mercoledì 15 dicembre 2010

La Regione Toscana stanzia cento milioni di euro per i giovani‏

Nella manovra finanziaria che la Regione approverà nei prossimi giorni sono contenute alcune importanti misure per lo sviluppo. Tra di esse, mi piace sottolineare quelle per i giovani. Sostanzialmente sono quattro: sostegno agli affitti, ri-finanziamento del servizio civile tagliato dal Governo (in Toscana riguarda 2.700 ragazzi), stage rimborsati (la Regione mette 150 euro e l'azienda 250), un provvedimento che interesserà migliaia di ragazzi, e infine il finanziamento, attraverso Fidi Toscana, di tutte le iniziative imprenditoriali avviate dai giovani, non solo nel settore dell'innovazione, come prevedeva la legge attuale, ma in tutti.

Con queste scelte la Regione lancia una politica strutturale di attenzione per i giovani, che sono sicuramente tra i soggetti più colpiti dalla crisi, visto che il 15% dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni è inattivo e tutti gli studi dicono che c'è grande difficoltà a entrare nei cicli produttivi prima dei 30 anni. Producendo così, in prospettiva, un problema sociale enorme visto che i ragazzi non avranno mai la pensione, almeno con l'attuale sistema. Credo a fronte della crisi attuale servirebbero ben più risorse e soprattutto strumenti finanziari e legislativi che non possono che essere di livello nazionale. Ma la Toscana, per quello che può, sta investendo: nella reindustrializzazione, nello sviluppo, nell'occupazione. Abbiamo due problemi immediati da affrontare: i giovani, appunto, e i 40.000 lavoratori in Cassa integrazione. Serve un'azione unica, dobbiamo affrontare i problemi insieme. Potremmo essere più efficaci se si aprisse una stagione di riforme del lavoro e dell'economia a livello nazionale, se finalmente si tassassero le rendite finanziarie e patrimoniali per aprire finalmente la stagione dell'equità. Ma visto ciò che sta succedendo in Parlamento penso che le riforme siano sempre più lontane...


Leggi il resto del post...

Utilisociali, splendida iniziativa oggi alla Stazione Leopolda

Carissimi,
vi segnalo l'importante iniziativa, Utilisociali, organizzata dalle imprese di CNA della provincia di Pisa con Emergency e El Comedor Estudiantil Giordano Liva che si svolgerà questo pomeriggio dalle 17 presso la Stazione Leopolda a Pisa, per il sostegno al Centro sanitario pediatrico in Sierra Leone e al Centro Educativo Scolastico in Perù. Trovate il programma completo su: www.cnapisa.com

La partecipazione è libera e gratuita, verrà chiesto solo un contributo fisso (5euro) per l’aperi-cena (ottimo e abbondante e solo a chi vuole mangiare insieme); durante le serata siete invitati a dare una vostra offerta di beneficenza che andrà integralmente a finanziare questi progetti visto che Cna si è fatta carico di tutti gli altri costi organizzativi.

Vi invito a partecipare numerosi.
Antonio


Leggi il resto del post...

Un semplice ricordo di Tosello Contini‏

Condivido il ricordo di Tosello Contini (che trovate nel resto del post) da parte del circolo PD di Putignano. L’ho conosciuto poco, ma le volte in cui abbiamo parlato insieme è sempre riuscito a trasmettere il modo corretto di affrontare la politica e i suoi problemi. Per lui i cittadini venivano sempre prima di tutto e di tutti.

I funerali avranno luogo oggi alle ore 15. Esprimo le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia!

Antonio


Tosello Contini è stato una persona di valore e lascia un grande rimpianto in chi lo ha conosciuto.
Consigliere comunale, operaio dell´Unione Fiammiferi, sindacalista, è stata una delle figure di primo piano della tradizione di lotte e di partecipazione che ha segnato Putignano e la nostra città.
Tosello è stato un infaticabile organizzatore della politica, dal Pci, di cui è stato stimato segretario di Sezione, al Partito democratico. E´ stato animatore del Circolo Arci e un punto di riferimento per tutti.
Ha lasciato un impronta profonda, che rimarrà per sempre, nel ricordo della sua generosità e della sua capacità poste a servizio di principii forti di giustizia e di solidarietà.
Perdo un compagno e un amico, una persona carissima che ci ha dato tanto e dalla quale noi più giovani abbiamo imparato.
Mi stringo con affetto alla moglie, ai figli e sono vicino a tutti i compagni di Putignano.

Marco Filippeschi, Sindaco di Pisa

La scomparsa di Tosello Contini crea un vuoto nella sezione del Partito Democratico di Putignano-Coltano "Giovanni Malasoma" per ciò che rappresentava Tosello per la storia politica-istituzionale e associativa nei nostri quartieri.
Il suo esempio di vita deve essere esempio per tutti quelli che lo hanno conosciuto ed apprezzato perchè il suo stile di vita sia un viatico per le nuove generazioni .


Leggi il resto del post...

WIN, sempre più in alto!

Anche la stampa si sta accorgendo della realtà WIN: innovazione, passione, talento e merito ci stanno portando davvero in alto! Grazie allora al Sole 24 Ore, che con lo Speciale Innovazione oggi in edicola ci ha dedicato l'articolo che vedete sotto.

Ad maiora semper
Antonio


Leggi il resto del post...

Nuova farmacia in via Battelli - ottima location e scelte strategiche di qualità per il quartiere‏

La delibera sullo spostamento della farmacia di Via Battelli è stata una delle prime da me approvate in Consiglio Comunale! Una scelta non facile che alla lunga si è dimostrata vincente. Ho seguito da vicino questa vicende negli ultimi due anni, anche grazie alla condivisione delle scelte che il Presidente Armani ha voluto fare con i membri della IV commissione, e sono molto felice di aver partecipato all’inaugurazione. Ottima location, elevata qualità dei dipendenti e scelte strategiche di qualità hanno consentito di offrire alla città un presidio socio sanitario all’avanguardia (leggete tutto nel resto del post).

Un altro bel regalo che la nostra amministrazione ha fatto alla città!
Antonio

E’ stata inaugurata ieri in via Battelli la nuova Farmacia Comunale, spostata di pochi metri rispetto alla sede precedente, la farmacia di via Battelli appare nuova anche come concezione, infatti come ha spiegato il Presidente di Farmacie Comunali di Pisa Spa, Fabio Armani vuole essere: “uno spazio vivibile per i cittadini, sia sotto l’aspetto dell’accoglienza che della professionalità”. Armani ha poi illustrato alcune delle novità che contraddistinguono il nuovo modo di operare di Farmacie Comunali di Pisa Spa: “abbiamo creato un settore di medicina naturale, una linea di prodotti con il nostro marchio per calmierare i prezzi e una vetrina virtuale che vuole rappresentare un nuovo modo di comunicare,in tempo reale con i cittadini. A tagliare il nastro è stato il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi, che ha evidenziato come la nuova Farmacia sa essere “accogliente, moderna e funzionale, esempio di come le politiche pubbliche possano dare ottimi risultati e ridistribuire ai cittadini gli utili, attraverso i servizi sociali».

L’ intervento in via Battelli è parte di un programma di rilancio di Farmacie comunali di Pisa spa che come ha spiegato Armani – contempla la ristrutturazione della farmacia di piazza Giusti, il trasferimento al piano terra della farmacia dell’aeroporto e l’allargamento della farmacia del Cep con servizio di poliambulatorio medico».


Leggi il resto del post...

martedì 14 dicembre 2010

Un Governo comprato per una Italia sempre più in crisi‏

Care/i tutte/i,
pubblico di seguito un manifesto che rappresenta benissimo quanto successo ieri in Parlamento!
Una vicenda scandalosa di compravendita di voti, una delle più brutte giornate della storia politica contemporanea, che consegna al Paese un governo più debole e un'opposizione più ampia.


Vi chiedo cortesemente di inoltrare comunicazione a tutti i vostri amici utilizzando il documento allegato come strumento di comunicazione politica (sui blog personali, sui social network, tra la propria gente).

Un abbraccio
Antonio


Leggi il resto del post...

martedì 7 dicembre 2010

Chiudere la Camera? Ultimo tentativo di esautorare il Parlamento‏

Ringrazio i nostri Parlamentari per l'ottimo lavoro che stanno svolgendo e per la voglia di fare opposizione seria e propositiva. Vedere la democrazia così bistrattata, quella stessa democrazia conquista con tanta fatica dai nostri avi, fa davvero molto male.
Il Governo abbia il coraggio di presentarsi in Parlamento per garantire il corretto funzionamento delle Istituzioni: il Paese ne ha bisogno.

Antonio


Care Democratiche, Cari Democratici

come parlamentari che rappresentano il territorio della nostra provincia siamo i primi a percepire quanto sia scandaloso il blocco dei lavori della Camera dei deputati per 10 giorni in una situazione sociale sempre più grave, in cui aumentano la disoccupazione e le situazioni di povertà anche tra i lavoratori occupati a tempo indeterminato, mentre si moltiplicano, anche nella nostra provincia, le situazioni di crisi aziendale, in presenza di movimenti che esprimono il profondo disagio del mondo della scuola e dell'università, nell'imminenza di decisioni degli organismi che regolano la finanza internazionale che potrebbero toccare profondamente il nostro Paese (continua nel resto del post).

Il blocco dei lavori parlamentari h solo l'ultimo atto che ribadisce la scelta della maggioranza di svilire il Parlamento, a colpi di voti di fiducia e di decreti legge, azzerandone cosl il ruolo.

Vi chiediamo quindi di fare ogni sforzo per chiarire ai cittadini che il gruppo parlamentare del PD si h opposto con forza a questa decisione, di cui h unica responsabile la maggioranza di centrodestra, che appare oggi in fase di dissoluzione, e ha voluto ancora una volta (e speriamo sia l'ultima) sovrapporre le proprie esigenze di bottega, il proprio tentativo di sfuggire a passaggi parlamentari che l'avrebbero vista in difficoltà, al corretto funzionamento delle istituzioni.

Pensiamo che questo sia necessario per rafforzare la credibilit` della nostra mobilitazione sui temi del lavoro, del fisco, della scuola, dei servizi pubblici locali, della difesa della Costituzione Repubblicana, "la più bella del mondo", che troverà un momento di espressione forte nella manifestazione nazionale del PD dell'11 Dicembre, per cui anche noi vi invitiamo a lavorare col massimo impegno.

Il passaggio parlamentare che ci attende col voto di fiducia del 14 Dicembre sarà molto importante, ma, qualunque ne sia l'esito, non sarà risolutivo. E' chiaro che la maggioranza uscita dalle elezioni del 2008 non esiste piy. Ma siamo certamente ben lontani dall'aver fatto i conti con l'eredità pesantissima di sedici anni di berlusconismo. I prossimi mesi saranno dunque pieni, per noi, di scelte politiche delicate e di impegni che dovremo assumere nel pieno di una crisi economica e finanziaria mondiale che non è affatto finita.

Dovremo essere in grado di combinare l'iniziativa politica e parlamentare con la vicinanza ai problemi concreti della gente e con la capacità di dare risposte su di essi. Su questo svilupperemo tutto il nostro impegno, sia sul piano della presenza e del lavoro nel gruppo e nel parlamento, sia su quello della presenza nel nostro territorio. Vi chiediamo di aiutarci a costruire una rete di rapporti, di interlocuzione politica, di presenza.

Cordiali saluti.

I Parlamentari Pisani del Pd
Paolo Fontanelli
Maria Grazia Gatti
Ermete Realacci


Leggi il resto del post...

lunedì 6 dicembre 2010

Sindaci travestiti da maghi per dire no ai tagli del Governo Berlusconi‏

Gran bella manifestazione, idea brillante e tanti concittadini accorsi per applaudire la nostra protesta. Un modo nuovo e diverso per comunicare con la città e per spiegare che è in atto il piu grande attacco agli enti locali del Dopoguerra. Nel resto del post potete leggere tutta la cronaca del Tirreno.

