venerdì 30 luglio 2010

Stiamo assistendo alla Fine del Berlusconismo?‏

Riporto di seguito alcune considerazioni di Federico Gelli sull’andamento della politica nazionale che condivido totalmente.
Spero al rientro dalle vacanze estive ci sia la possibilità di confrontarci su questi temi e decidere le priorità d’azione nei prossimi mesi.

P.S.: concordo che ormai ci avviciniamo alla fine del Berlusconismo

Antonio



Le notizie di queste ultime settimane confermano un’impressione generale che abbiamo ormai da qualche mese: stiamo vivendo la fase finale di un’epoca durata ben quindici anni. Stiamo assistendo alla fine del berlusconismo. Un sintomo chiaro è rappresentato dalla decadenza anche morale delle vicende che hanno riguardato esponenti illustri del Governo e del partito di maggioranza: un ministro costretto a dimettersi perché non sapeva chi gli ha comprato casa, un altro fatto ministro dalla sera alla mattina per salvarlo da un procedimento giudiziario, un sottosegretario in odore di collusione con la camorra, infine un parlamentare molto noto in Toscana, coordinatore del partito di maggioranza, indagato in almeno tre inchieste giudiziarie importanti, tra cui la cricca di affaristi ribattezzati P3. Vicende tra l’incredibile, il ridicolo e lo sconcertante.

E che di decadenza si tratta lo dimostrano anche alcune manovre che puntano a concentrare ancora di più il potere nelle mani della maggioranza, a cominciare dalla cosiddetta legge bavaglio, un provvedimento che invece di tutelare la privacy dei cittadini limita pesantemente la libertà d’informazione e l’efficacia del lavoro della magistratura e della polizia. Tutto questo in un paese dove la Mafia Spa ha un fatturato di circa 80 miliardi di euro netti annui!

Pensate solo che l’ultimo elicottero acquistato dalla polizia risale a ben 13 anni fa e che molte delle volanti in dotazione non sono in grado di uscire perché senza carburante o fuori uso dopo aver accumulato diverse centinaia di migliaia di chilometri. E il Governo, che gli italiani hanno votato per le sue politiche sulla sicurezza, che cosa fa? In tre anni taglia alle forze di polizia 1 miliardo e 600 milioni di finanziamenti, che corrispondono al 30% del loro bilancio. E il ministro Maroni di fronte allo smantellamento delle forze dell’ordine che cosa ha fatto? Ha inventato le ronde… che tra l’altro ad oggi non hanno funzionato.

Il Governo chiede la fiducia e impone accelerazioni sulla legge bavaglio mentre continua a nicchiare sulla crisi economica, scaricando le proprie responsabilità sugli enti locali drammaticamente penalizzati con tagli dal 50 al 100% dei finanziamenti, alla faccia del federalismo e della sovranità dei territori e delle autonomie locali. Ma soprattutto gli enti locali saranno costretti a tagliare drasticamente i servizi per i cittadini: il trasporto pubblico locale (compreso lo scuolabus che accompagna a scuola i nostri figli), i servizi sociali, l'assistenza agli anziani e ai portatori di handicap. Sarà azzerato il trasferimento dei fondi per la protezione civile e gli interventi per la messa in sicurezza dell’Arno e degli altri fiumi. E questo solo per fare alcuni esempi.

Insomma, le urgenze di questo Governo sembrano essere tutte interne alla maggioranza e non riguardare né il bene dell’Italia né quello degli italiani.

Se tutto questo è sintomo di debolezza dell’attuale maggioranza, dobbiamo chiederci se noi, il PD, siamo in grado di rappresentare un’alternativa valida e credibile. In cuor nostro ci siamo già risposti. In questo momento non siamo un partito che dà l’impressione di mordere, un partito nuovo e pieno di energia, compatto e concentrato nel fare opposizione e nel disegnare una visione alternativa del Paese. Siamo deboli anche noi. Diamo l’impressione di essere stanchi, di non osare, di nasconderci dietro tattiche e slogan del passato, come per esempio la questione delle alleanze.

Non ho condiviso l’uscita dal PD di figure come Rutelli, un uomo che comunque ha voluto fortemente questo partito. Mi preoccupa questo stillicidio di fuoriuscite dal PD che va avanti da mesi e a cui anche in questi giorni si sono sommati Cacciari e Veronesi, sicuramente non ascrivibili alla radice cattolica del partito. La forza del Partito Democratico era data proprio dall’unione delle differenze: una forza, appunto, piuttosto che una debolezza.

Credo che quell’idea, che metteva insieme figure anche diverse ma di grande spessore e di grande autorevolezza in molti campi, debba ritornare al centro del progetto.

Con umiltà e responsabilità dobbiamo guardarci allo specchio, mettere insieme le idee e le persone migliori, ripartire dalla base e dal sentire dei nostri elettori, senza populismo né demagogia, ma con una strategia chiara. C’è da tirare fuori grinta e voglia di vincere, scrollandosi di dosso la stanchezza e gli atteggiamenti da cinici strateghi, come appariamo quando, invece di fare opposizione, perdiamo tempo a corteggiare ora Casini ora Fini e lasciamo temi come la legalità ad altri partiti.

Ed è per questo motivo che credo che prima di affrontare il tema di chi sarà il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni politiche dobbiamo prima parlare di progetti, di programmi e farlo in modo chiaro e condiviso all’interno del nostro partito e con le altre forze politiche.

Dobbiamo ritornare a parlare alla nostra gente, risvegliare l’entusiasmo del 2007 e cogliere i venti di cambiamento senza paura. E per fare questo dobbiamo avere il coraggio di investire sulle figure migliori, sulle donne e sugli uomini che per fortuna ci sono, che hanno esperienza, idee e che sono in grado di esprimere un linguaggio politico nuovo. E dobbiamo smettere di dividerci al nostro interno per seguire questo o quel leader o peggio ancora questo o quel capo corrente.

Dobbiamo ripartire dagli ideali e dalla nostra causa, mettere in discussione le nostre posizioni di rendita, laddove siamo più forti, dimostrare a parole e nei fatti chi siamo e cosa vogliamo, ripartendo dalle questioni etiche, dal senso civico e dall’amore per il nostro paese.

Dobbiamo farlo per ripartire e per cercare di dare finalmente a questo paese un governo moderno e riformista.

Mi fermo qui.

Buone ferie,
Federico


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Realacci su Rebeldia: "Non facciamo trascorrere invano i prossimi 90 giorni"‏

Pubblico di seguito la posizione di Ermete Realacci sul tema Rebeldia. Come spesso accade concordo con le sue posizioni. E’ arrivato davvero il momento con grande responsabilità da parte di tutti di trovare una soluzione per il bene della città
Pubblico ancor piu volentieri la posizione di Ermete, perché nell’ultimo periodo, ancor piu che nel passato, i quotidiani locali pubblicano solo alcuni interventi e non danno a tutti (politici di diversa razza e diverse posizioni) la possibilità di confrontarsi (anche sulla carta stampata). Speriamo sia solo una mia impressione... mah...

Un saluto
Antonio


“La sentenza del Tribunale che sposta le lancette di 90 giorni in avanti,
offre l’occasione per individuare una soluzione condivisa e accettabile per tutti” commenta il deputato PD Ermete Realacci. “In questo senso, tutte le forze in gioco, e sottolineo tutte, hanno una ulteriore occasione per risolvere il problema, purché non si facciano
trascorrere invano i prossimi 90 giorni – prosegue Realacci - Da un lato ci sono le ragioni ed i vincoli dell’Amministrazione Comunale, dall’altro ci sono le ragioni di una esperienza e di un tessuto associativo che sarebbe riduttivo non riconoscere come un patrimonio di iniziativa politica e culturale, di tutta la città: da queste due ragioni, può e deve essere trovata la risposta alla attuale empasse. Prendendo spunto ad esempio, dalla posizione dei tre candidati a Rettore che hanno ribadito la loro disponibilità a collaborare e convocare al più presto il CUT (l’organo di confronto università territorio) come ha chiesto peraltro anche il gruppo consiliare del PD”.


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lunedì 26 luglio 2010

Ultimi due giorni per votare Pisa nel Monopoli‏

Vota la città di Pisa su www.monopolyitalia.it: fallo anche tu!!! Possiamo decidere quali città italiane finiranno sul tabellone del nuovo Monopoly.

L’ultimo sforzo per spingere Pisa nel tabellone del nuovo Monopoli,il noto gioco da tavola in cui, dal 1935 in poi, si sono cimentate, e divertite, generazioni di bambini e adolescenti. Per l’occasione, infatti, la Hasbro, la multinazionale dell’intrattenimento che dal 2009 ha acquisito i diritti di distribuzione del gioco, ha anche ideato un concorso invitando tutti gli appassionati a votare per decidere quali città italiane entreranno a far parte del tabellone dell’edizione italiana sostituendo le precedenti denominazioni. E Pisa è una delle candidate più accreditate a farne parte dato che la città della Torre occupa la 23esima posizione e che per occupare una o più caselle della nuova edizione è necessario arrivare almeno fra le prime ventidue.


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giovedì 22 luglio 2010

Il comunicato del gruppo PD sulla questione Rebeldia

Di seguito il comunicato stampa del gruppo PD sul tema Rebeldia predisposto giovedi scorso e mai pubblicato dai quotidiani locali. Non è chiaro perché non abbiano pubblicato il comunicato del gruppo di maggioranza in Consiglio Comunale, ma è l'ennesima dimostrazione che il diritto di opinione non vale per tutti allo stesso modo.

Tornando al merito del documento, io credo che sintetizzi bene la linea politica e la volontà del GRUPPO (e sottolineo del gruppo) di trovare una soluzione

A.


