoltaico si stima che siano impiegati, direttamente o indirettamente, circa 120mila addetti”.
“Il decreto nella sua versione approvata”, conclude Realacci che oggi è anche intervenuto in Aula sull’ordine del lavori, “oltre a rendere molto difficile il perseguimento degli obiettivi europei, non tiene affatto conto delle numerosissime condizioni poste nei parere resi all’unanimità dalle Commissioni competenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Un motivo in più per intervenire con urgenza per correggere gli errori e le sottovalutazioni commessi, recuperare le indicazioni giunte dal Parlamento e dalla Conferenza delle Regioni, ed arrivare nel più breve tempo possibile, per non lasciare nell’incertezza l’intero settore, all’emanazione del decreto ministeriale senza imporre tetti limitanti allo sviluppo del mercato e riconoscendo un valore degli incentivi adeguato”.
Questo il testo integrale dell'interrogazione parlamentare presentata da Ferrante e Realacci sul Dl Rinnovabili
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10 Marzo Circolo ARCI Alberone
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Santa Alleanza al secondo turno - di G.A. Falci (www.frontpage.it)
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E' finita la scuola di formazione...davvero una bella esperienza

Pisa è stata per 4 giorni luogo di discussione e dibattito sull'identità del nostro partito con uno sguardo rivolto al futuro. Tantissimi giovani provenienti da tutta Italia. Un grande lavoro da parte dei GD pisani. Una bella atmosfera...nuove amicizie...tantissima partecipazione. 250 ragazze/i iscritti da tutta italia. 500 Persone accorse alle plenarie aperte, tanta voglia di formazione.
Ieri si è conclusa questa bellissima esperienza. Lo abbiamo fatto attraverso la voce di Massimo D'Alema, che si è confrontato sui temi internazionali dalla crisi, alla globalizzazione, alla possibilità di un nuovo ciclo progressista in Europa, ma anche sulla politica locale, fermandosi in particolare sull’identità e la linea politica del partito.
Alla fine è stata una festa, di voci suoni, idee per un'Italia migliore
Ma non è finita li. Al termine del dibattito siamo andati a Visitare il cantiere delle Navi Romane (vi ho presentato la question time alla camera, in cui Bondi non si è neppure presentato, in un precedente Post http://www.youtube.com/watch?v=J2sSW09hj6Y) e gli arsenali medicei.
Una visita davvero interessante che mostra le grandi potenzialità culturali della nostra città e le scelte al ribasso del Governo Nazionale su questi temi. Non essere in grado di trovare 350 mila euro per la manutenzione ordinaria vuol dire non credere nel valore del sito archeologico. Un patrimonio che potrebbe rappresentare anche una grande risorsa turistica per la città e il Paese, senza contare che il suo grande valore culturale basterebbe da solo a giustificarne i finanziamenti (http://www.youtube.com/watch?v=9wfTFTVaAx4&feature=player_embedded)
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lunedì 7 marzo 2011
Trasformiamo i nostri circoli in scuole permanenti di formazione politica - BRAVA BINDI
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9 Marzo: Costituzione Forum provinciale del dipartimento associazionismo, caccia, sport, legalità, giustizia e memoria storica
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'No' ad election day costerà 300 milioni di euro - E' scandaloso
Dire no all'election day significa buttare dalla finestra 300 milioni di euro in un momento di crisi economica per le famiglie e i lavoratori. Non ci sono ragioni logiche per non accorpare nel giorno delle elezioni amministrative anche il voto sui referendum sull'acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento. Il governo ci dovrà spiegare le ragioni di questa scelta sconsiderata quando dal 14 marzo sarà discussa in Aula la nostra mozione.
MOZIONE SI ALL'ELECTION DAY
La Camera,
premesso che:
la Corte costituzionale, in data 12 gennaio 2011, ha deliberato l'ammissibilità di quattro richieste di referendum abrogativo: a) modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione; b) determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma; c) nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme; d) abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale;
in base all'articolo 34 della legge n. 352 del 1970 il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei ministri, indice con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno»;
la legge n. 352 del 1970 che regolamenta i referendum impedisce esclusivamente, come si desume dall'articolo 31, l'abbinamento tra referendum ed elezioni politiche;
nella prossima primavera sono 1.310 i comuni italiani che andranno al voto nelle elezioni amministrative, e tra questi, 11 città che vantano una popolazione superiore a 100.000 abitanti: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Ravenna, Cagliari, Rimini, Salerno, Latina e Novara. Arezzo, Barletta e Catanzaro, appena sotto i 100.000. Si voterà anche per il rinnovo degli organi elettivi della regione Molise e di undici amministrazioni provinciali: Reggio Calabria, Ravenna, Trieste, Gorizia, Mantova, Pavia, Macerata, Campobasso, Vercelli, Lucca, Treviso;
non accorpare la data delle elezioni amministrative 2011 con quella dei referendum sarebbe una scelta molto grave, non solo per il disagio che porterebbe a molti cittadini chiamati a votare per tre volte, per tre settimane, ma anche e soprattutto perché produrrebbe un costo per i contribuenti italiani talmente alto da essere insopportabile;
la crisi economica impone di modulare le scadenze elettorali in modo ancor più attento per esigenze di risparmio della collettività, così da utilizzare le risorse risparmiate a fini di utilità pubblica;
la recente storia elettorale italiana dimostra come l'elettorato appare pienamente in grado di esprimere valutazioni differenziate anche su elezioni che avvengano contestualmente,
impegna il Governo
ad adottare le iniziative di competenza volte a fissare la data di convocazione degli elettori per i quattro referendum abrogativi del 2011 nella stessa domenica in cui sono convocati gli elettori per il primo turno delle elezioni amministrative 2011.
