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giovedì 10 febbraio 2011
La sicurezza come diritto di Libertà - Quarto Documento Programmatico Assemblea Nazionale
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150 anni dell'Unità d'Italia
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Il Governo snobba le Navi Romane e il TAR non blocca la variante urbanistica
Giornata piena di notizie (alcune positive, altre meno) per la nostra comunità. Andiamo per ordine:
- Il Governo snobba le navi romane. Ieri alla Camera si è discussa la question time presentata dagli onorevoli pisani riguardo al cantiere delle navi romane (http://www.youtube.com/watch?v=J2sSW09hj6Y). il Ministro Bondi non si è neppure presentato ed il Sottosegretario presente non ha dato alcuna garanzia neanche sui 350 mila euro necessari per la manutenzione ordinaria. E nessun cenno neanche al gran lavoro che hanno fatto e stanno facendo i ragazzi dell'Associazione " Amici dei Musei" e alla richiesta del riconoscimento del sito dell'Unesco. Un disinteresse cosi eclatante che lascia stupiti e preoccupati. E' necessario fare qualcosa subito in Consiglio Comunale;
- Il TAR non blocca la variante. Nessuna sospensiva e giudizio di merito anticipato ad Aprile. Scongiurato il blocco dei lavori e salvi i finanziamenti regionali che l'amministrazione ha ottenuto per la costruzione delle case popolari. Ora è il momento di accellerare ed iniziare le attività. Sarà il caso che anche Rifondazione si interroghi sulla validità della sua richiesta?
- Sono cominciati i lavori della Sesta Porta. Ieri mattina le ruspe hanno demolito parte di un capannone in cui era ubicato il progetto Rebeldia. Le demolizioni serviranno a fare spazio alla nuova cittadella dei servizi che riqualificherà l'intero quartiere Stazione. Qui convergeranno treni, bus, auto divenendo uno snodo di fondamentale importanza per la mobilità urbana cittadina.
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mercoledì 9 febbraio 2011
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura - IL documento programmatico del PD
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
E' dall’articolo 9 della nostra Costituzione che occorre ripartire se vogliamo rilanciare la cultura (qui potete leggere il documento), da quei principi irrinunciabili troppo spesso disattesi e traditi.
E’ necessario agire in fretta. Partendo dai comuni che governiamo!
Non dimentichiamolo
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Manifestazione 13 Febbraio 2011 ore 14.30 "Se non ora quando" - BASTA BUNGA BUNGA
“Se non ora, quando?”. Poche parole che riassumono a dovere tanta indignazione e voglia di rialzare la testa. Parole che domenica ci uniranno tutte e tutti, a Pisa come nelle altre piazze d'Italia, sotto un'unica bandiera, quella con su scritto basta. Basta con il bunga bunga e le notti di Arcore, con la bellezza e la disponibilità come credenziali che fanno curriculum, il lettone del Premier come unica forma di ascensore sociale. Il presidente del Consiglio ha uno stile di vita, privata ma con ampi risvolti pubblici, che mette in ridicolo le istituzioni e calpesta la nostra dignità. Ci umilia e ci offende come persone, ancor prima che come donne. Quello che vige nella villa del Sultano, ma anche quello che emerge dalle intercettazioni e va in onda nei talk-show, è un modello comportamentale che non ci appartiene. Offre uno spaccato di relazioni tra l'uomo e la donna che appartiene al passato e lì deve rimanere. È fatto di scorciatoie, legittima il principio per cui qualunque mezzo è lecito per raggiungere il risultato, tranne ovviamente la capacità e l'impegno. “Se non ora, quando?” è lo slogan che deve dare la sveglia a questa società, dimostrare che siamo ancora capaci di reagire di fronte ad uno scandalo. Il silenzio, mai come stavolta, sarebbe segno di complicità. Per questo il Partito Democratico di Pisa aderisce alla manifestazione e chiede a tutti i nostri concittadini di partecipare dando un segnale di risveglio civico. Domenica alle 14,30 in piazza Sant'Antonio. Ce n'è bisogno. “Se non ora, quando?”
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Per ora siamo a 2500 firme....proviamo a raddoppiarle nel prossimo weekend. Ecco le iniziativa su Pisa città
- Putignano sabato e domenica pomeriggio in piazza 25 aprile;
- Pisanova: sabato pomeriggio in via maccatella, via di Padule e Piagge;
- Cep: sabato tutto il giorno in piazza Giovanni XXIII;
- Marina: domenica al circolo;
- Pisa Centro: sabato dalle 16 alle 19 in Corso Italia.
