giovedì 13 novembre 2008

Proposta innovativa per la mobilità‏


Ricevo e volentieri pubblico la proposta ricevuta da Stefano…che ringrazio per gli stimoli intelligenti e puntuali che ci propone

Un abbraccio

A

Ciao Antonio,

vorrei sottoporre all’Amministrazione Comunale una mia proposta sul trasporto pubblico da sperimentare in questo periodo natalizio e eventualmente adottare in pianta stabile cercando di sviluppare il trasporto pubblico.
Parto da questa considerazione:se io e la mia famiglia(2 figli + moglie) volessimo utilizzare il trasporto pubblico da per andare in centro citta spenderemmo 8 biglietti(4 all'andata +4 al ritorno) con una spesa complessiva di 7.2€.
Chiaramente la mia ipotesi di spesa e' ipotizzata in caso di utilizzo spot del servizio senza eventuali abbonamenti che presuppongono un utilizzo piu' costante.

Se andassi sempre con la mia famiglia in centro con la ia macchina spenderei di parcheggio se ho fortuna 0.50 € /h ma mi accontento anche di 1€77h,considerando una permanenza di un pomeriggio penso che e' sicuramente piu' conveniente andare in macchina.

Dal momento che ho letto nell'approvazione del documento del bilancio 2009 comunale che si intende incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico anche per giuste questioni di traffico e di inquinamento,perche' non pensare ad una sorta di biglietto famiglia tale da includere un nucleo di 4 /5persone ad un costo fisso settimanale che sia chiaramente molto piu' concorrenziale con il costo del parcheggio? tipo di 5€?

Penso a questo proprio in questo periodo natalizio poiche' negli anni passati dalla scorsa amministrazione e' stata promossa l'iniziativa di parcheggi gratuiti nel periodo natalizio che pero' ha un duplice effetto...mancato introito per le casse comunali/aumento del traffico.

Chiaramente va valutato l'impatto economico ma sicuramente a titolo di sperimentazione e' un provvedimento che potrebbe essere adottato,specificatamente anche al fatto che aumentando i volumi di utenti del servizio pubblico locale si andrebbero anche a abbassare i costi del servizio.

Fiducioso di un riscontro,

Stefano



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lunedì 10 novembre 2008

Intervento odierno in consiglio comunale sul tema della Sicurezza urbana‏

Approvate in Consiglio Comunale Linee Guida sulla sicurezza urbana



Care amiche e cari amici,

vi riporto di seguito l’intervento che ho fatto, in qualità di Presidente della IV Commissione, durante il Consiglio comunale in cui discutevamo delle Linee Guida sulla Sicurezza Urbana. Per me sono stati giorni intensi, in quanto ho provato, insieme a molti altri consiglieri (ed alla fine ci siamo riusciti) a redarre un documento congiunto che sintetizzasse le azioni necesarie per migliorare la qualità della vita in città e indicasse le linee guida al Sindaco ed alla Giunta per firmare un PATTO PER PISA SICURA condiviso da gran parte delle forze politiche presenti. Il documento votato dal Consiglio Comunale, prende spunto dal programma di mandato del Sindaco, e definisce gli indirizzi in materia di sicurezza urbana sviluppati lungo l’asse indissolubile tra il sistema delle regole e la certezza della loro applicazione, politiche di convivenza e di integrazione. Il testo base utilizzato nel lavoro preparatorio è stato predisposto dalla Giunta e fatto proprio dalla maggioranza e si basa secondo le seguenti tre direttrici:

- contrasto alla illegalità, presidio del territorio, coordinamento con le forze dell’ordine;

- vivibilità dei quartieri e del centro storico;

- politiche del Comune per la prevenzione del disagio, la coesione sociale, l’integrazione culturale.

Al testo sono state apportate alcune modifiche, in linea con il nostro programma di mandato, da parte degli altri gruppi consiliari che hanno poi votato il documento.

Questo rappresenta per noi un segnale importante poiché è il segno che la nostra proposta era impegnativa e ben calibrata e che nei primi mesi di governo siamo stati chiari ed affidabili.



Mi auguro che da oggi e nei prossimi mesi su questo tema si lavori in maniera unitaria e non per logiche di contrapposizione, per il bene della città e dei suoi cittadini



A presto Antonio


Intervento sulla sicurezza



Cari colleghi stiamo avviandoci al termine di un percorso intenso in cui ci siamo confrontati in maniera propositiva sui temi della sicurezza. Fino ad oggi il percorso ha visto, finalmente ,lavorare il consiglio comunale in maniera unitaria e non per logiche di contrapposizione, mi auguro che il lavoro della nostra commissione si possa concludere su questa linea per il bene della città e dei suoi cittadini. Gli incontri delle scorse settimane ci hanno permesso di analizzare in maniera approfondita le situazioni in essere e ci danno la possibilità di progettare un percorso di costruzione di una città più sicura….spero a misura di bimbi ed anziani. La sicurezza è, sicuramente, uno dei temi più presenti sull’agenda politica. Condivido con chi mi ha preceduto che solo una città viva, pulita e con controlli costanti può essere più sicura, perché la microcriminalità si annida meglio in un ambiente poco vissuto, sporco e degradato. Ma vorremmo anche che questo tema venisse trattato nel senso più ampio, cioè non con la sola identificazione della sicurezza personale, ma con l’implicazione di una visione più generale della vita cittadina e della convivenza tra persone. Sicurezza significa allora coesistenza civile, integrazione, accesso ai servizi, diritto alla cultura. Secondo noi la sicurezza è anche la conseguenza di una programmazione sociale, che presuppone lo sviluppo del senso civico e della partecipazione. Tanto più in una realtà, come quella pisana, contraddistinta dalla presenza di decine di migliaia di studenti fuori sede, e un numero crescente di lavoratori immigrati, nella quale è essenziale trovare punti comuni di confronto e di aggregazione.
Garantire la sicurezza, come avrete notato nei primi mesi del nostro governo cittadino, è una priorità, è un dovere che richiede il massimo impegno, su versanti diversi, tutti essenziali. Siamo convinti che per garantire una migliore qualità della vita dei cittadini è necessaria una situazione di vivibilità caratterizzata da un decoro urbano significativo capace di favorire la socializazione anzichè l'esclusione, la serenità anzichè l'insicurezza
Serve prevenire con politiche di integrazione e contrastando il degrado urbano. Si devono colpire con decisione la microcriminalità, il vandalismo, con una pianificazione ed una azione coordinata tra le forze dell’ordine, per le quali il sindaco e la giunta, nel rispetto delle diverse competenze devono continuare a svolgere un ruolo attivo, siglando nel piu breve tempo possibile un Patto Organico e partecipato con la Prefettura, per l’integrazione di tutte le azioni di sicurezza urbana, coerente con il Patto per la sicurezza sottoscritto tra il Ministero degli Interni e l’ANCI. Ciò a partire dal contenimento dei fenomeni di disordine nelle aree che già si segnalano come critiche, incidendo per parte dell’amministrazione comunale, sulla qualità dei luoghi, sull’illuminazione, sulla sorveglianza degli spazi pubblici con le nuove tecnologie a disposizione.
Si tratta secondo noi di realizzare delle strategie politiche e sociali nuove, basate sul coinvolgimento attivo delle comunità immigrate, riaffermando la vitalità dei luoghi cittadini come garanzia di sicurezza, operando per il contenimento dei campi nomadi, contrastando l’abusivismo, evitando che si creino zone franche sottratte alle regole
Occorre inoltrare rilanciare con forza una idea di tolleranza e di società civile contro quella dell’incivile intolleranza alle regole. Emergono, infatti, sempre più problemi di convivenza tra cittadini: non tanto o non solo con i cittadini stranieri comunitari e non , ma tra cittadini con bisogni diversi, giovani, anziani, studenti, lavoratori. Allora al patto per la sicurezza è necessario affiancare nei prossimi mesi un patto sociale di convivenza civile che consenta di realizzare una migliore qualità della vita di tutti, nell’ottica di creare equilibrio policentrico, mettendo al primo posto i diritti ed i doveri di ciascuno, calando l’azione politica e amministrativa del comune sul suo territorio,sviluppando le politiche di sicurezza e di convivenza secondo i principi della partecipazione, del decentramento e della presenza fisica in città. E’ evidente che l’Amministrazione Pubblica da sola non può fronteggiare un problema cosi profondo, che riguarda diverse zone della città e diversi fenomeni. Ed occorre, tra tutti ed in maniera non strumentale individuare e definire le competenze e le responsabilità sul territorio da parte dell’Amministrazione Comunale al fine di non creare equivoci ed aspettative sbagliate. Deve essere chiaro in particolare che la competenza in materia di ordine e sicurezza pubblica e di contrasto della criminalità, anche a seguito della Legge del 24 luglio 2008, n.125, appartiene allo Stato, che la esercita attraverso il Prefetto, quale autorità di Pubblica sicurezza, mentre è compito dell’Amministrazione Comunale rappresentare le istanze di sicurezza della collettività che vive sul proprio territorio ed assumere tutte le iniziative di prevenzione sociale e di qualificazione dei luoghi di vita che possono concorrere a rendere più difficoltoso il manifestarsi di disagio sociale e di comportamenti devianti. Siamo per ciò preoccupati per il provvedimento del Governo che contiene decisioni (riduzione per il triennio 2009/2011 per oltre tre miliardi di euro sui capitoli di spesa della “sicurezza” e della “difesa” delle Amministrazione dello Stato, riduzione dell’organico delle forze armate di circa 40.000 unità, riduzione del 50% annuo degli stanziamenti per remunerare le indennità direttamente sul territorio, etc), che vanno in netta controtendenza con l’obiettivo dichiarato di collocare la sicurezza in cima alle priorità dell’azione di Governo, quale indispensabile premessa della possibilità di sviluppo di questo Paese
Ed è altrettanto evidente che bisogna prevedere un forte coordinamento nelle politiche di sicurezza tra territori confinanti ed in particolare tra i comuni confinanti, per affrontare la questione della sicurezza in maniera coordinata e condivisa, in modo da sostenere in modo organico e radicale la risoluzione dei problemi esposti dai cittadini e rendere efficaci le politiche di integrazione attivate dai singoli comuni.
In particolare, cosi come in larga parte riassunto nel documento presentato dall’Ass. Gay, le nostre proposte prevedono:
- il riconoscimento della “specialità” di Pisa quale polo di attrazione, ben oltre la sua dimensione in termini di residenti, e a fornire, di conseguenza, le risorse necessarie per una risposta adeguata ai problemi di accoglienza e di sicurezza;
- l’incremento del numero dei vigili urbani e la realizzazione di un sistema integrato di videosorveglianza;
- la creazione di un fondo per la sicurezza in cui far confluire anche finanziamenti privati
- l’emanazione di ordinanze utili a ridurre gli effetti delle principali priorità presentate (degrado urbano, abusivismo commerciale, accampamenti ed insediamenti abusivi, lo sfruttamento della prostituzione, il fenomeno della tossicodipendenza e della devianza giovanile) e la revisione di alcuni regolamenti necessari all’ausilio delle azioni di contrasto;
- Parallelamente all’avvio dei processi di riqualificazione è necessaria la definizione di un “metodo più accurato” di monitoraggio dei contratti di servizio e dei bisogni di vivibilità nei quartieri, attraverso una riorganizzazione della macchina comunale
- Continuare il percorso di dialogo con tutte le parti sociali/economiche/istituzionali che guardi ad azioni sinergiche per affermare la cultura della legalità. Questo sarà possibile solo se prevederà due fasi parallele: una di controllo del territorio e contrasto della microcriminalità o comunque del non rispetto delle regole e l’altro di progettazione di una concertazione sociale che metta al primo posto i diritti ed i doveri di ciascun cittadino.

