lunedì 15 marzo 2010

Ho detto "Resistenza Civile" e qui vi dico perché

Bravo Enrico, Avanti tutta!!!!
Condivido in pieno il tuo approccio alla campagna elettorale. Tante idee, tanti progetti per rilanciare il ruolo della Toscana in Europa.
Lavoriamo insieme perchè queste idee si riescano a concretizzare in azioni incisive e a favore dei cittadini

Io ci sono
Antonio

Enrico Rossi Presidente
Ho detto "Resistenza Civile" e qui vi dico perché.

E' strana la coda di questa campagna elettorale!

Al voto mancano appena tre settimane e si respira un brutto clima. Il Popolo della Libertà ha combinato un bel pasticcio nel presentare le liste nel Lazio e in Lombardia, e il Governo è intervenuto con un decreto "salva liste" per cercare di coprire la vergogna. Non solo non ci sono riusciti ma hanno messo in scena una pantomima che graffia il dettato costituzionale e il principio di uguaglianza, da qualsiasi parte si cerchi di interpretare l'accaduto. Un disastro.

Così in queste ore scompare la campagna elettorale, il confronto di merito su ciò che è giusto pensare: come affrontare la crisi, come difendere il lavoro, come battersi per la difesa dell'ambiente e che strumenti disporre affinché chi verrà dopo di noi possa affrontare la vita con serenità e fiducia. Di governo stavamo parlando. Del governo di una regione d'Italia in cui si può ancora dire di vivere con dignità e in cui si registra l'urgenza di opporsi al suo lento declino.

Non mi piacciono due cose. Non mi piace sottovalutare la gravità degli atti. Considero gli errori per quello che sono e se una procedura ordinata e rispettata da tutti è disattesa da uno, quello è un errore. Poi ci sono le bugie e la voce grossa, l'arroganza e i "me ne frego". E questa è questione più grave.

Ho parlato di "Resistenza Civile" e so che le parole contano
. Ed è questa la misura che propongo. Resistenza perché la Costituzione nasce da una storia in cui fu la vita di tutti ad affermarsi sulla follia di una degenerazione. Civile perché il valore delle relazioni sociali ci guidi.

Ma non mi piace nemmeno non capire di che guaio si tratti, che Paese sia il nostro, quale responsabilità ci competa. Noi siamo la forza sostanziale della condizione democratica nel nostro Paese e nel vivere quotidiano di ognuno di noi. Non è questione retorica, è piuttosto un modo di essere e un modo di fare. Quindi se la ferita è profonda a noi spetta averne cura e lo stiamo facendo manifestando la nostra preoccupazione ma anche la nostra speranza.

E da qui comunque dobbiamo tornare alla nostra intenzione di governo, ai nostri argomenti, alle sfide da intraprendere per un futuro più giusto. Subito. Dobbiamo vincere e vincere bene. Il bel risultato è alla nostra portata e sono indispensabili le attenzioni dell'ultima ora. Il voto è un gesto di forza collettivo, partecipato.

Per il nostro Paese, l'Italia, la Toscana può fare molto.
Nessuno si tenga da un lato, ora è il momento.

Grazie.

Enrico Rossi

P.s.: vi aspetto l'11 marzo al Palacongressi di Firenze. Con me Andrea Manciulli, Stella Targetti e Matteo Renzi. Ore 21.00.
Firenze, 11 marzo. Con Stella, Matteo, Andrea.

Toscana Avanti Tutta. La  campagna sui manifesti, in tutta la Toscana Giovedì 11 Marzo, alle ore 21.00, si terrà una iniziativa pubblica presso il Palacongressi di Firenze (Sala rossa).

Parleranno il segretario regionale del PD Andrea Manciulli, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il candidato vicepresidente Stella Targetti e il candidato alla presidenza della Regione Enrico Rossi.
Toscana Avanti Tutta. Gli spot e il magazine.

Il giro della Toscana Sono già in onda da qualche giorno gli spot della campagna Pd per Enrico Rossi Presidente. 13 scene sul gioco di specchi tra identità e differenze, la sintesi ironica e a volte irriverente di un pensiero positivo sul valore del rispetto delle diversità, sulla banalità del pregiudizio, sulla possibilità del dialogo: "Io voto Rossi perché chi è diverso da me vota Rossi".

Il Magazine "La Toscana  Avanti Tutta", in distribuzione in tutte le provinceUn magazine con le idee sulla Toscana. 24 pagine a colori che racconta le prospettive di sviluppo della regione: dal lavoro all'ambiente, dai giovani al territorio, dalla salute al turismo. Intervista al candidato, frasi (tematiche) dei cittadini, testimonianze illustri del documentario e tanto altro. Distribuito in tutte le province.
Clicca qui per sfogliarlo online...
Scrivi (vota, guarda) la Toscana che vuoi

La Toscana che voglioLa "Toscana che voglio" è un esperimento collaborativo. Basta iscriversi e raccontare la Toscana che si vuole - che si ha nel cuore e nella memoria, o davanti agli occhi tutti i giorni.

Dai anche tu il tuo contributo o vota quello degli altri.


Le video-interviste de La  Toscana che VoglioLa Toscana che voglio è anche un documentario video: gente "comune" e gente "famosa" che insieme raccontano la loro Toscana (tra le interviste: Francesco Guccini, Paolo Virzì, Paola Turci, Silvano Sarti, Leonard Bundu, Andrea Muzzi, ecc.).

Tenete d'occhio il sito enricorossipresidente.it


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domenica 14 marzo 2010

Posizione Circolo PD su via F.lli Antoni‏

A seguito di posizioni pubbliche prese da esponenti di comitati locali credo di fare cosa utile pubblicando una lettera sulla variante al RU che interessa la zona di Via F.lli Antoni predispostad al circolo PD San MArco San Giusto. E' secondo me necessario condividerle con i cittadini in una assemblea pubblica.

Un abbraccio
A.

Via F.lli Antoni, una soluzione equilibrata

Prendiamo posizione sulla variante del regolamento urbanistico ed in particolare sulla scheda 27.4 relativa al quartiere S.Marco, Via F.lli Antoni, esistente dal 2001, mai attuata e modificata a fine 2009 senza aumento della superficie edificabile. Lo facciamo partendo da una considerazione forse banale, ma inevitabile: invitiamo tutti i cittadini a recarsi nella zona interessata e visionare lo stato di assoluta incuria e sporcizia cui versa tale zona, posta di fronte alle scuole medie Fucini e a ridosso della FI-PI-LI.

Non è una zona adibita a parco pubblico, né tanto meno ad uso parcheggio, ma una zona di possedimento privato alla quale la variante prova ad indicare un percorso di integrazione al tessuto urbano esistente. La variante propone un progetto per un’area di 21.480 mq che restituisce 15.040 mq di territorio ad uso pubblico (in particolare oltre 10.000 mq da destinare a verde pubblico), coincidenti con il 70% del totale (20% in più rispetto agli standard di legge previsti nel 50%).

Inoltre, gli alloggi previsti saranno al massimo 82 appartamenti, di cui 41 destinati ad edilizia popolare e 8 ad affitto concordato. C’è, ed è innegabile, la necessità di vigilare che questo insediamento sia progettato e realizzato in modo tale che le zone di connessione con le vie limitrofe, già fortemente soggette a pressione per il traffico proveniente dallo svincolo della FIPILI e dall’aeroporto, non risultino ulteriormente sovraccaricate.

Di questo e più in generale della mobilità dei quartieri di S.Marco e S.Giusto, in riferimento alle soluzioni previste dagli accordi con SAT e FFSS, il nostro Circolo è pienamente consapevole che tutti i passaggi successivi alla fase di annunci attuale debbano essere condivisi con i cittadini dei quartieri e si farà promotore di tutte le iniziative di informazione pubblica e di confronto necessarie a tale scopo. Ma rimangono evidenti, per il caso specifico, i benefici in termini di riqualificazione della zona, di possibilità di fruizione di verde pubblico attrezzato per i cittadini e di presenza di alloggi ad edilizia convenzionata.

L’alternativa proposta da taluni volta a realizzare “un bellissimo parco arredato con attrezzature e ritrovo per sopperire all’inquinamento al quale sono sottoposti i cittadini del quartiere per la vicinanza quotidiana con la superstrada e l’aeroporto” è molto suggestiva ma presuppone che il Comune di Pisa acquisti ( od espropri?) a privati legittimamente proprietari un’area di oltre 20.000 mq, provveda ad attrezzarla, custodirla, mantenerla.

In tutta sincerità, ci chiediamo e vi chiediamo se la soluzione proposta dalla variante non sia l’equilibrata risposta tra l’abbandono totale e la demagogia pura.