In riferimento al Comunicato ricevuto in data odierna dai tre candidati a Rettore, il Gruppo Consiliare del Partito Democratico tenuto conto della necessaria e immediata liberazione degli spazi di Via Battisti per far avviare il progetto Sesta Porta e non incorrere in penali che graverebbero sulle finanze comunali e quindi sull’intera città e condividendone le premesse "di un nuovo e miglior rapporto di integrazione tra Università e Enti Locali", chiede ai candidati a Rettore di far attivare (la convocazione deve essere firmata dal Rettore o suo delegato) da subito ed in maniera permanente la Conferenza Università-Territorio (CUT), allargata ai tre candidati a Rettore, alla Provincia e all'ADSU, in modo da valutare la possibilità di trovare in tempi rapidi una collocazione provvisoria al Progetto Rebeldia all'interno di strutture Universitarie inutilizzate e impegnarsi a definire una nuova definitiva collocazione per le associazioni del progetto stesso entro l'autunno e con la massima serenità di tutte le parti. Nello stesso tempo chiediamo all'amministrazione di proseguire l'azione per rendere fruibile in tempi rapidi l'area di via Saragat che rappresenta al momento l'unica soluzione disponibile.


In questa direzione andavano anche i due ordini del giorno votati dalla maggioranza consiliare nelle sedute di lunedi e martedi scorso.


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mercoledì 21 luglio 2010

Rebeldia: presa di posizione congiunta dei tre candidati a rettore

Inoltro comunicato dei tre candidati rettori su tema Rebeldia. Lo faccio appositamente senza commenti.

Comunicato congiunto dei candidati alla carica di Rettore

Un nuovo e miglior rapporto di integrazione tra Università e enti locali rappresenta un fattore determinante per mantenere la città di Pisa una meta capace di attrarre studenti da tutta Italia. Benché in tempi di ristrettezze economiche, le condizioni di accoglienza devono essere una questione centrale sulla quale realizzare sinergie tra le istituzioni chiamate ad amministrare la città, anche per evitare che carenza di servizi e impoverimento di offerte culturali pregiudichino quel corretto equilibrio tra studio e socialità che dovrebbe distinguere l'ambiente di vita di una comunità accademica.

Quale che sia l'esito delle elezioni, è ferma intenzione di ciascuno di noi impegnarsi in prima persona, insieme agli enti locali, per incrementare la qualità e la quantità di spazi e occasioni di incontro e di crescita per gli studenti insieme alla cittadinanza tutta. Occorre operare nel rispetto di criteri di utilità sociale, di complementarietà con i servizi già esistenti sul territorio, nonché dei costi per le istituzioni pubbliche. Da questo punto di vista, il caso del Progetto Rebeldía, che da anni porta avanti in forma gratuita decine di attività al servizio dell'intera comunità pisana, raccogliendo oltre 30 associazioni, costituisce senza dubbio un patrimonio da valorizzare. Perciò, chi di noi sarà eletto non farà mancare il proprio sostegno all'individuazione di una soluzione, riattivando gli strumenti opportuni a partire dalla Conferenza Università-Territorio, ma anche valutando la disponibilità di spazi pubblici, inclusi i locali dell'ex ASNU.

In ragione di ciò, chiediamo che sia sospesa ogni decisione relativa alla nuova sede del Progetto Rebeldía fino all'elezione del nuovo Rettore, affinché l'Università possa partecipare, nel pieno delle funzioni, all'elaborazione della proposta più opportuna, senza giungere a soluzioni precipitose nel cuore dell'estate. In tal senso, auspichiamo che non venga attuata l'ipotesi di una evacuazione coatta dei locali che attualmente ospitano le associazioni del Progetto Rebeldía, o che venga individuata una soluzione provvisoria, per non interrompere la continuità del progetto Rebeldía, in attesa di garantire alla città tutta, di cui l'Università è parte integrante, una nuova sede di Rebeldía la cui individuazione possa avvenire in autunno nella massima serenità di tutte le parti.

Pisa, 20 luglio 2010

Massimo Augello, Nicoletta De Francesco, Paolo Miccoli


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Bilancio Comunale all'altezza della città: Fitch Ratings ci assegna AA-‏

E' una notizia importante eppure i giornali non ne hanno dato grande risalto: Pisa è una delle città con "i conti messi meglio".
La politica di riduzione del debito e una forte attenzione alla sostenibilità degli investimenti consentono a Pisa di essere in cima alla lista dei Comuni piu virtuosi d'Italia (fonte FitchRatings). Tutta la città deve essere fiera di questo riconoscimento e chiedere all'Amministrazione di proseguire in questo cammino di riequilibrio.

Per continuare in questa direzione sono, secondo me, necessarie tre azioni:
- Rafforzare l'azione di indirizzo e controllo dell'Amministrazione;
- Impegnarsi maggiormente nelle alienazioni di beni patrimoniali (definendo regole chiare e condivise);
- Costituire una Holding Comunale di Area Vasta per la gestione delle Aziende Partecipate.

Ma non è detto che ciò basterà, viste le politiche adottate dal governo Nazionale e i forti tagli ai trasferimenti agli Enti Locali che non consentiranno di offrie lo stesso livello di servizi ai cittadini a parità di condizioni.

Di seguito vi riporto le dichiarazioni dell'Assesore alle Finanze Giovanni Viale: “Sottolineo che il rating assegnato al comune di Pisa è equiparabile a quello di importanti realtà imprenditoriali quali Intesa San Paolo, Cassa Depositi e Prestiti, Eni e Total: ciò significa che il Comune è un buon pagatore ed è perciò un soggetto credibile. Tale condizione, però, dovrà essere attentamente monitorata anche alla luce dei pesanti tagli previsti dalla finanziaria in discussione alla Camera” e quelle di FitchRatings "Il reddito pro-capite è del 16% superiore alla media europea (UE); il tasso di disoccupazione si attesta al 5% nel 2002. La buona dotazione di infrastrutture, l’elevata qualità della vita, e il ricco patrimonio storico eculturale –tra cui rinomate università- rendono la città attrattiva. Nonostante la significativa presenza di popolazione non residente –principalmente studenti e turisti- abbia una ricaduta positiva sull’economia locale, tuttavia è anche fattore di pressione sulle finanze comunali".

Sono felice di aver contribuito con idee e progettualità a questi risultati. Non fermiamoci ora ma continuiamo a offrire alla città sviluppo e competitività con un occhio sempre attento alla solidità del Bilancio Comunale.


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martedì 20 luglio 2010

Rebeldia: E' necessario maggior senso di responsabilità da parte di tutti (di seguito ODG da discutere oggi in Consiglio Comunale)‏

Cari tutti,
ieri in consiglio Comunale è stata una giornata calda (in tutti i sensi). Dopo 5 ore di discussione, il Consiglio si è interrotto per mancanza di numero legale e prima della votazione di un odg (di seguito riportato) presentato da alcuni consiglieri del PD, sul tema di Rebeldia (discusso all'interno di una proposta popolare sugli spazi associativi). E riprenderà oggi pomeriggio proprio da questo punto.

Nella notte ho riflettuto tanto sulla struttura del'odg e più lo rileggo e più mi sembra equilibrato e di mediazione politica. Così tanto equilibrato che ieri, pur di non votarlo, la Sinistra e il PDL insieme hanno abbandonato l'aula. La sinistra ha motivato l'uscita in quanto questo odg (secondo loro) chiederebbe lo sgombero immediato di Rebeldia, la Destra accusandoci di favorire un gruppo di Associazioni rispetto ad altre.

Proprio questa cosi marcata differenza mi fa credere che dietro ci sia solo una esasperata strumentalizzazione politica che non ha nessun interesse a trovare una soluzione al problema. E' necessario su questo punto che ci sia un maggiore SENSO DI RESPONSABILITA' da parte di tutti (nessuno escluso). La strumentalizzazione fa male alla città e non solo a chi la governa

Speriamo che oggi questo senso di Responsabilità ci guidi tutti nella discussione in Consiglio

Un abbraccio
Antonio


ODG

Vista la discussione avuta in consiglio comunale

Il Consiglio Comunale

Auspica che, dopo la necessaria immediata liberazione degli spazi di Via Battisti per far avviare il progetto Sesta Porta e non incorrere in penali che graverebbero sulle finanze comunali e quindi sull’intera città, si possa arrivare a una soluzione per le attività delle associazioni del progetto Rebeldia, che consenta di poter trovare una nuova collocazione, continuando il confronto tra Comune, Provincia, Università, ADSU e associazioni


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domenica 11 luglio 2010

Caro Bersani, facciamo cose (di sinistra)‏

Pubblico volentieri una lettera apparsa ieri sul Fatto Quotidiano che vi consiglio di leggere con attenzione (continua nel resto del post). Se solo riuscissimo a pensare a come tradurre in azione le proposte riportate in questa lettera, avremmo già raggiunto un grande obiettivo

Yes we can
Antonio


Caro Bersani, perché non facciamo noi la politica dei fatti?

Ci sono migliaia di Comuni in mano al centro sinistra. Perché non li convinciamo a tagliare i costi energetici? Si stanno buttando via centinaia di milioni di euro. La smettiamo? Tentar non nuoce, così ti scrivo questa lettera. Perché oggi mi sono svegliato e mi son detto: “Io proprio non capisco!”

Ti sarà capitato di entrare in un ospedale, in inverno, e notare che fa un caldo notevole e le finestre dei corridoi sono spalancate. A me sembra strano che ai cittadini e agli amministratori pubblici non venga una vampata di rabbia a vedere questo. Sono soldi buttati al vento. Basterebbe mettere i termostati, degli aggeggini meravigliosi che spengono il riscaldamento quando si raggiunge la temperatura desiderata. Così si evita di far bollire le persone che poi aprono le finestre e buttano via il calore e i soldi. Il 2% della bolletta energetica dello Stato Italiano la buttiamo via perché in Italia non si capiscono i termostati.

