venerdì 31 ottobre 2008

Aspettando il 4 novembre ed incrociando le dita: una settimana cruciale‏

Dalla prossima settimana, la sfida sarà capire quali saranno le nuove prospettive per il futuro degli Stati Uniti. Qualunque sarà l’esito del voto di martedì prossimo, se l’America e il mondo non sono più gli stessi dopo l’11 settembre, occorre vedere come – prendendo quale direzione - gli Usa usciranno dalla catastrofe finanziaria. “Nulla è ancora deciso”, ammonisce Karl Rove – geniale stratega del doppio successo elettorale di George W. Bush. Infatti, alla vigilia di un voto cruciale per le sorti della supremazia Usa, in America si aggira lo spettro di un clamoroso rovesciamento dei pronostici: e se non fosse Obama ad entrare nello Studio Ovale? Il divario tra voto popolare e grandi elettori, le pieghe dei meccanismi elettorali, i timori che qualcosa sia sfuggito ai sondaggi o che qualcosa accada nelle ultime ore, tengono col fiato sospeso i quartier generali di entrambi i candidati.

Nel frattempo, venendo a casa nostra, in questi giorni il mondo della scuola e dell’università è in subbuglio. Cosa sta accadendo? La rabbia e il malessere del mondo dell’istruzione vengono da lontano; giacciono perennemente sotto la cenere salvo infiammarsi alla prima occasione. Per questo, si ha l’impressione che i contenuti reali dei provvedimenti legislativi non esauriscano le ragioni della protesta, che si alimenta anche del suo intrinseco potere catartico. In una simile situazione, la prima sfida è quella di stare al concreto. Anche se non è facile quando la confusione regna sovrana. Circa la scuola, non è dato sapere quali saranno gli effetti della conversione del decreto 137, noto come decreto Gelmini. Mentre, nelle università, dopo l’approvazione della legge 133/2008, si sta andando incontro a tagli indifferenziati a prescindere dai diversi comportamenti gestionali, dalla qualità della didattica e della ricerca. Provando a semplificare: dati vincoli di bilancio oggettivi, si può avere un’istruzione migliore con minori risorse? O, se si preferisce: l’ingente impiego di risorse fino ad oggi stanziate, ha garantito un’istruzione di alta qualità? Purtroppo, tutti i ranking mondiali dicono di no. Ecco allora già due vincoli precisi: è necessario risparmiare ed è necessario riformare scuola e università. Si valutino senza pregiudizi i punti qualificanti del ddl di riforma dell’università che sarà pronto la settimana prossima, così come riportato sulla Stampa di ieri: 1) Blocco dei concorsi che rischiano di fermare il turn-over per anni; 2) Chiusura della sedi universitarie periferiche e riordino dei corsi inutili; 3) Gestione finanziaria responsabile (ad es., la spesa per il personale non potrà superare il 90%); 4) Possibilità e non obbligo per gli atenei di trasformarsi in fondazioni; 5) Nuovi criteri per premiare le università migliori e quindi distribuire i fondi di conseguenza. E’ forse questo un attentato al futuro dei giovani studenti? Non lo sarebbe, al contrario, il lasciare le cose come stanno o l’innalzare a feticcio livelli di spesa che non hanno mai coinciso con elevati standard di qualità e di opportunità? Tutto è perfettibile, ma questi elementi sembrano una base ragionevole per aggredire i problemi dell’università introducendo nuovi cardini: responsabilità, merito, competizione. Certamente, ciò che è davvero imputabile al ministro Gelmini – ma è una scelta politica precisa che il ministro condivide con il resto della maggioranza - è un errore di metodo più che di merito: il malcelato disprezzo nei confronti di tutti gli attori dell'universo scolastico e universitario si è tradotto infatti nel mancato coinvolgimento degli stessi in un confronto – che avrebbe potuto anche essere aspro e in tempi certi, ma non pregiudiziale. Chi semina vento…


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L'università vista da un super-incazzato

Ciao Antonio,
contrariamente alla maggior parte delle persone, non credo che al centrosinistra manchino idee e capacità di proposta. Quello che manca è l'abilità di tradurre le molte idee in azioni concrete, svolte in tempi ragionevoli. L'errore principale di Prodi, nel 1998 come nel 2008, è stato quello di serializzare la fase 2 (le riforme) rispetto alla fase 1 (il risanamento). Nel primo caso almeno il paese ha guadagnato l'ingresso in Europa, nel secondo invece non ha ricavato quasi nulla, e soprattutto ha avuto la sensazione di un impoverimento. Si è trattato in realtà di qualcosa di più di una sensazione, la parte piùdebole della nostra società è stata solo colpita dai provvedimenti economici senza ritorni concreti.
Il mondo della ricerca, paradossalmente, fa parte del segmento debole della nostra società... Per via dei numeri e delle assenze di tutele sindacali: siamo un'esigua minoranza, e incapace di farsi sentire al pari di autotrasportatoti, tassisti, piloti di aerei. Per via della situazione dei precari: che guadagnano stipendi miseri, in posizioni senza futuro. Per motivi d'immagine: perchè è prevalente un giudizio veritiero, ma incompleto, sui guai di didattica, ricerca, modalità di ingaggio, diritto allo studio, organizzazione. Per motivi di interesse: perchè a pochi interessa davvero la formazione, e l'alta formazione in particolare. In definitiva, per motivi sociologici. perchè è impensabile che in una nazione in difficoltà come la nostra, il comparto ricerca possa essere particolarmente meglio della media degli altri. Allora, dai politici e colleghi del centrosinistra mi aspetto una parola chiara SUI SOLDI, più che sul resto. Vogliamo finanziare la ricerca? Dare soldi, soldi, soldi, non soltanto prospettive di riforma. S'intende, dandoli in modo misurato a chi si comporta dignitosamente/onorevolmente, tanti a chi si comporta in modo eccellente. Insieme a questa scelta, si puo' continuare a ragionare del resto. Senza questa scelta, il sistema collasserà in pochissimo tempo.
A presto


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giovedì 30 ottobre 2008

Il Senatore Luciano modica dice:


Cari amici,

il PD giudica deleteri i recenti provvedimenti governativi sull'università. I pesanti tagli finanziari, il blocco quasi totale del turn-over, la spinta all'autoprivatizzazione delle università statali sono insostenibili per il sistema universitario e hanno suscitato giustificate proteste negli atenei.

Il PD si è opposto e si opporrà con forza a questa linea politica, in Parlamento e nel Paese. Ma la strategia del PD è anche quella di avanzare proposte alternative concrete, cercando di far sviluppare un dibattito costruttivo, perché di riforme serie e di conseguenti finanziamenti pubblici l'università italiana ha davvero bisogno.

In questo quadro ho preparato un documento sul futuro dell'università contenente dieci proposte precise. Il documento è stato adottato ieri dal Governo Ombra del PD e subito dopo reso pubblico con una conferenza stampa degli onorevoli Veltroni e Franceschini. Mi fa piacere offrirlo innanzitutto alla vostra riflessione come spunto per l'apertura di un dibattito ampio, serio e aperto Ogni commento, proposta, critica sono dunque benvenuti.

Grazie in anticipo dell'attenzione. Con i miei saluti più cari,

Luciano Modica


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lunedì 27 ottobre 2008

Premio Nazionale Innovazione


Scusate se utilizzo la mia pagina di discussione politica, per ringraziare i cinque amici che con me si sono aggiudicati, con la costituenda azienda W.I.N. – Wireless Integrated Network, il PRIMO PREMIO DELLA STAR CUP TOSCANA 2008….con la proposta di un sistema wireless per la misura di parametri fisiologici!!!!! Non è mai semplice aggiudicarsi Business Competition ….e per questo mi complimento con Pietro Valdastri, Virginia Pensabene, Alessio Misuri, Sergio Scapellato e Donato Mazzeo…

Ed ora alla rincorsa del primo premio Nazionale…appuntamento a Milano Giovedi 27 Novembre

Vi terrò informati

Un abbraccio

Antonio

P.s. di seguito il comunicato stampa della SSSUP


Il 27 ottobre 2008 alle ore 12.00, presso l’Aula Magna Storica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, si svolgerà la premiazione dei cinque vincitori della quarta edizione della Start Cup Toscana 2008, una competizione - promossa dalla Scuola Superiore Sant’Anna - tra idee innovative, espresse in forma di Business Plan, provenienti dal settore della ricerca accademica e imprenditoriale del territorio toscano. La gara rappresenta una prima fase regionale del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), sponsorizzato da Vodafone Italia, che mette in palio il primo premio da 60.000 euro. Prima classificata tra le idee vincitrici della Start Cup Toscana 2008 è W.I.N., costituenda spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna, che ha presentato un Business Plan relativo alla realizzazione di prodotti che contribuiscano a migliorare la qualità della vita delle persone. Seconda azienda vincitrice è Fastenica (spin-off della Scuola Superiore Sant'Anna) con un progetto imprenditoriale finalizzato alla realizzazione di una linea di prodotti basata sulla tecnologia dei sensori tattili, con applicazioni nel settore gaming, robotica, protesica, telefonia e periferiche. Il terzo posto, invece, è stato assegnato ad una spin-off dell’Università di Siena, la ViDiTrust, che ha presentato un Business Plan sullo sviluppo di soluzioni anticontraffazione per packaging e documenti. Seguono Sorta (spin-off dell’Università di Pisa) con un’idea imprenditoriale relativa allo sviluppo e alla commercializzazione di metodi chimico-analitici per la diagnosi di varie patologie, e T4A (spin-off dell’Università di Siena) premiata per un Business Plan sulle Tecnologie ICT per la salute e la teleassistenza di disabili e anziani e la progettazione di ambienti intelligenti. Alla competizione toscana, che gode della collaborazione operativa di tutti gli altri Atenei toscani (Università di Firenze, Università di Siena, Università di Pisa, Scuola Normale Superiore), oltre che di Istituzioni, Associazioni di categoria, Enti locali e del progetto ILO NOVA, il network toscano finanziato dal MIUR che si occupa della valorizzazione e dell’applicazione industriale della ricerca, hanno partecipato 9 gruppi con un’idea imprenditoriale che intendono costituirsi in impresa entro il mese di maggio 2009, o che hanno costituito l’impresa dopo il 1° gennaio 2008. I Business Plan delle spin-off toscane sono stati valutati da una giuria composta da rappresentanti degli atenei toscani, di Unioncamere Toscana, dell’Unione industriali e di Confindustria Toscana. Le cinque imprese finaliste parteciperanno alla finale nazionale denominata Premio Nazionale Innovazione, i cui vincitori godranno di ottima visibilità e di consistenti premi economici.
Alla premiazione interverranno: Maria Chiara Carrozza, Direttore della Scuola Superiore Sant’Anna e Presidente della Start Cup Toscana 2008, Andrea Piccaluga, docente di Economia e Gestione delle imprese alla Scuola Superiore Sant’Anna e membro della giuria Start Cup Toscana 2008, Mario Garzella, Direttore Amministrativo della Scuola Superiore Sant’Anna, Monia Gentile, Responsabile Ufficio Valorizzazione Ricerche del Sant’Anna e referente organizzativo della Start Cup Toscana 2008, Michelangelo Suigo, Responsabile Relazioni Istituzionali locali di Vodafone Italia e referente azienda sponsor Premio Nazionale Innovazione. Saranno presenti, inoltre, i referenti delle cinque idee imprenditoriali vincitrici della Start Cup Toscana 2008.