CIRCOLO PD S.Marco – S.Giusto


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venerdì 12 marzo 2010

Consigli Territoriali di Partecipazione - ennesimo rinvio‏

Ennesimo rinvio in Consiglio Comunale ieri sulle nomine dei membri dei Consigli Territoriali di Partecipazione

Il PDL per beghe puramente interne ci ha chiesto un'altra (ormai ho perso il conto) settimana di rinvio in quanto non sono riusciti a trovare la quadra sui nominativi da inserire (ieri in consiglio c'era una tensione enorme tra loro) . Le loro questioni interne (elezioni regionali, mancanza di una leadership , etc ) stanno rallentando tantissimo i lavori del Consiglio Comunale e soprattutto questi ritardi sono tutti a danno dei CITTADINI. Infatti Sempre ieri hanno chiesto di rinviare l'argomento CRISI ECONOMICA in cui avevo predisposto insieme ai capigruppo di tutte le altre forze presenti in consiglio comunale un documento che chiedeva alla GIUNTA di mantenere anche nel 2010 le azioni straordinarie (servizi a domanda individuale, emergenze abitative, sostegno alle piccole e medie imprese) messe in campo nel 2009 in collaborazione con le altre Istituzioni locali, le forze economiche e sociali per fronteggiare la crisi e di ridurre i tempi di pagamenti a 60 gg .
In merito ai CTP credo che la misura si acolma. Ieri il gruppo , a seguito della richiesta del vicecapogruppo del PDL, ha deciso di concedere l'ennesima proroga . Una proroga ingiustificata e senza una valida motivazione politica. La presenza del PDL è sicuramente importante, ma la misura è ormai colma. E' arrivato il tempo delle scelte, serie e matur per la cittadinanza. Per questo motivo la nostra posizione deve essere un pò meno in difesa ed un pò più votata all'attacco. Su questi temi è necessario uscire allo scoperto (l'ho detto ieri sera anche al Segretario Comunale). I cittadini non capirebbero ulteriori ritardi e le distanze tra chi fa politica e i singoli cittadini aumenterebbero sempre di piu. Per questo motivo ieri sono uscito dall'aula e non ho votato la richiesta di rinvio del PDL.

Spero che concordiate con la mia posizione
Antonio


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martedì 9 marzo 2010

IMPORTANTE: Manifestazione nazionale sabato 13 marzo - Roma



















cvx


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Decreto Salvaliste - La Democrazia è in pericolo?‏

Purtroppo per impegni di lavoro non potrò partecipare fisicamente, ma sarò li con la mente e con il cuore. Partecipate numerosi ad un grande momento di democrazia

Antonio


Di seguito il comunicato che abbiamo mandato ai giornali in merito al Decreto Salvaliste.

La riunione dell'esecutivo comunale insieme ai coordinatori dei circoli di Pisa ha discusso dei principali problemi della situazione politica e della preparazione delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Innanzitutto il Pd pisano esprime una forte preoccupazione per la forzatura democratica rappresentata dal Decreto Salvaliste varato dal Governo. E’ evidente che con questo atto si produce una ferita grave al principio di legalità perché si fanno norme, seppure chiamate interpretative, a uso e consumo di una sola parte politica a partita iniziata. Si tratta di una scelta che rivela tutta l’arroganza e la pericolosità del modo di agire di Berlusconi e del centrodestra. Per questo tutti i cittadini che hanno a cuore la difesa della democrazia, intesa come salvaguardia della Costituzione e del rispetto delle leggi, devono far sentire la loro voce. In questo senso anche le forze dell’opposizione, che già hanno espresso la loro netta contrarietà al decreto, devono saper agire per aggregare un vasto e maggioritario sentimento di disagio e di critica verso decisioni che mettono in discussione la certezza del diritto. In questo contesto occorre rafforzare più che mai la coesione e l’iniziativa unitaria tra tutte le forze che vedono nell’azione del Governo Berlusconi un rischio serio per la tenuta democratica del Paese. In Toscana si è realizzata intorno alla candidatura di Enrico Rossi una coalizione ampia che vuole avere quel significato di coesione. Purtroppo non sempre è così. Le posizioni di Rifondazione Comunista sui problemi che riguardano la città e il territorio pisano contraddicono decisamente quello spirito unitario, si muovono del tutto al di fuori da una logica di responsabilità nel governo locale. Anzi, assai spesso, si uniscono alle presunte campagne, stile scandalistico, proprie della destra e dell’antipolitica. E’ chiaro che su queste ambiguità il Pd pisano non starà zitto. Così come non mancheremo nella campagna elettorale di far notare ai pisani come la battaglia politica del Pdl sia sempre più lontana dagli interessi della città e della comunità pisana. Basta pensare alla decisione di mettere capolista a Pisa un consigliere comunale di Firenze, che candidamente ammette di non sapere nulla della nostra città. Tuttavia ora sentiamo l’esigenza di chiamare all’impegno e alla mobilitazione i nostri iscritti e i nostri elettori, per dare un segnale incisivo all’opposizione verso questo Governo e verso il Decreto Salvaliste, partecipando alla manifestazione di sabato 13 marzo a Roma. Il Pd ha deciso di organizzare dei pullman che partiranno alle ore 8 dalla città. Tutti coloro che vogliono prenotarsi possono farlo telefonando alla sede del Pd 05045321.


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Grande Festa dei Lucani a Pisa

Grande successo di pubblico per la 2° Festa delle Lucania a Pisa: davvero una bella serata all'insegna dei sapori e dei suoni della nostra bellissima terra d'origine.
Grazie a tutti per la partecipazione e un encomio particolare a chi ha organizzato tutto.
Ci rivediamo alle prossime iniziative (prima fra tutte, la presentazione del libro di Mariolina Venezia il 19 marzo all'ex monastero delle Benedettine)

Antonio



























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Incontro Innovazione e Semplificazione con Gelli e Ferrucci

Cari tutti,
vi aspetto domani ad una interessantissima iniziativa su due temi a me molto cari, e che hanno visto l'impegno di Federico Gelli in questi anni di Amministrazione della Regione Toscana.

Vi aspetto

Un abbraccio
Antonio


Martedì 9 marzo ore 17,30 - Hotel S.Croce in Fossabanda (piazza S.Croce 5, Pisa)

INNOVAZIONE TECNOLOGICA & SEMPLIFICAZIONE: MOTORI DI SVILUPPO

Coordina il dibattito

Marco Gasparetti (giornalista Corriere della Sera)

Ivan Ferrucci (capolista Pd al Consiglio Regionale)

Federico Gelli (vicepresidente Regione Toscana)


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lunedì 8 marzo 2010

Tempo di elezioni per i Lupi...

Giornata di elezioni quella di domenica 7 marzo per l’Associazione dei Lucani a Pisa, dopo il grande successo di pubblico della 2° Festa della Basilicata di venerdì 5, che ha visto la presenza di oltre 250 partecipanti. Stavolta c’era da rinnovare il Consiglio Direttivo, dopo che il primo consiglio provvisorio ha traghettato l’associazione nella fase iniziale di nascita e sviluppo. Questi gli eletti dopo le votazioni: Paolo Caravelli, Fabio Vitucci, Emilia Traficante, Giovanni Leontino, Giambattista Fittipaldi, Antonio Picchinenna, Anna Maria Murante, Stefano Capobianco, Luciano Olivieri, Mimma Passanese, Antonio Colicelli. Nel primo incontro dei nuovi consiglieri verranno eletti presidente, vice-presidenti e segretario, mentre la prima assemblea plenaria provvederà alla nomina dei probiviri dell’associazione. In bocca al lupo al nuovo Consiglio Direttivo, che avrà il compito di completare la fase di “costruzione” dell’associazione e guidarla verso mete sempre più prestigiose.


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Non sarà davvero una festa finché saremo vittime di violenza

Ringrazio Sandra per l'interessante spunto di discussione che ci offre e che io condivido completamente. Le prime pagine servono a poco... il ricordo può aiutare, i fatti concreti di ogni giorno devono essere però la strada maestra da consegnare alle generazioni future.

Antonio


di Sandra Capuzzi - Direzione regionale del Partito democratico

Oggi 8 marzo saremo, ancora una volta, sommerse di prime pagine a noi dedicate, di titoli che ci ricordano questo giorno, la sua storia, la sua origine. Saremo sommerse di mimosa da amici, compagni e figli compiacenti che in questo giorno, il nostro giorno, ci regaleranno un fiore, il nostro fiore.
In questi anni, abbiamo creduto e ci siamo illuse che questa fosse davvero una festa. Una festa da passare semplicemente divertendosi, anche con “sbracate” cene di genere, che finiscono col diventare estremi baccanali di euro tra gli slip di avvenenti spogliarellisti maschili.
Abbiamo creduto di aver lasciato alle nostre figlie solo diritti da preservare mentre ancora oggi qualcuno, in questo mondo occidentale di veline e prostitute e in quello orientale di lapidazioni e infibulazioni, ricorda alle donne il proprio dovere.
L’8 marzo non sarà più la festa di Hina, uccisa dal padre pakistano, e non sarà la festa Aisha, lapidata a 13 anni in Somalia dopo essere stata stuprata. Non sarà più la festa di Laura, violentata dal branco, né di Sara, violentata dal padre.
Non è più festa nemmeno per Elena che, vinta dalla solitudine e dalla depressione, ha ucciso il figlio di un anno. E non sarà più festa nemmeno per Stefania, licenziata dopo una gravidanza, né di Paola, costretta a firmare dimissioni preventive e licenziata dopo essere rimasta incinta.
Vorrei che l’otto marzo diventasse davvero semplicemente una festa, per le donne, fra le donne. Vorrà dire che potremo finalmente dimenticarci che ogni giorno in ogni posto del mondo, con ogni cultura, con ogni religione, da un doppio petto o da una tuta da lavoro, da un amico o da un estraneo, migliaia di donne subiscono violenza. E non è importante ciò che provano ma quanto saranno in grado di dimostrare, se sono più spose o semplicemente prostitute. La festa è finita, perché nulla, oggi, abbiamo più da festeggiare.
Nel silenzio e nelle lacrime di queste donne c’è tutta la loro forza e determinazione, silenzio e lacrime che ancora oggi gridano una libertà, la libertà di essere semplicemente donne.