PISA. Spettacolare protesta dei primi cittadini della provincia di Pisa contro i tagli del governo. Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e altri diciotto sindaci oltre al presidente della Provincia, Andrea Pieroni, si sono vestiti da maghi con tanto di cappello e tunica nera. Dopo le 18, sono usciti da palazzo Gambacorti mentre le casse spandevano le note del film "Harry Potter e l'apprendista stregone". Filippeschi mostrava un cartello con sopra scritto: «I sindaci non sono maghi, ci pensi Tremonti a far tornare i conti». I sindaci sono usciti dal Comune portando dei pacchi che hanno depositato - tramite Antonio Mazzeo, consigliere del Pd - sotto il grande albero di Natale che si trova in piazza XX Settembre. Sui pacchi-regalo, si criticava l'azione del governo. In uno era scritto: spese di ministeri -10; risorse agli enti locali -30. Ed in un altro: 120 miliardi di evasione fiscale non combattuta = 8% del pil. Quindi, il sindaco di Pisa ha preso la parola spiegando alla piazza, popolata da cittadini che in quel momento affollavano le strade per lo shopping natalizio, il grave momento che stanno vivendo le amministrazioni locali a seguito dei tagli imposti dal governo. Tagli che si potrebbero ripercuotere sui servizi e sull'assistenza sociale. «Le comunità locali - ha detto Filippeschi - negli ultimi dieci anni hanno contribuito al ridimensioanmento del debito pubblico. Siamo in una situazione in cui nemmeno una magia può rimettere a posto i conti. Per questo ci siamo vestiti così. Gli enti locali sono vittime di ingiustizie gravi e per protesta siamo disposti a metterci la faccia, a mostrarci con questi abiti. È bene che si sappia che i Comuni dipendono dallo Stato per il 60%, siamo sempre meno autonomi. Noi ci prendiamo la nostra responsabilità, ma non quelle di chi copre le comunità di ingiustizie». E il presidente Pieroni ha sottolineato che «mentre si parla di federalismo, assistiamo ad un'azione di penalizzazione dei Comuni». I sindaci hanno poi mostrato uno striscione con sopra scritto: «le ingiustizie del governo contro le nostre comunità». Infine, è stato sottolineato come «la protesta dei sindaci è la protesta di tutti i cittadini colpiti in prima persona dai tagli», quindi sotto le note di «Viva l'Italia» di Francesco De Gregori si è conclusa la manifestazione.

Da Il Tirreno


Leggi il resto del post...

giovedì 2 dicembre 2010

IDV, PD, PSI e SEL contro i tagli del Governo Berlusconi‏

Italia dei Valori, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano e Sinistra Ecologia Libertà della provincia di Pisa esprimono forte preoccupazione per le condizioni in cui i Comuni e l’Amministrazione Provinciale si troveranno, quest’anno, a redigere i bilanci preventivi per il 2011. Da un lato, infatti, i cittadini si rivolgono sempre di più agli Enti locali per risolvere i problemi della loro vita quotidiana, anche come conseguenza di una crisi che estende sempre di più l’area della povertà non solo tra chi è senza lavoro o ha rapporti di lavoro precario, ma anche tra i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, e che non è minimamente contrastata dalle politiche fiscali del governo, che escludono ogni criterio di progressività, hanno ulteriormente accresciuto la quota del prelievo fiscale complessivo a carico dei lavoratori dipendenti a reddito medio e basso e hanno determinato, tra il 2008 e il 2009, la crescita dell’11,4% dell’imponibile sottratto al prelievo fiscale, e quindi soggetto a evasione.
Dall’altro, nonostante il proclamato orientamento federalista del governo, i trasferimenti agli Enti locali e alle Regioni vengono tagliati del 30%, mentre le spese dei ministerivengono ridotte solo del 10%, e niente si fa per ridurre sprechi e clientelismi governativi;tutto questo mentre sarebbe invece fondamentale l’impegno per una riforma fiscalegenerale fondata su criteri di progressività e di lotta ad ogni forma di evasione e di elusione, che riequilibri il sistema fiscale spostando il prelievo dal lavoro alla rendita e ai capitali finanziari (continua del resto del post...)

A farne le spese è il complessivo sistema degli Enti locali, che sono impegnati non solo a rispondere all'emergenza economica e sociale ma anche a innescare meccanismi che possano permettere una ripresa della nostra economia. Come testimonia il documento preliminare al bilancio della Regione Toscana, la manovra del governo sugli enti locali avrà un ulteriore effetto depressivo sugli investimenti e annullerà i benefici derivanti dalla piccola crescita dell'export.
I partiti del centrosinistra denunciano quindi che è in atto il più grave attacco centralistico alle autonomie locali dal dopoguerra a oggi, un attacco che, al di là della riduzione dei trasferimenti, passa anche attraverso la quasi totale cancellazione di ogni forma di autonomia impositiva, e irragionevoli imposizioni dal centro sulle procedure e gli organi della partecipazione e sull’organizzazione della macchina amministrativa, che ledono pesantemente l’autonomia statutaria e organizzativa degli Enti locali. Denunciano inoltre: l’imposizione di regole sul patto di stabilità che penalizzano proprio gli Enti locali più virtuosi e impediscono di destinare risorse alle politiche culturali e sociali, di finanziarie opere pubbliche e servizi che darebbero risposte importanti ai cittadini e un po’ d’ossigeno alle piccole e medie imprese.
Le forze politiche del centrosinistra sostengono lo sforzo, impresso dalla Regione Toscana, di riformare la pubblica amministrazione sulla base di principi di sobrietà e razionalizzazione nel settore delle aziende pubbliche e partecipate, pur ribadendo che queste gestioni nel nostro territorio sono state fondamentalmente sane e respingendo la campagna demagogica che addita all’opinione pubblica come sprechi da tagliare i compensi di sindaci e assessori che hanno redditi da lavoratori dipendenti, mentre, anche in questo campo, si guarda bene dal toccare i rami alti.
Il Governo sta procedendo a tagli indiscriminati, a un attacco pesante all’autonomia degli Enti locali, a scelte discrezionali di salvataggio in singoli casi che finiscono proprio per premiare situazioni di cattiva gestione del denaro pubblico.

IDV, PD, PSI e SEL si impegnano a seguire le indicazioni del Presidente della Repubblica, che ha autorevolmente affermato come compito della politica in tempi di crisi sia far emergere attraverso la selezione delle voci di spesa chiari orientamenti di priorità, indirezione del lavoro e dello sviluppo, del sapere e dell’innovazione, del contrasto alle povertà vecchie e nuove, della “non-mortificazione” della cultura intesa nella sua più generale accezione e chiedono che venga rimodulato il patto di stabilità, in modo da consentire una ripresa degli investimenti degli Enti locali che dia risposte alle situazioni di emergenza sociale.

IDV, PD, PSI e SEL, della provincia di Pisa denunciano l'urgenza di forti correzioni di rotta, a partire dalla Legge di Stabilità in discussione in Parlamento, che consentano ai Comuni e alle Provincie di fare bilanci di previsione adeguati alle necessità, di avere a disposizione risorse per le piccole opere di manutenzione e l’edilizia scolastica, la messa in sicurezza dell’assetto idrogeologico del Paese, la cura degli asili e delle scuole, i servizi sociali per i più disagiati, gli interventi progettuali per l’accoglienza e l’integrazione di cittadine e cittadini stranieri e per evitare operazioni di pesante ingiustizia sociale in campi come il trasporto pubblico, E' necessario nello stesso tempo pensare ad una revisione dei regolamenti ISEE (così come previsto dalla legislazione vigente).

IDV, PD, PSI e SEL della provincia di Pisa si impegnano a denunciare chiaramente, in tutte le sedi, le responsabilità dei tagli, ad aprire un confronto pubblico e più largo possibile; si impegnano inoltre a sottoscrivere l'appello predisposto dal Presidente della provincia e dalla gran parte dei sindaci della nostra provincia, a sostenere le loro iniziative e a partecipare alla manifestazione prevista per il 4 dicembre a Pisa.

Luigi Buoncristiani - Coordinatore provinciale Italia dei Valori
Francesco Nocchi - Coordinatore provinciale Partito Democratico
atrizia Marchetti - Segretaria provinciale Partito Socialista Italiano
Dario Danti - Coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà


Leggi il resto del post...

DECIDERE DI NON DECIDERE di Maurizio Sereni‏

HO DECISO DI PUBBLICARE QUESTO POST DI MAURIZIO SUBITO (lo trovate nel resto del post). Senza pensarci un attimo, senza neanche chiederlo, perché in questa nota Mau è riuscito a rappresentare perfettamente i miei pensieri e le mie preoccupazioni. E' il momento di una svolta, di un cambio di passo. Quello che manca alla politica italiana per ridare speranza e futuro al nostro PAESE. Quel futuro e quella speranza che richiedono decine di migliaia di giovani che sono scesi in Piazza in queste settimane contro il DDL Gelmini, che richiedono i lavoratori che hanno perso un posto di lavoro, che richiedono quelle famiglie che non sanno come arrivare a fine mese.

Decidere di non decidere vuol dire frantumare le speranze di tutta questa gente!


La politica oggi è ad un tale livello di incapacità che le persone non la seguono più e scelgono sempre più di non farsi neanche una opinione di quello che le circonda. In un clima di totale abbandono e di personaggi incollati ai propri scranni e posizioni di rendita, si cercano e si creano i "diversivi di massa", pur di non discutere dei veri problemi e cercare di risolverli. E anche quando si prende spunto dalla cronaca, si vuole distorgere il singolo fatto per riuscire a nascondere la realtà sullo sfondo. Ci si chiede, ad esempio, perchè quando si parla di "morte" non si affrontino la vergogna degli incidenti sul lavoro o la piaga sempre più dilagante, delle nuove povertà. Su questi fronti la responsabilità della politica è diretta e presuppone forte senso dello Stato, confronto, scelte dure ma inevitabili se si ha a cuore la "vita" dei propri cittadini. Non sono argomenti che si possono lasciare all'arbitrio del mercato o alle scelte di altri soggetti.

Invece, alla Camera dei Deputati, l'ultima discussione prima di una bella sosta di una settimana imposta da chi del "non decidere di decidere" ha fatto uno stile di vita (mi piacerebbe capire se la diaria la percepiscono ugualmente...), si è incentrata sulle differenze fra suicidio ed eutanasia e su come la politica debba intervenire: un modo per dibattere del niente, stante il fatto che in Italia il suicidio non è perseguito e l'eutanasia si. Pro o contro il niente dunque, perchè tutto o quasi si riduce ad una crociata ideologica che ha lo scopo di creare materiale per i giornali e TV e per distogliere dalle vere preoccupazioni degli italiani. I quali, sul diritto di autodeterminarsi senza nuocere agli altri che poi è il vero quesito di fondo, non vengono mai interpellati seriamente da nessuno (tranne i Radicali), ma tutti vogliono imporre la propria visione.

Mentre invece del diritto di non rimanere schiacciato sotto un macchinario o di volare da un tetto perchè privo di dispositivi di sicurezza o formazione adeguata a nessuno (o quasi), proprio si fa a meno di chiedersi il perchè. Anzi, non mi meraviglierei se in clima di tagli per tenere sotto controllo i conti, il nostro caro Tremonti decidesse di intervenire sui risarcimenti per i familiari dei deceduti sul lavoro. Ecco, per il poco o niente che possa valere, chi mette al centro della propria politica questi argomenti e propone soluzioni convincenti, mi vedrà sostenerlo.


Leggi il resto del post...

mercoledì 1 dicembre 2010

30/11/2010: Una brutta giornata per il futuro della nostra Italia‏

Pubblico nel resto del post una email ricevuta oggi dal segretario del Circolo PD Università di Pisa, che condivido completamente, su quanto accaduto ieri in Parlamento e vi allego di seguito il testo della mozione sul ddl Gelmini proposta da Luciano Modica ed approvata all’unanimità dall’Assemblea Comunale del Partito Democratico del 29 novembre scorso, di cui vi ho già riferito in un precedente messaggio.

Estendete queste informazioni a tutti vostri contatti. C’è ancora tempo di dire la nostra e dobbiamo farlo con tutti gli strumenti a disposizione

Grazie mille

Antonio


Care, Cari,

purtroppo la cecità e la sordità della destra hanno prevalso sulla ragionevolezza.


La battaglia non è ancora conclusa perché adesso il ddl passa al Senato. Vedremo.

In un momento come questo mi permetto di ricordare a tutti come il nostro partito abbia duramente contrastato questo assurdo disegno di legge.