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venerdì 24 ottobre 2008

Concessione della cittadinanza onoraria della città di Pisa a Roberto Saviano

Care amiche e cari amici,

dopo l’escalation di violenze avvenute nelle ultime settimane in Campania e le minacce a Roberto Saviano, insieme ad altri colleghi mi sono fatto portatore di una mozione in cui si chiede al Sindaco la Concessione della Cittadinanza onoraria della Città di Pisa a Roberto Saviano. Nelle prossime settimane inoltre mi farò promotore dell’organizzazione di una serata aperta a tutti in cui leggere alcuni brani tratti dal Libro Gomorra.

Non appena avremo definito luogo e data ve lo comunicherò….sarà una buona occasione per dimostrare il nostro attaccamento alla Legalità e per promuovere a tutti i livelli la massima solidarietà nei confronti della parte sana della popolazione campana, delle forze dell’ordine, della magistratura e di quelle amministrazioni locali che con il sacrificio giornaliero e con costante impegno, spesso al di fuori delle luci della cronaca, lottano ogni giorno perchè la legalità trionfi e lo Stato si riappropri pienamente di intere zone del nostro paese

Vi aspetto numerosi

Un abbraccio
A


Nel resto del post la mozione


Il Consiglio Comunale di Pisa

- Vista la drammatica escalation di violenza camorristica in Campania, specialmente nella zona di Castelvolturno e Casal di Principe culminata con la cosidetta strage degli immigrati di qualche settimana fa

- Viste le dichiarazioni di Roberto Saviano, giornalista e scrittore campano, autore del libro di denuncia “Gomorra”, nelle quali lo stesso ha dichiarato di voler lasciare il nostro paese a causa delle continue minacce di morte alle quali lui e la sua famiglia sono sottoposti

-Viste le dichiarazioni del vicecapo della polizia Nicola Cavaliere che ha confermato i il pericolo di morte che incombe su Roberto Saviano. "E' uno scrittore sicuramente a rischio e in prima linea, è giusto che in questo momento venga difeso", ha spiegato Cavaliere commentando le rivelazioni di un pentito, secondo le quali nei confronti dell'autore di Gomorra sarebbe stata emessa una condanna a morte entro Natale da parte del clan dei Casalesi.

- Viste le sconcertanti dichiarazioni di gruppi di giovani casalesi che identificano in Saviano il vero nemico della loro terra

- Vista la pericolosità del fenomeno, camorristico in particolare e mafioso in generale, che certamente non è solo relegato alle regioni di origine ma, soprattutto dal punto di vista economico, si espande in tutto il paese

- Considerate le manifestazioni di solidarietà al popolo campano in generale e a Roberto Saviano in particolare attive in tutta Italia da parte di singoli cittadini, associazioni ed istituzioni di qualsiasi estrazione politica, tra le quali il presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica;

Impegna il Sindaco di Pisa e la giunta comunale da Lui guidata

- ad attivare tutte le procedure necessarie per la concessione a Roberto Saviano della cittadinanza onoraria della città di Pisa

- a promuovere a tutti i livelli la massima solidarietà nei confronti della parte sana della popolazione campana, delle forze dell’ordine, della magistratura e di quelle amministrazioni locali che con il sacrificio giornaliero e con costante impegno, spesso al di fuori delle luci della cronaca, lottano ogni giorno perchè la legalità trionfi e lo Stato si riappropri pienamente di intere zone del nostro paese.

- Ad esprimere la massima solidarietà a tutti quegli scrittori, come Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Lu Geng Song e Gao Zhisheng, che solo per aver espresso liberamente il proprio pensiero oggi devono vivere sotto scorta, lontano dalla propria terra e sotto costante pericolo di vita, o addirittura imprigionati nei loro paesi di origine così come chi viene ritenuto colpevole di fare liberamente il proprio lavoro come il giornalista Hu Jia.

- A realizzare e patrocinare il maggior numero di iniziative volte a far comprendere, anche nella nostra città, il vero volto del fenomeno camorra dando risalto a quelle spinte culturali, delle quali Saviano è l’esempio più visibile, che, insieme al lavoro di repressione, permettano di combattere e sconfiggere la cultura della camorra e delle mafie in generale ed il clima di omertà e paura ad essa collegate.

- A prevedere un evento gratuito dove verrà effettuata la lettura in pubblico di brani tratti dal libro “Gomorra”, per far aumentare nella cittadinanza la consapevolezza del problema e dei pericoli ad esso connessi.


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Mozione di denuncia del Consiglio Comunale di Pisa delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio

La manifestazione di ieri, dicono i consiglieri del Partito Democratico Stefano Landucci e Antonio Mazzeo, rappresenta un segnale di novità e cambiamento rispetto alla monotonia politica creatasi negli ultimi mesi. In continuità con la protesta comunale, dice il Consigliere Mazzeo, abbiamo votato una mozione che denunciando per prima cosa la gravità delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perchè contribuiscono a creare tensioni e spargere veleni, invita il Sindaco e la Giunta ad adoperarsi presso le Istituzioni coinvolte in modo che si possa riaprire un dialogo su questi temi e chiede che venga immediatamente ritirato il decreto legge 133. Il Consigliere Stefano Landucci sottolinea che è fondamentale, in un’ottica di condivisione di un percorso di riforma della scuola coinvolgere gli attori protagonisti della stessa: docenti, genitori studenti.

Nel resto del post la mozione

IL CONSIGLIO COMUNALE DI PISA
Preso atto della dichiarazione del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: “Useremo le Forze Dell’Ordine per impedire che vengano occupate scuole e Università”;
Considerato l’invito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che riportiamo: “ È indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione, ma si apra all’ascolto reciproco, che si aprano spazi di confronto parlamentare e che in questa sede si formulino proposte anche con il contributo di docenti e studenti.”;
Considerata l’oramai generalizzata protesta di studenti e docenti in tutta Italia, senza una connotazione politica precisa ma trasversale, che discutono sul decreto legge e chiedono legittimamente una revisione dello stesso decreto;

Il CONSIGLIO COMUNALE DI PISA
Denuncia l’atteggiamento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che con le sue dichiarazioni contribuisce a creare tensioni, spargendo inutili veleni;

INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA
• Ad operarsi presso le Istituzioni coinvolte in modo che si riapra il dialogo su questo tema chiedendo che venga immediatamente ritirato il decreto legge Gelmini;


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Contro la 133 e per la scuola

Pisa, 23 Ottobre 2008

OGGETTO: Consiglio Provinciale e Comunale di Pisa
Convocazione per il giorno 28 Ottobre 2008


Ai Sigg.ri Consiglieri Provinciali e Comunali
Loro Sedi

Si comunica che il Consiglio Provinciale e Comunale di Pisa si riuniranno, in sessione aperta, in P.zza XX Settembre di Pisa - Logge di Banchi il giorno 28 Ottobre 2008 alle ore 15.00

con il seguente ordine del giorno:

" IMPATTO SUL TERRITORIO DELLA LEGGE 133/2008, E DEGLI EMENDAMENTI AL DLL 1441, OVVERO PROVVEDIMENTI NAZIONALI SU UNIVERSITA' E RICERCA".



La Presidente del Consiglio Provinciale: Cristina Filippini

Per la Presidente del Consiglio Comunale : Titina Maccioni
Il Vicepresidente: Paolo Mancini


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mercoledì 22 ottobre 2008

Aeroporto: le proposte e le iniziative del PD di Pisa


Lo sviluppo dell’Aeroporto “G. Galilei” si è caratterizzato negli ultimi anni da un notevole incremento di passeggeri e di voli; a ciò si sono affiancate esigenze di occupazione di spazi intorno allo scalo per nuovi parcheggi, nuova viabilità e servizi in genere, che hanno reso più caotica la vita dei quartieri di S. Marco e S. Giusto e, più in generale, della zona sud della città.

Il PD di Pisa, in sintonia con le iniziative pubbliche promosse dal Circolo del PD di S. Marco e S. Giusto nei mesi scorsi, è ben consapevole che ogni ulteriore margine di sviluppo della Società Aeroporti Toscano (SAT), utile ed auspicabile per la salute dell’economia del territorio pisano, deve necessariamente essere accompagnato da un serrato confronto con l’amministrazione comunale in primo luogo, per le responsabilità di prossimità dovute ai cittadini e con le altre istituzioni (Provincia e Regione) in quanto compartecipi del CdA della SAT.

Tale confronto si è appena avviato e svilupperà gli accordi necessari per intervenire sulle problematiche create dalle attività della SAT principalmente per:



  • verificare la compatibilità di sviluppo del masterplan di SAT nei confronti della città;


  • ridurre l’impatto acustico per le famiglie dei residenti limitrofi;


  • recuperare le parti di terreno necessarie alla costruzione di una rotatoria nella zona di ingresso/uscita della FIPILI, funzionale alla messa in sicurezza di chi abita e transita verso Via Cariola;


  • avviare un percorso di uscita delle famiglie abitanti in Via Cariola e Via Carrareccia, previo accordo dell’acquisizione di SAT dei terreni relativi e degli impegni del Comune per una ricollocazione abitativa adeguata;


  • riorganizzare la viabilità dei quartieri di S. Marco e S. Giusto, in sinergia con le opere già avviate ed in fase di conclusione come il sovrappasso che collegherà la Darsena con l’Aeroporto.