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sabato 6 marzo 2010

Mobilitazione Pd contro il decreto "salva liste"‏

La mobilitazione di oggi organizzata dal PD provinciale contro una squallida legge AD LISTAM è solo l'inizio di una campagna per il rispetto della democrazia. Purtroppo non ho potuto partecipare fisicamente (ero a Livorno per il battesimo di Paolina... AUGURI!!!) ma ero lì con la testa e con il cuore!!!!! Per evitare che vengano premiati (come dice in un ottimo articolo sul Tirreno di oggi Vittorio Emiliani) gli incapaci e che affondi lo stato delle regole, andando contro la Costituzione Italiana che ha tra i suoi capisaldi il merito e le capacità dei singoli individui.
Il popolo sovrano non è quello di Piazza Farnese a Roma, ma quello che andrà a votare il prossimo 28 e 29 marzo. Tocca a noi Italiani dimostrare, oggi e nelle urne, che vogliamo reagire alle sopraffazioni tutelando un patrimonio democratico che fino a venti anni fa (anche nelle difficoltà di quei tempi) consideravamo intoccabile.
Non fermiamoci... anzi insistiamo a raccontare la verità

Antonio


MOBILITAZIONE PD PROVINCIALE

La segreteria provinciale del Partito Democratico ha promosso una mobilitazione straordinaria per denunciare la forzatura prodotta dal decreto "salva liste" che il Governo ha varato ieri sera. E' evidente che cambiare le regole a partita in corso rappresenta un vulnus della democrazia. Questo è il punto, non quello proclamato dai politici di destra che sostengono si
tratti di garantire il diritto di voto a milioni di cittadini. Ma nessuno aveva o ha il potere di impedire l'esercizio democratico del voto. Sono i rappresentanti del centrodestra che hanno commesso errori e pasticci tali da rendere irregolare la presentazione delle loro liste. E ora per rimediare ai pasticci si cambiano le regole. E allora cosa devono pensare tutti coloro
che pagano una multa o vengono esclusi da un concorso per una svista o un ritardo? E' chiaro che si tratta di una decisione e di un messaggio grave e negativo per il Paese. Per questo il Pd invita i suoi militanti ed elettori a partecipare a tutte le in iziative di denuncia e di protesta verso questo decreto che rappresenta una beffa per chi crede nelle regole costituzionali e nell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Ivan Ferrucci
(segretario provinciale Pd Pisa)


Alle ore 16 di oggi sabato 6 marzo, in Corso Italia a Pisa (all'altezza di piazza del Carmine) volantinaggio dei militanti e dei dirigenti Pd contro il decreto.


VERSO LE REGIONALI 2010
Prosegue la campagna elettorale del Partito Democratico e di Enrico Rossi. Nello speciale sul sito sono disponibili i materiali utili: accordo di coalizione, gli spot televisivi, la rivista, i manifesti. http://www.pdpisa.it/sito/index.php?id=1406

Enrico Rossi torna in provincia di Pisa lunedl 8 marzo Programma: http://www.pdpisa.it/sito/index.php?id=1544

Sul sito www.pdpisa.it tutti gli appuntamenti e le notizie


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venerdì 5 marzo 2010

Lo spinoso pateracchio delle liste regionali

C'è poco da aggiungere al commento su wwww.formazionepolitica.org... è giusto che sia consentito a tutti di partecipare ma è necessario che le regole vengano rispettate da ogni protagonista, che si chiami PDL, PD o pincopallo.
E poi la leggina ad hoc (anche se sembra non si possa fare) è uno scandalo... tutto il contrario della decomcrazia invocata da alcuni benpensanti del PDL!

Un abbraccio
Antonio

Quando la realtà supera, anzi travolge, l’immaginazione: et voilà il grande pasticcio delle liste depennate dalle prossime elezioni regionali. Dunque, un’algida campagna elettorale, dominata dalle meccaniche alchimie delle candidature, è tornata sotto i riflettori dell’opinione pubblica, seppur non per i contenuti posti al centro del contendere quanto per il caos che ha trascinato burocrazia, giustizia ed elettori nel totale subbuglio. Peraltro, i colpi di scena potrebbero non essere finiti, anzi si è solo all’inizio di un lungo braccio di ferro dall’esito sconosciuto. Tutto ebbe inizio con la mancata presentazione entro le scadenze temporali della lista del PdL nel Lazio, cui seguirono l’esclusione del listino di Renata Polverini e, qualche giorno dopo, di quello formigoniano in Lombardia, entrambi per vizi formali. Attualmente, l’ex leader della UGL ha visto accolto il proprio ricorso cosicché la sua candidatura a governatore del Lazio è tornata in gioco, mentre non sembrano esserci margini per la lista pidiellina collegata: un conto, infatti, è sanare imprecisioni puramente burocratiche riconducibili a timbri non propriamente apposti, un conto è ammettere una lista non presentata entro il termine di legge. In Lombardia, invece, la corsa al Pirellone sembrava una partita elettoralmente già chiusa, ma l’estromissione di Formigoni, motivata da un numero di firme non correttamente autenticate, comporta la susseguente decadenza anche delle liste di PdL e Lega Nord, con l’effetto di restringere il quadro essenzialmente al voto per Penati o Pezzotta. Si attendono quindi i ricorsi al Tar che, in zona Cesarini, potrebbe riammettere gli esclusi; eppure, sull’attuale governatore lombardo pesa persino l’incognita della Legge 165/2004, art.2, che fissa a due il limite massimo di mandati consecutivi a Presidente di Regione: se tale normativa fosse interpretata in senso retroattivo, sia Formigoni, sia Errani in Emilia-Romagna – entrambi alla ricerca del terzo mandato – potrebbero vedere la propria eventuale vittoria revocata in caso di ricorso post-elettorale, con una destituzione postuma che scatenerebbe un altro temibile cortocircuito nei già burrascosi rapporti fra magistratura e politica. La temperatura sta inoltre salendo vorticosamente come dimostrano alcune dichiarazioni al vetriolo che denunciano l’esistenza di un vulnus democratico, di un complotto ai danni di una parte politica, e che si aggrappano a qualunque mezzo pur di sanare le “amputazioni” subite dal centrodestra. Nella totale convinzione che proclami estremisti e destabilizzanti vadano respinti con totale fermezza, che i reiterati “al-lupo-al-lupo” abbiano effetti controproducenti, e che la competizione democratica certo preveda l’effettiva possibilità di scelta fra alternative politiche, da più parti si invoca anche un sincero ed umile mea culpa da parte di un centrodestra che in alcuni contesti ha probabilmente agito in modo superficiale e ingenuo, rivelando anche un’inaspettata fragilità organizzativa interna, un lusso che non si può permettere nemmeno il primo partito italiano in termini di voti. Sicuramente, hanno pesato le rivalità intestine per conquistare un posto al sole in Regione in qualità di consigliere, un ruolo che conferisce certo prestigio personale, ma che è politicamente poco incisivo se si considera come le assemblee regionali siano perlopiù camere di ratifica delle indicazioni del governatore, indiscusso centro di autorità. L’irritazione del Premier è solo lontanamente misurabile dopo avere constatato l’imbarazzante inefficienza dei quadri locali del suo partito, il malessere di alcuni esponenti pidiellini contro i leghisti accusati di scarsa solidarietà (almeno fino a quando il problema liste era circoscritto al Lazio) e lo frattura ormai palese con Fini dopo che il Presidente della Camera ha apertamente dichiarato il suo malumore per lo stato attuale del PdL. Di sicuro il redde rationem tra i due big del partito è solo rinviato al dopo-elezioni, ma nel frattempo il Cavaliere si affannerà nel trovare un rimedio politico all’impasse attuale, e le strade sono diverse: da un rinvio tout court della consultazione come chiesto dai Radicali, ad un provvedimento di legge approvato dalle Camere, alla decretazione d’urgenza. Su quest’ultimo punto, lo stesso Ministro dell’Intero aveva tuttavia già precisato la sua contrarietà: non si possono cambiare le regole del gioco in corso con un decreto ad listam – si veda la compatibilità con la Legge 400/1988 – e aprire un nuovo fronte di scontro con il Colle. E benché le sirene della piazza possano trarre in inganno, scorciatoie e forzature non sono possibili: il popolo esercita la sovranità nelle forme e nei limiti della Costituzione e il rispetto della legge non è un orpello, bensì il cardine della convivenza civile.