Su queste basi continueremo con forza un lavoro condiviso che non deve essere di slogan elettorali…ma di politiche della sicurezza che consentano di separare nettamente l’illegalità dalla marginalità sociale e ci consentano di costruire un tessuto urbano in cui affermare la cultura della legalità.


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ODG Sicurezza votato in Consiglio Comunale: LINEE GUIDA PATTO PER PISA SICURA‏

II e IV Commissione Consiliare permanente in seduta congiunta
Ordine del Giorno
Pisa, 5 novembre 2008

Il presente documento contiene gli indirizzi del consiglio in materia di sicurezza elaborati in seguito ad un percorso che ha visto la II e la IV commissione consiliari integrate con i Presidenti e i Vicepresidenti della I e della III commissione ed approvati all’unanimità nella seduta del 5 novembre 2008.

Visto il percorso sulla sicurezza urbana portato avanti in un’apposita commissione che ha prodotto indirizzi politici da sottoporre all’attenzione del Prefetto e che tale commissione attuerà un monitoraggio annuale durante il corso del mandato amministrativo.

Le politiche per la sicurezza urbana trovano il proprio ambito applicativo sia nella definizione che il decreto del Ministro dell’Interno emanato in base alla L.125 del 2008, ha dato di sicurezza urbana, per cui si tratta di un “bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell’ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale”, sia nel programma di mandato 2008 – 2013 in base al quale la sicurezza urbana “è per i cittadini un diritto primario e garantirla è per le amministrazioni un dovere che richiede il massimo impegno, su versanti diversi, tutti essenziali”.
Al fine di dare attuazione al programma di mandato occorre prevedere interventi che possano dare concretezza a tale premessa. Tenuto conto della definizione data dal Ministero possiamo articolare gli interventi in materia di sicurezza urbana secondo le seguenti tre direttrici:
- contrasto alla illegalità, presidio del territorio, coordinamento con le forze dell’ordine;
- vivibilità dei quartieri e del centro storico;
- politiche del Comune per la prevenzione del disagio, la coesione sociale, l’integrazione culturale.
Su tali direttrici dovranno essere sviluppati nel corso del mandato obiettivi specifici con le relative previsioni di bilancio.

1. Contrasto alla illegalità, presidio del territorio,
coordinamento con le forze dell’ordine

1.1. Premessa
La Legge 24 luglio 2008, n. 125 ha convertito, con modificazioni, il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica, (noto come decreto Maroni). Le novità più rilevanti per quanto riguarda gli enti locali sono quelle contenute nel nuovo art.54 del TUEL “Attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale”: quelle cioè che definiscono i “poteri” del Sindaco in qualità di ufficiale di Governo. In sintesi le principali novità riguardano: il maggior coinvolgimento della polizia municipale nell’esercizio delle funzioni di competenza statale affidate ai sindaci secondo le direttive impartite dall’autorità di pubblica sicurezza, con un incremento delle forme di coordinamento; la possibilità di emanare ordinanze, non solo al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica ma anche la sicurezza urbana; tali ordinanze potranno essere anche generali e non solo contingibili ed urgenti. E’ stato inoltre previsto un decreto per definire l’ambito di intervento del Sindaco in materia di incolumità pubblica e di sicurezza urbana (emanato il 5 agosto 2008 e citato in precedenza).
Vengono quindi, come più volte richiesto dai Sindaci stessi (attraverso l’ANCI), aggiornate le funzioni del Sindaco come ufficiale di governo adeguando gli strumenti ai nuovi bisogni che le comunità locali hanno manifestato. E’ necessario che tali prerogative vengano valutate e utilizzate pienamente in modo che sia chiara la volontà politica nella difesa del bene pubblico “sicurezza urbana”. Occorre altresì individuare con chiarezza le competenze e le responsabilità sul territorio al fine di non creare equivoci o aspettative sbagliate; deve essere chiaro, in particolare, che la competenza in materia di ordine e sicurezza pubblica e di contrasto della criminalità appartiene allo Stato, che la esercita attraverso il Prefetto quale autorità provinciale di pubblica sicurezza, mentre è compito dell’Amministrazione comunale rappresentare le istanze di sicurezza della collettività, italiana e straniera, che vive nel proprio territorio ed assumere tutte le iniziative di prevenzione sociale e di qualificazione dei luoghi di vita che possono concorrere a rendere più difficoltoso il manifestarsi dei fenomeni di disagio sociale e di comportamenti devianti. In questo contesto il Comune potrà avviare un percorso di revisione della regolamentazione esistente nelle materie afferenti alla sicurezza urbana sia attraverso norme “stabili” che “contingibili e urgenti” di supporto ad una normativa che spesso disciplina già la materia. L’accento, soprattutto in città come Pisa, viene infatti posto, sui fenomeni di illegalità diffusa, che rischiano di indebolire i sentimenti di solidarietà ed accoglienza dei cittadini pisani, che hanno reso Pisa all’avanguardia nelle politiche sociali e di integrazione.
Un secondo aspetto da sottolineare riguarda la necessità di prevedere un forte coordinamento nelle politiche per la sicurezza urbana tra territori limitrofi ed in particolare tra Comuni confinanti. Al di là delle facili battute sulle “ordinanze fantasiose” che hanno riempito le cronache estive, il rischio è che i Sindaci, per risolvere problemi contingenti del territorio da loro amministrato spostino sui comuni limitrofi, magari aggravando nel criticità, i fenomeni da affrontare: ciò non vale soltanto per il commercio abusivo sulle spiagge, ma per tutti i vari aspetti legati al concetto di “sicurezza urbana”. E’ allora necessario, che le politiche attuate vengano condivise su un area più vasta e che le istituzioni sovra comunali si facciano carico di veri e propri piani di coordinamento anche al fine di rendere efficaci le politiche di integrazione attivate dai singoli comuni.
Un terzo aspetto fondamentale riguarda il legame che deve essere indissolubile tra sistema delle regole, certezza della loro applicazione, politiche di convivenza e di integrazione. La semplicità anche applicativa delle normative (non solo statali ma anche locali) il numero limitato delle regole stesse al fine di rafforzarne la portata ed il significato, la certezza della loro applicazione e delle sanzioni conseguenti, la stretta correlazione delle politiche e dei patti di integrazione e di convivenza con il sistema delle regole finalizzato ad una corresponsabilizzazione di tutti i soggetti protagonisti del vivere civile, sono condizione necessaria per un lo sviluppo delle nostre comunità.
Tutto ciò però richiede la necessaria introduzione delle politiche di sicurezza urbana in un contesto di investimenti adeguati e coerenti: per attuare attività poste a difesa del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale è infatti necessario reperire risorse finalizzate ad appositi investimenti e ad attivare e sviluppare specifici servizi. In particolare è necessario che vengano previsti specifici finanziamenti volti a garantire alle forze dell’ordine sul territorio un numero adeguato di addetti, di fornire loro sedi adeguate, mezzi e strumenti efficienti, al fine di rendere efficaci i controlli e le azioni di prevenzione e di deterrenza delle illegalità, anche in relazione alla scarsa efficacia del sistema sanzionatorio; occorrono, inoltre, finanziamenti adeguati alla copertura dei servizi attualmente offerti dai comuni (compensando, ad esempio, integralmente il minor gettito ICI) e soprattutto al loro ulteriore sviluppo in coerenza con la definizione che il Ministro ha dato di sicurezza urbana, consentendo ai comuni di realizzare progetti per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale.

1.2. Il Patto “Per Pisa Sicura”.
La volontà di stipulare un Patto per la sicurezza tra gli enti locali e la Prefettura nasce dalla sottoscrizione di un protocollo tra il Ministro dell’Interno e l’ANCI il 20 marzo 2007. In tale accordo l’associazione dei comuni e il Ministeri hanno convenuto sull’opportunità di un incremento della collaborazione tra i due livelli istituzionali al fine di sviluppare, nell’ambito delle proprie competenze, le politiche integrate e partecipate di sicurezza, rafforzando la collaborazione tra Polizia Municipale e Forze dell’ordine nel controllo del territorio ed attuando forme innovative di collaborazione logistica, strumentale e finanziaria tra Stato ed Enti locali per le finalità oggetto del Patto. Il protocollo ha previsto, altresì, l’elaborazione di patti d’area e di protocolli territoriali di cui il patto “Per Pisa Sicura” fa parte.
Sulla base di questo accordo e alla luce della legge 125 del 2008, il Comune di Pisa, la Provincia di Pisa e la Regione Toscana hanno avviato un confronto sui contenuti da inserire in detto patto.
Sulle base delle precedenti considerazioni, dei contenuti del protocollo tra Ministero e Anci e della L.125/08, le linee proposte dal Comune di Pisa possono essere sintetizzate come segue.