Si ritiene inoltre indispensabile affiancare al confronto in atto una partecipazione diretta di tutti i cittadini interessati, attraverso un’informazione precisa delle proposte in campo e una discussione nella quale saranno richiesti contributi alla soluzione dei problemi.
A questo scopo, il PD di Pisa assieme al Circolo di S. Marco e S. Giusto promuoverà nel mese di novembre due iniziative pubbliche incentrate sulla condivisione dei progetti comunali di viabilità e di vivibilità dei quartieri sui quali insiste maggiormente l’impatto dello scalo e sul ruolo futuro che giocherà l’Aerooporto “G. Galilei”, nel quadro più generale dei servizi aeroportuali toscani.

Su questi temi mi continuerò ad impegnare come fatto fin ora affinché vengano rispettati i tempi prospettati e venga ascoltata in maniera più ampia possibile la cittadinanza. Per qualunque segnalazione contattatemi senza problemi. Sono a vostra completa disposizione.



Un abbraccio



Antonio


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martedì 21 ottobre 2008

Il ricordo di V. Foà


Giorgio Bocca

Quando sento parlare di buoni maestri penso subito a Vittorio Foa, il migliore e il più presente negli anni dei miei buoni maestri. L'ho conosciuto leggendolo nel gennaio del '44, appena arrivato nelle Langhe dalla Val Maira con la anabasi partigiana dalla montagna alle colline del vino. Una staffetta ci portò da Torino l'ultimo quaderno di Giustizia e Libertà.

Aveva la copertina rossa e in nero la spada di Giustizia e Libertà. Era un articolo sulle alleanze orizzontali necessarie alla Resistenza, le alleanze ostiche alla nostra formazione elitaria, dei pochi ma buoni.

Quella lezione di intelligenza e di modestia ci arrivò nel momento giusto, della euforia combattentistica e della superbia. Un quadro lucido della situazione, un richiamo alla realtà. Lo stesso modo di vedere il mondo, senza retorica ma senza rassegnazione degli altri maestri del liberal socialismo, da Gobetti a Bobbio, dai Galante Garrone ai Rosselli, dai Valiani ai Parri. Vittorio Foa ci è stato maestro di generosità e di fedeltà intellettuale, di antifascismo solidale e intransigente, il necessario ma sempre legato alla ragione.

Ho avuto come compagni di viaggio nella politica e nella cultura due intellettuali di stampo giellista: Paolo Spriano e Vittorio Foa. Il primo era diventato lo storico del Partito comunista, il secondo il dirigente della Cgil legata al Partito comunista. Li ho seguiti per anni nella burrascosa vicenda delle fazioni e delle passioni politiche e la mia stima in loro è durata e cresciuta per la loro fedeltà alla ragione, per la capacità rara di restarle fedeli se occorreva con "l'astuzia dell'intelligenza".

La prova migliore di Spriano fu la storia del Partito comunista dove tutto ciò che si doveva sapere fu indicato anche se non gridato e per Vittorio la visita del sindacato all'Unione Sovietica e la relazione critica che ne seguì, precisa anche se non gridata. Ciò che faceva di Vittorio una persona amata da tutti coloro che lo conoscevano era la sua curiosità disinteressata, la sua fedeltà a una ragione ragionevole.

Nonostante la galera fascista e le faziosità di cui soffrì anche l'antifascismo non rinunciò mai a cercar di capire i diversi, non sacrificò i sentimenti e l'ironia al disprezzo e alla condanna. Fu sempre un amico, un padre, un compagno comprensivo. Mi incantarono i suoi ultimi libri, specie i ricordi di montagna, così come mi aveva colpito il suo saggio sul quaderno di GL, il suo saper restare uno che sa ridere, come quando della politica giovanile ricordava il fastidio di sua madre per quelle montagne di Courmayeur piene di neve e di antifascisti.

Vittorio e la sua famiglia passavano le vacanze a La Salle in Valle d'Aosta. Vittorio non era più in grado di camminare ma si faceva portare in auto fino al Piccolo San Bernardo per le montagne in cui aveva camminato da ragazzo e che ricordava tutte perfettamente per nome. Anche quello un modo del suo essere fedelmente affettuoso.


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sabato 18 ottobre 2008

Le Energie

di Maurizio Sereni

Il territorio pisano è il luogo dove si registra una delle più alte concentrazioni di energie intellettive nei campi della ricerca, del biotech, delle facoltà universitarie, della farmaceutica e dei servizi sanitari; Pisa è la città di Galilei e dei grandi studiosi che hanno studiato, respirato e ispirato molte eccellenze; Pisa è la città che si popola di 50.000 presenze non residenti ogni giorno, portatori di consumi ma anche di notevole valore aggiunto per cultura e molto altro.
In questa parte d’Italia bagnata dal Mediterraneo e posta idealmente con il volto rivolto verso il sole, i cittadini che vi abitano e la rendono viva ogni giorno, al cospetto di dati forniti dai Comuni italiani a fine 2007 (fonte: dossier del Sole 24 Ore del 13 ottobre, riguardante adozione di politiche energetiche alternative dei Comuni italiani), non beneficiano di alcun servizio energetico alternativo che la scienza e la tecnologia applicata rendono ormai fruibile a prezzi accettabili.

In questo dossier leggi Pisa e leggi Solare Fotovoltaico = 0 KW istallati; Solare Termico = 0 Mq istallati; Teleriscaldamento = 0 abitanti serviti; Biomasse = 0 KW istallati. Perfino nelle politiche per il risparmio energetico risultiamo fra gli ultimi posti (e queste, spesso, sono a costo zero).

E’ interessante notare i progressi di città come Benevento, i cui problemi di sviluppo e di sicurezza sono 100 volte superiori a quelli dei nostri territori, nello sviluppo del solare fotovoltaico (media di 4,3 KW istallati su edifici comunali ogni mille abitanti), a testimonianza che la sensibilità su queste tematiche prescinde dagli interventi in altri settori altrettanto strategici. A tutti è evidente che questa tendenza debba essere invertita.

Si percepisce con la nuova amministrazione Filippeschi la volontà di intervenire nella promozione e utilizzo di politiche di risparmio energetico (piano sostituzione lampade per l’illuminazione pubblica) e nell’utilizzo (specialmente per le strutture scolastiche comunali) di impianti per l’utilizzo di fonti energetiche alternative. Si auspica una maggiore sinergia con la Provincia e la Regione, altrettanto impegnate in piani di sviluppo energetico con relative risorse da destinare a tali fini.

Si richiede fortemente il supporto e la partnership di soggetti privati, sul lato della ricerca, del finanziamento, della realizzazione di impianti. In ogni caso, per la responsabilità politica che impegna il PD, c’è la necessità di rendere trasparente il percorso che vogliamo seguire nei confronti del tema dell’Energia, comunicando ai cittadini i progetti in corso, i futuri, gli impegni economici in campo e promuovendo momenti di confronto liberi e diffusi; su questi temi, legati concretamente alle difficoltà economiche delle famiglie, è possibile registrare largo interesse e consenso. Probabilmente molto di più delle polemiche sui viaggi in Cina del Comune di Pisa.


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mercoledì 15 ottobre 2008

Incontro per discutere su problemi/opportunità del Centro Storico Mercoledì 22 ore 21.30

Ciao a tutti,

In queste settimane più volte avevo pensato di creare un incontro per ascoltare i vostri problemi, per valutare le vostre proposte di miglioramento della città. Una buona occasione potrebbe essere l’incontro fissato dal Circolo del PD di Pisa Centro per Mercoledì 22 ottobre dalle 21.30 presso la sede del Circolo in corso italia, in cui il Sindaco Marco Filippeschi, insieme ai consiglieri del Circolo discuterà sui temi più importanti che riguardano il centro storico della città.

Credo che potrà essere una buona occasione per incontrarci e per confrontarci su come dare concretezza alle nostra idee.

Spero di incontrare tante/i di voi…..

Un abbraccio

Antonio


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lunedì 13 ottobre 2008

Rivolta: E NON E' CHE L'INIZIO...‏








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Così si uccide il Sapere in Italia


Cari tutti di seguito la mozione presentata e votata nello scorso Consiglio Comunale contro la legge 133 (cosiddetta Riforma Gelmini)

Cosa ne pensate? Avete idee da proporre sia a livello locale che a livello Nazionale?

Sono a vostra disposizione

Antonio



MOZIONE

OGGETTO: Università e Ricerca ad un punto di non ritorno: le conseguenze della Legge 133/2008 e delle norme antistabilizzazioni del ddl n.1441

Visto lo stato di agitazione dichiarato dai ricercatori, i professori e i tecnico amministrativi precari e non precari dell’Ateneo pisano e del Cnr;

Viste le mozioni e le successive prese di posizione approvate sin dall’emanazione del Decreto Legge 112 del 18 Giugno 2008, convertito il 6 Agosto nella Legge 133/2008, dalla Crui e dal Cun, ovvero i maggiori organi di rappresentanza delle Università italiane, da diverse Conferenze dei Presidi, dai Senati Accademici e dai Consigli di Amministrazione della maggior parte degli Atenei italiani;

Vista la posizione espressa dai Senati Accademici delle Università Toscane riunitisi per via straordinaria in seduta congiunta;

Viste le prese di posizione di molti organi collegiali delle facoltà e dei dipartimenti dell’Ateneo pisano e Toscani;

Vista la preoccupante “denuncia” all’opinione pubblica fatta dall’assemblea generale del personale dei tre Atenei pisani rivolta ad evidenziare il rischio dello smantellamento dell’Università pubblica;

Visti gli elementi emersi la mattina del 30 settembre, quando circa trecento precari dell’Università, del Cnr e dell’Istituto di Fisica Nucleare hanno civilmente manifestato dinanzi a Palazzo alla Giornata e a Palazzo Gambacorti contro un emendamento presentato all’interno del collegato “monstre”, ddl n.1441, nel quale non solo si sopprimono le disposizioni presenti nella finanziaria 2007 e le misure successive finalizzate alla stabilizzazione del precariato pubblico, ma si ipotizza addirittura la decadenza automatica dei contratti attualmente in proroga;

Vista l’attuale sordità da parte del Governo nei confronti dei pareri discordanti delle rappresentanze dei docenti e delle associazioni di dottori di ricerca, dei dottorandi, contrattisti, precari e studenti, della CRUI e del CUN, delle Conferenze dei Presidi, dei Senati Accademici e Consigli di Amministrazione della maggior parte degli Atenei italiani;