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giovedì 4 marzo 2010

Venerdì Festa dei Lucani a Pisa: vi aspetto

Mi scuso per la mia prolungata assenza dal web ma è stato un periodo davvero intenso... spero di incontrarvi di persona venerdi e vi assicuro che da questa settimana sarò piu presente con i miei pensieri online


Ecco il programma dettagliato (costo 10 euro):

20:30 Saluti del Presidente
20:45 Inizio Aperitivo/Cena a "Buffet"
21:15 Intrattenimento teatrale con l'attore Alessio SARDELLI
22:00 Musica dal vivo con i BORDERO'


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Il Barcellona prenda esempio dai nostri campetti “puliti”

Prendo spunto dal punto settimanale del Presidente Nazionale del Centro Sportivo Italiano, Massimo Achini, che riporto nel resto del posto. In questo periodo di scandali non c'è piu da stupirsi di nulla. Tutto è fatto per emergere, per avere successo, per pensare all'IO invece che al NOI. E' arrivato il momento di cambiare: facciamolo subito ed in maniera chiara. Non candidiamo persone con CONDANNE, nominiamo al vertice delle nostre aziende e delle nostre associazioni un MANAGEMENT PULITO E DI QUALITA'.
Questa è una sfida di democrazia... per il bene delle nostre comunità

Antonio


IL PUNTO - Il Barcellona prenda esempio dai nostri campetti “puliti”

A cura di:Massimo Achini

Da qualche settimana viviamo frastornati da un succedersi di notizie di scandali, veri o no resta da chiarire. Sotto la bufera di «corruzione e dintorni» sono finiti la protezione civile, i vertici delle telecomunicazioni, casi isolati (ma quanto?) di politici locali. Insomma, se da un lato l’Italia sembra di aver fatto un passo indietro ed essere tornata al 1994, dall’altro chi come noi ha a cuore il “bene comune” non può che sentirsi amareggiato.

Anche lo sport ha avuto, in queste settimane, il suo bel motivo di amarezza. Solo che se ne è parlato poco. È successo a Barcellona, quando i medici dell’Uefa si sono presentati - a sorpresa - al campo di allenamento dei blaugrana per un bel controllino antidoping.

Bussato al cancello, incredibilmente gli è stato risposto: «Eh no, qui voi non potete entrare. Tornatevene a casa...».

Il regolamento della Wada, l’agenzia mondiale antidoping, prevede con chiarezza che il rifiuto di un controllo a sorpresa equivale ad una positività. C’era da aspettarsi un “caso europeo”, tale da fare discutere alla grande, perché in pratica era come dire che tutta la squadra del Barcellona doveva essere considerata positiva. Ma l’Uefa , incredibilmente, che cosa ha fatto? Ha liquidato la vicenda con una bella multa di 30 mila euro a carico del club spagnolo.

Che amarezza! A parte il fatto che multare il Barcellona di 30 mila euro per una cosa così grave sarebbe come multare di 0,50 centesimi una nostra società sportiva per aver palesemente tradito i valori dello sport, basta indagare un po’ sulla vicenda per scoprire che il Barcellona è persino recidivo, perché è la seconda volta che spedisce a casa i medici dell’antidoping non permettendogli di entrare nel suo centro di allenamento.

Fortunatamente in Italia le cose stanno andando diversamente e dobbiamo ringraziare il Coni per una linea esemplare di fermezza e chiarezza sul doping e sui controlli antidoping. Resta il fatto che, essendo l’Europa un po’ anche casa nostra, il “caso Barcellona” fa male ai valori dello sport ed ai cittadini che credono nel bene comune.

Per tirarsi su il morale, però, basta passare un bel sabato o domenica pomeriggio a bordo campo di una delle nostre società sportive, stare lì ad osservare quel grande laboratorio di umanità che “precede e segue” la partita.

Il signor Giovanni, noto avvocato, con in mano lo spazzolone che pulisce gli spogliatoi per far entrare i ragazzi, il signor Matteo che sta tirando le righe con il sorriso sulle labbra anche se ha finito da poche ore il turno di notte dal lavoro, la “magia” del sorriso di quei ragazzini che entrano in campo con la gioia stampata nel cuore. E tutto il resto che conoscete bene. Una scenetta vera e vissuta ogni domenica in circa 13 mila campetti di oratorio e periferia.

Queste sono le cose che “ridanno” speranza all’Italia e allo sport.


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Entro a far parte del Coordinamento Regionale e dell'Assemblea Nazionale di ANCI GIOVANE‏

Un nuovo impegno mi attende. Far parte del Coordinamento Regionale e dell'Assemblea NAzionale di Anci Giovane è un importante riconoscimento, ma anche un nuovo impegno da seguire con attenzione. Uno spazio di discussione politica dove mettere a confronto idee ed esperienze delle singole realtà locali provando a definire alcuni temi di lavoro comune nelle singole Amministrazioni di cui facciamo parte.

Il mio primo impegno, in collaborazione con Christian, sarà quello di impegnarmi perchè il Coordinamento Regionale diventi realmente uno spazio di discussione politica serena e non strumentale tra le diverse posizioni politiche (nella prima riunione purtroppo si sono riuniti tanti giovani, molti con spirito vecchio) e che si riusnisca almeno mensilmente con tematiche operative. Io porrei subito il tema della partecipazion e quindi proverei a far diventare una best practics I CONSIGLI TERRITORIALI DI PARTECIPAZIONE approvati a Pisa lo scorso anno e che sono davvero importanti antenne sul territorio.

Se avete altre idee fatemi sapere....proverò con il contribuito degli altri membri del coordinamento a trasformarle in azioni concrete

Un abbraccio
Antonio

Nel resto del post il verbale dell'assemblea dei giovani amministratori toscani

Convocata dal Coordinatore Cristian Pardossi a Firenze l'assemblea dei giovani amministratori toscani.
All'ordine del giorno il rinnovo della rappresentanza in seno ad Anci Giovane riservata ai giovani amministratori che al momento dell'elezione non avevano compiuto il trentacinquesimo anno d'età.
Questi i componenti del Coordinamento regionale:
Mazzeo Antonio, Presidente Commissione bilancio e attività produttive Comune di Pisa
Aquino Francesco, Consigliere comunale Follonica
Di Lascio Samuele Consigliere comunale Cecina
Arzilli Alessio, Consigliere comunale Empoli
Ulivi Guilia Consigliere comunale Bagno a Ripoli
Buono Gianluca Enzo, Presidente Consiglio Comunale Sansepolcro
Lombardi Alessia, Consigliere di circoscrizione Lucca
Mambrini Dinora, Consigliere comunale Livorno
Sbrana Juri, Vice Sindaco San Giuliano Terme
Loiero Davide, Consigliere comunale Sesto Fiorentino
Lynn Charlie Consigliere comunale Follonica
Genuino Gabriele, Consigliere comunale Fucecchio
Zecchi Cosimo Consigliere comunale Montemurlo
Bagnoli Gabriele, Consigliere comunale Impruneta
Torselli Francesco, Consigliere comunale Firenze

Il coordinatore Cristian Pardossi ha ricordato a tutti che l'obiettivo primo del coordinamento è quello di mettere in rete le idee ed il contributo di tutti i giovani amministratori toscani, al di là della appartenenza o meno agli organi di rappresentanza. Prima di lasciare spazio agli interventi ha lanciato alcune proposte su cui lavorare: la creazione di un portale come strumento per fare rete, luogo di discussione e formazione; rilanciare con la nuova giunta regionale un'analisi sugli sportelli informagiovani; organizzare momenti di formazione per i giovani amministratori; per la prima generazione nata con la consapevolezza di essere europei serve una maggiore conoscenza delle possibilità che l'europa offre agli enti locali; riprendere la discussione sulla partecipazione dei giovani alla vita politica anche rilanciando il dibatttito aperto sullestensione del voto ai sedicenni.


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giovedì 18 febbraio 2010

Consigli Territoriali di Partecipazione: il PDL scelga subito se farne parte‏

Su questo tema mi sono espresso piu volte, e ribadisco l’importanza dei consigli territoriali come antenne sul territorio, come primo spazio di partecipazione e confronto con i cittadini. Per questo credo che ora sia il tempo di procedere.
Più volte e in modalità diverse abbiamo chiesto al PDL di partecipare, ma la risposta è sempre la stessa: disattenzione verso i CTP e quindi verso i cittadini. E’ il momento delle scelte. Il PDL ci dica cosa vuole fare e soprattutto, se conferma la sua decisione, perché non vuole partecipare.

E qualunque sarà la loro posizione, si vada avanti comunque x i CITTADINI

Antonio


Riceviamo e pubblichiamo nel resto del post una nota di Paolo Fontanelli, a nome dell'assemblea comunale del Pd in merito all'attivazione dei nuovi Consigli Territoriali di partecipazione.



L'Assemblea Comunale del PD di Pisa ha discusso della situazione riguardante l'insediamento dei Consigli Territoriali di partecipazione.

Dal dibattito è emersa la conferma della necessità di rimettere in piedi dei punti di riferimento sul territorio in grado di raccogliere i problemi e le esigenze segnalati dai cittadini. A Pisa l'esperienza delle sei circoscrizioni si era affermata negli anni e costituiva non solo un'istanza di rappresentanza e di confronto democratico ma si era di fatto configurata come un punto di servizio per gli abitanti di diversi quartieri. Infatti non sono poche le segnalazioni provenienti dal territorio che lamentano la mancanza di un punto di riferimento più vicino alle richieste più specifiche dei cittadini. Ciò dimostra che la scelta di abolire le circoscrizioni, riconfermata anche con le normative più recenti, sia stato un errore. Non è giusto ridimensionare gli strumenti della partecipazione e anche del controllo sull'amministrazione pubblica, come nel caso dei difensori civici, solo in nome della riduzione della spesa.

Si tratta di una visione assai limitativa e distorcente del tema della rappresentanza e della partecipazione democratica.

Tuttavia il Comune di Pisa, con la deliberazione consiliare per la costituzione dei Consigli Territoriali ha rimediato a questo limite fondandola sull'impegno volontario e sul rispetto degli orientamenti degli elettori pisani. Ora bisogna rendere operativi al più presto questi strumenti.