Qualcuno ti dirà che questo è il solito discorso minimalista: “Con tutti i tragici problemi che abbiamo in Italia dobbiamo occuparci delle questioni strutturali non delle bazzecole.”
Ma io penso che non sia così. Innanzi tutto stiamo parlando di centinaia di milioni di euro che comuni, province e regioni stanno buttando via. E lo dico dopo aver fatto i conti con un gruppo di ingegneri (http://www.jacopofo.com/?q=node/1677). Gli stessi ingegneri (ad esempio il professor Maurizio Fauri dell’Università di Trento) con i quali siamo intervenuti nel comune di Padova, grazie al sindaco Pd, Zanonato, tagliando un milione e mezzo all’anno di spese comunali. Ci siamo riusciti sostituendo le lampadine dell’illuminazione pubblica, i regolatori e le caldaie. Ma gli interventi che si potrebbero realizzare sono decine. Si potrebbero spegnere i riscaldamenti delle scuole la domenica, si potrebbero isolare i tetti, mettere i tripli vetri, pannelli solari termici e fotovoltaici, impianti che producono biogas dalle biomasse solide o umide, buttiamo tonnellate di rifiuti vegetali in discarica e si potrebbe invece produrre denaro. Si potrebbe produrre gas combustibile anche dalle acque di fogna e dal letame delle stalle. Soldi dalla cacca: a me sembra di sinistra. Potremmo costruire fitodepuratori che non utilizzano pale o pompe ma solo i batteri. Si potrebbero sfruttare il vento, le correnti del mare, i corsi d’acqua, con piccole turbine piazzate sul fondale, non creano problemi di installazione, sono praticamente invisibili, hanno un diametro di 120 centimetri.
Potrei andare avanti per pagine a elencare tutte le azioni che un’amministrazione pubblica potrebbe compiere per ottimizzare l’efficienza energetica e combattere gli sprechi (vedi http://www.ecofiera.it/).

Ed è interessante notare che per concretizzare questi miglioramenti le amministrazioni non devono tirare fuori un soldo. Il risparmio è talmente cospicuo che l’investimento si può ripagare da sé negli anni, con una parte di quel che si risparmia, il resto finisce nelle casse comunali. E in un momento così difficile per l’economia si potrebbe mettersi d’accordo con una banca che anticipa al comune i risparmi dei prossimi anni.
Sono cose che di certo sai, e che hanno capito molti sindaci del Pd, tant’è che lo stanno facendo. Ma in modo disorganizzato. Un impianto solare qui, un impianto di fitodepurazione là…
Ma ti immagini che risparmio potrebbe realizzare il comune che adottasse tutte le tecnologie convenienti in un colpo solo?

E si potrebbe anche coinvolgere i cittadini a partecipare economicamente a questa razionalizzazione delle risorse energetiche. Il sindaco Pd di Peccioli, Renzo Macelloni, lo ha fatto. Un impianto fotovoltaico che ha come azionisti-soci i cittadini. Grazie alla legge che avete fatto voi con il governo Prodi, che finanzia al 100% gli impianti fotovoltaici, una legge santa. Un vero affare per gli abitanti di Peccioli. Ma a Peccioli hanno realizzato anche una discarica che funziona, non disperde veleni nell’ambiente. Anche perché recuperano il biogas che l’immondizia produce e anche lì i cittadini ci guadagnano. E’ un posto tanto pulito che ci hanno fatto sopra un concerto.
Poi hanno anche il dissociatore molecolare, sempre lì a Peccioli. Una roba che non brucia i rifiuti, li trasforma in gas portandoli a 400 gradi circa, in assenza di ossigeno. Col gas poi produce elettricità. E anche questo, grazie alla legge che tu hai sostenuto, è finanziato al 100%. Un’altra legge santa.

E, per inciso, questo dissociatore molecolare è un impianto all’avanguardia nel mondo, niente a che vedere con gli inceneritori antiquati che si stanno costruendo in giro. Non c’è combustione, non c’è fiamma, non ci sono emissioni.
E poi ci sono altre realtà… Come non parlare di Reggio Emilia? Quelli del Pd. Sono degli esaltati. Hanno gli asili migliori del mondo. L’Asilo Diana lo ha fondato nel ’45 un gruppo di partigiani. I soldi se li sono procurati vendendo un carro armato tedesco al ferrovecchi0. C’hanno i pannelli solari, le piste ciclabili, i riscaldamenti ergonomici, le finestre empatiche, l’isolamento termico zen.
E anche qui potrei andare a raccontare per pagine le meraviglie realizzate da alcuni sindaci del tuo partito.

Ma sono comunque pochi quelli che si muovono veramente, la maggioranza dei sindaci, diciamolo, non è che non fa niente, non si può dire, ma fa poco. Sono mesi che proponiamo a sindaci e assessori la sostituzione degli impianti di illuminazione pubblica. Con Banca Etica abbiamo studiato un pacchetto che permette al comune di sostituire lampadine e regolatori a costo zero, con l’anticipo di parte del risparmio futuro. Certo tutti mi dicono: “Che bella idea!” Ma poi si perdono. Forse non si fidano.

La sensazione che ho è che i sindaci poi decidano di rimandare gli interventi perché non si sentono sicuri. Sono cose nuove, le proposte sono tante, non si sa come scegliere quella giusta.
Allora mi dico, perché non lo fai tu di portare proposte agli amministratori?
Cavolo, di te si fiderebbero.

Il Pd potrebbe organizzare un centro di consulenze, uno sportello di servizi per i sindaci, che aiuta i Comuni a non perdersi nel labirinto burocratico e e nella giungla delle offerte. Un centro che organizza strategie energetiche, certifica tecnologie, prepara i bandi, le gare d’appalto, contratta sconti con le aziende produttrici, convenzioni con le banche e studia l’architettura di sistemi di partecipazione popolare al finanziamento dell’efficienza energetica dei comuni. Non è una cosa difficile. Ci siamo riusciti noi che siamo una piccola associazione, non avresti problemi a farlo tu con un colosso come il Pd.

Ma poi tu figurati, c’hai un centinaio di sindaci che di esperienze da moltiplicare te ne potrebbero dare a carrettate. Gente tua, militanti che se gli dessi la possibilità sarebbero capaci svuotarti il mare con le orecchie, gente concreta, appassionata, abituata a non farsi bloccare dalla paralisi burocratica che ci affligge. Ti basterebbe dargli spazio e sarebbero persino capaci di portare un’aria nuova nel PD.
E sai cosa vorrebbe dire andare alle prossime elezioni con storie di cambiamenti concretizzati.
Perché loro parlano di politica dei fatti, ma come sai non sono capaci, fanno solo finta, sono troppo impegnati nella Grande Abbuffata del Potere.
Noi progressisti, se ci si mette in testa di far qualche cosa, invece, lo si fa. E’ questa la differenza.
Facciamola vedere.


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lunedì 5 luglio 2010

Niente liste d'attesa nei Nidi anche se il governo continua a tagliare i finanziamenti agli Enti Pubblici‏

Il Governo continua a tagliare in maniera indiscriminata i finanziamenti agli Enti Pubblici ma il Comune di Pisa mantiene inalterato il livello dei servizi. Niente liste d'attesa per l'assegnazione di un posto per gli asili nido. Continuando ad interpretare il ruolo sociale del governo cittadino eviteremo di far sentire ancor di piu il peso della crisi sulle spalle delle famiglie pisane.

Nel resto del post l'odg votato in consiglio Comunale Giovedi scorso.
Cosa ne pensate?
Antonio



Il Consiglio Comunale di Pisa

considerato



* l'importanza della educazione e del capitale umano per lo
sviluppo della società
per cui i servizi educativi per l'infanzia costituiscono un sistema di opportunità educative che favoriscono, in stretta integrazione con le famiglie, l'armonico, integrale e pieno sviluppo delle potenzialità delle bambine e dei bambini , inspirandosi ai principi del pieno ed inviolabile rispetto della libertà e della dignità della persona, della solidarietà, dell'uguaglianza di opportunità e garantendo sempre il diritto all'educazione.
* l'importanza dello sviluppo dei servizi alla prima infanzia come
motore di sviluppo per l'inserimento lavorativo di giovani madri e padri a beneficio dello sviluppo economico complessivo della comunita'
* che Pisa si attesta in Italia terzo capoluogo di provincia, dopo
Bologna e Parma, come tasso di copertura della potenziale domanda per gli asili nido, pari a circa il 33% ad opera del sistema pubblico e al 40% se si considera anche il privato accreditato.
* che il comune di Pisa e' tra i pochi comuni virtuosi che hanno
azzerato le liste di attesa nei servizi 0-3, con l'introduzione di un sistema di gestione misto tra diretta e indiretta
* che il comune di Pisa non ha liste di attesa nemmeno nelle scuole
dell'infanzia, realizzando una copertura della domanda potenziale pari all'84%, di cui l'11% coperto dalle tre scuole dell'infanzia comunali
* che il comune di Pisa spende ogni anno piu' di 6 milioni di euro
per i nidi (nel 2009 circa 6.400.000 pari al 6.2% della spesa corrente), che salgono a oltre 13 milioni se consideriamo anche la refezione, i trasporti scolastici e le altre spese collegate
* che la copertura del costo del servizio nidi dalle rette delle
famiglie e' in media solo il 21%, con un sistema di tariffazione basata su dieci fasce isee che favorisce l'equita', una tariffa massima di 390 euro/mese, e una elevata percentuale di esenzioni totali a sostegno delle famiglie in grave difficolta' sociale ed economica
* che la qualita' dei servizi nido di pisa e' fondata sul progetto
pedagogico avanzato "del bambino costruttore", elaborato e stabilito negli anni attraverso azioni specifiche di formazione, su un rapporto ottimale n. bambini/e-n. educatori/trici di 6:1 secondo quanto stabilito dalla legge regionale 26/7/2002 n.32 e relativi regolamenti attuativi
* che il servizio favorisce l'integrazione delle diversita', con
una popolazione di bimbi/e stranieri/e del 10% e l'utilizzo - unico caso in provincia - degli stessi strumenti e procedure per il sostegno dei/lle bimbi/e diversamente abili operati nelle scuole dall'infanzia in su
* che e' in via di inaugurazione un nuovo nido a marina di pisa e
che sul fronte degli investimenti nel progetto piuss c'è la realizzazione di un nuovo nido in san francesco pronto entro il 2013 che sostituirà la vecchia struttura del nido coccapani