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martedì 8 febbraio 2011
E' uscito il quinto numero dell'Ululato - il giornalino dei lucani a Pisa
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Secondo Documento Programmatico: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
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Comune e Vodafone insieme per i disabili nelle scuole
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lunedì 7 febbraio 2011
Domani sera martedi 8 Febbraio dalle 18.30 ad oltranza - SOSTENIAMO L'ARSENALE
Un programma più dettagliato della serata di martedì. Partecipiamo Numerosi e facciamoci la tessera. Solo 5 euro per sostenere l’Arsenale!
ore 18.30
Proiezione del corto Betty Boop (10')
Proiezione di un corto di Buster Keaton (10’)
Mauro Orselli suona le percussioni accompagnando i corti
Ore 19.20
Lettura a cura di Silvia Panichi, Assessore alla Cultura Comune di Pisa
A seguire:
Incontro coordinato da Giacomo Martini, partecipano
Marco Filippeschi, Sindaco di Pisa
Silvia Pagnin, Assessore alla Cultura Provincia di Pisa
Antonella Galanti Prorettore al Territorio Università degli studi di Pisa
Cristina Scaletti Assessore alla cultura Regione Toscana
Ugo Di Tullio Consigliere delegato Fondazione Sistema Toscana, Mediateca
Ore 20.30
Lettura a cura di Umberto Carpi
A seguire:
Cena nel foyer
In sala proiezione video musicali a cura di Riccardo Vaglini e corti di Buster Keaton
Ore 21,30
Interventi di:
Salvatore Settis
Maurizio Iacono
Ore 22,00
Lettura a cura di Valeria Della Mea
Videomessaggio di saluto di Paolo Virzì
Ore 22,20
Mario Sesti, direttore sezione extra del Festival del Film di Roma, presenta il corto:
Piccoli naufragi (5’) di Virginia Eleuteri Serpieri
Ore 22,40
Lettura a cura di Paolo Pierazzini
A seguire
Interventi di:
Daniele Segre
Sergio Staino
Claudio Carabba
Enzo Porcelli
Alessandro Benvenuti (da confermare)
Ore 23,30
Proiezione di un corto di Buster Keaton (10’)
Eugenio Sanna suona la chitarra accompagnando il corto
Proiezione del documentario L’elefante occupa spazio (60’) di Francesco Barnabei
A seguire corti fino a notte fonda
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C- Global -ora lavoriamo per annullare i trasferimenti
Il Partito Democratico di Pisa accoglie con sollievo la notizia della decisione del Giudice del lavoro sulla sospensione dei trasferimenti dei circa 65 lavoratori della C-Global dall’impianto di Pisa verso quello di Collecchio. Trasferimenti che, di fatto, nascondevano l'intenzione della proprietà di delocalizzare le proprie lavorazioni verso la Moldavia. Tutto questo nonostante l'utile prodotto nel 2009 Il Pd rifiuta la logica esclusiva del massimo profitto, soprattutto quando esercitata a scapito di lavoratori con grandi capacità professionali e competenze. Ricordiamo che la vicenda C-Global oltre a vedere protagonisti i cosiddetti dipendenti diretti, avrebbe non poche ricadute anche su un importante indotto di circa 150 altri lavoratori. Vinta questa partita, c’è bisogno di continuare a lavorare, affinché una sospensione si possa presto tramutare in annullamento, magari con la volontà di imprenditori presenti sul territorio attenti e sensibili alle capacità di alto livello professionale di uomini e donne che con serietà offrono le proprie competenze. E per questo, il Partito Democratico continuerà a monitorare lo svolgersi della vertenza, disponibile a dare il suo contributo ad una soluzione che possa incontrare i legittimi auspici dei lavoratori e della comunità. Gaetano MaglianoLa notizia della decisione del giudice del lavoro è davvero positiva. Non credo che un giusto modello di sviluppo sia quello di utilizzare un territorio e poi abbandonarlo a se stesso. E' necessario investire sulle proprie risorse e lavorare con il territorio per offrire le giuste sinergie di crescita.