Alla luce di queste considerazioni il Pd non ha compreso la contrarietà del PdL e non comprende oggi l'azione di ostruzionismo verso l'attivazione dei Consigli territoriali.
Sottrarsi all'indicazione delle nomine necessarie per far partire questa nuova esperienza equivale a scegliere una linea di boicottaggio non della Giunta ma dei cittadini e delle loro legittime richieste di avere una interlocuzione sul territorio. Tra l'altro la stessa Corte dei Conti della Toscana in sede di valutazione del bilancio comunale ha riconosciuto la validità di questi strumenti che non gravano e non pesano sulla gestione finanziaria del Comune.

Per questi considerazioni il PD invita il centrodestra a rivedere le proprie posizioni e ad assumersi le proprie responsabilità di primo piano nei Consigli dove gli è riconosciuta dal consenso elettorale.

Per l'assemblea Comunale del Pd Paolo Fontanelli


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mercoledì 17 febbraio 2010

Romani Prodi, in visita alle spin-off del Sant’Anna, incontra la WIN

"In Italia manca mentalità manageriale"

Gradita visita dell'ex presidente del consiglio Romano Prodi ai laboratori della Scuola Superiore di Studi e Perfezionamento S’Anna di Pisa, e alle sedi di alcune delle sue Spin-off presso il polo tecnologico PONTECH a Pontedera, in occasione della seconda edizione di Manifutura 2010, il festival sui temi dell'impresa, della ricerca e dell'innovazione promosso dall'associazione NENS (Nuova Economia Nuova Società, fondata da Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco).

In mattinata Prodi ha tenuto una lectio magistralis sul tema: "Le traiettorie internazionali della competitività dei sistemi industriali e territoriali nella transizione in corso. Il posizionamento dell'Italia", evidenziando come "negli ultimi anni il mondo si sia spostato verso Est, in direzione dell'Asia, della Cina e dell'India. Questa non è una novità, è un tratto caratterizzante della storia che non si può trascurare, anche perché questa tendenza verso Est continuerà anche nel futuro". L'ex-Presidente del Consiglio ha fatto anche una lunga disamina dello stato in cui versa il settore manifatturiero in Europa e in Italia: "La manifattura è il settore fondamentale su cui puntare per avviare una ripresa del nostro Paese, nonostante tutte le difficoltà in cui ci troviamo. Occorre investire in ricerca, in innovazione, pensare a una riforma del sistema universitario per cui si arrivi a una moltiplicazione del numero dei ricercatori".

Nel pomeriggio Prodi ha visitato le Spin-off del Sant’Anna a Pontedera, incontrando tante giovani aziende high-tech e ponendo e rispondendo a domande dirette di giovani ricercatori ed imprenditori. Presenti all’incontro anche il professor Dario e la professoressa Carrozza, Direttrice della Scuola San’Anna, mentre per la WIN c’erano il presidente Antonio Mazzeo e i due consiglieri d’amministrazione Pietro Valdastri e Emmanuele Angione. Anche in questa occasione l'ex premier ha sottolineato la mancanza di una mentalità manageriale in Italia, che spesso fa morire le piccole aziende o le spin-off, e ha suggerito di "cercare finanziatori: non fate tutto da soli facendo leva sull'orgoglio... è meglio crescere insieme che morire da soli!".

Prodi ha poi invitato tutte le aziende a non confinarsi per i propri prodotti in un mercato locale o nazionale, bensì ad aprirsi ad orizzonti europei e mondiali. E ha chiuso con altri due suggerimenti: il primo, per tutte le piccole aziende a grande contenuto di innovazione, a “non creare piccole società di consulenza, ma ad investire sul talento e sulla capacità di pensare al futuro”, mentre alle spin-off del Sant’Anna ha chiesto specificatamente di “fare rete”, perché solo mettendo insieme ed integrando le varie competenze si può realizzare una grande azienda distribuita su tutto il territorio.


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martedì 16 febbraio 2010

Rinnovo permessi ZTL e zona sosta controllata

Le richieste del rinnovo delle autorizzazioni hanno scadenza 31 marzo

RINNOVO AUTORIZZAZIONI ZTL RESIDENTI

Modalità:
• agli uffici Pisamo già in corso dal 7 gennaio
• alternativa a): fin da ora si può rinnovare attraverso il sito internet di Pisamo(www.pisamo.it)
• alternativa b): fin da ora tramite Banca( bonifico: Iban-it 7706200 14021 000000243044 Intestato a : Pisamo spa, via Battisti 71 Pisa c/o Cassa di Risparmio Lucca Pisa Livorno, Agenzia 1- Corso Italia 4 Pisa (nella casuale del bonifico devono essere indicati targa, numero del permesso, nome dell’intestatario del permesso, tipo di permesso(ZTL o ZSC)


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Conti in regola

Il Comune di Pisa promosso all'esame della Corte dei Conti

Si chiama verifica della “Sana Gestione”. Ogni anno la Corte dei Conti toscana individua, tramite sorteggio, il Comune a cui “fare le bucce”. Nel 2009 la Corte ha scelto Pisa per l’analisi della gestione dell’anno 2008. Per circa dieci mesi i tecnici della Corte hanno indagato su statuto e regolamenti, organizzazione degli uffici e servizi, equilibrio del Bilancio, la gestione finanziaria, la gestione del personale, il patto di stabilità interno, l’indebitamento, la gestione dei servizi, le partecipazioni. E ha concluso i suoi lavori così (atto ufficiale del 4 gennaio 2010):

“La verifica condotta sulla gestione finanziaria del Comune di Pisa, con specifico riguardo all’esercizio 2008, ha evidenziato, nel complesso, una trasparente costruzione del bilancio nonché una prudente conduzione dei fenomeni finanziari ad esso collegati, in aderenza alla disciplina normativa, alla codifica nazionale ed ai principi contabili.”

La Giunta Municipale ne ha “preso atto” nella riunione di martedì con l’introduzione al referto della Corte dei Conti da parte dell’assessore Giovanni Viale

Fra gli aspetti positivi messi in evidenza la Corte ha sottolineato l’adozione del piano strategico, i controlli di regolarità amministrativa e contabile, l’equilibrio di bilancio, il rientro dal debito grazie ad alienazioni e risparmi strutturali,la prudenza sui derivati, la riduzione della spesa per il personale, il bilancio consolidato.
Ma la Corte ,oltre le lodi, ha fatto le sue raccomandazioni sul Regolamento della Gestione del patrimonio, sulla mancata approvazione consiliare per gli incarichi di consulenza, sulla puntualità e sviluppo del Controllo strategico. Osservazioni alle quali il Comune di Pisa ha risposto o sta risolvendo.
Fra le osservazioni spicca quella riferita ai servizi a richiesta individuale (es. asili, trasporto scolastico… ): la Corte dei Conti rileva un scarsa copertura dei costi mediante le quote pagate dagli utenti di quei servizi.
Ma anche quella della mancanza puntuale degli interventi finanziati con le multe stradali. La Giunta su questo punto provvederà già nei prossimi giorni.


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venerdì 12 febbraio 2010

NOI: Le Emozioni e la Politica‏

Io o NOI. Questa domanda ce la poniamo tutti diverse volte ogni giorno. Walter Veltroni ha provato a sintetizzare questa domanda un bel racconto. Nella parte nascosta del post trovate le considerazioni del caro Maurizio, mentre qui vi lascio una mia piccola impressione:

“Mau davvero una bella cronaca... ieri non abbiamo avuto modo di condividere i passaggi piu importanti di Walter, ma credo che hai colto nella sua totalità le emozioni che è riuscito a trasmetterci. Se penso al marzo 2008 (tutto impegnati nella NOSTRA campagna elettorale) mi vengono i brividi. Un tempo cosi vicino se paragonato alle stagioni di NOI, ma già cosi lontano nella sua forte idealità politica. Credo che non sia affatto il tempo di mollare ma di continuare a contribuire cosi come nel libro fanno i 4 protagonisti ad una nuova stagione….una stagione da lasciare ai nostri figli…una stagione che non porti via le giornate ma che le riempia di idealità e di concretezza”à le emozioni che è riuscito a trasmetterci. Se penso al marzo 2008 (tutto impegnato nella NOSTRA campagna elettorale), mi vengono i brividi...un tempo cosi vicino se paragonato alle stagioni di NOI, ma gia cosi lontano nella sua forte idealità politica. Credo che non sia il tempo di mollare ma di continuare a contribuire cosi come nel libro fanno i 4 protagonisti ad una nuova stagione, una stagione da lasciare ai nostri figli, una stagione che non porti via le nostre giornate ma che le riempia di idealità ma anche di concretezza.


Di Maurizio Sereni

L'ultima volta che avevo ascoltato Walter Veltroni era il 2 marzo 2008 in Piazza Carrara. Eravamo in piena campagna elettorale per le politiche che a Pisa assumevano connotati particolari svolgendosi in contemporanea con le elezioni comunali.
Era l'alba del Partito Democratico e la speranza suscitata da quel progetto in un territorio caldo e mai scevro di partecipazione attiva alla politica come il nostro, aveva portato una quantità di persone mai vista ad affollare la Piazza e buona parte parte dei lungarni vicini.
Quello che colpiva era la presenza di uomini e donne con volti quasi sconosciuti rispetto a coloro che sempre si ritrovano nelle manifestazioni politiche pubblice; evidentemente il richiamo della figura dell'uomo Veltroni andava ben al di là della sua figura di segretario del PD.