nonostante

* la crisi economica in atto e le misure di contrazione dell’intervento pubblico contenute nella manovra recentemente approvata dal Governo che contiene pesantissimi “tagli” ai trasferimenti verso le regioni, le province ed i comuni;
* il D.L. 78/2010 che, secondo le stime dell’IFEL, comporta una riduzione dei trasferimenti statali al Comune di Pisa di 4.296.000 Euro nell’anno 2011 e di 7.160.000 Euro dal 2012 in poi;
* la crisi finanziaria internazionale e la conseguente contrazione
del mercato del lavoro rischiano di colpire particolarmente le donne e le giovani coppie che in italia già devono superare diverse difficoltà nella ricerca e nel mantenimento del lavoro o di condizioni di lavoro flessibile e precario con crescenti difficolta' di organizzazione familiare. il nostro paese è in evidente ritardo rispetto agli obiettivi stabiliti dalla strategia di lisbona dove si fissano obiettivi per l’occupazione femminile legandoli a servizi come gli asili nido; l’ unione europea ha chiesto più volte agli stati membri di raggiungere l’obiettivo di lisbona di 33 posti di asilo nido ogni 100 bambini di dai
0-3 anni ( 33%) entro la fine del 2010; in italia la copertura media del servizio è di circa il 12,7%, percentuale che si abbassa addirittura all’1% in alcune regioni del mezzogiorno, contro il 60% della danimarca, il 40% dell’ irlanda ed il 29% della francia



valutato positivamente

* che si è raggiunto l’obiettivo dell’azzeramento delle liste d’attesa
* che le tariffe sono rimaste invariate rispetto al precedente
bilancio, e che il
sistema locale ed integrato dei servizi per l'infanzia proiettato a realizzare un contesto educativo in grado di sviluppare le potenzialità dei bambini e delle bambine, la valorizzazione professionale del personale educativo e ausiliario con la promozione delle iniziative di formazione del personale
* la priorita' data alle necessita' educative dei bambini e delle
bambine con il mantenimento del livello di qualita' e quantita' del servizio, e la ricerca di un punto di equilibrio tra le necessita' delle famiglie di organizzazione e di accessibilita' economica al servizio, la contribuzione della collettivita', e lo sviluppo di diverse forme occupazionali nell'operare i servizi stessi
* il miglioramento dell'efficienza di spesa nei nidi a gestione
diretta, da circa 1260 a 1200 euro/mese/posto nido e l'adeguamento del costo del servizio a gestione indiretta operato nell'ultima gara espletata, da circa 520 a 580 euro mese/posto nido
* il progetto educativo e l’alta professionalità, dovuta anche a
molte ore di formazione, delle educatrici e degli educatori dei nidi comunali e dei nidi convenzionati,
* l'alto gradimento espresso nei questionari di valutazione da
parte dei genitori che testimoniano la soddisfazione per il servizio educativo del comune di pisa indipendentemente dalla forma di gestione, diretta o indiretta, con un particolare gradimento per quei servizi con orari piu' flessibili

• la ricerca costante della concertazione in idonei spazi di confronto e discussione con tutte le parti interessate, personale educativo e ausiliario, genitori, rappresentanze sindacali, secondo il principio di responsabilita' sociale, per concertare soluzioni organizzative idonee al mantenimento dei livelli di qualita' e quantita' del servizio nell'ambito delle disponibilita' di bilancio

• il contenuto delle proposte di riorganizzazione formulate attraverso l'azione di un gruppo di lavoro istituito e coordinato dalla dirigente dei servizi educativi e composto da educatrici di nidi differenti e delle conseguenti scelte della giunta in accoglimento delle richieste dei genitori

* gli investimenti sulle strutture scolastiche e in particolare
sull'asilo nido in via di puglia per adeguare alle norme vigenti e migliorare la qualità degli spazi secondo criteri meglio ispirati alla funzionalita'


invitano il sindaco e la giunta

* a proseguire il percorso d'eccellenza intrapreso nei servizi
educativi, che mira
anche a sostenere l'attività occupazionale dei genitori nelle famiglie con figli/e piccoli/e
* a concertare ogni possibile proposta di riorganizzazione
avvalendosi dell'attività promozionale e della collaborazione dei comitati di gestione dove sono rappresentate tutte le categorie che collaborano alla gestione degli asili nido, compresi i genitori
* a riorganizzare il servizio educativo per l'anno 2010/2011
tenendo conto dei pensionamenti della riduzione dell'organico, mantenendo il rapporto ottimale indicato dalla regione toscana di un educatrice ogni
6 bambini/e.
* approvare ed integrare in accordo con i comuni della provincia il
piano educativo di zona come strumento di indirizzo e coordinamento delle politiche educative per l’infanzia in un’ottica di integrazione, di efficacia ed efficienza dei servizi educativi anche predisponendo adeguati strumenti di lettura di bilancio;

• promuovere standard sempre più elevati di qualità e attuare
verifiche periodiche sulle strutture al fine di continuare a garantire la migliore accoglienza e qualità dei servizi per l'infanzia

• a proseguire con la qualificazione degli spazi scolastici,
intesa non solo come rispetto delle norma, di standard dimensionali e prescrizioni igieniche ma anche di colori, luci, caratteristiche climatiche, funzionalità dei singoli ambienti in relazione alle attività da svolgere, che determinano la qualità di un ambiente destinato all’infanzia

• istituire forme efficienti di coordinamento pedagogico
per migliorare la cura della valorizzazione professionale del personale e la soluzione di problemi nell'organizzazione del lavoro, per favorire e sostenere le relazioni con le famiglie, per programmare e realizzare progetti di aggiornamento mirati ad approfondire tematiche pedagogiche specifiche e culturali più ampie e dunque la genitorialita', la formazione del personale educativo e ausiliario indipendentemente dalle forme di gestione, per migliorare la relazione con gli altri servizi all’infanzia del territorio,

• proseguire nella valorizzazione del principio di sussidiarietà,
riconoscendo il valore pubblico delle iniziative personali e sociali, responsabilizzando tutti i cittadini e i soggetti pubblici e a partecipazione pubblica, e rendendo più efficiente il servizio pubblico.

• ad aggiornare il
regolamento per l’accreditamento delle strutture per l’accoglienza dei bambini 0-3 anni e fornire agli uffici asili nido del settore educazione la possibilità di accreditare le strutture che ne facessero domanda ai sensi della deliberazione della giunta regionale n. vii/20588 dell’11 febbraio 2005

- a predisporre gli strumenti e l'organizzazione dell'ente necessari per rafforzare in modo idoneo le funzioni di indirizzo e di controllo (di qualita' e di gestione) dei servizi alla prima infanzia, e di misura della qualita' degli stessi


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mercoledì 23 giugno 2010

Coesione e tensione sociale

Come sempre condivido totalmente le posizioni di Maurizio. Il riformismo vero deve partire da qui
A

COESIONE E TENSIONE SOCIALE
di Maurizio Sereni


La coesione sociale è un punto fondamentale di qualsiasi programma di governo per le forze riformiste, ieri come oggi.
Tensione sociale è cercare di dividere un popolo, secondo un disegno verticista e reazionario. Coesione è lavorare duramente per ricercare punti di mediazione alti nell'interesse pubblico; tensione è mettere giovani generazioni contro anziani, nord contro sud, residenti contro immigrati, pro e contro Englaro, guelfi contro ghibellini.
Assumere la coesione sociale come paradigma del proprio operare, significa tenere alto il rispetto di ogni legalità, nella consapevolezza che i divari delle condizioni di partenza di ciascuno, sono ingiustizie da sanare di cui tutti sono responsabili, tanto più quanto siamo titolari di alte cariche pubbliche.
Inseguire la tensione sociale, significa firmare gli emendamenti che ripropongono ad ogni finanziaria la richiesta di un condono (fiscale, edilizio, parziale, tombale).
Coesione sociale è scegliere di stare dalla parte del lavoro dignitoso e sicuro, per una produzione di qualità che sia elemento trainante di una ripresa economica stabile; tensione è spingere i corpi sociali intermedi alla divisione e all'irresponsabilità e far credere, per questa via, che ridurre i diritti del lavoro e dei cittadini siano fattori di competitività.
Impegnarsi nel tenere unita una Nazione, è lavoro in cui tutti sono chiamati a dare il proprio contributo e comporta riequilibrare i livelli di benessere individuali nell'ottica di un beneficio collettivo necessario alla stabilità di una società, senza disconoscere il merito e le libertà individuali.
Provare quotidianamente a smontare una Nazione, è lavoro di pochi gruppi oligarchici di potere che attraverso l'imbarbarimento culturale di massa, nascondono mancanze di azioni di governo e cricche varie.
Cerchiamo come cittadini e cittadine di tenere di conto di queste differenze, specie quando si riflette sul nostro essere italiani nel 2010.


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martedì 22 giugno 2010

La chiusura dei Lungarni: un nuovo modo per offrire una città piu bella‏

Eccomi ricomparso dopo qualche giorno di assenza...
In questi giorni in città si parla tanto della chiusura dei lungarni. A volte lo si fa con ragione, a volte in maniera strumentale. A volte, purtroppo, senza conoscere bene i provvedimenti che attua l'ammistrazione.
La ZTL NOTTURNA sui lungarni è in atto dalle ore 22.00 alle ore 3.00 da Maggio a Settembre (ad agosto solo i venerdì e i sabato). Attualmente l'ingresso è controllato dalla Polizia municipale a breve sarà controllato da varchi elettronici.
La scelta dell'Amministrazione (già prevista nel programma di Mandato del Sindaco) è molto chiara e mira a ridurre il traffico veicolare nel centro storico, offrendo a residenti, studenti, turisti, una città piu bella e vivibile. Chi di voi uscendo in queste sere (forse un po' meno quando ha piovuto) non ha esclamato "Com'è bella Pisa senza il traffico e le auto in doppia fila?". Chi di voi non ha visto il sorriso di tanti bimbi che circolavano in tranquillità con le biciclette sui lungarni e di genitori piu sereni al loro fianco?