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venerdì 4 marzo 2011
Un polmone verde nel cuore della città - Riqualificare Piazza San Silvestro
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Da oggi la Scuola di Formazione Politica Nazionale del PD a PISA

Parte oggi la Scuola di Formazione politica Nazionale del PD. Vi terrò informati sull'evolvere di una tre giorni di grande valore per il nostro territorio e per creare valori sempre piu condivisi all'interno del PD. 250 Ragazzi da tutta Italia con noi a Pisa a discutere di futuro.
Di seguito una mia intervista di presentazione dell'Iniziativa su Pisa Notizie
"Per noi - spiega Antonio Mazzeo responsabile organizzazione del Pd a livello provinciale - è un fatto molto importante che Pisa sia stata scelta come sede per svolgere questo appuntamento di assoluto livello nazionale e dimostra ancora una volta che la nostra città è un laboratorio dove il confronto politico si riesce a svolgere e dove abbiamo anche le capacità organizzative per svolgere simili iniziative".
"Questa scuola - prosegue Mazzeo - è un mix in cui si incontreranno il mondo della cultura e dell'accademia con quello della politica per discutere dei temi di attualità politica e non solo, con la possibilità anche per chi non si iscrive alla scuola di poter partecipare, visto che le iniziative e le tavole rotonde saranno aperte al pubblico".
Ad oggi sono 225 gli iscritti a questo evento. "C'è una signora di 75 anni - ci riferisce il responsabile organizzazione del Pd - che viene dal Veneto, come il ragazzo di 16 alla sua prima esperienza politica; ovviamente molti sono i pisani ed i toscani presenti".
Questo appuntamento avviene in un momento di profonda crisi del sistema politico italiano in cui non mancano anche le differenze e le discussioni all'interno del Pd. Al riguardo Mazzeo afferma: "Penso che simili iniziative siano molto importanti. Il Partito Democratico è giusto che continui a fare un lavoro di ricerca e definizione della propria identità visto che è nato dall'integrazione di diverse culture. Ma soprattutto credo che questa scuola dia il senso di dove vuole andare il Pd. Spero che la città accolga come sempre ha fatto con partecipazione questo appuntamento, riconfermando ancora una volta il suo ruolo di pensatoio politico".
Il Programma e gli orari completi sono consultabilisul sito http://www.pdpisa.it>
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Ieri ci ho capito davvero poco - torniamo a confrontarci sul futuro della città
Giornata convulsa ieri in Consiglio Comunale. Si è partiti con un question time del consigliere Garzella su alcuni atti non inoltrati dall'Ufficio di Presidenza agli uffici preposti. Definire strumentale il question time è il minimo. L'ho fatto su facebook ieri. Lo ripeto oggi, ancor di piu dopo che il consigliere Garzella (sempre lui) durante una mozione d'ordine sulla richiesta di non far riprendere i lavori del consiglio al Movimento 5 stelle, che aveva ricevuto formale assenso, ha ripreso i temi del question time sottolineando la poca capacità di gestione del Consiglio Comunale.
Su Pisa notizie (http://www.pisanotizie.it/news/news_20110304_riesplode_caso_maccioni.html) oggi ci viene chiesto cosa centri tutto ciò con i problemi della città?
Secondo me non centra nulla! I cittadini (oggi ho ricevuto tantissime email) ci chiedono di continuare il nostro lavoro, che fino ad ora è stato davvero buono! Se qualche piccolo problemino esiste...non serve amplificarlo, ma è importante lavorarci con la solita dedizione per superarlo.
COn la buona volontà e le competenze di tutti i colleghi del gruppo PD e della maggioranza sono certo che a breve torneremo a pensare solo ai cittadini e a rendere Pisa ancora piu bella
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giovedì 3 marzo 2011
L'INCERTEZZA E' NEMICA DEL FUTURO - La bozza di documento sulle energie rinnovabili che verrà votato dal Consiglio dei Ministri
Bene un passo indietro. Ma l'incertezza è nemica del futuro.
Ho appena letto il testo del documento che verrà votato dal consiglio dei Ministri e, anche se ancora non mi convince totalmente, lo ritengo un buon passo indietro. C'è ancora molto da fare per rendere l'Italia un Paese all'avanguardia su questi temi. Un percorso lungo e che le lobbies del nucleare tenteranno in tutti i modi di stoppare.