A. Il patto per Pisa Sicura recepirà i contenuti del patto per la sicurezza tra ANCI e Ministero dell’Interno, ribadendo l’utilità/necessità di una collaborazione tra istituzioni territoriali e prefettura in tutte le occasioni che possono essere utili alle collettività
B. Il patto dovrà prevedere il coinvolgimento della Regione in quanto gli interventi in materia di sicurezza urbana possono essere efficaci se inseriti in un contesto più ampio di quello comunale.
C. Affermare con forza la necessità di riconoscere la “specialità” di Pisa quale polo di attrazione, ben oltre la sua dimensione in termini di residenti, assimilabile, per molti versi, a realtà metropolitane (grandi servizi di valenza nazionale, le Università, i centri di ricerca, l’Ospedale, gli insediamenti militari; l’aeroporto con più di 4 milioni di passeggeri l’anno, la stazione ferroviaria da cui transitano 15 milioni di passeggeri, l’attrazione turistica del complesso monumentale e della torre pendente stimabile in un afflusso di circa 10 milioni di persone; l’espansione residenziale dei mesi estivi del litorale pisano ed altre funzioni attrattive) e che, di conseguenza, i residenti pisani sono in numero assai inferiore rispetto agli effettivi fruitori della città e dei suoi servizi, e che per una risposta adeguata ai problemi di accoglienza e di sicurezza occorre riferirsi alla suesposta dimensione della città.
D. Che, in conseguenza del carattere di specialità della città di Pisa, occorre un adeguato e conseguente sistema di finanziamento delle forze dell’Ordine sia in termini di mezzi che di personale. In questo senso sarà necessario un intervento da parte del Governo Nazionale finalizzato ad aumentare gli strumenti, in termini e di uomini e mezzi, delle Forze di Polizia stanziate sul territorio pisano, in maniera tale che tali strumenti siano adeguati a un agglomerato urbano di dimensioni assai maggiore rispetto al numero dei residenti.
E. Al fine di dare uno strumento operativo sarà costituita una cabina di regia unica con compiti operativi al fine di incrementare l’efficacia degli interventi anche attraverso un rafforzamento del coordinamento degli interventi sul territorio e dello scambio di informazioni finalizzati, in particolare, a far fronte alle priorità individuate dal Comitato per l’ordine e sicurezza pubblica e dalle istituzioni locali.
F. Il Comune, a fronte di un maggior impegno delle forze dell’ordine nei controlli del centro storico anche notturni, sarà impegnato nell’incremento della presenza di vigili nei quartieri, prevedendo un aumento dell’organico della Polizia Municipale, e - al fine di poter garantire un numero maggiore di agenti destinati al presidio del territorio - individuando attività e funzioni attualmente svolte dalla Polizia Municipale che potranno essere delegate ad altri uffici e figure amministrative.
Verrà, quindi, potenziato significativamente il servizio del Vigile di Quartiere, con un maggiore impiego di unità a tale servizio destinate.
Gli agenti di Polizia Municipale che saranno destinati al controllo del territorio saranno dotati di strumenti adeguati che consentano loro di poter operare in maniera ottimale, limitando quanto più possibile i pericoli per la loro incolumità.
Il servizio di Polizia Municipale verrà comunque riorganizzato in modo da poterlo rendere il più possibile efficente e vicino ai cittadini, a tal fine verrà valutata la possibilità di potenziare l’attuale numero telefonico della Polizia Municipale prevedendo, compatibilmente con le risorse di bilancio, l’istituzione di un numero verde attivo dale 07.00 alle 24.00 che consenta di mettere immediatamente in contatto il Vigile di Quartiere più vicino con l’utente che chiede aiuto.
Verranno sensibilizzati (anche attraverso stage e corsi da finanziare con progetti integrati provincia, comunità europea, etc.) i cosidetti “Vigilini” a segnalare situazioni di difficoltà e di emergenza sociale, oltrechè situazioni di degrado e abbandono.
La Polizia Municipale parteciperà con le altre Forze di Polizia a presidi fissi e mobili del territorio nelle zone maggiormente in difficoltà e le altre che verranno individuate anche dalla “cabina di regia “così come prevista in questo documento e nella progettazione e realizzazione di un sistema integrato di videosorveglianza.
G. Per quanto riguarda il coordinamento degli interventi, sono state individuate alcune priorità che riguardano:
- il degrado urbano;
- l’abusivismo commerciale e la vendita di merce contraffatta;
- gli schiamazzi notturni e gli orari degli esercizi commerciali;
- gli accampamenti e gli insediamenti abusivi;
- lo sfruttamento della prostituzione;
- il fenomeno della tossicodipendenza e della devianza giovanile;
- la sicurezza stradale.
H. A fronte delle suddette priorità il Comune si impegna ad una revisione dei regolamenti e all’emanazione di ordinanze utili a far fronte ai problemi illustrati in maniera più efficace. Potrà essere fatto obbligo agli esercenti dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di avere bagni in buono stato di manutenzione e di consentire l’utilizzazione dei bagni ai sensi della normativa vigente.
In questo senso la cabina di regia elaborerà strategie di intervento congiunto, tenendo presente che il progetto Città Sottili e il completamento del campo di Coltano rappresentano uno sforzo, non soltanto economico, importante e sostanzioso da parte del Comune e della comunità pisana verso le popolazioni nomadi, finalizzate a programmare la graduale eliminazione di fenomeni di abusivismo e illegalità in collaborazione con la Società della Salute e la Asl.
Altresì verranno individuati gli strumenti necessari ad arginare e contrastare il fenomeno della prostituzione su strada viene programmata una campagna di informazione contro il commercio abusivo, da svolgersi nel centro della città di Pisa e sul litorale, attraverso l’utilizzo di volantini, manifesti e cartellonistica, tale campagna viene approvata dal consiglio comunale, sentite le associazioni di categoria.
Viene proposto un tavolo di confronto per la salvaguardia di Piazza dei Miracoli al quali partecipi con il Comune di Pisa, La Sovraintendenza dei Beni Culturali, L’Opera Primaziale, la Provincia.

I. Dovrà essere incrementata l’attività di coordinamento sul territorio anche attraverso l’impegno congiunto di Provincia e Regione.
L. Anche allo scopo di liberare risorse delle forze dell’ordine da destinare al controllo del territorio, sarà verificata la possibilità di avviare un percorso sperimentale finalizzato a favorire il trasferimento delle funzioni relative al rinnovo dei permessi di soggiorno dalla questura all’amministrazione comunale.
M. Potrà essere attivato un fondo per la sicurezza in cui far confluire anche finanziamenti privati con cui finanziare specifici interventi di sorveglianza e prevenzione in accordo con i finanziatori stessi.

1.3. Gli strumenti
Anche in riferimento di quanto previsto dal nuovo articolo 54 del TUEL, saranno rivisti i regolamenti e saranno emanate nuove norme di ausilio e supporto alle azioni di contrasto al fenomeno dell’abusivismo commerciale, presso i complessi monumentali e nelle aree di forte afflusso di persone (mercati, parcheggi, ecc.), norme finalizzate a contrastare gli accampamenti e gli insediamenti abusivi e norme finalizzate a contrastare i fenomeni di degrado e di pericolo derivanti dalla somministrazione e dalla vendita delle bevande in vetro, oltre che modificare gli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali nel caso se ne ravvedano i motivi di incolumità pubblica o sicurezza urbana.
Per quanto riguarda il corpo della polizia municipale è necessario avviare un percorso di analisi dei processi organizzativi e dei carichi di lavoro compiendo anche scelte di lungo periodo a partire da una verifica degli attuali assetti della Polizia Municipale, dell’attuale dotazione organica, e dei cambiamenti da introdurre anche al fine di prevedere una distinzione tra il ruolo del vigile di quartiere e le altre figure tipiche del corpo della polizia municipale, tenuto conto della situazione di grave sotto organico in cui versa attualmente il corpo: le azioni legate alla vivibilità e alla sicurezza urbana, infatti, necessitano di un corpo di polizia municipale ben organizzato e formato con una presenza sul territorio che appare incompatibile con il numero di addetti oggi in servizio.
Dovrà, inoltre, essere approvato un nuovo regolamento della polizia municipale, tenendo conto delle necessità di incremento del controllo sull’applicazione dei regolamenti e delle ordinanze comunali, riorganizzandone le funzioni e trasferendo competenze amministrative ad altri servizi comunali; dovrà altresì essere incrementa la presenza sul territorio ridefinendo il ruolo del vigile di quartiere e le relative attività di prossimità. Il ruolo del vigile di quartiere, in particolare, diventerà fondamentale se integrato con il sistema del decentramento amministrativo per cui sul territorio saranno presenti e coordinati i servizi dei vigili di quartiere, con i servizi anagrafici e di stato civile, il protocollo, gli urp decentrati non solo del comune i centri sociali e le associazioni presenti nei quartieri.


2. Vivibilità dei quartieri e del centro storico.

2.1. Premessa
Sicurezza urbana, come enunciato in premessa, è anche vivibilità della città, rimozione del degrado, pulizia, cura dei luoghi. In tal senso valgono, in generale, le previsioni del programma di mandato 2008-2013 ed in particolare al tema 3 La qualità urbana. Con particolare riferimento alla vivibilità si prevede di attuare il programma in tre direzioni.

2.2. I progetti di riqualificazione
La prima riguarda la definizione e poi la realizzazione di appositi progetti di riqualificazione di aree urbane ad alto impatto turistico e/o di popolazione che vedano un complesso di interventi rivolti alla pulizia, alla manutenzione straordinaria, all’arredo urbano, alla sorveglianza, ecc. Viene annualmente programmato un piano di illuminazione pubblica, pulizia e rasatura dell’erba e arredo delle aree a verde, dei giardini pubblici e delle aiuole, compatibilmente con le risorse disponibili.
Tali aree potranno essere date in “adozione” a scuole o associazioni, che ne curino e ne mantengano il decoro. Tali progetti saranno finanziati dalle scuole o dalle associazioni stesse, le quali potranno accedere ai fondi per la cultura e le associazioni culturali. Sono state individuate in particolare le seguenti aree:
- Complesso monumentale del Duomo (comprese le aree limitrofe di Via Cameo, Largo Cocco Griffi, primo tratto di Via Santa Maria)
- Zona Stazione
- Asse Pedonale Corso Italia, Borgo e piazze limitrofe (Piazza delle Vettovaglie e Piazza la Pera)
- Litorale
In particolare si potrà prevedere che Parchi Urbani e Aree Urbane di particolare interesse (come per esempio il Bastione San Gallo, la zona a verde della Cittadella, gli Argini e le golene del fiume Arno, etc.) potranno essere oggetto di concessione, previo la indizione di un bando pubblico.

I termini, i modi e i costi della concessione dovranno essere stabiliti dal consiglio comunale e previsti nel bando.

La convenzione dovrà prevedere che la gestione, il controllo e la manutenzione delle aree di concessione sarà a carico del concessionario.
Verrà programmato un piano di gestione e di manutenzione dei Monumenti volto a salvaguardarne l’integrità, anche mediante l’utilizzo di telecamere, compatibilmente con le risorse di bilancio.