Ieri, a distanza di mesi ed assieme ad almeno 300 persone, ho partecipato alla presentazione del suo nuovo romanzo, intitolato "NOI".
Non avendolo ancora letto e non avendo (volutamente) letto di commenti e recensioni (salvo brevi tracce per inquadrarne il contesto narrativo), ho ascoltato un uomo immerso, oggi più di ieri, nella storia del nostro tempo. E di ciò mi sono rallegrato.
Come mi sono emozionato, sul finale dell'iniziativa, quando Walter ha citato una delle sue maggiori fonti di ispirazione del libro, ovvero "NOVECENTO" di Bernardo Bertolucci, uno dei film che più amo, sin dalla 1a ITIS, quando una professoressa (un 'eroina ante litteram?) lo pose in visione e lo commentò nel dettaglio con degli adolescenti imbelli.
Ed il pensiero è corso agli attuali 13 anni di mio figlio e alle difficoltà di instaurare ogni tipo di rapporto, seppur minimo, che presupponga profondità.

NOI è il cognome della famiglia romana, i cui fatti scorrono lungo un'epoca, dalla caduta del fascismo agli anni di crescente benessere ed illusione e poi a quelli di piombo e a quelli di un futuro (2015) così terribilmente vicino.
Al centro della scena, nei quattro momenti storici, sempre la figura di un adolescente, un NOI che partendo dalle proprie esperienze riflette il contesto sociale in cui è immerso; per rendere più credibile e vissuta la narrazione vengono utilizzati frammenti d'epoca (film come La ragazza di Bube", libri, canzoni jazz).

Nel concetto di "NOI" è racchiuso l'origine di tutto il buono (poco o tanto che sia, dipende sempre dai punti di vista) che l'essere umano riesce ad esprimere e, di riflesso, la società in cui vive ed opera.
Il "NOI" è il presupposto indispensabile per contrastare il divenire delle peggiori derive dell'uomo, a partire dalle piccole, quotidiane indifferenze per arrivare alle più alte e terribili conseguenze: preciso e puntuale il riferimento alla sostanziale indifferenza del resto del mondo nel quale si è sviluppato l'OLOCAUSTO.
Nella lezione della storia del fascismo in Italia, si tende a dimenticare spesso che ad esso hanno aderito ampi strati sociali di modesta estrazione (uno dei personaggi è un maggiordomo ebreo); chiediamoci: lo hanno fatto sempre con convinzione e sin dal primo momento? A ben vedere, si è trattato di uno "slittamento progressivo" e ciò che fa paura adesso, è la notevole somiglianza con la deriva individualista ed atomizzata delle società moderne.
Come dice Veltroni: "E' successo e può risuccedere, quando in una società l'elemento predominante è la Paura, o meglio il Circuito Comunicativo della Paura".
Chi di noi, oggi, non è assalito da qualche forma di paura?
Paure annunciate (le minacce reiterate di AlQaeda)
Paure reali (lo scioglimento dei ghiacciai e i disastri ambientali)
Paure indotte (le malattie di ogni genere).

Nelle riflessioni di Veltroni, è sempre presente poi il rischio più grande, quello che la Storia comunica a chi lo vuole vedere: il rischio che una società sopraffatta dalla paura e dall'egoismo, che volutamente tende a dimenticare, a nascondere la Storia, a "svitare la propria memoria" (cita ad esempio, il protagonista di 2001:ODISSEA NELLO SPAZIO) decida che per il mantenimento di uno status, si debba realizzare uno scambio fra paura e libertà.
Insomma, una situazione verso la quale ci stiamo dirigendo (e nella quale si immerge il capitolo del 2015) nella quale TUTTO E' CONSENTITO, MA TUTTO E' CONTROLLATO.

A queste paure, a questa insicurezza indotta dalla situazione mondiale (11/09/01) corrisponde una reazione positiva della natura umana che si manifesta soprattutto in due forme: nell'istinto naturale di aggregazione, il NOI produttore delle migliori esperienze di protezione sociale e nell'emergere di grandi figure sul palcoscenico mondiale, che sono in grado di abbattere muri d'indifferenza e spostare in avanti decisamente le lancette della Storia.
Veltroni cita Obama, ma è su Papa Giovanni Paolo II che la sua riflessione si fa più densa: il Papa che dopo l'11/09/01 chiama FRATELLI i MUSULMANI, che favorisce il dialogo fra religioni ad Assisi e che si scaglia contro le Mafie nel memorabile intervento ad Agrigento del 1993, rappresenta l'esempio di una condotta rivoluzionaria e positiva sull'asse, delicatissimo, fra IDENTITA' e APERTURA.

Infine, detto che leggerò il libro con molta emozione viste le premesse, chiudo con una citazione fatta da Walter, che per me rappresenta un monito ed una consapevolezza di fragilità umana infinita.

Prima sono venuti a prendere gli zingari,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo zingari;
poi sono venuti a prendere gli ebrei,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo ebrei;
poi sono venuti a prendere i comunisti,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo comunisti;
poi sono venuti a prendere gli omosessuali,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo omosessuali;
infine sono venuti a prendere noi,
e non c’era più nessuno capace di protestare.

Martin Niemöller
(sopravvissuto al campo di concentramento di Dachau)


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martedì 9 febbraio 2010

Assemblea comunale del PD (11 Febbraio): le posizioni del Segretario Fontanelli ed alcune mie idee al riguardo


Invio di seguito la nota inviata da Paolo Fontanelli a Pisanotizie ed alcune miei (scusate la lunghezza) spunti di riflessione

Credo che Paolo abbia centrato in pieno il tema dei Consigli Territoriali di Partecipazione (CTP). Dopo un anno e mezzo di lavoro in Consiglio Comunale è evidente la loro necessità. In Consiglio invece di parlare di temi strategici della città, di atti di indirizzo e di controllo si passano almeno 2 ore al giorno a discutere di interpellanze che riguardano piccoli (e non dico non importanti) problemi dei quartieri che potrebbero essere risolti con attenzione dai CTP. Questi potrebbero inoltre assumere l’importante ruolo di antenne sul territorio, e anticipare tematiche che se non prese in rapida considerazioni si possono trasformare in problemi per la città. La scelta dell’Amministrazione (superando le scelte legislative) è stata la piu corretta: dividere il percorso in due step. Il primo di creare (con nomine da parte del Consiglio Comunale) gli organismi di partecipazione (ripendendo dimensioni/numeri/poteri/ delle vecchie circoscrizioni). Il secondo, attraverso il progetto Pisa Partecipa, ha lo scopo (entro la fine della legislatura) di far diventare Pisa la “Città della partecipazione attiva” in cui un’azione nuova è necessaria e matura sul tema della partecipazione, sperimentando nuovi strumenti partecipativi, per un rapporto tra il comune e i cittadini che dev’essere più rispettoso, efficace e trasparente; ciò sarà possibile, in particolare, usando la rete, insieme ad un potenziamento della comunicazione pubblica, e usando gli strumenti più tradizionali, per interloquire con tutte le fasce della popolazione e mettendo alla prova la legislazione innovativa che si è prodotta e le esperienze di democrazia partecipativa (per chi fosse interessato ho i documenti del lavoro svolto dai gruppi chiamati a partecipare a “Pisa Partecipa”).

Infine una considerazione sulle tempistiche e sul riconoscimento delle forze elettorali presenti nei CTP. Credo sia necessaria una accelerazione in Consiglio Comunale. Il primo atto relativo all’avvio del nuovo percorso partecipativo ha avuto inizio (con la votazione in consiglio comunale del febbraio 2009) circa un anno fa. Ora è il momento di chiudere e di non continuare ad aspettare un centrodestra confuso e diviso su questo tema. I cittadini guardano con attenzione a questi organismi e la città ne ha bisogno per crescere. Pertanto mi auguro che entro i primi giorni di Marzo il Consiglio Comunale voti la delibera che nomina i Consiglieri del CTP e da inizio di Aprile i Consigli di partecipazioni diventino un luogo di discussione e di decisione per dare valore alla partecipazione dei cittadini. E’ evidente che non esistono pregiudiziali a riconoscere al Centro Destra la presidenza del Consiglio del Litorale e che d’altro canto (per la logica appena spiegata) non è possibile, almeno in questa fase, far nascere la settima “circoscrizione” come chiede parte del PDL.

Sul turismo ci saremmo molto da dire. Pisa è una città dalle grandi potenzialità (Aeroporto, Strade di grande comunicazione, bellezze artistiche, una delle sette meraviglie del Mondo). Ma è ancora molto lontana dagli standard europei. Su questo tema (per esempio allargato alla congressistica) si deve lavorare molto sia dal punto di vista della pianificazione strategica (dove stiamo andremo, su cosa preferiremo investire, etc) che sulla concertazione con le Associazioni di categoria e gli operatori sul territorio. Questo lo dovremo fare ponendo al centro del nostro ragionamento il TURISTA. Chiedendoci perché debba fermarsi per piu di due giorni (media attuale) nella nostra città ed iniziando a definire dei percorsi museali (ottima la mostra di Chagall ma non può bastare), aumentando la promozione turistica del litorale, investendo sulla convegnistica, uninendo turismo e tecnologia (perché non ceercare di costruire un master sulle tecnologie abilitanti per il turismo?). Mi pongo una domanda: come mai la maggior parte del traffico aereo su pisa è di tipo low cost e noi non abbiamo strutture alberghiere che rispondano a questa domanda? Perché non organizziamo una iniziativa che sia di confronto con associazioni di catgoria ed operatori per definire un business model su quale modello di sviluppo turistico sia piu utile per la nostra città? Perché non investiamo maggiormente in marketing territoriale?