Purtroppo non c'è speranza che i mezzi di comunicazione - che sono in mano al Presidente Berlusconi - possano rendere giustizia all'opposizione parlamentare del Partito Democratico, che opera seguendo le regole costituzionali e non secondo la logica del velinismo e dell'opportunismo mediatico e politico, logica alla quale non sfugge neanche il Presidente Fini.

Ma vi sono cose che la nostra memoria storica ha il dovere di ricordare, sperando di riuscire a sopravvivere al "rintronamento" collettivo di Avetrana e del plastico di Cogne.

Il modo migliore per farlo, per cercare di stabilire la verità dei fatti, è inviarvi il link del discorso tenuto alla Camera dall'on. Franceschini. che vi prego di diffondere a chi sostiene che la destra e la sinistra ... sono la stessa cosa.
 
http://www.youtube.com/watch?v=3hRq5k2-KaQ&feature=player_embedded


Leggi il resto del post...

martedì 30 novembre 2010

Palazzo dei Congressi - "La città che cresce" - 2 anni e mezzo di mandato!‏

Mercoledì 1 dicembre ore 17.30 - Palazzo dei Congressi (PI) - "La città che cresce" la realizzazione a metà mandato, gli obiettivi per Pisa. Il Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi presenta il resoconto dello stato di attuazione del programma.

Partecipiamo numerosi
Antonio


Leggi il resto del post...

lunedì 29 novembre 2010

E' attivo da lunedì 22 novembre presso l'Ufficio Politiche Giovanili della Provincia di Pisa uno sportello dedicato ai ragazzi ai loro bisogni ed alle loro richieste‏

Un’ottima iniziativa da ripetere in maniera continuativa anche in altri enti locali. Una realtà come quella pisana ha la necessita di confrontarsi e fondersi anche con i piu giovani.

Estendiamo l’informazione a tutti i nostri contatti

Antonio


E' attivo da lunedì 22 novembre presso la Provincia di Pisa - Ufficio Politiche Giovanili uno sportello dedicato ai ragazzi ai loro bisogni ed alle loro richieste. Emanuele Cripezzi è il giovane che per 11 mesi si occuperà di 1) creare uno sportello Politiche Giovanili in ciascuna Provincia; 2) fornire risposte ai problemi concreti dei giovani; 3) individuare metodi e strumenti adeguati per la comunicazione giovani/istituzioni; 4) implementare e mettere a regime il coordinamento stabile tra le Province; 5) rafforzare la trasversalità delle politiche giovanili all'interno degli enti. Lo sportello, completamente gratuito, in breve tempo sarà attivo anche nelle 4 zone della Provincia di Pisa (valdera, valdarno, val di cecina, area pisana) con orari e modalità che saranno comunicate tramite il sito www.provincia.pisa.it/giovani.
Maggiori dettagli nel resto del post

Emanuele è a disposizione da lunedì 22 novembre:

§ telefono 050/929528

§ fax 050/929443

§ email politichegiovanili@provincia.pisa.it

§ Contatto skype upigitos.pisa

§ Blog www.upigitospisa.tk

§ Facebook UpiGiTos Pisa (Fan Page)



Orario sportello: Dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13. Il martedì e il giovedì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.30 ai numeri 050.929439 e 050.929468 è possibile lasciare messaggi per Emanuele e/o concordare appuntamenti telefonici e non.


Leggi il resto del post...

domenica 28 novembre 2010

La campagna porta a porta del PD chiude davanti alle fabbriche e l'11 dicembre 18 pullman da Pisa alla manifestazione di Roma

Una protesta forte contro le politiche del governo e una richiesta di attenzione per il territorio. È lungo queste due direttrici che si snodano le iniziative organizzate in questi giorni dal Partito Democratico.

Chiusura della campagna porta a porta. Si conclude questo fine settimana, il terzo consecutivo in cui i circoli del Pd sono impegnati, la campagna di informazione porta a porta del Pd. Sono stati distribuiti 160.000 depliant informativi e di denuncia, nel corso di oltre 200 tra gazebo informativi, volantinaggi e dibattiti pubblici.
Il Pd davanti alle fabbriche. In questo fine settimana la campagna porta a porta del Pd arriva anche sui luoghi di studio e di lavoro, le aziende e le fabbriche della città e della provincia. In particolare il materiale informativo sarà distribuito davanti alla mensa universitaria, alle facoltà e agli ingressi di Vodafone e Saint-Gobain (Pisa), Pistoni Asso (Calcinaia), Siemens (Fauglia), Enel (Pomarance), mense Galmet e Ore 12 (Santa Croce).
11 dicembre Pd in piazza a Roma. Al momento sono 18 i pullman che partiranno da Pisa e dalla provincia per raggiungere la Capitale, dove sabato 11 dicembre è prevista la manifestazione nazionale voluta da Pierluigi Bersani. Il corteo partirà alle 14 da piazza della Repubblica, mentre Bersani parlerà alle 15,30 in piazza San Giovanni. I pullman partiranno da tutte le zone della provincia. Per informazioni e prenotazioni contattare i locali segretari del Pd o chiamare lo 050-45321.

Il Pd pisano a Roma. “Il Pd – commenta il neo-responsabile organizzazione Antonio Mazzeo – sta battendo il territorio per informare, denunciare e far conoscere le proprie proposte per combattere la crisi e far ripartire il Paese. Proposte sulla scuola, a sostegno degli enti locali, delle imprese, delle famiglie . Per questo andiamo davanti alle fabbriche, nelle piazze, per questo siamo al fianco degli studenti nella grande mobilitazione che stanno portando avanti contro la riforma Gelmini, per questo, dalla provincia di Pisa, porteremo un migliaio di militanti l'11 dicembre a Roma”.


Leggi il resto del post...

Il PD appoggia la protesta degli studenti‏

Il circolo Università e Ricerca del Pd di Pisa sostiene con convinzione le proteste degli studenti, del personale strutturato e non strutturato che in queste ore stanno attraversando il nostro ateneo e molte altre università italiane. È importante che un pezzo della società reagisca e accenda i riflettori sul massacro a cui la destra condanna il sapere italiano. Le iniziative di oggi testimoniano un grande scatto d'orgoglio, la riscossa di chi ha scelto di non accettare passivamente i tagli miopi e sciagurati che colpiscono il futuro delle nostre giovani generazioni.

Ci auguriamo comunque che il movimento mostri responsabilità e attenzione per una città che è sempre stata vicina al mondo studentesco e all'università e che certamente è essa stessa vittima della “riforma” Gelmini. Il movimento non ha bisogno di isolamento, ma di alleanze; con questo obiettivo, vanno scelte con attenzione le forme di lotta e le iniziative per dare visibilità alla protesta. Quello che come partito ci preme sottolineare ancora una volta è che è a rischio il futuro dell'università pubblica in Italia.
Continua nel resto del post...

Ci appelliamo alle forze politiche della maggioranza parlamentare e soprattutto a quei gruppi parlamentari che hanno maturato in questi mesi una posizione critica nei confronti del governo Berlusconi, affinché l'iter parlamentare del ddl Gelmini venga subito interrotto.

Non c'è più una vera maggioranza politica in Parlamento e, soprattutto, la riforma dell'università, certamente necessaria, va ripensata e discussa con i diretti interessati e nell'interesse reale del paese.

Il circolo Università e Ricerca del Pd chiede inoltre ai docenti di offrire il proprio contributo alla protesta, incontrando gli studenti e i cittadini per richiamare, fra l'altro, l'attenzione sul patrimonio di ricerche e conoscenze che rappresenta la "dote" di ogni Ateneo e la cui difesa tutti dovrebbero sentire come una necessità. Inutile dire che ciò assume un significato se possibile ancora più intenso in una città come Pisa.


Leggi il resto del post...

martedì 23 novembre 2010

Un nuovo gruppo dirigente per il Partito Pisano

Un nuovo gruppo dirigente per il Partito Pisano. Giovane, con tante competenze e professionalità, espressione di un partito nuovo ma radicato sul territorio.

Con la costruzione della segreteria provinciale termina, davvero, una fase (quella costituente) e ne inizia una nuova. Una fase che parte bene non tenendo conto delle divisioni congressuali nazionali. Una fase di responsabilità in cui prima vengono gli interessi comuni e poi i percorsi dei singoli. Un fase in cui invece che continuare a guardarsi la pancia… ci si confronti con i cittadini ed i mille problemi lasciati dal Governo Berlusconi (lavoro, welfare, crisi occupazionale scuola, università, etc).

Francesco mi ha chiesto di occuparmi dell'ORGANIZZAZIONE, un compito non semplice che proverò a portare avanti con impegno e passione. Sarà un lungo percorso di esperienze e di conoscenze che sono certo segneranno un pezo importante della mia vita! Proverò ad essere all'alteza della responsabilità e se qualche volta non lo fossi vi chiederei sin d'ora di aiutarmi a crescere. Solo attraverso un lavoro comune sarà possibile trutturare una grande organizzazione come è la nostra sul territotio, ma alo stesso tempo aprire ad energie nuove!

Un abbraccio
Antonio

PS: nel resto del post trovate i dettagli del nuovo team.

Rinnovata in oltre il 50% dei suoi componenti, più snella (11 componenti a fronte dei 19 uscenti) e più giovane, con un età media che passa da 41 anni a meno di 33. E' la “squadra” di Francesco Nocchi, l'Esecutivo provinciale che il nuovo segretario ha presentato nei giorni scorsi alla Direzione del Partito e oggi in conferenza stampa.

Dell'Esecutivo fanno parte Consuelo Arrighi (Tesoriere del Partito), Giulia Deidda (responsabile Conferenza delle Donne), Andrea Ferrante (segretario comunale del Pd di Pisa), Antonio Mazzeo (responsabile Organizzazione), Manolo Panicucci (capogruppo Pd in Provincia), Cristian Pardossi (coordinatore dell'Esecutivo, responsabile Ambiente e governo del territorio), Olivia Picchi (responsabile economia e lavoro), Federico Russo (responsabile welfare), Juri Sbrana (responsabile Associazionismo, diritti, memoria e legalità) e Matteo Trapani (segretario provinciale dei Giovani Democratici). A questi 10 va aggiunto il coordinatore Pd della zona della Val di Cecina, che verrà nominato dai segretari di zona nelle prossime settimane.

“Sinceramente sono molto contento di avere la possibilità di lavorare insieme a persone giovani e valide – ha dichiarato Nocchi – abbiamo bisogno di crescere un gruppo che condivida responsabilità e decisioni, per un Pd sempre più forte. Le persone che fanno parte dell'Esecutivo hanno alle spalle un impegno diretto nel partito, molti sono stati segretari comunali o amministratori e molti lo sono ancora. Sono un gruppo ristretto e operativo, rappresentano bene la complessità del nostro territorio provinciale e hanno le competenze giuste per mettere in pratica le priorità che ci siamo dati al congresso: buon governo del territorio, sostegno agli enti locali, lavoro, sapere, presidio della democrazia e difesa dei diritti dei più deboli”.

L'obiettivo del Partito Democratico è costruire l'alternativa alla destra. “Lavoriamo – aggiunge Nocchi – per chiudere l'epoca berlusconiana. Il Governo è in coma vigile, paralizzato e dopo la finanziaria dobbiamo riuscire a dare un'alternativa al Paese. Il Pd c'è, siamo in campo. Per tutto il mese di novembre, nei fine settimana, faremo informazione e denuncia porta a porta, in tutti i comuni e le frazioni e l'11 dicembre saremo a Roma, alla manifestazione nazionale di piazza S.Giovanni, dove contiamo di portare almeno una ventina di pullman dalla provincia di Pisa”. Dal Congresso il Pd esce infine con un nuovo Collegio di garanzia, il cui presidente è Fausto Valtriani, 60 anni, presidente di Acque Spa.


SCHEDA ESECUTIVO PROVINCIALE PD
- Consuelo Arrighi (Tesoriere) – 32 anni, presidente del Consiglio provinciale, laureata in Economia delle Istituzioni e dei mercati finanziari.

- Giulia Deidda (Responsabile Conferenza delle Donne) – 28 anni, vicesindaco di Santa Croce, ex segretaria comunale del Pd, laureata in Urbanistica e Pianificazione ambientale.