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L'Assemblea Nazionale del 4/5 Febbraio ha approvato 6 documenti programmatici
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Intenso weekend di Politica - che mi ha dato ancora piu voglia di impegnarmi
Inizia una nuova settimana piena di impegni ed iniziative. Dal tesseramento alla raccolta firma per chiedere a berlusconi di dimettersi, passando al dibattito sulla situazione politica locale e nazionale a Ponsacco.
Ma il weekend appena concluso è stato denso di eventi che hanno visto la partecipazione di centinaia di nostri iscritti a simpatizzanti, che ci chiedono a gran voce di fare Politica (quella con la P maiuscola) per tornare al governo di un Paese MALATO.
Sabato Mattina sono stato a Pontedera all'Assemblea Regionale delle lavoratrici e dei lavoratori del pd. Hanno partecipato oltre 300 persone, si sono susseguiti 26 interventi, di realtà produttive moltoo diverse tra loro. Una partecipazione straordinaria, ma soprattutto una importante discussione. Quasi tutti gli interventi hanno chiesto al PD di essere il partito del Lavoro, di difendere i diritti e non accettare passivamente gli eventi. Hanno ragione, questa è la missione di un partito riformista. Ed è di qui che dobbiamo ripartire.
Nel pomeriggio sono stato ad aprire il tesseramento ad Asciano Pisano, in un clima davvero bello e familiare. In tanti erano presenti ad una iniziativa semplice ma fondamentale per tornare tra la gente. In queste prime settimane di lavoro nella segreteria Provinciale, sto girando in provincia. E sto imparando che il vero PD è quello che sta tra la gente, che ascolta le loro posizioni e che poi decide guardando al futuro.
E infine sono passato al banchetto organizzato dal circolo PD Pisa Centro per raccogliere le firme con cui richiedere le dimissioni di Berlusconi. Sarà stata la location (eravamo in corso italia), sarà stata l'ora (pieno hopping del sabato), ma si fermava tantissima gente, tantissimi giovani che ci ringraziavamo per il grande lavoro che stavamo facendo. Perchè l'Italia aveva bisogno di un cambio di passo e perchè questa iniziativa serviva a rimettere insieme le forze piu sane del Paese. ma tutti ci chiedevano di unire a questa iniziativa tante proposte politiche per offrire una speranza ad un paese ormai sulle gambe.
Ma il weekend è stato anche dedicato all'Assemblea Nazionale del PD. Ho rivisto alcuni passaggi su youdem e devo dire che Bersani mi è piaciuto. Molto buone le sue conclusioni. In particolare l'Italia non può essere più vecchia della sua democrazia, non può essere più vecchi degli italiani. Deve essere più giovane!Pronunciamo le parole essenziali, radicalmente alternative a Berlusconi: onestà, serietà, sobrietà, civismo, solidarietà.
“Riprendiamo queste parole e le mettiamo davanti al nostro mondo. Noi siamo un partito con valori civici, che sono il cuore del nostro progetto. C'è sottotraccia una forte esigenza di valori. Oltre l'umiliazione di questo periodo c'è l'Italia di domani e il Pd si mette con tutte le sue forze e tutta la sua unità si mette a servizio di questa Italia”.
Domenica riposo! Tanto che non ho neanche letto i giornali. Stamani rivedevo un po i giornali di ieri...e ho letto di dubbi circa la mia assenza in commissione sul tema 'casa'. Volevo rassicurare prima di tutto i "dubitativi" giornalisti che quel giorno ero a Milano per lavoro...e che nel mio modo di fare politica non c'è bisogno sempre del sotterfugio e della tattica piu esasperata per poter espremere le mie posizioni. Ultima annotazione: non sarà il caso che si dibatta di piu all'interno del gruppo Consiliare e meno sulla stampa? Il nostro popolo ci chiede questo
Buon inizio settimana
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venerdì 4 febbraio 2011
Lo sport come strumento
Interessante serata quella organizzata dal CSI di Pisa presso l'auditorium Opera del Duomo, dal tema "Sport e Parrocchia". Tanti gli interventi pieni di spunti e stimoli importanti. A partire da quello finale di Mons. Claudio Paganini, consulente ecclesiastico nazionale del CSI, che ha raccontato la sua esperienza da cappellano del Brescia Calcio (con uno spogliatoio col buddista Baggio, con cattolici poco convinti, con musulmani ferventi... tutti a dar giù sulla Chiesa!) e soprattutto ha descritto la splendida realtà del bresciano, con tutte le parrocchie che hanno oratori con strutture efficienti e finanziate dagli enti locali. Mi sa tanto che abbiamo qualcosa da imparare qui in Toscana...Per me amministratore, cattolico e sportivo, davvero una serata altamente formativa.