Credo sia arrivato il momento di andare oltre le buone intuizioni e (anche grazie al Piuss) rilanciare l’offerta turistica pisana…provando a rispondere ad alcune delle provocazioni sopra riportate e definendo davvero un modello strutturale di crescita del settore turistico. Questo darà sicuramente valore al nostro territorio ed alla nostra azione politica.

Io sono disposto ad impegnarmi …anche creando un gruppetto di lavoro ad hoc e portando un documento da discutere in Assemblea.

A


Per l'11 febbraio è convocata l'Assemblea comunale del Pd per discutere di alcuni temi di rilevo per la città. In primo luogo si farà il punto sull'attuazione della delibera del Consiglio comunale sull'istituzione dei consigli territoriali.

L'esperienza di questi ultimi 18 mesi passati dall'abolizione delle circoscrizioni, ci dice che i cittadini chiedono di avere dei punti di riferimento sul territorio per denunciare i problemi del quartiere e sollecitare quelli necessari. Soprattutto sul piano delle piccole cose, dalla manutenzione al funzionamento degli uffici.

Per questo la scelta dell'Amministrazione Comunale di dar vita a questi nuovi organismi è giusta e opportuna. Ed è sicuramente quella che il quadro normativo attuale consente valorizzando anche il ruolo della rappresentanza politica, che non può più avvenire a questo livello per via elettiva.

Il Pd ritiene che sia importante e urgente procedere su questa strada e considera necessario mantenere un sostanziale rispetto degli orientamenti elettorali espressi nelle elezioni comunali del 2008. Per questo non abbiamo pregiudiziali a riconoscere una presidenza di centrodestra nel consiglio del litorale. Lo abbiamo detto chiaramente. Anche per questo non comprendiamo le motivazioni che vengono finora addotte per rifiutare la partecipazione ad una articolazione della vita democratica della città, creata per rendere più facile e funzionale il rapporto fra i cittadini e il Comune.

L'altro punto che discuteremo è quello relativo alla valorizzazione turistica della città e del sistema museale. Pisa rappresenta oggi un punto tra i più vitali del Paese. Lo dimostrano i successi della mostra di Chagall e dell'aeroporto Galilei. Sono parti di un disegno che si va ulteriormente sviluppando.

La notizia della realizzazione della prima parte del museo sulle antiche navi romane agli Arsenali Medicei è positiva e confermerà un trend di crescita dell'offerta turistica. Un trend che si è accompagnato in questi anni al significativo incremento delle strutture turistiche, prime fra tutte quelle alberghiere. Senza questo incremento anche la domanda turistica verso il nostro territorio sarebbe stata inferiore.

Per questo non condividiamo le semplificazioni che emergono dalla posizione di Federalberghi e soprattutto non crediamo siano accettabili comportamenti, come quello di oscurare la cartellonistica con sacchi della spazzatura, che danneggiano la città agli occhi di tutti. Certamente i programmi di sviluppo e di crescita del turismo e delle strutture ricettive vanno portati avanti con equilibrio e con un confronto costruttivo con le categorie e con le loro associazioni, senza che nessuno assuma posizioni volte a forzare la mano alle istituzioni. In questo senso le dichiarazioni del Sindaco sono pienamente condivisibili e utili a riaprire un ragionamento sulla valorizzazione turistica della città.


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venerdì 5 febbraio 2010

NOI, le emozioni e la politica

Cara amica, caro amico,

ti aspetto lunedì prossimo, 8 febbraio, a Pisa alle ore 17.30 all’incontro “NOI le emozioni e la politica”, in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Walter Veltroni.

Può la politica ignorare o fare a meno delle emozioni?

La presentazione di NOI (Ed. Rizzoli) è l’occasione per parlare dell’Italia che cambia, del rapporto tra Partito Democratico e cittadini e della capacità della politica di dare risposte sul futuro del Paese. Saranno presenti insieme all’autore, Paolo Fontanelli, Ermete Realacci ed Enrico Rossi.


Spero di incontrarti,
Antonio


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martedì 2 febbraio 2010

Sicurezza, l’immigrato è ancora il capro espiatorio

Da tanto non scrivevo... ma prometto che tornerò a farlo a brevissimo (non so se vi interessa!). Intanto vi giro questa nota ricevuta oggi su Facebook dal Vicepresidente della Regione toscana Federico Gelli che condivido completamente

A presto

Antonio


Sicurezza, l’immigrato è ancora il capro espiatorio

Non mi è ancora chiaro quali saranno gli effetti del cosiddetto “piano anticosche” che in questi giorni il presidente Berlusconi ha presentato con molta enfasi in occasione del consiglio dei ministri a Reggio Calabria. Non so se tutto questo appartiene alla consueta politica degli annunci o se davvero avremo a disposizione nuovi strumenti per combattere le mafie. Mi riservo anche di pronunciarmi sull’Agenzia per la gestione dei beni confiscati, in attesa di capire meglio come funzionerà, quali competenze avrà al suo interno, cosa succederà ai beni per i quali ci sono importanti progetti di riutilizzo da parte delle comunità locali.

Però una cosa va detta subito e chiaramente: da parte del governo nazionale si è persa un’altra buona occasione per dimostrare che si è esattamente capito il senso della battaglia contro la criminalità organizzata nel nostro paese.

Era una buona idea, quella di tenere il consiglio di ministri a Reggio Calabria. Ma perché allora puntare il dito contro gli immigrati, in un ennesimo sussulto leghista? “Una riduzione degli extracomunitari significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere della criminalità” ha dichiarato con forza il nostro presidente del consiglio. E così ancora una volta si è puntato il dito sull’immigrato, capro espiatorio di ogni problema di sicurezza. A dire poco paradossale: il “clandestino” additato non solo per la delinquenza di strada, ma anche per la criminalità organizzata che da secoli controlla intere regioni del nostro Meridione. Intendiamoci, nel nostro paese esistono anche mafie straniere. Come Regione Toscana ne siamo così consapevoli che abbiamo anche commissionato un’indagine specifica, che nei prossimi giorni saremo in grado di presentare. Ma caricare sulle spalle degli immigrati anche le nostre mafie mi sembra gravissimo. Ancora una volta si cerca la risposta facile, elementare, viscerale. Sarebbe più giusto dire che la nostra criminalità organizzata vive e prospera anche grazie a tanti colletti bianchi, a insospettabili professionisti, a collusioni e disattenzioni, a coperture della politica, e perché no, anche grazie ai condoni e alle assenze di regole chiare e di controlli rigorosi.

Davvero, proprio una buona occasione persa.

Federico


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giovedì 21 gennaio 2010

Nel PD di Pisa, un segretario che unisca

Il Partito Democratico di Pisa nell’assemblea comunale di stasera sceglierà il proprio segretario comunale, che lo guiderà fino ai congressi di circolo, comunale e provinciale di maggio. In questa situazione straordinaria, c’è l’esigenza di individuare una figura autorevole, di provata esperienza politica nel rapporto con la città e che sappia far convergere tutte le sensibilità interne verso pochi ma trasparenti obiettivi. Ne indichiamo tre:
In primo luogo, la conduzione di una campagna elettorale regionale per la presidenza di Enrico Rossi e per un risultato di forte affermazione del PD, esiti che non sono affatto scontati se non sapremo illustrare in profondità le nostre priorità, cioè dove vogliamo investire le risorse e cosa vogliamo riformare per riportare la Toscana a competere e crescere.
In contemporanea, contribuire ad alimentare un dibattito sullo sviluppo della città e sul suo rapporto con i comuni limitrofi, a partire dalla consultazione sistematica dei circoli e di tutti coloro (singoli cittadini o associazioni) che si rendono disponibili alla elaborazione di progetti innovativi e di beneficio pubblico, da affiancare al programma di mandato del Sindaco ed al lavoro indispensabile del gruppo del PD in consiglio comunale.
Infine, creare le condizioni per consentire a chiunque di poter confrontarsi nel corso della fase congressuale, proponendo impegni, idee e progetti per la politica pisana; ciò per evitare una incomprensibile conta interna da disputarsi esclusivamente sui nomi.

E’ dunque necessario un passaggio leale, responsabile ed unitario da parte di tutto il Partito, ed in questo senso ci sentiamo di sostenere unitariamente e con convinzione per l’attuale fase transitoria la figura di Paolo Fontanelli come segretario dell’Unione Comunale pisana.

Area Democratica Pisa


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venerdì 8 gennaio 2010

Una tassa sul privilegio‏

Leggete questo interessante articolo di Boeri. Io lo condivido appieno e voi??
A

di Tito Boeri, da Repubblica, 3 gennaio

Proviamo a crederci: il 2010 sarà "l'anno delle riforme", come annunciato solennemente dal nostro Presidente del Consiglio. Ma quali? Uscendo dalla crisi più dura del Dopoguerra non si può che pensare prioritariamente all'economia. Sin qui le uniche misure economiche calendarizzate dall'esecutivo sono quelle rimaste fuori dalla Finanziaria, gli incentivi per i consumi e i bonus per la rottamazione di automobili, elettrodomestici e cucine. Per chiamarle riforme ci vuole, Ninetta mia, tanto, troppo coraggio. Prima della pausa natalizia, il ministro Tremonti ha tuttavia annunciato che "è arrivato il tempo di pensare alla riforma fiscale". Evviva. Vuol dire che non è più tempo di interventi estemporanei e fra di loro contraddittori sul nostro sistema tributario, è finita l'era in cui si cambiano solo i nomi delle imposte (dall'Irpef all'Ire, dall'Irpeg all'Ires) e in cui le tasse si moltiplicano, di legislatura in legislatura.