- Andrea Ferrante – 39 anni, funzionario di azienda, segretario comunale del Pd di Pisa, laureato in ingegneria informatica.

- Antonio Mazzeo (Responsabile Organizzazione) – 33 anni, manager nel settore energie rinnovabili, consigliere comunale a Pisa, presidente della commissione Bilancio.

- Manolo Panicucci – 49 anni, perito meccanico, ex sindaco di Castellina Marittima, capogruppo Pd in Consiglio provinciale.

- Cristian Pardossi (Coordinatore dell'Esecutivo, Responsabile Ambiente e governo del territorio) – 29 anni, assessore a Castelfranco di Sotto, ex segretario comunale del Pd.

- Olivia Picchi (Responsabile economia e lavoro) – 34 anni, libera professionista, capogruppo Pd in Consiglio comunale a Lari e Consigliere provinciale.

- Federico Russo (Responsabile Welfare) – 30 anni, laureato in scienze politiche, dottore di ricerca in politica comparata ed europea, assegnista di ricerca all'Università di Siena e responsabile dell'Osservatorio sulle povertà della Caritas di Pisa. Consigliere provinciale.

- Juri Sbrana (Responsabile Associazionismo, diritti, memoria e legalità) – 29 anni, vicesindaco di S.Giuliano Terme. Inizia a fare politica a 16 anni nel movimento studentesco, ex segretario comunale del Pd.

- Matteo Trapani – 23 anni, segretario provinciale dei Giovani Democratici, presidente della Gioventù federalista europea toscana, studente di giurisprudenza.


Leggi il resto del post...

sabato 20 novembre 2010

Dal 9 Dicembre 2010 verrà trasferito il Pronto Soccorso da S.Chiara a Cisanello‏

Pubblico molto volentieri nel resto del post la lettera in cui il Direttore dell’AOUP, il Dr. Carlo Rinaldo Tomassini, ci comunica lo spostamento del Pronto Soccorso presso la nuova struttura di Cisanello dal 9 Dicembre 2010 !

Inoltriamo questo messaggio al maggior numero possibile di nostri contatti

Grazie
Antonio




Ai Consiglieri del Comune di Pisa



Gent.mo Consigliere,


la informiamo che, a partire dal 9 dicembre 2010, il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Pisa sarà operativo a Cisanello, nella nuova sede del DEA-Dipartimento di Emergenza-Accettazione. Non sarà quindi più al Santa Chiara ma in una struttura nuovissima, ad altissima tecnologia, dove troveranno posto tutti i reparti collegati al percorso di emergenza-urgenza. Sarà anche facilmente raggiungibile grazie a una viabilità dedicata (dalla rotatoria posta sul Ponte alle Bocchette). Trasferire il cuore pulsante dell’ospedale da Santa Chiara a Cisanello costituisce un processo delicato e complesso, che rappresenta forse la tappa più importante nel percorso verso il completamento del nuovo ospedale, previsto nei prossimi anni.


L’Azienda si sta preparando da mesi a questo appuntamento di fine anno con l’attivazione di gruppi di lavoro dedicati e l’elaborazione di nuove procedure operative e percorsi, in modo tale che tutto funzioni nel miglior modo possibile per garantire la massima sicurezza dei pazienti. A questo scopo è stato attivato uno specifico piano di formazione per gli operatori interni e del 118, per i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le Associazioni di volontariato.


Allo stesso tempo riteniamo necessario informare capillarmente tutta la cittadinanza di Pisa dell’importante cambiamento che si verificherà nel settore dell’emergenza-urgenza. La priorità è innanzitutto evitare che qualche paziente, diretto al Pronto Soccorso con mezzi propri, sbagliando, possa recarsi ancora al Santa Chiara.. A questo proposito è stata attivata una campagna pubblicitaria che partirà in questi giorni e che utilizzerà i principali strumenti di comunicazione (cartelloni, locandine, spot televisivi e radiofonici, inserzioni sui giornali). Una campagna dedicata partirà anche con le scuole, i Distretti socio-sanitari dell’Azienda Usl 5 e le Farmacie ma riteniamo utile informare anche le Istituzioni e i loro rappresentanti, per il ruolo importante che rivestono all’interno della collettività e per la funzione di collegamento con la cittadinanza.


Pertanto la ringrazio vivamente per quanto potrà fare, con i canali a sua disposizione, per aiutarci a trasmettere queste informazioni, che dovranno raggiungere la totalità dei cittadini utenti del nostro ospedale.



Cordiali saluti
Carlo Rinaldo Tomassini
Direttore Generale AOUP


Leggi il resto del post...

lunedì 8 novembre 2010

PD, Lista per Pisa, PSI e IDV: in Consiglio una brutta pagina, che non cambia però il giudizio chiaro e positivo sull'Amministrazione

Condivido in pieno la posizione assunta dai partiti di maggioranza (nel resto del post) a seguito del voto sulla fiducia alla Presidente del Consiglio Comunale. Non ho voluto scrivere prima su questo argomento perché lo ritengo frutto di una brutta politica in cui i personalismi e il tatticismo esagerato hanno guidato il voto di alcuni miei colleghi in Consiglio Comunale. In questi giorni ho parlato con tante persone che, vi assicuro, non ci riescono a seguire. Pensano che si stia andando verso una politica vecchia, in cui si lavorava per far reggere gli equilibri tra gruppetti e non per il bene della città. Io a questo gioco non ci sto e come me credo non ci stiano migliaia di cittadini pisani.


Torniamo a ridare un senso alla politica. Facciamolo con azioni chiare e precise sin dalla definizione del prossimo Bilancio di Previsione. E’ li che si valuta la stabilità di una maggioranza che ha fatto tanti in questi due anni e che tanto potrà dare alla nostra città.


Avanti tutta!!!!


Antonio




NOTA DEI SEGRETARI COMUNALI E DEI CAPIGRUPPO PARTITI DI MAGGIORANZA


Abbiamo espresso con le scelte impegnative fatte dal Consiglio comunale, in occasione del resoconto svolto a luglio alla presenza di Enrico Rossi e nei congressi dei nostri partiti, piena e motivata fiducia al sindaco Marco Filippeschi e al lavoro concreto della Giunta. Ribadiamo questo giudizio con convinzione dopo la brutta pagina delle differenziazioni nel voto segreto che ha respinto la mozione di sfiducia alla presidente del Consiglio comunale.


Alla maggioranza che ha il mandato di governare Pisa e, in ragione delle loro responsabilità, ai partiti che la compongono non sono permessi atteggiamenti privi di chiarezza. Tanto più quando in gioco non ci sono questioni politiche ma motivazioni che evidentemente con la politica hanno poco a che fare e che perciò non si esprimono con trasparenza. Tanto più in una situazione complessa come quella che oggi vivono le città e di fronte ad un Pdl in crisi anche a livello locale, colpito da una scissione di forte rilevanza politica e sempre più privo di proposte positive. Noi governiamo per il bene di Pisa, perciò devono valere i fatti e i fatti devono essere sempre a favore dei cittadini, di tutti senza distinzioni. Abbiamo problemi seri e concreti di cui occuparci, di fronte alla crisi economica e sociale e alla penalizzazione senza precedenti delle comunità locali voluta dal governo Berlusconi. A causa dell’ingiusto attacco all’autonomia dei comuni saremo costretti a fare un bilancio molto difficile.


Su questo è necessario un patto serio con la città, in linea con la progettualità concreta della giunta Filippeschi che ha dato alla nostra città governo affidabile, con conti in ordine e prospettive di crescita che altrove non si conoscono e che valgono il consenso dei pisani. Sarà un bilancio improntato alla difesa dei servizi essenziali e dell’equità sociale, alla difesa della capacità d’investimento e al raggiungimento di ancora più alti standard d’efficienza. Avrà come presupposto il compimento di scelte fondamentali del “Programma di mandato”: nell’ambito del Piano strategico, per l’ottimizzazione delle partecipazioni del comune con la creazione della holding, per la valorizzazione del patrimonio, con la riorganizzazione degli uffici. Tutto ciò per non perdere tempo e occasioni per compiere le scelte già approvate che, dalla programmazione urbanistica ai servizi alle famiglie, dalla valorizzazione del patrimonio culturale e del turismo agli investimenti per la qualità urbana, sono un volano di sviluppo e creano nuovo lavoro.


Tutto ciò chiedendo al governo il rispetto degli impegni di fronte a ritardi colpevoli: sulla sicurezza urbana come sul potenziamento delle infrastrutture, sul sistema museale come sulle trasformazioni della città che lo chiamano in causa. Questo è ciò che preme ai pisani ed è ciò che faremo, discutendo quartiere per quartiere e con le rappresentanze sociali.


Lo faremo con un dialogo aperto e costruttivo con tutte le altre componenti politiche responsabili e disponibili al confronto, in un’interlocuzione che deve essere chiara nel metodo e centrata sugli obiettivi che caratterizzano il “Programma di mandato”, che è il patto e l’impegno che ci lega ai cittadini.


Leggi il resto del post...

giovedì 4 novembre 2010

Relazione Congresso Provinciale PD Pisa‏

L'intervento è sulla falsariga di quello che leggerete di seguito. Anche se il clima sereno e l'ottimo intervento iniziale di Francesco mi hanno portato a parlare anche di altri temi e altre proposte politiche che si sommano a quelle riassunte di seguito. BUONA LETTURA (se riuscite a concluderla sarete dei grandi)!!


Oggi è un giorno importante per il nostro Partito, con l’Assemblea Provinciale siamo chiamati a compiere un ulteriore passo nel percorso congressuale, che si avvicina finalmente alla sua conclusione. Un percorso lungo - e a volte contrastato, anche nei passaggi che ci hanno visto coinvolti negli ultimi giorni e su cui dirò una battuta alla fine, ma è stato un percorso utile a mettere in evidenza le grandi potenzialità della nostra organizzazione. Un partito fatto di migliaia di DONNE e di UOMINI con competenze, passione, intelligenze, energie su cui costruire il nostro futuro. È stata soprattutto la prima vera occasione di discussione e di confronto ampio nella nostra base. Per molti rappresenta la fine di un lungo percorso..che dai partiti di origini, ci ha condotto (con tutte le difficoltà del caso) al PD. Continua nel resto del post.

Per me e credo per molti altri rappresenta invece l’inizio di un nuovo cammino, da perseguire con coerenza e dedizione. Un cammino guidato da una nuova classe dirigente che avrà la responsabilità di radicare sempre piu nei territori un partito nuovo, riformista e di sinistra che vuole RILANCIARE IL PROGETTO del PD e non affossarlo come una somma di ceti politici, o di gruppi di potere, ma come una autentica forza riformista che parli alla base senza filtri, senza ne padri ne padrini. Un progetto che sappia superare l’autoreferenzialità della politica e di alcuni dei suoi protagonisti.

Mentre preparavo questo intervento ho pensato al mondo in cui si muove il Partito Democratico, la mia mente è stata assalita da una quantità di immagini, di scatti, di oggetti, di istanti, che segnano la spaventosa velocità del cambiamento in cui ha agito politicamente l’ultima generazione e che ci obbligano a pensare in termini nuovi.

Un mondo che corre così veloce che i padri spesso non sanno usare i giochi dei loro figli, un mondo in cui i piccoli pensieri diventano oceani di emozioni e possibilità di business enormi.

Tutto corre nell'economia, nell'informazione, nelle nostre vite.

E questa velocità sempre più folle sembra travolgere le nostre certezze, come se ci togliesse ogni appiglio, come se ci togliesse fiato, spingendo anche noi a correre.

Questo congresso serve anche a indicarci una strada…la via maestra da seguire nei prossimi anni. Una via da perseguire con determinazione e senza tutte le divisioni che hanno segnato il nostro cammino sino ad oggi

Dai congressi di circolo,è emerso in maniera chiara che è necessario da subito, anche a livello locale, strutturare una classe dirigente nuova che sappia leggere la società nella sua complessità e che sappia rappresentarla nella sua completezza, senza esclusioni o semplificazioni.

