domenica 31 maggio 2009

Pisa risponde presente!

di Fabio Vitucci

Grande partecipazione di giovani a “Pisa sostiene l’Abruzzo”, la serata di beneficienza presso il locale Aqua Keta a Pisa organizzata giovedì dall'associazione "Giovani per un futuro sostenibile" in collaborazione con il CSI pisano e l'Associazione Lucani a Pisa. La serata, con ingresso a contributo libero, era in favore delle popolazioni dell'Abruzzo recentemente colpite dal terribile sisma ed ha visto la presenza di oltre 200 persone. Nutrita anche la partecipazione delle autorità locali, dal sindaco di Pisa Marco Filippeschi, al presidente del consiglio comunale Titina Maccioni fino all’assessore provinciale Nicola Landucci.

La serata, davvero piacevole e coordinata in modo encomiabile da Fabrizio Giuliano, è iniziata con un allegro aperitivo allietato dal gruppo Borderò ed è proseguita con una serie di interventi che hanno sottolineato i temi della serata e mostrato la sensibilità e la voglia di fare della gioventù pisana. Da rimarcare anche l’aiuto degli esercenti locali, col locale Aqua Keta che ha ospitato gratuitamente la serata e la Pizzeria Le Scuderie che ha offerto 6 metri della sua famosa pizza. Inoltre il CSI pisano, per bocca del suo presidente Alfonso Nardella, si è detto disponibile ad abbattere le spese di iscrizione ai ragazzi abruzzesi che studiano o lavorano a Pisa e che vogliono partecipare alle attività del CSI. La serata è terminata poi con musica dance e tutti in pista a divertirsi.

Soddisfazione anche per l’incasso, che come detto in fase di preparazione dell’evento non sarà semplicemente inviato in Abruzzo: gli organizzatori compreranno e porteranno sul luogo i beni di cui fanno richiesta le associazioni e i gruppi di volontariato, in particolare la Caritas di Avezzano (per maggiori dettagli, cliccate su www.sanfrancescopettino.it/caritas). Sembra infatti che nelle zone colpite dal sisma non manchino i soldi quanto le forniture di materiali di prima necessità. "Invitiamo tutti il 21 giugno a portare insieme a noi questo materiale presso i campi che ospitano temporaneamente le popolazioni terremotate - conclude il consigliere comunale Antonio Mazzeo, uno degli organizzatori della serata, contattabile a mazzeo77@tiscali.it - per toccare con mano i frutti della generosità pisana e soprattutto per dare affetto e conforto a chi vive un momento certamente non facile"


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29 maggio 2009: che brutta giornata per lo sport pisano‏

Che brutta giornata per lo sport pisano: il Pisa è retrocesso in serie C

Torno ora dallo stadio e sono davvero deluso ed amareggiato... tutto potevamo aspettarci eccetto che vedere retrocedere il Pisa in serie C! E poi in che modo... senza neanche un tiro in porta, giocando in 11 contro 10 dal quindicesimo del primo tempo. La città ed i suoi tifosi non meritavano tutto questo. Scelte societarie sbagliate, giocatori in prestito e poco motivati, il cambio dell’allenatore a poche giornate dalla fine... Ora però bisogna avere la forza di reagire, tutti insieme, imprenditori, istituzioni, tifosi, semplici cittadini ed evitare che la retrocessione segni un nuovo fallimento. Lo dobbiamo alla città, lo dobbiamo allo splendido pubblico che ha sempre supportato la squadra.

Ora facciamo sbollire la rabbia e iniziamo a pensare a come ritornare nel 2010 in serie B, costruendo una squadra che rispecchi il pubblico che ogni domenica la segue

Antonio


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venerdì 29 maggio 2009

Nucleare ed energia pulita: intervista all'On. Realacci

La Perfetta Letizia ha intervistato l'On. Ermete Realacci sul ritorno in Italia delle centrali nucleari. Il tema è di grande attualità e molto dibattuto, ma ormai la strada del nucleare sembra essere definitivamente riaperta...

di Fabio Gioffrè
(tratto dal portale di informazione La Perfetta Letizia)


E’ recente la notizia che il Senato ha approvato definitivamente il ritorno al nucleare in Italia. E proprio nel panorama politico italiano il tema della salvaguardia dell’ambiente è sempre di grande attualità. La scelta di questo governo di riaprire la strada del nucleare in Italia è il fulcro di tante polemiche già in atto - e di altre future - nel momento della scelta dei siti. Entro 6 mesi infatti verrà stilata la mappa dei siti nucleari che sorgeranno nel nostro paese, nonché quella dei siti di stoccaggio del combustibile e di deposito dei rifiuti radioattivi. Gli esperti dicono che le scorie a bassa e media intensità rimarranno “attive” per circa 300 anni, mentre quella ad alta intensità per 250000 anni. Sono passati più di vent’anni dal referendum che abrogò in Italia l’esistenza di centrali nucleari, era l’8 novembre del 1987. I sondaggi dicono che gli italiani di oggi sono molto più propensi alla costruzioni delle centrali di quanto non lo fossero vent’anni fa. Conoscendo però la storia recente dell’Italia e la reticenza dei cittadini a vivere vicino a potenziali fonti d’inquinamento, è probabile che l’opposizione da parte della cittadinanza sarà decisa. Anche le stesse regioni candidate potrebbero opporre resistenza alle istallazioni.

Rivolgiamo su questo tema alcune domande all’On. Ermete Realacci, Presidente onorario di Legambiente ed attualmente deputato del PD, chiedendogli un parere sulla scelta di politica energetica ‘nucleare’ operata da questo governo.

D. - On. Realacci il Partito Democratico esprime attraverso le parole del capogruppo al Senato, On. Anna Finocchiaro, un chiaro e netto “no” da parte del suo schieramento al ricorso all’energia nucleare in Italia. L’On. Finocchiaro definisce la svolta «Una scelta sbagliata e antieconomica». In molti, tra ricercatori ed ecologisti, stimano spese altissime di costruzione e gestione degli impianti. Quali sono secondo lei i motivi per cui la scelta sarebbe ‘antieconomica’ ?

R. - L’energia nucleare viene presentata dai suoi promotori come una fonte di energia che ha risolto i problemi di sicurezza, pulita, illimitata e di basso prezzo. Non è così. Aggiungo, purtroppo. Anche tralasciando i problemi di sicurezza e la questione aperta dello smaltimento delle scorie, il nucleare ha segnato il passo in questi anni nei paesi occidentali proprio per i suoi costi elevati. E’ per questo motivo che negli Stati Uniti, dove la produzione dell’energia elettrica è tutta in mano ad operatori privati, gli ordini di nuove centrali nucleari sono cessati dal 1978, da prima dell’incidente di Chernobyl. E la Germania, che pure si è data obiettivi molto ambiziosi di riduzione delle emissioni di CO2, - meno 40% entro il 2020 – ha confermato che per quella data chiuderà le sue centrali nucleari. La situazione può cambiare di molto se diverrà concreta la possibilità del nucleare di quarta generazione. Un nucleare che, come dice Carlo Rubbia, affronta alla radice molti problemi legati alla sicurezza e alla gestione delle scorie. E riduce di molto i costi. Per questo ritengo che l’Italia debba essere presente in maniera significativa nella ricerca che va in questa direzione.


D. - Il pericolo di un incidente del nucleare coinvolgerebbe il nostro paese anche se ciò si verificasse in Francia o in Svizzera. Alcune impianti si trovano non molto lontani dai confini del nostro paese, è il caso di sei centrali nucleari francesi costruite a ridosso delle Alpi. Le pongo una domanda che solitamente rientra nei cosiddetti ‘luoghi comuni’; per quale motivo non dovremmo costruire in Italia centrali nucleari quando invece siamo circondati da quelle presenti in altri paesi confinanti con l’Italia?

R. - Come dicevo prima quello della sicurezza è solo uno degli aspetti per cui il ritorno al nucleare non conviene all’Italia L’acceso dibattito che si è aperto nel paese sul nucleare rischia di produrre l’effetto di una cortina fumogena e distrarre l’attenzione rispetto alle scelte che in ogni settore l’Italia è chiamata a compiere per affrontare la sfida dei mutamenti climatici, ridurre il ricorso ai combustibili fossili, mettersi al riparo dai rischi di approvvigionamento e di aumento dei costi legati al prezzo del petrolio. Un po’ come nella storiella dell’ubriaco che cerca le chiavi sotto il lampione non perché le abbia perse lì, ma perché lì ce la luce. Senza il sostegno pubblico, infatti, l’attuale nucleare non è competitivo nei paesi occidentali. E come se non bastasse a fronte di enormi investimenti pubblici, l’Italia non vedrà un solo Kilowatt di energia elettrica prodotta con il nucleare prima di quindici anni. A maggior ragione in un momento di crisi è meglio puntare su misure che danno risultati a breve termine, sostengono e rendono più competitiva l’economia e l’aumento occupazionale. Per il nostro paese questo vuol dire puntare sul risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili, sul recupero energetico del patrimonio edilizio esistente, sul ricambio dei beni durevoli orientato su base ambientale.

D. - Durante la votazione al Senato è mancato per quattro volte il numero legale dei votanti tra le file della maggioranza. Segno questo che nei senatori del Polo delle Libertà non vi è un pieno accordo su questa scelta. Nonostante il provvedimento sia stato approvato, il PD è riuscito ad inserire qualche emendamento “migliorativo”, tradotto in benefici compensativi, a favore degli abitanti delle future zone nuclearizzate. Lei pensa che ciò basterà a placare probabili proteste da parte dei cittadini?