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Votata ieri in consiglio la nostra mozione sul tema Sistema Aeroportuale Pisano
- la realizzazione dell'impegno della Regione Toscana nella compagine societaria di ADF S.p.A. (la società che gestisce l'aeroporto di Firenze, ndr), con quota azionaria di riferimento, secondo quanto già deciso dal Consiglio Regionale della Toscana;
- l'elaborazione, da parte della Regione Toscana, di uno studio di impatto economico a seguito della realizzazione di una nuova pista all'aeroporto Amerigo Vespucci e la definizione, non in quanto socio delle società di gestione, ma in quanto ente territoriale, di un "Piano di sviluppo del sistema aeroportuale toscano", in modo da fornire un quadro di riferimento certo, per i prossimi 15-20 anni, alle società di gestione degli aeroporti della Toscana;
- l'elaborazione e la piena condivisione di una strategia di sviluppo industriale perseguita tramite scelte d'integrazione che, partendo dalle potenzialità di sviluppo del trasporto aereo previste da IATA, assicuri sia la crescita dello scalo pisano secondo le previsioni programmate, sia la crescita complessiva dei due scali e del valore per gli azionisti di entrambi.
Antonio
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Il Consiglio Comunale di Pisa a sostegno del cinema Arsenale
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giovedì 3 febbraio 2011
Voto Contrario al Federalismo: Doppia bocciatura, sia politica che nel merito
1) piu' centralismo e piu' poteri a Roma;
2) minore autonomia per i comuni;
3) minore responsabilizzazione per gli amministratori locali;
4) piu' tasse per i lavoratori dipendenti;
5) piu' tasse per i pensionati;
6) piu' tasse per le PMI (per intenderci, tutti i proprietari di fabbriche e capannoni pagheranno molto di piu');
7) nessuna tassa comunale per gli evasori;
8) disparita' intollerabili tra comuni privilegiati e comuni svantaggiati, anche all'interno della stessa Regione (basti pensare a quelli a vocazione turistica, che ne usciranno strafavoriti rispetto agli altri);
9) privilegi per tutti i comuni delle regioni a Statuto speciale;
10) confusione e incertezza normativa: il sistema fiscale diventera' un labirinto entro il quale per il cittadino sara' impossibile capire dove andranno a finire le sue tasse.
Eccoli, i dieci motivi per votare no. Dieci buoni motivi per dire alla Lega: 'Peccato, vi siete sbagliati. Questo non e' federalismo'".
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Per raggiungere 22 000 firme a Pisa ....serve davvero l'aiuto di tutti. Il calendario degli appuntamenti del weekend a Pisa
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mercoledì 2 febbraio 2011
Alitalia rafforza la sua presenza a Pisa - segnale in controtendenza o le nostre scelte sono quelle più giuste?
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7 minuti di strategia politica - Crozza il suo maestro Zen - Bersani
Bersani le ha fatte proprie nel suo finale …speriamo ora che l’Assemblea Nazionale le solidifichi e le renda patrimonio comune
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Ciclo di formazione sulla Costituzione Italiana 3 Febbraio ore 21 circolo "L'Alberone"
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martedì 1 febbraio 2011
Rebeldia: le condizioni di trasparenza saranno garantie - Risposta al Consigliere Petrucci
Sabato scorso sono stato chiamato in causa, attraverso le pagine del tirreno, dal Consigliere Comunale del PDL Diego Petrucci, in merito alla vicenda rebeldia. In particolare Petrucci sostiene " Mi stupisce che il Consigliere Antonio Mazzeo presidente della quarta commissione che avrebbe dovuto garantire le condizioni di trasparenza del bando, si dica soddisfatto della nuova soluzione".
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Una settimana da… LuPi!