Non è un compito banale, ma per perseguirlo è necessario un partito forte e coeso, in cui si persegua sempre la coerenza attraverso uno spiccato senso di responsabilità. Un partito in cui si smetta di vivere di tatticismi. Un partito capace di costruire un’interlocuzione con i corpi sociali della città, con le realtà associative, con i quartieri ed i territori. Un partito che sappia dialogare in particolar modo con le altre forze di maggioranza, ma che sappia aprire ed ascoltare le forze di minoranza piu vicine al centro sinistra.

Solo attraverso politiche che sappiano guardare al futuro attraverso uno smisurato senso di responsabilità potremmo pensare di ritornare ad essere una forza di governo nazionale. Bisogna iniziare ad essere piu chiari su quali sono le nostre priorità.

Enrico Rossi lo ha fatto e dobbiamo partire proprio dalle sue proposte (dalla sobrietà e dal rigore nelle spese, snellimento ed efficientamento degli enti dipendenti, riorganizzazione e modernizzazione dei soggetti che erogano i servizi pubblici, lotta all’evasione fiscale, etc). Dobbiamo farlo difendendo a spada tratta la scuola e la università pubblica e di qualità

Ricordo, in tal sensom le parole di Victor Hugo che ho visto incise nel marmo di uno degli ingressi della Sorbona: "Aprire una scuola è chiudere una prigione”.

Dobbiamo finanziare lo stato sociale tagliando gli sprechi ma soprattutto facendo pagare i ricchi e gli evasori, definire delle riforme istituzionali che ridiano fiducia ai cittadini in uno Stato e in una politica che debbono essere basati sulla trasparenza e sull'efficienza.

Dobbiamo pensare ad una politica per lo sviluppo che poggi sulla qualità e sull’innovazione, sulla crescita di nuovi settori produttivi (anche nella nostra provincia) e che non cerchi scorciatoie competitive nella riduzione dei diritti, della sicurezza e del reddito dei lavoratori. Una politica che sappia proporre una nuova riforma del mercato del lavoro in un sistema generalizzato di garanzie che sottragga alla disperata mancanza di certezze e prospettive per giovani e meno giovani vittime di un precariato incondizionato.

C'è una generazione che rischia di subire il furto più terribile, quello del futuro, e di essere catturata dal sentimento più negativo e paralizzante che ci sia, la paura. Ed è un paradosso inaccettabile che questo avvenga in un tempo che come mai è proiettato nel domani, che come mai è ricco di opportunità, che offre possibilità di conoscenza, di formazione, di comunicazione e di scambi una volta impensabili, di relazioni umane e culturali una volta impossibili

E’ necessario quindi cambiare il nostro modello di welfare e renderlo uno strumento universale che accompagni tutte le persone e le famiglie nel corso della vita, proteggendole dai rischi della povertà e dell' emarginazione. Un welfare che cominci dalla cura e dall'educazione dei bambini, e che dia un ruolo centrale alla formazione permanente, come leva fondamentale per valorizzare le capacità personali. Un welfare che riguardi non solo i lavoratori subordinati, come nel welfare storico, ma anche i lavoratori autonomi e gli imprenditori, specie quelli piccoli che oggi sono privi di difese sociali.

Vogliamo che gli ammortizzatori siano un diritto per tutti, non una concessione discrezionale del governo.

Per fare tutto questo è necessario tornare alle nostre origini alla vera idea di Partito Democratico. Una forza del cambiamento, libera da ideologismi, libera dall'obbligo di apparire, di volta in volta, moderata o estremista per legittimare o cancellare la propria storia.

E’ nostro compito quindi recuperare un modo di interpretare la politica più collettivo, rifuggendo le individualità e i progetti personali, evitando di rincorrere le esposizioni mediatiche 'ad personam' che sono l'anticamera del populismo alla Berlusconi.

Permettemi un piccolo inciso prima di avviarmi alla conclusione del mio intervento. Ma vi sembra ragionevole che i principali quotidiani locali non parlino oggi del piu importante avvenimento politico del primo partito della città e della provincia e diano invece spazio solo a sterili diatribe interne al PD e su queste vanno a fare domande? I nostri dirigenti non dovrebbero rispondere, dovrebbero essere coerenti con quanto dichiarano nelle assemblee e invece no…invece il protagonismo dilaga. I nostri elettori non capiscono cosa sta accadendo e non apprezzano questi atteggiamenti. Cercano una politica nuova, una politica che parli al cuore della gente e che sia rappresentata da fatti tangibili e concreti (come il lavoro della nostra Amministrazioni) e non da parole e divisioni che volano via con il tempo.

Dobbiamo cercare di essere diversi, ma la nostra diversità deve essere qualcosa di vincente. Più che alle personalizzazioni dovremmo guardare all'innovazione, al cambiamento, concentrandoci sulla validità della nostra proposta politica. Una proposta che sia concreta, ma alla quale non manchino il coraggio, la chiarezza e la concretezza.

In questo credo che la figura del Sindaco di Pollica Angelo Vassallo debba per noi rappresentare un punto di riferimento cruciale. Vassallo aveva capito una cosa di cui molti non si rendono conto: la ricchezza di un territorio è il territorio stesso. Questo messaggio credo vada recuperato nella nostra azione quotidiana, anche nella nostra provincia, anche adesso che inizia la fase di costruzione di un programma per le amministrative del 2011.



Questo è l'unico modo per riportare il PD in alto, anche nei nostri territori, anche in quelli dove purtroppo abbiamo perso e che dobbiamo porci l’obiettivo di riconquistare nelle prossime tornate elettorali.





Alcuni pensieri che sono riuscito ad esprimere solo in parte per mancanza di tempo L



Su scala locale sono molto i temi di cui si è parlato in questi mesi e sui quali si sta concentrando l’azione del nostro Partito. Ma è importante rilanciare con sempre maggiore forza su alcuni temi fondamentali per il futuro dei nostri territori:



- Occorre affermare concretamente l’idea, di puntare sullo sviluppo qualificato e sull’innovazione del settore manifatturiero in Toscana come asse di uno sviluppo alternativo alla rendita fondiaria e come fondamento per la tenuta delle produzioni (non solo industriali e artigianali), ed allo stesso tempo investire sul trasferimento tecnologico e sul sostegno alle piccole e medie imprese, specie se impegnate sulla frontiera della ricerca, innovazione tecnologica e trasferimento delle conoscenze, attirando nuovi capitali anche attraverso un serio impegno per sburocratizzare e semplificare l’iter autorizzativo, e ottimizzando in tutto il territorio della provincia la relazione tra artigianato e industria da un lato e poli di ricerca dall’altro;

- Particolare attenzione dovrà essere data al tema delle energie rinnovabili dove è necessario il ricorso ad una seria pianificazione, almeno di livello provinciale, che tenga conto dei fabbisogni, delle potenzialità e insieme della tutela del nostro paesaggio. In un contesto di affermazione di un nuovo modello di sviluppo orientato alla sostenibilità anche ambientale, e di fronte al ridimensionamento di settori tradizionali della nostra economia, quello delle rinnovabili, e più in generale la Green Economy, rappresenta una opportunità di sviluppo che il nostro territorio deve saper cogliere, promuovendo nel rispetto di una seria pianificazione coordinata, investimenti privati e pubblici;

- Pianificazione in materia di rifiuti, dove l'attenzione si dovrà rivolgere non solo alla compatibilità ambientale degli interventi impiantistici, ma anche alla loro interazione con la salute dei cittadini e dovrà partire da una più convinta politica di riduzione della produzione di rifiuti, di promozione della raccolta differenziata spinta che faccia del ricorso alla termovalorizzazione l'ultimo –di una strategia di smaltimento dei rifiuti.

- Ridefinire la strategia sul trasporto pubblico locale. A seguito del pesantissimo taglio da parte del Governo che ha privato la Regione Toscana del 40% dei fondi disponibili per il prossimo anno, la situazione è diventata insostenibile, causando effetti forti sugli standard dei servizi anche nella nostra provincia. Contro tutto questo il nostro Partito si deve attivare a tutti i livelli, sia per informare la cittadinanza di quanto stia succedendo e delle dimensioni della ‘scure’ con cui il Governo sta colpendo i nostri enti locali, sia per elaborare soluzioni politiche a questa situazione che minaccia pesantemente anche il nostro territorio e sta creando forti disagi. A questo punto credo però che si renda necessario un definitivo cambio di mentalità. Di fronte a tagli e vincoli di spesa sempre più stringenti per i nostri enti locali, che di fatto complicano enormemente il lavoro di chi amministra, occorre fare di necessità virtù. Aggregare le forze è l’unica soluzione possibile, tentando di elaborare nuovi strumenti per una ulteriore razionalizzazione che permetta di far fronte agli attacchi di chi invece dovrebbe dare un aiuto. Tale logica dovrà via via imporsi anche per quanto riguarda i servizi erogati dai Comuni. In questo senso una qualche forma di collaborazione fra enti locali, più o meno forte a seconda delle necessità, è una prospettiva da tenere in seria considerazione e di cui già si sta da tempo parlando.

Per discutere di questi, e degli altri temi aperti concordo con la proposta del Segretario di iniziare a pensare ad una Conferenza Programmatica, perchè è giunto il momento che tali temi abbiano una interpretazione quantomeno su scala provinciale, e non si riducano all'iniziativa e alle idee (spesso con sfumature diverse) dei singoli Sindaci. Sempre su questo tema credo si debba costruire un tavolo di confronto il più possibile aperto, coinvolgendo tutte le categorie sindacali ed economiche.

Caro Francesco, e mi avvio alla conclusione, Ti attenderanno, anzi ci attenderanno mesi complessi ma sono certo che con la tua capacità di ascolto, con la tua preparazione e con la tua conoscenza del territorio, sarai in grado di costruire un partito INNOVATIVO, UNITO, SOLIDALE e RIFORMISTA.


Leggi il resto del post...

giovedì 28 ottobre 2010

Venerdi e sabato il Congresso provinciale del Pd

Una occasione di dibattito e approfondimento importante per presentare una nuova classe dirigente che dovrà assumersi grandi responsabilità e che sono certo sarà in grado di affrontarle in maniera ottimale.


Un in bocca al lupo a Francesco Nocchi che verrà proclamato segretario all'inizio dei lavori: sarà un ottima guida per un "popolo" che vuole crescere e cercare la sua identità definitiva.


Vi aspetto numerosi

Antonio


Nel resto del post trovate il programma e tutti i dettagli



My Hotel Galilei (via Darsena 1, Pisa)


Venerdl 29 ottobre dalle 17 alle 24


Sabato 30 ottobre dalle 9 alle 14


Ecco il programma completo:


Venerdi 29


Ore 17: inizio dei lavori, proclamazione del nuovo segretario provinciale e insediamento della presidenza


Ore 17,30: relazione del segretario neo eletto


Ore 18: saluti degli ospiti e dei rappresentanti delle forze politiche


Ore 19: apertura del dibattito


Ore 20,15: pausa cena


Ore 21,15: ripresa dei lavori


Ore 23,30: intervento conclusivo di Andrea Manciulli (segretario regionale Pd Toscana)


Sabato 30


Ore 9,30: dibattito


Ore 12: intervento conclusivo di Gianni Cuperlo (deputato Pd)


Ore 12,30: votazioni: Direzione Provinciale, tesoriere, presidente dell'Assemblea provinciale e del Collegio di garanzia


Leggi il resto del post...

mercoledì 27 ottobre 2010

La relazione del Segretario del PD Andrea Ferrante

Andrea BRAVO! Un documento semplice ma incisivo, chiaro ma "alto". Ora con i fatti dimostriamo di saper essere classe dirigente

A.


Cari Democratiche e Democratici di Pisa,

con l’Assemblea Comunale di oggi siamo chiamati a compiere un ulteriore passo nel percorso congressuale, che si avvicina finalmente alla sua conclusione. Si è trattato di un percorso lungo - probabilmente troppo - e a volte contrastato, anche in passaggi che ci hanno riguardato da vicino e su cui tornerò più avanti, ma è stato pure un percorso utile a mettere in evidenza i punti di forza su cui costruire il nostro futuro. È stata soprattutto la prima vera occasione di discussione e di confronto ampio nella nostra base.