2.3. La vivibilità nei quartieri
Parallelamente all’avvio dei progetti di riqualificazione specifici sarà definito un “metodo” di monitoraggio e di risposta ai bisogni di vivibilità nei quartieri attraverso un sistema di rilevazione dei problemi e di recepimento delle segnalazioni e di classificazione delle segnalazioni in base ai tempi di risposta (una specie di triage dei quartieri); sarà quindi necessario prevedere un sistema organizzativo che consenta di attuare o di programmare gli interventi necessari anche attraverso la figura del mediatore di quartiere. Tale figura che verrà formata dall’amministrazione comunale e dalla Polizia Municipale potrà divenire il punto di riferimento più vicino ai cittadini, con compiti di ausilio al Vigile di Quartiere e di prevenzione, attraverso il coinvolgimento nei progetti di mappatura dello stato dei quartieri, come ad esempio lo stato di pulizia del quartiere, manutenzione delle strade, illuminazione, verde pubblico, fenomeni di disagio, etc.
Tale personale potrà essere individuato attraverso il coinvolgimento dell’associazionismo e del volontariato. In particolare dovranno essere verificati, in ogni quartiere:
- la viabilità e la sicurezza delle strade;
- lo stato della segnaletica stradale verticale ed orizzontale;
- lo stato della manutenzione delle strade, dei marciapiedi e delle piazze;
- lo stato di manutenzione del verde pubblico;
- la manutenzione della pubblica illuminazione;
- gli immobili pubblici presenti sul territorio e il loro stato di manutenzione;
- il generale stato di manutenzione degli immobili privati e le eventuali situazioni di pericolo causate dalla non regolare tenuta del patrimonio da parte dei soggetti proprietari (pubblici o privati);
- le stato di pulizia generale del quartiere;
- le situazioni di criticità legate a fenomeni di illegalità e di abusivismo.

2.4. Gli strumenti
Anche in riferimento di quanto previsto dal nuovo articolo 54 del TUEL, saranno rivisti i regolamenti e saranno emanate nuove norme finalizzate ad una più efficace dissuasione dei fenomeni di vandalismo, inasprendo le sanzioni per chi sporca strade, piazze, aree verdi, parchi, panchine e contrastando il fenomeno delle scritte sui muri, dei danneggiamenti del patrimonio, ecc.
Al fine di attuare quanto previsto sarà costituita una apposita struttura organizzativa, direttamente dipendente dal Direttore Generale, che preveda interazioni forti con molti servizi dell’ente (ambiente, commercio, lavori pubblici, manutenzioni, mobilità, polizia municipale, ma anche aziende partecipate come Geofor, Pisamo, CPT, Sepi). Attraverso questa struttura sarà possibile predisporre apposite schede di analisi e intervento suddivise quartiere per quartiere con l’elenco delle soluzioni distinguendo gli interventi immediatamente attuabili da quelle da inserire nella programmazione dei servizi e delle aziende comunali, anche attraverso una revisione dei contratti di servizio.
La struttura suddetta avrà naturalmente uno strettissimo legame con gli uffici e coi i servizi del nuovo decentramento amministrativo che troverà una integrazione dei servizi attualmente offerti dalle circoscrizioni con gli URP decentrati, con i Vigili di quartiere e con le associazioni presenti sul territorio.

3. Politiche del Comune per la prevenzione del disagio, la coesione sociale, l’integrazione culturale.

Come esposto nella premessa al punto 1 del presente documento, la sicurezza urbana è infine, e forse prioritariamente, prevenzione del disagio, convivenza civile e coesione sociale. In tale senso la sicurezza urbana va inquadrata nel contesto più ampio delle politiche comunali e dei servizi ai cittadini. Si rinvia dunque al programma di mandato 2008-2013 ed in particolare alla premessa e al tema 2 La qualità della vita.


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domenica 2 novembre 2008

GLI ELEFANTI DEL PD di Giuliano da Empoli


Fantastico il dibattito lanciato dal Riformista sul rinnovamento della classe dirigente del PD. Ieri è stato ripreso anche da una paginata intera del Corriere della Sera, sulla quale campeggiavano le immagini dei suoi protagonisti: Goffredo Bettini, classe 1952 e Ugo Sposetti, classe 1947. La foto del terzo incomodo, Gianni Cuperlo, non c’era. Si vede che alla tenera età di 47 anni non ha ancora maturato l’esperienza necessaria per esprimersi con la dovuta autorevolezza sul tema del ricambio generazionale. In compenso, ieri, su queste colonne è intervenuto un altro astro nascente del PD: Walter Tocci, classe 1952.
In attesa della discesa in campo di Pietro Ingrao e di Nicola Mancino, permettetemi una sommessa considerazione. Possibile che il pre-requisito per intervenire sul tema del rinnovamento sia di aver superato i cinquanta? Non si potrebbe almeno far finta di coinvolgere nella discussione qualcuno che non abbia mezzo secolo di vita sulle spalle? Qualcuno che sia nato, non dico nell’era del personal computer, ma almeno in quella della televisione a colori?
La risposta, ovviamente, è no. Perché i protagonisti del dibattito fanno finta di parlare di ricambio generazionale. Ma in realtà, stanno discutendo di questioni di ben altra rilevanza. Il ruolo di D’Alema, la leadership di Veltroni, il posizionamento dei vari elefanti del PD (in Francia li chiamano cosi, i cacicchi del Partito Socialista: potrebbe valere la pena di introdurre l’espressione anche dalle nostre parti).
Il contrasto con le altre pagine dei giornali non potrebbe essere più brutale. Mentre il mondo è in preda a quella che Newsweek ha definito la prima crisi globale dell’era internet. Mentre gli Stati Uniti danno una chance all’outsider più outsider che si sia mai visto nella politica americana. Mentre le strade sono invase da centinaia di migliaia di ragazzi completamente disorientati, in preda al panico per un avvenire che gli viene descritto in termini sempre più foschi, il futuro dei progressisti resta saldamente nelle mani degli elefanti.
Ho scritto più di una volta che la colpa è anche dei più giovani, che non hanno il coraggio di farsi avanti e si comportano come se avessero preso il numeretto in farmacia. E’ la sindrome di Carlo d’Inghilterra: l’interminabile attesa della morte della regina. Confermo quell’analisi, ma con una postilla.
Ho sentito con le mie orecchie, nel corso degli ultimi giorni, decine di autentici emergenti di area democrat assumere posizioni innovative e coraggiose. Alcuni hanno nomi troppo poco familiari alle orecchie allenate dei cronisti politici per avere una qualsiasi speranza di essere ascoltati. Ma perfino i più noti – gli Zingaretti, i Matteo Renzi - fanno fatica a farsi sentire. Come se gli unici titolati a invocare il ricambio fossero coloro che devono essere sostituiti, forsennatamente tormentati dalla tentazione dell’harakiri.
Messa in questi termini, la discussione in corso assume i contorni dello psicodramma. “Alla luce della sconfitta elettorale e della nostra ormai palese inadeguatezza, sarà il caso di suicidarsi?” – sembrano chiedersi gli elefanti. Alcuni paiono disposti al grande gesto – ma solo a condizione di poter designare i loro successori. Altri, comprensibilmente, oppongono resistenza. Un po’ come quei membri dell’Ordine del Tempio Solare che, all’ultimo momento, avevano cambiato idea e dovettero essere abbattuti a colpi di carabina.
Quel che non sembra essere chiaro è che il suicidio ha già avuto luogo. E’ cominciato nei lunghi anni dell’opposizione – tra il 2001 e il 2006 – quando, invece di prepararsi a governare, la sinistra ha preferito immergersi nel bagno della Santa Alleanza contro Berlusconi. E’ proseguito nella breve stagione del governo Prodi, quando la Santa Alleanza si è inevitabilmente infranta sugli scogli delle contraddizioni irrisolte e degli idoli intatti. Infine, il suicidio si è compiuto nell’aprile di quest’anno, quando il responso delle urne ha dato l’esatta dimensione dello scollamento tra la sinistra e gli elettori.
Alla luce di questo interminabile harakiri, è chiaro che la battaglia in corso è non è altro che una guerra tra zombie. Sarebbe ora che qualcuno se ne accorgesse.


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sabato 1 novembre 2008

Intervento su bilancio

Alla luce di quanto emerso dalla stampa negli ultimi giorni vorrei specificare che il lavoro di Analisi del Bilancio di Previsione 2009, da parte della IV Commissione Consiliare Permanente, che ho l’onere e l’onore di presiedere, inizierà solo nei prossimi giorni e come sempre sarà il piu partecipativo possibile. Il nostro lavoro sarà sicuramente complesso in quanto ci troveremo ad affrontare una difficile manovra di bilancio, ma con l’impegno e la serietà di ogni singolo consigliere, sono convinto che riusciremo a costruire una proposta che mantenga inalterato il livello di servizio con il minor aggravio possibile per il cittadino.
Non voglio entrare ora nel merito delle proposte lette sui giornali, che la Giunta sta studiando (non sono ancora definitive) in questi giorni, ma mi piacerebbe sottolineare che le difficoltà sono in larga parte da attribuire alle scelte del Governo di Centro Destra che, con l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, la mancata copertura del rimborso ai Comuni e poi con la “manovra d’estate” (DL 112/2008) ha creato grande incertezza negli equilibri finanziari dei bilanci comunali. In un quadro generale di tagli alla spesa pubblica che ha colpito soprattutto i servizi sociali, culturali, l’università e la ricerca e in un contesto di “vessazione” ai comuni piu virtuosi è evidente che per garantire gli stessi servizi del 2008 dovranno essere trovate maggiori risorse per compensare i minori trasferimenti e l’incidenza dell’inflazione.
Il comune di Pisa negli ultimi anni ha posto in essere importanti operazioni di contenimento della spesa corrente e di riorganizzazione dei servizi, quali:
- riduzione dell’indebitamento del 50%, passando dai 138 milioni di euro del 2003 agli attuali 79 milioni, liberando spesa corrente;
- semplificazione della macchina comunale, con stabilizzazione del costo del personale;
- mantenimento/aumento, pur nei limiti del patto di stabilità, dei livelli di servizio (assenza liste di attesa x asili nido e servizi all’infanzia)
- invarianza dei principali tributi dal 2004 ad oggi, pur in presenza di un trend inflazionistico che ha assorbito crescenti risorse;
- costituzione della SEPI per la riscossione diretta delle entrate, incrementando il contrasto all’evasione e all’elusione e soprattutto il livello di riscossione dei crediti tributari;
- sviluppo degli investimenti grazie alla capacità di attrarre finanziamenti esterni.
Anticipare impropriamente demagogiche critiche senza la certezza delle proposte, è controproducente e non permette, alla commissione che presiedo, di svolgere i propri lavori in maniera costruttiva per il bene della città e non solo per logiche di contrapposizione.