Da ormai quasi 2 anni l’Associazione dei Lucani a Pisa (Lu.Pi.) raccoglie i tanti studenti e professionisti originari della regione Basilicata che i casi della vita hanno portato a Pisa. Diverse le manifestazioni e le attività organizzate in questi 24 mesi dal gruppo coordinato dal presidente Paolo Caravelli, cardiologo presso l’Ospedale di Cisanello, e il 2011 non sarà da meno: subito a febbraio un’intera settimana sarà dedicata alla “lucanità”. Si parte giovedì 10 alle ore 17 presso l’Auditorium del Liceo Classico “Galilei” di Pisa con la presentazione del romanzo "La scomparsa della luna" da parte di Michele Battaglino, originario di Genzano di Lucania ma per diversi anni preside proprio del liceo pisano. Si continua poi venerdì 11, sempre alle ore 17, con il libro di Ettore Cinnella "Carmine Crocco. Un brigante nella grande storia" presso l'Aula Magna della Sapienza a Pisa. Il 13 febbraio ci spostiamo invece al Parco di San Rossore, dove l’ippodromo ospiterà un GP di ippica patrocinato dai LuPi e una serie di stand di prodotti tipici lucani. Il gran finale sarà quindi mercoledì 16 febbraio alle ore 21 presso il Circolo Pisanova, dove il famoso attore teatrale Ulderico Pesce si esibirà col suo "Storie di Scorie", uno spettacolo di denuncia sociale, com’è tipico del grande artista lucano. Potete trovare tutti i dettagli di questi eventi sul sito dell’associazione www.lucaniapisa.info, comprese le news sul prossimo grande appuntamento dei LuPi: il ritorno a maggio di Basilicata in TIR, l’evento che l’anno scorso ha trasformato per tre giorni le maggiori piazze di Pisa in un angolo di Basilicata. “E’ un orgoglio poter vedere come una piccola comunità come quella lucana possa lavorare con passione e spirito identitario per far conoscere alla cittadinanza pisana le bellezze storiche, culturali e artistiche della propria terra d’origine - ci dice Antonio Mazzeo, consigliere comunale ed esempio perfetto dell’integrazione dei lucani a Pisa - Questa città ci ha dato tanto in termini di accoglienza, di formazione e di opportunità, e siamo ben lieti di ripagarla regalando ai cittadini un pizzico di quei sapori, di quei suoni e di quell’arte che rendono la nostra terra misteriosa e affascinante”. Leggi il resto del post...
lunedì 31 gennaio 2011
Sì al Federalismo ma come Patto Costituzionale e non come strumento di propaganda politica
Evitiamo l'ennesima farsa propagandistica a spese dei cittadini
Antonio
Un governo debole e privo di maggioranza parlamentare continua a scaricare sul sistema delle autonomie il peso delle proprie contraddizioni e i costi di una politica incapace di portare il sistema paese fuori dalla crisi economica e sociale. Si stanno colpendo i livelli di welfare, l’erogazione di servizi indispensabili per le proprie comunità, gli stessi meccanismi di coesione sociale garantiti in prima linea proprio dal sistema degli enti locali. Il drastico ridimensionamento deciso con la manovra finanziaria per il 2011 dei fondi a carattere sociale (-78% tra il 2008 e il 2011) rappresenta una prospettiva decisamente negativa per un paese colpito dalla peggiore crisi sociale e occupazionale dal dopoguerra. Lo stesso processo di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale, accanto alle numerose criticità più volte evidenziate, lascia del tutto ai margini ogni riferimento ai livelli essenziali delle prestazioni sociali da garantire uniformemente su tutto il territoric nazionale. Uno dei capisaldi della riforma federalista viene del tutto ignorato dai provvedimenti del governo.
1. La Carta delle autonomie fatta a pezzi
Anche il disegno di riforma dell’ordinamento locale e la definizione delle funzioni fondamentali degli enti locali, appare abbandonato su un binario morto. Il legame tra risorse attribuite, capacità impositiva e sistema delle competenze degli enti locali è sparito dall’orizzonte per far posto a un ordinamento disegnato a brandelli, in maniera parziale e ispirato alla logica dei «costi della politica», piuttosto che a quella dell’organicità e della coerenza col disegno federalista: l’elencazione delle funzioni fondamentali indicata nel disegno di legge sull’ordinamento locale è in contraddizione con quella indicata nel fisco municipale; la previsione dell’obbligatorietà dell’esercizio associato delle funzioni dei piccoli comuni è del tutto scollegata dalla necessità di costruire un adeguato ente locale di base al quale legare crescenti poteri fiscali. È sostanzialmente ignorata ogni concreta capacità di avviare un vero governo delle aree metropolitane; la stessa sorte delle province non è messa al riparo delle insidie di un dibattito ormai solo demagogico circa la loro abrogazione. Non viene risolto a sufficienza il nodo del rapporto tra regioni e sistema dei poteri locali. Vengono infine colpiti gli istituti di democrazia decentrata, le forme di partecipazione e i livelli stessi della rappresentanza democratica nelle assemblee elettive.