Per venire incontro alle difficoltà di accesso di chi non vive nel centro storico sono stati predisposti i seguenti servizi:

A:PARCHEGGI LIMITROFI ALLA ZTL
1.VIA PIAVE, 200 posti, gratuito con chiusura alle 0.30;
2.VIA BATTELLI, 440 posti, gratuito su strada;
3.VIA MATTEOTTI, 70 posti, gratuito e aperto tutta la notte;
4.L.RNO GUADALONGO, 450 posti, gratuito su strada;
5.P.ZA VITTORIO EMANUELE, 280 posti, custodito, gratuito dalle 21 alle 3 (giugno)
6.P.ZA SANTA CATERINA, 50 posti, gratuito su strada;
7.PIAZZA SAN SILVESTRO, 50 posti, gratuito su strada;

B: PARCHEGGI CON SERVIZIO DI NAVETTA GRATUITO (ore 3.00 festivi e prefestivi, ore 2 feriali)
8.VIA PAPARELLI, 800 posti, gratuito e aperto tutta la notte
9.VIA DI PRATALE,300 posti, gratuito e aperto tutta la notte

e chi ha parcheggiato regolarmente entro le 22 p u o protrarre la sosta e/o transitare sui lungarni per uscire dalla ztl!!

Ogni scelta può essere rivista e migliorata. Ma credo che questa proposta sia davvero una grande opportunità per la città.

Non disperdiamola proprio ora

Antonio


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giovedì 10 giugno 2010

ODG della Giunta Comunale "Facciamo Pace in MedioOriente"

Le amministrazioni comunali posssono fare davvero poco su questi temi... ma iniziative come quella di seguito vano valorizzate e possono servire come veicolo di messaggi di pace e di fratellanza.
Su questi temi non fermiamoci mai: ci aiutano anche a dare un respiro alla nostra azione amministrativa


Oggetto: “Facciamo pace in Medio Oriente”

Il tempo delle nostre responsabilità


La Giunta

profondamente colpita per l’assalto israeliano alle navi della pace che trasportavano aiuti umanitari alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza e per le sue sanguinose conseguenze;

seriamente preoccupata per le gravi condizioni in cui sono costretti a sopravvivere gli abitanti della Striscia di Gaza che da tre anni è sottoposta al duro assedio israeliano; per la continua costruzione di nuovi insediamenti israeliani a Gerusalemme Est e nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania; per le sofferenze, violenze e violazioni dei diritti umani causati dalla continuazione dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi; per il continuo aumento delle tensioni, delle divisioni e della sfiducia in tutta la regione provocato dalla mancata soluzione del conflitto;

condividendo le conclusioni del Consiglio dell’Unione Europea dell’8 dicembre 2009;

richiamando i valori e gli ideali iscritti nella nostra Costituzione, nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, nello Statuto delle Nazioni Unite, nella Dichiarazione Universale dei diritti umani e nello Statuto del nostro Comune (o Provincia/Regione);

richiamando l’Agenda dell’Aia sulla diplomazia delle città nella quale si afferma che “è dovere delle istituzioni locali lavorare per la pace, la libertà, la democrazia, e la prosperità e contribuire, in questo modo, allo sviluppo internazionale e all’affermazione della pace”;

richiamando le conclusioni della Terza Conferenza Europea degli Enti Locali per la pace in Medio Oriente e della Missione di pace a Gerusalemme “Time for Responsibilities”;

riconoscendo che le città e gli enti locali europei possono contribuire a: rafforzare il dialogo e la conoscenza reciproca con il popolo palestinese e con il popolo israeliano; alleviare le sofferenze del popolo palestinese e ricostruire la fiducia e la speranza nella pace; vigilare sulle violazioni e il rispetto della dignità e dei diritti umani; sostenere i familiari delle vittime e le forze di pace che operano da entrambe le parti; contribuire a rafforzare le istituzioni locali palestinesi; promuovere l’incontro e il dialogo tra gli Enti Locali israeliani e palestinesi; sensibilizzare i propri cittadini sui problemi del Medio Oriente e coinvolgerli in iniziative di solidarietà e di pace; rafforzare l’impegno politico dei governi europei e dell’Unione Europea per la pace in Medio Oriente;
Con voti unanimi

ESPRIME

una forte condanna per l’operazione militare e la strage con cui il governo israeliano ha fermato e sequestrato, in acque internazionali, le navi della pace dirette a Gaza e chiede alla comunità internazionale di sanzionare in modo adeguato quanto è accaduto in netta violazione dei principi di umanità, di legalità e del diritto internazionale;

RIVOLGE

un pressante appello all’azione urgente dell’Italia, dell’Europa, dell’Onu per l’apertura immediata e incondizionata del flusso di aiuti umanitari, merci e persone da e per Gaza;

CHIEDE

al Governo, al Parlamento italiano e a tutti i responsabili della politica di assumere con urgenza, in concorso con la comunità internazionale, tutte le iniziative necessarie per scongiurare ulteriori stragi e chiudere nel più breve tempo possibile il conflitto israelo-palestinese riconoscendo ad entrambi i popoli, come stabilito dalle risoluzioni dell’Onu, la stessa dignità, gli stessi diritti e la stessa sicurezza;

DICHIARA

la propria volontà di contribuire attivamente alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese e alla costruzione della pace in Medio Oriente mediante progetti di cooperazione e solidarietà con la popolazione palestinese, di promozione del riconoscimento reciproco e del dialogo tra israeliani e palestinesi, di diffusione della cultura della pace, dei diritti umani e della riconciliazione, di sensibilizzazione e mobilitazione della propria comunità e a questo fine

IL SINDACO Marco Filippeschi
IL V. SEGRETARIO GENERALE Pietro Pescatore


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mercoledì 9 giugno 2010

Un comitato può chiedere le dimissioni di un consigliere democraticamente eletto?‏

Sono giorni un po' strani in città, così strani che stamani leggo alcune dichiarazioni del Presidente del Comitato La Cittadella che chiede le dimissioni del Presidente della I Commissione Consiliare per conflitto di interessi. Rileggo l'articolo e non riesco a capirne il nesso. Sono preoccupato per queste degenerazioni che di democratico hanno poco, e non riesco a trovare le parole per scrivere due righe di fiducia al Presidente della I Commissione... Alla fine sono aiutato dal mio Capogruppo in Consiglio Comunale e faccio mie alcune sue considerazioni:

"Il Partito Democratico rinnova la piena fiducia al Presidente della I Commissione ritenendo che non vi sia nessuna incompatibilità né da un punto di vista giuridico né etico a continuare a svolgere quel ruolo che fino ad oggi ha ricoperto in modo egregio. Il comitato la Cittadella come gli altri comitati presenti nella nostra città continuino in quell’opera di stimolo alla cittadinanza attiva che così bene stanno facendo, ma non si inerpichi in disquisizioni su questioni di competenza del consiglio che non gli competono e che hanno il solo risultato di danneggiare politicamente e professionalmente un consigliere democraticamente eletto dai cittadini pisani."

Al Comitato La Cittadella chiedo di ripensarci e di valutare attentamente il ruolo (forse è solo l'inizio di un percorso teso a costituire un movimento Politico, visto l'impegno di alcuni suoi esponenti nei consigli territoriali di partecipazione?) che rivestino e vorranno rivestire in città.


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Oggi Filippeschi e Maroni hanno siglato il "Patto per Pisa sicura"‏

Si tratta di un importante risultato per la vivibilità cittadina. Speriamo solo che si traduca in un'azione di vera attenzione al controllo dei territori più complessi e soprattutto all'integrazione.
A


Filippeschi, che ha sentito la necessità di coinvolgere le più alte Istituzioni sul problema della sicurezza cittadina, ha cosi commentato la sottoscrizione del patto e la presenza in città del Ministro Maroni: “La presenza del Ministro è importante. Spero che a questa corrisponda, finalmente, una considerazione appropriata dei problemi della città, di Pisa come “città speciale”. La parte più importante del “Patto”, proposto dal Comune alle altre istituzioni, per me è quella che illustra la straordinaria capacità attrattiva di Pisa, con i suoi grandi servizi di dimensione metropolitana e il nodo del sistema nazionale dei trasporti che rappresenta e per il turismo. Tutto ciò che determina una sproporzione negativa, di mezzi e d’attenzione, anche per garantire la sicurezza urbana”.

“Va detto senza reticenze – ha aggiunto Filippeschi – servono più mezzi e uomini. Si deve fare come si è fatto per Prato. Il Comune, assumendo dieci vigili urbani in più ha dato il buon esempio. Ci aspettiamo un altro fatto concreto della stessa misura. Per altro, Pisa, per i problemi che ha, in Toscana è confrontabile solo con Firenze”.

“Il Patto è uno strumento utile e lo stiamo già attuando. Da sindaco mi sono avvalso dei nuovi poteri e ho emesso ordinanze contro abusivismo commerciale, accampamenti abusivi, degrado urbano e prostituzione in strada. E’ molto importante che nel Patto siano previste anche misure d’integrazione sociale e di educazione alla legalità – ha detto il Sindaco – perché non c’è e non dev’esserci contrapposizione fra l’esigenza di far valere le regole di convivenza con rigore e quella di affrontare i bisogni, anche quelli indotti dall’accelerazione dell’immigrazione, evitando che si estendano povertà e marginalità”.

IMPORTANTI NOVITA’

Si sperimenterà proprio a Pisa il trasferimento ai Comuni dei rinnovi dei permessi di soggiorno, è emerso oggi fra le novità presentate, come ha evidenziato il Sindaco si tratta di una soluzione che va incontro alle richieste delle comunità di immigrati.


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martedì 8 giugno 2010

Il mio no alla cittadinanza onoraria ad Englaro‏

Giovedi in Consiglio Comunale voterò contro la proposta di cittadinanza onoraria a Beppino Englaro. Condivido la sua battaglia civile, democratica e legale... ma se si concedesse la cittadinanza onoraria a lui, dovremmo conferirla anche a quelle 5.000 persone che stanno assistendo persone care nelle stesse condizioni di Eluana!