R. - Non credo che sia questa la leva da opporre alle tante buone ragioni che ci sono per non volere il nucleare nucleare. Comunque quella dell’opposizione delle comunità locali sarà sicuramente un problema che chi vuole il nucleare si troverà ad affrontare. E penso che è un problema che la maggioranza ha ben presente se se si considera in campagna elettorale che in ogni regione in cui Berlusconi, o qualcuno della sua maggioranza, si trova ad andare assicura che lì non si farà una centrale....
Non sarà con la forza che Berlusconi farà digerire agli italiani una scelta costosa e sbagliata. Oltre all’errore del perseguire con la scelta nucleare è inaccettabile l’idea del Governo di scorciatoie che passino per la militarizzazione delle aree, tagliando di fatto e in barba a ogni idea di federalismo, la necessaria via della concertazione con i territori e con le regioni che non fossero disponibili ad ospitare gli impianti nucleari e i siti di stoccaggio. E’ un approccio insopportabile e lontano da quanto si fa in qualunque paese occidentale e rischia di condurci in un vicolo cieco.

Parliamo adesso di energie alternative.
L’Italia, rispetto ad altri paesi europei, non è certamente in prima fila in tema di politiche ambientali. Chi visita paesi come la Germania resta colpito dalla quantità di impianti fotovoltaici presenti su ogni edificio, a cominciare da quelli degli enti pubblici. Nonostante il territorio tedesco sia meno soleggiato dell’Italia, la Germania si è affermata nel mondo dei pannelli fotovoltaici, avendo saputo creare a monte una vera e propria industria. La legge tedesca sulle fonti rinnovabili nasce nel 1991 e ha sostenuto lo sviluppo del nuovo mercato soprattutto mediante il riconoscimento di tariffe incentivanti ai produttori di energia da tali fonti. Grazie a questa lungimiranza politica oggi la Germania è il paese leader mondiale nell'esportazione delle tecnologie ad energia rinnovabile.
In Italia è possibile installare un impianto fotovoltaico usufruendo di incentivi pubblici denominati ‘in conto energia’, opzione tra l’altro poco pubblicizzata. Sembra però che questi incentivi non siano un buon motivo per spingere la maggior parte degli italiani ad istallare i pannelli fotovoltaici.

Appare evidente la differenza di approccio tra tedeschi e italiani in tema di politica energetica. Nel confronto emerge chiaramente la diversa sensibilità manifestata tra i cittadini dei due stati nella volontà di istallare impianti fotovoltaici in ogni singola abitazione.

D. - On. Realacci, la scarsa sensibilità degli italiani è da attribuire alla mancata informazione e a politiche poco convincenti dei governi che si sono succeduti in questi ultimi anni?

R. - Sicuramente in Italia abbiamo ancora molto terreno da recuperare. Abbiamo un decimo dell’energia eolica della Germania, molti meno pannelli solari termici della piccola Austria. Soprattutto c’è un enorme campo aperto che riguarda l’efficienza energetica e il risparmio. A parità di prestazione in molti settori, dalle lampadine agli elettrodomestici, esistono prodotti che consumano anche un quarto dell’energia. Sono settori in cui le nostre imprese sono leader in Europa. Innovazione, ricerca e ricorso a quella grande energia rinnovabile e non inquinante che è l’intelligenza umana. Queste sono le risorse da mettere in campo.

D. - Negli ultimi anni si stanno diffondendo, in alcuni comuni italiani, nuovi stili di vita, sostenuti da amministrazioni “virtuose” con la compartecipazione dei cittadini e improntati sull'idea che si può vivere meglio adottando semplici misure dettate dal buon senso. Giusto per citarne alcuni, vi sono comuni (Capannori-(LU), Ponte delle Alpi(BL)) dove la raccolta differenziata raggiunge l'80% e produce occupazione; in alcuni comuni (Torraca-SA) l'introduzione dell'illuminazione con il LED ha consentito di ridurre gli sprechi di energia elettrica del 80%; a Padova, gli interventi di riqualificazione energetica consentono di ottenere un taglio nei consumi pari ad un risparmio di 600000 euro l'anno; per non parlare dei comuni, tanti, dove si sperimentano progetti per la riduzione nella produzione dei rifiuti e si investe in progetti educativi di sensibilizzazione e riduzione dei consumi. A sostegno di questi progetti, sono nate associazioni quali l'Associazione dei Comuni Virtuosi per coordinare questa rete di comuni a cinque stelle. Secondo lei, come si possono valorizzare queste esperienze a livello nazionale ?

R. - Ci sono molte amministrazioni locali, sopratutto quelle dei piccoli comuni, che rappresentano casi virtuosi per il paese. Sono piccoli comuni, ad esempio, la metà delle municipalità italiane che producono energia pulita. Tra le fonti rinnovabili la più diffusa nel Paese è quella solare. Anche in questo caso la metà dei comuni che la utilizzano sono piccoli. Seppur troppo poco diffuso, grazie al solo fotovoltaico ogni anno in Italia si risparmiano circa 98 mila tonnellate di CO2. Presente in soli 157 comuni - il 74,5% dei quali sono piccoli - l’eolico risponde al fabbisogno energetico di 2.225.000 famiglie. Anche in fatto di raccolta differenziata e riciclo, infine, i Piccoli Comuni sono la punta di diamante dell’intero Paese. Infatti, mentre la media nazionale di raccolta differenziata si attesta al 26%, nei Piccoli Comuni sale al 59%. Il 51% dei Piccoli Comuni, inoltre, promuove il compostaggio domestico per ridurre la quantità di rifiuti organici prodotti dai cittadini. Con Legambiente stiamo lavorando molto e con varie campagne per promuovere queste realtà.

Ringraziamo l'On. Ermete Realacci per le sue risposte che certamente sono servite a fare un po di chiarezza in merito al futuro energetico dell'Italia, non del tutto "verde", a cui andremo incontro nei prossimi anni.


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lunedì 25 maggio 2009

Pisa sostiene l'Abruzzo: serata di solidarietà

Caro amico,
ti aspettiamo giovedì 28 maggio all'Aqua Keta di Pisa
per il grande appuntamento di solidarietà "Pisa sostiene l'Abruzzo"


La serata, con ingresso a contributo libero, è in favore delle popolazioni dell’Abruzzo recentemente colpite dal terribile sisma: sarà l’occasione per tutti di dimostrare la nostra vicinanza agli amici abruzzesi. Il programma prevede alle 20 un aperitivo gratuito di benvenuto con musica dal vivo e presentazione dell’iniziativa, e dalle 22.30 musica dance per i più giovani, con consumazione facoltativa (guarda il volantino allegato).

Gli organizzatori della serata si impegnano a non inviare semplicemente il denaro raccolto in Abruzzo, ma a comprare e portare sul luogo i beni di cui fanno richiesta le associazioni e i gruppi di volontariato, in particolare la Caritas di Avezzano. Sembra infatti che nelle zone colpite dal sisma non manchino i soldi quanto le forniture di materiali, in particolare sapone, spazzolini da denti, detersivi, ago e filo, ciabatte, asciugamani. Ecco allora perché partecipare a questa serata in favore dell’Abruzzo: fornire a chi ne ha bisogno un contributo importante quanto desiderato.

Ti chiediamo di partecipare alla serata e di aiutarci a promuovere l'iniziativa fra tutti i tuoi amici e conoscenti. Grazie, anche a nome degli abruzzesi


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domenica 24 maggio 2009

Saviano e Aung San Suu Kyi - due cittadinanze non consegnate‏

Due figure che renderebbero ancora più bella la nostra città. Concordo in pieno con Marco Filippeschi...

Antonio

Due persone, due battaglie di libertà, due cittadinanze onorarie legate tra loro dal filo della solidarietà e della difesa dei diritti civili. ‘La città di Pisa, oggi, - ha detto il Sindaco Marco Filippeschi – vuole confermare la scelta compiuta dal suo consiglio comunale di attribuire la cittadinanza onoraria a due personalità che, con grande coraggio, si sono impegnate a rappresentare la parte migliore dei loro Paesi nella lotta contro la tirannia e contro la criminalità, pagando un alto prezzo, sul piano della loro sicurezza personale’.

Il Sindaco Filippeschi ha commentato così le notizie del nuovo arresto della Signora San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, avvenuto ieri in Birmania ad opera della Giunta militare, e della odierna presenza a Pisa dello scrittore Roberto Saviano, ospite dei Venerdì del Direttore, alla Scuola Normale Superiore. ‘Si tratta di due vicende diverse tra di loro, - ha detto il Sindaco Filippeschi - ma unite da un medesimo segno, quello della volontà di battersi per il riscatto del proprio Paese. La Birmania, nel caso della Signora San Suu Kyi, da anni sottoposta a causa delle sue idee ad un regime carcerario, e l’Italia, nel caso di Roberto Saviano, costretto ad una vita di clandestinità a causa delle minacce della criminalità organizzata. Due storie emblematiche, che Pisa e le sue Istituzioni, offrendo ai due protagonisti la cittadinanza onoraria, ha fatto proprie, in nome dei valori di civiltà che esse rappresentano’.

Il Sindaco ha poi ricordato le manifestazioni di solidarietà svoltesi nei mesi scorsi nei confronti della Signora San Suu Kyi, e culminate con la richiesta, formulata all’Ambasciata di Birmania in Italia, di poter incontrare la San Suu Kyi per consegnarle l’attestato di cittadina onoraria, richiesta rimasta senza risposta. Il Sindaco ha anche espresso il più vivo apprezzamento per l’iniziativa della Scuola Normale e del suo Direttore, con l’invito a Roberto Saviano, ‘iniziativa – ha detto Filippeschi – che ci permette tra l’altro di incontrare l’autore del libro ‘Gomorra’ e di testimoniargli la nostra vicinanza e il nostro rinnovato impegno contro la mafia, la camorra e le organizzazioni criminali che, con le loro attività, offendono il nostro Paese e ne inquinano la vita sociale e democratica’.