2. La scatola vuota del federalismo fiscale
I decreti legislativi di attuazione del federalismo fiscale sono delle scatole ancora vuote. Essi rinviano a successivi studi ed elaborazioni che li sottraggono sostanzialmente ad ogni controllo politico e parlamentare. Gli schemi di decreti sul fisco municipale fin qui presentati contengono molte incognite e sollevano forti perplessità sulla coerenza con lo spirito e la lettera della legge delega n. 42/2009, oltre che sulla reale corrispondenza ai principi di autonomia finanziaria e impositiva. Non sono quantificate le risorse da conferire al sistema degli enti locali e non è colto il legame chiaro e indissolubile tra conferimento delle risorse, finanziamento delle funzioni del governo locale e introduzione del criterio dei fabbisogni standard. Alla base imponibile che dovrebbe costituire la fonte del prelievo fiscale è sottratta quella maggiormente caratteristica del territorio, cioè l’Ici sulla prima casa, che esigenze elettoralistiche hanno demagogicamente sottratto alla disponibilità dei comuni. Lo stesso fondo di riequilibrio altro non è che un ricettacolo centralista consegnato alla gestione del ministero dell’economia. È del tutto assente ogni riferimento al principio del beneficio e quindi della corrispondenza tra imposizione locale e servizi generali e indivisibili erogati a cittadini e imprese. Il governo ha dovuto fare i conti con i gravi limiti della proposta iniziale, evidenziati anche da Legautonomie, impegnandosi a riscrivere il decreto originale, ridimensionando il peso delle imposte sui trasferimenti in favore di una compartecipazione Irpef, rafforzando la clausola di salvaguardia per i comuni, rendendo obbligatoria l’imposta municipale secondaria. Siamo però ancora dentro un assetto della finanza locale rigido e largamente dipendente da scelte centraliste: la compartecipazione Irpef, sebbene meno sperequata rispetto all’imposizione immobiliare è pur sempre finanza derivata e fino al 2014 i sindaci continueranno ad avere le mani legate per quanto riguarda l’autonomia tributaria. Il recupero dell’esenzione dei beni ecclesiastici dall’Imposta municipale propria (inizialmente non prevista) avverrà a discapito degli immobili relativi all’esercizio di attività di impresa, arti e professioni ovvero posseduti da enti non commerciali, che non beneficeranno più della riduzione del 50% dell’Imu disposta nel testo iniziale del decreto e subiranno perciò un pesante aggravio *** rispetto all’attuale regime Iei.
3. I conti non tornano
Inoltre, come Legautonomie aveva già denunciato per prima, vengono consolidati i tagli ai trasferimenti erariali decisi con la manovra estiva e confermato il rischio di un ammanco di risorse superiore al miliardo di euro legato all’introduzione della cedolare secca sugli affitti il cui gettito verrebbe attribuito dal 2011 ai comuni. Ciò rischia di aprire una vera e propria voragine nei bilanci comunali. In termini di competenza la perdita, secondo elaborazioni confermate dagli uffici studi di Montecitorio, è pari a 525 milioni di euro nel 2011. A questa cifra va però aggiunto l’ipotetico recupero di evasione, che la Relazione tecnica del governo quantificava in ben 440 milioni di euro per il 2011.
4. La legge di stabilità: una manovra iniqua e centralista
L’approvazione della Legge di stabilità 2011 non cambia il quadro che si prospetta per gli enti locali, che l’anno venturo dovranno fare i conti con la manovra di bilancio più centralista da molti anni a questa parte. H nodo di fondo rimane la ripartizione dei sacrifici, del tutto squilibrata a danno delle autonomie territoriali. La quota parte di comuni, province e regioni è altissima: il 40% nel 2011 e il 34% nel 2012. E’ una sproporzione evidente rispetto al peso che il comparto degli enti territoriali ha sulla spesa e sul debito pubblico. Anche il decreto del ministero dell’interno con cui vengono stabiliti i criteri di ripartizione dei tagli effettuati con il decreto legge 78 conferma, attraverso la logica dei tagli lineari, il modo di procedere iniquo e distante dalla concreta realtà di questo governo. La riduzione proporzionale uguale per tutti, infatti, è in netta contraddizione con i principi della legge delega sul federalismo fiscale (finanziamento integrale in base al fabbisogno standard delle spese riconducibili alle funzioni fondamentali, premi e sanzioni in relazione alla virtuosità, ecc. poiché penalizza maggiormente gli enti con minori entrate — correnti pro-capite, in cui la finanza derivata ha un peso rilevante e svolge anche una funzione perequativa.