Gli iscritti si sono riuniti nei circoli e hanno in quella sede parlato della situazione politica, delle questioni cittadine, dei problemi dei quartieri, dello stato del nostro partito. Hanno fatto anche precise richieste al gruppo dirigente. (continua nel resto del post)

Ho avuto occasione di partecipare ad alcune di queste assemblee e ne ho tratto la convinzione che, a dispetto di come spesso viene rappresentata, la nostra organizzazione politica sia viva, ricca di passioni ed intelligenze. Io credo che dobbiamo partire da queste passioni e da queste intelligenze per dare il nostro contributo a proseguire nella costruzione del Partito Democratico e nel suo consolidamento.



Il nostro Paese ha bisogno del PD per comporre un’alternativa affidabile e forte alla destra in crisi. Ha bisogno innanzitutto di una forza capace di leggere la società contemporanea nella sua complessità e di rappresentarla nella sua completezza, senza omissioni o semplificazioni.

Non è un compito banale: i tempi che viviamo ci mostrano una progressiva disgregazione sociale, fatta di egoismi emergenti e sempre più forti, di rapporti più esili e meno solidali, di aumento della conflittualità e di rilassamento dell’etica della responsabilità reciproca.

Si tratta di un processo in atto a livello globale, ma che in Italia si è incarnato – simbolicamente e materialmente – nella figura del Presidente del Consiglio, mostrando uno dei suoi volti più inquietanti e minacciosi.



L’Italia attraversa ormai da anni una preoccupante crisi materiale e morale.

Una crisi economica, innanzitutto, che continua a lasciare sul campo migliaia di nuovi disoccupati e contro la quale non viene attuata alcuna efficace politica di contrasto. È la cartina di tornasole che rivela la vera natura delle destre al potere, la loro spietata ideologia: “chi non ce la fa resti pure indietro, rinunci al suo benessere, ai suoi diritti, alla sua dignità, non è affar nostro”.

Invece avremmo bisogno di tutt’altro. In primis avremmo bisogno di una politica per lo sviluppo che poggi sulla qualità e sull’innovazione, sulla crescita di nuovi settori produttivi, e che non cerchi scorciatoie competitive nella riduzione dei diritti, della sicurezza e del reddito dei lavoratori. Una politica che sia accompagnata da riforme intelligenti del mercato del lavoro, che incardinino le forme necessarie di flessibilità in un sistema generalizzato di garanzie che sottragga alla disperata mancanza di certezze e prospettive milioni di giovani e meno giovani oggi vittime, abbandonate a se stesse, di un precariato indiscriminato.

Il PD deve essere al fianco dei lavoratori, con le sue proposte, rinsaldando una vicinanza che confermi la nostra natura di forza popolare, consapevole delle tensioni che attraversano la società e sensibile ai problemi dei più deboli. Sarà anche questo il modo per contrastare, anche nei nostri territori, la crescita di forze populiste e xenofobe che fanno leva sulle insicurezze per propagandare le loro ricette retrograde.



Preoccupa la crisi di grandi istituzioni pubbliche come la scuola e l’università, strozzate da provvedimenti di bilancio che in un sol colpo raggiungono due spregiudicati obiettivi.

Il primo è senza dubbio quello di far pagare indiscriminatamente alla collettività intera, e ancora una volta a decine e decine di migliaia di lavoratori precari, l’assenza di un’adeguata ed equa politica fiscale, che punti sulla tassazione delle rendite, dei patrimoni, delle transazioni finanziarie e sul recupero dell’evasione per conseguire il necessario rigore dei conti pubblici ridando possibilmente fiato a ceti sempre più schiacciati verso livelli troppo bassi di reddito.

È però il secondo dei fini, quello più nascosto, a indignarci di più. Con questa azione si vuole infatti riportare il paese indietro di decenni, riducendo le opportunità per i nostri giovani di istruirsi e formarsi, a prescindere dalla loro estrazione, per diventare in questo modo più liberi e consapevoli. È verosimile che un paese classista, in cui un’élite acculturata domina una maggioranza teledipendente e culturalmente più debole, sia il sogno inconfessato della destra berlusconiana.



In questo contesto si fa sempre più allarmante il rischio di cedimento del quadro costituzionale, continuamente sottoposto a tentativi di indebolimento. La qualità della nostra democrazia è messa in discussione dall’attacco all’equilibrio dei poteri, al Parlamento, alla Magistratura, all’indipendenza della stampa dal potere politico ed economico, alle autonomie locali.

Non ci sembra di ricordare nella storia repubblicana un momento come questo, in cui si assiste a tentativi di “compravendita” del consenso parlamentare, a intimidazioni mediatiche verso il dissenso, anche quello più moderato, a iniziative parlamentari tese a distruggere l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, mediante l’odioso privilegio dell’impunità.

La crisi del PdL porta poi al culmine il potere di condizionamento della Lega, che continua a condurre la sua offensiva contro il principio dell’unità e della solidarietà nazionale.



Nel mentre si allarga la crisi della politica, della relazione di fiducia fra i cittadini e le istituzioni e i partiti che li rappresentano, crisi che riguarda anche noi e interroga noi in particolar modo, visto che siamo l’unico grande partito di massa di carattere nazionale.

Si tratta di un processo non irreversibile, ma che richiede un grande sforzo finalizzato a riacquistare credito e consenso. Serviranno coerenza e determinazione. Servirà anche una dimostrazione di unità del nostro partito, che deve mettere in campo un impegno forte in una mobilitazione che ci aiuti a parlare alla società dei suoi problemi e non dei nostri.

Al PD spetta anche il compito di costruire le alleanze che consentano innanzitutto di mettere in sicurezza la democrazia costituzionale contro la deriva plebiscitaria. La legge elettorale che consente a pochi di nominare l’intero Parlamento e che rende sufficiente il 35% dei consensi per prendere la maggioranza delle Camere ed eleggere il Capo dello Stato è senza dubbio un fortissimo elemento di debolezza dell’attuale sistema e per questo dovranno essere sviluppate tutte le iniziative possibili per cambiarla. Un governo di transizione con chi è interessato a costruire una coalizione democratica che ci metta al riparo da questo rischio è indispensabile e dobbiamo fare tutti gli sforzi utili ad arrivarci. Dobbiamo guardare con grande attenzione anche a quello che accade a destra, dove pur con qualche contraddizione emerge finalmente una posizione più europea. La nascita di Futuro e Libertà per l’Italia sancisce, anche a Pisa, la crisi di un PdL povero di idee utili al paese e alle comunità locali ed il delinearsi di un’”area di responsabilità” con cui vogliamo dialogare.



Altra cosa dovrà essere la costruzione del nuovo Ulivo: una reale alternativa di governo, capace di costruire una piattaforma seria e credibile per la trasformazione e il progresso del Paese. Non possiamo ripetere gli errori commessi con l’Unione. Li stiamo ancora pagando. Dobbiamo rivolgerci a tutte le forze di opposizione per fondare sulle idee le convergenze possibili, rompendo schemi improntati al politicismo e discutendo dei problemi del paese e delle loro possibili soluzioni, pragmaticamente. Sarà la chiarezza dei programmi il vero strumento di costruzione dell’alternativa e di dialogo con la società. Alleanze che si basassero su scelte poco chiare, o che sorvolassero su alcune questioni ineludibili - penso alla riforma del welfare, ad esempio – sarebbero poco credibili e deboli agli occhi degli elettori e finirebbero per mostrare presto la corda. Per questo è imprescindibile l’avvio di un confronto, che guardi al centro dello schieramento politico - all’UDC e all’API - e alla sinistra che vuole tenere un profilo di governo e che ieri ha visto chiudersi a Firenze il congresso fondativo di SEL.

Ma l’alternativa all’asse Berlusconi – Bossi non si può realizzare solo con le alleanze. Serve spiegare al Paese perché pensiamo di poter offrire una possibilità diversa. Di fronte ad un’opinione pubblica sfiduciata e disillusa bisognerà dispiegare una forte iniziativa di comunicazione e relazione del PD. La mobilitazione prevista per il mese di Novembre sarà per noi un banco di prova in questo senso.



Credo che un tema su cui dovremo spiegare molte cose ai cittadini sarà quello del finanziamento degli enti locali e dei servizi pubblici. La scure di Tremonti, ancora una volta, scarica su di loro i problemi di bilancio, nell’intento di fare cassa e dirottare il malcontento su chi ogni giorno lotta per lo sviluppo ed il benessere delle comunità. Questo inganno deve essere smascherato e l’opinione pubblica deve essere messa in condizione di difendere le buone pratiche di amministrazione da chi ciancia di federalismo mentre attacca le autonomie locali con i suoi tagli.



Il caso di Pisa può aiutarci a capire fino in fondo di cosa stiamo parlando e al tempo stesso quali siano le responsabilità che abbiamo di fronte.

La costruzione del bilancio 2011 sarà un vero banco di prova. Oltre 4 milioni di tagli al bilancio del Comune. Oltre 2 milioni di tagli alle politiche sociali. Altri milioni di tagli ai trasporti pubblici locali. Il tempo delle razionalizzazioni, delle strette più o meno indolori appare davvero finito: adesso ci costringono a tagliare i servizi e allora dobbiamo dire alcune parole chiare.

Serve un’accelerazione nella riorganizzazione della struttura comunale, che riduca i dirigenti, salvaguardi le competenze e aiuti a contenere le conseguenze della manovra sui dipendenti pubblici, che si vedranno bloccato lo stipendio per tre anni.

Servono accelerazioni sulla holding delle partecipazioni, sulla gestione del patrimonio, sugli altri risparmi possibili.

Grazie al buon lavoro di questi anni, che la Corte dei Conti ha riconosciuto, il Comune di Pisa ha i bilanci a posto e può ragionare di che cosa fare senza il cappio al collo. Ci troviamo però di fronte un governo che non ha saputo discernere tra i comuni virtuosi e quelli mal governati o forse non ha voluto farlo, perché avrebbe dovuto colpire più quelli a lui vicini e meno i nostri.

Dobbiamo avere la forza di rilanciare le nostre idee di governo locale e accompagnare la fase di redazione dei bilanci con una battaglia politica per un vero federalismo e un vero decentramento. Non è conservando lo status quo che possiamo puntare a contrastare la Lega e la destra. Dobbiamo sfidarli sui terreni in cui hanno fallito e che sono i nostri da sempre, a partire dal ruolo delle istituzioni locali.



Possiamo farlo, qui a Pisa, vantando i risultati di una tradizione non interrotta di buona amministrazione.

Il nostro congresso cade alla metà del mandato del Sindaco Filippeschi, occasione che ci permette di fare un bilancio ed esprimere dei giudizi di merito.

Pisa è oggi una città di 90mila residenti, ma con 150mila persone che la abitano. Al suo interno sono insediate ed operano grandi eccellenze: le università, il polo ospedaliero, l’aeroporto, uno snodo ferroviario da 18 milioni di frequentatori, un patrimonio artistico, ambientale e culturale di grande richiamo turistico.

È una città con caratteri speciali, unica nel panorama nazionale ad avere, nelle pur ridotte dimensioni, servizi e infrastrutture di livello metropolitano. Grandi opportunità e grandi problemi: per città virtuose e speciali come Pisa servirebbero risorse straordinarie, ma purtroppo il governo delle destre ne dà solo a qualche dissestata amministrazione “amica”.



La Pisa del domani è in continua costruzione: c’è una visione strategica dello sviluppo della città che condividiamo. Sono stati portati avanti tutti i progetti ereditati, con pochi ritardi limitati a quelli che dipendono dal governo per il loro avanzamento. Sono stati al contempo avviati ulteriori progetti strategici che si caratterizzano per il loro carattere innovativo.

Ci sono oltre 1000 milioni di euro di investimenti pubblici e privati in progetti già in corso di realizzazione. Le cose fatte e quelle già in cantiere disegnano una città in progresso costante, fra le più dinamiche, e capace di dirigere gli investimenti nel recupero, nell’innovazione, nella compatibilità sociale e ambientale. Ci basterà ricordare alcune iniziative.



È stato avviato il lavoro per il piano strutturale d’area e per la condivisione di servizi. Trova così conferma e concretezza la visione di “una città di 200mila abitanti”.