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Articolo di Paolo Fontanelli su "Il Tirreno" di domenica 6 giugno‏

Paolo ha ragione: diamoci tutti una svegliata! Facciamolo con l'impegno, la passione e le competenze che hanno distinto e continueranno a distinguere la giunte di centro-sinistra a Pisa

La sinistra antagonista lavora per far vincere il centro-destra

Ciò che sta avvenendo a Pisa in queste settimane riporta al centro una certa sinistra che preferisce che governi la destra anziché il centrosinistra. Non è una cosa nuova nel nostro Paese. È avvenuta più volte e risponde ad una logica politica minoritaria che fa perno sulla ricerca di spazi, non sul progetto politico, ma sull'antagonismo e sullo scontro nel campo della sinistra. Anche per questo Berlusconi ha vinto nel 2001 e nel 2008.

Oggi questo tema si ripropone anche in termini di subalternità politica e culturale al berlusconismo, di incapacità di leggere i cambiamenti sociali e la percezione dei problemi indotti dalla crisi e dalla globalizzazione. La destra ha vinto interpretando l'insicurezza, la paura di perdere qualcosa delle proprie condizioni di vita, cavalcando e favorendo la frammentazione sociale, i corporativismi, l'idea che ognuno difende il suo particolare e poi ciascuno per sé a prescindere dalle regole e dalla legalità.

Vale per l'evasione fiscale così come per le esasperazioni sociali, per la contrarietà preconcetta ad ogni intervento che interferisce con la propria vita (dalle antenne, all'edilizia, al rumore) così come per i comportamenti incivili che offendono o sfigurano beni pubblici comuni a tutti. In parallelo si è fatto crescere un sentimento antipolitico, che oggi manifesta un risentimento e una forte caduta di fiducia verso le istituzioni così come sono definite nella Costituzione.

In questo contesto cresce una domanda di sicurezza e ordine che trova sbocco nell'azione della destra o nell'esaltazione degli egoismi della Lega Nord. Di questo il centrosinistra e le persone che si riconoscono nella sinistra democratica devono essere consapevoli se si vuole costruire un'alternativa vincente a Berlusconi. E allora bisogna dare una risposta che contrasti l'insicurezza e la paura del futuro attraverso un progetto politico che si fonda sugli interessi complessivi della comunità, recuperando i valori della solidarietà e della lotta alle disuguaglianze sulla base del rispetto delle regole, di diritti e doveri, uguali per tutti.
A Pisa questo progetto c'è, forse perfettibile ma c'è. È quello del centrosinistra che governa la città. Stupisce che ad attaccarlo ancora di più della destra siano forze di sinistra o gruppi che si dicono antagonisti, ma seminano per la destra. Per queste ragioni penso sia utile il "Patto per Pisa sicura" e credo che il ministro dell'Interno debba sostenerlo prendendo atto che siamo una città molto più grande e complessa della sua dimensione.

Credo che siano invece dannose le iniziative che alimentano e usano le esasperazioni sociali facendole diventare problemi di ordine pubblico come si sta facendo con le occupazioni; così come penso sia un errore grave aprire la strada alla "guerra tra poveri" per la casa o per altri problemi sociali.
Il Pd non si sottrae al confronto sui problemi della città. Anzi, svilupperà una campagna di mobilitazione per difendere e rilanciare il programma del sindaco e dell'amministrazione comunale, perché la governabilità del Comune è un bene prezioso, tanto più in una situazione di crisi che mette tante famiglie in condizioni di seria difficoltà economica.


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sabato 5 giugno 2010

Costituzione, cattolici e politica: intervista al Sen. Stefano Ceccanti

Fabio Vitucci ha intervistato l’on. Stefano Ceccanti su tante questioni di attualità (clicca qui per ascoltare l’intervista audio)

il resto dell'intervista è su La Perfetta Letizia

Siamo qui oggi con l’on. Ceccanti. Innanzitutto la ringrazio,
a nome della redazione e di tutti i lettori de La Perfetta Letizia, per il tempo che mette a disposizione della nostra rivista. Noi siamo una piccola rivista cattolica on line, anche se ci piace ricordare sempre che Google ci indicizza come la prima rivista cattolica in Italia. Per noi è un piacere parlare con un Senatore della repubblica Italiana, per di più cattolico. E sarà proprio a queste sue diverse anime che ci rivolgeremo in questa intervista, A me poi, da più di 25 anni tesserato di Azione Cattolica, piace ricordarla come presidente della FUCI. Sappiamo inoltre che è professore ordinario di diritto pubblico comparato presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università "La Sapienza", presidente del Comitato Scientifico dell'associazione ulivista "Libertà Eguale" e promotore dell'Associazione "Qualelaicità".

D - Ma partiamo rivolgendoci al Ceccanti costituzionalista: cosa pensa dell’ultima querelle su intercettazioni, libertà di stampa e violazione dei principi costituzionali?
R – Noi dobbiamo partire da questo: l’attuale status quo che consente dei fenomeni di gogna mediatica di varie persone, sia che siano imputati, sia che non centrino niente, è accettabile oppure no? Evidentemente no. Quindi c’è un problema oggi, senza cambiare le norme, di violazione del diritto alla privacy. Ciò detto, la maggioranza ha iniziato questo percorso in nome del diritto della privacy cercando però di scardinare del tutto le intercettazioni. E quindi ha messo tali e tanti limiti alle intercettazioni che il testo originario finiva in qualche modo per avere l’effetto opposto: garantiva la privacy e colpiva la sicurezza dello Stato. Questo al di là del problema dei media, perché secondo me quello dei media è un problema un po’ artificioso, perché tutti i limiti che si possono mettere ai media, per come funzionano oggi i meccanismi di comunicazione, sono aggirabili: un blog messo in India, o El Pais in Spagna com’è capitato per alcune foto, può tranquillamente pubblicare. Il problema vero è avere dei vincoli serissimi per il rispetto del segreto istruttorio da parte dei magistrati, cioè ci deve essere un sistema per cui le notizie non devono uscire alla radice, e non limitare le intercettazioni. Se è così, ci teniamo dentro la Costituzione, garantendo simultaneamente la sicurezza dello Stato e la privacy.


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venerdì 4 giugno 2010

Settimana sociale dei cattolici- stasera ore 21.15 incontro con Sen. Stefano Ceccanti‏

Cari tutti,
in allegato l'invito ad una interessante iniziativa organizzata da Libertà Eguale stasera ore 21,15 presso la Saletta di Confesercenti in Via Mascagni.
Spero di vedervi
Antonio




libertaeguale

circolo di pisa

www.libertaeguale.4000.it


La cultura politica democratica e la sfida del bene comune: società e istituzioni”
In vista della 46a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, il Circolo Pisano di LibertaEguale propone una occasione di dibattito e approfondimento.
La Settimana Sociale dei Cattolici Italiani è un appuntamento fisso della Chiesa cattolica italiana a cadenza pluriennale. Vi partecipano politici, vescovi, militanti ed intellettuali del mondo cattolico che si riuniscono per discutere insieme su un tema comune. La prima edizione si è svolta a Pistoia nel 1907. La prossima edizione si terrà a Reggio Calabria nel prossimo autunno. Si tratterà di un momento comunque importante per la vicenda del nostro impegno politico e per le prospettive di un ancora più salda alleanza “per il bene comune” oltre la testimonianza religiosa.



VENERDI 4 GIUGNO

ore 21,15

Pisa

Saletta della Confesercenti – Via Mascagni (g.c.)

Fulvio Mozzachiodi (LibertaEguale) Saluto e introduzione
Don Enrico Giovacchini (fondazione Toniolo)

Illustrazione del documento preparatorio per la settimana sociale dei cattolici italiani

interventi programmati :

Grazia Ambrosino, Michele Battini, Franco Falorni, Piero Floriani, Elettra Stradella


presiede e conclude il sen. Stefano Ceccanti

hanno già assicurato la presenza : Nicola Landucci, Fabiano Corsini, Roberto Marchi, Maria Luisa Chiofalo, Antonio Mazzeo, ...

su www.libertaeguale.4000.it trovi tutto il materiale utile per il dibattito




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mercoledì 26 maggio 2010

Il 25 giugno si incontrano le forze di maggioranza per fare un punto sul futuro della città - Erano settimane che lo chiedevo‏

Il 25 giugno si incontrano le forze politiche di maggioranza per fare un punto sul futuro della città (nel resto del post trovate il comunicato ufficiale). Lo vado chiedendo a gran voce da settimane in ogni organismo politico di cui faccio parte. E' finalmente arrivato il momento. Ora è necessaria organizzare nei giorni precedenti una riunione di maggioranza per preparare al meglio questa assemblea. Questa occasione deve servirci per discutere anche sui rapporti con le forze politiche di minoranza e nel caso di SEL quali sono i nodi critici da sciogliere per iniziare un percorso comune.

La situazione di gestione degli Enti Locali, finanziaria dopo finanziaria, è sempre peggiore. Il centrodestra sta perseguendo un disegno molto chiaro e ben definito, mettere in discussione la coesione sociale del PAese. Togliere risorse e servizi agli Enti Locali ed indebolire il PD (che governa moltissimi Comuni) ed il Centro Sinistra sempre molto vicini alla richieste concrete dei cittadini che vengono ridimensionate giorno dopo giorno. Penso invece che la soluzione migliore per uscire dalla crisi sia quella di rilanciare la coesione sociale. Difendere il lavoro e le imprese che investono. Investire sulla scuola dai nidi all'Università. Senza cultura ed educazione aumentano sempre le disuglianze e non si riesce a produrre un serio processo di integrazione.

Ho paura davvero che il federalismo fiscale sia una bufala. Non si può essere federalisti nel weekend quando si è a Pontida (come fanno i leader della Lega) e poi diventare i primi fautori (con Tremonti) dei tagli agli Enti Locali. E' ora di dire basta, è ora di sfidarli sul loro terreno chiedendo un vero federalismo fiscale.