Antonio Mazzeo
Presidente IV Commissione Consiliare Permanente


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venerdì 31 ottobre 2008

Aspettando il 4 novembre ed incrociando le dita: una settimana cruciale‏

Dalla prossima settimana, la sfida sarà capire quali saranno le nuove prospettive per il futuro degli Stati Uniti. Qualunque sarà l’esito del voto di martedì prossimo, se l’America e il mondo non sono più gli stessi dopo l’11 settembre, occorre vedere come – prendendo quale direzione - gli Usa usciranno dalla catastrofe finanziaria. “Nulla è ancora deciso”, ammonisce Karl Rove – geniale stratega del doppio successo elettorale di George W. Bush. Infatti, alla vigilia di un voto cruciale per le sorti della supremazia Usa, in America si aggira lo spettro di un clamoroso rovesciamento dei pronostici: e se non fosse Obama ad entrare nello Studio Ovale? Il divario tra voto popolare e grandi elettori, le pieghe dei meccanismi elettorali, i timori che qualcosa sia sfuggito ai sondaggi o che qualcosa accada nelle ultime ore, tengono col fiato sospeso i quartier generali di entrambi i candidati.

Nel frattempo, venendo a casa nostra, in questi giorni il mondo della scuola e dell’università è in subbuglio. Cosa sta accadendo? La rabbia e il malessere del mondo dell’istruzione vengono da lontano; giacciono perennemente sotto la cenere salvo infiammarsi alla prima occasione. Per questo, si ha l’impressione che i contenuti reali dei provvedimenti legislativi non esauriscano le ragioni della protesta, che si alimenta anche del suo intrinseco potere catartico. In una simile situazione, la prima sfida è quella di stare al concreto. Anche se non è facile quando la confusione regna sovrana. Circa la scuola, non è dato sapere quali saranno gli effetti della conversione del decreto 137, noto come decreto Gelmini. Mentre, nelle università, dopo l’approvazione della legge 133/2008, si sta andando incontro a tagli indifferenziati a prescindere dai diversi comportamenti gestionali, dalla qualità della didattica e della ricerca. Provando a semplificare: dati vincoli di bilancio oggettivi, si può avere un’istruzione migliore con minori risorse? O, se si preferisce: l’ingente impiego di risorse fino ad oggi stanziate, ha garantito un’istruzione di alta qualità? Purtroppo, tutti i ranking mondiali dicono di no. Ecco allora già due vincoli precisi: è necessario risparmiare ed è necessario riformare scuola e università. Si valutino senza pregiudizi i punti qualificanti del ddl di riforma dell’università che sarà pronto la settimana prossima, così come riportato sulla Stampa di ieri: 1) Blocco dei concorsi che rischiano di fermare il turn-over per anni; 2) Chiusura della sedi universitarie periferiche e riordino dei corsi inutili; 3) Gestione finanziaria responsabile (ad es., la spesa per il personale non potrà superare il 90%); 4) Possibilità e non obbligo per gli atenei di trasformarsi in fondazioni; 5) Nuovi criteri per premiare le università migliori e quindi distribuire i fondi di conseguenza. E’ forse questo un attentato al futuro dei giovani studenti? Non lo sarebbe, al contrario, il lasciare le cose come stanno o l’innalzare a feticcio livelli di spesa che non hanno mai coinciso con elevati standard di qualità e di opportunità? Tutto è perfettibile, ma questi elementi sembrano una base ragionevole per aggredire i problemi dell’università introducendo nuovi cardini: responsabilità, merito, competizione. Certamente, ciò che è davvero imputabile al ministro Gelmini – ma è una scelta politica precisa che il ministro condivide con il resto della maggioranza - è un errore di metodo più che di merito: il malcelato disprezzo nei confronti di tutti gli attori dell'universo scolastico e universitario si è tradotto infatti nel mancato coinvolgimento degli stessi in un confronto – che avrebbe potuto anche essere aspro e in tempi certi, ma non pregiudiziale. Chi semina vento…


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L'università vista da un super-incazzato

Ciao Antonio,
contrariamente alla maggior parte delle persone, non credo che al centrosinistra manchino idee e capacità di proposta. Quello che manca è l'abilità di tradurre le molte idee in azioni concrete, svolte in tempi ragionevoli. L'errore principale di Prodi, nel 1998 come nel 2008, è stato quello di serializzare la fase 2 (le riforme) rispetto alla fase 1 (il risanamento). Nel primo caso almeno il paese ha guadagnato l'ingresso in Europa, nel secondo invece non ha ricavato quasi nulla, e soprattutto ha avuto la sensazione di un impoverimento. Si è trattato in realtà di qualcosa di più di una sensazione, la parte piùdebole della nostra società è stata solo colpita dai provvedimenti economici senza ritorni concreti.
Il mondo della ricerca, paradossalmente, fa parte del segmento debole della nostra società... Per via dei numeri e delle assenze di tutele sindacali: siamo un'esigua minoranza, e incapace di farsi sentire al pari di autotrasportatoti, tassisti, piloti di aerei. Per via della situazione dei precari: che guadagnano stipendi miseri, in posizioni senza futuro. Per motivi d'immagine: perchè è prevalente un giudizio veritiero, ma incompleto, sui guai di didattica, ricerca, modalità di ingaggio, diritto allo studio, organizzazione. Per motivi di interesse: perchè a pochi interessa davvero la formazione, e l'alta formazione in particolare. In definitiva, per motivi sociologici. perchè è impensabile che in una nazione in difficoltà come la nostra, il comparto ricerca possa essere particolarmente meglio della media degli altri. Allora, dai politici e colleghi del centrosinistra mi aspetto una parola chiara SUI SOLDI, più che sul resto. Vogliamo finanziare la ricerca? Dare soldi, soldi, soldi, non soltanto prospettive di riforma. S'intende, dandoli in modo misurato a chi si comporta dignitosamente/onorevolmente, tanti a chi si comporta in modo eccellente. Insieme a questa scelta, si puo' continuare a ragionare del resto. Senza questa scelta, il sistema collasserà in pochissimo tempo.
A presto


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giovedì 30 ottobre 2008

Il Senatore Luciano modica dice:


Cari amici,

il PD giudica deleteri i recenti provvedimenti governativi sull'università. I pesanti tagli finanziari, il blocco quasi totale del turn-over, la spinta all'autoprivatizzazione delle università statali sono insostenibili per il sistema universitario e hanno suscitato giustificate proteste negli atenei.

Il PD si è opposto e si opporrà con forza a questa linea politica, in Parlamento e nel Paese. Ma la strategia del PD è anche quella di avanzare proposte alternative concrete, cercando di far sviluppare un dibattito costruttivo, perché di riforme serie e di conseguenti finanziamenti pubblici l'università italiana ha davvero bisogno.

In questo quadro ho preparato un documento sul futuro dell'università contenente dieci proposte precise. Il documento è stato adottato ieri dal Governo Ombra del PD e subito dopo reso pubblico con una conferenza stampa degli onorevoli Veltroni e Franceschini. Mi fa piacere offrirlo innanzitutto alla vostra riflessione come spunto per l'apertura di un dibattito ampio, serio e aperto Ogni commento, proposta, critica sono dunque benvenuti.

Grazie in anticipo dell'attenzione. Con i miei saluti più cari,

Luciano Modica


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lunedì 27 ottobre 2008

Premio Nazionale Innovazione


Scusate se utilizzo la mia pagina di discussione politica, per ringraziare i cinque amici che con me si sono aggiudicati, con la costituenda azienda W.I.N. – Wireless Integrated Network, il PRIMO PREMIO DELLA STAR CUP TOSCANA 2008….con la proposta di un sistema wireless per la misura di parametri fisiologici!!!!! Non è mai semplice aggiudicarsi Business Competition ….e per questo mi complimento con Pietro Valdastri, Virginia Pensabene, Alessio Misuri, Sergio Scapellato e Donato Mazzeo…

Ed ora alla rincorsa del primo premio Nazionale…appuntamento a Milano Giovedi 27 Novembre

Vi terrò informati

Un abbraccio

Antonio

P.s. di seguito il comunicato stampa della SSSUP


Il 27 ottobre 2008 alle ore 12.00, presso l’Aula Magna Storica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, si svolgerà la premiazione dei cinque vincitori della quarta edizione della Start Cup Toscana 2008, una competizione - promossa dalla Scuola Superiore Sant’Anna - tra idee innovative, espresse in forma di Business Plan, provenienti dal settore della ricerca accademica e imprenditoriale del territorio toscano. La gara rappresenta una prima fase regionale del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), sponsorizzato da Vodafone Italia, che mette in palio il primo premio da 60.000 euro. Prima classificata tra le idee vincitrici della Start Cup Toscana 2008 è W.I.N., costituenda spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna, che ha presentato un Business Plan relativo alla realizzazione di prodotti che contribuiscano a migliorare la qualità della vita delle persone. Seconda azienda vincitrice è Fastenica (spin-off della Scuola Superiore Sant'Anna) con un progetto imprenditoriale finalizzato alla realizzazione di una linea di prodotti basata sulla tecnologia dei sensori tattili, con applicazioni nel settore gaming, robotica, protesica, telefonia e periferiche. Il terzo posto, invece, è stato assegnato ad una spin-off dell’Università di Siena, la ViDiTrust, che ha presentato un Business Plan sullo sviluppo di soluzioni anticontraffazione per packaging e documenti. Seguono Sorta (spin-off dell’Università di Pisa) con un’idea imprenditoriale relativa allo sviluppo e alla commercializzazione di metodi chimico-analitici per la diagnosi di varie patologie, e T4A (spin-off dell’Università di Siena) premiata per un Business Plan sulle Tecnologie ICT per la salute e la teleassistenza di disabili e anziani e la progettazione di ambienti intelligenti. Alla competizione toscana, che gode della collaborazione operativa di tutti gli altri Atenei toscani (Università di Firenze, Università di Siena, Università di Pisa, Scuola Normale Superiore), oltre che di Istituzioni, Associazioni di categoria, Enti locali e del progetto ILO NOVA, il network toscano finanziato dal MIUR che si occupa della valorizzazione e dell’applicazione industriale della ricerca, hanno partecipato 9 gruppi con un’idea imprenditoriale che intendono costituirsi in impresa entro il mese di maggio 2009, o che hanno costituito l’impresa dopo il 1° gennaio 2008. I Business Plan delle spin-off toscane sono stati valutati da una giuria composta da rappresentanti degli atenei toscani, di Unioncamere Toscana, dell’Unione industriali e di Confindustria Toscana. Le cinque imprese finaliste parteciperanno alla finale nazionale denominata Premio Nazionale Innovazione, i cui vincitori godranno di ottima visibilità e di consistenti premi economici.
Alla premiazione interverranno: Maria Chiara Carrozza, Direttore della Scuola Superiore Sant’Anna e Presidente della Start Cup Toscana 2008, Andrea Piccaluga, docente di Economia e Gestione delle imprese alla Scuola Superiore Sant’Anna e membro della giuria Start Cup Toscana 2008, Mario Garzella, Direttore Amministrativo della Scuola Superiore Sant’Anna, Monia Gentile, Responsabile Ufficio Valorizzazione Ricerche del Sant’Anna e referente organizzativo della Start Cup Toscana 2008, Michelangelo Suigo, Responsabile Relazioni Istituzionali locali di Vodafone Italia e referente azienda sponsor Premio Nazionale Innovazione. Saranno presenti, inoltre, i referenti delle cinque idee imprenditoriali vincitrici della Start Cup Toscana 2008.