Nell'attesa di conoscere il progetto del Ministro, vorrei proporre un criterio molto semplice cui ispirare la riforma: bisogna tassare di più i più ricchi e meno chi lavora a bassi salari. È un principio, quello della progressività del sistema fiscale, scolpito nella nostra Costituzione, ma sin qui largamente inapplicato. Non è gradito al Ministro (che nel Libro Bianco del 1994 sosteneva che "la progressività ha effetti negativi sull'offerta di lavoro e causa la propensione ad evadere"). Quindi bene spendere due parole sul perché è giusto farlo e poi interrogarsi sul come farlo.

Negli ultimi trent'anni le disuguaglianze dei redditi in Italia sono aumentate soprattutto ai piani più alti. Si è parlato spesso (sovente a sproposito) di impoverimento, ma il fatto di gran lunga più marcato e rilevante accaduto alla distribuzione dei redditi in Italia è l'esplosione delle disuguaglianze fra la parte più ricca della popolazione. La quota di reddito detenuta dallo 0,1 per cento di persone più ricche è quasi raddoppiata dagli inizi degli anni '80 al 2004, l'ultimo anno per cui si hanno informazioni, grazie al paziente lavoro di ricostruzione di fonti sui redditi più elevati svolto da Elena Pisano, che ha appena conseguito un dottorato alla Sapienza.

Soprattutto nel nuovo Millennio la bassa crescita del Paese è stata appannaggio quasi esclusivo dei piani alti della distribuzione: nel 2004 il millesimo di popolazione più ricco, si tratta di circa 4500 persone, guadagnava in media il 20 per cento in più di solo 4 anni prima, circa il tre per cento del reddito nazionale, mentre il resto degli italiani era al palo. Questa crescente concentrazione delle risorse è andata di pari passo a una riduzione delle tasse per i più ricchi: l'aliquota più alta dell'Irpef è scesa dal 72 al 45 per cento negli ultimi trent'anni, il cuneo fiscale complessivo più elevato (tasse più contributi sociali a carico del lavoratore) è diminuito anch'esso di un terzo, dal 91 al 63 per cento, proprio mentre saliva quello dei salari più bassi.

La riduzione delle imposte sui più ricchi non è un fenomeno solo italiano. Al contrario, è comune a tutta l'Europa continentale. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito è addirittura iniziata prima, nella seconda metà degli anni '70, sotto Ronald Reagan e Margareth Thatcher. Come si spiega questo fenomeno generalizzato? Non solo con il crescente potere politico di questa fascia di popolazione. Il fatto è che si temeva, non sempre a torto, che tasse alte per queste fasce di popolazione avrebbero finito per ridurre il gettito fiscale. Per due motivi: primo, queste persone possono trasferirsi altrove; secondo, quando non possono trasferirsi altrove, possono comunque spostare altrove i propri capitali in modo più o meno legale. Un esempio fra tutti. Tra i plurimiliardiari ci sono molti calciatori ed è stato documentato come il regime fiscale di vantaggio istituito in Spagna per attrarre campioni stranieri (la famosa legge Beckham) abbia in effetti indotto una consistente migrazione di star calcistiche verso la penisola iberica. A parte la delusione dei tifosi, questa migrazione ha portato con sé decine (se non centinaia) di milioni di tasse da lì in poi pagate altrove. Ma oggi la Spagna, il cui disavanzo fiscale è esploso durante la recessione, è stata costretta ad abolire la legge Beckham. E il Regno Unito porterà nel 2010 l'aliquota più alta sui redditi dal 40 al 50 per cento mentre gli Stati Uniti, su cui grava anche il debito futuro, legato alla riforma sanitaria di Obama, non potranno che seguire a ruota passando dal 35 al 50 per cento nel giro di pochi anni.

Il clima è cambiato anche per quanto riguarda i paradisi fiscali. La lotta contro di loro è stata un diversivo di governi incapaci di affrontare alla radice i problemi da cui è scaturita la crisi. Ma servirà ora a rendere efficaci tasse più alte per i più ricchi, volte a ridurre l'enorme debito pubblico accumulato nella recessione. Quindi oggi, a differenza anche di soli due anni fa, è possibile tassare di più i più ricchi aumentando il gettito.

Posto che sia giusto, nel senso di equo, tassare di più i più ricchi, come farlo? Al Ministro non piace la progressività delle tasse perché ritiene che riduca l'offerta di lavoro. Si sbaglia perché in un paese come il nostro, dove molti non lavorano, tasse più basse per i poveri e tasse più alte per i ricchi aumentano la quantità di persone che lavorano. Le tasse più alte sui redditi da lavoro dei ricchi possono, tuttavia, ridurre la quantità di ore lavorate da ciascuno di loro. Ma non c'è nessun bisogno di tassare di più il lavoro dei ricchi per tassarli di più. Teniamo pure le aliquote Irpef al 45 per cento, ma aumentiamo la tassazione dei redditi non da lavoro, portandola almeno al livello dell'aliquota Irpef più bassa, vale a dire al 23 per cento. Quanto raccoglieremmo in questo modo? Purtroppo è impossibile stabilirlo con precisione perché gli unici dati disponibili sui redditi dell'un per cento più ricco della popolazione sono di proprietà esclusiva del Ministro dell'Economia che farebbe molto bene, nell'avviare il confronto, a renderli pubblici.

Ma una cosa è certa sin d'ora: l'innalzamento della tassazione delle rendite finanziarie renderebbe il sistema più progressivo perché tasserebbe soprattutto i più ricchi: almeno un terzo dei redditi dichiarati dallo 0,01 per cento più ricco proviene da redditi da capitale (la quota è molto più alta, dato che è possibile solo risalire a quelli dichiarati con l'Irpef nel 2004 che includevano al massimo il 40 per cento dei dividendi).

Sappiamo anche che il 90 per cento delle azioni è detenuto in Italia dal 7 per cento più ricco, nelle cui mani si trova quasi un terzo del reddito nazionale. Quindi aumentando anche solo del 5 per cento il prelievo su questa fascia di popolazione, si farebbe affluire all'erario circa 25 miliardi. Che potrebbero essere utilizzati per aumentare le detrazioni sul lavoro dipendente o fiscalizzare i contributi sociali a carico di chi guadagna appena al di sopra del salario minimo.

Una ragione in più per istituire anche da noi una paga oraria al di sotto della quale non si può andare. È un principio quello di tassare di più i più ricchi che dovrebbe prevalere anche nel disegnare il fisco federale, ripristinando l'imposta sulla prima casa, almeno al di sopra di un certo livello di patrimonio, ricordandosi che la distribuzione delle case di proprietà è ancora più diseguale di quella dei redditi. Insomma, ci sono molti dettagli da discutere. Ma prima bisogna accordarsi sui principi. Cosa ne pensa il Ministro dell'Economia? E cosa ne pensa l'opposizione?


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lunedì 4 gennaio 2010

Sorpresa alle primarie in Puglia

Vince Vendola. La notizia è del 2005, ma i candidati rischiano di essere gli stessi. Per il resto, oggi è il giorno del giudizio (scherzo): si vedono al Pd nazionale per parlare di Regionali. Se ne sentono di tutti i colori, tra regolamenti di conti (con Di Pietro, che cosa avevate capito?) e trappoloni (in cui il Pd cascherà? Risponditore automatico: è già cascato). Anche per questo, arrivano moltissimi complimenti dalla destra alla gestione Bersani (a cominciare da Lupi, che dovrebbe insospettire fin dal cognome, ma che è da sempre amico del segretario). Casini, con il suo modulo alla Oronzo Canà, si è stufato: «O me o i no global» (nessuno che gli chieda: «o con noi, o con il Pdl»). Chissà cosa farà Bersani, pensando ai 150 anni di storia a cui si riferiva durante la campagna congressuale. In nome del ricambio generazionale e politico, Errani si ricandida per la terza volta (e mezzo: è presidente da 12 anni), Rita Lorenzetti, invece, non si sa, perché in Umbria c'è un candidato alternativo, l'ex-tesoriere Mauro Agostini, e la maggioranza (risicata) del partito sostiene che un presidente uscente non si possa sottoporre alle primarie. Infatti, in Calabria, la maggioranza del partito sostiene il presidente uscente che si sottopone alle primarie. Nebbia sul Lazio: forse potremmo sostenere tutti Polverini e lasciar stare. Buone notizie dal Piemonte: Mercedes Bresso ha tenuto botta, non si è fatta intimidire, si è ricandidata e, forse, otterrà il sostegno di Casini (vedi cosa succede a non seguire le indicazioni che provengono da Roma...). In Lombardia, Penati è candidato perché piace ai moderati (e infatti si è già liberato dei 'comunisti' e della sinistra radicale), ma l'Udc o va da sola, o va con Formigoni. In Veneto Laura Puppato è troppo brava per essere candidata, ma Bersani rassicura i lettori esasperati dell'Unità: «Non abbiate fretta». Quale fretta?

Tratto dal Blog di Pippo Civati (che ringrazio per gli ottimi spunti che condivido completamente)


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