Considerato molto grave l’intervento su materie così delicate e strategiche per il paese come la formazione universitaria e la ricerca pubblica attraverso strumenti legislativi che di fatto non consentono alcun confronto preventivo, né un dibattito approfondito nel Parlamento e nel Paese;

Considerato che le normative adottate non sono ispirate ad alcun progetto - condivisibile o non condivisibile - di riforma, bensì documentano la scelta di fare cassa senza considerarne gli effetti reazionari e dannosi per settori strategici come Università e Ricerca, per i quali l’Italia accusa una persistente arretratezza in termini di investimenti, come da rapporto OCSE 2008;

Considerato che l’Italia, nei primi posti per produzione scientifica, è già molto lontana dagli obiettivi europei sulla formazione, in quanto molto indietro per spesa annua per studente ed ultima in Europa per spesa totale destinata all’Università rispetto al PIL (0,9% contro 1,3% della media UE), per la quota di spesa pubblica per l’Università (1,6% contro 2,8% della media UE), per spesa totale destinata alla ricerca rispetto al PIL (1,09% contro il 2,26% della media UE);

Considerato che facendo leva su una campagna mediatica indiscriminata a tratti diffamatoria - scandali sul nepotismo, sullo spreco del personale, sulle superpaghe dei dirigenti, ecc., seppur veri e diffusi non sono sufficienti a giustificare “comode” generalizzazioni - vengono accomunate tutte le Università in un unico calderone e viene colpito il sistema pubblico nella sua essenza penalizzando soprattutto gli Atenei con maggiore tradizione nella ricerca e nell’insegnamento;

Considerato che il sistema universitario e di ricerca italiano esige un percorso di analisi approfondita e un ampio confronto preventivo al fine di approdare ad una indispensabile riforma che metta al centro gli obiettivi di Lisbona, ovvero la strategia europea che individua nella conoscenza il fulcro centrale del nuovo sviluppo sociale ed economico, che dia maggiore attenzione agli studenti dalla laurea al dottorato di ricerca, che premi il merito e apra le porte ai giovani talenti;

Rilevato che la Legge 133/2008 (conversione del DL 112/2008) infligge un colpo di grazia al sistema pubblico universitario e di ricerca in quanto mina principi Costituzionali fondamentali quali il “DIRITTO ALLO STUDIO” in una Università libera, democratica e aperta a tutti, il “DIRITTO AL LAVORO” vero e non precario, il “DIRITTO AD UNA VITA DIGNITOSA” a partire dalle condizioni salariali e materiali, sociali e culturali, la “LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO, DI RICERCA”; in particolare i provvedimenti del Governo produrranno i seguenti effetti:

• una riduzione annuale fino al 2013 del Fondo di Finanziamento Ordinario di 467 milioni di euro (taglio del 6%) e un taglio del 46% sulle spese di funzionamento per sostenere l’abolizione dell’ICI sulla prima casa per le famiglie con redditi alti (per quelle con bassi redditi le misure erano già state studiate nella finanziaria 2008);

• una riduzione del turn-over al 20% per le università (su 5 che vanno in pensione 1 solo verrà assunto) nel periodo 2009-2013 (in termini finanziari -64 milioni di euro nel 2009, -190 milioni di euro nel 2010, -316 milioni di euro nel 2011, -417 milioni di euro nel 2012, -455 milioni di euro nel 2013). Per gli EPR si avrà una riduzione del 20% nel 2009 mentre dal 2010 al 2013 ogni unità di personale che esce potrà essere sostituita da una sola unità di personale in entrata e non in base al valore economico "liberato" (un dirigente di ricerca libera un valore economico che corrisponde a più unità di personale al primo impiego);

• un taglio complessivo di quasi 4 miliardi di euro in 5 anni;

• la trasformazione delle Università pubbliche in Fondazioni di diritto privato;

• anche per gli enti di ricerca come per le altre amministrazioni dello Stato, una riduzione della pianta organica pari almeno al 10%, con conseguente blocco delle assunzioni per molte realtà;

Rilevato che gli effetti combinati tra l'articolo 49 della Legge 133/2008, ovvero il divieto di ricorrere al medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'arco del quinquennio ultimo, e il 37-bis inserito nel ddl 1441 in iter d’approvazione parlamentare, ovvero la cancellazione della procedura delle stabilizzazioni, determineranno il devastante blocco per le forme contrattuali a tempo determinato in enti dove la frequenza dei concorsi è scarsissima e il licenziamento in tronco (dopo 3 mesi dall' eventuale entrata in vigore del ddl 1441) di chi aveva già ricevuto garanzie dallo Stato di un percorso per andare a stabilizzare la propria attività professionale;

Ritenuto che le misure descritte mettono a rischio il normale esercizio della didattica e della ricerca nelle Università e nei centri di ricerca, aggravano il problema del numero e della media anagrafica del personale, tradiscono gli accordi europei e il dettato costituzionale sulla necessità della natura pubblica dell’istruzione, compreso quella universitaria;

Ritenuto in particolare che:

• i tagli, previsti in maniera indiscriminata senza alcun accenno a criteri di valutazione, risultano insopportabili per un settore già in grave sofferenza e del tutto sottovalutato rispetto a quanto sta succedendo nel resto del mondo;

• vengono chiuse le porte ai giovani talenti, ovvero una delle risorse più pregiate del nostro paese;

• il taglio indiscriminato delle risorse unito alla possibilità di trasformazione in fondazione privata rischia di modificare il sistema universitario nazionale in un sistema di formazione estremamente debole e con accessi differenziati in base al censo (nessun tetto per le tasse universitarie). Inoltre, senza alcun riferimento alla valutazione si selezioneranno le discipline e le sedi universitarie non sulla base del loro valore didattico e scientifico ma in ragione della diversità del contesto socio economico in cui operano;

• lo Stato non può garantire un percorso di acquisizione certa di diritti e immediatamente dopo tradire quella garanzia mettendo in gioco tanto la reputazione delle Istituzioni quanto le stesse basi di solidità civile dei cittadini;

• le norme approvate e in fase di discussione sono come bisturi di una demagogia impietosa nelle speranza viva dei giovani e dei precari di tutte le età e delle loro famiglie;

Constatato che gli effetti di una crisi del sistema formativo e di ricerca pisano avrebbe enormi ripercussioni sulla città e sull’intera provincia sia in termini socioculturali che economici;


Il Consiglio Comunale di Pisa

Esprime piena solidarietà ai docenti, i ricercatori, i precari e gli studenti.

Denuncia all’opinione pubblica l’azione del Governo di voler smantellare il sistema pubblico universitario e di ricerca.

Afferma con grande preoccupazione la propria contrarietà ai provvedimenti adottati dal Ministro e dal Governo, evidenziando i gravi rischi legati ad un indebolimento del ruolo complessivo della produzione e fruizione del Sapere nel nostro paese.

Chiede:

che il Governo riveda i propri orientamenti;

che il Parlamento non approvi il ddl n.1441;

che, a partire dalla prossima discussione parlamentare della legge finanziaria, si riaffermino gli obiettivi europei e che siano corrette le norme previste nella Legge 133/2008;

che, dato il carattere strategico delle politiche sulla formazione universitaria e la ricerca, tale materia non venga trattata con decreti e colpi di maggioranza, ma con un serio confronto parlamentare, col coinvolgimento degli esponenti della cultura italiana e di tutti i soggetti interessati.

Impegna il Sindaco e il Presidente del Consiglio a farsi interpreti in tutte le sedi opportune delle posizioni espresse, a prendere contatto tempestivamente con i rappresentanti istituzionali, sindacali e associative delle Università e dei Centri di Ricerca della città di Pisa e a farsi promotori di iniziative congiunte con la Provincia e la Regione.


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lunedì 29 settembre 2008

UN SABATO SERA A PISA - Impressioni di vita quotidiana

Care amiche/i,
pubblico di seguito una email ricevuta da un mio caro amico, che racconta il sabato sera visto da un "ragazzo" di 35 anni che vuole vivere la città,divertendosi ma anche risettandola totalmente. Avete la stessa visione di Stefano? Raccontatemi un po’ il vostro punto divista. Un abbraccio a tutti ed un grazie particolare a Stefano per la sarcastica lucidità della sua analisi

Antonio


A PISA SABATO SERA....

HO VISTO....tanta gente, soprattutto giovani, che affollava il centro (Piazza Garibaldi, Lungarni, Borgo Largo)

HO VISTO....il centro pieno di vita frequentato da pisani, studenti e stranieri

HO VISTO....stranieri che seduti per terra in Piazza Garibaldi sorseggiavano sorridenti e tranquilli delle bevande contenute in bottiglie di vetro e plastica

HO VISTO....Plastica..tanti bicchieri di plastica buttati sui Lungarni

HO VISTO....Lungarni che al contrario di altre volte avevano vuoti i cestini

HO VISTO....Cestini che spesso sembrano insufficienti a contenere le scorie di un sabato sera

HO VISTO....che la pulizia della citta’ dipende anche dal senso civico delle persone; ma dato che la madre dei maleducati e’ sempre incinta proviamo a trovare una soluzione

HO VISTO....un sabato sera che rimane affollato con la stessa intensitá anche dopo il divieto di somministrare bevande alcoliche dopo l’una

HO VISTO....dopo l’una ancora piu’ gente che cammina per strada con bottiglie in mano sebbene di plastica, perche’ tanto se le portano da casa

HO VISTO....un amico che telefonava ai vigili urbani denunciando la presenza di persone che avevano contenitori di vetro in centro

HO VISTO....che i vigili urbani non sono mai arrivati

HO VISTO....il gestore di un locale del centro che raccontava al mio amico di avere telefonato Venerdi sera alle forze dell’ordine per denunciare una rissa in atto di fronte al suo locale

HO VISTO....che il racconto terminava con”la polizia non e’mai arrivata”

HO VISTO....che la polizia forse non deve arrivare ma essere giá li

HO VISTO....che non sono andato in P.za delle Vettovaglie perche’ l’ultima volta in cui ci sono stato (Luglio) c’erano spacciatori mentre la polizia guardava l’elezione di Miss Pisa

HO VISTO....che se c’e’ la disponibilita’ della polizia per Miss Pisa ci puo’ e deve essere anche per Miss Sicurezza

HO VISTO....che se volessi vivere nel centro di Pisa ci penserei due...cento volte prima di farlo

HO VISTO....che comunque è giusto che nel week end i giovani abbiano la possibilita’ di bere qualcosa fino ad una certa ora

HO VISTO....che si potrebbe spostare il centro di aggregazione in zone piu’ periferiche

HO VISTO....che non vorrei essere al posto di chi abita in centro perche’ la presenza delle forze dell’ordine e’marginale(a meno che non si elegga una Miss ogni giorno in diversi punti della citta’)

HO VISTO....che il sindaco fa delle ordinanze che effettivamente non vanno fatte rispettare giuste o sbagliate che siano(qualora siano sbagliate l’errore e’doppio)

HO VISTO....una cittá che vuole adottare politiche di rassicurazione invece che di sicurezza

HO VISTO....una cittá che per fronteggiare il fenomeno deve prima imparare a conoscerlo


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sabato 27 settembre 2008

OGGETTO: Tagli della Finanziaria 2009 alle forze dell’ordine

Con questo ordine del giorno vorremmo riportare l’attenzione sul tema della sicurezza dei cittadini che vediamo messa in pericolo dal DL n° 122 del 25/06/2008 approvato dalla Camera dei Deputati nel quale si evidenzia, anche a parere di tutti i sindacati delle forze dell’ordine, un pericoloso taglio ai finanziamenti delle forze dell’ordine nell’ordine di 3 miliardi di euro sui capitoli di spesa delle Amministrazioni interessate alla gestione della sicurezza e delle difesa.