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martedì 19 maggio 2009

Iniziativa SPORT - 21 maggio a Pisa‏

Cari tutti,
vi invio una intere
ssante iniziativa organizzata dal PD Provinciale.

Un saluto

Antonio


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Festa del PD 28-29-30-31 maggio Circolo Alberone‏

Dal 28 al 31 maggio 2009 presso il Circolo Alberone si terrà la prima Festa del Partito Democratico di San Marco San Giusto, anche in vista delle elezioni provinciali ed europee che si terranno sabato 6 giugno (dalle ore 15 alle ore 22) e domenica 7 (dalle ore 7 alle ore 22). In coerenza con lo spirito che ha dato vita al Partito Democratico, dopo l'esperienza positiva del pranzo del 25 aprile, vorremmo continuare a favorire iniziative di incontro tra la gente e per la gente.

Per quattro sere al Circolo Alberone a partire dalle ore 18, sarà attivo il ristorante, lo stand dei Giovani Democratici con aperitivi e cocktails e sono previste iniziative politiche e di animazione (vedi programma nel resto del post).


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giovedì 14 maggio 2009

In commissione non si è nascosto nulla in merito alle Farmacie Comunali‏

Di solito non uso mai il mio blog per esprimere posizioni istituzionali prima della chiusura dell’iter consiliare, ma credo sia necessario fare un po’ di chiarezza dopo gli articoli apparsi stamani sul Tirreno e La Nazione in merito al tema delle Farmacie Comunali. In qualità di Presidente della IV Commissione ritengo necessario riportare le precisazioni di seguito per evitare che il percorso in commissione parta con pregiudizi iniziali che non consentano un lavoro sereno e produttivo.

L’iter proposto ad inizio maggio prevedeva di trattare l’argomento (in particolare la riduzione del canone di locazione del ramo di azienda di Farmacie SpA) nella seduta di martedi 19 (non è vero quindi che c’è stata una accelerazione a seguito della convocazione della conferenza stampa da parte dei colleghi del PDL). Questo a seguito di una variazione di Bilancio approvata sia in commissione che in Consiglio Comunale.

Durante la discussione in Commissione ed in consiglio si è deciso di approvare questa variazione e di entrare nel merito dei motivi che portano Farmacie Spa a richiedere una riduzione del Canone solo una volta ricevuta la proposta di delibera “Farmacie Comunali Pisa SpA – Integrazione Contratto di affitto di azienda – atto aggiuntivo al contratto di Affitto di Azienda” . Ed è proprio questo l’iter seguito in questi giorni. Lunedi prosimo l’assessore Viale verrà ad illustrare la proposta di delibera e da quel momento si avvierà un dibattito che spero riesca ad individuare le motivazioni alla base di questa richiesta e ci consenta di analizzare un po’ più nel dettaglio i dati di Bilancio di Farmacie SpA e le motivazioni che portano a richiedere una riduzione del canone di 230 mila euro.

Inoltre è falso comunicare alla cittadinanza che l’assemblea dei soci è stata rimandata a seguito della conferenza stampa dei consiglieri del PDL, in quanto i miei colleghi consiglieri sanno bene che l’Assemblea è stata rimandata almeno 10 gg fa (altrimenti i Capigruppo avrebbero avuto, come da Regolamento, informativa dal Sindaco circa i nomi delle persone che aveva intenzione di nominare ai vertici della società).

Non credo infine che sia corretto utilizzare questa vicenda, che ancora deve iniziare il suo iter consiliare, per richiedere (dalle pagine dei giornali traspare questo) come contropartita un “posto” nel CDA della Società. Sarebbe limitativo e comunque non risolverebbe il problema che loro sollevano (i bilanci sono pubblici e facilmente consultabili). Da parte nostra (e mia in primis) , come sempre dimostrato anche durante altre discussioni sulle Società Partecipate, c’è la massima volontà nel costruire dei percorsi comuni, che non discutano sulle nomine o sulle poltrone, ma che indichino dei metodi nuovi da seguire per offrire alla città delle aziende che siano governate in maniera più efficace e che offrano servizi con standard qualitativi eccellenti e ai costi minori sui cittadini.

Su questi temi, come penso avrete capito tutti, iL PD di Pisa non vuole fare sconti…è necessario che con il lavoro e l’impegno di tutti si costruiscano percorsi all’avanguardia che sappiano rispondere davvero in maniera più rapida ad un mercato sempre in continua evoluzione, in cui la nomina del nuovo management avvenga sempre più usando il criterio della MERITOCRAZIA.

Antonio


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mercoledì 13 maggio 2009

Un gesto semplice per aiutare gli amici abruzzesi

Il Consiglio Comunale di Pisa con proprie mozioni approvate in data 16 aprile 2009:

- ha istituito un fondo di solidarietà per raccogliere le donazioni volontarie da parte dei cittadini e delle autorità da utilizzare per affrontare i gravi problemi relativi alla ricostruzione delle zone dell'Abruzzo colpite da terremoto;
- ha deciso di rinunciare alla visita ad Unna (città gemellata con Pisa) e di devolvere l'importo previsto per tale missione, garantendo comunque una unica presenza istituzionale, nel fondo di solidarietà terremotati.

A tal fine, tutti coloro che fossero interessati all'iniziativa di sostegno potranno effettuare i versamenti attraverso le seguenti modalità:

-Bonifico bancario sul conto corrente intestato al Comune di Pisa ed aperto presso la Tesoreria - Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno s.p.a. Agenzia n.1 di PIsa;
coordinate bancarie (IBAN)
IT41 - CIN=K - ABI=06200; CAB=14021; CONTO=000000000100

-Conto corrente postale n. 13459565 intestato al Comune di Pisa - Servizio Tesoreria; causale (obbligatoria) : Sostegno popolazioni dell'Abruzzo.

In questo momento drammatico esprimiamo, nuovamente, tutta la nostra solidarietà ed il nostro cordoglio alle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal sisma ed invitiamo la popolazione tutta ad intervenire per quanto possibile.

Pisa, 6 maggio 2009


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domenica 10 maggio 2009

Grande festa a Pisa per l'arrivo della Nazionale

Gran bella notizia quella ricevuta ieri dalla FIGC. Il giorno 6 giugno alle 20.50 la nostra città ospiterà l’ultima amichevole della Nazionale prima della partenza per la Confederations CUP.

Da diverse settimane, grazie all’ottimo lavoro "di lobby" del Sindaco Filippeschi, circolava nell’aria la possibilità di offrire ai nostri concittadini, nel bellissimo giugno Pisano 2009, una partita della Nazionale Campione del Mondo. Ma proprio quando le speranze andavano scemando, è arrivata invece la bellissima notizia! Sicuramente questo evento, dopo quello del 2 Giugno, darà ancor più lustro a Pisa ed ai suoi cittadini.

A questo punto prepariamoci bene per offrire in mondovisione una città pulita, viva e ospitale. Non serve molto, ne sono sicuro...


Antonio


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venerdì 8 maggio 2009

La Nuova Viabilità del Quartiere

Cari tutti,
vi inoltro alcune considerazioni da parte dell’Amico Stefano sul tema della Viabilità di Putignano, su cui ho lavorato abbastanza nelle scorse settimana. Una città piu vicina alle esigenze dei cittadini è una città piu bella e per questo ogni consigliere, indipendentemente dalla zona in cui vive, dovrebbe impegnarsi. Non sempre è semplice… ma deve essere il motivo fondante del nostro impegno in Politica.

Con affetto

Antonio

“La Nuova Viabilità del Quartiere ?”

L’impegno del Circolo PD: aumentare la sicurezza stradale, migliorare i percorsi pedonali, ciclabili del quartieri e recuperare posti auto. Necessario un sottopasso carrabile in Putignano per non dividere il PAESE

E' passato più di un mese dalla partenza della nuova viabilità del quartiere e siamo qui a tracciare un bilancio, chiarire la nostra posizione e auspicare nuovi interventi verso una circolazione più sostenibile e più sicura. Nonostante sembra che tutti pian piano ci stiamo abituando al senso unico non possiamo dimenticare la difficolta' di attuazione e cosa ha portato al necessario cambiamento,in primis il rifacimento del marciapiedi di Via Putignano che su alcuni organi di stampa locali hanno etichettato con la parola " a causa" del rifacimento.