Non perdiamo questa occasione, anzi usiamola per mandare ai cittadini un messagio chiaro ed unitario dell'idea di Paese e di Città che abbiamo in mente

Antonio

P.S.: mi dispiace solo che il 25 giugno non sarò a Pisa per impegni personali... ma farò arrivare le mie osservazioni al Sindaco ed al Segretario Comunale del PD nei giorni precedenti


COMUNICATO

I partiti e le liste di maggioranza al Comune di Pisa hanno fatto il punto sulla situazione della città e del governo cittadino. La prima preoccupazione che intendono denunciare all’attenzione dei cittadini sono le crescenti difficoltà che emergono nelle autonomie locali in conseguenza delle scelte politiche centraliste del Governo, caratterizzate da una forte penalizzazione dei Comuni sia sul piano normativo che su quello finanziario. Le possibilità operative degli Enti Locali, nel dare risposte concrete alle richieste dei cittadini, vengono ridimensionate giorno dopo giorno. L’autonomia finanziaria è ormai del tutto cancellata. Si dice che le cose cambieranno con il federalismo fiscale (quando verrà….) ma è già evidente il gioco di Bossi e della Lega volto solo a salvaguardare gli interessi del Nord. In questo quadro aumentano i timori in ordine alla possibilità di mantenere in vita molti servizi erogati ai cittadini. Ciò mette in seria sofferenza anche le iniziative e l’attività del Comune di Pisa che si sta comunque muovendo positivamente nell’attuazione del programma di mandato del Sindaco. Per questo le forze della coalizione di centrosinistra ritengono opportuno promuovere per il 25 giugno una assemblea pubblica comunale per mettere a fuoco lo stato di avanzamento dei progetti fondamentali per il futuro della città, insieme ai nuovi problemi da affrontare E’ evidente che anche da noi la crisi economica e sociale fa sentire tutto il suo peso e le istituzioni locali devono fare il possibile per andare incontro alle nuove emergenze. Ma ciò è assai difficile se le emergenze diventano un motivo di contrapposizioni politiche e di una tensione sociale che provoca divisioni e trasforma i problemi sociali in problemi di ordine pubblico. E’ quanto è avvenuto nei giorni scorsi nella nostra città ad opera di gruppi minoritari dell’antagonismo politico che organizzano e strumentalizzano il disagio sociale. Le forze della maggioranza nel ribadire l’appoggio e la piena solidarietà al Sindaco Marco Filippeschi si appellano a tutti i cittadini perché siano salvaguardate le condizioni di una convivenza civile capace di contenere gli stessi diritti e gli stessi doveri per tutta la comunità locale. La base primaria è quella della legalità e del rispetto delle regole. Tra i progetti più rilevanti e immediati per la città c’è quello della Sesta porta. Un progetto già messo sui “blocchi di partenza”,con un investimento di decine di milioni di euro, finalizzato alla realizzazione di un nuovo terminal integrato del trasporto urbano e al recupero delle mura medievali, spazi verdi compresi, nell’area di via Battisti e via Bixio. Una occasione di riqualificazione urbana e di modernizzazione del trasporto pubblico di grande e irrinunciabile valore. Per questo è necessaria la liberazione dell’area ( exEnel ) di via Battisti nei tempi programmati: per non compromettere l’investimento il cui blocco avrebbe ricadute pesanti sul valore dei beni comuni della città con ripercussioni sui bilanci degli Enti pubblici, e quindi sui cittadini residenti. Le forze della maggioranza si augurano che il confronto con il cartello delle associazioni raccolto in Rebeldia porti al più presto ad una soluzione positiva. Il Comune ha proposto, in questi ultimi anni, almeno tre diverse collocazioni per le attività di Rebeldia. L’ultima, quella di via Saragat, concordata con le ferrovie, può garantire gran parte delle esigenze richieste da Rebeldia. Una chiusura rispetto a questa ipotesi appare pretestuosa e poco motivata. Per questo ci auguriamo che prevalga la ragionevolezza e si possa tracciare un percorso positivo per tutta la città e per tutte le sue componenti, comprese quelle che agiscono per creare e offrire nuovi spazi di socialità e di aggregazione.

PARTITO DEMOCRATICO – ITALIA DEI VALORI- PARTITO SOCIALISTA- IN LISTA PER PISA


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martedì 25 maggio 2010

E’ stata dura... ma finalmente venerdì si inaugurerà il Parcheggio di Piazza Vittorio Emmanuele‏!

Gli amministratori non sempre centrano il target prefissato. E’ il caso per esempio della realiz-zazione del Parcheggio di Piazza Vittorio Emmanuele, una delle scelte politiche più discusse e discutibili degli ultimi anni in città. Per costruirlo ci sono voluti più di 7 anni: tanti, troppi per qualunque opera pubblica di quella portata. Una scelta che (con il senno di poi è semplice) non avremmo dovuto fare. Una scelta che però dovrà servire come esempio per le prossime opere pubbliche che andremo a progettare e realizzare.
Ma finalmente ci siamo... o almeno ci dovremmo essere (ormai non credo finché non vedo!). Venerdì si inaugurerà il parcheggio e si proverà ad offrire ai cittadini ed ai turisti un servizio di sosta più adeguato alla nostra città. Non credo che serva attaccare o difendere un progetto che ha trovato moltissimi problemi in fase di esecuzione, ma credo sia opportuno iniziare a pensare a come inserirlo nel tessuto urbano circostante e a terminare in tempi rapidissimi anche tutti i lavori di ripristino della Piazza, in modo da definire la mobilità finale per l'area della stazione.

Usciamo da questa vicenda con un insegnamento da portare sempre con noi: meglio investire qualche risorsa in più in fase di analisi che bloccarsi poi per così tanto tempo in fase di esecuzione (specie in una realtà complessa dal punto di vista morfologico e artistico qual è Pisa). Un insegnamento scontato, ma in molti casi (non solo nella realizzazione di opere pubbliche a Pisa, ma anche in altre realtà) non applicato. Partiamo di qui per un nuovo inizio, che nei prossimi anni ci vedrà impegnati in una grande opera quale la SESTA PORTA: un regalo che questa amministrazione vuole fare alla città ed in particolare agli abitanti della zona stazione, anche per ripagarli un po’ della pressione di mobilità ricevuta in questi anni.

Ora è il tempo di rendere la Piazza bella come 7 anni fa, anzi ancor più bella (quei manufatti che sono spuntati non mi piacciono per nulla, per esempio), e soprattutto di farlo tempo molto velocemente. Poi tornerà il tempo dei grandi progetti e dei grandi sogni. Speriamo solo che durino un po’ meno di quello da cui ci stiamo or ora svegliando…


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Il terzo condono edilizio dell'era Berlusconi - Così si fomenta la cultura dell'illegalità‏

Le voci si rincorrono da una decina di giorni. Oggi ci sarà la conferma. La manovrà presentata dal governo Berlusconi sarà piena di tagli e sacrifici. Quello che piu mi colpisce è l'improvvisa drammatizzazione dopo due anni in cui si è negata la crisi con ogni mezzo ed in ogni sede. Gli italiani tra una puntata del grande fratello ed una dell'isola dei famosi ascoltavano i TG ripetere a gran voce che la crisi era finita... anzi, non era mai iniziata. Il Grande Fratello e l'Isola dei Famosi sono in vacanza e gli italiani si risvegliano ascoltando le parole del sottosegretario Letta e del ministro Tremonti che chiedono a tutti di capitare l'importanza della manovra necessaria "per il disperato ma spera vittorioso tentativo di scongiurare una crisi epocale e salvare l'euro".

Sorge spontanea una domanda: ma chi ha governato il Paese in 7 degli ultimi dieci anni? Chi ha impostato la manovra fiscale dello scorso anno?E' del tutto evidente che sono state completamente sbagliate tutte le previsioni fatte nell'ultima manovra finanziaria dal lato delle entrate, della riduzione e del controllo delle spese e della crescita. Questo è il vero motivo per cui ci propongono una manovra da 24 miliardi dopo che avevano detto (anche urlandolo) che i conti erano in equilibrio. Per farla sembrare meno pesante fanno qualche piccolo taglio agli stipendi dei Ministri e dei parlamentari (la proposta iniziale era di ridurre lo stipendio di circa il 10%-15% - in soldoni 10.000 euro l'anno per parlamentare- ora invece il testo proposto prevede il taglio del 10% sopra gli 80.000 euro- in soldoni 2.000 euro l'anno a parlamentare) e riprongono la regola della tracciabilità per pagamenti oltre i 5000 euro (ricordo che questa norma anti evasione proposta dal governo Prodi è stata cancellata lo scorso anni al grido " Non si può instaurare uno stato di polizia tributaria" ed oggi eccola di nuovo qui).
Ma ciò che continua a preoccuparmi piu di ogni altra considerazione è il messaggio culturale che si vuole trasmettere. IL RISPETTO DELLA LEGGE E' INVERSAMENTE PROPORZIONALE AL PATRIMONIO DISPONIBILE. Per la terza volta il Governo Berlusconi ci propone un condono edilizio. Un condono per le case fantasma (circa 2 milioni di immobili non noti al catasto) e che si estenderà anche a quegli immobili in cui sono state fatte variazioni.

Ma anche questa manovra servirà a poco perchè, almeno dalle prime anticipazioni che si leggono sui giornali, non si predisporrà nulla di strutturare...ma solo il semplice taglia e cuci di voci di bilancio e la possibilità di pagare una lieve sanzione amministrativa e sanare un reato che andrebbe puntio a livello penale. Non è di questo che ha bisogno l'Italia per la sua crescita, per offrire stabilità lavorativa ai tanti giovani precari, per ridare speranza alla tante giovani famiglie da poco costituitesi che non riescono ad arrivare alla fine del mese e che una casa non possono permettersela.

Con queste manovre il Centro Destra pensa di continuare a vincere le elezioni... ma purtoppo sta facendo perdere il PAESE

Antonio


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lunedì 24 maggio 2010

Cattolici: il bene comune e le scelte di Stefano Ceccanti‏

Primo: l’orizzonte dell’agenda reale del paese. Discutiamo di documento – della settimana sociale dei cattolici – che rimedia a un restringimento di orizzonti. Negli ultimi anni parlare di un testo della Chiesa significava entrare in querelle su principi non negoziabili. Qui si torna ad una ampiezza di cultura di governo, a criteri per scegliere tra soluzioni diverse e a far propria come agenda quella del paese. È un terreno più esigente per tutti. Gli autori non sembrano caduti nel vizio denunciato da De Gasperi nel suo intervento alla settimana sociale del 1945 rispetto ad alcune segnate da una cultura intransigente, da «atmosfera ossigenata». Affermava De Gasperi: «Non sempre quando si scende dall’alta montagna è possibile mantenere la stessa atmosfera ossigenata e direi non sempre la stessa prospettiva può essere attuata quando si tratti di dover fissare una pratica di convivenza civile che tiene conto delle opinioni altrui e che deve cercare una via di mezzo fra quelle che possono essere le aspirazioni di principio e le possibilità di azione». Il testo si muove su questo crinale: ciò lo rende adatto a una discussione in una sede politica.