PREMESSO CHE
Sia nella campagna elettorale nazionale che in quella comunale il tema della sicurezza dei cittadini è stato sicuramente al centro della discussione politica e base principale delle promesse elettorali di entrambi gli schieramenti

VISTO CHE
Nell’ultimo decreto sicurezza il governo nazionale ha voluto aumentare il potere dei Sindaci nell’ambito della sicurezza e, in generale, ha voluto dare nuove regole in materia, assicurando un maggiore impegno delle forze dell’ordine nella lotta a tutte le criminalità, anche quelle di minore impatto mediatico ma che impattano maggiormente sulla vita quotidiana dei cittadini

VERIFICATO CHE
Il DL 122, appena approvato dalla camera dei deputati, prevede un taglio sostanzioso dei finanziamenti per le forze dell’ordine nell’ordine di 3 miliardi di euro sui capitoli di spesa delle Amministrazioni interessate alla gestione della sicurezza e delle difesa e nel dettaglio nell’ordine di circa un miliardo in tre anni ai fondi che il Ministero dell’interno ha a disposizione per l’ordine pubblico e la sicurezza.
RITENUTO CHE
Il problema della sicurezza non può essere di sola competenza dei Sindaci e quindi degli enti locali ma, al contrario, può essere risolto solo con la piena collaborazione fra stato e comuni e nell’ambito di un rafforzamento, anche qualitativo, del lavoro delle forze dell’ordine

IL CONSIGLIO COMUNALE SI IMPEGNA E IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE

a) Ad esprimere piena solidarietà alle donne ed agli uomini delle forze dell’ordine impegnati giornalmente in un lavoro difficile ed a volte oscuro che vedono in questo momento messa in discussione la loro capacità di essere utili alla comunità a causa di una insensata ed irresponsabile corsa al taglio delle spese a tutti i costi, nel pieno riconoscimento del ruolo fondamentale che essi svolgono per la vita democratica del nostro paese.
b) A valorizzare il ruolo civile e solidale delle forze di Polizia opponendosi, nei limiti delle proprie competenze, all’utilizzo dell’esercito in funzioni di ordine pubblico.
c) Ad attivarsi con il governo nazionale per segnalare con forza la necessaria ridiscussione dei tagli alle spese per la sicurezza per come previste nel DL 112 lavorando affinchè sia il miglior coordinamento operativo di tutte le forze dell’ordine, inclusi i vigili urbani, che possa portare benefici effetti sia in termini di maggior sicurezza per i nostri cittadini e, nel medio periodo, anche opportunità di risparmio economico.


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venerdì 26 settembre 2008

ALCUNI SPUNTI X L’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI MANDATO

Cari frequentatrici/frequentatori del blog... oggi in Consiglio Comunale discuteremo (e voteremo) del Programma di mandato che sarà il confine entro cui muoverci nei 5 anni di legislatura. Ho provato a dare qualche contributo, assolutamente non esaustivo e frutto di una prima riflessione, in merito al Programma di Mandato (documento efficace che sottolinea la Voglia dell’amministrazione di dare concretezza alle idee), che spero possa essere di stimolo per un dibattito produttivo, che dia trasparenza al lavoro dell’Amministrazione Comunale.
Sono convinto che i prossimi mesi saranno densi di importanti appuntamenti, in cui ciascun consigliere deve essere proattivo e stimolare il dibattito per offrire ai cittadini una città con una qualità della vita migliore, più sicura e che sappia guardare ai prossimi anni producendo le accelerazioni necessarie per dare risposte nuove nel quadro delle scelte strategiche che andremo a definire. Inizio con gli spunti che riassumo di seguito:

PATTO PER PISA SICURA (1.2)
La sicurezza è, sicuramente, uno dei temi più presenti sull’agenda politica, ormai, da diverse settimane (non inizio le mie riflessioni in ordine di priorità, ma per seguire il documento presentato). In queste settimane l'allarme sicurezza si è imposto come la principale priorità nell'azione del nostro governo locale come nella sensibilità dei cittadini, dei giornali e delle televisioni. E tuttavia la sicurezza, con la forte domanda di legalità che a essa si accompagna, viene declinata in un solo modo, si impernia su una sola equazione: immigrazione uguale criminalità.
Il problema, insomma, sono i nomadi che pretendono l'elemosina, gli albanesi che sfruttano le donne, i maghrebini che spacciano, i rumeni che rubano e che stuprano e i senegalesi che vendono merce contraffatta...Credo che se anche tutto questo fosse vero - e non lo è, come non lo è mai qualsiasi giudizio che faccia di tutta l'erba un fascio - mi pare proprio che in questo modo si guardi o si voglia guardare solo in una direzione. Guardiamo molto - e forse giustamente - al pericolo che ci viene da fuori, ma forse non abbastanza a quello che succede da noi, magari anche a casa nostra: e forse non vogliamo nemmeno osservare, nascondiamo e ci nascondiamo perché in realtà non abbiamo il coraggio di guardare negli occhi i nostri coetanei, di capire davvero le ragioni del loro disagio, e magari di metterci noi stessi in questione, perché i ragazzi, si sa, sono anche uno specchio maledettamente eloquente di quello che siamo noi.
In definitiva il tema della sicurezza, secondo il mio modesto punto di vista,va trattato nel senso più ampio, non si identifica esclusivamente con sicurezza personale, ma implica una visione più generale della vita cittadina e della convivenza tra persone. Sicurezza significa allora coesistenza civile, integrazione, accesso ai servizi, diritto alla cultura. Si può dire che la sicurezza è la conseguenza di una programmazione sociale, che presuppone lo sviluppo del senso civico e della partecipazione. Tanto più in una realtà, come quella pisana, contraddistinta dalla presenza di decine di migliaia di studenti fuori sede, e un numero crescente di lavoratori immigrati, nella quale è essenziale trovare punti comuni di confronto e di aggregazione.
Garantire la sicurezza (come si riporta nel programma di mandato) è un dovere che richiede il massimo impegno, su diversi fronti. E’ evidente che l’Amministrazione Pubblica da sola non può fronteggiare un problema cosi profondo, che riguarda diverse zone della città e diversi fenomeni. Credo sia essenziale, almeno per provare a ristabilire un minimo di legalità, che venga fatto funzionare in maniera diversa e più efficace il Comitato Provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico. Solo in questo modo, con azioni coordinate e strategiche, in qualche mese potremo avere l’aspirazione di migliorare la situazione attuale. Non basta emanare delle ordinanze per pensare che il “Sistema” cambi automaticamente, bisogna invece accellerare un percorso di dialogo con tutte le parti sociali/economiche/istituzionali che guardi ad azioni sinergiche. Questo sarà possibile solo se prevederà due fasi parallele: una di controllo del territorio e contrasto della microcriminalità o comunque del non rispetto delle regole e l’altro di progettazione di una concertazione sociale che metta al primo posto i diritti ed i doveri di ciascun cittadino.
Possiamo fare molto, se investiamo sulla prevenzione, dove abbiamo enormi competenze. Nel programma di mandato dobbiamo, quindi, parlare oltre che di patto per la sicurezza, anche della prevenzione delle manifestazioni del malessere giovanile. Per questo penso che entro quest'anno, si debba organizzare una grande occasione di incontro e confronto su queste tematiche, una grande occasione per riunire tutti quanti, istituzioni e non, che vogliono e devono esercitare la loro responsabilità per il futuro dei giovani e quindi per il futuro della nostra società.
Solo con una politica che guarda al controllo ed al rispetto delle regole, (vedi per esempio la capacità di mantenere la città più pulita e bella) ma anche alla prevenzione e alla riaffermazione della vitalità dei luoghi piu belli del centro storico sarà possibile migliorare la qualità della vita dei cittadini.

POLITICHE EDUCATIVE E SERVIZI SCOLASTICI (2.1)
Aumentare e favorire il percorso scolastico all'interno dello stesso istituto comprensivo nel quale si e' iniziato l'inserimento gia' dal nido e nel migliore dei casi della stessa circoscrizione di residenza,sia per favorire le relazioni sociali tra i bambini che iniziano una conoscenza dal nido sia per evitare spostamenti da parte dei genitori per accompagnare i figli a scuola (minore impatto su mobilità e riduzione dell’inquinamento...)

LA PROMOZIONE DELLO SPORT E LA VALORIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI (2.6 e 2.7)
Pisa ha bisogno di alimentare la cultura dello sport. Nella scorsa legislatura molto era stato fatto in questo senso. Dobbiamo provare a migliorarci. Innanzitutto definendo , sin da subito un piano integrato dello “Sport per Tutti”. Questo piano dovrebbe prevedere la mappatura delle strutture di base esistenti, la riqualificazione degli spazi già utilizzati e la messa a norma degli impianti (nel caso già non lo fossero). Inoltre dovrebbe prevedere la possibilità di costruire nuovi impianti (piscine, palestre, campi sportivi e non solo di calcetto) secondo la logica del Project Financing. Alcuni di questi impianti insieme a percorsi vita e spazi verdi potrebbero essere realizzati nell’Area dell’attuale Santa Chiara, oppure, come già proposto dall’assesore Cerri, all’interno del progetto d riqualificazione della Fontina…in cui si dovrebbe creare una cittadella dello Sport. La gestione di queste nuove strutture, ma anche di quelle attualmente in uso andrebbe affidata, tramite l’espletamento di un bando a rilevanza pubblica, non solo secondo logiche economiche/finanziarie, ma anche in base ad indicatori di qualità (presenza delle associazioni sul territorio, valutazioni annuali, investimenti precedenti, etc) degli imprenditori/associazioni.