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venerdì 24 ottobre 2008

Concessione della cittadinanza onoraria della città di Pisa a Roberto Saviano

Care amiche e cari amici,

dopo l’escalation di violenze avvenute nelle ultime settimane in Campania e le minacce a Roberto Saviano, insieme ad altri colleghi mi sono fatto portatore di una mozione in cui si chiede al Sindaco la Concessione della Cittadinanza onoraria della Città di Pisa a Roberto Saviano. Nelle prossime settimane inoltre mi farò promotore dell’organizzazione di una serata aperta a tutti in cui leggere alcuni brani tratti dal Libro Gomorra.

Non appena avremo definito luogo e data ve lo comunicherò….sarà una buona occasione per dimostrare il nostro attaccamento alla Legalità e per promuovere a tutti i livelli la massima solidarietà nei confronti della parte sana della popolazione campana, delle forze dell’ordine, della magistratura e di quelle amministrazioni locali che con il sacrificio giornaliero e con costante impegno, spesso al di fuori delle luci della cronaca, lottano ogni giorno perchè la legalità trionfi e lo Stato si riappropri pienamente di intere zone del nostro paese

Vi aspetto numerosi

Un abbraccio
A


Nel resto del post la mozione


Il Consiglio Comunale di Pisa

- Vista la drammatica escalation di violenza camorristica in Campania, specialmente nella zona di Castelvolturno e Casal di Principe culminata con la cosidetta strage degli immigrati di qualche settimana fa

- Viste le dichiarazioni di Roberto Saviano, giornalista e scrittore campano, autore del libro di denuncia “Gomorra”, nelle quali lo stesso ha dichiarato di voler lasciare il nostro paese a causa delle continue minacce di morte alle quali lui e la sua famiglia sono sottoposti

-Viste le dichiarazioni del vicecapo della polizia Nicola Cavaliere che ha confermato i il pericolo di morte che incombe su Roberto Saviano. "E' uno scrittore sicuramente a rischio e in prima linea, è giusto che in questo momento venga difeso", ha spiegato Cavaliere commentando le rivelazioni di un pentito, secondo le quali nei confronti dell'autore di Gomorra sarebbe stata emessa una condanna a morte entro Natale da parte del clan dei Casalesi.

- Viste le sconcertanti dichiarazioni di gruppi di giovani casalesi che identificano in Saviano il vero nemico della loro terra

- Vista la pericolosità del fenomeno, camorristico in particolare e mafioso in generale, che certamente non è solo relegato alle regioni di origine ma, soprattutto dal punto di vista economico, si espande in tutto il paese

- Considerate le manifestazioni di solidarietà al popolo campano in generale e a Roberto Saviano in particolare attive in tutta Italia da parte di singoli cittadini, associazioni ed istituzioni di qualsiasi estrazione politica, tra le quali il presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica;

Impegna il Sindaco di Pisa e la giunta comunale da Lui guidata

- ad attivare tutte le procedure necessarie per la concessione a Roberto Saviano della cittadinanza onoraria della città di Pisa

- a promuovere a tutti i livelli la massima solidarietà nei confronti della parte sana della popolazione campana, delle forze dell’ordine, della magistratura e di quelle amministrazioni locali che con il sacrificio giornaliero e con costante impegno, spesso al di fuori delle luci della cronaca, lottano ogni giorno perchè la legalità trionfi e lo Stato si riappropri pienamente di intere zone del nostro paese.

- Ad esprimere la massima solidarietà a tutti quegli scrittori, come Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Lu Geng Song e Gao Zhisheng, che solo per aver espresso liberamente il proprio pensiero oggi devono vivere sotto scorta, lontano dalla propria terra e sotto costante pericolo di vita, o addirittura imprigionati nei loro paesi di origine così come chi viene ritenuto colpevole di fare liberamente il proprio lavoro come il giornalista Hu Jia.

- A realizzare e patrocinare il maggior numero di iniziative volte a far comprendere, anche nella nostra città, il vero volto del fenomeno camorra dando risalto a quelle spinte culturali, delle quali Saviano è l’esempio più visibile, che, insieme al lavoro di repressione, permettano di combattere e sconfiggere la cultura della camorra e delle mafie in generale ed il clima di omertà e paura ad essa collegate.

- A prevedere un evento gratuito dove verrà effettuata la lettura in pubblico di brani tratti dal libro “Gomorra”, per far aumentare nella cittadinanza la consapevolezza del problema e dei pericoli ad esso connessi.


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Mozione di denuncia del Consiglio Comunale di Pisa delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio

La manifestazione di ieri, dicono i consiglieri del Partito Democratico Stefano Landucci e Antonio Mazzeo, rappresenta un segnale di novità e cambiamento rispetto alla monotonia politica creatasi negli ultimi mesi. In continuità con la protesta comunale, dice il Consigliere Mazzeo, abbiamo votato una mozione che denunciando per prima cosa la gravità delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perchè contribuiscono a creare tensioni e spargere veleni, invita il Sindaco e la Giunta ad adoperarsi presso le Istituzioni coinvolte in modo che si possa riaprire un dialogo su questi temi e chiede che venga immediatamente ritirato il decreto legge 133. Il Consigliere Stefano Landucci sottolinea che è fondamentale, in un’ottica di condivisione di un percorso di riforma della scuola coinvolgere gli attori protagonisti della stessa: docenti, genitori studenti.

Nel resto del post la mozione

IL CONSIGLIO COMUNALE DI PISA
Preso atto della dichiarazione del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: “Useremo le Forze Dell’Ordine per impedire che vengano occupate scuole e Università”;
Considerato l’invito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che riportiamo: “ È indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione, ma si apra all’ascolto reciproco, che si aprano spazi di confronto parlamentare e che in questa sede si formulino proposte anche con il contributo di docenti e studenti.”;
Considerata l’oramai generalizzata protesta di studenti e docenti in tutta Italia, senza una connotazione politica precisa ma trasversale, che discutono sul decreto legge e chiedono legittimamente una revisione dello stesso decreto;

Il CONSIGLIO COMUNALE DI PISA
Denuncia l’atteggiamento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che con le sue dichiarazioni contribuisce a creare tensioni, spargendo inutili veleni;

INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA
• Ad operarsi presso le Istituzioni coinvolte in modo che si riapra il dialogo su questo tema chiedendo che venga immediatamente ritirato il decreto legge Gelmini;


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Contro la 133 e per la scuola

Pisa, 23 Ottobre 2008

OGGETTO: Consiglio Provinciale e Comunale di Pisa
Convocazione per il giorno 28 Ottobre 2008


Ai Sigg.ri Consiglieri Provinciali e Comunali
Loro Sedi

Si comunica che il Consiglio Provinciale e Comunale di Pisa si riuniranno, in sessione aperta, in P.zza XX Settembre di Pisa - Logge di Banchi il giorno 28 Ottobre 2008 alle ore 15.00

con il seguente ordine del giorno:

" IMPATTO SUL TERRITORIO DELLA LEGGE 133/2008, E DEGLI EMENDAMENTI AL DLL 1441, OVVERO PROVVEDIMENTI NAZIONALI SU UNIVERSITA' E RICERCA".



La Presidente del Consiglio Provinciale: Cristina Filippini

Per la Presidente del Consiglio Comunale : Titina Maccioni
Il Vicepresidente: Paolo Mancini


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mercoledì 22 ottobre 2008

Aeroporto: le proposte e le iniziative del PD di Pisa


Lo sviluppo dell’Aeroporto “G. Galilei” si è caratterizzato negli ultimi anni da un notevole incremento di passeggeri e di voli; a ciò si sono affiancate esigenze di occupazione di spazi intorno allo scalo per nuovi parcheggi, nuova viabilità e servizi in genere, che hanno reso più caotica la vita dei quartieri di S. Marco e S. Giusto e, più in generale, della zona sud della città.

Il PD di Pisa, in sintonia con le iniziative pubbliche promosse dal Circolo del PD di S. Marco e S. Giusto nei mesi scorsi, è ben consapevole che ogni ulteriore margine di sviluppo della Società Aeroporti Toscano (SAT), utile ed auspicabile per la salute dell’economia del territorio pisano, deve necessariamente essere accompagnato da un serrato confronto con l’amministrazione comunale in primo luogo, per le responsabilità di prossimità dovute ai cittadini e con le altre istituzioni (Provincia e Regione) in quanto compartecipi del CdA della SAT.

Tale confronto si è appena avviato e svilupperà gli accordi necessari per intervenire sulle problematiche create dalle attività della SAT principalmente per:



  • verificare la compatibilità di sviluppo del masterplan di SAT nei confronti della città;


  • ridurre l’impatto acustico per le famiglie dei residenti limitrofi;


  • recuperare le parti di terreno necessarie alla costruzione di una rotatoria nella zona di ingresso/uscita della FIPILI, funzionale alla messa in sicurezza di chi abita e transita verso Via Cariola;


  • avviare un percorso di uscita delle famiglie abitanti in Via Cariola e Via Carrareccia, previo accordo dell’acquisizione di SAT dei terreni relativi e degli impegni del Comune per una ricollocazione abitativa adeguata;


  • riorganizzare la viabilità dei quartieri di S. Marco e S. Giusto, in sinergia con le opere già avviate ed in fase di conclusione come il sovrappasso che collegherà la Darsena con l’Aeroporto.


Si ritiene inoltre indispensabile affiancare al confronto in atto una partecipazione diretta di tutti i cittadini interessati, attraverso un’informazione precisa delle proposte in campo e una discussione nella quale saranno richiesti contributi alla soluzione dei problemi.
A questo scopo, il PD di Pisa assieme al Circolo di S. Marco e S. Giusto promuoverà nel mese di novembre due iniziative pubbliche incentrate sulla condivisione dei progetti comunali di viabilità e di vivibilità dei quartieri sui quali insiste maggiormente l’impatto dello scalo e sul ruolo futuro che giocherà l’Aerooporto “G. Galilei”, nel quadro più generale dei servizi aeroportuali toscani.