Bene, io dico in maniera molto chiara una cosa ben diversa...Per fortuna che il marciapiede è stato rifatto e allargato. Consentire ad un diversamente abile di passeggiare in sicurezza, così come ad un bambino o un anziano penso che debbano essere messi sempre in primo piano da parte di una società che si definisca civile, anche se questo può portare ad un piccolo sacrificio da parte della maggioranza degli automobilisti che si vede costretta ad un tratto di strada di più (in macchina)...
Cosa pensiamo sia piu' importante o se vogliamo piu' etico? Tutelare la minoranza che ha piu' bisogno o la maggiaranza di automobilisti?Beh...noi del circolo del Pd vogliamo dirlo in maniera chiara e netta..Prima di tutto la sicurezza,la sicurezza dei pedoni e la possibilita' da parte di chiunque di raggiungere in centro del paese senza difficolta' alcuna,e non come eravano abituati a vedere,ma che era inaccettabile, che una persona in carrozzella doveva essere spinta sul ciglio della strada a pochi centimentri da automobisti alcune volte persino incuranti a causa di marciapiedi che non erano degni nemmeno di essere chiamati tali.
Il circolo Pd rivendica l'impegno che ha profuso in questi mesi per trovare una soluzione condivisa dalle varie anime del paese,commercianti in primis, ma di fronte a impossibilita' di carattere tecnico e' giusto che l'amministrazione comunale abbia preso le decisioni andando contro una terribile abitudine ...quella del lasciamo correre,tanto fin'ora abbiamo sempre fatto cosi' .
Forse era molto piu' facile non decidere,ma noi siamo contenti che invece si sia fatto esettamemente il contrario:assumersi la responsabilita' della decisione tenendo fermi i principi di sicurezza del transito di automobili,pulman e pedoni.
E' chiaro che noi auspichiamo e lavoreremo per pungolare l'amministrazione comunale verso ulteriori interventi:migliorare il percorso pedonale che via Ximenes porta in piazza XXV aprile,rendere finalmente agibile e sicura la pista ciclabile che si trova sull'argine dell'Arno,creare nuovi parcheggi in prossimita' della circoscrizione e per la creazione di un sottopasso carrabile che non divida in due il paese.
Questi impegni sono i nostri capisaldi,lavorando sempre nell'interesse generale di una quotidiano piu' vivibile per chi abita in Putignano.


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lunedì 27 aprile 2009

25 aprile: per non dimenticare

Da tempo occasione di riflessioni e bilanci, il 25 aprile 2009 si candida a divenire il primo post-25 aprile. Una data che ovviamente ha attraversato tutti i tempi della nostra Repubblica - quelli del sacrificio e della ricostruzione, quelli della rinascita economica e civile ma anche della rivalità senza frontiere tra democristiani e comunisti, la drammatica stagione del terrorismo, la nebulosa degli anni ’80, così come il collasso dei primi ’90 e la lenta, aggrovigliata, per molti versi infinita, transizione verso una modernità sempre a venire. Un 25 aprile, quello di oggi, che potrebbe sancire la fine di un’era geologico-antropologica della nostra Repubblica perché registra e racconta - come un telescopio la luce di stelle lontane e spente da tempo - la fine della supremazia culturale della sinistra che, più di ogni altra corrente ideologica, ad eccezione di quella cattolica, ha dominato l’orizzonte della vita politica e sociale permeando di sé l’edificio delle regole e delle istituzioni democratiche.

Ovviamente, non che questa primazia finisce oggi, ma oggi si celebra una nuova sorta di 25 aprile, un 25 aprile non più unilaterale, anche se non ancora (e forse non lo sarà mai) bi-partisan; un 25 aprile post-ideologico, un post-25 aprile. Una celebrazione della liberazione dalla guerra e dall’oppressione nazi-fascista che, pur lasciando intatti i suoi caratteri fondanti, l’immutabile imprinting genetico di valori e aspirazioni che sono divenuti un tutt’uno con il paradigma della scelta democratica compiuta sulla macerie della guerra, si apre all’innesto di quel blocco popolar-conservatore che dinnanzi all’orgoglio della sinistra aveva sempre fatto un passo indietro o a lato.
Il primo 25 aprile di Berlusconi, lungi dal segnare una riconciliazione o una pacificazione nazionale (perché, come è stato giustamente scritto, il paese non è in guerra con se stesso e quindi non ha bisogno di essere pacificato), lasciando, come ha scritto Walter Barberis, alla memoria gli steccati delle sue tracce individuali e particolari che il tempo non può modificare, e alla storia i suoi percorsi d’incessante indagine e riscrittura, apre ad una nuova stagione nella quale il presente non è più forzatamente ipotecato dal passato ma naturalmente ingaggiato dal futuro.
Io stamani sono stato per la prima volta come Consigliere Comunale alle manifestazioni del 25 Aprile organizzate dal Comune di Pisa e devo essere sincero mi sono commosso riflettendo su quello che è stata questa data per il popolo italiano. Le belle parole pronunciate dal Sindaco Marco Filippeschi e il video registrato di Teresa Mattei in cui racconto il ruolo dei costituenti ed il valore della Costuzione in maniera semplice e toccante…con la voce flebile di chi non ha bisogno di urlare per farsi ascoltare… devono essere per tutti stimolo per vivere il nostro impegno istituzionale con passione e rispetto civico, ringraziando giorno dopo giorno chi ci ha dato la possibilità di vivere in uno Stato Democratico.



Buon 25 Aprile
Antonio


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mercoledì 22 aprile 2009

Legalità e (in)sicurezza‏

Pubblico volentieri alcune considerazioni ricevute da Federico Gelli, Vicepresidente della regione Toscana, sulla legalitàe sulla sicurezza. Temi che ha sempre affrontato con equilibrio ponendo al centro dell’attenzione la qualità della vita dei cittadini.

Un caro saluto

Antonio


Galli Della Loggia sulle pagine del Corriere di domenica scorsa (leggi l'articolo) ha lanciato una provocazione sul tema della sicurezza delle città, un argomento non banale e ricco di implicazioni. Fuori dal solito teatro che se ne fa, vorrei impostare un ragionamento partendo dai concetti di legalità e sicurezza.

Quando si riflette su parole come legalità e sicurezza bisogna intendersi. Si ha la sensazione che vengano usate con troppa approssimazione. Ad esse ognuno appende concetti diversi. La legalità, per fare un esempio, non è qualcosa di formale, di astratto, e soprattutto non è qualcosa che si può chiedere solo agli altri, a chi dissente, a chi è diverso da noi. E questo è molto importante, in un paese che spesso ha usato due pesi e due misure, che oggi invoca misure molto drastiche per ripristinare la legalità degli immigrati ma magari ha chiuso gli occhi su tipi di reati decisamente più dannosi della vendita abusiva di un accendino, quale può essere un falso in bilancio.

Io penso che la legalità significhi semplicemente cultura delle regole, delle regole condivise che consentono di vivere e vivere bene in una comunità. Delle regole che devono essere rispettate da tutti e che richiamano una responsabilità diretta, in prima persona, di ciascuno di noi. E se si pensa così. è indubbio che nel nostro paese vi sia un generalizzato deficit di legalità.

La Regione Toscana investe molto e da anni nella promozione della cultura della legalità. Stiamo lavorando molto, in particolare, con la scuola e con le associazioni che si occupano di questo tema (Arci, libera, altre) con cui da anni portiamo centinaia di ragazze e ragazzi nelle terre confiscate alle mafie, dove con il loro soggiorno, toccano con mano cosa significa vivere in terre dove la presenza della criminalità organizzata è tangibile e reale.

Il lavoro sulla legalità è complementare al lavoro sulla sicurezza. Non è forse un deficit di rispetto delle regole che porta a comportamenti sbagliati, per esempio, sulla strada. Non faccio a caso questo esempio. Da un'indagine svolta recentemente risulta che per i cittadini toscani l'insicurezza sulle nostre strade è la prima fonte di preoccupazione, davanti ad altre vere e proprie forme di criminalità, che pure sono purtroppo presenti.

Sulla sicurezza, e sulla grande domanda di sicurezza che i cittadini pongono, ovviamente ci sarebbe molto da dire. Si tratta di una domanda che è stata anche molto manipolata e strumentalizzata. Il paese di fatto però è più insicuro rispetto a qualche anno fa, ma soprattutto si percepisce più insicuro, cosa che non è affatto la stessa, come ci dimostrano molte statistiche sul crimine e sulla percezione che se ne può avere.

In ogni caso si tratta di una domanda reale, importante. Le istituzioni non possono sottrarsi a questa domanda dei cittadini, che chiedono di più della semplice sicurezza. Chiedono di poter uscire tranquillamente la sera, chiedono di poter vivere serenamente nelle loro comunità. Chiedono, direi, un diritto alla tranquillità o serenità, che è un concetto bellissimo, che mi pare attraversi tutti gli altri menzionati e che implica un impegno davvero trasversale, che va dalle politiche di prevenzione per la sicurezza fino alle politiche sociali, alle politiche urbanistiche e alle politiche dei tempi delle città, fino ad arrivare agli aspetti più puntuali e quotidiani di un'amministrazione (per esempio, come si cura un giardino pubblico o come si regola la circolazione su una strada).

Ciò che esige questo concetto di serenità è un impegno che può essere assai complesso, non fosse per le competenze che chiama in causa. Eppure rappresenta l'unica alternativa a scorciatoie che non portano da nessuna parte, se non forse all'individuazione di capri espiatori e alla demagogia di chi invoca le maniere forti. La premessa è stata lunga ma mi sembrava doverosa, perchè in realtà rappresenta il background che anima la nostra proposta di legge "in materia di contrasto al degrado e di tutela della sicurezza urbana".

La sicurezza, intesa nel suo significato più ampio, diventa uno degli impegni del governo locale, assumendo un rilievo nella strategia dell'amministrazione della cosa pubblica che non le era proprio fino alla fine degli anni novanta.

Molti enti locali si sono effettivamente mossi in questi ultimi mesi, raccogliendo anche un "invito alla creatività" che il Ministro dell'Interno ha rivolto ai sindaci. Ne è venuto fuori qualcosa che ha più a che vedere con la complicazione che con la complessità. Una valanga di provvedimenti assunti dai sindaci in qualità di ufficiali del Governo. E già qui ci sarebbe qualcosa da dire. Un profluvio di ordinanze, più o meno accettabili, più o meno comprensibili, in una logica di emergenza, che hanno creato una situazione estremamente caotica, frammentaria, incerta, con forti disomogeneità anche nello spazio di pochi kilometri. Senza dimenticare che resta tutta da dimostrare la possibilità di contrastare situazioni urbane di degrado a colpi di ordinanze.