POLITICHE GIOVANILI E SPAZI
RAPPORTI CITTA’- STUDENTI UNIVERSITARI (2.9 e 2.10)
Migliorare il livello di integrazione del mondo studentesco con la città, creando dei contenitori in cui incontrarsi e confrontarsi. Ormai il rapporto tra studenti fuori sedi e residente è di 6 a 10. Un numero elevato..che va tenuto in considerazione. Per esempio bisognerebbe prendere spunto da città universitarie straniere (Salamanca, Valencia, Oslo)..provare a creare un Campus in città nell’area riqualificata del Santa Chiara.
Inoltre andrebbe, sin da subito, elaborato (con finanziamenti adeguati) un progetto per la ricerca e riqualificazione di alcuni spazi di integrazione e socializzazione. Solo in questo modo è possibile allentare la pressione che migliaia di giovani, giornalmente, apportano nel centro storico. La mia esperienza, prima di studente fuori sede e poi di cittadino impegnato, consiglia di utilizzare un approccio diverso rispetto a quello attualmente ipotizzato. La maggior parte delle ragazze/i che affollano, specialmente durante le serate estive, il centro storico, sono i primi a richiedere che vengano rispettate le regole. Con loro bisognerebbe iniziare un percorso che li integri maggiormente in città. Li faccia sentire protagonisti del percorso cittadino (per esempio attraverso la creazione di una Consulta dei Fuori Sede). Cosi come andrebbe presentato un nuovo paradigma politico alle associazione dei commercianti. A loro andrebbe richiesta una prova di grande trasparenza e lealtà. Perché non proporre che gli esercizi commerciali che rispettano le ordinanze e rendono pulita la loro area di competenza possano restare aperti per un periodo più lungo di chi invece contravviene alle regole? Perché non proporre incentivi per chi offre anche servizi culturali?

UN PIANO D’AREA PER LA MOBILITA’ (3.1)
Per ciò che concerne il sistema delle infrastrutture (vedi anche 4.3 sviluppo urbanistico e le grandi trasformazioni) non si può dimenticare il deterioramento della qualità della vita nei quartieri di S.Marco e S.Giusto, conseguenza dell’evidente grande sviluppo delle attività aeroportuali e dei servizi connessi. E’ essenziale, quindi, comprendere in profondità le scelte che sono alla base dell’enorme sviluppo del sistema aeroportuale, le future strategie dell’azienda e le ricadute sui quartieri limitrofi e sull’intera città. E’ perciò assolutamente necessario attivarsi, sin da subito, per allestire un tavolo nel quale la SAT esplichi chiaramente le proprie strategie di sviluppo (non è corretto sostenere a priori, ma sarebbe meglio prima cososcere, il Master Plan dell’Aeroporto) future e gli interventi che intende mettere in campo per salvaguardare la salute dei cittadini ed i rischi inerenti alla sicurezza stradale nelle vie confinanti ai propri terreni.
Per ciò che concerne il trasporto pubblico locale è importante definire degli accordi con gli altri comuni dell’Area Vasta (in accordo al Piano Strategico), offrendo una scontistica particolare per chi utilizza i mezzi pubblici per accedere in città, lasciando l’auto nei parcheggi scambiatori.

LA MOBILITA’ URBANA (3.2)
Il piano della mobilità urbana deve avere come interesse anche quello di ridurre il più possibile l’inquinamento atmosferico e acustico nelle zone più sensibili. È dunque necessario monitorare queste zone per ridurre i rischi alla salute dei cittadini. Alcuni passi sono stati fatti con la creazione di zone a traffico limitato controllate da varchi elettronici. Può essere fatto ancora di più. E’ possibile infatti, con la sola installazione di varchi elettronici di uscita, controllare il tempo di permanenza all’interno dell’area a traffico limitato. Ciò permetterebbe da un lato di monitorare il reale tempo di permanenza all’interno della ZTL (variabile a seconda della classe di inquinamento del veicolo) e dall’altro renderebbe possibile l’accesso nell’area solo a tipologie di veicoli ben definite.
Per ridurre l’inquinamento, per tutelare maggiormente la salute dei cittadini, per migliorare ancor di più la qualità della vita in città potrebbe essere interessante sperimentare un progetto di Area Pricing in un area più vasta (cintura esterna della città/comuni limitrofi) in cui i cittadini non residenti pagherebbero l’ingresso a seconda della classe di inquinamento del veicolo (gli euro 4 e 5 sarebbero esenti).
La storia di iniziative similari in altre città d’Europa, ed attualmente la sperimentazione a Milano dimostra che è possibile creare, grazie all’innovazione tecnologica, una città sempre più accessibile e godibile. A seguito dei dati rilevati nelle altre esperienze si evince che
- si potrà determinare una diminuzione giornaliera variabile tra il 20% ed il 30% delle polveri sottili nella zona controllata, con riflessi positivi anche sulle aree cittadine circostanti;
- si avrà una viabilità più fluida
- si stima una riduzione variabile tra il 10% e il 20% delle auto in ingresso alla zona controllata e un incremento della velocità dei mezzi di trasporto pubblico.

Questo provvedimento deve essere affiancato da importanti interventi strutturali, e da una forte condivisione politico/economica con tutti i player presenti sul territorio:
- il potenziamento del trasporto pubblico;
- La realizzazione di nuovi parcheggi scambiatori;
- l'estensione delle corsie preferenziali per i mezzi pubblici;
- la realizzazione di nuove piste ciclabili;
- l'aumento delle aree verdi.
Ciò servirebbe anche a far contribuire alle spese di mantenimento dei servizi essenziali che i cittadini non residenti (nelle ore di punta sono circa 50.000) “utilizzano” giornalmente. Perché il progetto funzioni è necessario che i proventi dell’iniziativa vengano reinvesti nel potenziamento dei servizi di base legati alla mobilità e all’ambiente.

Per ciò che concerne le piste ciclabili credo sia essenziale specificare meglio le nostre proposte in particolare mi sembrerebbe opportuno sistemare e mettere in sicurezza una pista ciclabile sull'Arno da Riglione a Ponte della Vittoria. Pensare a un percorso organico tra i vari tratti di piste ciclabile gia'esistenti e di nuove che portano alla stazione (non c'e' nessuna pista ciclabile a Pisa che da qualsiasi parte della citta’ porti alla stazione).
Infine realizzare una pista ciclabile che dal centro della citta' passando per sant'ermete e putignano arrivi fino alla zona artigianale di Ospedaletto (ci sono gia tratti di strade esistenti che permetterebbero un percorso in sicurezza)

Per quanto riguarda la proposta sui parcheggi, credo sia essenziale impegnarci maggiormente sulla realizzazioni di parcheggi scambiatori e non su quelli (vedi Via Piave) che portano maggiore pressione della mobilità sul centro urbano. In quest’ottica potremmo sviluppare un progetto per offrire gratuitamente (attraverso la ricerca di appositi finanziamenti comunitari) l’utilizzo di bici elettriche a chi lasci la propria auto nei parcheggi scambiatori.

AMBIENTE E LE RISORSE PRIMARIE (3.6)
Per ottenere un risultato in tema di politiche ambientali, concordo in pieno, che debba essere sviluppato un piano ambientale dell’area pisana e non solo della città di Pisa. In primis vanno pensati investimenti atti alla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili e di interventi volti ad aumentare l’efficienza energetica nei settori civile (x esempio sostituire le attuali lampadine dell’illuminazione pubblica con dei LED), industriale e dei trasporti, attraverso l’elaborazione di un Piano Energetico Comunale all’interno del Regolamento Urbanistico e la creazione di un ufficio di Energy management o adottando specifici programmi di settore. I piani energetici dovranno contenere una previsione di abbattimento delle emissioni di gas serra in linea con gli obiettivi stabiliti dagli accordi internazionali. Per farlo, si può pensare ad esempio alla detassazione degli investimenti in ricerca e sviluppo ambientale, alla previsione di inasprimenti fiscali per tutti coloro che si sottraggono alle sfide dell'eco-compatibilità.

CURA DEL VERDE (3.8)
Cura dei parchi pubblici, iniziando da quelli piu' decentrati, attraverso l’affido ad associazioni di volontariato o aziende no-profit sulla falsa riga di quello che e' avvenuto con l'adozione delle rotonde da parte di enti che si occupano della cura del verde. Questo sarebbe possibile a costi irrisori per l’amministrazione facendo utilizzare parte di quegli spazi per la pubblicità.

INNOVAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE (4.1)
Per far diventare Pisa protagonista della sua crescita, oltre a quanto riportato nel programma di mandato è essenziale che l’Amministrazione Comunale crei il giusto humus, le giuste regole per consentire ad una nuova classe imprenditoriale di venire ad investire in città. Essenziale è un regolamento comunale sulla creazione di nuove imprese, la creazione di uno Sportello Unico per le attività produttive e creazione di un apposito ufficio destinato al controllo degli investimenti per una migliore programmazione del territorio.

L’ECONOMIA DEL TURISMO NELL’AREA PISANA (4.5)
Oltre a quanto già riportato nel programma di mandato è essenziale incentivare la nascita di strutture recettive a basso costo (ostelli, bed and breakfast, etc) per permettere ai giovani di tutto il mondo di conoscere e vivere (non solo utilizzare) la città.

LE RISORSE E LE AZIENDE (5-6)
Le risorse, ed il loro utilizzo, saranno uno dei maggiori problemi che andremo ad affrontare nel prossimo quinquennio, ma credo che possano diventare anche una grande opportunità per razionalizzare ed efficientizzare i processi che, attualmente, producono maggiori sprechi. Per raggiungere questo importante risultato è essenziale che vengano date delle priorità chiare (in cui sia rispettato il rapporto tra il politico ed il dirigente tecnico), in modo da poter offrire ai cittadini un comune che indirizzi e governi di più, anche rafforzando le sue funzioni di controllo e gestisca di meno.
Il tema delle priorità, che affronteremo prossimamente, dovrà, sin da subito, definire uno strumento adeguato per gestire in maniera più efficace tutte le partecipate e controllate, ma anche il patrimonio comunale. Non si può posticipare questo tema, perché potrebbe liberare tante risorse necessarie al mantenimento dei livelli dei servizi attuali. Cosi come non si può posticipare il processo di aggregazione e di controllo delle aziende di gestione dei servizi pubblici locali per non trovarsi impreparati all’apertura alla concorrenza cosi come previsto dalla nuova normativa europea e dall’art. 23 e 23 bis contenute nella manovra economica estiva.
Inoltre dovremo continuare ad attuare le politiche di riduzione del debito, in modo da permettere di liberare risorse per la spesa corrente, che andrà tenuta sotto controllo implementando un controllo di gestione più efficace, che permetta di capire, a chi amministra, in maniera più chiara i risultati prodotti dai singoli uffici.