Secondo: il confronto col pluralismo reale, senza compartimenti stagni. Abbiamo proposto di discutere invitando tutti i parlamentari del Pd, indipendentemente dalle provenienze: testi come questo interpellano tutti. Il Pd non è un partito monoculturale. Questo è un dato. Non può però neppure essere una sovrapposizione di identità: questa è una conquista che richiede occasioni comuni di interpellanza reciproca. Ovviamente ciò retroagisce anche sulla Chiesa: il merito del documento è stato quello di un confronto aperto, che ha coinvolto varie decine di parlamentari, fin qui solo cattolici. Un metodo che è stato decisivo, al di là della bravura dei responsabili, nell’evitare l’«atmosfera ossigenata». Tuttavia il confronto più esteso è ancora più utile perché, come richiamava De Gasperi, l’atmosfera ossigenata si evita solo facendo i conti concretamente con la società pluralistica e poliarchica dentro la quale fissare una pratica di convivenza.

Terzo: le scelte sulle istituzioni hanno a che fare col bene comune. Il documento ha un primo pregio di merito, contro una cultura sostanzialistica e poco liberale, presente trasversalmente. Le scelte sul modo di chiudere la transizione sono tra le priorità del bene comune. Il federalismo solidale e la democrazia maggioritaria non fanno direttamente, ma sono indispensabili perché le cose si possano fare, perché la crisi si affronti con interventi strutturali. Guai a quelle forme di benaltrismo che vorrebbero saltare il problema istituzionale o a quelle forme di nobile conservatorismo che difendono un centralismo che ha da tempo esaurito la sua spinta propulsiva e che parlando di difesa della Costituzione confondono la validità dei principi con la storicità delle forme organizzative e, soprattutto, con la salvaguardia dei poteri di veto.
Le deformazioni della logica maggioritaria che vediamo non sono il male da sopprimere tornando indietro, sono la malattia che segnala l’esigenza di nuove regole. Questo ci provoca come partito di opposizione: abbiamo insistito a sufficienza sul fatto che la polemica sui decreti, sulle fiducie, è seria solo se accompagnata alla consapevolezza che ci debbono essere tempi certi per l’attuazione in parlamento del programma di governo? Siamo consapevoli che la nuova fisiologia non può essere una forma rinnovata di assemblearismo? Quarto: non c’è perseguimento adeguato del bene comune se si rimane in un paradigma statalista e da economia chiusa. Il documento ha il merito di spiegare che non c’è un monopolio del bene comune da parte della politica. Esso risulta da un insieme di processi che vedono coinvolti, anche in forma competitiva, vari attori. Ci sono qui alcune consapevolezze che vengono anche dal magistero recente, ma che non sembrano ancora patrimonio condiviso. È difficile, ad esempio, non segnalare che, al di là dell’iniziativa in sé dei referendum sull’acqua contro una liberalizzazione mal congegnata, essa rischia l’identificazione errata bene comune-gestione pubblica, mentre coi criteri del documento si accede alla visione di un servizio pubblico integrato, come nella scuola e nella sanità.
Così pure in relazione alla globalizzazione si ricava l’impossibilità di continuare a ragionare sul mercato del lavoro in termini di protezione del concreto posto anziché in termini di flexicurity e a capire che la gradualità nel passaggio non può significare un cammino incerto, col solo timore di scontentare la propria constituency tradizionale.

(introduzione al convegno del 21 maggio promosso da Libertà Eguale alla sede nazionale del Pd su “La cultura politica democratica e la sfida del bene comune: società e istituzioni”)
Stefano Ceccanti


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venerdì 21 maggio 2010

Solidarietà a Marco Filippeschi‏

Ieri sera è stata una giornata triste per Pisa e per la sua comunità. Un gruppo organizzato di occupanti dell'edificio di Via Marsala ha atteso il Sindaco Marco Filipeschi all'uscita del centro Maccarrone (dove aveva appena terminato di discutere della mobilità dell'area pisana e della situazione del traffico tra Pisa e San Giuliano), lo hanno accerchiato e in maniera poco piacevole hanno tentato di trasmettergli la loro idea di come risolvere il problema (mi domando perchè non si candidano e con il voto popolare partecipano alle decisioni in Consiglio?).

Sto rientrando appena ora da Pisa e ho ricevuto diversi messaggi in cui la gente comune si dice stanca e amareggiata per l'ennesimo attacco alle istituzioni. Ormai da diversi mesi vale la regola che chi alza di piu la voce ha ragione. Io a questo gioco al massacro della democrazia non ci sto più...è necessario che le regole valgano per tutti sempre ed allo stesso modo. E' giusto manifestare, è giusto confrontarsi, è necessario ascoltare il parere di tutti, ma poi ogni Istituzione decide secondo le sue regole. Regole che tutti dobbiamo saper accettare.

Il Partito Democratico, nel caso dell’occupazione di via Marsala, ha sostenuto il tentativo dell’Amministrazione Comunale di trovare possibili soluzioni che evitassero uno sgombero forzato. La traccia è stata segnata dal documento promosso dal Pd insieme ad altri gruppi consiliari nel Consiglio Comunale del 15 aprile. Da allora vi è stata una serie di tentativi di sbloccare la situazione, in particolare da parte degli assessori al sociale ed alle politiche abitative, e alcune risposte positive sono anche arrivate, pur nella assoluta ristrettezza dei tempi. Chi ne ha i requisiti potrebbe accedere in tempi rapidi ad un alloggio di edilizia pubblica. Ma c’è un limite oltre il quale non ci si può spingere: il rispetto della legalità ed il non poter interferire con l’operato della Magistratura. L’autonomia dei giudici non è un valore che si può invocare solo in certi casi a seconda del tornaconto personale o politico, ma vale sempre e comunque. Di fronte all’indisponibilità della proprietà di rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa, la politica non ha spazi di azione se non chiedere che si attenda lo sviluppo di un dialogo che però non può essere improntato alla rigidità ed avere tempi indefiniti.

Speriamo che questo sia il punto più basso che la nostra città ha toccato negli ultimi mesi (mia personale solidarietà va anche a Walter Ceccarelli che ha subito la stessa situazione due giorni fa nelle vicinanze dell'edificio occupato) e rischia di incrinare un patto sociale che ha governato per molti anni Pisa. E' il momento di dire NO in maniera netta ad atteggiamenti come quelli di ieri... è il momento di NON discutere con quelli che alzano sempre troppo e riprendere un percorso di confronto e dialogo con tuti quelli che davvero lo vorranno. Pisa è stata, è, e sarà una città all'avanguardia sui temi del diritto alla casa, dell'attenzione ale problematiche sociali ed all'integrazione.

Quello che davvero dispiace e che ad uscire sconfitte da questo bailamme siano soprattutto le famiglie (alcune davvero con situazioni difficili ma che avrebbero potuto partecipare ai bandi del Comune) che hanno bisogno di essere supportate e che purtroppo vengono solo strumentalizzate

Il cammino non sarà semplice... ma dobbiamo e possiamo farcela
Antonio


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giovedì 20 maggio 2010

Ma davvero il PD ha parlamentari che chiedono il vitalizio per Sindaci e Assessori disoccupati?‏

Sono sempre pronto a criticare le proposte (a maggior ragione quelle del PD) che non vanno nella direzione del bene comune. C'è una proposta di legge (la 2875) depositata alla Camera dei Deputati da 3 parlamentari PD nella quale si richiede un versamento forfettario di contributi previdenziali presso la gestione separata dell'Inps, per gli amministratori locali che non sono iscritti a nessuna forma previdenziale obbligatoria (in sostanza che non risultano assunti e quindi non lavorano) durante il periodo di esercizio del mandato amministrativo. Insomma si cerca di equiparare la situazione di chi decide di svolgere attività politica amministrativa a tempo pieno e, avendo la fortuna di lavorare, gode del diritto di aspettativa per incarico politico (o sindacale) e non perde i contributi previdenziali presso l'ente cui è iscritto (utilizzando i contributi figurativi).

Si può discutere se è il momento migliore per presentare una iniziativa parlamentare del genere e forse non lo è, ma non mi sembra che l'articolo di Repubblica risponda esattamente ai contenuti della proposta di legge. Non è corretto parlare di vitalizio, liquidazione e, secondo me, spreco (a meno che non rimettiamo in discussione tutta la normativa dell'aspettativa o la rappresentanza sindacale, cosa di cui Brunetta sarebbe contentissimo, vedi, ad esempio, i tentativi di ridurre le ore per permesso sindacale).

Capisco che una posizione di condanna indiscriminata della "casta" al momento, possa sembrare producente (lo è sicuramente per Repubblica), ma facciamo attenzione a non aprire le strade alla distruzione sistematica dei diritti (in questo caso di chi decide di impegnarsi a tempo pieno in politica, altrimenti rischiamo di discriminare chi lavora da chi non).

Dal mio punto di vista è molto meglio scrivere due righe ai parlamentari promotori (grazie Pasquale per aver recuperato i link) gnecchi_m@camera.it orianogiovanelli@hotmail.it lucia@luciacodurelli.it ed invitarli a ritirare la proposta perchè palesemente è un autogol politico da fare in questo momento di grave crisi economica. E magari farlo sapere anche al capogruppo alla Camera e al Segretario del Partito, così che si rendano conto che è l'ora della serietà e dell'esempio visto che siamo sempre nell'occhio del mirino, da destra e da sinistra.
i rendano conto che è l'ora della serietà e dell'esempio visto che siamo sempre nell'occhio del mirino, da destra e da sinistra.


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