5. Un patto di stabilità a somma zero
Rispetto alle scelte del dl 78/2010, la principale novità introdotta dalla legge di stabilità è il nuovo Patto interno di stabilità che ripartirà diversamente i sacrifici tra i singoli enti, ma con la manovra invariata il gioco sarà a somma zero. Alcuni ci guadagneranno, altri ci perderanno. Rispetto a quello attualmente in vigore, il saldo obiettivo (sempre definito in termini di competenza mista) viene calcolato in percentuale della spesa corrente media del triennio 2006-2008. Per evitare ’salti’ eccessivi rispetto ai saldi obiettivi derivanti dalla vecchia normativa, viene prevista una riduzione del 50 per cento della differenza tra nuovo e vecchio saldo. E’ introdotto un limite assai stringente per l’aumento dello stock di debito, di cui si dispone il blocco se le spese per interessi sono superiori all’8 per cento delle entrate correnti. E una norma eccessiva, che avrà come conseguenza una ulteriore compressione degli investimenti locali e l’inibizione di ogni politica anticiclica e di contrasto alla crisi da parte del sistema delle autonomie. Le poche novità che vanno in direzione di un alleggerimento della manovra 2011 sono largamente insufficienti. La manovra di rientro poteva e doveva essere ripartita in modo diverso, visto che il peggioramento dei conti tra il 2007 e il 2009 è interamente dovuto alle amministrazioni centrali. Sarebbe stata necessaria una coraggiosa assunzione di responsabilità. Si è fatta una scelta diversa, partendo dall’assunto un po’ cinico che ridurre le risorse a comuni, province e regioni è tutto sommato più facile e meno costoso politicamente.
6. Una proposta per un vero federalismo fiscale
Quanto al federalismo fiscale, rimane una chimera o rischia addirittura di trasformarsi in un incubo stando ai numeri e agli attuali contenuti del decreto sul federalismo municipale. Il meccanismo disegnato dalla riforma non ha nulla a che vedere con un vero federalismo fiscale, dove il cittadino vede e paga per i servizi che riceve. Manca una imposizione fiscale sui servizi erogati dai comuni che ricada su tutti i residenti e risponda al criterio del beneficio. Per questo a giudizio di Legautonomie, accanto all’imposizione immobiliare, i cui cespiti dovrebbero però essere completamente gestiti dai comuni, andrebbe invece introdotta una vera e propria tassa sui servizi generali e indivisibili non tariffatili erogati dai comuni, potenziati gli strumenti di autonomia finanziaria e impositiva oltre alla compartecipazione dinamica al gettito di almeno un grande tributo erariale, previsti adeguati fondi di perequazione.
7. Una ripresa dell’iniziativa politica: per i diritti costituzionali di autonomia
Per questo è necessaria una forte ripresa del protagonismo politico del sistema delle autonomie; per affermare i propri diritti costituzionali di autonomia; per la dignità degli amministratori locali; per non vanificare la costruzione di un vero federalismo. Questa politica taglia le gambe al futuro del paese, perché passa dagli enti territoriali la maggior parte degli investimenti pubblici e un pezzo cruciale della rete di welfare e dei servizi pubblici essenziali, esattamente i capitoli di spesa più colpiti dall’impostazio-ne centralista della politica del governo. Un nuovo protagonismo delle autonomie è necessario perché l’Italia, soprattutto, non rimanga ferma al palo. Su questi temi, per valutare le nuove proposte che verranno presentate dal governo, Legautonomie ha convocato per il 14 febbraio p.v. il Consiglio federale dell’associazione, aperto a tutti coloro che vorranno partecipare, per condividere l’impegno a costruire un vero federalismo fiscale. I lavori del Consiglio federale si svolgeranno a Roma, con inizio alle ore 10.30, alla sala del Refettorio, palazzo San Macuto, via del Seminario 76.
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