Queste sono solo alcune delle possibili integrazioni, non sono esaustive ma servono a dare un contributo minimale ad un documento già di per se ampio e ben strutturato. Per concludere credo che sia possibile realizzare tutti questi progetti solo attraverso una profonda riorganizzazione della macchina Comunale, che tenga conto del cambio di paradigma in essere e permetta di rispondere in maniera più efficace ed efficiente ai bisogni dei cittadini e della gestione della cosa pubblica. Solo attraverso una struttura meno rigida (organizzazione per processi più che per strutture predefinite) è possibile creare una rete di servizi di alta qualità e minor costo.

Voi cosa ne pensate? Avete idee per migliorare la qualità della vita in città? Avete proposte di interventi strategici da adottare nel quinquennio?

Grazie per il contributo……e sempre a vostra disposizione

Antonio


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giovedì 25 settembre 2008

17 e 18 ottobre: una nuova sfida – Creiamo i giovani Democratici

Cari amici,

forse in maniera un po’ silenziosa sta nascendo il movimento giovanile del Partito. A me piacerebbe che molti amici che mi hanno aiutato durante il periodo della Campagna Elettorale per le Amministrative a Pisa, possano contribuire con forza alla nascita del movimento giovanile del PD. Chiunque avesse voglia di impegnarsi, mi contatti ed iniziamo un nuovo percorso comune.

A presto e mi raccomando…PASSAPAROLA

Antonio



PS: nel resto del post c'è il regolamento








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lunedì 22 settembre 2008

PD: valori solidi per progetti concreti

Grazie alle continue collaborazioni con gli amici del Centro di Formazione Politica (un luogo franco di discussione e formazione che sa interpretare e promuovere le spinte all’innovazione che emergono dalla parte più progredita del paese, coniugandole con le istanze della coesione sociale e del rispetto delle regole di mercato) provo a scrivere due righe su quelli che, secondo noi, dovrebbero essere i nuovi valori del PD per rispondere in maniera efficace ad un mondo che cambia veramente rapidamente.

La gravissima crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti rischia di travolgere i mercati finanziari europei, facendo colare a picco le già fragili e poco dinamiche economie del Vecchio Continente. Confindustria ha già lanciato l’allarme recessione e Tremonti, neo-scettico della globalizzazione senza regole, propone strumenti neo-Keynesiani tramite l’intervento della mano pubblica. Il messaggio è chiaro: all’orizzonte si profilano tempi difficili. E, seppure in un contesto diverso (a Sinalunga), lo stesso Veltroni ha messo in guardia l’opinione pubblica denunciano l’incombenza di un “autunno della democrazia e della libertà” per un’Italia che la coalizione PdL+Lega starebbe rovinando sia economicamente, sia moralmente. In particolare, ha lasciato il segno il passaggio nel quale il Segretario ha stigmatizzato la caduta dei valori nel complesso del paese, sottolineando la montante preponderanza di un individualismo egoistico e cinico dove ognuno è spinto ormai solo alla difesa del proprio interesse.

E ancora sui valori, Veltroni ha sferrato un attacco molto duro contro il “Berlusconismo” che irresponsabilmente taglia i fondi all’istruzione e vorrebbe gli italiani imbevuti da una sterile e superficiale cultura televisiva. Critiche, quindi, non rivolte semplicemente alle policies perseguite dal governo, ma anche al suo substrato culturale che assurgerebbe a vera causa dell’impoverimento nello “spirito” dei cittadini italiani. La politica, infatti, non è fatta solo di leggi e decreti, ma di valori e scelte: per questo si è tanto giustamente insistito sulla necessità che il PD assuma un’identità chiara e forte. Ogni partito ha bisogno di un corpus di valori che ne definiscano l’anima e, partendo da questo core, è possibile indicare aeree di interesse pubblico dove avanzare interventi e proponimenti sui quali, poi, si chiede la fiducia agli elettori. In altri termini, il PD deve politicizzare e fare proprie determinate issues: mi chiedo, ad esempio, il perché sia stata finora così trascurata la questione ambientale e delle risorse energetiche rinnovabili che, invece, è al centro del dibattito politico in altri paesi europei. In sintesi: alla base i valori, da cui seguono i progetti. Il centrodestra è riuscito a politicizzare due questioni cruciali per il suo successo nella primavera passata: meno tasse e più sicurezza. Ciò che può fare il PD su questi punti è proporre soluzioni alternative ed evidenziare le lacune e le contraddizioni (svuotamento delle carceri e pene detentive contro la prostituzione? Riduzione delle imposte e nuove tasse locali?) delle misure effettivamente attuate, tuttavia senza alzare il livello dello scontro fino al muro-contro-muro. Questo agli elettori interessa ben poco: gli steccati ideologici si sono abbassati rispetto al secolo scorso e gran parte dei cittadini segue un orientamento pragmatico; poco importa da dove (destra o sinistra) le soluzioni vengano, l’importante è l’efficacia. Proprio di recente Amato ha rifiutato di presiedere la Commissione bipartisan voluta da Alemanno sul futuro della Capitale; la rinuncia è seguita alle virulente polemiche scatenatesi dopo che il neo-Sindaco di AN aveva difeso i meriti del regime fascista in una dichiarazione estemporanea e improvvida (e così ingenua per un politico esperto). Per quanto i dibattiti sulla storia passata di ogni paese siano certamente rilevanti, la sensazione è che questi conflitti a livello di classe politica non facciano altro che allontanare quest’ultima dalla realtà quotidiana delle persone comuni alle quali, molto probabilmente, interesserebbe assai di più che i rappresentanti nelle istituzioni collaborassero concretamente in tempi ansiogeni e incerti come quelli odierni.

Credo, che soprattutto noi giovani, dobbiamo guardare ai nuovi paradigmi che l’economia globale ci propone….chiedendo che nel nuovo partito non si perdano di vista…ma anzi indirizzino la creazione di un corpus di valori che producono l’anima di una organizzazione innovativa con progetti concreti.



Cosa ne pensate…riusciremo insieme a creare un partito con valori solidi per creare progetti concreti?



Antonio


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domenica 21 settembre 2008

Una grande opportunità per ricordare ai pisani una parte della loro storia: il governo dei Lorena

Ieri è stata inaugurata una delle mostre più chiacchierate degli ultimi anni. Devo dire che sono andato all’inaugurazione perché volevo leggere con i miei occhi il valore di questa mostra. Ne sono rimasto molto colpito... non tanto per gli affreschi presenti quanto per il grado di coinvolgimento che ti offre... per quel tornare indietro di 200 anni... per quel sentirti parte del tempo che ormai è andato. La mostra ha luogo presso il Museo Nazionale di Palazzo Reale della città di Pisa (orario 10-18) e rappresenta in maniera efficace il periodo del governo dei Lorena in Toscana (1737-1859).
Promossa dalla Provincia e dal Comune di Pisa, dalla Fondazione Cassa di Risparmio, dalla Università di Pisa, dalla Sovrintendenza e dalla Società Storica Pisana, la Mostra ricostruisce la realtà culturale e politica rappresentata dal Granducato di Toscana, attraverso l’esposizione di dipinti, sculture, stampe e disegni, arredi, costumi e strumenti, materiali cartografici e documentari provenienti da collezioni pubbliche e private, con l’intento di testimoniare un’epoca contrassegnata da grandi trasformazioni sociali e culturali, quale fu, per la Toscana ed in particolare per Pisa quella che ebbe inizio con l’avvento dei Lorena al governo della regione.

Un governo illuminato, sotto il profilo sociale, artistico e politico, che fece della Toscana, tra l’altro, il primo Stato che abolì la pena di morte e la tortura, e di Pisa, come tutti ricordano, la città che il poeta Shelley definì il ‘paradiso degli esuli’, in virtù del regime di tolleranza e di apertura alle nuove idee voluto dal Granduca Pietro Leopoldo I°. Sono questi i temi che fanno da contesto alla importante Esposzione che sarà inaugurata il 20 Settembre , per concludersi il 14 Dicembre.
La Direzione artistica della Mostra è di Romano Paolo Coppini e di Alessandro Tosi, l’allestimento di Giovanni Bulian, Marco Guerrazzi e Alessandro Sonetti, mentre le sezioni didattiche sono a cura di Valeria Barboni, Mariagiulia Burresi e Alessandra Peretti.


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sabato 20 settembre 2008

Mozione Scuola

Pisa, 9 settembre 2008

Oggetto: effetti sulla scuola pubblica inseguito al decreto del Ministro Gelmini

IL CONSIGLIO COMUNALE DI PISA

ESPRIME
assoluta contrarietà al decreto approvato dal Consiglio dei Ministri a fine agosto, col quale si prevede il ritorno al maestro unico e l’abolizione del modulo dei tre insegnanti su due classi nella scuola primaria a partire dall’anno scolastico 2009-2010.