Su questi temi mi continuerò ad impegnare come fatto fin ora affinché vengano rispettati i tempi prospettati e venga ascoltata in maniera più ampia possibile la cittadinanza. Per qualunque segnalazione contattatemi senza problemi. Sono a vostra completa disposizione.



Un abbraccio



Antonio


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martedì 21 ottobre 2008

Il ricordo di V. Foà


Giorgio Bocca

Quando sento parlare di buoni maestri penso subito a Vittorio Foa, il migliore e il più presente negli anni dei miei buoni maestri. L'ho conosciuto leggendolo nel gennaio del '44, appena arrivato nelle Langhe dalla Val Maira con la anabasi partigiana dalla montagna alle colline del vino. Una staffetta ci portò da Torino l'ultimo quaderno di Giustizia e Libertà.

Aveva la copertina rossa e in nero la spada di Giustizia e Libertà. Era un articolo sulle alleanze orizzontali necessarie alla Resistenza, le alleanze ostiche alla nostra formazione elitaria, dei pochi ma buoni.

Quella lezione di intelligenza e di modestia ci arrivò nel momento giusto, della euforia combattentistica e della superbia. Un quadro lucido della situazione, un richiamo alla realtà. Lo stesso modo di vedere il mondo, senza retorica ma senza rassegnazione degli altri maestri del liberal socialismo, da Gobetti a Bobbio, dai Galante Garrone ai Rosselli, dai Valiani ai Parri. Vittorio Foa ci è stato maestro di generosità e di fedeltà intellettuale, di antifascismo solidale e intransigente, il necessario ma sempre legato alla ragione.

Ho avuto come compagni di viaggio nella politica e nella cultura due intellettuali di stampo giellista: Paolo Spriano e Vittorio Foa. Il primo era diventato lo storico del Partito comunista, il secondo il dirigente della Cgil legata al Partito comunista. Li ho seguiti per anni nella burrascosa vicenda delle fazioni e delle passioni politiche e la mia stima in loro è durata e cresciuta per la loro fedeltà alla ragione, per la capacità rara di restarle fedeli se occorreva con "l'astuzia dell'intelligenza".

La prova migliore di Spriano fu la storia del Partito comunista dove tutto ciò che si doveva sapere fu indicato anche se non gridato e per Vittorio la visita del sindacato all'Unione Sovietica e la relazione critica che ne seguì, precisa anche se non gridata. Ciò che faceva di Vittorio una persona amata da tutti coloro che lo conoscevano era la sua curiosità disinteressata, la sua fedeltà a una ragione ragionevole.

Nonostante la galera fascista e le faziosità di cui soffrì anche l'antifascismo non rinunciò mai a cercar di capire i diversi, non sacrificò i sentimenti e l'ironia al disprezzo e alla condanna. Fu sempre un amico, un padre, un compagno comprensivo. Mi incantarono i suoi ultimi libri, specie i ricordi di montagna, così come mi aveva colpito il suo saggio sul quaderno di GL, il suo saper restare uno che sa ridere, come quando della politica giovanile ricordava il fastidio di sua madre per quelle montagne di Courmayeur piene di neve e di antifascisti.

Vittorio e la sua famiglia passavano le vacanze a La Salle in Valle d'Aosta. Vittorio non era più in grado di camminare ma si faceva portare in auto fino al Piccolo San Bernardo per le montagne in cui aveva camminato da ragazzo e che ricordava tutte perfettamente per nome. Anche quello un modo del suo essere fedelmente affettuoso.


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sabato 18 ottobre 2008

Le Energie

di Maurizio Sereni

Il territorio pisano è il luogo dove si registra una delle più alte concentrazioni di energie intellettive nei campi della ricerca, del biotech, delle facoltà universitarie, della farmaceutica e dei servizi sanitari; Pisa è la città di Galilei e dei grandi studiosi che hanno studiato, respirato e ispirato molte eccellenze; Pisa è la città che si popola di 50.000 presenze non residenti ogni giorno, portatori di consumi ma anche di notevole valore aggiunto per cultura e molto altro.
In questa parte d’Italia bagnata dal Mediterraneo e posta idealmente con il volto rivolto verso il sole, i cittadini che vi abitano e la rendono viva ogni giorno, al cospetto di dati forniti dai Comuni italiani a fine 2007 (fonte: dossier del Sole 24 Ore del 13 ottobre, riguardante adozione di politiche energetiche alternative dei Comuni italiani), non beneficiano di alcun servizio energetico alternativo che la scienza e la tecnologia applicata rendono ormai fruibile a prezzi accettabili.

In questo dossier leggi Pisa e leggi Solare Fotovoltaico = 0 KW istallati; Solare Termico = 0 Mq istallati; Teleriscaldamento = 0 abitanti serviti; Biomasse = 0 KW istallati. Perfino nelle politiche per il risparmio energetico risultiamo fra gli ultimi posti (e queste, spesso, sono a costo zero).

E’ interessante notare i progressi di città come Benevento, i cui problemi di sviluppo e di sicurezza sono 100 volte superiori a quelli dei nostri territori, nello sviluppo del solare fotovoltaico (media di 4,3 KW istallati su edifici comunali ogni mille abitanti), a testimonianza che la sensibilità su queste tematiche prescinde dagli interventi in altri settori altrettanto strategici. A tutti è evidente che questa tendenza debba essere invertita.

Si percepisce con la nuova amministrazione Filippeschi la volontà di intervenire nella promozione e utilizzo di politiche di risparmio energetico (piano sostituzione lampade per l’illuminazione pubblica) e nell’utilizzo (specialmente per le strutture scolastiche comunali) di impianti per l’utilizzo di fonti energetiche alternative. Si auspica una maggiore sinergia con la Provincia e la Regione, altrettanto impegnate in piani di sviluppo energetico con relative risorse da destinare a tali fini.

Si richiede fortemente il supporto e la partnership di soggetti privati, sul lato della ricerca, del finanziamento, della realizzazione di impianti. In ogni caso, per la responsabilità politica che impegna il PD, c’è la necessità di rendere trasparente il percorso che vogliamo seguire nei confronti del tema dell’Energia, comunicando ai cittadini i progetti in corso, i futuri, gli impegni economici in campo e promuovendo momenti di confronto liberi e diffusi; su questi temi, legati concretamente alle difficoltà economiche delle famiglie, è possibile registrare largo interesse e consenso. Probabilmente molto di più delle polemiche sui viaggi in Cina del Comune di Pisa.


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mercoledì 15 ottobre 2008

Incontro per discutere su problemi/opportunità del Centro Storico Mercoledì 22 ore 21.30

Ciao a tutti,

In queste settimane più volte avevo pensato di creare un incontro per ascoltare i vostri problemi, per valutare le vostre proposte di miglioramento della città. Una buona occasione potrebbe essere l’incontro fissato dal Circolo del PD di Pisa Centro per Mercoledì 22 ottobre dalle 21.30 presso la sede del Circolo in corso italia, in cui il Sindaco Marco Filippeschi, insieme ai consiglieri del Circolo discuterà sui temi più importanti che riguardano il centro storico della città.

Credo che potrà essere una buona occasione per incontrarci e per confrontarci su come dare concretezza alle nostra idee.

Spero di incontrare tante/i di voi…..

Un abbraccio

Antonio


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lunedì 13 ottobre 2008

Rivolta: E NON E' CHE L'INIZIO...‏








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Così si uccide il Sapere in Italia


Cari tutti di seguito la mozione presentata e votata nello scorso Consiglio Comunale contro la legge 133 (cosiddetta Riforma Gelmini)

Cosa ne pensate? Avete idee da proporre sia a livello locale che a livello Nazionale?

Sono a vostra disposizione

Antonio



MOZIONE

OGGETTO: Università e Ricerca ad un punto di non ritorno: le conseguenze della Legge 133/2008 e delle norme antistabilizzazioni del ddl n.1441

Visto lo stato di agitazione dichiarato dai ricercatori, i professori e i tecnico amministrativi precari e non precari dell’Ateneo pisano e del Cnr;

Viste le mozioni e le successive prese di posizione approvate sin dall’emanazione del Decreto Legge 112 del 18 Giugno 2008, convertito il 6 Agosto nella Legge 133/2008, dalla Crui e dal Cun, ovvero i maggiori organi di rappresentanza delle Università italiane, da diverse Conferenze dei Presidi, dai Senati Accademici e dai Consigli di Amministrazione della maggior parte degli Atenei italiani;

Vista la posizione espressa dai Senati Accademici delle Università Toscane riunitisi per via straordinaria in seduta congiunta;

Viste le prese di posizione di molti organi collegiali delle facoltà e dei dipartimenti dell’Ateneo pisano e Toscani;

Vista la preoccupante “denuncia” all’opinione pubblica fatta dall’assemblea generale del personale dei tre Atenei pisani rivolta ad evidenziare il rischio dello smantellamento dell’Università pubblica;

Visti gli elementi emersi la mattina del 30 settembre, quando circa trecento precari dell’Università, del Cnr e dell’Istituto di Fisica Nucleare hanno civilmente manifestato dinanzi a Palazzo alla Giornata e a Palazzo Gambacorti contro un emendamento presentato all’interno del collegato “monstre”, ddl n.1441, nel quale non solo si sopprimono le disposizioni presenti nella finanziaria 2007 e le misure successive finalizzate alla stabilizzazione del precariato pubblico, ma si ipotizza addirittura la decadenza automatica dei contratti attualmente in proroga;

Vista l’attuale sordità da parte del Governo nei confronti dei pareri discordanti delle rappresentanze dei docenti e delle associazioni di dottori di ricerca, dei dottorandi, contrattisti, precari e studenti, della CRUI e del CUN, delle Conferenze dei Presidi, dei Senati Accademici e Consigli di Amministrazione della maggior parte degli Atenei italiani;

Considerato molto grave l’intervento su materie così delicate e strategiche per il paese come la formazione universitaria e la ricerca pubblica attraverso strumenti legislativi che di fatto non consentono alcun confronto preventivo, né un dibattito approfondito nel Parlamento e nel Paese;

Considerato che le normative adottate non sono ispirate ad alcun progetto - condivisibile o non condivisibile - di riforma, bensì documentano la scelta di fare cassa senza considerarne gli effetti reazionari e dannosi per settori strategici come Università e Ricerca, per i quali l’Italia accusa una persistente arretratezza in termini di investimenti, come da rapporto OCSE 2008;