Vorrei rilanciare una piena assunzione di responsabilità da parte del governo regionale, quale soggetto che può coordinare, dare omogeneità, armonizzare le scelte sui comportamenti rilevanti, sui provvedimenti da adottare, sulle sanzioni da contemplare.

Per questo con la nostra legge puntiamo a fornire una disciplina generale nella quale si possano inserire regolamenti comunali che intendano affrontare le questioni legate alla sicurezza urbana. Abbiamo voluto individuare i comportamenti rilevanti ai fini dell'ordinato svolgersi della vita delle comunità locali che possono essere disciplinati dalle amministrazioni comunali, distinguendo bene tra concetti come: la convivenza civile, la vivibilità, l'igiene e il pubblico decoro, la quiete e la tranquillità delle persone.

Mi pare importante sottolineare che accanto all'individuazione dei comportamenti rilevanti abbiamo prodotto un'attenta analisi sugli spazi pubblici, come premessa ad interventi che ci consentano di sottrarli al degrado fisico.

Ritengo che occuparsi del disegno urbano, cioè dell'organizzazione degli spazi, dell'impianto degli edifici, dell'uso dei piani terra e dei piani superiori, della struttura delle aree versi, del tracciato delle strade, dell'illuminazione e dell'ubicazione delle fermate del trasporto pubblico, possa rendere le nostre città più vivibili e concorre ad aumentare la fiducia dei cittadini, mentre un disegno urbano mal concepito può produrre spazi vuoti, ambienti squallidi, generare paura e attrarre comportamenti incivili e atti criminali.

In questo paese troppe volte senti invocare l'uso dell'esercito o delle forze dell'ordine, come soluzioni a problemi che richiedono risposte ben più articolate e complesse. Allo stesso modo troppo spesso abbiamo sentito parlare di cittadini armati, di ronde, di appelli all'autodifesa, di tentativi di far passare l'idea di punizioni draconiane o esemplari...

C'è bisogno di molto buon senso, di equilibrio. Per capire, ad esempio, che non c'è bisogno di pene esemplari, ma semmai c'è necessità di pene certe, di una giustizia che funzioni, in grado di assolvere le sue funzioni in tempi accettabili; che non c'è bisogno di presidi militari nelle nostre strade, ma semmai di risorse e mezzi per le forze dell'ordine che devono essere messe in grado di lavorare e valorizzate nella loro professionalità; e che i nostri quartieri, le nostre periferie, potranno diventare davvero sicure solo anche quando saranno più vivibili.


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Le circoscrizioni sono indispensabili ed il PDL dovrebbe parteciparvi

Caro Direttore,
leggo con piacere la lettera del Consigliere Provinciale del PDL Stefano Barsantini e concordo con lui che le circoscrizioni sono essenziali per permettere la partecipazione attiva dei cittadini alla vita del territorio: luoghi in cui si verificano le scelte, si raccolgono le istanze dei cittadini, si seleziona le priorità degli interventi e si controlla la qualità dei servizi. Come spesso accade, si avverte l’importanza di qualcosa quando non c’è più.Il governo Prodi con una scelta poco felice, quando si è posto il problema di ridurre i costi della Politica decise di eliminarle per i comuni con meno di 200 mila abitanti.
In questi giorni il governo di Centro Destra sta valutando di abolirle anche per i Comuni con più di 200mila residenti, invece l’Amministrazione Filippeschi a fine febbraio (con il voto favorevole di tutte le forze politiche presenti in Consiglio eccetto il PDL) ha deciso di riattivarle, cambiandone il nome (Consiglio Territoriale di Partecipazione), aumentandone funzioni e competenze specifiche e non prevedendo per i componenti dei consigli territoriali, cosi come previsto dalla legge, alcun compenso. Attualmente siamo in attesa di conoscere il parere del Ministero in merito alle variazioni apportate allo Statuto e necessarie per attivare i nuovi Consigli Territoriali.
La nostra volontà è quella di renderle operative nel minor tempo possibile in quanto la loro eliminazione ha penalizzato pesantemente (e ce siamo resi conto nel primo anno di Amministrazione) città come Pisa, in cui non solo il numero degli abitanti è ben al di sopra dei centomila (rispetto ai 90.000 residenti), ma soprattutto ha visto nelle circoscrizioni un forte momento di partecipazione che ha reso i quartieri partecipi alla vita dell’amministrazione sia in termini informativi che propositivi.
Con molto piacere, dopo le polemiche degli scorsi mesi, leggo che anche all’interno del PDL, c’è chi è di nuovo interessato ad attivare da subito i nuovi Consigli Territoriali. Noi siamo disponibili, anche domani, ad iniziare insieme un percorso di discussione e dibattito con i gruppi e le associazioni che giornalmente operano sul territorio in quanto riteniamo che questi consigli avranno un peso se sapremo trasferirvi competenze specifiche vere e se i gruppi politici sapranno aprire e dialogare con i cittadini, le associazioni, piuttosto che utilizzare queste nomine per recuperare qualche escluso. Su questi temi siamo assolutamente disponibili a discutere e collaborare in quanto riteniamo necessario intervenire rapidamente per non disperdere quella ricchezza di partecipazione che Pisa aveva saputo costruire nel corso degli anni.
Questo è comunque solo l’inizio di un lungo percorso, per arrivare in un periodo di tempo più lungo (la Giunta Comunale ha già attivato un percorso di coinvolgimento della Regione anche al fine di ottenere specifici finanziamenti così come previsto dalla legge sulla partecipazione) a costruire un modello di decentramento più innovativo facendo tesoro dei regolamenti che già esistono, della Legge regionale sulla Partecipazione e di esperienze come il bilancio partecipato e gli urp decentrati.
Siamo sicuri che i nostri concittadini beneficeranno dell’attivazione dei Consigli Territoriali di Partecipazione e auspichiamo che anche il PDL voglia partecipare a questi organi cosi come a tutto il percorso, che consentirà nei prossimi anni di offrire alla città nuovi strumenti partecipativi per un rapporto più rispettoso, efficace e trasparente tra Comune e cittadini.


Antonio Mazzeo
Presidente IV Commissione Consiliare Permanente

lettera pubblicata sul tirreno del 21 aprile 2009


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lunedì 20 aprile 2009

Solidarietà e sostegno alle popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto

Mozione del Consiglio Comunale di Pisa

VISTO
Il grave terremoto che il 6 aprile u.s. ha colpito i Comuni e le popolazioni dell’Abruzzo, in particolare i Comuni della provincia de L’Aquila ed i centri limitrofi;

VISTA
l’intensità del sisma che ha causato un altissimo numero di perdite umane e danni ingenti a strutture pubbliche e private, crolli e danni che in molti casi hanno reso inutilizzabili gli uffici pubblici necessari per il normale andamento della vita quotidiana;

CONSIDERATA
l’importante mobilitazione attivata da tutte le istituzioni, nazionali e locali, in sostegno dei territori colpiti dal dramma del terremoto;
la grande azione messa in campo dal circuito dei soccorsi (Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Associazioni di volontariato, ecc.) nella fase di emergenza;
la moltitudine di iniziative di solidarietà avviate in maniera diffusa a livello nazionale e internazionale;

CONSIDERATE
le molteplici affinità tra la città de L’Aquila e quella di Pisa, ambedue sedi di due grandi e prestigiose Università e entrambe caratterizzate da una lunga storia e da un grande patrimonio artistico culturale;

RITENUTI
meritevoli i primi dispositivi emanati dal Governo;
lodevoli le azioni intraprese dalla Regione Toscana e dai Comuni della Toscana nella fase di prima emergenza;
apprezzabili i primi provvedimenti adottati dall’Università di Pisa e dall’Azienda unica Regionale per il diritto allo studio universitario, volti a garantire una serie di agevolazioni agli iscritti provenienti dalle zone terremotate, quali azzeramento tasse, alloggi e mensa gratuiti, ecc.;
encomiabile l’azione delle associazioni di volontariato che hanno concorso in maniera sostanziale all’efficienza del meccanismo dei soccorsi;

IL CONSIGLIO COMUNALE DI PISA

ESPRIME
il proprio cordoglio alle famiglie e ai cari delle vittime;
la propria solidarietà e il massimo sostegno alle popolazioni dei comuni colpiti dal terremoto, di cui in particolare si ammira e si apprezza la straordinaria dignità con la quale stanno reagendo al dramma che li ha colpiti;
apprezzamento e gratitudine per l'opera esperita da tutti i volontari, dalla Protezione Civile, dalle forze dell'ordine e dal corpo nazionale dei vigili del fuoco, di cui ricordiamo in particolare il Caposquadra del comando provinciale di Bergamo, Marco Cavagna, morto durante le operazioni di soccorso;

AUSPICA
che questa immane tragedia non diventi oggetto di strumentalizzazione politica e che le indagini avviate dalla Magistratura proseguano velocemente al fine di individuare quanto prima le eventuali responsabilità;
che l’attenzione a questo dramma non venga meno con lo spegnimento dei riflettori e che la fase di ricostruzione avvenga in maniera virtuosa;

SI IMPEGNA
a promuovere tutte le iniziative necessarie per sostenere con i mezzi e le risorse disponibili gli sforzi di soccorso e le azioni di ricostruzione da avviare immediatamente dopo la fase di emergenza;

