giovedì 20 marzo 2008

Faccio mio il sogno di Filippeschi: Pisa deve essere una Città all'avanguardia in Europa

Da deputato a candidato sindaco: il mio sogno? Voglio portare la città all'avanguardia in tutta Europa


PISA. Torna a Pisa dopo aver svolto ruoli di vertice soprattutto nel partito e sogna di poter portare la propria città ai livelli di Strasburgo, Oslo, Lione, ma intanto Marco Filippeschi si dovrà confrontare con il duro impegno di portare a conclusione tutti i grandi progetti avviati sotto la gestione Fontanelli. Proprio la staffetta Filippeschi-Fontanelli lungo l'asse Roma-Pisa fa storcere la bocca agli oppositori, ma lui replica secco a chi invoca il rinnovamento: “Sono il candidato sindaco più giovane che ci sia in circolazione”. E ricorda il suo attaccamento a Pisa: “In tutti questi anni ho fatto il pendolare”.

Filippeschi, quale città vorrebbe lasciare in eredità ai pisani tra dieci anni?“Una Pisa cresciuta, in grado di confrontarsi alla pari con le migliori città europee. Se penso alla Pisa del futuro mi vengono in mente Strasburgo, Oslo, Lione. Vorrei lasciare una città cresciuta in qualità,innovazione, cultura, protagonista di uno sviluppo economico nuovo,capace di far crescere al proprio interno relazioni nuove e migliorare la qualità della vita”.E invece come trova adesso Pisa?“Trovo una città che oggettivamente in Toscana ha il primato in fatto di progettualità. Fontanelli ha messo Pisa sui binari giusti”.Se sarà eletto di cosa si occuperà direttamente?“Il sindaco dev'essere prima di tutto un buon regista. Per questo, credo che la mia principale preoccupazione sarà seguire lo sviluppo del Piano strategico, dell'insieme dei venti grandi cantieri che trasformeranno la città: dal trasferimento dell'ospedale Santa Chiara, al recupero degli Arsenali medicei nel quale esporre le navi romane e realizzare il museo della tradizione marinara, alla realizzazione di una nuova caserma che consentirà di liberare tre aree pregiate in una delle quali sorgerà il nuovo terminal turistico. Poi completare la risistemazione delle coloniee la costruzione del porto turistico”.Dica la verità, i palazzi romani le mancheranno?“Sono venuto a Pisa perché chiamato e perché convinto di poter essere un punto di convergenza, ma anche animato dallo spirito di poter lavorare per la mia città. Non a caso, non mi sono mai trasferito a Firenze e a Roma, in tutti questi anni ho fatto il pendolare”.Prima segretario Ds, poi parlamentare e membro della segreteria nazionale. Cosa potrà dare a Pisa?“Non vorrei perdere la visione nazionale e toscana: è un valore aggiunto e Pisa ha bisogno di questa dimensione. Una città si governa anche guardando fuori, all'Europa e alle relazioni nazionali”.Con quale pagella torna a Pisa?“Da segretario regionale dei Ds posso definirmi fortunato: ho vissuto gli anni della riconquista di tante città toscane e in questo senso sono i risultati a dire Ottimo. Come parlamentare, mi merito Discreto, anche perché la mia permanenza alla Camera è coincisa con un ruolo importante nella segreteria nazionale e quindi ho dovuto sacrificare un po' il lavoro parlamentare e questo mi dispiace un po' ”.A chi avrebbe voluto un maggior rinnovamento, cosa risponde?“Se guarda l'anagrafe vedrà che sono uno dei candidati più giovani che ci sia in giro”.Lasciando Roma, ha qualche rimpianto?“Due. La mancata approvazione della legge di riforma elettorale di cuiero il primo firmatario, basata sui collegi e il doppio turno allafrancese, una legge da cui il Paese avrebbe tratto grande giovamento.Poi, il disegno di legge sulla riforma dei partiti politici, un testo teso a garantire maggiore trasparenza nella vita interna, con la valorizzazione delle primarie, e a introdurre regole certe sul lorofunzionamento” . (Carlo Bartoli)
TRATTO DAL TIRRENO DEL 20 MARZO

IL MIO COMMENTO
Marco come sempre, in queste settimane, prova a dare dei paradigmi nuovi, prova a proporre una città ancora più innovativa...una città che tutti dovranno considerare fiore all'occhiello del Nostro Bel Paese...Quale tema, secondo voi, non è sviluppato adeguatamente nella nostra proposta politica? Dove possiamo migliorarci? Riusciremo ad offrire ai nostri cittadini strumenti per assumere DECISIONI PARTECIPATE necessarie per far diventare PISA una città all'avanguardia in Europa?

Antonio

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