La centralità di Pisa nell’area costiera toscana viene ribadita nelle scelte infrastrutturali: la viabilità a Nord Est, gli interventi sul collegamento aeroportuale Pisa-Firenze (dal 16 Dicembre la nuova alta velocità, per citare una promessa mantenuta), gli importanti investimenti al Canale dei Navicelli che ha visto l’inaugurazione sabato scorso della nuova darsena.

Chiediamo ora che si affrontino con la marcia giusta i restanti passaggi, a partire dalla soluzione del nodo Aurelia e dalla mobilità d’accesso al litorale. Ribadiamo infine la necessità dell’intervento strategico di Sestaporta, che si deve fare nei tempi previsti, perché ne ha bisogno la città.



C’è poi una città in evoluzione, con i nuovi quartieri di edilizia residenziale pubblica (Cep e S.Ermete per i quali sono già stati ottenuti 25 milioni di euro di finanziamenti, che possono diventare 47 nei prossimi 2 anni), con il piano di recupero Chipperfield del Vecchio Ospedale di Santa Chiara e il completamento del Nuovo Ospedale Santa Chiara a Cisanello, con i grandi progetti in corso di realizzazione sul litorale a partire dal nuovo porto turistico di Marina.



Pisa ha progetti di sviluppo industriale come poche altre città: il polo industriale-logistico e di servizi di Porta a Mare con interventi privati per circa 200 milioni di euro e pubblici per circa 15 milioni; l’ampliamento dell’Area Industriale Pisa-Cascina; il progetto di riqualificazione di Ospedaletto (con la recente partecipazione a un bando regionale per 3 milioni d’investimenti) e la previsione di una Conferenza sul futuro dell’area; i nuovi spazi per incubatori ai Vecchi Macelli (finanziati col PIUSS); i nuovi spazi nei capannoni ex Piaggio a Porta a mare, lungo il canale dei Navicelli, per iniziative della nautica e dell’energetica.

Pisa è in prima linea nei progetti urbani d’innovazione: la mobilità elettrica, il parco fotovoltaico ai Navicelli per 3.5 MW, il nuovo regolamento edilizio per la sostenibilità energetica; il progetto per realizzare il piano regolatore della città digitale.



Pisa è la città dei diciotto progetti Piuss di recupero di beni monumentali, valorizzazione turistica, iniziative sociali per 43 milioni d’investimenti pubblici, di cui 35 su progetti del Comune in cofinanziamento. Da qui al 2014 Pisa non sarà più la stessa con il nuovo Corso Italia, la nuova Piazza dei Cavalieri, i percorsi turistici multimediali, le mura restituite integralmente alla città.

Progetti che ci consentono di essere ancora all’avanguardia nel turismo e nel sostegno alla cultura e che si affiancano alle evoluzioni di questi ultimissimi anni.

Siamo al decollo della realizzazione del Sistema Museale Pisano. Valutiamo in modo estremamente positivo la stipula del protocollo d’intesa fra le istituzioni pisane per la promozione dei “Grandi Eventi”, proposto e coordinato dal Comune. Banco di prova sarà la mostra di Mirò, con servizi aggiuntivi e coordinati di supporto ai turisti.



Stiamo costruendo una nostra idea di sviluppo della mobilità. Non si parte da zero, basti dire che Pisa sarà presto la piattaforma più avanzata di sperimentazione dell’auto elettrica, che entro il 2015 avremo il people mover in servizio fra la stazione e l’aeroporto e che sono in progettazione nuove busvie. C’è un obiettivo storico che rimane ancora valido: meno auto in città. È grazie alle scelte fatte – ztl, stalli blu, parcheggi scambiatori, lam – che pur con mille problemi Pisa non è collassata. La strada è giusta, è giunta l’ora di fare un passo lungo verso il futuro della mobilità.

Il contesto, però, non è semplice, per via dei tagli prospettati al trasporto pubblico. Solo un governo miope poteva imporre alle Regione di tagliare questi servizi. Pisa ha aumentato del 30% i passeggeri sulle linee urbane con le lam e ha un’azienda con bilanci sani. Ancora una volta non si guarda al merito: chi ha fatto bene è accomunato a chi è stato inefficiente. Il taglio del trasporto pubblico potrebbe avere conseguenze pesantissime: meno bus significa più auto e più auto significa più traffico, più smog, più pm10 e quindi più giornate di blocco della circolazione. Un circolo vizioso. Troviamo il modo, condiviso tra comuni, provincia e regione, di limitare i danni, consapevoli che comunque ce ne saranno.



Siamo indietro sulle cose che dipendono dal governo centrale.

Il progetto caserme è fermo al Ministero della Difesa dopo che il Comune ha fatto tutto quello che doveva. Cosa aspettano, che cada a pezzi la caserma Curtatone e Montanara già dismessa? Oppure addirittura la caserma Artale, dove sono state interrotte le manutenzioni malgrado ne prosegua l’uso? Ci aspettiamo risposte.

Chiediamo poi al Ministro Bondi di venire a vedere lo stato del cantiere del nuovo museo delle navi romane. Di rinvio in rinvio, quando sarà davvero aperto?

Per quanto riguarda l’ippodromo, lunedì prossimo verrà inaugurata la nuova pista, ma il Governo è inadempiente su tribune e servizi.

Sulla sicurezza urbana, infine: Maroni conosce le necessità di questo territorio; gliele hanno ricordate anche i sindacati di polizia. Cosa aspetta a dare il personale promesso?



Non ci sfuggono i temi su cui registriamo delle difficoltà.

Per quanto riguarda la cura del quotidiano, innanzitutto, sebbene siano stati fatti passi avanti sulla sicurezza, sul decoro, sull’igiene, sulle manutenzioni serve un salto di qualità ulteriore.

Servirebbero molti più soldi che il Comune non ha, ma è possibile intanto provare a usare al meglio quelli che già si spendono, partendo, come fatto di recente, dal coinvolgimento dei CTP per la definizione delle priorità. Serve evidentemente un maggiore coordinamento degli interventi.

Rispetto alla rete scolastica di base, solo con scelte chiare si sono raggiunti gli obiettivi dell’azzeramento delle liste d’attesa per i nidi e della qualità dell’offerta formativa. La famiglie si aspettano servizi di qualità e orari che consentano di coniugare famiglia e lavoro. Questo è e rimane l’obiettivo e non vincerà chi vuole farci tornare ai tempi di quando c’erano lunghe liste d’attesa e mamme a casa perché impossibilitate a mettere insieme lavoro e famiglia.

Sulle politiche per l’immigrazione non accettiamo caricature. Pisa è all’avanguardia da sempre. Ma chi crede che a non risolvere i problemi legati all’integrazione si faccia del bene alle persone che da altri paesi vengono a Pisa, si sbaglia. Un esempio d’innovazione è la sperimentazione nazionale per il rinnovo dei permessi di soggiorno: ancora una volta l’anello debole è Maroni che prima promette e poi non mantiene.



Come partito dobbiamo misurarci e dare il nostro contributo d’idee su alcune grandi questioni che investiranno il dibattito politico nei prossimi anni. Provo a citarne alcuni:

* un piano di fruibilità dell’Arno per restituire ai cittadini un elemento essenziale della città;
* l’uso e la gestione dei nuovi spazi riqualificati con i Piuss;
* le innovazioni ulteriori nei modelli di partecipazione, dopo la costituzione dei CTP;
* un piano per la “città digitale”, per far restare Pisa al vertice di un settore che l’ha vista capofila;
* un nuovo welfare cittadino, per rispondere in modo ancora migliore ai bisogni variegati di cittadini e abitanti.



E' del tutto evidente che l'insieme delle realizzazioni avviate e il respiro strategico delle innovazioni che, con forte consenso delle rappresentanze sociali organizzate, il Sindaco e la maggioranza hanno proposto alla città e alla Toscana vanno oltre il mandato. Già oggi possiamo dire alla popolazione e ai nostri interlocutori che vogliamo dare a Pisa stabilità di guida politica e già poterlo dire rappresenta un segno d'affidabilità e rafforza ogni nostra politica concreta a beneficio della comunità.

Il confronto con gli altri deve avvenire su basi programmatiche, quindi.

Anche a chi non ha condiviso dall'inizio le proposte della maggioranza di centrosinistra che governa il Comune chiediamo un confronto aperto, a partire da ciò che la giunta Filippeschi ha realizzato, dalla qualità sociale che esprime il nostro governo, dallo sforzo di innovazione che ci distingue, dalla coerenza fortissima di questo col programma della Provincia e della Regione Toscana (come ci ha ricordato la vice Presidente Targetti).



Chiediamo: cos’è un governo di centrosinistra se non un governo che investe in sviluppo sostenibile, che investe in nuovi quartieri residenziali pubblici, d’edilizia sociale, che mantiene servizi sociali di altissimo livello, malgrado i tagli del governo centrale, che spinge i cittadini a cambiare in meglio le proprie abitudini (più piste ciclabili, più raccolta differenziata), che aderisce a reti internazionali di città (Polis, Eurocities, Patto dei Sindaci…) per fare di Pisa una delle città più avanzate sul terreno della sostenibilità e dell’ambiente, che realizza un progetto Piuss esempio di promozione di un turismo di qualità, culturale e sostenibile, che dà servizi educativi di base da primato, che in Italia sono dietro di pochissimo soltanto a Bologna e Reggio Emilia?

Cos’è un governo di centrosinistra se non un governo che usa lo strumento urbanistico con una visione di progresso sostenibile, recuperando, ridistribuendo i carichi dei servizi, accrescendo standard – proponendone alla Regione di nuovi, addirittura, con sperimentazioni alle quali stiamo lavorando insieme all’azienda ospedaliera universitaria – con una nuova idea che non scantona rispetto ai problemi e che fa leva sulle potenzialità di una crescita conciliabile con il territorio sano e fecondo che abbiamo, con il Parco Naturale, con i valori del litorale?



Perché non riconoscere tutto questo e partire da qui per un confronto?

Sono questi i temi su cui chiediamo coerenza e su cui cercare una sintonia. Su questi punti il Pd è disponibile ad aprire una riflessione proprio a partire dalle forze interessate alla costruzione del “Nuovo Ulivo”. Fino a ieri, ad esempio sugli atti importanti dell’urbanistica, sono venuti soltanto dei no, Piano Strutturale escluso. Molto spesso senza vere proposte alternative. Ci siamo sentiti dire “non votiamo la variante al regolamento urbanistico perché la regione non vi darà mai i soldi per rifare i quartieri residenziali pubblici del Cep e di S. Ermete”. E invece la Regione, con l’assessore di Rifondazione, ce li ha dati quei finanziamenti.

Abbiamo visto tramutarsi in un voto contrario l’astensione data da SEL alla variante generale al Regolamento urbanistico prima del turno elettorale, quando si è fatto l’accordo politico per la Provincia. Siamo noi a chiedere disponibilità, dunque.

Da una parte delle opposizioni si è arrivati perfino a sostenere un ricorso al Tar contro la variante urbanistica.

Queste pregiudiziali vanno rimosse per avviare un buon dialogo. SEL nel recente congresso non ha messo l’urbanistica tra i temi in cui c’è diversità profonda di vedute con l’amministrazione. Se non si tratta di atteggiamenti tattici, noi siamo pronti ad aprire un confronto, che parta però dal riconoscimento di quanto di positivo si è fatto.

Spazi giovanili, politiche sociali e politiche verso l’immigrazione: questi sono stati i temi sollevati da SEL nel suo congresso. Siamo disposti anche a discuterne perché siamo convinti d’aver fatto bene. Ma per governare serve innanzitutto coerenza rispetto ai fondamentali temi programmatici a partire dal governo del territorio.



Faccio pochi esempi. Noi siamo per il superamento della logica emergenziale e sperimentale nel governo delle presenze delle comunità nomadi a Pisa e quindi per il superamento dei campi abusivi. Anche di quello di Oratoio, nella zona industriale. Vogliamo affrontare seriamente la questione senza pregiudiziali? Noi siamo quelli che hanno fatto sì che centinaia di persone trovassero alloggio in case vere, seppur tra mille problemi. Siamo arrivati al limite delle risorse spendibili. E allora chiediamo anche su questo coerenza perché non si può dire una cosa a Pisa ed un’altra in Regione. Noi siamo d’accordo in pieno con la Regione affinché si riducano le presenze e si facciano politiche più vaste del solo territorio pisano. Chiediamo sostegno e idee, non battaglie ideologiche, che hanno la sola conseguenza di lasciare troppe famiglie e troppi bambini nei campi abusivi.