INVITA
la Presidente del Consiglio a istituire un fondo per agevolare le donazioni volontarie da parte dei cittadini pisani, del personale del Comune di Pisa, o dei Consiglieri e degli Assessori Comunali che, rispondendo all’invito dell’Anci, decidano di devolvere parte dei propri emolumenti legati all’attività istituzionale; tale fondo dovrà essere utilizzato per realizzare un'opera pubblica da concordare con i responsabili delle Istituzioni locali abruzzesi o un progetto educativo con esse individuato, che rimanga anche a testimonianza del forte legame tra Pisa e L’Aquila;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

nell'ottica di un gemellaggio di fatto con la città de L’Aquila

a prendere contatto con le Istituzioni locali delle zone terremotate al fine di poter individuare aiuti mirati;

ad attivarsi al fine di catalizzare e mettere a disposizione le tante professionalità presenti sul nostro territorio;

a disporre tempestivamente le misure necessarie per garantire ai lavoratori del Comune, qualora allertati come volontari o iscritti alla Protezione Civile, di poter conseguire l’assenza giustificata dal lavoro per partecipare agli interventi di soccorso, e di attivarsi affinché altri enti e aziende del territorio facciano altrettanto;

a disporre di concerto con il Rettore dell’Università di Pisa e il Presidente dell’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario misure rivolte a garantire agevolazioni agli iscritti provenienti dai Comuni interessati dal sisma (ad es. azzeramento tarsu, abbonamento gratuito servizio pubblico di trasporto, ecc.) e “accoglienza” senza oneri aggiuntivi per gli studenti delle zone terremotate iscritti all’Università de L’Aquila che intendano transitoriamente continuare gli studi presso la nostra Università (ad es. possibilità di sostenere esami singoli senza pagare ulteriori tasse, ecc.);

a vigilare nel tempo affinchè le promesse legate alla ricostruzione diventino atti concreti, sottolineando presso le sedi opportune, in particolare presso i Ministeri interessati, l’importanza per la rinascita anche economica della città de L’Aquila del ripristino dei beni culturali e delle sedi universitarie;

a farsi carico presso le Istituzioni competenti e presso l’Anci della necessità di sostenere e rinforzare il Corpo dei Vigili del Fuoco;

a potenziare sul nostro territorio di concerto con i rappresentanti degli altri Enti Locali, della Regione e degli Organi nazionali competenti le attività di prevenzione e controllo relativi agli edifici pubblici e privati, in particolare a realizzare una verifica contro il rischio sismico di tutti gli edifici pubblici strategici, come le scuole, disponendo uno screening per eliminare le possibili criticità.


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Rispetto della legalità e attenzione alle strumentalizzazioni

Rispetto della legalità. E' il punto fermo messo dal Partito Democratico sul tema dell'abusivismo commerciale, alla luce delle polemiche di questi giorni e a seguito della manifestazione di sabato scorso a Pisa. “L'ordinanza del sindaco – osservano il segretario provinciale Ivan Ferrucci e il segretario comunale Nicola Landucci – ha come obiettivo il contrasto ad una situazione di massiccia concentrazione di abusivismo in alcune zone della città, che si era fatta insostenibile. Non c'è e non c'è mai stato alcun intento discriminatorio nei confronti della comunità senegalese. Comunità nei confronti della quale è aperto un dialogo costruttivo, che ha portato ad alcune importanti proposte presentate da Comune e Società della Salute: licenze commerciali straordinarie, permessi di soggiorno, micro-prestiti, distribuzione di generi alimentari, attività di informazione e orientamento. Siamo certi che il dialogo proseguirà, all'interno di un progetto più complessivo di città rispettosa dell'ordine e del decoro, ma anche accogliente e inclusiva”.

Secondo il Partito Democratico è questa la strada da seguire: nessuna demagogia e confronto nel merito concreto delle questioni. “Purtroppo invece – proseguono Ferrucci e Landucci – dobbiamo rilevare un utilizzo sempre più strumentale della vicenda e, ancor peggio, delle difficoltà oggettive degli immigrati e della comunità senegalese. E' evidente che una parte della sinistra e del mondo dell'antagonismo pisano sta cercando di alzare il livello della discussione verbale, con l'unico scopo di mettere in difficoltà l'amministrazione. Infatti in molti interventi di questi giorni non vengono risparmiate le critiche al sindaco ma non c'è traccia di proposte concrete per affrontare la situazione”. Infine la manifestazione in programma domani a Pisa. “Rispettiamo le posizioni di tutti – concludono Ferrucci e Landucci – ma non vediamo come questa manifestazione possa aiutare ad entrare nel merito di un problema così difficile e complesso. Auspichiamo pertanto che i toni non siano mirati alla ricerca della pura visibilità elettorale, perchè quello che è importante è muovere dei passi avanti concreti nella direzione dei diritti e l'integrazione. Un obiettivo che possiamo ottenere soltanto aumentando i momenti di confronto tra le comunità degli immigrati e la città. Sbaglia chi pensa che l’integrazione si possa fare stimolando comportamenti illegali”.

E’ evidente che il rispetto della legalità è fondamentale…ma solo insieme ad una elevata capacità di integrazione, credo che riusciremo ad offrire una città che sappia guardare con ottimismo alle sfide che ci attendono e ci attenderanno nei prossimi anni

Antonio


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venerdì 17 aprile 2009

Il PD e il Referendum

di Maurizio Sereni

Il Governo Berlusconi ha deciso di non effettuare l'accorpamento il 7 giugno, delle elezioni europeee ed amministrative locali assieme ai e quesiti referendari di modifica della legge elettorale del 2005 in senso maggioritario e con l'abrogatura delle candidature multiple, impedendo un risparmio di circa 400 mln di € alle casse dello Stato Italiano. La responsabilità di spesa di cui si fa carico il Governo, nel momento attuale di crisi economica-finanziaria mondiale e nel contesto drammatico della ricostruzione dell'Abruzzo post terremoto, rappresenta, non solo uno spreco inutile di denaro pubblico, ma un vero e proprio schiaffo a tutta l'Italia per bene. Con questa scelta, NON si impedisce la tornata referendaria, ma si depotenzia fortemente la portata di un reale strumento di democrazia sollecitato da miglia di firme di cittadini e la possibilità di raggiungere un quorum sufficente a determinare un esito positivo o negativo, non permettendo che lo svolgimento del referendum avvenga contestualmente alle elezioni europee, ma, soprattutto, amministrative locali (notoriamente con un buon numero di elettori partecipanti).

Mentre è chiaro il perchè ci si schieri per il NO e quindi si faccia di tutto per ostacolarlo da parte della Lega e dei piccoli partiti in particolare di derivazione comunista, c'è da interrogarsi profondamente sul silenzio o sulle dichiarazioni di alcuni noti esponenti politici di varia estrazione.

Nel PDL ci sono esponenti liberali che fanno parte del Comitato Promotore (Capezzone, Quagliarello, Scognamiglio, Taradash), altri della destra (Alemanno, Berselli, Selva), ministri in carica (Alfano, Brunetta, Prestigiacomo), ma l'unico che ha preso una posizione netta e precisa di dissenso è il Presidente della Camera, sempre più allergico alle decisioni prese contro corrente rispetto al sentimento popolare diffuso.

Perchè questa decisione, ma in buona parte anche quella sul testamento biologico e su diversi capitoli della sicurezza, va contro la maggioranza del popolo italiano e quindi pone Berlusconi di fronte ad una difficoltà nuova, lui che del populismo e della condizione di eletto dal Popolo si fa forte da sempre.

E il Partito Democratico che fa?

Fino al giorno prima della decisione tutti compatti dietro il Segretario Franceschini nel sostenere la proposta di accorpamento e di destinazione del risparmio di spesa pro Abruzzo.

Il giorno dopo la decisione già distinto nelle posizioni in alcuni esponenti.

Chi come la Lanzillotta dà ragione a Calderoli ovvero l'autore della porcata che si vorrebbe tentare di cambiare per via referendaria visto che per via parlamentare tutti non la vogliono ma nessuno la modifica, chi come la Turco perchè vede una deriva nel bipartitismo contrario alla (buona !?!) tradizione italiana delle grandi ammucchiate, chi come Latorre, quello dei "pizzini in TV", che sostiene che con il referendum si abroga una parte della legge (bella scoperta) ma "...prima di pronunciarci a favore bisognerebbe verificare se in Parlamento esiste, in questo momento, una maggioranza disposta ad una riforma elettorale, subito dopo l'eventuale vittoria referendaria."

Beh, stai pur tranquillo caro Latorre e cari tattici della politica, questa maggioranza non esiste e non esisterà mai fino a che non si comincia a cambiare dalle radici questa oligarchia politica.

E stai pur tranquillo che anche dai territori, una volta passata la sbornia del tentativo d'innovazione veltroniana, tutto ritornerà come prima, con tutte le caselline che vanno al loro posto e tutte le filiere a seguito del guru politico di turno che si ricompatteranno.

Poi però meravigliatevi voi se Fini prende i voti nel bacino del PD.


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venerdì 10 aprile 2009

Auguri di Buona Pasqua


Inizia il triduo Pasquale, momento
di riflessione e preghiera profonda.


Con l’occasione auguro Buona Pasqua
a Voi ed alle vostre famiglie


Antonio


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giovedì 9 aprile 2009

Le aziende partecipate: un'opportunità o un limite per la crescita dell'economia pisana?

In queste settimane nella IV commissione comunale, che presiedo, mi sono trovato ad affrontare diverse volte tematiche legate alle società partecipate dal Comune e al loro impatto sull'economia pisana. L'opposizione ha sempre definito le aziende partecipate un limite, io invece credo che possano diventare un'opportunità se mettiamo in atto due azioni concrete:
- cambiare il modello delle partecipazioni comunali (creando una holding);
- selezionare il management pubblico attraverso criteri di meritocrazia e di competenze e non sempre attraverso "vecchie logiche di partito".