La politica deve essere in grado di guardare avanti !
Un ringraziamento ad Ermete per il grande lavoro fatto in questi giorni
Antonio
INTERVENTO DI REALACCI
“La situazione non è ancora chiara, ma siamo di fronte ad un importante passo indietro rispetto al colpo mortale che il Governo stava per sferrare alle fonti rinnovabili. Uno stop che si è avuto grazie alla mobilitazione che ha visto impegnati, oltre che il Partito Democratico, anche forze economiche e sociali, addetti al settore, istituzioni e numerosi esponenti della maggioranza a cominciare dal Ministro Prestigiacomo. Ora è prioritario dare subito regole certe per far proseguire positivamente l’Italia nelle rinnovabili, un settore strategico per il futuro del nostro paese e che va migliorato per essere più trasparente, eliminando abusi e sprechi, con procedure semplificate e con contributi decrescenti in modo da favorire le tecnologie più innovative e sostenere il pieno ingresso nel mercato. E per questo chiediamo che il Governo venga a riferire al più presto in Parlamento, perché nei particolari si nasconde il diavolo”.
“Un’Italia che finalmente si è messa in moto in questo campo”, conclude Realacci, “e che si pone in Europa obiettivi ambiziosi come quelli di paesi come la Germania, ha bisogno di regole chiare e trasparenti. L’incertezza è nemica del futuro”.
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Ci siamo - 10 milioni di italiani dicono BASTA
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Scuola di formazione politica - Ecco le iniziative aperte a tutti
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mercoledì 2 marzo 2011
Dibattito sull'integrazione Galilei e Peretola: è il momento di trovare la sintesi!
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martedì 1 marzo 2011
Addio alle rinnovabili - Speriamo il Governo cambi idea altrimenti a rischio 120 mila posti di lavoro (moltissimi anche in provincia di Pisa)
Resto sempre piu esterrefatto dalle posizioni che il Governo sta assumendo in ogni settore dalla scuola, alla giustizia per finire all'ambiente.
E' notizia di pochi giorni che gia da domani, con un decreto del Consiglio dei ministri si potrà dare avvio ad un brutale stop al settore delle rinnovabili. Questo rappresenterebbe uno sgambetto a un comparto che in questi anni ha avuto la caratteristica, unica nell'industria nazionale, di essere anticiclico. Secondo le diverse valutazioni il fatturato 2010 del settore FV dovrebbe attestarsi infatti tra 25 e 40 miliardi di euro, quindi più del 2% del Pil 2010.
Questa decisione comporterà gravissimi problemi a 44mila famiglie tra eolico e fotovoltaico che rischiano di trovarsi senza lavoro, con una norma che passa sopra al volere del Parlamento. Inoltre questa scelta provocherà danni enormi in termini economici e in previsione del raggiungimento dell'obiettivo del 20% della produzione energetica da fonti rinnovabili entro il 2020.
Non preoccuparsi vuol dire non guardare al futuro.
Speriamo che la giornata porti consiglio
Di seguito la nota di Realacci sul tema
“Il Ministro Romani mente sapendo di mentire se afferma che gli incentivi alle rinnovabili sono costati agli italiani 20 miliardi di euro tra il 2009 e il 2010. La grandissima parte di queste risorse non hanno nulla a che vedere con le fonti rinnovabili: negli anni passati abbiamo speso tra i 40 e i 50 miliardi di euro per finanziare i combustibili fossili e la chiusura del vecchio nucleare. Ben spesi ci avrebbero reso un paese leader nel campo delle rinnovabili. Ora che finalmente l’Italia si è messa in moto, il furore ideologico del Ministro Romani, ci auguriamo contrastato dal Ministro Prestigiacomo, rischia di affossare un settore che è in espansione e già oggi vale come occupati 5 volte la Fiat”, lo afferma Ermete Realacci, commentando le affermazioni del Ministro Romani a proposito degli incentivi alle fonte rinnovabili.
“E’ bene ricordare che se l’Italia ha oggi superato i 3000 Mw di fotovoltaico”, aggiunge Realacci, “la Germania, che certo non può contare sulla stessa nostra insolazione, alla fine del 2010 ha installato oltre 16000 MW di fotovoltaico, di cui ben 6500 installati solo nel 2010. E l'obiettivo al 2020 è 52000 MW. Questo non vuol dire che il settore delle rinnovabili vada migliorato: serve più trasparenza, vanno semplificate le procedure e bisogna rendere decrescenti i contributi in modo da favorire le tecnologie più innovative e favorire il pieno ingresso nel mercato. Ma se il Governo manterrà le intenzioni che oggi vengono proclamate, non solo saranno traditi i pareri avanzati dalle Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato e della Conferenza Stato Regioni, ma si rischia di far perdere all’Italia un treno di straordinaria importanza per il futuro”.
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