RILEVA
a)- che l’organizzazione della scuola elementare che si intende smantellare ha favorito, in maniera consolidata nel tempo, il passaggio graduale dall’educazione complessiva della persona allo sviluppo delle prime conoscenze e competenze disciplinari, fino al punto di fare del settore primario l’unico comparto del sistema scolastico italiano che ottiene rilevanti risultati positivi nelle valutazioni internazionali delle competenze degli alunni;

b)-che il modulo dei tre insegnanti su due classi ha consentito alla scuola italiana di risolvere in modo avanzato il problema dell’inserimento nella scuola dei diversamente abili;
c)-che esso si presenta come condizione indispensabile per favorire l’integrazione culturale degli alunni stranieri, rispondendo a esigenze strategiche fondamentali per l’organizzazione civile del paese, di cui è prevedibile la crescita nel prossimo futuro;
d)-che il tempo pieno come modo d’organizzazione della scuola elementare presuppone necessariamente organici in grado di garantire le compresenze, adeguate risorse agli Enti Locali per i servizi di supporto (refezione, scuola bus ecc) e un sistema di indirizzo e di controllo che siano e rimangano fattibili
e)-che la soppressione del modulo dei tre insegnanti su due classi rischia, per tutte queste ragioni, di riaprire fin dalla fase della scuola primaria processi di selezione fondati essenzialmente sull’origine socio-culturale degli alunni, in palese contraddizione con la funzione della scuola come fattore di eguaglianza delle opportunità, di promozione della mobilità sociale, di rimozione degli ostacoli al pieno esplicarsi della libertà e dell’eguaglianza dei cittadini, che sta scritta nei principi della Costituzione;

RITIENE

a)-che, mentre tutti affermano che sulla qualità della formazione, dall’infanzia fino alle specializzazioni postuniversitarie, si gioca e si giocherà sempre di più il futuro di un paese come l’Italia, ancora una volta, nel DPEF approvato a tempo di record e col ricorso al voto di fiducia nel mese di luglio e poi col decreto di fine agosto la scuola pubblica sia stata trattata non come una risorsa su cui investire per costruire uno sviluppo di qualità e garantire le opportunità di tutte e di tutti, ma come una spesa improduttiva da tagliare;
b)- che necessità urgenti, come quella di una valutazione dei risultati del sistema scolastico nel suo insieme e delle singole scuole autonome, dello sviluppo di una carriera dei docenti che valorizzi la qualità, l’impegno e il merito, di una razionalizzazione degli indirizzi e degli orari coerente con la finalità di accrescere la qualità culturale e la funzione formativa della scuola pubblica, non possano trovare soluzione in uno scambio inaccettabile tra numero degli insegnanti occupati e trattamento economico dei docenti.

CHIEDE

-che il Parlamento non converta il decreto, e che si affermi il principio della salvaguardia del modulo dei tre insegnanti su due classi nella scuola elementare, della scuola elementare a tempo pieno, del tempo prolungato nella scuola elementare e media;
-che, a partire dalla prossima discussione parlamentare della legge finanziaria e dai tavoli di concertazione tra governo, regioni e autonomie locali, si affermino obiettivi di salvaguardia dell’obbligo scolastico fino a 16 anni e dell’attuale articolazione dell’istruzione superiore in un settore liceale, un settore tecnico, un settore dell’istruzione professionale e che siano ritirate le norme sul taglio del personale docente e sull’aumento fino, di fatto, a 33 alunni, del numero massimo di alunni per classe;
-che, dato il carattere strategico delle politiche scolastiche, e in considerazione del fatto che i tempi necessari per verificare e misurare le conseguenze degli interventi in questo campo travalicano necessariamente la durata di qualsiasi governo, la materia venga affrontata con un serio confronto parlamentare e col coinvolgimento della cultura italiana e di tutti i soggetti del mondo della scuola e non per decreto e a colpi di maggioranza.


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venerdì 19 settembre 2008

Alitalia, una disastrosa commedia all'italiana

Care amiche e cari amici,

prima di aggiornarvi sui lavori del Consiglio, volevo dire due parole su un punto di attualità politica condivisi con gli amici del CFP. Sono convinto che a tirare troppo la corda, prima o poi si spezza. E così è stato. Certo, è singolare vedere che la rottura della trattativa tra sindacati e Cai, sia stata accolta dai dipendenti Alitalia con applausi a scena aperta. Si ha l’impressione di vivere in un modo alla rovescia oppure si viene aggrediti dal sospetto che le infinite spire del perverso intreccio politico-sindacale-aziendale di Alitalia, celi in realtà infinite risorse e prospettive, tali per cui anche una brutta notizia, a certe condizioni, possa rappresentare una buona notizia.

Mah! Nulla a che vedere con le lapidarie sentenze dell’economia e della finanza americana che – come si vede in queste settimane – quando toccano il fondo, quando spingono le regole oltre ogni sostenibilità, poi vengono chiamate a rispondere delle conseguenze duramente: per gli azionisti, per i manager, per i dipendenti, per i contribuenti e per i clienti-consumatori. Al contrario, l’odissea della vita artificiale in cui versa Alitalia da tempo ci convincono che per essa vigono delle regole completamente fuori dalle regole, certamente fuori dal mercato, come un mondo a parte.

La controproposta con la quale Cgil e sindacati autonomi chiedevano di allungare i tempi della trattativa con la compagine tutta italiana – fiore all’occhiello di Berlusconi e capitanata da Colannino - è stata rispedita al mittente. Un ultimatum non può trasformarsi in un penultimatum, pena la perdita di ogni credibilità. E non si può dire che non ci sian stati tempo e margini sufficienti per una trattativa ad ampio raggio. Ora che l’avventura della cordata patriottica - che ha tenuto banco da aprile ad oggi, prima in vesti fantasmagoriche divenute via via più concrete – ha fallito, cosa accadrà? Vi sono alternative al fallimento? La Cgil e i sindacati autonomi di Alitalia cos’hanno da festeggiare, s’immaginano un futuro migliore da quello offerto loro dalla Cai? Che immagine ha dato di sé il paese in questo frangente paradossale? E, ancora: è possibile che Berlusconi e il governo proprio non avessero messo in conto un esito negativo? Un po’ frastornati da questo strano pomeriggio italiano, certamente provati da un’estenuante e drammatica settimana di crisi dei mercati azionari, ci congediamo con un’ultima domanda: non esiste già, nei cassetti di Palazzo Chigi, un piano B e/o nei cassetti di corso d’Italia un sogno B – certamente non uguali -? Nelle prossime ore, la risposta. L’unica cosa certa è che – a oggi – il paese non è ancora riuscito a liberarsi dell’incubo Alitalia. Riusciremo, almeno, a liberarci di questa Italia e da chi la governa? La vedo dura…ma dico sempre YES WE CAN



A presto

Antonio


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lunedì 8 settembre 2008

Inizia l'ultima settimana della festa del PD ad Ospedaletto: il programma

08-09-2008, ore 21,30 - Nucleare: pro e contro
Partecipano:
Alfredo De Girolamo, Presidente Cispel Toscana
Realacci Ermete, Deputato Pd, Ministro ombra dell’ambiente
Nicola Landucci, Segretario cittadino Pd Pisa
Pietro Barbucci, Associazione TriplaE
Chicco Testa, Presidente Roma Metropolitane
Mario Tozzi, Presidente Parco Arcipelago Toscano, Divulgatore Scientifico

09-09-2008, ore 21,30 - Le energie della Cultura: per incontrare l´altro e rendere il mondo più abitabile: contro i razzismi e per la civiltà del dialogo
Partecipano:
Fabiana Angiolini, Responsabile provinciale cultura, Pd Pisa
Vincenzo Cerami, Scrittore, Ministro Ombra della Cultura
Emilia De Biasi, Deputata Pd, Commissione Cultura, Scienza e istruzione
Elena Di Stefano, Esecutivo provinciale Pd Pisa
Sandro Veronesi, Scrittore, Assemblea Nazionale Pd

10-09-2008, ore 18,30 - Quale futuro per le energie dell´Università? Question time (a domanda rispondono)
Partecipano:
Mariapia Garavaglia, Senatrice Pd, Ministro ombra Istruzione Università e Ricerca
Luciano Modica, Responsabile nazionale università, Pd Pisa
Carmine Zappacosta, Responsabile provinciale università, Pd Pisa

10-09-2008, ore 21,30 - Scuola e eguaglianza delle opportunità: come rimettere in moto la mobilità sociale
Partecipano:
Rosa Dello Sbarba, Assessore Pubblica Istruzione, Provincia di Pisa
Maria Pia Garavaglia, Deputata Pd, Ministro ombra Istruzione Università e Ricerca
Luciano Modica, Responsabile nazionale Università, Pd Pisa
Enrico Panini, Segreteria Confederale Cgil, Segretario Nazionale FLC Cgil

10-09-2008, ore 21,30 - Pluralità delle fonti, fonti rinnovabili, innovazione tecnologica
Partecipano:
Annarita Bramerini, Assessore Tutela Ambientale e Energia, Regione Toscana
Marco Filippeschi, Sindaco di Pisa
Marco Magnarosa, Responsabile provinciale economia e innovazione, Pd Pisa
Maria Camilla Masini, Direttore Comunicazione e Relazioni esterne Teseco
Erminio Quartiani, Deputato Pd, Commissione Attività Produttive
Pierangelo Terreni, Vice Preside Ingegneria Università di Pisa
Fabrizio Vigni, Presidente nazionale Associazione Ecologisti Democratici

11-09-2008, ore 21,30 - Rinnovamento della democrazia, equità sociale, ripresa dello sviluppo: verso la manifestazione nazionale del 25 ottobre
Partecipano:
Gianni Cuperlo,Deputato Pd, Commissione Giustizia
Paolo Fontanelli, Deputato Pd, Responsabile nazionale Enti Locali
Andrea Manciulli, Segretario Pd Toscana
Gabriele Toti, Esecutivo provinciale Pd Pisa

12-09-2008, ore 21,30 - Piano Energetico Regionale: una proposta per l´ambiente e lo sviluppo
Partecipano:
Pietro Barbucci, Associazione TriplaE
Lorenzo Becattini, Presidente ToscanaEnergia
Federico Gelli, Vicepresidente Regione Toscana
Valter Grassi, Docente Università di Pisa
Raffaella Mariani, Deputata Pd, Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici
Franca Marzoli, Esecutivo provinciale Pd Pisa
Valter Picchi, Assessore Ambiente, Provincia di Pisa

13-09-2008, ore 21,30 - Approvvigionamento energetico, accordi sul clima, difesa del Pianeta: quale politica internazionale per l´Italia?
Partecipano:
Piero Fassino, Deputato Pd, Ministro ombra Affari Esteri
Ivan Ferrucci, Segretario provinciale Pd Pisa

14-09-2008, ore 21,30 - Le energie del pubblico: riforma, efficienza, valorizzazione del merito
Partecipano:
Maria Grazia Gatti, Deputata Pd, Commissione Lavoro Pubblico e privato
Federico Gelli, Vicepresidente Regione Toscana
Alessio Gramolati, Segretario Generale Cgil Toscana
Linda Lanzillotta, Deputata Pd, Ministro Ombra Pubblica amministrazione e Innovazione
Cristian Pardossi, Responsabile provinciale lavoro, Pd Pisa


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