Nel primo caso la creazione di una holding è fondamentale in quanto gli amministratori riconoscerebbero un referente qualificato e competente nel management della holding al quale devono rispondere non solo in termini politici. Questa governance, anche se creerebbe maggior distacco tra il consiglio Comunale e le aziende partecipate, risulta piu efficace rispetto alla situazione attuale in quanto i manager pubblici vedono l'unità operativa del Comune come un luogo a cui inviare meramente i dati di bilancio e non come luogo di indirizzo politico. Inoltre (ma i motivi sono molti di più e non mi dilungo qui a presentarli) si crerebbero diverse economie di scala:
- conseguire un utilizzo efficiente ed efficace delle risorse interne;
- reperire soluzioni comuni ai vari problemi aziendali;
- ridurre le diseconomie legate alla presenza di funzioni identiche all'interno del gruppo;
- etc.

Nel secondo caso, mi sono reso conto (con grande rammarico) che alcune nostre aziende partecipate potrebbero essere gestite in maniera più effficace ed innovativa da manager qualificati e non da politici prestati al management. Su questo credo che il PD, se vuole diventare un grande partito riformista, non debba fare sconti verso nessuno. Gli amministratori attualmente in carica devono essere valutati per la loro capacità di aver saputo guidare l'Azienda (è semplice farlo, basta leggere i Bilanci e i piani industriali), per il livello di raggiungimento degli obiettivi proposti. I nuovi amministratori devono essere invece scelti con criteri di meritocrazia e in base alle competenze nel settore di interesse. Basta scegliere il management pubblico (voglio essere molto chiaro e diretto) con "vecchie logiche di partito"!

Su questo mi ci sono impegnato nel primo anno di mandato consiliare (vedi intervento durante discussione Bilancio Preventivo e caso Geofor e Teatro) ed anche all'interno del partito e chiederò a tutti i colleghi consiglieri di non fare sconti, di iniziare un percorso comune di analisi dello stato dell'arte, di indirizzo e di controllo (come nelle funzioni dei consiglieri comunali) di tutte le società partecipate. E' un momento in cui sfidare noi stessi e le nostre relazioni... lo chiedono i cittadini... lo chiede la nostra visione riformista del Paese.

Cosa ne pensate?

Antonio


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mercoledì 8 aprile 2009

Il dramma abruzzese

di Maurizio Sereni

Amici ed amiche,

come tutte le catastrofi che si ripetono sotto varie forme ed alle quali il nostro sentimento e la nostra passione non vogliono arrendersi, il sisma che ha colpito l'Abruzzo ha sconvolto il nostro ordinario vivere. Siamo ancora adesso, nel dramma dell'emergenza e della conta delle vittime, dei feriti, dei dispersi.

Eppure le notizie e le immagini che ci provengono dalle terre aquilane, inquietano per la facilità con la quale gli edifici pubblici e le abitazioni sono crollati o sono gravemente lesionati; più che la polemica sulla eventuale previsione del terremoto, a me pare importante capire, nei modi e nei tempi opportuni, come sia stato possibile assistere ad un pressochè totale implosione strutturale di un capoluogo di Regione e di una serie di paesi limitrofi, in alcuni casi densamente popolati.

Come comprenderete senza dubbio, questo dramma riguarda anche le nostre comunità e interroga in profondità la Politica, le scelte delle Amministrazioni locali, lo Stato.

Perchè le scelte urbanistiche in merito alle zone edificabili, le modalità di accesso e partecipazione ad una gara d'appalto, le scelte di adottare il massimo ribasso sull'offerta di gara, i controlli del rispetto delle normative cantieristiche e dei materiali impiegati nelle costruzioni, i collaudi finali sono elementi di garanzia civile e democratica che ci siamo costruiti con grandi sacrifici (persino con il sangue di molti lavoratori mi verrebbe da dire), che non ci possiamo permettere di barattare o contrattare rispetto ad una visione sempre più larga che si può riassumere nello slogan "l'edilizia è stato e sarà il volano della ripresa economica".

Avrei il piacere, magari in una riunione centrata sull'argomento, di discutere della responsabilità di queste scelte e delle politiche che si intendono attuare in merito, nei lavori del Partito Democratico di Pisa.

A presto


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martedì 7 aprile 2009

Sconti del 40% per gli studenti universitari per utilizzare gli autobus in Città‏

Care/i amiche/i universitari,

vi segnalo (in dettaglio potete leggere l’articolo del Tirreno di seguito) che è possibile acquistare l’abbonamento mensile all’intera rete urbana di Pisa al costo di soli 12,5 euro, con uno sconto di oltre il 50%.

Richiedere lo sconto è semplice. Basta andare presso gli uffici della CPT in Piazza S’Antonio, compilare il modulo di richiesta, portare una foto formato tessera , un documento di identià ed il libretto universitario. Questo è un bel modo per dimostrare che l’Amministarzione Comunale e gli altri enti coinvolti sono attenti alla tutela dell’ambiente ed alla riduzione del traffico in centro città



Utilizzate in molti questa importante opportunità e in caso di eventuali disservizi segnalatemelo prontamente

Antonio



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sabato 4 aprile 2009

PISA E LA CRISI: STRATEGIE COMUNI PER USCIRNE - DIBATTITO APERTO TRA IMPRESA E POLITICA‏

Finalmente un incontro che guardi più alle esigenze dei cittadini/associazioni/imprenditori, invece dei soli convegni fatti a misura dei soli iscritti del PD. Guardare fuori dai nostri confini, coinvolgere i cittadini e ascoltare le loro proposte è l’unico strumento che ha il PD per uscire dalla sua crisi.

Quando mi hanno chiesto una mano per predisporre questo convegno ho chiesto proprio questo!! E sono contento che finalmente siamo stati in grado di pensare ad una iniziativa un po’ piu innovativa, non tanto sul tema che è al centro dell’agenda politica (purtroppo) quando per la modalità proposta…che sono certo sar in grado di coinvolgere molti piu cittadini/operatori.

Cosa ne pensate?

Un saluto
Antonio

MARTEDÌ 7 APRILE ORE 21
Auditorium R. Gagliardi, Navicelli SpA –Via della Darsena N°3

PISA E LA CRISI:
STRATEGIE COMUNI PER USCIRNE


DIBATTITO APERTO TRA IMPRESA E POLITICA



Saluti: Giandomenico Caridi, Presidente Navicelli Spa, Pisa

Coordina: Nicola Landucci (Segretario Comunale PD Pisa)

Introduce: Marco Magnarosa (Responsabile Provinciale PD Economia)

Partecipano:
Andrea Bonaccorsi – Docente Economia e Gestione d’Impresa Università di Pisa
Gianfranco Francese – Segretario provinciale Cgil
Biagio Longo – Lobim Srl – Spin-off Università di Pisa
Gualtiero Masini – Teseco S.p.A.
Carlo Palomba – Società Navale Pisa S.r.l.
Massimo Rota – Rota Costruzioni Snc
Andrea Zavanella – Responsabile ICT CNA Pisa

Conclusioni: Marco Filippeschi (Sindaco di Pisa) - Andrea Pieroni (Presidente Provincia di Pisa)


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mercoledì 1 aprile 2009

La riqualificazione urbanistica del quartiere CEP passa attraverso l’aumento degli standard pubblici

Unione Comunale di Pisa e Circolo del CEP

L’intervento di riqualificazione urbana che interessa il quartiere CEP, è compreso nella variante al Regolamento Urbanistico che in tutti gli interventi previsti, compreso quello del CEP, si qualifica tra l'altro per un forte incremento degli standard pubblici rispetto alla normativa vigente: parliamo di cessione di aree pubbliche da adibire a parcheggi, aree a verde e piste ciclabili. Altri due elementi di interesse pubblico che guidano la ratio di questa operazione, sono la possibilità di utilizzare aree da destinare a nuovi impianti sportivi, polifunzionali, con alti standard di efficienza energetica ed edilizia, in sostituzione di impianti vecchi ed inefficienti; la possibilità di intercettare finanziamenti europei e regionali, al fine di aumentare il numero di residenze ERP, di incrementare la costruzione di appartamenti ad affitto concordato decennale, di rivedere le previsioni di costruzioni residenziali PEEP.

L’intervento che riguarda il territorio del CEP si basa proprio sulla possibilità di utilizzare dei finanziamenti della Regione Toscana per riqualificare aree destinate ad ERP a condizione che siano di proprietà pubblica. L’area, di circa 7400 mq posta tra Via Veneziano e Via dell’Argine, attualmente occupata da impianti sportivi la cui vetustità e insicurezza è evidente, rientra in questi requisiti. Il Comune è inoltre proprietario di un’area destinata a verde sportivo di circa 20.000 mq in Via Vecelio a circa 200 mq dall’altra.

La proposta contiene l'edificazione di circa 50 alloggi da destinare ad ERP nella zona dei vecchi impianti sportivi, con moderni criteri di edilizia e la realizzazione di un impianto completamente nuovo, funzionale, polivalente nell’area di Via Vecelio. Si realizza così un intervento di edilizia popolare quanto mai necessario per sostenere le famiglie più in difficoltà di fronte alla drammatica crisi in corso e si riqualifica un’area vicina con una struttura sportiva meno dispendiosa e più sicura.
In questo contesto, si registrano scomposte ed impensabili convergenze politiche fra la destra e la sinistra più radicale, nelle quali si attribuisce al Comune una volontà cementificatrice e si muovono accuse personali all’Ass. Cerri, di cui si chiedono a gran voce le dimissioni.