Considerato che l’Italia, nei primi posti per produzione scientifica, è già molto lontana dagli obiettivi europei sulla formazione, in quanto molto indietro per spesa annua per studente ed ultima in Europa per spesa totale destinata all’Università rispetto al PIL (0,9% contro 1,3% della media UE), per la quota di spesa pubblica per l’Università (1,6% contro 2,8% della media UE), per spesa totale destinata alla ricerca rispetto al PIL (1,09% contro il 2,26% della media UE);

Considerato che facendo leva su una campagna mediatica indiscriminata a tratti diffamatoria - scandali sul nepotismo, sullo spreco del personale, sulle superpaghe dei dirigenti, ecc., seppur veri e diffusi non sono sufficienti a giustificare “comode” generalizzazioni - vengono accomunate tutte le Università in un unico calderone e viene colpito il sistema pubblico nella sua essenza penalizzando soprattutto gli Atenei con maggiore tradizione nella ricerca e nell’insegnamento;

Considerato che il sistema universitario e di ricerca italiano esige un percorso di analisi approfondita e un ampio confronto preventivo al fine di approdare ad una indispensabile riforma che metta al centro gli obiettivi di Lisbona, ovvero la strategia europea che individua nella conoscenza il fulcro centrale del nuovo sviluppo sociale ed economico, che dia maggiore attenzione agli studenti dalla laurea al dottorato di ricerca, che premi il merito e apra le porte ai giovani talenti;

Rilevato che la Legge 133/2008 (conversione del DL 112/2008) infligge un colpo di grazia al sistema pubblico universitario e di ricerca in quanto mina principi Costituzionali fondamentali quali il “DIRITTO ALLO STUDIO” in una Università libera, democratica e aperta a tutti, il “DIRITTO AL LAVORO” vero e non precario, il “DIRITTO AD UNA VITA DIGNITOSA” a partire dalle condizioni salariali e materiali, sociali e culturali, la “LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO, DI RICERCA”; in particolare i provvedimenti del Governo produrranno i seguenti effetti:

• una riduzione annuale fino al 2013 del Fondo di Finanziamento Ordinario di 467 milioni di euro (taglio del 6%) e un taglio del 46% sulle spese di funzionamento per sostenere l’abolizione dell’ICI sulla prima casa per le famiglie con redditi alti (per quelle con bassi redditi le misure erano già state studiate nella finanziaria 2008);

• una riduzione del turn-over al 20% per le università (su 5 che vanno in pensione 1 solo verrà assunto) nel periodo 2009-2013 (in termini finanziari -64 milioni di euro nel 2009, -190 milioni di euro nel 2010, -316 milioni di euro nel 2011, -417 milioni di euro nel 2012, -455 milioni di euro nel 2013). Per gli EPR si avrà una riduzione del 20% nel 2009 mentre dal 2010 al 2013 ogni unità di personale che esce potrà essere sostituita da una sola unità di personale in entrata e non in base al valore economico "liberato" (un dirigente di ricerca libera un valore economico che corrisponde a più unità di personale al primo impiego);

• un taglio complessivo di quasi 4 miliardi di euro in 5 anni;

• la trasformazione delle Università pubbliche in Fondazioni di diritto privato;

• anche per gli enti di ricerca come per le altre amministrazioni dello Stato, una riduzione della pianta organica pari almeno al 10%, con conseguente blocco delle assunzioni per molte realtà;

Rilevato che gli effetti combinati tra l'articolo 49 della Legge 133/2008, ovvero il divieto di ricorrere al medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'arco del quinquennio ultimo, e il 37-bis inserito nel ddl 1441 in iter d’approvazione parlamentare, ovvero la cancellazione della procedura delle stabilizzazioni, determineranno il devastante blocco per le forme contrattuali a tempo determinato in enti dove la frequenza dei concorsi è scarsissima e il licenziamento in tronco (dopo 3 mesi dall' eventuale entrata in vigore del ddl 1441) di chi aveva già ricevuto garanzie dallo Stato di un percorso per andare a stabilizzare la propria attività professionale;

Ritenuto che le misure descritte mettono a rischio il normale esercizio della didattica e della ricerca nelle Università e nei centri di ricerca, aggravano il problema del numero e della media anagrafica del personale, tradiscono gli accordi europei e il dettato costituzionale sulla necessità della natura pubblica dell’istruzione, compreso quella universitaria;

Ritenuto in particolare che:

• i tagli, previsti in maniera indiscriminata senza alcun accenno a criteri di valutazione, risultano insopportabili per un settore già in grave sofferenza e del tutto sottovalutato rispetto a quanto sta succedendo nel resto del mondo;

• vengono chiuse le porte ai giovani talenti, ovvero una delle risorse più pregiate del nostro paese;

• il taglio indiscriminato delle risorse unito alla possibilità di trasformazione in fondazione privata rischia di modificare il sistema universitario nazionale in un sistema di formazione estremamente debole e con accessi differenziati in base al censo (nessun tetto per le tasse universitarie). Inoltre, senza alcun riferimento alla valutazione si selezioneranno le discipline e le sedi universitarie non sulla base del loro valore didattico e scientifico ma in ragione della diversità del contesto socio economico in cui operano;

• lo Stato non può garantire un percorso di acquisizione certa di diritti e immediatamente dopo tradire quella garanzia mettendo in gioco tanto la reputazione delle Istituzioni quanto le stesse basi di solidità civile dei cittadini;

• le norme approvate e in fase di discussione sono come bisturi di una demagogia impietosa nelle speranza viva dei giovani e dei precari di tutte le età e delle loro famiglie;

Constatato che gli effetti di una crisi del sistema formativo e di ricerca pisano avrebbe enormi ripercussioni sulla città e sull’intera provincia sia in termini socioculturali che economici;


Il Consiglio Comunale di Pisa

Esprime piena solidarietà ai docenti, i ricercatori, i precari e gli studenti.

Denuncia all’opinione pubblica l’azione del Governo di voler smantellare il sistema pubblico universitario e di ricerca.

Afferma con grande preoccupazione la propria contrarietà ai provvedimenti adottati dal Ministro e dal Governo, evidenziando i gravi rischi legati ad un indebolimento del ruolo complessivo della produzione e fruizione del Sapere nel nostro paese.

Chiede:

che il Governo riveda i propri orientamenti;

che il Parlamento non approvi il ddl n.1441;

che, a partire dalla prossima discussione parlamentare della legge finanziaria, si riaffermino gli obiettivi europei e che siano corrette le norme previste nella Legge 133/2008;

che, dato il carattere strategico delle politiche sulla formazione universitaria e la ricerca, tale materia non venga trattata con decreti e colpi di maggioranza, ma con un serio confronto parlamentare, col coinvolgimento degli esponenti della cultura italiana e di tutti i soggetti interessati.

Impegna il Sindaco e il Presidente del Consiglio a farsi interpreti in tutte le sedi opportune delle posizioni espresse, a prendere contatto tempestivamente con i rappresentanti istituzionali, sindacali e associative delle Università e dei Centri di Ricerca della città di Pisa e a farsi promotori di iniziative congiunte con la Provincia e la Regione.


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lunedì 29 settembre 2008

UN SABATO SERA A PISA - Impressioni di vita quotidiana

Care amiche/i,
pubblico di seguito una email ricevuta da un mio caro amico, che racconta il sabato sera visto da un "ragazzo" di 35 anni che vuole vivere la città,divertendosi ma anche risettandola totalmente. Avete la stessa visione di Stefano? Raccontatemi un po’ il vostro punto divista. Un abbraccio a tutti ed un grazie particolare a Stefano per la sarcastica lucidità della sua analisi

Antonio


A PISA SABATO SERA....

HO VISTO....tanta gente, soprattutto giovani, che affollava il centro (Piazza Garibaldi, Lungarni, Borgo Largo)

HO VISTO....il centro pieno di vita frequentato da pisani, studenti e stranieri

HO VISTO....stranieri che seduti per terra in Piazza Garibaldi sorseggiavano sorridenti e tranquilli delle bevande contenute in bottiglie di vetro e plastica

HO VISTO....Plastica..tanti bicchieri di plastica buttati sui Lungarni

HO VISTO....Lungarni che al contrario di altre volte avevano vuoti i cestini

HO VISTO....Cestini che spesso sembrano insufficienti a contenere le scorie di un sabato sera

HO VISTO....che la pulizia della citta’ dipende anche dal senso civico delle persone; ma dato che la madre dei maleducati e’ sempre incinta proviamo a trovare una soluzione

HO VISTO....un sabato sera che rimane affollato con la stessa intensitá anche dopo il divieto di somministrare bevande alcoliche dopo l’una

HO VISTO....dopo l’una ancora piu’ gente che cammina per strada con bottiglie in mano sebbene di plastica, perche’ tanto se le portano da casa

HO VISTO....un amico che telefonava ai vigili urbani denunciando la presenza di persone che avevano contenitori di vetro in centro

HO VISTO....che i vigili urbani non sono mai arrivati

HO VISTO....il gestore di un locale del centro che raccontava al mio amico di avere telefonato Venerdi sera alle forze dell’ordine per denunciare una rissa in atto di fronte al suo locale

HO VISTO....che il racconto terminava con”la polizia non e’mai arrivata”

HO VISTO....che la polizia forse non deve arrivare ma essere giá li

HO VISTO....che non sono andato in P.za delle Vettovaglie perche’ l’ultima volta in cui ci sono stato (Luglio) c’erano spacciatori mentre la polizia guardava l’elezione di Miss Pisa

HO VISTO....che se c’e’ la disponibilita’ della polizia per Miss Pisa ci puo’ e deve essere anche per Miss Sicurezza

HO VISTO....che se volessi vivere nel centro di Pisa ci penserei due...cento volte prima di farlo

HO VISTO....che comunque è giusto che nel week end i giovani abbiano la possibilita’ di bere qualcosa fino ad una certa ora

HO VISTO....che si potrebbe spostare il centro di aggregazione in zone piu’ periferiche

HO VISTO....che non vorrei essere al posto di chi abita in centro perche’ la presenza delle forze dell’ordine e’marginale(a meno che non si elegga una Miss ogni giorno in diversi punti della citta’)

HO VISTO....che il sindaco fa delle ordinanze che effettivamente non vanno fatte rispettare giuste o sbagliate che siano(qualora siano sbagliate l’errore e’doppio)

HO VISTO....una cittá che vuole adottare politiche di rassicurazione invece che di sicurezza

HO VISTO....una cittá che per fronteggiare il fenomeno deve prima imparare a conoscerlo


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