Noi siamo per la soluzione del problema della sede di Rebeldìa, per far partire quanto prima i lavori per la Sestaporta. E infatti il Comune, con la Provincia, l’Università e il Diritto allo Studio hanno proposto una soluzione, quella di via Saragat, seria e ragionevole sotto tutti i punti di vista. Chiediamo coerenza anche su questo, perché non si può dire una cosa al Comune ed un’altra in Provincia. Noi siamo la città con la più alta presenza d’associazioni di tutta Italia proprio perché qua c’è un terreno fertile e un rapporto sempre costruttivo con le istituzioni. Discutiamo, ma a 360°, senza cedere a pretese sproporzionate e a tentazioni di rappresentare anche in questo caso in caricatura chi si è impegnato a trovare soluzioni. Quando qualcuno ha torto, governare significa dirglielo chiaro.



Sulla sicurezza ci viene chiesta discontinuità. Noi chiediamo innanzitutto che si condivida l’analisi della situazione e la richiesta fatta al Governo di applicare il Patto per la Sicurezza Urbana firmato anche da Provincia e Regione – altro richiamo alla coerenza – che chiede non per caso maggiore presenza di forze dell’ordine, proporzionata alla città reale. Perché ci pare che le forze alla nostra sinistra sottovalutino il problema e la sensibilità di tanti cittadini e di tanti elettori di sinistra. Siamo convinti che un esame condiviso della realtà non possa non portare alle conclusioni che è necessario un maggior controllo del territorio e più presenza di forze dell’ordine.



Viene sollevato il tema delle primarie. Ricordo che si sta parlando al partito che le primarie le ha inventate, in Toscana, a Pisa. Noi siamo per le primarie. Ma una coalizione si costruisce prima delle primarie e non dopo. E non si parte certo da zero. Sulla base di un giudizio sull’esperienza di governo e di una piattaforma programmatica condivisi, i cittadini scelgono i migliori candidati, se ce ne è più di uno. Altrimenti, come vuole la legge elettorale di province e comuni, le primarie sono il primo turno elettorale. Anche a livello nazionale dovrà essere così e così sarà per il Pd, che ha sue regole per fare le coalizioni. Si costruisce una coalizione, un programma condiviso, un progetto d’alternativa alla destra e poi si chiamano i cittadini a scegliere. Altrimenti si rischia ancora di vincere senza poter governare o, peggio ancora, di perdere di nuovo per le incoerenze. Questa sarebbe la vecchia politica, il fallimento del centrosinistra che abbiamo già vissuto in altre occasioni. Comuni, province e regioni hanno goduto delle virtù date loro da buone regole elettorali, che hanno assegnato ai cittadini responsabilità di scelta e stabilità politica: noi, con la maggioranza che governa la città, non vogliamo fare passi indietro.



La scelta di fare un’alleanza stretta ha consentito di governare la città con messaggi chiari e scelte nitide (urbanistica, asili nido, sicurezza: tanto per fare tre esempi primari). Una stabilità operosa che va conservata. E il contributo della Lista civica, del Partito socialista e dell’Italia dei valori è da salutare con soddisfazione. Questa coalizione ha saputo prendersi le proprie responsabilità e per questo ringraziamo ogni soggetto che ne fa parte.

Ogni tentativo di allargamento dell’alleanza si potrà fare solo senza rallentare. Un ulteriore banco di prova sarà il bilancio 2011. Ci aspettiamo coerenza da chi è all’opposizione del governo nazionale che ha scaricato sui comuni il peso insostenibile di una manovra assurda.

Se altrove la crisi economica ha avuto la faccia di aziende che chiudono (ed anche qui criticità non mancano e vanno risolte positivamente), a Pisa la crisi sta prendendo via via la faccia delle scelte del Governo. La mannaia sui comuni, sulle università, sulla scuola, sul sociale, sulla cultura colpisce in pieno la nostra città. Immaginate le conseguenze del blocco per tre anni degli stipendi dei dipendenti pubblici (dagli impiegati, ai professori, ai militari, agli infermieri e così via) oppure dei tagli al sociale e ai trasporti pubblici: fasce intere di ceto medio che finiranno ai limiti della sussistenza, se già non ci sono.



Le opzioni del governo locale ci hanno portato la definizione di “città pantera” dal Censis: prendiamo la crisi in contropiede con scelte di sviluppo innovativo. Non vorremmo che tutto venisse vanificato da un governo nazionale centralista e miope o da azioni come quella in corso che intende sfiduciare la presidente del Consiglio Comunale, a cui va la nostra solidarietà. Vogliono sfiduciare lei perché non possono sfiduciare il Sindaco, visto che la città si ribellerebbe. Ma il tempo dei giochi deve finire; la città ha occhi per vedere e valutare tra un governo che opera e opposizioni – soprattutto il PdL – prive di idee alternative. Noi abbiamo chiesto a chi vuole dialogare con noi di recedere da quella iniziativa. Lo abbiamo fatto insieme alle altre forze di maggioranza, esprimendo la massima disponibilità ad affrontare i temi del funzionamento del Consiglio nel loro alveo fisiologico. Lo imponeva il significato politico che il PdL ha voluto attribuire a questo passaggio.

Per questo dobbiamo respingere la mozione con un chiaro voto in Consiglio.

È chiaro che riteniamo pregiudizievole per i rapporti con le forze di cui siamo alleati in Provincia e in Regione il perseverare in un atteggiamento di chiusura al confronto su questo delicato passaggio. Non si tratta di un diktat, come qualcuno ha detto, ma di una normale ed inevitabile presa di posizione. Del resto, non mi sembra che a noi siano stati spediti mazzi di fiori.



A questo punto vorrei citare testualmente quanto ha detto Pierluigi Bersani chiudendo l’Assemblea Nazionale tenutasi a Varese due settimane fa: “non siamo rispettati abbastanza, non ci rispettano abbastanza gli amici, gli avversari. Su di noi si dice di tutto, mi sveglio al mattino e imparo che ho fatto cose che non ho neanche mai pensato. Ma vi garantisco che ce l'avremo questo rispetto. […] L'unica condizione è che ci rispettiamo noi. Se ci rispettiamo noi stiamo sicuri che poi ci rispetteranno. […]. Non possiamo permetterci ritardi, i tempi stringono e le responsabilità aumentano, ma le pagine dei giornali sono ancora troppo piene di un partito che parla di sé e non dei problemi, e sì che i problemi in giro sono tanti.”

Io credo che il Segretario nazionale abbia parlato bene. Noi dobbiamo smettere di logorarci da soli, di permettere che le pagine dei giornali siano riempite dalle nostre divisioni e non dalle nostre proposte. Certo, l’atteggiamento della stampa non aiuta, ma noi dobbiamo partire dai nostri comportamenti, improntandoli un po’ di più all’amor proprio. Impegniamoci a ridurre lo scarto che c’è tra politica e cittadini. Contrastiamo le caricature anche mediatiche della politica e parliamo delle cose concrete che si fanno o che si dovrebbero fare. I cittadini con questo linguaggio ci capiranno meglio.



Il percorso congressuale unitario deve servire a questo. È evidente che non ci siamo riusciti ancora fino in fondo, anche se non vanno sottovalutati alcuni risultati positivi.

Il Documento Congressuale licenziato all’unanimità dall’Assemblea Comunale uscente, innanzitutto, che io vi chiedo di approvare anche in questa nuova sede. Ha già cominciato a funzionare da strumento di dialogo e di confronto sui temi dello sviluppo con le organizzazioni dei lavoratori e delle imprese. Delinea gli scenari su cui riteniamo fondamentale riflettere ed agire per continuare a garantire occupazione e qualità della vita. Propone, cosa apprezzata da tutti gli interlocutori finora interpellati, la costituzione di una “coalizione locale per lo sviluppo”: non un semplice tavolo di confronto, né la pura riproposizione di una politica di concertazione fra le istituzioni e le parti sociali, ma l'attivazione di una comune consapevolezza sulla pesantezza della crisi e di una capacità di coesione fra le forze sociali e le istituzioni del territorio che diano certezza e stabilità di riferimenti per i progetti di sviluppo.



So perfettamente di avviarmi a guidare un partito diviso in modo spesso troppo netto fra le sue varie “anime”. Riconosco questo stato delle cose, ma lavorerò per superarlo. Dovremo lavorare molto sulla forma e sul funzionamento del nostro partito, per portarci nuovi iscritti, innanzitutto, e convincere il maggior numero di persone che sia utile e bello venire a far politica con noi. Non dobbiamo mai perdere la consapevolezza che la nascita del PD ha senso solo se risponde a una domanda storica: le tradizioni politiche nazionali bastano a rappresentare una società che si è trasformata?

Io sono convinto di no. Per questo dobbiamo allargare la nostra base recuperando lo spirito e l’entusiasmo originario della nostra iniziativa. Per questo sarà utile tenere vivo il dibattito nei circoli, che restano lo strumento fondamentale del nostro radicamento, della nostra capacità di dialogo coi cittadini, di rappresentanza ed anche di discussione. Cercherò con gli iscritti, nei circoli, un confronto diretto sui temi che dobbiamo affrontare, perché credo che il modo migliore per costruire l’unità sia accorciare la distanza fra la base e la dirigenza del Partito.

L’unità resta obiettivo fondamentale della nostra azione, anche nella proiezione verso l’esterno e nella costruzione dei rapporti politici. Non potranno avere credito tentativi di interloquire solo con pezzi del nostro gruppo dirigente da parte di altri soggetti politici.



L’estensione della nostra capacità di rappresentanza dovrà passare anche dall’allargamento del nostro gruppo dirigente. Abbiamo bisogno di coinvolgere sensibilità e competenze nuove, che vogliono dare una mano al di là dell’appartenenza. Prima lo faremo e meglio sarà.

Sarà anche importante puntare sul rinnovamento e sulla crescita politica dei più giovani. I Congressi dei nostri circoli hanno prodotto risultati incoraggianti; una nuova leva di giovani Segretari si affaccia sulla scena e ci aspettiamo che porti freschezza ed entusiasmo.

Il rapporto dell’Unione Comunale con i Circoli rivestirà un ruolo strategico nella gestione del partito. Servirà a rafforzare una comunicazione bidirezionale fra centro e periferia dell’organizzazione e a creare una nuova solidarietà fra chi ogni giorno dovrà dare qualcosa di suo al PD pisano.

Dovremo lavorare per far crescere i Circoli, nei numeri dei loro militanti, nella loro forza organizzativa e logistica (troppi non hanno ancora una sede stabile), nella loro capacità di iniziativa e di interlocuzione con la città. Perché è chiaro che il nostro interesse è parlare con la società pisana, con la sua complessità.

Sarà per questo utile lo strumento dei Circoli tematici, in particolare di quelli che si occupano delle questioni dell’Università e della Sanità, realtà importantissime per questo territorio. Con i vertici recentemente rinnovati delle istituzioni universitarie dovremo avviare al più presto un confronto diretto su molte importanti questioni.

Sarà utile anche dedicare una particolare cura al funzionamento dei CTP, attraverso cui possiamo fare molto.



Dovremo lavorare molto sulla comunicazione, puntare ad una relazione con la città non filtrata dai mezzi di informazione. Servirà mobilitarci, “rimboccarci le maniche” come chiede Bersani. La campagna di mobilitazione nazionale chiesta dal Partito per il mese di Novembre sarà una prima occasione per metterci alla prova.

Dovremo anche lavorare per tornare ad avere una presenza politica visibile in tutti i quartieri della città, con le nostre iniziative e le nostre feste. Dovremo comunicare e ricordare che la politica è in primo luogo un modo per stare insieme, per riconoscersi in una comunità.

Il mio intento è di comporre un esecutivo di giovani dirigenti che abbiano voglia di impegnarsi con capacità, dedizione e solidarietà reciproca. Siamo un partito pieno di energie e dobbiamo metterle in moto, liberarle. Se ci riusciremo avremo compiuto un passo decisivo nella costruzione del migliore PD. So che avrò la collaborazione di tutti voi in questo intento.



Viva il Partito Democratico di Pisa.


Leggi il resto del post...