Il Partito Democratico di Pisa ed il Circolo del PD del CEP esprimono il pieno sostegno all’azione amministrativa volta ad un governo del territorio con al centro la qualità della riqualificazione urbanistica e l’aumento degli standard pubblici. Respingono con grande forza le accuse di “Partito del cemento” provenienti da coloro che a livello nazionale, dopo il taglio dell’ICI , si esibiscono sul tema “Piano Casa” con argomentazioni eversive per i bilanci degli enti dei Comuni e prive di qualsiasi rispetto degli equiòibri ambientali. Al tempo stesso siamo indignati che coloro che sul sociale affermano grandi e solenni richieste d’intervento pubblico in questo caso strumentalizzano spudoratamente i residenti dei quartieri popolari a puri fini elettoralistici.

Il PD sostiene, senza ombra di dubbio, il lavoro dell’Ass. Cerri, a cui tutti riconoscono un forte senso di etica e responsabilità pubblica accompagnato da un impegno politico-amministrativo di grande qualità.
Invitano tutti i cittadini del quartiere CEP, alla partecipazione delle assemblee pubbliche che il Circolo del PD del CEP programmerà a breve, nelle quali sarà illustratata in tutti i suoi dettagli l’operazione che interessa il quartiere.


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venerdì 27 marzo 2009

Mozione del Consiglio Comunale sugli scontri dello scorso 6 marzo in Sapienza - Siamo per una università pubblica, libera e aperta‏

Ieri siamo riusciti a votare una mozione che esprime una posizione chiara sugli scontri in Sapienza dello scorso 6 marzo durante la presentazione del Libro di Marcello Pera, in cui si evidenzia che il dissenso non violento è legittimo, un’Università pubblica, libera e aperta è un caposaldo della democrazia.

In particolare abbiamo sottolineato che si ritiene che in ogni caso la risposta al dissenso non violento devono darla la politica e le istituzioni, non il semplice ricorso alla forza, anche a fronte di infelici provocazioni e tristi contraddizioni storiche come “l’intolleranza gioiosa” con la quale è stata promossa la contestazione;che la “Sapienza” blindata, la trasformazione di un’iniziativa pubblica in un problema di ordine pubblico e la degenerazione del confronto politico nello scontro sono espressione di una sconfitta della democrazia e della politica; si deplora ogni violenta e intollerante azione di dissenso alla stessa stregua del “facile” ricorso alla forza repressiva; si Impegna l’amministrazione comunale e il sindacoad attivarsi di concerto con i rappresentanti delle altre Istituzioni, universitarie e non, al fine di riaffermare il valore del confronto democratico, garantendo la libertà di espressione tramite l’agibilità politica degli spazi universitari e cittadini, e non tramite la loro “militarizzazione”;a verificare se il susseguirsi di episodi conflittuali sia una tendenza dettata da un nuovo indirizzo politico e, eventualmente, a contrastarla repentinamente con determinazione.

Di seguito trovate la mozione completa. Cosa ne pensate?


MOZIONE

OGGETTO: il dissenso non violento è legittimo, un’Università pubblica, libera e aperta è un caposaldo della democrazia - gli scontri in Sapienza di Venerdì 6 Marzo

Visti
gli scontri tra polizia e studenti, con deplorevole seguito di feriti e contusi, avvenuti Venerdì 6 Marzo all’esterno della Sapienza in occasione della presentazione del libro del prof. Marcello Pera, dal titolo “Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberismo, l’Europa, l’etica”;

Visto
che già in occasione del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa del 25 Novembre scorso si erano verificati scontri tra studenti e forze dell’ordine;

Vista
la mozione approvata all’unanimità nella seduta del Senato Accademico dell’Università di Pisa del 10 Marzo 2009;

Considerato
che esprimere la solidarietà alle persone rimaste coinvolte risulterebbe essere un semplice atto dovuto se le Istituzioni non si interrogassero a fondo su quanto sta accadendo e non riportassero al centro della discussione politica e istituzionale il concetto di Democrazia;
che, come riportato in un volantino promosso da alcuni dei manifestanti stessi della Sapienza in occasione di un diniego ricevuto per lo svolgimento in una sede universitaria di una propria iniziativa considerata troppo di parte, “l’Università deve essere uno spazio pubblico aperto al sapere, alla conoscenza, al confronto, alla pluralità delle idee....”;
che, in coerenza con quanto espresso, nessuno può e deve mettere in discussione il diritto del senatore professor Pera di esprimersi all’interno della nostra Università in un clima sereno e civile.

Ritenuto
che in ogni caso la risposta al dissenso non violento devono darla la politica e le istituzioni, non il semplice ricorso alla forza, anche a fronte di infelici provocazioni e tristi contraddizioni storiche come “l’intolleranza gioiosa” con la quale è stata promossa la contestazione;
che la “Sapienza” blindata, la trasformazione di un’iniziativa pubblica in un problema di ordine pubblico e la degenerazione del confronto politico nello scontro sono espressione di una sconfitta della democrazia e della politica;

Rilevato
che le stesse forze dell’ordine in passato hanno gestito a Pisa situazioni molto più complesse di quella in oggetto senza particolari tensioni, né eccessive militarizzazioni;


Il Consiglio Comunale di Pisa

Deplora
ogni violenta e intollerante azione di dissenso alla stessa stregua del “facile” ricorso alla forza repressiva;

Esprime
grande preoccupazione per il ripetersi di episodi conflittuali che rischiano di deteriorare i rapporti interni all’Università e alla città di Pisa;

Ribadisce
che nessun atteggiamento violento deve avere cittadinanza nell’Università e nella città di Pisa, spesso identificata con le tre “T”, tolleranza, talenti, tecnologia;
che la libertà di espressione, così come il diritto a manifestare il proprio dissenso civilmente e nel rispetto della posizione degli altri, è un principio fondamentale della nostra Repubblica e delle nostre Istituzioni;

Invita
tutte le Istituzioni, a partire dalle forze dell’ordine, ad attivarsi per prevenire degenerazioni violente e per evitare di dover intervenire con la forza creando pericoli per chi deve garantire l’ordine e chi manifesta;

Auspica
che tutte le forze politiche democratiche cittadine, a partire da quelle presenti in Consiglio Comunale, diano il proprio contributo al fine di ristabilire in maniera duratura un clima di confronto basato sul rispetto reciproco, stigmatizzando tempestivamente e pubblicamente le azioni di dissenso violento e di incivile inneggiamento all’intolleranza, sin dalla fase di diffusione del materiale con il quale queste vengono promosse;

Impegna l’amministrazione comunale e il sindaco
ad attivarsi di concerto con i rappresentanti delle altre Istituzioni, universitarie e non, al fine di riaffermare il valore del confronto democratico, garantendo la libertà di espressione tramite l’agibilità politica degli spazi universitari e cittadini, e non tramite la loro “militarizzazione”;
a verificare se il susseguirsi di episodi conflittuali sia una tendenza dettata da un nuovo indirizzo politico e, eventualmente, a contrastarla repentinamente con determinazione.


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Sconto a residenti e studenti con PisaPass‏

L´amministrazione ha mantenuto l´impegno preso in campagna elettorale: scontare ai residenti, ma anche ai non residenti che dimostrino di avere un regolare contratto di locazione, i costi dei parcheggi in città. Ieri in Consiglio Comunale è stato votato il regolamento attuativo che permetterà a Pisamo di rendere operativa la proposta presentata insieme al Bilancio di Previsione.

Un altro ottimo risultato raggiunto dall’Amministrazione Comunale.


Per conoscere tutte le info e i dettagli, qui di seguito il comunicato della Pisamo.

Il comunicato della PisaMo

La PISAMO spa informa che è in corso presso le circoscrizioni e all´ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Pisa (URP) la distribuzione dei moduli per richiedere la tessera Pisa Pass , che consentirà ai residenti e agli studenti di usufruire di una riduzione del pagamento della sosta dal 1 giugno 2009:

Nella zona B1 e B2 da € 0,60/h, la tariffa per il residente e lo studente sarà di € 0,45

Nella zona A1 da € 0,60/h, la tariffa per il residente e lo studente sarà di € 0,45

Nella zona A2 da € 1,25/h, la tariffa per il residente e lo studente sarà di € 0,90

Nella zona A3 da € 1,75/h, la tariffa per il residente e lo studente sarà di € 1,35

I residenti e gli studenti potranno richiedere una PisaPass per ogni mezzo di proprietà, anche se l´auto è intestata ad un parente di 1° grado (figlio o genitore) ; se quest´ultimo è residente a Pisa o nei paesi limitrofi di Pisa ( Calci, San Giuliano Terme, Cascina, Vecchiano, Vicopisano, Calcinaia, Pontedera, Viareggio, Lucca, Collesalvetti e Livorno ) è necessario che l´intestatario del mezzo presenti un comodato d´uso registrato all´Agenzia delle Entrate (Pisa galleria G.B. Gerace 7/15 tel. 050/315471).
Nel caso in cui, invece, il parente di 1° grado non sia residente nelle zone di cui sopra, dovrà produrre un´autocertificazione dichiarando di lasciare l´auto in comodato d´uso gratuito al soggetto che presenta richiesta per ottenere la tessera PisaPass.
Non verranno rilasciati i PisaPASS per le autovetture Euro 0, ovvero autovetture M1 non catalitiche a benzina e diesel non omologate secondo la Dir. 91/441/CEE
Gli interessati dovranno recarsi alle circoscrizioni o all´URP con la fotocopia della carta di circolazione.
Gli studenti oltre la fotocopia della carta di circolazione dovranno produrre fotocopia del contratto di locazione registrato e fotocopia del libretto Universitario.


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